17 aprile 2020 – Sono partiti in 58 dalla base militare di Pratica di Mare (Roma) per raggiungere gli ospedale del Nord, in crisi per via dell’emergenza coronavirus. Sono una parte degli 8mila medici che hanno risposto al bando della Protezione Civile. “Appena uscito il bando mi sono iscritto, non c’ho pensato due volte. Fare il medico è il mio lavoro, il lavoro che amo e questo è il mio atto d’amore nei confronti del paese”: parla così Mario, 54 anni, medico chirurgo di Palermo. “C’è stata paura ma non dubbio. Ho fatto la valigia con tutto il cuore perché voglio dare ristoro ai tanti colleghi impegnati quotidianamente” spiega Assunta, 33 anni, ginecologa a Ostia ma originaria della Basilicata.
Mese: aprile 2020
Anziani morti nelle Rsa lombarde, Fontana: Inizia il scaricabarile!!!!!!!
Anziani morti nelle Rsa lombarde, Fontana: “L’utilizzo di quelle case di riposo per i malati Covid è responsabilità dell’Ats”
17 aprile 2020 – “Aspetto con estrema serenità l’esito” dell’inchiesta sulle morti nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) della Lombardia, dice il presidente della Regione, Attilio Fontana, ai microfoni di MattinoCinque. In ogni caso, puntualizza a proposito della scelta di dirottare nelle case di riposo i pazienti affetti da coronavirus, “sono stati i nostri tecnici che ci hanno fatto la proposta… e noi ci siamo adeguati”. Quanto alla scelta delle case di riposo considerate idonee a effettuare questo servizio, “la responsabilità è dell’Ats”.
Noi abbiamo fatto una delibera che è stata proposta dai nostri tecnici ed esperti che ci hanno detto che a determinate condizioni”, ovvero in presenza di “reparti completamente separati dal resto della struttura e addetti dedicati esclusivamente a malati Covid, la cosa si poteva fare”, ha aggiunto Fontana. continua a leggere
LA PETIZIONE “Commissariare la sanità lombarda” oltre le 50 mila firme
Coronavirus a Bergamo: l’azienda compra i test, un dipendente su 5 ha il Covid
L’iniziativa del Gruppo Mazza di Castelli Calepio, che effettua i controlli a proprie spese
17 aprile 2020 – Il conto è presto fatto: il costo di ogni test sierologico, 50 euro, moltiplicato per 295 dipendenti, fa un totale di 14.500 euro. Non sarà elegante parlare di cifre, ma con una concretezza tutta industriale si definisce, anche in questo perimetro di spesa affrontato dal patron Giuseppe Mazza, l’intraprendenza e l’attenzione lungimirante che il Gruppo Mazza di Castelli di Calepio (proprietà della famiglia Mazza di Sarnico), nei 4 plant italiani, concentrati soprattutto in Bergamasca, ha messo in campo, fin dal primo giorno nell’emergenza coronavirus. Uno dei tanti investimenti fatti a salvaguardia della salute dei propri lavoratori. Nel pieno rispetto della privacy di ciascun dipendente, queste realtà aziendali attive nel distretto della gomma- plastica (teflon soprattutto) e che non hanno mai interrotto il ciclo produttivo, sanno adesso quanti dei loro lavoratori hanno contratto il virus malefico. Sono una cinquantina, pari ad una percentuale del 18% di casi positivi.
Lo hanno fatto semplicemente acquistando, su segnalazione del medico competente del lavoro Fortunato Custureri, uno stock di test sierologici.È bastata una piccola punzecchiatura al dito di una mano, una goccia di sangue a contatto con un apposito reagente ed ecco il risultato, in alcuni casi un’autentica sorpresa per il diretto interessato, perché nella casistica aziendale, non si era andati oltre alcuni casi di influenza di lavoratori, subito spediti a casa. Anzi, nemmeno fatti entrare dai cancelli. continua a leggere
Coronavirus, morto Luis Sepulveda: lo scrittore cileno aveva 70 anni

Luis Sepúlveda Calfucura (Ovalle, 4 ottobre 1949 – Oviedo, 16 aprile 2020) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno naturalizzato francese
L’autore de «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare» era ricoverato da fine febbraio in ospedale a Oviedo dopo aver contratto l’infezione
L’attesa è finita. Finite anche le speranze della poetessa Carmen Yáñez, sua moglie due volte, tornata a casa dall’Ospedale Universitario di Oviedo un paio di settimane fa ad aspettarlo, per ricominciare un’altra tappa di vita assieme, guariti.
