Archivi del giorno: 5 marzo 2021

Coronavirus, in Lombardia 5.210 nuovi casi e 61 decessi. A Milano città +655 contagi, Brescia: +1.122


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_05/coronavirus-lombardia-5210-nuovi-casi-61-decessi-milano-citta-655-contagi-brescia-1122-cc03013c-7d88-11eb-a517-47051ff9fbb4.shtml

Il report di venerdì 5 marzo fornito dalla Regione. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 57.154, la percentuale si attesta al 9,1%. I pazienti guariti/dimessi sono 519.186

In Lombardia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, sono risultate positive al Sars-CoV-19 623.952 persone (+5.210 ; i casi positivi segnalati ieri erano 618.742 e l’aumento sul giorno precedente era stato +5.174), secondo i dati forniti dalla Regione Lombardia. Di queste, complessivamente, sono decedute 28.638 persone (+61, ieri +59). I ricoveri in ospedale sono 4.804 (+69, ieri +190), in terapia intensiva sono 543 (+11, ieri +26), mentre il totale dei guariti e dei dimessi è 519.186 (+1.415, ieri +2.057). I tamponi sono stati 57.154 contro i 53.563 di ieri. La percentuale dei positivi in rapporto ai tamponi effettuati è del 9,1% (ieri era 9,6% e l’altro ieri 8,2%).

vedi anche Link: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/coronavirus/misure

Qui il bollettino nazionale. Questa è la mappa del contagio in Italia, qui il grafico aggiornato dei casi nel mondo. Qui lo speciale del Corriere in cui infettivologi e esperti spiegano la pandemia.

I dati per provincia

Qui la mappa dei casi divisi per Provincia.

  • Milano +1.593 (ieri +1.200) – Milano città + 655 (ieri +421)
  • Bergamo + 370 (ieri +372)
  • Brescia + 1.122 ( ieri +1.114)
  • Como + 332 (ieri +403)
  • Cremona + 207 (ieri +170)
  • Lecco + 67 (ieri +180)
  • Lodi +67 ( ieri +80 )
  • Mantova +188 (ieri +291)
  • Monza e Brianza + 470 (ieri +475)
  • Pavia + 278 ( ieri +313)
  • Sondrio + 54 (ieri +72 )
  • Varese + 336 (ieri +378)

Morto “il Carletto” Tognoli, il ‘sindaco più sindaco’ della Milano del Dopoguerra che piaceva agli operai e agli industriali


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/05/news/morto_carlo_tognoli_sindaco_milano_socialista-290483726/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S9-T1

Sindaco socialista della Milano prima di Tangentopoli, entrò a Palazzo Marino che aveva solo 38 anni sostituendo Aldo Aniasi

“il Carletto” Carlo Tognoli (Milano, 16 giugno 1938 – Milano, 5 marzo 2021) è stato un politico e giornalista italiano. È stato sindaco di Milano, più volte Ministro della Repubblica, deputato ed europarlamentare.

Per tutti Carletto, anzi “il Carletto” Tognoli. O anche “il Tognolino“. Forse il sindaco “più” sindaco della Milano del Dopoguerra, nel senso che molti altri ce ne sono stati e non pochi hanno lasciato il segno, ma “Tognolino è uno che c’è sempre“. Vale a dire che, nei suoi dieci anni da primo cittadino, dal 1976 al 1986, e cioè dalla Milano degli Anni di piombo e dei morti ammazzati in strada da rapinatori e terroristi, alla Milano da bere della Borsa che tirava, delle modelle e del Made in Italy, lo trovavi ovunque, con gli occhi sgranati dietro gli occhiali da vista extralarge. E cioè, non solo in cerimonie e occasioni ufficiali, ma all’inaugurazione della bocciofila; nelle serate all’osteria della Briosca, dove ancora si esibivano i cantanti della ligera, la vecchia mala; e a tavola con qualche industriale, finanziere o giornalista a mezzogiorno, e a cena con l’operaio più sconosciuto della periferia più lontana. Aveva un’idea speciale: risanare con la cultura la città. Concerti a prezzi popolari, investimenti nei teatri, il sodalizio con Giorgio Strehler e con il Piccolo, la Scala che apre a giovani e operai. E aveva un altro pallino: l’ecologia. Si deve a lui e all’assessore al Traffico Attilio Schemmari se Milano chiuse al traffico privato il centro, l’intera cosiddetta Cerchia dei Navigli. Oggi si direbbe che cercava la “sostenibilità”, ma aveva la vista lunga e ci sapeva fare. continua a leggere

