È morto Gianni Nazzaro, una delle voci più amate degli anni 70


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/07/27/news/e_morto_gianni_nazzaro-312010092/

Cantante e attore, aveva 72 anni. Con i suoi successi, tra cui ‘Quanto è bella lei’, è stato uno dei protagonisti della canzone canzone popolare italiana degli anni Settanta

Quello di Gianni Nazzaro è stato uno dei volti e delle voci più amate della canzone canzone popolare italiana degli anni Settanta, è scomparso a Roma, a causa di un tumore e per la canzone popolare italiana è una grande perdita. Bello, elegante, nato a Napoli nel 1948, Nazzaro era un cantante melodico che aveva saputo bene come attraversare il tumultuoso decennio interpretando l’amore, cantando canzoni scritte da Claudio Baglioni come da Gianfranco Bigazzi.

Aveva esordito, diciassettenne, in quella singolare discografia “alternativa” che prosperava a Napoli fatta di dischi a 45 giri cantati da perfetti imitatori dei grandi. Il giovane Nazzaro imitava alla perfezione Adriano Celentano, Gianni Morandi e tanti altri, cantava bene e con passione, ma è come solista, nel 1967 che si fa notare al Festival di Napoli, che gli apre le porte verso la fama e il successo nel resto del Paese. Cantagiro, Settevoci, Canzonissima, il Disco per l’Estate, il Festival di Sanremo, gli show televisivi musicali lo vedono nei primi anni settanta sempre tra i grandi protagonisti, molte volte vince, altrettante porta ai primi posti delle classifiche le sue canzoni (su tutte Quanto è bella lei), interpretate sempre con grande maestria, cercando di tener fede alla sua grande natura melodica ma al tempo stesso di non farsi travolgere completamente dalla rivoluzione dei cantautori. Nazzaro, proprio per la sua avvenenza, approda rapidamente anche al cinema, ma è il teatro, e in particolare il teatro musicale, a dargli belle soddisfazioni, lanciandolo in una carriera d’attore che lo porterà spessissimo anche sul piccolo schermo, in soap come Un posto al sole e Incantesimo.

La vita gli ha riservato anche delle sorprese amare e di certo Nazzaro non aveva mai accettato il destino che era stato riservato alla sua interpretazione di Perdere l’amore. La canzone, scritta da Marcello Marrocchi e Giampiero Artegiani, era stata presentata da Nazzaro alla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo del 1987 che l’aveva scartata. L’anno seguente la canzone venne proposta nuovamente, questa volta interpretata da Massimo Ranieri, e non solo venne selezionata ma addirittura vinse il Festival. “A me dissero che la canzone non era adatta al festival“, ricordò in molte occasioni negli anni seguenti. Era stato anche vittima di un grave incidente stradale nel 2016, dal quale si era ripreso con molte difficoltà.

GIANNI NAZZARO – SIGNORA MIA
Gianni Nazzaro – Quanto è bella lei 
Gianni Nazzaro, Perdere l’amore – da MilleVoci 2016

Caso camici, chiusa inchiesta sul governatore Fontana e altri 4


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/27/news/caso_camici_chiusa_inchiesta_su_fontana_e_altri_4-311946948/

Caso camici, chiusa inchiesta sul governatore Fontana e altri 4: “Antepose suo interesse a quello pubblico”. Si va verso processo

Notificato l’atto firmato dai pm titolari dell’inchiesta per frode in pubbliche forniture. Rimane aperto il filone che riguarda l’accusa di autoriciclaggio e false dichiarazioni nella “voluntary disclosure

Chiuse le indagini sul caso camici che vede coinvolto il governatore Fontana. Oggi è stato notificato l’atto firmato dai pm titolari dell’inchiesta: 5 le persone indagate, tra queste anche il governatore Attilio Fontana, con l’accusa di frode in pubbliche forniture. Verso l’archiviazione invece le posizioni per quanto riguarda il reato di turbativa d’asta, che vedevano iscritti nel registro degli indagati Andrea Dini di Dama spa, cognato di Fontana, e Filippo Bongiovanni ex numero uno di Aria spa, la centrale acquisti del Pirellone.

Si va quindi verso il processo e rimane in piedi l’impianto accusatorio che riguarda il governatore nella vicenda giudiziaria nata dopo i mesi caldi della pandemia in Lombardia, quando la Regione attraverso Aria spa era in cerca di dispositivi di protezione per gli ospedali. Se da una parte la procura ha riconosciuto che quell’affidamento di una partita da 75mila camici del valore di 513 mila euro alla Dama spa (titolare del marchio Paul & Shark) non può essere considerato un appalto e conseguentemente non si configura la turbativa, dall’altra diventa ancora più salda l’accusa di frode nelle pubbliche forniture: la consegna della partita di camici trasformata in donazione è stata poi bloccata e il non aver consegnato quelle che restavano (circa 25mila camici) rappresenta un reato secondo i pm Luigi Furno, Paolo Filippini e Carlo Scalas.

Ci fu un “accordo collusivo intervenuto” tra Andrea Dini, patron di Dama spa, “e Fontana“, suo cognato, “con il quale si anteponevano all’interesse pubblico, l’interesse e la convenienza personali del Presidente di Regione Lombardia“, il quale da “soggetto attuatore per l’emergenza Covid” si “ingeriva nella fase esecutiva del contratto in conflitto di interessi” sull’ormai nota fornitura di camici e altri dpi trasformata in donazione. Lo scrive la Procura di Milano nell’avviso di conclusione delle indagini per frode in pubbliche forniture a carico del presidente lombardo, Dini e altri tre. La “frode” nella pubblica fornitura di camici e altri dpi, contestata dalla Procura di Milano, venne messa in atto “allo scopo di tutelare l’immagine politica del Presidente della Regione Lombardia Fontana, una volta emerso il conflitto di interessi derivante dai rapporti di parentela” con Andrea Dini, titolare di Dama spa, società di cui la moglie di Fontana, Roberta Dini, aveva una quota del 10%. Lo scrivono i pm milanesi nell’atto di conclusione dell’inchiesta notificato oggi dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf e nel quale viene ricostruita l’imputazione. continua a leggere

Cina, l’impressionante tempesta di sabbia travolge Dunhuang: città in tilt


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Cina, una tempesta di sabbia travolge Dunhuang: citta’ in tilt

Una forte tempesta di sabbia ha provocato il caos domenica a Dunhuang, nel nord-ovest della Cina, dove si trovano le antiche grotte di Mogao. La tempesta di sabbia ha inghiottito l’autostrada in pochi minuti, ingiallendo il cielo e riducendo la visibilità a meno di cinque metri. La polizia stradale locale ha imposto il controllo del traffico e ordinato ai veicoli in panne di lasciare la superstrada.

Germania, esplosione in un impianto chimico a Leverkusen, un morto e quattro dispersi


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L’evento è stato classificato dalla protezione civile come “altamente pericoloso

Una esplosione si è verificata stamattina, poco prima delle 10, in un impianto chimico di Leverkusen, nella regione tedesca Nordreno Vestfalia. Il quotidiano Koelner Stadt-Anzeiger ha riferito che l’esplosione è avvenuta nel parco industriale Chempark di Leverkusen in un impianto di incenerimento dei rifiuti. La zona, venti chilometri a nord di Colonia, ospita diverse aziende, tra cui la farmaceutica Bayer.

Le cause al momento sono ignote, ma la protezione civile ha classificato l’evento come “altamente pericoloso“. Sedici i dipendenti sono rimasti feriti tra questi quattro in modo grave, e quattro persone sono disperse. Secondo il canale tedesco Welt Tv, le autorità locali hanno anunciato che una persona è deceduta a causa dell’esplosione.”Siamo sconvolti dalla tragica scomparsa di un nostro collega“, ha scritto su Twitter il capo del parco industriale Lars Friedrich. continua a leggere

Allarme in Germania, esplosione in un impianto chimico

Leverkusen, esplosione in un impianto chimico: alta colanna di fumo su tutta la città

Chievo addio: ufficiale l’esclusione dalla Serie B


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/07/26/news/chievo_addio_societa_esclusa_dalla_serie_b-311879564/

Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato il ricorso della società veronese, sotterrata da debiti tributari oltre i 23 milioni di euro. Potrà essere riammesso il Cosenza. Escluse anche Casertana, Sambenedettese, Novara e Carpi. Si salva la Paganese

Il presidente del Chievo Luca Campedelli 


Il Chievo non c’è più. Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato il ricorso della società veronese contro la mancata iscrizione al campionato di Serie B. Un giudizio devastante, che cancella dalla geografia dei campionati professionistici la favola dei ciuchi volanti. Non è bastata nemmeno la consulenza di Bernardo Giorgio Mattarella, il figlio del presidente della Repubblica e il parere pro veritate fornito dal Maurizio Leo, uno dei maggiori esperti di diritto tributario in Italia. Ripartiràforsedai dilettanti, da capire se potrà accedere alla Serie D o se invece dovrà ricominciare dalla terza categoria

Il Chievo scompare sotto una montagna di debiti: solo quelli tributari superavano i 23 milioni di euro allo scorso 30 giugno. Un sistema che andava avanti da tempo: troppo, per non diventare letale. Soprattutto senza i ricavi della Serie A a fare da contrappeso a una situazione insostenibile. Si chiude nel modo peggiore la storia delle cenerentola arrivata al ballo dei grandi, con il culmine dei preliminari di Champions giocati nell’agosto del 2006, grazie a Calciopoli e alla riscrittura delle classifiche. La Federcalcio, nel Consiglio federale di martedì che dovrà completare gli organici dei campionati, riammetterà il Cosenza, che così tornerà a giocare in Serie B dopo la retrocessione di maggio. 

