Colori delle Regioni: Sardegna, Campania, Puglia e Valle d’Aosta in rosso. Rt a 0,92


articolo: Colori Regioni, prevale la zona arancione. Sardegna in zona rossa – la Repubblica

Oggi la Cabina di regia. Minori restrizioni per Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Friuli. In arancione la Calabria. Scendono incidenza (185) e fattore di replicazione

Scende l’Rt medio nazionale, che arriva a 0,92 (era a 0,96 venerdì scorso), e scende l’incidenza settimanale per 100mila abitanti (185), complice anche il calo dei tamponi di Pasqua. Oggi la Cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute sancisce la riduzione delle restrizioni in alcune delle Regioni più grandi del Paese.

In rosso, a causa dell’incidenza superiore a 250 casi per 100mila abitanti, resteranno Valle d’Aosta (415) e Puglia (257). Anche la Campania sarà nello scenario con più restrizioni ma a causa dell’Rt, che la settimana scorsa era superiore a 1,25. Lo stesso paramentro manda in rosso la Sardegna, fino a nemmeno troppo tempo fa addirittura in zona bianca.

Alla fine di una settimana, con i dati che si calcolano dal venerdì al giovedì, durante la quale c’è stato un crollo di tamponi e quindi anche di casi in coincidenza con le feste di Pasqua, tante grandi Regioni che avevano i dati dell’incidenza da rosso scendono sotto la soglia dei 250 e quindi da lunedì 12 aprile passeranno in arancione. Si tratta di Piemonte (238), Toscana (230), Emilia-Romagna (207), Friuli (187), Lombardia (183). Beneficeranno della regola secondo la quale, per una dimenticanza nella stesura delle norme, basta un solo monitoraggio con dati di incidenza inferiori a 250 per lasciare la zona rossa ed entrare in quella arancione quando. Se invece il colore più restrittivo è determinato dall’Rt e dal rischio di settimane ce ne vogliono due.

Tutte le altre Regioni dovrebbero restrare in arancione, salvo che la Cabina di regia non rilevi degli aumenti dell’Rt (esclusi comunque ieri dal Lazio e dal Veneto).

Diminuiscono nuovi casi non associati a catene di trasmissione – “In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (46.302 Vs 49.186 La settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,9% vs 34,4% la scorsa settimana). È, invece, in diminuzione il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39,6% vs 41,5%). Infine, il 25,5% è stato diagnosticato attraverso attività di screening“. Lo si legge nella bozza dell’ultimo monitoraggio della cabina di regia Iss.

Evitare contatti al di fuori della famiglia – “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi– prosegue il report- e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine“. Si ribadisce infine la necessità di “rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”, conclude l’Iss.

Otto regioni con Rt sopra 1. Il più alto in Sardegna – Sono otto le regioni con Rt puntuale sopra 1. La Sardegna registra il valore più alto 1.54, seguita da Valle d’Aosta (1.39) e Sicilia (1.22). Le tre regioni più virtuose sono Friuli Venezia Giulia a 0.79, Emilia Romagna e Molise (entrambe a 0.81). Sono i dati contentuti nella bozza del monitoraggio Iss-Ministero della Salute, al 7 aprile 2021 e relativi alla settimana 29/3/2021-4/4/2021. Ecco di seguito la tabella con gli Rt puntuali delle Regioni. Abruzzo 0.89;  Basilicata 1.15;  Calabria 0.93;  Campania 1.19; Emilia-Romagna 0.81; FVG 0.79; Lazio 0.9; Liguria 1.19; Lombardia 0.85; Marche 0.86; Molise 0.81; Piemonte 0.9; PA Bolzano 0.91; PA Trento 0.86; Puglia 1.06; Sardegna 1.54; Sicilia 1.22; Toscana 1.02; Umbria 0.97; Valle d’Aosta 1.39; Veneto 0.96.

Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza ancora troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiedono l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio“. E’ quanto evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana (dal 29 marzo al 4 aprile, ndr) hanno contratto l’infezione nella seconda metà di marzo“, spiega l’Iss-ministero della Salute.