Sanremo 2021, Simona Ventura positiva al Covid non sarà al Festival


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/festival-sanremo/notizie/sanremo-2021-amadeus-festival-come-volevo-storico-40885f4e-7da1-11eb-a517-47051ff9fbb4.shtml

Podcast

Simona Ventura e’ positiva al Covid-19. Salta, percio’, la sua partecipazione come ospite al Festival di Sanremo, per la finale di sabato. A comunicarlo e’ Amadeus, che ha commentato: «È un grande dolore per me, ci teneva tanto a tornare al festival ma dobbiamo combattere con cose che non avremmo mai immaginato in passato. Faccio un grande in bocca al lupo a Simona e spero che ci saranno altre occasioni per tornare a lavorare insieme». Gli fa eco il direttore di Rai1, stefano coletta: «Ho un rapporto storico con Simona Ventura, ho appreso ora la notizia. Le mando un in bocca al lupo, mi dispiace molto. Simona è quasi in debutto con un programma in prima serata su Rai2 e io sono sempre molto equilibrato nei rapporti fra reti. Ma sul futuro è sempre aperta la possibilità che possa tornare su Rai1»

Amadeus: festival storico – «E’ il festival esattamente come lo volevo, esattamente così, e tutti quelli che mi hanno aiutato a realizzarlo. Permettetemi di dirlo senza presunzione, è un festival storico». Lo ha detto Amadeus commentando l’andamento del 71mo festival di Sanremo. «Credo che dobbiamo dirci le cose come stanno -ha detto il direttore artistico della kermesse- Dobbiamo capire che questo festival inevitabilmente rappresenta una forte rottura. Quando ho parlato di 70+1 era questo il senso». Perché, ha sottolineato Ama, «in una situazione come questa, in un anno dove è cambiato il mondo, il festival che stavamo pensando era un festival che andava in una direzione di assoluto cambiamento, non di un timido cambiamento». E «nel momento in cui c’è un cambiamento si approfitta di una situazione limite dove non si pensa al dato o al record da superare. I dati per me sono straordinari, al di là delle nostre più rosee attese», ha aggiunto il conduttore.

Amadeus e le donne e il festival ter – «Come l’anno scorso, volevo un cast molto al femminile, che voleva dire avere tante presenze. Mi piaceva di più l’idea della rotazione piuttosto che quella di avere 1-2 donne fisse e 50 uomini che si alternavano». Lo ha detto Amadeus, in conferenza stampa, spiegando la scelta di chiamare una donna diversa ogni sera. «Sono orgoglioso di avere avuto tante donne in due anni, ognuna con il suo mondo, dal più leggere al piu’impegnato», ha poi aggiunto. «Il prossimo festival? Non posso pensarci ora. Mi sembra molto lontano».

Controlli Covid ok, nessun ritiro, solo Irama «da remoto»«Oggi possiamo dire che è scongiurato il rischio di altri `ritiri´ dei cantanti in gara, perché gli esiti degli ultimi controlli sono tutti ok e siamo coperti fino a domenica. Quindi Irama rimarrà l’unico a partecipare da remoto». Lo ha sottolineato il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, nella conferenza stampa quotidiana del Festival di Sanremo. continua a leggere

Speranza firma le ordinanze: la Lombardia evita il rosso, la Campania no. Veneto e Friuli arancioni


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/05/news/monitoraggio_colori_regioni_zona_rossa_zona_arancione_iss-290417979/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S1-T1

I provvedimenti in vigore da lunedì 8 marzo. Iss-Istat: “Tra marzo e dicembre, 108.178 decessi in più rispetto alla media”

ROMA Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 8 Marzo. Passano in area arancione le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. La Lombardia evita la zona rossa, passando all’arancione scuro.  La Campania passa in zona rossa da lunedì 8 marzo.

Anche l’Emilia-Romagna resta in arancione. La decisione sarebbe dovuta anche alle differenze che ci sono fra i vari territori della provincia: per Bologna e Modena, le due zone maggiormente sotto pressione, è già infatti stata istituita la zona rossa, mentre Rimini, Ravenna, Cesena e Reggio Emilia sono in ‘arancione scuro.

La Liguria resta gialla, unica nel Nord Italia che resta di questo colore. L’Umbria è stata confermata in
fascia ‘arancione‘. La Regione ha quindi emesso una nuova ordinanza, valida fino al 21 marzo (salvo modifiche anticipate in base al mutamento del quadro epidemiologico) che si allinea al nuovo Dpcm e che conferma alcune delle misure già in essere.