Il Chievo non è l’unica. Il Collegio di garanzia del Coni ha rigettato anche i ricorsi di Casertana (impresentabile davvero, senza nemmeno la fideiussione per l’iscrizione), Sambenedettese, Novara e Carpi, contro la mancata ammissione alla prossima Serie C. Anche loro saranno sostituite. Sperano Lucchese, Pistoiese, Arezzo, Siena, Fidelis Andria, Latina, Fano, Picerno e Cavese. Si è salvata invece la Paganese, il cui ricorso è stato accolto. Per tutte le società escluse, possibile il ricorso al Tar. Ma praticamente impossibile tornare in organico. 

A Rozzano gru cade su palazzo, evacuati gli inquilini. Tra le cause possibili le conseguenze del maltempo


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/26/news/rozzano_gru_caduta_su_palazzo_maltempo_pioggia_famiglie_sfollate-311828111/

Eaccaduto intorno alle 13 in via Pasolini. L’edificio era in ristrutturazione


Avevo messo su il risotto e avevo appena abbassato la tapparella della cameretta visto che diluviava e grandinava. Sono tornata verso il corridoio e ho sentito il pavimento tremare, ho pensato di morire, non ho mai sentito tremare così. Mi sono girata e ho visto crollare l’armadio, un rumore fortissimo, e poi aprirsi uno squarcio nel muro“. La signora Lella sta cucinando e facendo qualche pulizia quando le entra in casa un pezzo di una gru che all’ora di pranzo crolla sulla palazzina dove vive al quarto piano in via Pasolini a Rozzano.

Precisamente un contrappeso del braccio della gru le si infilza nel muro e lì ci resta, con i due bracci che uno si accascia sulla facciata davanti e l’altro oltrepassa il tetto e come un pendolo poi si spezza e finisce nel giardino condominiale. La scena vista da fuori è surreale. Ma per una trentina di famiglia la realtà è una mattinata di paura e non poter entrare in casa per qualche giorno. La Protezione civile è sul posto, d’accordo col Comune a chi non ha amici e parenti dove appoggiarsi viene offerto un tetto per la notte.

Succede intorno alle 12,30 in via Pasolini, al quartiere Alboreto di Rozzano, una zona di case relativamente nuove della cittadina dell’hinterland. Qui tra il 13 e il 15 vivono 36 famiglie, molti sono in vacanza, altri sono in giro, altri ancora sono in casa quando succede l’inimmaginabile. “Ho visto la gru roteare su se stessa, poi a un certo punto prendere velocemente una traiettoria e ribaltarsi sulla casa, come sia possibile con 60mila chili di contrappesi ce lo devono spiegare” racconta una condomina che dalla finestra riesce a vedere una porzione della scena. continua a leggere

Sardegna, un incendio doloso provoca gravi danni all’albergo di Temptation Island


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Un grave incendio ha colpito la struttura alberghiera che ospita Temptation Island

Un grave incendio ha colpito la struttura alberghiera che ospita Temptation Island: l’origine sarebbe dolosa, come testimoniano le immagini delle telecamere di sorveglianza.

Da ormai diversi giorni la costa occidentale della Sardegna sta letteralmente bruciando. Enormi spazi verdi sono diventati neri per effetto delle fiamme che hanno reso cenere piante, case, così come molti animali.

La piaga degli incendi estivi in Sardegna – La Coldiretti ha stimato che serviranno circa 15 anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea scomparsa nelle ultime ore. 1.500 persone residenti nell’Oristanese hanno dovuto abbandonare le loro case e decenni di storia naturale sarda sono svaniti tra le fiamme.

Un altro incendio, sempre sulla costa sud occidentale sarda, ha generato il panico tra i turisti. Qualcuno, infatti, ha dato fuoco all’Is Morus Relais a Pula, conosciuto da molti in zona come la ‘base logistica’ di Temptation Island, il reality Mediaset che va in onda su Canale 5.

Dalle prime frammentarie notizie, riportate da TGCOM24, si è scoperto che una persona avrebbe appiccato l’incendio intorno alle 4 di questa notte. L’uomo avrebbe versato diversi litri di liquido infiammabile negli uffici del titolare della struttura e nell’area delle terrazze esterne, per poi alimentarlo con piccole fiamme.

L’incendio nell’albergo di Temptation Island – Il fuoco ha rapidamente avvolto gran parte della struttura. Una pattuglia dei carabinieri si trovava in zona ed ha immediatamente avvertito il personale presente, che ha provveduto a sua volta ad evacuare la struttura.

All’interno c’erano circa 60 persone, tra turisti e personale dell’hotel. Nel giro di qualche ora le fiamme sono state spente grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, che in questi giorni di fine luglio stanno lavorando senza sosta sulla costa occidentale sarda.

Dopo il grande spavento, sono iniziate le indagini: è caccia alla persona, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, che intorno alle 4 ha causato danni enormi alla struttura e mandato nel panico decine di turisti.

Poche ore fa il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas aveva annunciato di aver richiesto lo stato di emergenza per calamità naturale. Il Consiglio straordinario lo ha approvato immediatamente.

Videolina – puntata speciale di Monitor


Questa sera alle 21 puntata speciale di Monitor. Insieme a Simona De Francisci le ultime notizie sull’emergenza incendi che ha investito la Sardegna, la conta dei danni e il punto sulle operazioni di spegnimento delle fiamme e di messa in sicurezza dei centri abitati.

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Vaticano, via al processo al cardinale Becciu. Dieci anni di segreti e corruzione nella Santa Sede


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blob:https://video.corriere.it/76fcc63a-eeaf-4ac7-83d3-98cf65200796

In Vaticano è l’ora dei conti: con la giustizia e con i bilanci. Alla prima ci pensa il tribunale terreno del Papa, che da martedì 27 luglio processerà, fra gli altri, un cardinale: Giovanni Angelo BecciuÈ la prima volta nella storia. I reati a vario titolo contestati ai 10 imputati sono truffa, riciclaggio, peculato, corruzione. Sui bilanci pesano i resoconti finanziari in rosso e l’uso spregiudicato, nel recente passato, dei fondi della Segreteria di Stato. Un «marcio sistema predatorio e lucrativo» secondo i magistrati del Papa, dove soggetti «improbabili se non improponibili» hanno attinto alle risorse della Santa Sede grazie anche a «limitate ma assai incisive complicità e connivenze interne».

Gli imputatiDavanti a una corte (di laici) e all’opinione pubblica di tutto il mondo verranno ripercorsi, analizzati e giudicati dieci anni di gestione segreta delle finanze del Vaticano. Oltre a Becciu, alla sbarra ci sono il suo ex segretario monsignor Mauro Carlino, la sedicente agente segreta «ingaggiata» da Becciu, Cecilia Marogna, lo storico banchiere del Vaticano Enrico Crasso, il commercialista che aveva le chiavi della cassa del Papa Fabrizio Tirabassi, gli ex vertici dell’Aif, l’Antiriciclaggio vaticano, René Brülhart Tommaso Di Ruzza (per solo abuso d’ufficio), l’avvocato d’affari Nicola Squillace, il finanziere a cui sono stati dati in gestione 200 milioni delle offerte dei fedeli Raffaele Mincione, e il broker di valute incaricato dalla Segreteria di Stato di tutelare quel patrimonio, Gianluigi Torzi, poi arrestato con l’accusa di estorsione ai danni della Santa Sede.

I retroscena

Per la prima volta saranno esaminate in pubblico le scelte finanziarie, gli investimenti, le logiche di selezione dei consulenti e dei banker da parte della Segreteria di Stato. Magari si chiariranno anche i punti oscuri: per esempio, per quale motivo il Vaticano abbia trattato per mesi con un presunto estorsore e perché gli abbia poi bonificato 15 milioni; o i retroscena dello scontro tra lo Ior e il segretario di Stato Pietro Parolin per un prestito (non concesso) da 150 milioni di euro; e anche quanto il Vaticano ha effettivamente perso con le scommesse finanziarie spericolate dei vari BecciuPerlasca Tirabassi «assistiti»da MincioneCrassoTorzi e da altri imputati.
C’è un aspetto di immagine e reputazionale molto delicato: i fondi della Segreteria di Stato, oltre 600 milioni di euro, derivano dalle offerte dei fedeli al Papa, il cosiddetto «Obolo di San Pietro» che si raccoglie ogni anno il 29 giugno nelle chiese di tutto il mondo. È un’entrata fondamentale: da quel tesoro ogni anno i papi attingono per ripianare le perdite della macchina operativa del Vaticano. Solo il 10%, viene usato dai pontefici per la carità; la gran parte serve a sostenere le spese della Curia Romana, le ambasciate (nunziature), la comunicazione, i giornali, l’uniformità del rito in tutti i paesi, fino ai tribunali ecclesiastici.

L’obolo ricapitalizza l’aziendaMa a quanto ammonta il buco del Vaticano? Per tre anni, fino al 2018 compreso, i bilanci della Santa Sede non sono stati resi pubblici, ma hanno sempre chiuso in perdita. Nel 2016 il bilancio vaticano ha perso 3 milioni, l’anno dopo 32 milioni. Nel 2018 ne ha bruciati 75, nel 2019 altri 11 e infine 66 l’anno scorso. Nel 2020, infatti, al deficit strutturale si è aggiunto il Covid: con i Musei Vaticani (i più visitati al mondo) chiusi per quasi un anno e minori affitti incassati dagli inquilini, c’è stato un calo di circa 100 milioni di ricavi.