Addio al principe Filippo, marito della regina Elisabetta


Regina Elisabetta e Il principe Filippo

Si è spento a quasi 100 anni nel castello di Windsor nel Regno Unito. Nel rispetto delle sue volontà non si terranno funerali di Stato

LONDRA – È morto a 99 anni il principe Filippo, consorte della regina Elisabetta. Lo ha annunciato Buckingham Palace. Filippo ha trascorso un mese in ospedale all’inizio di quest’anno per un’infezione e poi un intervento chirurgico, prima di essere dimesso il 16 marzo e fare ritorno al Castello di Windsor, dove ha trascorso i suoi ultimi giorni.

Non si terranno funerali di Stato, riferiscono fonti di palazzo alla Bbc, precisando che la cerimonia sarà di natura privata, pur con gli onori del caso, “nel rispetto delle consuetudini e delle volontà” del defunto. Il corpo resterà nel castello di Windsor fino al rito religioso, che si svolgerà nell’adiacente cappella di St George – dove si sono sposati fra gli altri Harry e Meghan – alla presenza della famiglia reale e di una rappresentanza di ospiti. La presenza del pubblico non è inoltre incoraggiata in ragione delle restrizioni Covid.

Il consorte reale Il duca di Edimburgo sposò Elisabetta nel 1947 ed è stato il consorte più longevo nella storia britannica. Si è ritirato dalla vita pubblica nel 2017. Filippo, che avrebbe compiuto 100 anni il prossimo giugno, era un membro della famiglia reale greca. Nato sull’isola greca di Corfù nel 1921, era un appassionato di sporti e amava le attività di campagna. Aveva quattro figli, otto nipoti e nove pronipoti.

A causa dell’età avanzata e dei problemi di salute, aveva deciso di ritarsi dalla scena pubblica nel 2017, ma ciò non gli aveva impedito di prendere parte l’anno seguente alle nozze del secondogenito del figlio Carlo, il principe Harry con Meghan Markle.

L’annuncio della regina – Poche righe toccanti per esprimere il dolore di una perdita dopo 73 anni di vita insieme: così la regina Elisabetta II ha annunciato oggi la morte del principe consorte:

“È con profonda tristezza che Sua Maestà la Regina annuncia la morte del suo amato marito, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, spirato pacificamente stamattina nel Castello di Windsor. Ulteriori annunci saranno dati a tempo debito. La Famiglia Reale si unisce alle persone che nel mondo sono in lutto per la perdita”.

continua a leggere

Covid, Daniele De Rossi ricoverato allo Spallanzani di Roma


articolo: Covid, Daniele De Rossi ricoverato allo Spallanzani di Roma – Calcio – La Repubblica

L’ex centrocampista, attualmente nello staff della Nazionale, è rimasto contagiato nella recente trasferta azzurra

Daniele De Rossi

ROMA – Daniele De Rossi ricoverato allo Spallanzani di Roma a causa del Covid. L’ex centrocampista della Roma, adesso nello staff della Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, era risultato positivo al coronavirus la scorsa settimana, insieme ad altri tre membri dello staff azzurro impegnato nelle qualificazioni mondiale contro l’Irlanda del Nord a Parma, la Bulgaria a Sofia e la Lituania a Vilnius.

Una polmonite avrebbe determinato il ricovero – Secondo quanto si apprende, De Rossi avrebbe contratto una polmonite, fattore che, nonostante le sue condizioni vengano definite discrete, ha indotto i sanitari al ricovero in ospedale.

Il cluster della Nazionale: contagiati 8 calciatori – Purtroppo il cluster della nazionale continua a produrre effetti. In totale sono rimasti contagiati 8 calciatori, e una ventina di componenti della delegazione di ottanta persone. Tra i giocatori, in ordine di tempo, l’ultimo a risultare positivo è stato il centrocampista dell’Atalanta Matteo Pessina. In precedenza era toccato a Bonucci, Florenzi, Verratti, Bernardeschi, Grifo, Sirigu e Cragno.

Stati Uniti, ancora una sparatoria: un morto e cinque feriti in un mobilificio del Texas


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/09/news/stati_uniti_sparatoria_texas_biden_armi-295615830/

Un impiegato ha aperto il fuoco sui colleghi in un’azienda a 160 chilometri da Houston. L’ennesimo omicidio, proprio nel giorno in cui il presidente Biden annuncia una stretta sulla vendita di armi da fuoco

Un’altra sparatoria, questa volta in Texas, con un morto e cinque feriti gravi, proprio nel giorno in cui il presidente Joe Biden condanna duramente l’eccessiva diffusione di armi da fuoco negli Stati Uniti e annuncia una stretta. L’ultimo fatto di cronaca riguarda Bryan, a 160 chilometri da Houston. La polizia ha risposto alle chiamate che segnalavano i rumori dovuti ai colpi d’arma da fuoco, per poi scoprire diverse vittime sulla scena del delitto, avvenuto all’interno di un’azienda di mobili. La persona sospettata di aver aperto il fuoco si è data alla fuga ed è stata arrestata poco più tardi. Si tratterebbe di un dipendente della stessa azienda. Ancora sconosciuto il movente della tragedia.