Nelle Marche, dal 6 marzo le province di Ancona e Macerata saranno in zona rossa. Si applicano tutte le misure del nuovo Dpcm compresa la chiusura e didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e le università. Va sottolineato che in base all’ultimo Dpcm del 2 marzo che entrerà in vigore domani, sabato 6 marzo, nelle zone cambiano alcune regole. Le Province di Pesaro e Urbino, Fermo e Ascoli Piceno restano in zona arancione.

In Abruzzo, che si trova in zona arancione, scuole materne e dell’infanzia e barbieri, parrucchieri e centri estetici continueranno ad essere aperti anche nelle zone cosiddette ‘rosse locali’ istituite dalla Regione. Il presidente, Marco Marsilio, sta infatti per firmare una nuova ordinanza che proroga le maggiori restrizioni per determinate aree, ma le misure e i divieti verranno elencati nel provvedimento e non si farà più riferimento alle norme contenute nei Dpcm. Di fatto le maggiori restrizioni rappresentano un inasprimento delle misure previste per la zona arancione, in cui si trova l’Abruzzo. La zona con maggiori restrizioni non sarà più definita ‘rossa’.

Le zone

Riepilogando, ecco come sono divise le regioni:

Zona rossa: Campania, Basilicata e Molise.
Zona arancione: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Umbria, Toscana e le province autonome di Bolzano e Trento.
Zona gialla: Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta.
Zona bianca: Sardegna.

Le indicazioni della cabina di regia – “Il dato dell’Rt a 14 giorni mostra che il nostro Paese ha superato l’1, questa non è una buona notizia perché è un indicatore di crescita dell’epidemia e l’obiettivo a livello Paese e di Regioni e Province autonome è riportarlo rapidamente sotto l’1, ma quasi  tutte le regioni sono con l’Rt sopra l’1 anche se con il livello più basso dell’intervallo di confidenza in alcuni casi sotto l’1. continua a leggere

TUTTI GLI RT

Ecco il quadro regione per regione degli Rt puntuali come indicato nella bozza dell’ultimo monitoraggio  Iss-ministero della Salute (dati al 3 marzo 2021 relativi alla settimana 22-28 febbraio) :

REGIONE              RT PUNTUALE

  • Abruzzo           0.96
  • Basilicata        1.16
  • Calabria          0.81
  • Campania       0.96
  • E-R                     1.13
  • FVG               0.92
  • Lazio               0.98
  • Liguria           0.96
  • Lombardia     1.13
  • Marche           1.08
  • Molise            1.66
  • Piemonte       1.15
  • PA Bolzano    0.75
  • PA Trento      1.1
  • Puglia              0.93
  • Sardegna       0.67
  • Sicilia             0.79
  • Toscana         1.18
  • Umbria           0.79
  • Valle d’Aosta   1.21
  • Veneto             1.08

Nuovo Dpcm marzo, negozi chiusi e coprifuoco: si decide in quindici giorni. L’ipotesi di nuovi limiti


Un’ulteriore stretta se la curva dei malati gravi continuerà a salire . Zone rosse locali allargate ai comuni vicini per contenere il virus

Podcast Corriere Daily

Il numero che più allarma è quello delle terapie intensive con 2.475 occupati e soprattutto 232 nuovi ingressi registrati giovedì. Perché si avvicina pericolosamente a quella soglia dei 3.000 che fa scattare l’allarme. E non è l’unica. Il dato sui nuovi contagiati, che negli ultimi giorni mostra la risalita veloce della curva epidemiologica, è l’altro indicatore tenuto d’occhio con ansia dagli esperti. Perché dimostra che la terza ondata è ormai cominciata e la richiesta del governo su presidenti di Regione e sindaci affinché mandino in rosso tutte le zone dove si creano focolai si è già trasformata in pressing. Se anche questo non dovesse bastare a fermare l’avanzata del Covid-19, dovrebbero scattare le chiusure nazionali. Al momento l’ipotesi di tornare al lockdown viene esclusa, altre ipotesi continuano a essere esplorate. E vanno tutte nella stessa direzione: limitare al massimo lo spostamento delle persone, evitare i contatti. «I prossimi quindici giorni saranno decisivi, dobbiamo monitorare l’effetto delle ordinanze sul cambiamento di fascia», ripetono i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari regionali Mariastella Gelmini.

Il Dpcm – Il provvedimento in vigore da sabato 6 marzo non prevede chiusure ulteriori rispetto a quelle già in atto. Soprattutto in zona gialla. Conferma però il sistema e soprattutto «copre» il periodo delle vacanze pasquali ritenute di massimo rischio proprio come quelle natalizie, se non addirittura di più per l’arrivo di una stagione più mite.