Complessivamente tra il 2016 e il 2020 il deficit cumulato è pari a 187 milioni. Se si aggiungono le stime sul 2021 il buco varia tra 237 276 milioni di euro. continua a leggere

Incendi in Sardegna, corsa contro il tempo per arginare il fuoco. E c’è chi tenta di riaprire l’attività


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/07/26/news/incendi_in_sardegna-311797503/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1

Attesi altri Canadair francesi. L’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Gianni Lampis: “Non si tratta soltanto di fermare l’avanzata delle fiamme, ma di bonificare le zone dove potrebbe riprendere vigore. Saltati i ripetitori in alcune zone”

Bosa (Oristano) – C’è fretta di arginare il fronte del fuoco a Scanu Montiferru, all’interno della costa nord occidentale sarda, sopra a Bosa, prima che il vento rinforzi, come è previsto intorno all’ora di pranzo. Questa mattina nel Marghine un cielo grigio e una piatta irreale hanno fatto sperare nella pioggia, ma poche gocce non bastano a bloccare un fronte delle fiamme che è ancora vasto e continua a mandare in cenere boschi di querce e lecci del valore inestimabile, pascoli, stalle, vigneti.

Sulla strada che da Alghero porta a Bosa il volo dei Canadair che vanno verso il mare per rifornirsi è incessante. In paese, a Bosa, le narici pizzicano per il fumo, il Canadair passa proprio sopra la testa, diretto a Suni: “Alle 6.30 di questa mattina gli aerei hanno ripreso le operazioni – conferma l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Gianni Lampis – e stiamo aspettando a momenti che arrivino anche gli altri quattro Canadair, due dalla Corsica e due dalla Francia. Non si tratta soltanto di fermare l’avanzata delle fiamme, ma di bonificare le zone dove potrebbe riprendere vigore“. Parlare con l’assessore è un problema: “La linea è pessima – conferma – sono saltati anche i ripetitori”. continua a leggere

Ad Aragon muore in pista il pilota 14enne Hugo Millán


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/moto/2021/07/25/moto-european-talent-cup-ad-aragon-muore-pilota-14enne_2b1f0835-b32d-4a8c-abef-e8a977040ec2.html

European Talent Cup, dopo la caduta il giovane spagnolo è stato investito dal polacco Pawelec

Hugo Millan

Il mondo delle due ruote è in lutto. È morto Hugo Millan, talentuoso pilota classe 2006. Un terribile incidente motociclistico è avvenuto questa mattina nella gara della European Talent Cup sul circuito di Aragon.

Millan, secondo nella classifica di categoria con 4 podi e 2 pole position, è caduto a 13 giri dal traguardo e nel tentativo di uscire dalla pista a piedi il giovane spagnolo è stato investito dal polacco Oleg Pawelec che non ha potuto evitarlo. Scattata la bandiera rossa, il giovanissimo pilota di Huelva è stato medicato e poi trasferito in ambulanza, prima di essere trasportato in elicottero all’ospedale di Saragozza, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Tutte le gare in programma oggi ad Aragon sono state cancellate.  

Le chat audio di Clubhouse disponibili a tutti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2021/07/22/le-chat-audio-di-clubhouse-disponibili-a-tutti_11c98925-5c23-44a5-af73-e1729a9fb60f.html

Clubhouse esce dalla fase beta e rimuove il sistema delle liste d’attesa in vigore finora. Chiunque voleva provare le chat audio dell’app, sia su iOS che Android, doveva infatti aspettare che un altro utente lo facesse entrare, una volta che il suo nome appariva nel menu ‘waiting list‘. Sedici mesi dopo il suo debutto, l’app delle conversazioni apre a tutti.

Per ufficializzare il cambiamento, l’azienda ha presentato anche un nuovo logo e un sito web, www.clubhouse.com, dove essenzialmente sono presenti le linee guida della comunità e gli articoli del blog. La mossa è chiaramente rivolta a far crescere il numero di iscritti.

Clubhouse ha aggiunto un sistema di messaggistica diretta la scorsa settimana, sottolineando che da quel momento le persone hanno inviato un totale di 90 milioni di messaggi. Stando alle ultime statistiche, in media gli utenti trascorrono più di un’ora al giorno sulla piattaforma, che ha beneficiato del lancio su Android dopo aver raggiunto una certa saturazione su iOS. Nel frattempo, i principali social, tra cui Twitter, Facebook, Instagram, Discord e Spotify, hanno presentato le loro versioni delle chat audio, accrescendo la concorrenza nel settore. “Sappiamo che ci saranno molti alti e bassi man mano che cresceremo, con la concorrenza delle grandi reti che si farà sempre più aggressiva. Ma crediamo che il futuro sia creato da un atteggiamento positivo e siamo entusiasti di continuare a lavorare per costruire un diverso tipo di social network” ha spiegato il team. (ANSA).

Tokyo: sei azzurri in quarantena, ma possono gareggiare


articolo: https://www.ansa.it/olimpiadi_tokyo_2020/notizie/2021/07/24/tokyo-sei-atleti-azzurri-in-quarantena-al-villaggio-_b3221df2-bea3-4e43-952c-430a70ca98fd.html

Quello che tutti temevano è diventato realtà: sei atleti azzurri, tra pugilato, tuffi e skateboard, sono in quarantena al Villaggio olimpico dopo essere entrati in “contatto stretto” con un giornalista italiano trovato positivo al covid-19 dopo il viaggio in aereo da Roma a Tokyo. L’isolamento fiduciario è stato disposto anche per altri sette componenti della delegazione italiana.

La decisione delle autorità sanitarie giapponesi è stata comunicata al Comitato organizzatore e poi al Coni che ha diffuso un comunicato stampa nel quale ha annunciato che non è pregiudicata la partecipazione alle gare dei sei atleti. “La normativa – ha fatto sapere il Comitato olimpico italiano – prevede che possano continuare ad allenarsi e a gareggiare, effettuando un tampone molecolare sei ore prima della gara“. Nel rispetto della privacy, sui loro nomi è stato mantenuto il massimo riserbo, anche se finora in Giappone degli atleti dello skateboard è arrivata solo la 19enne Asia Lanzi. E durante il pomeriggio italiano, gli appassionati del pugilato hanno tirato un sospiro di sollievo quando Irma Testa è salita sul ring per combattere e vincere il primo match della categoria pesi piuma (57 kg) contro la russa, alle Olimpiadi ‘atleta neutrale’, Liudmila Vorontsova. All’interno del Villaggio i sei atleti “continueranno a svolgere regolarmente tutte le loro attività propedeutiche alle competizioni olimpiche seguendo solo specifiche accortezze procedurali per quanto riguarda i pasti ed i trasferimenti agli impianti di gara“. Ovviamente non può essere solo una questione di condizione fisica. Ecco perché il Coni “si sta adoperando ai massimi livelli per garantire alle atlete e agli atleti, sfortunatamente coinvolti in questo disagio non causato dai loro comportamenti, le migliori condizioni, anche psicologiche, per superare rapidamente e senza aggravi questo particolare momento di difficoltà“. E’ fin troppo facile prevedere che il covid sarà un elemento condizionante per i Giochi a cinque cerchi. E se il Cio cerca di tenere lontani i dubbi, riferendo ai giornalisti che “solo lo 0,02 per cento dei tamponi effettuati in questa prima parte di Olimpiade è risultato positivo“, tutta la grande famiglia a Cinque cerchi sa bene che nei prossimi giorni arriveranno altre comunicazioni che faranno cambiare, in peggio, la carriera di altri atleti.

Covid, positivi 20 membri dell’equipaggio dell’Amerigo Vespucci


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/07/25/covid-positivi-20-membri-dellequipaggio-dellamerigo-vespucci_9fac69b9-ea97-494d-b155-8b02cef7f67b.html

La Marina fa sapere che sono tutti vaccinati. Prevista sosta a La Spezia per isolamento di 10 giorni

Venti membri dell’equipaggio della Amerigo Vespucci sono risultati positivi, asintomatici o paucisintomatici. Lo comunica la Marina Militare spiegando di aver “prontamente messo in atto tutte le misure cautelative a tutela della salute del personale, prevedendo una sosta nel porto della Spezia dove verrà attuato un protocollo specifico che prevede l’isolamento di 10 giorni in idonee strutture a terra per tutto il personale risultato positivo, nuovi controlli su tutti i membri dell’equipaggio e la completa sanificazione dell’unità“.

L’equipaggio a bordo è composto da 360 persone.

L’intero equipaggio di Nave Vespucci “ha aderito alla campagna vaccinale della Difesa e ben prima dell’inizio della campagna aveva completato il doppio ciclo di vaccinazione”. Lo spiega la Marina Militare in una nota aggiungendo che “in linea col protocollo della Forza Armata per impedire la diffusione del Covid, continueranno con regolarità i controlli periodici“. Al termine del periodo di isolamento dei 20 positivi, verrà eseguito nuovo controllo e la campagna allievi verrà ripresa “appena possibile“. “La Marina Militare – si legge ancora – ha da tempo adottato procedure molto rigorose sulla prevenzione e sul controllo della diffusione del Covid-19, che le hanno consentito di continuare a operare senza soluzione di continuità, con la massima attenzione alla sicurezza del proprio personale nel corso di tutta l’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19“.