Il coronavirus ci ha messo un mese e mezzo, quasi due, ad avere la meglio sullo scrittore e storico resistente cileno Luis Sepúlveda, 70 anni compiuti lo scorso ottobre e festeggiati a Milano con Guanda, la sua casa editrice italiana, e i suoi lettori. Era atteso di nuovo in Italia, all’undicesima edizione di «Libri Come», in programma – e poi annullata – a Roma dal 12 al 15 marzo. Il tema scelto per il raduno gli era — come ricorda qui Ranieri Polese — particolarmente famigliare: «Il coraggio». continua a leggere
Luis Sepúlveda – Università Cattolica di Milano
È morto Brian Dennehy……
Brian Manion Dennehy (Bridgeport, 9 luglio 1938 – New Haven, 15 aprile 2020) è stato un attore statunitense attivo al cinema, in teatro e in televisione. Vincitore di un Golden Globe e due Tony Awards e candidato a sei Primetime Emmy Awards, ha ottenuto notorietà iniziale per il ruolo dello sceriffo Will Teasle in Rambo (1982). Ha recitato in numerosi film tra cui Gorky Park (1983)….
https://it.wikipedia.org/wiki/Brian_Dennehy
È morto Brian Dennehy, lo sceriffo di ‘Rambo’
L’attore americano aveva 81 anni. Ha recitato in ‘Il ventre dell’architetto’ e ‘Cocoon’. La figlia: “Il coronavirus non c’entra”.
L’attore statunitense Brian Dennehy, protagonista nel 1977 del clamoroso debutto sul grande schermo con il film di Richard Brooks In cerca di Mr. Goodbar e consacrato con il successo interpretando lo sceriffo Will Teasle nel film Rambo del 1982 che insegue il veterano del Vietnam John Rambo (Sylvester Stallone), è morto la scorsa notte nella sua casa nel Connecticut all’età di 81 anni. L’annuncio della scomparsa, come riferisce Hollywood Reporter, è stato dato dalla figlia Elizabeth la quale ha precisato che Dennehy è morto “per cause naturali, non legate al Covid 19”. continua a leggere
Coronavirus in Italia, sono 127 i medici morti dall’inizio dell’epidemia
Nella giornata di oggi cinque decessi tra i camici bianchi. I dati del Viminale sui 288 mila controlli di ieri: le sanzioni amministrative sono state 8500, 59 le persone denunciate
Sale a 127 il numero dei medici morti – Altri cinque medici hanno perso la vita per l’epidemia di Covid-19. Sono, come ha reso noto la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Pietro Bellini (medico di medicina generale), Renzo Mattei (medico in pensione), Alberto Guidetti (ginecologo), Alberto Omo (direttore sanitario casa di riposo) e Giancarlo Buccheri (medico antroposofo). Il totale dei decessi sale così a 127. Ad oggi, sono deceduti per l’infezione da Covid-19 anche 31 infermieri e 9 farmacisti. Oggi è morta anche un’ostetrica nel napoletano.
I dati del Viminale sui controlli – Ieri, fa sapere il ministero dell’Interno, sono stati eseguiti controlli su 288.776 persone e 101.636 attività o esercizi commerciali. Contestate 8.523 sanzioni amministrative, 44 denunce per falsa dichiarazione o attestazione, 15 denunce per non aver osservato le limitazioni della quarantena. Le sanzioni ai titolari di attività o esercizi commerciali sono state 121, 44 i provvedimenti di chiusura. Dall’11 marzo al 15 aprile 2020, sono state controllate 7.782.478 persone e 3.093.175 attività o esercizi commerciali. continua a leggere
Terremoto a Piacenza, sentito anche a Milano e Genova

Un terremoto di magnitudostimata dall’Ingv tra 3.9 e 4.4 è stato avvertito alle ore 11:42 del 16 aprile. L’epicentro sembra essere localizzato nella zona di Piacenza, ma è stato avvertito anche a Milano.
Il Centro sismologico europeo-mediterraneo segnala e lo United States Geological Survey indicano che una scossa è stata avvertita anche vicino a Genova. Alcuni utenti sui social segnalano di aver avvertito nettamente il sisma, e di aver visto cadere tegole dai tetti. Non è chiaro – al momento – se si tratti della stessa scossa o di un altro evento (ma l’Ingv, sul suo sito, non ne riporta traccia).
Al momento non abbiamo informazioni relative a danni a persone o cose, né a Milano, né a Piacenza, né nelle zone limitrofe.
Milano, il sindaco Sala:….
