Novak Djokovic, l’Australia cancella il visto: il numero uno deve tornare indietro


articolo di Marco Calabresi: https://www.corriere.it/sport/22_gennaio_05/djokovic-bloccato-aereo-australia-visto-2acd5b04-6e2e-11ec-b03a-4a0e157e4787.shtml

Novak Djokovic, n.1 del tennis, bloccato per un problema legato al visto: il governo dello Stato di Victoria ha respinto la richiesta d’ingresso. L’Australian Open l’aveva autorizzato a giocare «con un’esenzione» pur se non vaccinato. Il padre: «Lo tengono prigioniero, pronti a ritrovarci in strada per lui. È lo Spartaco del nuovo mondo»

Novak Djokovic – Foto da http://www.corriere.it

Novak Djokovic, il numero uno del tennis mondiale, non parteciperà agli Australian Open. Al serbo è stato infatti negato, da parte del governo dello Stato di Victoria (dove si trova Melbourne), il visto di lavoro per sbarcare in Australia. L’organizzazione del torneo l’aveva autorizzato a giocare «con un’esenzione», pur se non vaccinato.

Arrivato all’aeroporto di Tullamarine in piena notte, quando in Italia erano le 13.30 del 5 gennaio, è stato portato in una stanza dello stesso scalo australiano dove è stato interrogato per oltre 6 ore dalle autorità di frontiera , ma non è stato in grado di dimostrare agli ufficiali prove evidenti che giustificassero la sua richiesta di «esenzione». I suoi legali sono pronti a impugnare la decisione e ricorrere in appelloIntanto Djokovic dovrà tornare in Serbia, probabilmente già nelle prossime ore.

In serata, prima che il governo Aussie respingesse la sua richiesta di ingresso, a Belgrado l’ambasciatore australiano Daniel Emery era stato invitato al Ministero degli Esteri per un colloquio. «Sono scioccato da quello che sta succedendo a Novak— le parole del Ministro dello sport Vanja Udovicic —, e non posso credere che qualcuno si dia il diritto di molestare il miglior atleta del mondo in questo modo. La Serbia è con te!». Il papà di Novak, Srdjan, è invece sbottato in un comunicato pubblicato dal portale russo Sputnik, che casualmente si chiama come un vaccino, uno di quelli non riconosciuti in Italia: «Tengono prigioniero mio figlio per cinque ore. Questa è una lotta per il mondo liberale, non solo una lotta per Novak ma per il mondo intero. Se non lo lasciano andare entro mezzora, ci ritroveremo per strada». continua a leggere

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