La Nave Scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare è arrivata oggi a Funchal (Portogallo), seconda tappa della Campagna d?Istruzione 2017, dove rimarrà fino al prossimo 10 maggio. ANSA/ UFFICIO STAMPA/MARINA MILITARE HO EDITORIAL USE ONLY

Maltempo, lago di Como: frana a Blevio, detriti e fango su strade e automobili


articolo: https://video.repubblica.it/cronaca/maltempo-lago-di-como-frana-a-blevio-detriti-e-fango-su-strade-e-automobili/392619/393332?video&ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S2-T1

Danni nel comasco per violenti temporali con vento e grandine. A Blevio, sulla sponda orientale del lago, i torrenti in piena hanno provocato frane che hanno isolato due frazioni a monte. E’ stata temporaneamente chiusa anche la ex statale 583 Lariana.

Frana a Blevio (CO): le primi immagini
Maltempo Blevio (Co), la frana: auto sommerse dai detriti

Tromba d’aria a Gallarate, tetto si stacca e finisce sulle auto. Allagamenti e danni a Chiavenna e nel Lecchese


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/25/news/maltempo_tromba_d_aria_gallarate_danni_lombardia_sondrio_varese-311698048/

METEO – MEGA SUPERCELLA DISTRUGGE TUTTO A GALLARATE 

Violenti acquazzoni in diverse zone della Lombardia, nel Varesotto evacuato uno stabile. Allerta arancione su Milano

Una tromba d’aria ha investito questa mattina, intorno alle 10,30, il rione Caiello di Gallarate (nel Varesotto): la violenta perturbazione ha sollevato parte del tetto di una palazzina in via Ortella, facendolo precipitare sulle auto parcheggiate in zona e nel cortile dei palazzi adiacenti. Fortunatamente non c’è stato alcun ferito e i Vigili del fuoco sono intervenuti con un’autopompa e un’autoscala per rimuovere la copertura pericolante e mettere in sicurezza l’area.

L’ondata di maltempo si è scatenata mentre la città stava festeggiando San Cristoforo, il patrono di Gallarate. Secondo i dati raccolti dalla stazione del Centro meteo lombardo collocata a Caiello, alle 10.45 le raffiche di vento hanno raggiunto i 58 chilometri orari all’altezza di due metri, il che significa che in quota la velocità era nettamente superiore.

Abbiamo avuto circa un’ora di pioggia e grandine diffusa su gran parte della città, ma i danni si sono concentrati prevalentemente a Caiello – spiega il sindaco Andrea Cassani, che si è recato in via Ortella per valutare personalmente gli effetti della tromba d’aria – La cosa più importante è che non ci sia nessun ferito. All’ultimo piano della palazzina da cui si è staccato il tetto ci sono due appartamenti: uno è sfitto, mentre nell’altro vive una famiglia di quattro persone, che trascorrerà alcune notti in hotel mentre verranno effettuati gli interventi necessari, a cominciare dall’installazione di una guaina protettiva che impedisca all’acqua di penetrare nell’abitazione“. “Sono anche cadute delle piante in prossimità dell’asilo del quartiere Azalee e il vento ha sradicato le coperture laterali delle tribune dello stadio – continua il sindaco – Anche lì comunque non si è registrato nessun danno alle persone“.

Rispettando le previsioni, il maltempo sta colpendo anche altre zone della Lombardia: un violento acquazzone si è abbattuto nel tratto italiano della Val Bregaglia (che collega il cantone svizzero dei Grigioni con l’Italia), causando l’interruzione della strada statale 37 del passo Maloja, in territorio comunale di Chiavenna (in provincia di Sondrio), a poca distanza dall’abitato di Prosto. Sul posto stanno operando da mezzogiorno varie squadre di imprese incaricate dall’Anas con quelle dei Vigili del fuoco del distaccamento di Mese e sono presenti anche i carabinieri. Non si registrano vittime, anche se due auto in transito verso il confine con la Svizzera sarebbero state investite in parte dalle colate di detriti fuoriusciti dal torrente Perandone, esondato all’altezza di un’azienda chiusa.

Pioggia, vento e grandine si sono abbattuti anche sul Lecchese all’ora di pranzo, con decine di chiamate ai vigili del fuoco di Lecco e Merate (Lecco) per allagamenti, con auto in difficoltà e alcune strade della Brianza, in particolare a Garbagnate Monastero (Lecco) e Nibionno (Lecco), trasformate in torrenti. La grandine ha devastato le coltivazioni in Brianza. Il maltempo ha interessato anche la Valsassina e l’Alto Lario: a causa del distacco di materiale roccioso, è stato chiuso dal sindaco di Dervio (Lecco), per motivi di sicurezza, il sentiero tra Dervio e Pianezzo. Sono stati effettuati anche sopralluoghi sulla strada provinciale che unisce Bellano (Lecco) e la Valsassina per il rischio idrogeologico.

L’ondata di maltempo si è abbattuta anche sulla Bergamasca, dove una violenta grandinata ha interessato le valli Seriana, Brembana e Imagna, dove la grandine ha ricoperto le strade e rovinato gli orti. I vigili del fuoco sono stati impegnati in una trentina di interventi in tutta la provincia, concentrati specialmente nelle valli, per alberi abbattuti, massi sulle strade, allagamenti: non si segnalano invece danni ad abitazioni o persone ferite. A San Pellegrino l’ex statale si è allagata proprio davanti alla sede dell’omonima azienda di acque minerali.

Per la giornata di oggi, domenica 25 luglio, permangono condizioni meteo di marcata instabilità sulla Lombardia, che proseguiranno anche nelle giornate di domani e di martedì. In particolare, sul nodo idraulico di Milano il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emanato per questo pomeriggio un’allerta gialla (criticità ordinaria) per rischio idraulico e idrogeologico, e un’allerta arancione (criticità moderata) per rischio di forti temporali. Il Comune di Milano è pronto ad attivare i monitoraggi della situazione per verificare la necessità d’interventi.

Incendi in Sardegna,…


Incendi in Sardegna, le fiamme arrivano nel centro abitato di Cuglieri

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Il momento in cui il gigantesco rogo divampato tra Bonarcado e Santu Lussurgiu nell’Oristanese è arrivato nel centro di Cuglieri. In nottata 200 abitanti sono stati sfollati. Solo questa mattina la situazione è lievemente migliorata e 120 persone hanno fatto rientro a casa.

Incendi in Sardegna, Santulussurgiu e Cuglieri e Bonacardo
Emergenza incendi in Sardegna: ancora focolai a Cuglieri

Incendio nell’Oristanese, le fiamme minacciano le case: elicotteri in azione

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Un fronte di fuoco minaccia sempre di più Porto Alabe, località costiera nell’Oristanese, in Sardegna. I residenti hanno già cominciato ad evacuare le case, mentre il via vai degli elicotteri tra il mare e le fiamme è continuo. La Regione: “Almeno 20mila ettari in fumo, danni incalcolabili“. ll Dipartimento della Protezione Civile ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile per chiedere agli altri paesi dell’Ue l’invio in Italia di velivoli che possano contribuire a spegnere gli incendi.

Vigili del Fuoco – Oristano, Causa incendio evacuate 40 persone allontanate 60 famiglie
Maxi incendio in Sardegna, Vigili del Fuoco in azione
Vigili del Fuoco – Oristano, Salvataggio animali a causa del vasto incendio boschivo

Maltempo, è allerta gialla per domenica: rischio forti temporali su Milano


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/24/news/maltempo_milano_lombardia_allerta_gialla-311606133/

Il maltempo, a causa di una perturbazione di origine atlantica, interesserà molto probabilmente tutta la Lombardia e anche il resto del nord Italia


Allerta gialla maltempo per domenica 25 luglio, a Milano, dove c’è il rischio che scoppino temporali di forte intensità: l’ha emanata il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia, sottolineando che le condizioni meteo perturbate sono previste a partire dalle ore 10.

Il Comune di Milano – precisa una nota di Palazzo Marino – è pronto ad attivare i monitoraggi della situazione per verificare la necessità di interventi“.

Peraltro il maltempo, a causa di una perturbazione di origine atlantica, interesserà molto probabilmente tutta la Lombardia e anche il resto del nord Italia: il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un’allerta meteo per la possibilità di precipitazioni diffuse, che localmente potranno essere anche molto intense e accompagnate da grandinate, fulmini e forti raffiche di vento.

Effetti dei cambiamenti che sta subendo il quadro meteorologico in questi giorni: secondo gli esperti della Fondazione Omd-Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, la Lombardia finora si è trovata al confine fra la zona in cui agisce l’anticiclone africano e quella interessata dalle correnti più fredde provenienti dall’Atlantico e dal nord Europa, ma da domani e ancor più nella prossima settimana entrerà in un’area di bassa pressione e le temperature scenderanno.

I lombardi potranno quindi trovare refrigerio dall’ondata di calore dell’ultimo periodo: c’è però il rischio che i fenomeni temporaleschi siano particolarmente violenti, con grandinate e venti molto forti, fra stasera e domani, come spesso avviene a seguito di giornate molto afose.

Con Pes scompare il simbolo di una generazione di videogiochi: ora è il momento di eFootball


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/07/23/news/addio_pes_simbolo_di_una_generazione_benvenuto_efootball-311395083/

Konami rivoluziona il suo storico gioco di calcio: una decisione sensata ma che in qualche modo chiude definitivamente un ciclo storico

“Non sono qui per seppellire Pro Evolution Soccer, ma per lodarlo” potremmo dire per commentare la notizia che Pes cambia nome, cambia pelle e cambia filosofia per cercare di sopravvivere in un settore fagocitato da Fifa e dal suo modello economico di pacchetti in cui se ti va bene e spendi abbastanza soldi magari trovi Ronaldo.

