Nuova Zelanda, scossa di terremoto di magnitudo 6.9. Diramata allerta tsunami


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_marzo_04/nuova-zelanda-scossa-terremoto-magnitudo-69-3444bb60-7cf2-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml?fbclid=IwAR2vu0y9ufsBAkY3Lk_BdUbqo3UYLfvj2Aas0MXXQZz-jtEb1kzSeb-cTR0

Una scossa di terremoto di magnitudo 6.9 è stata registrata al largo della Nuova Zelanda alle 14.27 ora italiana, con epicentro nell’Oceano Pacifico, a 180 chilometri a nord-est della città di Gisborne, a una profondità di 10 chilometri.

A renderlo noto la Usgs, l’agenzia americana che gestisce il National Earthquake Information Center. Diramata anche un’allerta per un possibile tsunami nel raggio di 300 chilometri dall’epicentro del sisma, l’agenzia neozelandese per la gestione delle emergenze in un tweet ha invitato chi abita vicino alla costa e ha avvertito una scossa lunga o forte a spostarsi immediatamente verso le zone interne e lontane dall’Oceano. Nel 2011 una scossa di terremoto di magnitudo 6.3 aveva devastato la città di Christchurch causando la morte di 185 persone.

«Spero che tutti stiano bene là fuori» ha scritto sui social il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern. Il sisma è stato avvertito distintamente in tutte le principali città dell’isola.

Anticorpi monoclonali contro il Covid, via ai test sull’uomo in Italia. Rappuoli: «Potrebbero farci guarire in 3-4 giorni»


Dall’estate si potrà forse guarire dal Covid-19 con una semplice iniezione intramuscolare, fatta in ospedale, a casa o dal medico.

Una volta che il liquido della fiala sarà iniettato, basteranno tre o quattro giorni per guarire e sconfiggere il Coronavirus.

Sarà possibile grazie all’anticorpo monoclonale della Fondazione senese Toscana Life Sciences, realizzato in laboratorio da un team di una ventina di ricercatori, perlo più donne e quasi tutte italiane, che sono al lavoro su questo farmaco rivoluzionario da un anno, da quando cioè il Covid 19 fece tappa a Codogno, per la prima volta in Italia. Da allora la ricerca in questi laboratori avveniristici nella periferia di Siena non si è mai fermata, sotto la supervisione del dottor Rino Rappuoli, microbiologo, coordinatore scientifico del Mad Lab di Fondazione Toscana Life Sciences.

Il farmaco monoclonale è l’unico italiano e si è dimostrato molto potente (studi in vitro e in vivo), al punto che potrebbe servirne una quantità di molto inferiore a quella utilizzata dall’allora presidente Usa Donald Trump.

L’anticorpo è inoltre capace di combattere anche le varianti inglese, sudafricana e brasiliana.

Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali? A spiegarlo con estrema semplicità è lo stesso dottor Rappuoli: «Gli anticorpi sono sostanze naturali prodotte dal nostro organismo. Noi non abbiamo fatto altro che selezionare gli anticorpi prodotti dai pazienti guariti, riprodurre in laboratorio quelli più potenti, fino a passare alla produzione industriale che li rendono un medicinale da reiniettare nelle persone».

In questi giorni, sono in corso i primi test sull’uomo per verificarne la sicurezza e, dice Rappuoli, «nel giro di un mese ci aspettiamo i primi dati sulla sicurezza», mentre «verso maggio-giugno i primi dati sull’efficacia», e, compatibilmente, il farmaco potrà essere messo a disposizione del Servizio sanitario nazionale a partire dall’estate.

Certo è che si tratta di un farmaco molto costoso, lascia intendere Rappuoli, «ma noi abbiamo cercato di sviluppare un farmaco molto potente così che sia possibile averne dosaggi inferiori a prezzi accessibili».

Il farmaco è stato prodotto per l’avvio degli studi clinici sull’uomo, per conto di Tls dal partner industriale Menarini Biotech, presso lo stabilimento di Pomezia, nel Lazio. E infine, per quanto riguarda la disparità di trattamento tra Paesi ricchi e Paesi poveri, come già avvenuto con i vaccini, Rappuoli è molto chiaro: «Il nostro farmaco monoclonale è pensato anche per i Paesi poveri perché, come detto, è potente e prodotto a un prezzo accessibile».

Tra le ricercatrici del team che si occupa di monoclonali anche Claudia Sala, Senior Scientist del Mad Lab presso Fondazione Toscana Life Sciences: «Abbiamo raccolto in questo lavoro i risultati più significativi dell’attività di ricerca svolta negli ultimi mesi e che ci ha permesso di ottenere una sempre migliore caratterizzazione degli anticorpi. Tra questi anticorpi ne abbiamo selezionati 14, poi classificati in quattro diversi sottogruppi, sulla base della loro specificità di legame a porzioni definite della proteina spike del virus. Anche dopo la scelta dei 3 anticorpi più promettenti e del candidato farmaco, ora in fase di sperimentazione clinica il lavoro di ricerca nei nostri laboratori prosegue affinché si possano avere sempre maggiori risposte nel percorrere la strada per combattere SARS-CoV-2». 

Lombardia in zona arancione scuro dalla mezzanotte di oggi al 14 marzo


articolo: https://www.corriere.it/salute/21_marzo_04/lombardia-zona-arancione-scuro-mezzanotte-oggi-14-marzo-7dc99788-7cd4-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml

L’intera regione Lombardia dalla mezzanotte di giovedì va in zona arancione scuro: in arrivo l’ordinanza di Fontana

L’intera Lombardia da stasera va in arancione scuro. A partire da mezzanotte di oggi fino al 14 marzo la regione Lombardia sarà classificata come zona «arancione rafforzato». Significa che tutti gli istituti scolastici, eccetto i nidi, saranno chiusi.

Fontana firmerà un’unica ordinanza che comprenderà anche le precedenti. Stando agli ultimi dati, attualmente negli ospedali lombardi ci sono 4.545 ricoverati per Covid e 532 Covid positivi ricoverati in terapia intensiva (+26 nella mattinata di oggi. Qui il bollettino del 3 marzo).

L’ordinanza, tra le altre cose, prevederà l’accesso limitato nelle attività commerciali (un solo componente per famiglia), il divieto di utilizzare le aree giochi all’interno dei parchi e il divieto di recarsi nelle seconde case.

Zona «arancione rinforzato»: ecco le regole
Corriere della Sera
 
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Cosa si può fare e cosa no: dalle uscite di casa alle scuole La fascia \”arancione rinforzato\” prevede ulteriori restrizioni rispetto alla fascia arancione \”comune\”. Ecco cosa succede quando un territorio diventa arancione scuro: è consentito uscire di casa dalle 5 alle 22 rimanendo, però, all’interno del proprio comune di residenza. Diversamente dalla zona arancione comune, dove sono aperte scuole elementari e medie e per le superiori è prevista la didattica a distanza al 75%, in quella \”arancione rinforzato\” tutte le scuole restano chiuse. Chi vive in zona arancione può uscire dal comune di residenza per recarsi nella seconda casa, ciò non vale per l’arancione scuro. Bar e ristoranti restano chiusi ma è consentita la consegna a domicilio. Per i bar l’asporto soltanto fino alle 18. In entrambe le zone i negozi sono aperti. In zona arancione e arancione scuro barbieri, parrucchieri e centri estetici rimangono aperti. ( Ansa – CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/zon…