I mini lockdown – Le ordinanze sulle aree in zona rossa dovranno essere ampliate ai comuni limitrofi proprio per prevenire il rischio di contagio. Serve a potenziare al massimo le restrizioni nelle zone di pericolo ricorrendo anche all’arancione scuro che non prevede il lockdown ma chiude comunque le scuole. L’allerta per i contagi tra i giovanissimi — con l’impennata nella fascia di età tra i 10 e i 19 anni — costringe infatti alla didattica a distanza. Ma questo potrebbe non essere sufficiente.

I negozi – Se la curva non accennerà a diminuire nelle stesse zone dove le lezioni sono in Dad potrebbe essere imposta anche la serrata di alcuni esercizi commerciali. Del resto nella riunione della sorsa settimana con i governatori, Gelmini è stata fin troppo esplicita: «Ci chiedete di chiudere le scuole, ma tenete aperti i centri commerciali e questo è un controsenso», ha detto. In zona rossa sono già stati chiusi barbieri, parrucchieri e centri estetici. Con un peggioramento della situazione altre categorie potrebbero subire la stessa sorte.

Il coprifuoco anticipato – La possibilità di portare alle 20 il divieto di uscire di casa è stato discusso nei giorni scorsi, quando si stava mettendo a punto il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi il 3 marzo, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Si è deciso di prendere tempo, ma l’orario sarà anticipato qualora ci si rendesse conto che il numero di nuovi contagiati da ricoverare manda in crisi le strutture sanitarie.

Gli spostamenti – Potrebbero scattare nuovi divieti anche per gli spostamenti non necessari per motivi di lavoro, salute e urgenza. La limitazione potrebbe riguardare le visite a parenti e amici. In zona rossa è già stato vietato di andare «in due adulti e minori di 14 anni, una volta al giorno nelle case di altri». Alcune ordinanze regionali con il passaggio all’arancione scuro — come quella entrata in vigore in Lombardia — hanno già previsto la stessa restrizione. A questo punto non è escluso che si possa decidere di uniformare le misure in tutta Italia ad esclusione delle zone gialle.

Lombardia in zona arancione scuro, le regole: parchi aperti, ma sono vietate le visite a parenti e amici


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_05/arancione-rafforzato-posso-andare-trovare-parenti-parchi-sono-aperti-59949576-7d37-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml?fbclid=IwAR3xtigyH3C-vjBZUT1MuqBBZFFFfJFKYINzPkfL34PvqnzE36Ln-W9DC4k

Le restrizioni che entrano in vigore con il passaggio all’arancione rafforzato: è vietato  uscire  dal  proprio  Comune  e  nei  negozi  entra  un  solo  membro della famiglia  per volta. Niente visite a casa e niente aree giochi

Podcast Corriere Daily

Bar e ristoranti sono chiusi. Centri estetici e parrucchieri possono accogliere i clienti – La nuova ordinanza firmata dal presidente della Lombardia Attilio Fontana contiene anche il divieto, tranne per i soggetti con disabilità, di utilizzare le aree attrezzate per gioco e sport all’interno di parchi, ville e giardini pubblici. Non è, però, prevista la chiusura dei parchi cintati, che restano disponibili nel rispetto del distanziamento. Rimangono aperti, come in zona arancione, tutti i negozi, tranne i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. La nuova ordinanza prevede, però, l’accesso limitato alle attività commerciali ad un solo componente per famiglia. Come per i negozi, non cambiano le regole per gli esercizi pubblici: bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno. Rimane consentita la consegna a domicilio e l’asporto. Rimangono aperti anche centri estetici e parrucchieri.

A casa gli studenti di tutte le scuole. Il nido unica eccezione – La fascia «arancione rafforzato» nasce per intervenire là dove la variante inglese corre di più: tra i giovani. La principale differenza rispetto all’arancione classico riguarda appunto gli studenti: tutte le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse, con sospensione delle lezioni in presenza e obbligo della sola didattica a distanza, ad eccezione degli asili nido. Restano, però, le attività di laboratorio e quelle di inclusione scolastica per gli alunni disabili. Lezioni solo a distanza anche nelle università. Ma c’è una deroga, e coinvolge gli studenti «figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione». Per loro il ministero ha già dato indicazioni ai dirigenti scolastici affinché sia garantita la frequenza in presenza.