Il suo nuovo nome è eFootball, che da una parte è un approccio intelligente all’idea di posizionarsi come gioco di calcio che guarda agli esport e dall’altra sembra il nome di un titolo di fine anni ’90 che compravi in edicola, tipo Pc Calcio

Grazie alla scelta di abbandonare il concetto vetusto è anche un po’ fastidioso del gioco di calcio annuale che aggiorna poco più delle rose, eFootball punta a diventare una piattaforma tipo Fortnite, dal quale prende il motore grafico, in cui il gioco online sarà gratuito (ma ovviamente aspettiamoci pacchetti e pacchettini di giocatori rari) e quello offline idem, a patto di utilizzare i team che sponsorizzano il tutto, altrimenti si vedrà.

È una mossa molto sensata per contrastare lo strapotere di Fifa, che ricorda un po’ la filosofia di Xbox di fronte alla PlayStation: da una parte il modello economico che ha funzionato sinora, dall’altra un’idea nuova che dà qualcosa in più sperando in un ritorno futuro. C’è però da dire che il modello Fortnite applicato al calcio non prospetta scenari particolarmente incoraggianti per il sistema di monetizzazione. Dubito che eFootball voglia solo venderci skin e stadi.

Nel mezzo di questa rivoluzione c’è una generazione, forse due, che con Pro Evolution Soccer ci è cresciuta e che oggi si sente senza un punto fermo, come se improvvisamente Castolo, Minanda, Ximeles, Iorga e gli altri punti fermi della Master League fossero spariti. Anche se le ultime versioni non hanno convinto, anche se poi lo scettro per qualche anno è passato a Fifa e oggi un ventenne ti guarda strano se preferisci altro, Pes era come un vecchio amico a cui non negavi un’uscita se ti chiamava.

Ma la verità è che Pes ha sempre cambiato nome, perché alcuni lo hanno conosciuto come Winning Eleven, altri come International Super Star Soccer Pro. L’unico punto comune è stato un periodo compreso tra le prime due generazioni di PlayStation in cui i videogiochi di calcio sono stati definiti da questo titolo dai molti nomi che, per comodità chiameremo Pes, con cui i giapponesi hanno dimostrato di sapere cosa è questo sport.

Il mio impatto con Pes fu totalmente casuale. Il giorno prima vivevo sereno, quello dopo avevo bisogno di un videogioco dedicato al campionato giapponese in cui militavano vecchie glorie come Schillaci e Massaro, oltre a illustri sconosciuti che avrei imparato ad amare. Improvvisamente i miei pomeriggi erano definiti da nomi tipo Sanfrecce Hirosima, Kashiwa Reysol, Jubilo Iwata e da una telecronaca giapponese fatta di storpiature dei termini inglesi e un entusiasmo degno dei commentatori brasiliani. E poi i cori, persino i cori del pubblico erano perfetti. Improvvisamente eravamo passati dai giochi che volevano imitare il calcio al calcio vero.

Per anni Pes, che già aveva gettato le basi sulle piattaforme Nintendo, ha rappresentato la lingua franca di milioni di ragazzini italiani che per la prima volta si sono trovati di fronte a un gioco di calcio che sembrava offrire esattamente ciò che stavano cercando. E pazienza se i nomi erano storpiati, una soluzione artigianale si trovava. 

Mentre la concorrenzaFifa compreso, sembrava ingessata in meccanismi predigeriti, Pes apparecchiava il vero calcio, fatto di manovre, passaggi, rimpalli, tecnica e crudeli casualità. 

A rendere il tutto ancora più bello c’era la Master League, ovvero l’esperienza calcistica più vicina al racconto epico che si possa desiderare: una simulazione gestionale in cui bisognava portare una squadra si sconosciuti dagli ultimi posti in classifica alla gloria, attraverso una serie di acquisti oculati. Imprescindibile Babangida dalla Nigeria, ottima ala a buon mercato. E poi l’idea, geniale, di dare a ogni giocare uno stato di forma casuale, prima con delle faccine, poi con le frecce, che poteva sparigliare le carte delle partite già decise, azzoppare campioni o far fare la partita della vita ai panchinari. 

L’arrivo della PlayStation 3, va detto senza nascondersi, ha danneggiato Pes in maniera irreversibile. Mentre Fifa evolveva e passava dall’essere un titolo imbarazzante e filoguidato alla nuova espressione del calcio, con un occhio all’online, Pes restava in panchina, salvo poi emergere negli ultimi anni come un ottimo titolo simulativo, seppur caratterizzato da vendite inferiori.

La trasformazione di Pes in eFootball è senza dubbio un segno dei tempi. Da un certo punto di vista è il tramontare di un’idea, di un progetto, dell’unico gioco che in questi anni ha tenuto botta, evitando che le simulazioni calcistiche diventassero un monopolio, dall’altra è l’ottimo esempio di una evoluzione del settore.

Non sono più i tempi di Coliuto, Raggio, Carboni, né quelli di Massaro e Schillaci, la scelta di Konami, per quanto crudele, è sensata: un gioco gratuito, modulare, che volendo la Master League te la vende a parte (e speriamo sia così) mentre garantisce a chi gioca online, ovvero le persone che contano di più, un titolo in cui ogni anno non devi ripartire da zero nel formare una squadre con cui sfidare gli altri.

Potenzialmente è la mossa giusta per ribaltare il tavolo, sconfessare lo status quo e cercare una via oltre Fifa, ma per la mia generazione è l’ennesimo segnale del tempo che passa e non ti aspetta, di un mondo che pensavi tutto sommato alla tua portata e che improvvisamente ti svanisce dalle mani come quel ricordo dei primi del 2000, quando invece di studiare puntavi a un pomeriggio imbattuto con gli amici, partita dopo partite.

Focolaio al Villaggio….


Focolaio al Villaggio, il caso della delegazione ceca e di un medico non vaccinato

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/25/news/il_focolaio_al_villaggio_olimpico_indagine_sulla_delegazione_ceca_e_su_un_medico_non_vaccinato_-311646193/?ref=RHTP-BS-I311105608-P3-S7-T1

Ad oggi sono 13 gli atleti contagiati (su 132 positività rilevate all’interno del perimetro olimpico) e altre 13 le persone, tra atleti e staff, in quarantena al Villaggio Olimpico a Tokyo. I contatti a rischio costretti all’isolamento fiduciario sono molti di più: ne sanno qualcosa i 6 della delegazione azzurra, obbligati a stare in camera pur avendo il tampone negativo

In qualsiasi altro Paese del mondo si chiamerebbe col suo nome: focolaio. Ma poiché siamo nel Giappone dei Giochi, per giunta all’interno del Villaggio Olimpico che gli organizzatori con un certo sprezzo del pericolo smentita hanno assicurato essere “il posto più sicuro di Tokyo”, il focolaio diventa: “casi isolati di positività”. Si incolonnano i numeri, ma nessuno ha il coraggio di tirare la somma. Ad oggi sono 13 gli atleti contagiati (su 132 positività rilevate all’interno del perimetro olimpico), e 13 sono le persone, tra atleti e staff, in quarantena al Villaggio. I close contact, contatti a rischio costretti all’isolamento fiduciario, sono molti di più, si contano a decine: ne sanno qualcosa i 6 della delegazione azzurra, obbligati a stare in camera pur avendo il tampone negativo.

Covid, il pericolo negli ascensori – Al Villaggio, durante le due settimane dei Giochi, affluiranno 11.500 atleti provenienti da 206 Paesi del mondo. Le misure anti-Covid ci sono e sono ferree, tant’è che ogni mattina tutti devono sottoporsi a test salivare. L’ingresso è vietato a chiunque non sia accreditato. Si pensava che la mensa, situata in una palazzina di due piani all’inizio del complesso costruito sul waterfront di Haruma, fosse il punto più debole, zona di promiscuità e di possibile diffusione del contagio. E infatti lo hanno riempito di barriere di plexiglas, separando i tavoli e i diversi spazi del refettorio. Ci sono poi pannelli digitali nelle hall di ogni edificio dormitorio che indicano in tempo reale la percentuale di affollamento della mensa, utile per evitare assembramenti.

Non si può dire la stessa cosa della palestra comune, dove – per ovvie ragioni – il via vai di chi si deve allenare o perdere peso in vista delle gare (in tanti corrono sul tapis roulant indossando tute antitraspiranti per sudare di più) è continuo. Gli spazi sono più stretti. Gli attrezzi dovrebbero essere igienizzati dagli atleti dopo ogni utilizzo, ma non sempre questo accade, e gli addetti alla sicurezza faticano a stare dietro a tutti. Alla fine, come racconta a Repubblica uno dei frequentatori, “ci si alita uno sull’altro, il distanziamento sociale è impossibile”.

Altro spazio a rischio: gli ascensori. Ogni dormitorio ne ha almeno sei, che si aprono su due atri. Ci sono le scale per salire ai piani delle delegazioni, ma quasi nessuno le usa. Ultimamente, quelli della Repubblica Ceca chiedono il permesso prima di usare l’ascensore. C’è un motivo.