Milano, il sindaco Sala: “Accordo con ospedale Sacco, test sull’immunità per i dipendenti dell’Atm”
Coronavirus, Von der Leyen: “Giusto che l’Ue si scusi con l’Italia. Ora l’Europa c’è”
BRUXELLES, 16 aprile 2020 – “Molti non erano presenti quando l’Italia ha avuto bisogno di aiuto all’inizio di questa pandemia. Ora la Ue deve presentare una scusa sentita all’Italia, e lo fa”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen intervenendo in Parlamento. “Non si può superare una pandemia di tale portata senza la verità: si, è vero che nessuno era veramente pronto ad affrontare questa pandemia. Ma le scuse valgono solo se si cambia comportamento. E c’è voluto molto tempo perché tutti capissero che dobbiamo proteggerci a vicenda. Ma ora la Ue è il cuore pulsante della solidarietà europea, la Ue è in piedi per aiutare chi ha più bisogno“, ha aggiunto. continua a leggere
Coronavirus Milano, L’Ats taglia i tamponi alle case di riposo: «Dovete procurarveli da soli»
L’Ats Milano: le Rsa devono occuparsi dell’approvvigionamento dei tamponi. Denunce ordinanze di sindaci e gestori delle residenze. Delle 161 Rsa di competenza di Ats Milano, solo 30 hanno ricevuto i tamponi da inizio epidemia: 1.671 test su 16mila ospiti
15 aprile 2020 – Dopo l’arrivo ufficiale dei tamponi nelle Ats lombarde il 6 aprile, e i primi test effettuati «in emergenza» dove contagi e decessi erano maggiori, le richieste delle Rsa sono rimaste in coda o inascolate. Sindaci e gestori delle residenze per anziani si stanno infatti muovendo con lettere di protesta, diffide e ordinanze. Nonostante ieri l’assessore al Welfare Giulio Gallera abbia ribadito che «si stanno facendo tamponi a tutti gli operatori sanitari e pazienti delle Rsa con sintomi», delle 161 residenze di competenza dell’Ats Milano (16mila ospiti complessivi), solo 30 hanno ricevuto tamponi da inizio epidemia. Per un totale di 1.671 test: 900 sono risultati positivi.
Col passare dei giorni emerge la mancanza di una regia centrale. Regole nuove, e in ordine sparso: ogni Ats sembra muoversi in maniera differente. E quella di Milano «pare sfilarsi», commenta Marco Petrillo, vicepresidente di Uneba Lombardia. Ieri l’Ats Milano ha comunicato alle residenze per anziani della provincia che «la fornitura dei tamponi deve essere autonoma». L’agenzia fa riferimento a una precedente email, in data 10 aprile: «Dopo la fornitura iniziale dei tamponi effettuata al fine di consentire l’inizio in emergenza delle attività», si rimanda alle singole Rsa «l’approvvigionamento dei tamponi, così come dei Dpi necessari». L’agenzia provvederà solo al «doppio test per la ricerca SARS-CoV-2 a conclusione della quarantena degli operatori sociosanitari». Questo nonostante la delibera regionale del 30 marzo indichi che le Rsa debbano tamponare ospiti e dipendenti sospetti Covid «in raccordo con Ats», tenuta «a dare indicazioni per l’esecuzione e l’invio nei laboratori». continua a leggere
Fontana: errori? Noi seguito protocolli
(ANSA) – Milano, 13 aprile 2020 – “Io vorrei che mi facessero delle contestazioni specifiche sugli errori. Purtroppo noi abbiamo seguito i protocolli, abbiamo fatto tutte le scelte in accordo con l’Istituto superiore di Sanità”. Lo ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana, rispondendo alla domanda se ci siano stati errori nella gestione dell’emergenza Covid da parte della sanità lombarda, alla luce dell’altissimo tasso di mortalità nella regione. “Abbiamo dovuto ricorrere alla ospedalizzazione perché da noi la gente se non veniva ospedalizzata purtroppo non riusciva a sopravvivere. Quindi vorrei capire quali possono essere le contestazioni sugli errori commessi” ha replicato Fontana. “Il virus è stato particolarmente violento in Lombardia perché molto probabilmente stava circolando nel nostro territorio già da parecchi giorni (prima della scoperta del primo caso, ndr), come dicono gli esperti. Se no non si spiegherebbe usata ondata di una violenza inaudita che non ha potuto in nessun modo essere controllata”, ha aggiunto.