Come sottolinea l’ex sindaco di San Antonio, ed ex ministro di Barack Obama, Julian Castro, è la quattordicesima sparatoria solo nello Stato della stella solitaria dall’inizio dell’anno. Sono una mezza dozzina le sparatorie con persone uccise avvenute negli Stati Uniti da metà marzo a oggi. Come la strage di otto donne di origine asiatica ad Atlanta, le dieci vittime dell’assalto avvenuto in un supermarket di Boulder, in Colorado. L’ultimo drammatico episodio risale appena a ieri, nel South Carolina: un ex giocatore professionista di football americano ha ucciso due vicini di casa, due loro nipoti e un altro uomo prima di togliersi la vita.

08 aprile 2021 : Usa, l’ultima strage: un ex giocatore di football uccide 5 persone

Facebook e Instagram down, i due social irraggiungibili o malfunzionanti in Italia


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2021/04/08/news/facebook_e_instagram_down_i_due_social_irraggiungibili_in_italia-295612469/

Fb bloccato con messaggi di errore, su Ig flusso interrotto e contenuti che si ripetono


Errore, c’è un problema“. Questa la scritta sulla pagina, essenzialmente bianca, che migliaia di utenti italiani di Facebook italiani si sono trovati davanti in serata. Si Instagram invece flusso dei contenuti bloccati e app “impallata“.
I due social di Mark Zuckerberg risultano al momento o irraggiungibili o incastrati in un loop di notifiche ripetute. Alla chiusura della pagina web, il social risponde con il messaggio d’errore di cui sopra. Non sono al momento note le cause o i tempi necessari al ripristino, ma intanto su Twitter già spopola il classico hashtag #Facebookdown.

Zona arancione per quasi tutta Italia, in rosso resterebbero solo 3 regioni: oggi i nuovi colori


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_09/zona-arancione-rossa-regioni-colori-24c5f17c-989f-11eb-a699-02d51c5755ff.shtml?fbclid=IwAR3txQAHPAsrD58EdpUQugyYftxU3LV8b0G3v_uaOBY1dxzOdUvGLIMFpQk

Il ministro della Salute firma venerdì le ordinanze per il cambio di fascia. Campania, Puglia e Valle d’Aosta manterrebbero il livello di rischio più alto. Le regole per riaprire i ristoranti

Italia in arancione con qualche punta di rosso. Se i dati della vigilia saranno confermati nel monitoraggio che arriva oggi, solo Campania, Valle d’Aosta e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta. Tutte le altre Regioni scendono nella zona arancione dove riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici e gli spostamenti sono liberi all’interno del Comune. In realtà molte aree hanno numeri da fascia gialla e questo consente di ipotizzare la riapertura, sia pur limitata, dei ristoranti dopo il 20, al massimo a fine mese Rimane altissimo il numero delle vittime, 487, ma comincia a scendere quello dei nuovi contagiati 17.221 e il tasso di positività è a 4,7.

La zona rossa Attualmente sono in zona rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta. Ma le chiusure delle ultime settimane hanno evidentemente funzionato e per la maggior parte oggi potrebbe arrivare l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che entrerà in vigore lunedì 12 aprile.

Il ritorno in zona arancione Tornano in arancione la Lombardia, ma anche l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia. Sperano Piemonte e Toscana, ma dipenderà dalla situazione delle strutture sanitarie. «I dati settimanali confermano un progressivo miglioramento in Piemonte. Il valore Rt è sceso a 0,9. Si riduce il numero di nuovi casi segnalati e anche il numero di focolai attivi o nuovi. Il nostro report deve essere validato dalla cabina di regia, ma in base a questi parametri siamo fiduciosi che il Piemonte possa ritornare arancione già dalla prossima settimana», annuncia il governatore Alberto Cirio. Mentre il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha già annunciato «di aver chiesto alla cabina di regia di passare in arancione», quello dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini anticipa: «Non escludo che si possa essere arancioni dalla prossima settimana. I numeri sono confortanti in queste ultime settimane. Oggi l’indice Rt in regione è attorno allo 0,80. Vuol dire che chiusure e restrizioni stanno contando, come sempre sono le uniche che funzionano».