Il cluster ceco al Villaggio Olimpico – La metà degli atleti contagiati sono cechi. La delegazione occupa due piani del palazzo che ospita anche quelle di  Slovacchia, Polonia, Lettonia, Lituania e il Refugee Team

Il Comitato olimpico di Praga è stato costretto ad aprire un’indagine interna alla delegazione per capire chi ha violato le misure anti-Covid. Makéta Nausch-Slukovà (beach volley), Michal Schlegel (ciclismo), Ondrej Perusic (beach volley), Pavel Sirucek (ping pong) si guarderanno le Olimpiadi in tv. L’indagine epidemiologica del cluster ceco (6 casi) conduce al volo charter Praga-Tokyo del 16 luglio. A bordo c’era, assieme ai 14 atleti, il dottor Vlastimil Voracek, risultato positivo ai controlli dopo l’atterraggio. A quanto risulta da un report diffuso nella Repubblica Ceca, il medico non era vaccinato. Subito dopo il decollo, sempre secondo il report, i membri del team si sono tolti la mascherina e si sono andati a sedere tutti insieme in un’unica zona del velivolo.

Green Pass, migliaia di no vax in piazza senza mascherina.


Green Pass, migliaia di no vax in piazza senza mascherina. Corteo non autorizzato. Cartelli con svastiche e facce di Hitler. Bloccati tram e bus

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/24/news/milano_no_vax_vaccinazioni_liberta_vaccini_manifestazione_green_pass-311610139/

Corteo non autorizzato di 8-9 mila persone, esposti cartelli con la faccia di Hitler, la svastica e la scritta “obbedisci fai il vaccino”

Si è conclusa in piazza del Duomo, con i manifestanti che hanno arrotolato gli striscioni, la manifestazione anti green pass di Milano.

Un corteo (non autorizzato) di 8.9 mila persone (stima della Questura), rumorose coi fischietti – quasi tutti senza mascherina – ha marciato da piazza Duomo per la città scandendo slogan no vax: si è infilato nella galleria fermandosi più volte prima dell’arrivo in piazza della Scala al grido di libertà libertà scandito dai battimani. Molti gli striscioni con appelli al presidente della Repubblica “presidente Mattarella dov’è la nostra libertà?“, “Noi italiani obbediamo alla Costituzione.

Altri cartelli con immagini con la faccia di Hitlerla svastica e la scritta “obbedisci fai il vaccino che ha suscitato la curiosità di diversi turisti stranieri ai tavoli dei ristoranti che non hanno capito cosa stesse succedendo e chiesto informazioni. All’arrivo al palazzo di Giustizia, dopo insulti al premier, e il coro “Norimberga, Norimberga“, il corteo è tornato indietro lungo largo Augusto, via Battisti e via Francesco Sforza, interrompendo numerosi mezzi pubblici.

Questa è una manifestazione di chi vuole avere diritto di opinione e di parola contro i caproni che si sono vaccinati e adesso hanno il virus e a causa loro si è formata la variante Delta“, le sbagliate convinzioni espresse da diversi ragazzi in corteo ai quali alcuni vaccinati hanno risposto spiegando che il vaccino non contiene il virus. “Libertà libertà ” lo slogan ripetuto davanti a Palazzo Marino dove c’è ancora lo striscione “verità per Giulio Regeni“.

Fan di quei discorsi incredibili e fanno credere che se ti vaccini poi sei socievoli, non si sono presi la responsabilità, han mandato l’esercito a vaccinare“; “No il vaccino io non lo faccio, questi ci ammazzano, magari tra sette mesi i vaccinati son tutti morti“.

Adesso li voglio vedere anche col 5G questi pappagalli, qui vedi la gente libera, vanno avanti a decreti legge son dei disgraziati che vogliono togliere la democrazia con governi tarantella comandati da non si sa chi“, “ma tutta la gente di sinistra dov’è, sono al mare?“. E poi il coro “no green pass“.

Terre avvelenate: le scorie del traffico di rifiuti in Lombardia


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/24/news/traffico_rifiuti_terre_avvelenate_wte_dda_milano_brescia_ndrangheta-311424623/

Sono i luoghi che nascondono gli scarti della società e fruttano fiumi di denaro, spesso senza adeguate tutele per l’ambiente. Con un ruolo chiave per le famiglie della criminalità organizzata

Parchi, aree verdi, cantieri, capannoni abbandonati lungo le provinciali, ma soprattutto campagne. Terreni che quasi si nascondono nella vastità agricola della pianura padana, dove lo sguardo nei campi si perde e il pensiero fisso della produttività premia chi non distoglie lo sguardo dalle proprie tenute. Messi però in fila, o segnati su una mappa, assumono un altro aspetto, decisamente più inquietante. Sono le terre avvelenate, poderi affogati dagli inquinanti oppure utilizzati come nascondiglio illegale per qualsiasi tipo di rifiuto e quindi altrettanto intossicati. Sono 110 i luoghi attenzionati (e in alcuni casi sequestrati) dopo le inchieste realizzate dalle dda di Milano e Brescia, quasi tutte nate nell’ambito di indagini sul traffico di rifiuti negli ultimi due anni: una stima al ribasso, che tiene conto solo delle aree emerse da inchieste che hanno portato a primi risultati e che non calcola zone su cui sono ancora in corso le indagini. Sono i luoghi della coscienza sporca e a tenerli insieme è una costante: nascono tutti dall’esigenza di qualcuno di trovare spazi in cui nascondere ciò che non vogliamo intorno a noi, lo scarto delle nostre attività umane, che siano le macerie di un cantiere edile nel centro di Milano, i resti del vecchio asfalto di una strada provinciale o i fanghi dei nostri scarichi non trattati da un’azienda con i certificati di qualità apparentemente in regola. E il collante perfetto è il desiderio di qualcun’altro di farci dei soldi, su tutta questa spazzatura nascosta.

Le inchieste – Una delle ultime e più clamorose inchieste è quella che ha coinvolto la Wte di Brescia, azienda specializzata nel recupero dei fanghi che però, hanno scoperto i carabinieri della forestale, li depurava poco e niente. E, cosa peggiore, li faceva uscire come concime “gessi da defecazione“, mentre erano in realtà rifiuti. E non si facevano scrupoli nello  spargerli sui terreni agricoli di mezza Lombardia, a prezzi stracciati per gli agricoltori che – ignari o in mala fede – pensavano di fare un grosso affare. 78 terreni tra le province di Brescia, Milano, Lodi, Como, Pavia, Mantova e Cremona, a cui se ne devono aggiungere anche altri sparsi per il nord Italia. Da Lonato del Garda, dove il sindaco ha emanato un’ordinanza che blocca il raccolto del mais, ai campi di Gussola che costeggiano il Po nella provincia cremonese. Il livello di danno all’ambiente è ancora da calcolare, spiega l’avvocato Alessandro Asaro che assiste i comuni in cerca di risposte: “Stiamo cercando di capire come sarà possibile cominciare a fare le prime verifiche sui terreni senza interferire con il lavoro degli inquirenti“, ha spiegato il legale che conta su una soluzione entro l’estate. Restano impressionanti le intercettazioni a carico degli indagati: “Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi…“.

Il trattamento illecito dei fanghi è criminalità sofisticata, roba da ingegneri.  Ci sono anche modi più semplici per far soldi nascondendo i rifiuti sottoterra. A Senna Comasco un’indagine coordinata dalla pm Giovanna Cavalleri della Dda di Milano ha scoperto un accumulo di rifiuti in un terreno a destinazione agricola che si trova nella frazione di Gaggio: un’area sottoposta a doppio vincolo, ambientale e paesaggistico. Un quantitativo imponente, circa 85 mila metri cubi di materiale di risulta dei cantieri finito laddove avrebbe dovuto esserci dei campi coltivati a foraggio. Per farlo ad Antonio Mercuri, detto “Tony Imbuto”, vecchia conoscenza degli studiosi di ‘ndrangheta in Lombardia, sono serviti la compiacenza di un ex dirigente del Comune di Senna Comasco, un geologo e il proprietario dell’area.

Cassano d’Adda, in località Taranta, in pieno parco Adda Nord c’è invece un’altra discarica abusiva: resti di edilizia, ma anche frigoriferi, elettrodomestici, ferro, acciaio, plastica, bitume, rifiuti con mercurio, pneumatici, vernici, batterie al piombo. Collegata a questa discarica era l’impianto di smaltimento Cava Casara a Gessate, dove anche lì arrivava di tutto e fuori dalle regole. E poi il cantiere a Pioltello, in via Madre Teresa di Calcutta, dove si stava cercando di coprire una vecchia discarica con nuovi rifiuti. In questo caso a svelare il “sistema” sono stati i militari della Guardia di Finanza, compagnia di Gorgonzola, coordinati pm Francesco De Tommasi e Stefano Ammendola che hanno quantificato una movimentazione di oltre 800mila tonnellate di rifiuti tra il 2016 e il 2020. Tutto materiale che si provava a nascondere sottoterra, come la polvere sotto il tappeto.

Origgio, in provincia di Varese, a ottobre dello scorso è stato arrestato Antonio Foti, altro vecchio arnese di ‘ndrangheta: aveva rilevato un’azienda sana per trasformarla in un capannone in cui stivare rifiuti speciali a basso costo, per strozzare la concorrenza e fare soldi risparmiando sui trattamenti. Seguendo i flussi di denaro e le tracce dei camion che movimentano gli scarti, i pm Francesco De Tommasi e Sara Ombra, coordinando il lavoro dei carabinieri del Noe hanno scoperto altri rivoli di questo traffico: la famiglia Magarelli, ad esempio, che gestiva discariche abusive a Milano in via Belgioioso e in via Venezia Giulia, e che al telefono raccontavano di aver sversato rifiuti illegalmente in un terreno vicino all’area Expo. Sei le condanne già ottenute dai pm, più due patteggiamenti.