I medici cubani nel mondo tra propaganda, stipendi trattenuti e famiglie lontane
Il loro apporto è prezioso in Italia e Andorra e presto anche nell’Oltremare francese. Lo sviluppo della sanità nell’isola caraibica resta il più grande orgoglio del regime, ma L’Avana trattiene circa il 70% dello stipendio dei medici all’estero e le famiglie non possono seguirli per timore di defezioni
AL CORRISPONDENTE DA PARIGI «Médicos y no bombas» è lo slogan dell’internazionalismo sanitario cubano, ripetuto nel 2003 da Fidel Castro in un celebre discorso a Buenos Aires riemerso nei social media in questi giorni di pandemia: Cuba esporta medici, non bombe, dai tempi della rivoluzione a oggi (Fidel ometteva di ricordare i consiglieri militari inviati ovunque specie durante la guerra fredda, dall’Angola al Nicaragua, ma comunque). I medici e il sistema sanitario cubano, orgoglio del Paese caraibico, tornano in primo piano oggi contro il Covid-19: il loro aiuto è prezioso in Italia e Andorra, e presto anche nell’Oltremare francese, grazie a un decreto del governo che permetterà di esercitare la professione in Guadalupa, Martinica, Guyana e St. Pierre et Miquelon (davanti al Canada) anche a medici extraeuropei.

Aiuto tra vicini – «La decisione del governo è per me una vittoria, una grande gioia, che ci permette finalmente di ricorrere alle risorse fraterne cubane», dice la senatrice della Martinica Catherine Conconne, che dalla primavera 2019, ben prima dell’epidemia, chiedeva che i medici cubani potessero esercitare nell’Oltremare francese e in particolare nei Caraibi francesi. Il coronavirus per adesso ha fatto poche decine di vittime sia a Cuba sia in Guadalupa e Martinica, ma nei territori francesi c’è la paura che l’epidemia si estenda e che il sistema sanitario locale non sia in grado di affrontarla, perché mancano attrezzature ma soprattutto medici. Ecco perché l’aiuto cubano diventa importante.
Terremoto in Irpinia, due scosse di lieve entità nella zona di Nusco
I sismografi hanno registrato magnitudo di 3.3 e di 3.1 in due diversi momenti della giornata. Non si registrano danni alle abitazioni né persone ferite
15 aprile 2020 – Doppia scossa di terremoto quest’oggi a Nusco, in Irpinia. I sismografi hanno registrato una magnitudo di 3.1 attorno alle 18,30. L’epicentro è stato individuato a 3 km di profondità, nei pressi della cittadina della provincia di Avellino nota per essere il comune di origine dell’ex premier ed ex leader della Democrazia Cristiana, Ciriaco De Mita. Sempre nella stessa area, in mattinata, era stato registrato un altro episodio di magnitudo 3.3 e localizzato a una profondità di 11 km. In entrambi i casi non sono stati registrati danni alle abitazioni e non sono state segnalate persone ferite.
Terremoto di magnitudo 3.5 fra Piacenza e Parma
Terremoto di magnitudo 3,5 fra Piacenza e Parma. La scossa, registrata dall’Ingv alle 22.02, è stata avvertita in tutta la zona appenninica delle due province emiliane. L’epicentro è stato inviduato nei pressi del paese di Ferriere, in provincia di Piacenza, a una profondità di 6 chilometri. Sono in corso accertamenti, mentre altri saranno effettuati giovedì mattina.
Non si hanno notizie di danni a persone o cose

Un terremoto di magnitudo 3.5 è stato registrato dalle strumentazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nella zona del Comune di Ferriere

La Lombardia e la debolezza di credersi invincibili.
La Lombardia e la debolezza di credersi invincibili. Gli errori della regione ex feudo di Formigoni e Berlusconi
15 aprile 2020 – È accaduto in Italia che proprio la regione ritenuta più forte, la più efficiente, la più ricca fosse quella meno pronta a fronteggiare la pandemia portando avanti scelte di cui presto i suoi dirigenti saranno chiamati a rispondere. Nel sistema italiano, le regioni hanno competenza esclusiva in materia sanitaria e la regione Lombardia è capofila, sia per la ricchezza del territorio, che per il connubio pubblico-privato creato dalle amministrazioni di centro-destra, che hanno occupato il potere ininterrottamente negli ultimi due decenni.
