Modello 730: scadenze, novità e difficoltà. Tutto quello che bisogna sapere


articolo: https://www.corriere.it/economia/professionisti/consulenti-del-lavoro/cards/modello-730-scadenze-novita-difficolta-tutto-quello-che-bisogna-sapere/guida.shtml

La guida per il Modello 730 del 2021 (redditi 2020)

Arriva il momento della dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti: il modello 730 per l’anno 2020. La stagione comincia presto: a partire dal 10 maggio, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, che il Fisco appronta per ogni contribuente ormai da qualche anno (con procedure semplificate). Per accedere serve lo Spid, ovvero l’identità digitale per i servizi pubblici (di seguito le istruzioni).

Ma vediamo di seguito le principali novità e le tempistiche per la Dichiarazione dei redditi tradizionale e «fai da te», con l’ausilio della Guida redatta dai Consulenti del Lavoro.
Tra le novità la più delicata riguarda l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti per poter accedere alla detrazione delle spese sanitarie, onere che la pandemia e le sue conseguenza non hanno di certo agevolato. A tal proposito è stato già richiesto lo slittamento dell’entrata in vigore. «Non c’è dubbio che è una difficoltà in più che si va ad aggiungere alle altre già esistenti in questo strano periodo – dichiara Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del lavoro – . Per questo abbiamo richiesto il rinvio all’anno fiscale 2021». Vediamo nel dettaglio le novità certe del nuovo modello per la Dichiarazione dei redditi.

Chi deve presentare il modello 730: i dipendenti e i contribuenti – Possono utilizzare il modello 730 – 2021 i contribuenti che nel 2020 hanno percepito: redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati (es. co.co.co.); redditi dei terreni e dei fabbricati; redditi di capitale; redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente); redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero); alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata. Il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione se ha conseguito redditi nell’anno 2020 e non rientra nelle ipotesi di esonero (es. lavoratore dipendente titolare esclusivamente di redditi corrisposti da un unico datore di lavoro). La dichiarazione deve comunque essere presentata se le addizionali all’Irpef non sono state trattenute o sono state trattenute in misura inferiore a quella dovuta da parte del datore di lavoro. La dichiarazione può essere presentata, per fruire di detrazioni o per chiedere rimborsi relativi a crediti o eccedenze di versamento che derivano dagli anni precedenti.

Il 730 precompilato – A partire dal 10 maggio, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it. È possibile accedere al 730 precompilato utilizzando: – un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
– CIE – Carta di identità elettronica;
– le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps;
– una Carta Nazionale dei Servizi.

Fino al 30 settembre 2021 è possibile accedere anche utilizzando le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle entrate fino al 28 febbraio 2021.

Nella sezione del sito internet dedicata è possibile visualizzare:
il 730 precompilato;
un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel precompilato.
Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente;

– l’esito della liquidazione: il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga;
– il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.

Il modello 730 ordinario – Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello Redditi).

Il modello 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato. I lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio devono presentare il mod. 730 a un Caf o a un professionista abilitato. Il 730 ordinario si presenta ai predetti soggetti entro il 30 settembre.

Le novità del 2020 del Modello 730 – Tra le principali novità contenute nel modello 730 di quest’anno vi sono:
– Riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente con reddito fino a 28.000 euro (c.d. bonus 100 euro); inoltre, il lavoratore con reddito superiore a 28.000 euro e fino a 40.000 euro spetta un’ulteriore detrazione il cui importo diminuisce all’aumentare del reddito;
– Detrazione per ristrutturazione “Superbonus 110%”;
– Detrazione per “Bonus facciate” pari al 90%;
– Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica;
– Credito d’imposta “Bonus vacanze”, se il credito d’imposta vacanze è stato fruito entro il 31 dicembre 2020, è possibile fruire del relativo importo della detrazione pari al 20 % dell’importo sostenuto
.

La tracciabilità delle spese sanitarie – La legge di Bilancio 2020 ha previsto l’obbligo di tracciabilità per le detrazioni relative agli oneri di cui all’art. 15 del TUIR all’interno dei quali vi sono le spese sanitarie. L’obbligo di pagamento tracciabile, però, non riguarda le detrazioni spettanti per:
– le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici;
– le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

A titolo di esempio, una visita effettuata presso una struttura ospedaliera, in regime di intramoenia, o presso una struttura accredita con il servizio sanitario nazionale può continuare ad essere pagata in contanti conservando il diritto alla detrazione. Al contrario, la medesima visita, effettuata presso uno specialista “libero professionista”, deve essere pagata con un mezzo tracciabile (carta di debito, di credito, carta prepagata, bonifico e assegno bancario).

L’Agenzia delle entrate con la risposta n. 484 del 2020 ha chiarito che la spesa sanitaria può essere considerata sostenuta dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, anche in caso di pagamento effettuato da altro soggetto. Occorre però assicurare ai fini della detraibilità la corrispondenza tra spesa detraibile e pagamento effettuato dal terzo, fornendo al professionista o al Caf un documento che provi la transazione con ricevuta bancomat, bollettino postale, MAV, o estratto conto bancario. In mancanza di tali ricevute, l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile può essere documentato tramite una annotazione in fattura da parte del percettore delle somme (es. medico specialista)

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