Nomi e luoghi che ritornano. Come la discarica di Meleti, in provincia di Lodi, citata in almeno due inchieste e addirittura un terreno a San Massimo di Verona, in via Lugagnano 41, richiamato in almeno tre diversi provvedimenti come luogo di scarico scelto da diversi sodalizi. Anche i protagonisti di questa storia criminale, seppur tangenzialmente legati ai clan della malavita organizzata (principalmente ‘ndrangheta), sembrano avere un know-how affinato negli anni: Molinari, Ventrone, Foti, Accarino, Assanelli, Sanfilippo. Cognomi ripetuti in storie che si intrecciano, ognuno che cela un preciso ruolo: ci sono i produttori che vogliono liberarsi dei residui senza ricorrere a troppe formalità, ci sono broker dello smaltimento che trovano i luoghi e piazzano gli scarti, ci sono i trasportatori dell’immondizia. E poi ci sono i sotterratori, quelli che devono essere bravi a nascondere.

Una storia criminale – Ma come si è arrivati a questo? Il tenente colonnello Massimiliano Corsano, comandante del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Milano (Noe), è forse l’uomo che meglio di tutti conosce la storia recente dei rifiuti nel nord Italia. A capo di un nucleo specializzato che dà lezioni ormai in mezzo mondo su cosa significhi contrastare i reati ambientali, ha idee precise sull’evoluzione degli ultimi anni. “In passato chi guadagnava sui rifiuti in modo illegale faceva sì che questi, intonsi, arrivassero ai termovalorizzatori falsificando la documentazione“. In questo modo riuscivano a fare bei margini sulla differenza tra i soldi che le aziende davano loro per disfarsene e il costo dello smaltimento di materie plastiche senza trattamento. Da quando però la Cina ha chiuso l’importazione dei rifiuti plastici, anche nel mercato criminale interno le cose sono cambiate. I termovalorizzatori italiani sono stati intasati di richieste e i costi degli smaltimenti sono schizzati alle stelle: “da 70 euro a tonnellata a quasi 300“. È quindi diventato più semplice fare soldi senza neanche portare i materiali all’inceneritore, per i criminali. “È cominciata così la stagione degli incendi nelle discariche abusive, parliamo del 2016-2017. Prima in Veneto poi in Lombardia. Bruciare in modo abusivo quei rifiuti era una forma di smaltimento. E anche essere scoperti era difficile, visto che inizialmente si puntava a trovare gli autori dei roghi. Sono state le nostre indagini a mettere per prime in correlazione gli incendi e il traffico di rifiuti“. A cambiare nuovamente le carte in tavola, un episodio più grave degli altri, l’incendio di via Chiasserini del 14 ottobre 2018: per quei fatti sono state condannate 8 persone. “Fu un boomerang per le attività criminali – aggiunge Corsano -, da allora i roghi sono diminuiti e abbiamo cominciato a trovare più capannoni e discariche abusive. L’abbandono è l’evoluzione dell’incendio: una nuova modalità di smaltimento, meno evidente e rumorosa. E c’è adesso ancora un altro tipo di smaltimento illegale che è il traffico transfrontaliero: grandi tratte illegali sono state aperte con l’Est Europa e la Turchia, principalmente di materie plastiche“.

Sarebbe sbagliato però pensare che dietro a tutto ci siano sempre e solo i clan: “Noi definiamo questi come tipici crimini d’impresa, che generano due inquinamenti: uno ambientale e uno dei tessuti economici sani – aggiunge Corsano – Diventa difficile per chi lavora nel lecito sostenere la concorrenza di chi applica prezzi assurdi. Parte di questi traffici sono riconducibili ad aziende che producono in nero e quindi hanno necessità di gestire i loro rifiuti su un mercato parallelo corretto. La criminalità organizzata in quanto tale non si occupa di questi traffici, benché consentano lauti guadagni: casomai i clan si interessano di infiltrazioni in aziende che si occupano delle varie fasi della gestione dei rifiuti, tentando quindi di aggiudicarsi gli appalti“.

Cosa succede dopo – A due anni e mezzo dall’incendio nel capannone stipato di rifiuti abusivi in via Chiasserini i cui fumi spostati dal vento invasero il centro di Milano, la giustizia ha già fatto ampiamente il suo corso: il lavoro dei pm Silvia Bonardi e Donata Costa ha portato a otto condanne nel filone principale (dopo appena un anno); sono nate altre due inchieste che hanno portato a nuovi arresti, mentre ancora si sta indagando. La bonifica invece sta facendo il suo di cammino, molto più lentamente. Del lungo percorso di gestione della bomba ecologica, fatta di carcasse di rifiuti bruciati e di balle ancora intonse, in carico a Città Metropolitana, sono completate le prime tre fasi. Dopo la caratterizzazione dei rifiuti è stato fatto un appalto con una serie di indicazioni precise: movimentazione dei residui da demolizione del capannone incendiato, formazione di cumuli allungati dei rifiuti combusti e non combusti, la loro copertura con teli, e “l’acquisizione planivolumetrica di tali cumuli tramite volo con drone” si legge in una nota di Città Metropolitana. Quindi sono stati smaltiti i rifiuti depositati nel capannone denominato area non oggetto di incendio e quelli abbancati sull’area esterna sono stati sottoposti a caratterizzazione. La quarta e ultima fase è partita il 21 maggio, “costituita dalle attività di selezione/cernita dei rifiuti depositati sui piazzali esterni e precedentemente ammassati in cumuli omogenei e dall’avvio a recupero/smaltimento degli stessi” si legge nella nota. La pulizia completa quindi è prevista entro la fine del mese. Ancora peggio è andata a Corteolona, in provincia di Pavia, dove a tre anni dall’incendio ancora non è stato ripulito il capannone incendiato, mentre cinque persone sono state condannate per traffico illecito di rifiuti: avviato l’appalto, si deve ancora procedere alla rimozione dei rifiuti non bruciati. Stanziati 1,2 milioni di euro dalla Regione per l’operazione, non è detto che bastino “anche perché dopo tutti questi anni non conosciamo la profondità della contaminazione e se si dovranno fare ulteriori bonifiche” spiega il sindaco di Corteolona e Genzone Angelo Della Valle.

Storie che, insieme a quella dei comuni lombardi che cercano di capire come riparare ai danni della Wte, ci raccontano di quanto sia difficile intervenire nel vasto mondo delle bonifiche, soprattutto quando a far danni è la criminalità. Anche se è bene distinguere tra i vari tipi di inquinamento. “Per prima cosa è necessario andare a vedere la natura delle sostanze inquinanti – dice Elena Collina docente di Chimica dell’Ambiente del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’università Milano-Bicocca -. Le più impattanti sono costituite da metalli pesanti piuttosto che sostanze di sintesi, generate dall’attività umana e che quindi non esistono in natura, i cosiddetti xenobiotici. Tra le più pericolose ci sono sostanze che sono classificate come cancerogene, mutagene, teratogene: ma non basta che siano presenti nel terreno, serve capire in quali quantitativi sono stati rinvenuti“. Facile a dirsi, meno a realizzarsi. Per cominciare, caratterizzazioni del suolo e bonifiche hanno costi che dovrebbero essere a carico di chi inquina. Nel caso di luoghi contaminati dagli sversamenti “spesso questi soldi non ci sono ed è l’ente pubblico a doversene far carico“, aggiunge Collina.

Tre paradossi – La storia degli sversamenti e dei rifiuti abbandonati vive di una serie di paradossi. Uno di questi riguarda i regolamenti “sempre molto stringenti ma che a volte finiscono per ostacolare chi si comporta bene, mentre i criminali continuano a essere tali: i controlli, infatti, sono pochi perché le risorse sono quelle che sono” dice ancora Collina. Un altro tema è quello dei soldi pubblici che mancano sempre e quando ci sono magari non si riesce a spenderli in modo costruttivo: “Solo in Lombardia ci sono almeno 3 milioni di euro di sanzioni recuperati dalle Arpa di tutta Italia – dice Barbara Meggetto di Legambiente Lombardia – soldi che arrivano dalle multe a chi abbandona rifiuti irregolarmente: non si sa come spenderli perché manca il decreto“. Si parla di almeno 3 milioni di euro, tema su cui la parlamentare del gruppo misto Rossella Muroni ha presentato un’interrogazione parlamentare. E poi c’è un tema di convenienza economica, almeno per quanto riguarda il recupero delle plastiche: “il punto è che non c’è profittabilità economica – aggiunge Corsano – Molte materie plastiche vergini costano un terzo rispetto alle materie prime seconde, quindi il recupero dei rifiuti semplicemente non conviene economicamente. Il mercato purtroppo registra quasi un’assenza di profittabilità per alcune materie plastiche riciclate e molte aziende preferiscono mischiare l’irrecuperabile con il recuperabile“. Materiali di scarto il cui viaggio imprevedibile, spesso, finisce sottoterra.

La madre di Billy Costacurta muore in un incidente d’auto nel Varesotto: aveva 87 anni


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/23/news/mamma_billy_costacurta_morta_auto_varese-311418296/

Forse un malore per la donna che stava guidando la sua auto, finita improvvisamente contro una recinzione

Potrebbe essere stato un malore alla base dell’incidente stradale che ha coinvolto la madre dell’ex giocatore Billy Costacurta Margherita Beccegato. La donna, 87 anni, è purtroppo morta sul colpo.

L’incidente è avvenuto a Cavaria Con Premezzo (Varese): da una prima ricostruzione la donna avrebbe perso il controllo dell’auto, che è andata a fine contro una recinzione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri di Busto Arsizio (Varese), il 118 e la Polizia Locale, ma per l’anziana donna non c’è stato nulla da fare. Ora verranno effettuati tutti gli accertamenti del caso.