La Lombardia è il territorio di Silvio Berlusconi e la Regione era il feudo di Roberto Formigoni, definitivamente condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per gravi episodi di corruzione, innestatisi proprio sul rapporto tra potere regionale e sanità privata. Ma fino a un mese fa si credeva che quella corruzione fosse solo un incidente di percorso. Ma le cose non stavano così. continua a leggere
20mila firme per chiedere il commissariamento della sanità in Lombardia
In appena 24 ore, la petizione on line sarebbe stata sottoscritta da un numero impressionante di residenti
15 aprile 2020 – Sarebbero oltre 20.000 mila le firme raccolte in appena in 24 ore dalla petizione on line promossa da “Milano2030”, una rete di associazioni, partiti e movimenti politici della sinistra milanese che ha chiesto il commissariamento della sanità Lombarda. Il dato è stato diffuso oggi da Dario Ballardini, esponente di spicco della sinistra di Cesano Boscone.
Risposte inadeguate – Nel mirino – secondo un documento sottoscritto da una decina di movimenti della società civile e raggruppamenti politici – l’inadeguatezza delle risposte date da Regione Lombardia, che avrebbe spacciato come “eccellenza” un sistema basato sullo smantellamento della sanità pubblica a vantaggio di quella privata.
Troppi decessi – Secondo i promotori della raccolta delle firme, “la frammentazione dell’assistenza territoriale, la decisione di trasferire i malati di Covid19 nelle RSA, lo scarso coinvolgimento della sanità privata lasciata libera di scegliere se e come collaborare, le cifre, esigue ai limiti del ridicolo, del bilancio regionale destinate alla gestione dell’emergenza, fanno della Lombardia l’area del mondo con il più alto tasso di casi e di decessi, con un prezzo gravissimo per il personale sanitario, i medici di base e gli ospiti delle residenze assistite”.
Non sarà come prima – È ora – concludono i promotori dell’iniziativa , che si proceda “alla nomina di un commissario ad acta. Siamo alla vigilia di una ripresa della attività, non possiamo permetterci altri errori. Andrà tutto bene se tutto non sarà come prima. Soprattutto in Lombardia”.
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“In spiaggia con le barriere di plexiglass?…
“In spiaggia con le barriere di plexiglass? Allora meglio una serra”: l’ironia degli utenti di Twitter
Un’azienda vicino Modena ha proposto di realizzare dei box trasparenti con pareti di plexiglass sulle spiagge, come soluzione per garantire il distanziamento sociale. Ombrelloni e lettini verrebbero recintati dal materiale trasparente con l’obiettivo di evitare il contagio. La stessa barriera potrebbe essere usata anche per separare i clienti di bar e pizzerie.
Alcuni addetti ai lavori, come le associazioni dei ristoratori e dei bagnini, si sono subito dichiarati contrari. E i rendering del progetto hanno lasciato gli utenti di Twitter molto perplessi. “Se sarà così, in spiaggia non ci vado proprio questa estate”, scrive qualcuno.
I dubbi sono soprattutto sul caldo estremo che creerebbe un effetto serra attorno agli ombrelloni. Gli unici che sembrano contenti, con molta ironia, sono gli utenti che prevedono una sauna gratuita. E c’è chi pensa all’abbronzatura e si domanda: “Come si comporta il plexiglass con i raggi ultravioletti?” continua a leggere
Coronavirus, sale a 120 il bilancio dei medici vittime dell’epidemia
articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/04/15/news/medici_mort_bilancio_120-254074289/
Roma, 15 aprile 2020 – Sale a 120 il bilancio dei medici morti per il coronavirus in Italia. A darne notizia è la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, segnalando il decesso di: Patrizia Longo, medico di medicina generale, Enrico Boggio, odontoiatra, Eugenio Malachia Brianza, medico del Sert ed Elisabetta Mangiarini, medico di medicina generale. continua a leggere
Coronavirus, centoquattro Rsa irregolari, 15 chiuse dai Nas, 61 persone denunciate
L’indagine in tutta Italia, 157 sanzionate per un ammontare complessivo di oltre 72mila euro
Roma, 15 aprile 2020 – Centoquattro strutture per anziani non conformi alla normativa su 601 controllate (il 17%), 61 persone denunciate e altre 157 sanzionate per un ammontare complessivo di oltre 72mila euro. E quindici strutture sono state chiuse. E’ il bilancio dei controlli dei Nas che, a partire da febbraio, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, hanno effettuato un’azione di vigilanza nelle strutture ricettive sanitarie e socio assistenziali per persone anziane e con disabilità.
Poche figure professionali, e spesso inadeguate per le necessità dei pazienti, e affollamenti pericolosi per la salute: questo il quadro assai grave che viene fuori dai controlli. Le 212 irregolarità amministrative contestate, spiegano dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, riguardano inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative: situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, nella seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani.
