La Guardia costiera libica spara a due pescherecci italiani: un ferito


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/guardia-costiera-libica-spara-due-pescherecci-italiani-ferito-70582a12-ae7d-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR342YAM3ch8kDK6lKkTbn4fydqnzK0Rho4C24pktCPA7y7ShErzd6sZmO8

La nave militare Libeccio intervenuta in soccorso del marittimo. I pescherecci non sono stati bloccati dai libici

La nave Libeccio della Marina Militare sta intervenendo in soccorso di un marinaio italiano ferito dai colpi di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica contro i due pescherecci Aliseo e Artemide circa 75 miglia a nord est di Tripoli e a 3o da Misurata. La Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.La persona rimasta ferita è il comandante della nave Aliseo Giuseppe Giacalone: i libici, dopo che le navi erano entrate in acque di competenza di Tripoli, hanno sparato colpi di avvertimento ordinando a entrambe di fermarsi. Sia la Aliseo che la Artemide sono riuscite però a sottrarsi all’alt. Entrambe appartengono alla marineria di Mazara del Vallo.

L’Aliseo era riuscita già a sottrarsi a un tentativo di sequestro da parte delle autorità tunisine nel 2017 ma soprattutto pochi giorni fa, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’Aliseo era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi. Ben 108 giorni, invece, era durata la prigionia di 18 pescatori di Mazara, catturati a settembre 2020 dalle milizie di Haftar e liberati il 17 dicembre dopo una complessa trattativa e una visita lampo dell’allora premier Giuseppe Conte a Bengasi con il ministro degli esteri Di Maio.

La Marina libica ha fornito una prima sua versione dei fatti, ammettendo di aver sparato colpi di avvertimento ma di averli indirizzati in aria. Secondo Tripoli la Aliseo e la Artemide avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico», ha riferito il portavoce della Marina libica: «La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca», ha ricordato.

Secondo informazioni raccolte invece dalla Farnesina e dall’Aise Il Comando della Squadra Navale italiana (CINCNAV) ha inviato un velivolo da pattugliamento P72 e nel contempo ha disposto l’avvicinamento di Nave Libeccio che, a sua volta inviava il proprio elicottero sull’area interessata. Intorno alle 14.30 l’unità libica Obari aveva avvicinato tre pescherecci (e non due) italiani intimando il fermo. Successivamente la Obari sparava dei colpi di avvertimento. Il team sanitario della Nave Libeccio è intervenuto inviando un medico a bordo; anche personale libico della Obari sarebbe salito a bordo del peschereccio interessato dall’evento per controllare le condizioni del comandante ferito. Non è ancora chiaro – secondo le fonti italiane – se le ferite siano imputabili ad arma da fuoco o incidente a bordo. Avrebbe comunque riportato una «ferita leggera ad un braccio».

Il peschereccio Aliseo

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