Torino, annullata l’amichevole con il Bochum: positivo al Covid un giocatore tedesco


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2021/07/23/news/torino_bochum_rinviata-311485639/

La gara era prevista per sabato pomeriggio a Bressanone

Rinviata l’amichevole tra Torino e il Bochum: un giocatore della squadra tedesca è infatti risultato positivo al Covid. “Si comunica che l’amichevole contro il Bochum, in programma domani alle ore 17 a Bressanone, è stata annullata a causa di una positività al Covid-19 emersa nella squadra tedesca – si legge in un comunicato del club granata -. L’attività del Torino domani si svolgerà al centro sportivo “Mulin da Coi” di Santa Cristina. Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti sul programma della giornata“.

Empoli, sei positivi al Covid: annullata amichevole


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/empoli/2021/07/23/news/empoli_coronavirus_sei_casi_positivi_annullata_amichevole-311435512/

Dopo l’allarme lanciato ieri, oggi la conferma: sei componenti del gruppo squadra in isolamento perché positivi al Covid. Cancellata la gara contro la Cuoiopelli, prevista per sabato 24 luglio alle ore 18,00 a Santa Croce sull’Arno

EMPOLI – Sono sei i casi positivi al coronavirus all’Empoli. Il club toscano, dopo l’annuncio di ieri in merito al caso di sospetta positività, ha reso noto sui social che “gli esami effettuati hanno evidenziato la positività al Covid-19 di sei componenti del gruppo squadra. I casi sono stati posti in isolamento come da protocollo vigente, con la società azzurra che ha prontamente avvisato le autorità sanitarie competenti, oltre ad aver attivato tutte le procedure previste dalla normativa“.

Cancellata l’amichevole – Dopo la sospetta positività di ieri, era già stata annullata la gara amichevole contro la Cuoiopelli, prevista per sabato 24 luglio alle ore 18,00 a Santa Croce sull’Arno. Adesso la squadra, dopo aver svolto nella mattinata una seduta di allenamento, tornerà in campo nel pomeriggio al Sussidiario, seduta che si svolgerà a porte chiuse come le prossime fino a nuova comunicazione.

Prosegue l’allerta Covid – Non comincia quindi nel migliore dei modi la nuova stagione calcistica, e l’Empoli segue i casi riscontrati dallo Spezia (il numero dei positivi nel club ligure ha raggiunto quota 15). Prosegue quindi l’allerta Covid e il dibattito degli ultimi giorni sui no vax di diverse squadre non soltanto di Serie A, ma anche delle leghe minori.

Modena, incendio doloso in una palazzina: 18 intossicati, due ustionati gravi


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/07/22/news/modena_incendio_doloso_in_una_palazzina_18_all_ospedale_due_gravi-311244162/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S7-T1

Modena, 22 luglio 2021

Diciotto persone portate all’ospedale per accertamenti, altre due trasferite ai centri ustioni di Parma e Verona. Questo il bilancio di un incendio di origine dolosa che si è sviluppato poco prima della mezzanotte in una palazzina di Modena, in via Emilia Ovest.

Stando agli accertamenti che sono stati condotti sul posto dalla Polizia, intervenuta insieme alla polizia locale, ai vigili del fuoco e al 118, non è escluso che l’incendio possa essere stato appiccato da una persona residente. Un uomo avrebbe cosparso di benzina il proprio appartamento per poi appiccare il fuoco. Le fiamme sono divampate velocemente in tutto il palazzo e il fumo ha invaso ogni locale. I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendo intorno alle quattro del mattino.

I due feriti portati ai centri ustioni di Parma e Verona si troverebbero in condizioni gravi, gli altri 18 diciotto non preoccupano.

I 18 sono stati portati all’ospedale di Baggiovara, al Policlinico di Modena e a Sassuolo, sarebbero rimasti intossicati dal fumo. Altre undici persone, infine, sono state visitate e trattate direttamente sul posto dal personale del 118.

Rischio Covid, l’Inter non partirà per la tournée negli Usa


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/07/21/rischio-covid-linter-non-partira-per-la-tournee-negli-usa_09d01fac-2235-48b1-b337-e2d5dc063466.html

Decisione legata a rischi per il propagarsi della pandemia

(ANSA) – Milano, 21 luglio 2021 – L’Inter non partirà per la tournée negli Usa. Lo rende noto il club nerazzurro spiegando che le motivazioni sono legate ai “rischi che, allo stato attuale, comportano gli spostamenti internazionali in conseguenza dell’evoluzione del propagarsi della pandemia, rischi che hanno già causato il ritiro dalla partecipazione da parte di Arsenal FC“.

https://www.inter.it/it/news/2021/07/21/comunicato-inter-tour-florida.html

COMUNICATO UFFICIALE DI FC INTERNAZIONALE MILANO

21/07/2021

MILANO – FC Internazionale Milano comunica che non si recherà negli USA per la Florida Cup in considerazione dei rischi che, allo stato attuale, comportano gli spostamenti internazionali in conseguenza dell’evoluzione del propagarsi della pandemia, rischi che hanno già causato il ritiro dalla partecipazione da parte di Arsenal FC.


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Cane sospeso nel vuoto a Milano, salvato dai vigili del fuoco


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/07/20/cane-sospeso-nel-vuoto-a-milanosalvato-dai-vigili-del-fuoco_c672a8c6-4b86-48a4-a20c-6242b95c0f34.html

Incastrato nella ringhiera di un balcone al terzo piano

(ANSA) – Milano, 20 luglio 2021 – I vigili del fuoco di Milano sono riusciti a salvare oggi, in zona Lotto, un cagnolino incastrato nella ringhiera di un balcone. Metà del suo corpo, con le zampe anteriori, era sospesa nel vuoto.

I vigili del fuoco sono intervenuti con una scala, raggiungendo il terzo piano del palazzo, e hanno spinto il cagnolino per farlo rientrare sul balcone e metterlo al sicuro.
Il video, postato sui profili social degli stessi vigili del fuoco, sta già facendo il giro del web registrando centinaia di visualizzazioni. (ANSA)

Milano – Cagnolino incastrato in ringhiera: soccorso dai Vigili del Fuoco (20.07.21)

Milan, all’ad Gazidis diagnosticato carcinoma alla gola


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/07/20/milan-allad-gazidis-diagnosticato-carcinoma-alla-gola_da667a0a-f087-4448-93e0-5fdb91123790.html

All’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, è stato diagnosticato un carcinoma alla gola. Lo annuncia il Milan in una nota.

Sulla base di una vasta serie di test e accertamenti clinici prontamente effettuati – si legge -, i medici prevedono che si riprenderà completamente.
Ivan rimarrà operativo durante le necessarie cure in cliniche specializzate, con il pieno sostegno della proprietà, del presidente, Paolo Scaroni, e del management del club“. 

 “Certamente, – comment Gazidis – non c’è mai un buon momento per una diagnosi di cancro. Ma fortunatamente sembra una forma molto curabile. Mi seguirà una equipe medica di alto livello e ho il supporto dei miei cari e di tutti i colleghi e collaboratori del Club. Sono fiducioso, sulla base di tutti i primi consulti medici, che il tumore sarà trattato con successo, con un completo recupero. La mia diagnosi – prosegue Gazidis – dimostra l’importanza di controlli medici regolari, anche se non si hanno sintomi. Mi sento di incoraggiare veramente tutti a dare priorità alla propria salute e di non sottovalutare la prevenzione, anche negli obblighi quotidiani della vita e del lavoro“, ha sottolineato in una dichiarazione sul sito del Milan il manager nato in Sud Africa, 57 anni a settembre. “Abbiamo una squadra forte, dentro e fuori dal campo – ha continuato Gazidis – e ho piena fiducia nella loro capacità di portare avanti il nostro Club nelle prossime settimane. A presto e sempre Forza Milan“. 

WhatsApp blocca 2 milioni di account nella lotta alle bufale


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2021/07/19/whatsapp-blocca-2-milioni-di-account-nella-lotta-alle-bufale_8e7569ba-a58c-4736-a0ed-8ed3caa4e697.html

WhatsApp ha bloccato più di 2 milioni di utenti in India per aver infranto una regola poco conosciuta, applicata per la prima volta. Con un annuncio dell’aprile 2020, la piattaforma aveva limitato la condivisione di un identico messaggio a più persone, tramite la funzione di inoltro.

Nonostante ciò, milioni di utenti in India hanno creato nel tempo account secondari per aumentare la ‘viralità‘ dei messaggi. Il limite era stato pensato per combattere lo spam e la diffusione di voci, foto e bufale nel Paese. Un grosso problema per una nazione dove molte persone si affidano all’app di chat per tenersi informati su fatti di cronaca, incluso l’andamento del Covid-19. La società ha affermato che la mossa interessa esclusivamente coloro che hanno inviato, con un “tasso di messaggi elevato e anormale“, notizie non verificate, così come foto e video. Lo riporta il sito locale Express. Oltre il 95% dei divieti è dipeso “dall’uso non autorizzato di messaggi automatici o di massa“. L’India è il più grande mercato per WhatsApp, con oltre 400 milioni di iscritti. Stando a quando ha sottolineato il client di proprietà Facebook, per individuare gli account spam è entrato in gioco l’algoritmo di Intelligenza Artificiale, in grado di analizzare il comportamento degli utenti senza leggere il contenuto delle conversazioni, sempre protette dalla crittografia end-to-end. Ogni mese, WhatsApp riconosce e blocca una media di otto milioni di account fake, in tutto il mondo, parte degli oltre 2 miliardi attualmente attivi.