Sono emerse “situazioni penalmente rilevanti che hanno determinato la denuncia all’autorità giudiziaria di 172 persone, in particolare gestori e operatori ritenuti responsabili di abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all’esercizio e di titoli professionali validi, quali infermiere ed operatori socio-sanitari“. continua a leggere
Coronavirus, perché tanti morti in Lombardia? Le 6 domande inevitabili
Ospedali pubblici e privati sullo stesso piano: così il sistema è andato in crisi. I nodi: mancata «zona rossa» nella Bergamasca e assenza di una rete di controllo sul territorio

15 aprile 2020 – Sarebbe ragionevole che il governatore Attilio Fontana e il suo assessore alla Sanità Giulio Gallera spiegassero onestamente perché in Lombardia c’è stato, e continua ad esserci, un numero di decessi così alto rispetto al Veneto e all’Emilia-Romagna, dove l’epidemia è partita quasi contemporaneamente. Non lo giustifica il fatto che il 25 febbraio ci fossero 231 contagiati contro i 42 in casa Zaia e i 26 in casa Bonaccini. L’epidemia si è allargata alla velocità della luce e a oggi sono morti 11 lombardi ogni 10 mila abitanti, contro i 6 dell’Emilia Romagna e i 2 del Veneto. Dai dati dell’Istat e del ministero della Salute, emerge che a Milano stanno morendo quotidianamente 90 residenti contro i 30 dell’anno scorso, a Bergamo 21 contro 4, a Brescia 20 invece di 5. (Qui tutti i bollettini della Protezione civile)
Le Rianimazioni in crisi
Il sistema ospedaliero, dove pubblico e privato sono stati nel corso degli anni messi sullo stesso piano, va subito in crisi. A ridosso del 21 febbraio, con i posti letto delle Terapie intensive sottodimensionati (8,5 su 100 mila abitanti contro i 10 dell’Emilia e del Veneto) e il 30% in gestione alla Sanità privata convenzionata, la Regione deve contrattare la loro attivazione con gli ospedali privati in un momento in cui il fattore tempo è determinante. continua a leggere
Indagini sulle rsa, Sacra Famiglia: “Da parte nostra massima collaborazione”
Anche la struttura di Cesano nel mirino della Procura: gli inquirenti dovranno fare luce sulla gestione dell’emergenza coronavirus.
Indagini sulle rsa, Sacra Famiglia: “Da parte nostra massima collaborazione”
Cesano Boscone, 14 aprile 2020 – “Abbiamo appreso dagli organi di stampa di un fascicolo aperto dalla Procura di Milano. Fondazione Sacra Famiglia ha già manifestato nei giorni scorsi piena disponibilità a collaborare con la Magistratura affinché sia fatta chiarezza e possa essere valutata la trasparenza e la correttezza dell’operato della Fondazione. Abbiamo inoltre rappresentato la piena disponibilità dei dirigenti dell’istituto a fornire ogni e qualsiasi ulteriore chiarimento necessario”.
L’apertura del fascicolo in Procura – Sacra Famiglia commenta così la notizia dell’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Milano che dovrà fare luce sulla gestione dell’emergenza coronavirus all’interno della struttura. Secondo gli ultimi aggiornamenti, nella sede di Cesano ci sarebbero 31 pazienti risultati positivi al tampone e due decessi all’interno dell’unità Santa Teresina, dove sono stati registrati i primi casi a fine marzo.
Addio Franco Lauro, la voce del basket Rai

Fu speaker Bancoroma campione, poi inviato sempre con il sorriso
Roma, 14 aprile 2020 – Se n’è andata la voce del basket, non solo perché Franco Lauro, dai microfoni Rai, ha raccontato per tanti anni questa disciplina, che amava particolarmene, ma anche perché era stato lo speaker ufficiale del Palaeur ai tempi dei trionfi del Bancoroma di coach Valerio Bianchini. Era lui, Lauro, che sottolineava per il pubblico i canestri di Gilardi, Polesello e del folletto nero Larry Wright. Qualcuno, però, gli rimproverava scherzosamente una certa simpatia per la Sebastiani Rieti, altro team storico della pallacanestro laziale. Come tanti colleghi nel corso dei decenni, anche Lauro era ‘sbocciato’, giovanissimo, nell’etere romano, e qualcuno ancora ricorda le sue cronache calcistiche su TeleRegione. Dopo la gavetta, a soli 23 anni l’approdo in Rai per la quale ha poi commentato 8 Olimpiadi estive e una invernale, Torino 2006, oltre a sei Mondiali di calcio. La semplicità, il perenne sorriso sulle labbra e l’eleganza erano le caratteristiche di questo giornalista, e soprattutto brava persona, che ha anche condotto ‘Novantesimo Minuto’ e ‘Domenica Sprint’ e che a Roma abitava in pieno centro, a due passi d Piazza di Spagna, in quella Via della Croce dove lo s’incontrava spesso e dove oggi, a casa, lo ha stroncato un infarto. Inutile l’intervento dei vigili e di un’ambulanza, così Franco Lauro, 59 anni che avrebbe compiuto a ottobre, ci lascia troppo presto. continua a leggere
500 positivi tra personale Rsa bresciane
(ANSA) – Brescia, 13 aprile 2020 – Oltre 500 persone che lavorano nelle Rsa di Brescia sono risultate positive ai tamponi effettuati da Ats, l’agenzia territoriale della salute. Più di duemila sono stati i dipendenti, tra medici e infermieri, sottoposti ai test finora. Complessivamente sono circa 7mila gli operatori che a Brescia, tra città e provincia, lavorano in strutture per anziani.