Si può uscire liberamente. Vietate le seconde case anche dentro la regione – Sugli spostamenti ci sono molti punti in comune con la zona arancione, ma anche due notevoli differenze. Come già in zona arancione, anche nella sfumatura più scura si può uscire liberamente di casa dalle 5 alle 22, ma si deve rimanere all’interno del proprio Comune di residenza. Non si possono, quindi, varcare i confini comunali se non per motivi di lavoro, urgenza, salute e ad eccezione dei comuni sotto i 5 mila abitanti. La prima grande differenza riguarda però le seconde case: in zona arancione rafforzato non è possibile raggiungere le seconde case ubicate nel territorio della regione e fuori, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. Non è consentito, inoltre, a coloro che non risiedono in Lombardia recarsi presso le seconde case ubicate in Lombardia.

Niente visite agli amici. Non è mai consentito andare nelle abitazioni – La seconda grande differenza rispetto alla zona arancione «classica», ma anche alla fascia «arancione rafforzata» fin qui applicata, riguarda la visita a casa di amici e parenti, che in zona arancione è consentita una sola volta al giorno, nello stesso comune, in massimo due persone più figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. Da oggi, invece, in tutta la Lombardia sono vietati gli spostamenti verso le abitazioni private ubicate nel territorio della regione, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. In parole semplici, non si possono più andare a trovare parenti e amici, nemmeno all’interno del proprio Comune. Si ricorda, inoltre, che gli spostamenti verso le altre regioni non sono consentiti fino al prossimo 27 marzo.

La mia mascherina FFP2 è a norma di legge? Per essere sicuri c’è uno strumento online dell’Ue


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_marzo_05/mia-mascherina-ffp2-norma-legge-essere-sicuri-c-strumento-online-dell-ue-7b41b666-7cfd-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml?fbclid=IwAR2ugmOIlmMaG5BP08bycMTXFL2i8iTpqdmripT9vkqUMKquZNw2JAboang

In pochi clic è possibile scoprire se il marchio CE stampato sul proprio dispositivo è truffaldino o meno. Tuttavia, questo sistema di certificazione ha dimostrato gravi lacune

Podcast Corriere Daily

Il caso delle note U-Mask, ritirate dal mercato poiché il ministero della Salute ha citato «potenziali rischi per la salute» e ha definito poco rigoroso il processo di certificazione, ha fatto sorgere un dubbio a tutti i possessori di mascherine FFP2: «E se anche la mia non fosse sicura?». Domanda legittima, ma fortunatamente un tool online dell’Unione Europea può aiutare a chiarirsi le idee: raggiungibile a questo link, permette infatti di scoprire se il produttore ha completato il necessario iter di certificazione CE.

Il procedimento – Verificare le informazioni del caso è questione di pochi clic: basta inserire il numero a quattro cifre stampato sulla propria mascherina, accanto al marchio CE, all’interno della casella «Keyword On Notified body number». Dopodiché apparirà il nome dell’ente che ha rilasciato la certificazione (in caso contrario, procedere pure a cestinare già il dispositivo truffaldino). Poi, una volta cliccato sul nome indicato, occorre assicurarsi che nella scheda «Legislations» compaia la dicitura relativa al «Personal protective equipment». Infine l’ultimo step: controllare che nel corrispondente file Html o Pdf sia riportata la voce «Equipment providing respiratory system protection». Ciò garantirà che il materiale che si ha tra le mani è stato validato da un’agenzia autorizzata da Bruxelles a rilasciare certificazioni per dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Nell’immagine un esempio del percorso da seguire (in questo caso inserendo il numero 0598).

Ma i dubbi rimangono – Trovare la propria mascherina all’interno del database è definitivo indice di sicurezza ed efficacia? Purtroppo no: U-Mask, che dispone del marchio CE, lo ha dimostrato chiaramente. E a confermarlo ci ha poi pensato un test choc condotto da una società altoatesina su una lunga serie di altri modelli. E potrebbe non essere finita qui. È infatti cronaca delle ultime ore l’avvio di un’indagine dell’Antifrode Ue sulla società turca Universalcert, sospettata di fornire certificati CE2163 anche a prodotti non a norma. Stando così le cose, difficile dare torto a Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici italiani, che al Corriere ha dichiarato: «L’epidemia ha mostrato tutti i limiti del marchio CE», auspicando poi la creazione di enti equivalenti all’Ema in Europa e all’Aifa in Italia che certifichino quanto dichiarato dal produttore, come succede con vaccini e farmaci. Ma al momento non c’è alternativa: il massimo che si può fare è, per l’appunto, sincerarsi che la marcatura CE presente sulla propria mascherina non sia fasulla. Non è comunque cosa da poco.