Coronavirus, all’Istituto Auxologico di Milano 50 morti su 150 ospiti: «Senza protezioni per settimane»
Medici e dipendenti ripetono che gli ambulatori sono rimasti aperti per settimane dopo l’inizio dell’epidemia e che s’è continuato a lavorare senza protezioni. Un parente: «Papà se n’è andato da solo e non so neanche come»
Il 25 marzo il figlio della signora Vanda Oriani, 97 anni, riceve una telefonata dall’Istituto Auxologico. Una dottoressa dice: «Sua mamma è positiva al coronavirus». La stessa propone: «Potremmo trattarla con la clorochina (il farmaco antimalarico che si sta rivelando efficace contro il Covid-19, ndr), è una cura un po’ pesante a quell’età. Vogliamo provare?». Il figlio Ennio approva il trattamento. Passano circa due settimane. Il 10 aprile, venerdì scorso, in una video-chiamata dall’ospedale la signora Oriani parla col figlio: sta bene, è lucida, chiede della pronipote, la piccola Matilde. La signora, alla sua età, è guarita. La brava dottoressa che l’ha curata dice che è una sorta di «medaglia». Una speranza in mezzo alla catastrofe che sta decimando gli anziani nelle case di riposo di Milano
Ma dentro strutture che non hanno saputo impedire l’ingresso del virus, e che sono andate in sofferenza perché la malattia ha poi colpito anche medici e infermieri, possono accadere anche disastri come quello che al figlio della signora Oriani viene annunciato, con una nuova telefonata, alle 16 dell’11 aprile: «Sua madre è caduta dalla sedia a rotelle, è stata in ospedale». Non gli dicono neppure dove. È lui a dover capire che si trova al «Policlinico». Diagnosi: frattura scomposta del femore. Ad oggi, la situazione è questa: «I medici del Policlinico, con grandissima professionalità, mi hanno spiegato che le conseguenze di una frattura del genere, senza un’operazione, potrebbero portare alla morte in pochi giorni — spiega il figlio al Corriere —. Dunque mia madre, guarita dal coronavirus, verrà operata, con tutti i rischi per una persona di quell’età. Dall’Auxologico mi hanno detto che si sarebbe sfilata la cintura di contenimento della carrozzina e sarebbe caduta nel tentativo di alzarsi. Spiegazioni vaghe e imprecise».
«È una strage» – Ecco cosa sta accadendo, dentro una delle strutture che dovrebbe rappresentare l’eccellenza della sanità privata in Lombardia (quella a cui il bilancio regionale assicura mastodontici flussi di denaro). Nella residenza per anziani dell’Auxologico a Milano, in via Mosè Bianchi, 150 ospiti e retta da 3 mila euro al mese, il virus è entrato e gli anziani sono stati decimati. Medici e dipendenti ripetono che gli ambulatori sono rimasti aperti per settimane dopo l’inizio dell’epidemia e che s’è continuato a lavorare senza protezioni. Per quanto ricostruito dal Corriere, sono morti almeno 50 anziani. Vuol dire uno su tre. Una strage ….. continua a leggere
Coronavirus Lombardia, perquisizioni al Pio Albergo Trivulzio e in altre Rsa
L’inchiesta per omicidio colposo ed epidemia colposa: perquisizioni e acquisizioni di documenti da parte della Finanza a Milano e in altre Rsa lombarde
Perquisizioni della guardia di finanza di Milano al Pio Albergo Trivulzio nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo ed epidemia colposa. Le perquisizioni e le acquisizioni di documenti iniziate lunedì mattina sul fronte delle Rsa riguardano anche altre strutture, oltre al Pat. La squadra di polizia giudiziaria, guidata da Maurizio Ghezzi, del dipartimento coordinato dall’aggiunto Tiziana Siciliano è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese, mentre la Gdf sta lavorando nelle sedi del Pat. Le attività investigative sono previste per tutta la giornata di lunedì. continua a leggere
Morta Patricia Millardet, la giudice della ‘Piovra’

L’attrice, 63 anni, è deceduta a Roma per un attacco cardiaco. Era diventata popolarissima col ruolo di Silvia Conti nella serie interpretata da Michele Placido
È morta oggi pomeriggio all’ospedale San Camillo di Roma per una crisi cardiaca l’attrice francese Patricia Millardet. Nata nel 1957 a Mont-de-Marsan, nella regione della Nuova Aquitania, Patrica Millardet aveva compiuto 63 anni lo scorso 24 marzo.
In Italia, dove viveva dalla fine degli anni ’80, prima sull’Appia Antica e poi a Castel Gandolfo, si era fatta conoscere al grande pubblico da quando aveva interpretato il coraggioso e incorruttibile magistrato Silvia Conti ne La piovra, la serie interpretata da Michele Placido nei panni del commissario Cattani, tra il 1989 e il 2001. Un ruolo che le aveva dato la grande popolarità. continua a leggere
Roma, il concerto del chitarrista 19enne in Campidoglio
Corriere della Serhttps://youtu.be/bGqZBlxvyU0a
Le immagini del concerto di Jacopo Mastrangelo in Campidoglio.Le immagini aeree di Roma deserta, una chitarra elettrica che dalla terrazza del Campidoglio riempie il cielo al tramonto con le note di Ennio Morricone e l’aria `Nessun dorma´ di Giacomo Puccini. È il concerto \”omaggio di Roma ai suoi cittadini, agli italiani e a tutto il mondo\” offerto dalla sindaca della Capitale Virginia Raggi in diretta Facebook. \”Siamo sulla terrazza del Campidoglio insieme a Jacopo Mastrangelo, il ragazzo che ci ha emozionato suonando in una Roma deserta, dai tetti di piazza Navona – ha commentato la sindaca, sul terrazzo assieme al giovane – Oggi vogliamo fare un omaggio a tutti coloro che lottano contro il coronavirus, un pensiero a tutti i nostri cari. In questo momento difficile per tutti noi questo vuole essere un messaggio di augurio e un segno di speranza. Uno sguardo di fiducia nel futuro. ( Ansa / AGTW – CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/cor…
Coronavirus Russia, a Mosca ambulanze in coda per km per entrare in ospedale
13 aprile 2020 – Una lunghissima coda di ambulanze in attesa di entrare in ospedale. E’ la situazione che si è verificata a Mosca, in Russia, a causa dell’emergenza coronavirus. Nella giornata di Pasqua è stato registrato un nuovo record di casi dall’inizio dell’epidemia. La Tass ha reso noto che sono stati segnalati 2.186 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, portando il totale a 15.770. Il numero delle vittime è salito a 130. L’epicentro è Mosca, che ha oltre 10.000 casi.
Virus informatici usano ‘paziente zero’ per colpire
Ai tempi del Covid-19, anche i virus informatici usano un “paziente zero”, un dipendente interno, per colpire le industrie e le banche italiane. E nei primi tre mesi del 2020 sono spuntati i cyber-attacchi che sfruttano il tema del coronavirus. A rilevarlo sono i ricercatori di Yoroi, in occasione dell’uscita del rapporto 2019 sulle minacce informatiche.
“La principale tendenza che abbiamo notato negli ultimi 7-10 giorni – spiega all’ANSA Marco Ramili, AD di Yoroi – è che il coronavirus è usato come tematizzazione per indurre gli utenti ad aprire allegati e cliccare su link malevoli. E il lavoro da remoto non aiuta perché i sistemi aziendali vengono bypassati e gli attaccanti hanno maggiore opportunità di fare breccia nel Pc di una vittima. Qualche settimana fa si attaccavano gli utenti, oggi invece si attaccano i dipendenti con l’obiettivo di colpire l’azienda di appartenenza. E gli hacker attendono silentemente che il dipendente si connetta alla rete aziendale per poi muoversi lateralmente verso cartelle condivise o portali web interni all’azienda”. continua a leggere
Andrea Bocelli: Music For Hope – Live From Duomo di Milano
Milano, Bocelli parla del concerto in Duomo: “Dal cuore della città ferita una voce unirà il mondo”
Andrea Bocelli cammina dentro