I dati da zona gialla – Tra le regioni che sono già in fascia arancione da una settimana — Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia, Veneto — alcune hanno dati da fascia giallaIl decreto appena entrato in vigore prevede restrizioni fino al 30 aprile, ma il pressing dei governatori del centrodestra, della Lega e soprattutto delle associazioni di categoria potrebbe aprire qualche spiraglio e portare a una rivalutazione già dopo il 20 aprile. In questo caso si dovrà comunque tenere conto del numero di persone che sono state vaccinate e le Regioni che — pur avendo le scorte — dimostreranno di non essere in regola con il piano, non potranno beneficiare delle eventuali riaperture.

L’Umbria in bianco – Una penalizzazione che potrebbe non riguardare l’Umbria, forse anche il Molise, che dopo mesi di restrizioni e zone rosse adesso vede la fascia bianca, anche se non in tempi brevissimi. «Mantenendo queste condizioni, dal punto di vista di un modello predittivo a 15 giorni — spiega Marco Cristofori, del Nucleo epidemiologico regionale — si prevede la discesa dell’incidenza intorno ai 50 casi per 100 mila abitanti, che sarebbe il limite del governo per le zone bianche. Siamo nettamente sotto l’1, con l’indice Rt all’8 aprile che è sceso a 0,71».

I ristoranti a pranzo – L’attività che spera nella ripartenza è quella dei ristoratori ma con condizioni molto stringenti. L’ipotesi che dovrebbe essere sottoposta agli esperti del Comitato tecnico scientifico dopo il 20 aprile è quella di consentire l’apertura a pranzo ma con un orario ridotto che potrebbe terminare alle 15 o alle 16. In questo modo si eviterebbe l’ora dell’aperitivo e la possibilità di assembramenti fuori dai locali. Si pensa anche di rinnovare l’esenzione dalla tassa per chi ha spazi all’aperto. Da questa ipotesi potrebbero essere esclusi, almeno nella prima fase, i bar.

Cinema e musei – Possibile la ripresa — anche in questo caso con regole strette — per cinema e teatri, musei e mostre. I protocolli sono già stati predisposti e il via libera del Cts è arrivato a fine febbraio, quando era stato previsto il via libera per il 27 marzo. Poi la situazione si è aggravata e tutto è stato rinviato. Ora si torna a sperare.

Nuovi scontri a Belfast nonostante appelli Gb e Dublino


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/08/nuovi-scontri-a-belfast-nonostante-appelli-gb-e-dublino_9fb45af3-2799-4ec5-9ecb-8f38675ac7f4.html

Nonostante gli appelli alla calma di Londra e Dublino, nuove violenze a Belfast, in Irlanda del Nord, da una settimana teatro di scontri che non si vedevano da anni. Lo ha constatato un cronista dell’Afp. Pietre, proiettili e bottiglie molotov sono stati lanciati contro le forze dell’ordine a Belfast, dove sono dispiegate unità cinofili e polizia antisommossa.

La fonte giornalistica dell’Afp ha constatato sul posto che segni di tensione e di preparativi anche oggi, dopo sei notti consecutive di scontri, erano visibili già nel pomeriggio, come dei giovani visti a raccogliere mattoni in carrelli da supermercato. La pace, dopo gli accordi di Venerdì Santo del 1998 che misero fine a decenni di ‘troubles’ con oltre 3.000 morti, “è solo di superficie“, osserva Fiona, residente 56/enne di Belfast, secondo la quale il rancore “è profondamente radicato. Non è solo questione di Brexit“, aggiunge.

Draghi, la conferenza stampa: «Con che coscienza si salta la fila per i vaccini? Si alle riaperture, ma non ho date»


Vaccino covid, Draghi: “Smettetela di vaccinare i ragazzi. Astrazeneca? Agli over 60

Il presidente del Consiglio: «Quanto più vacciniamo, tanto più possiamo pensare alle riaperture. A partire dalle scuole» «Abbiamo dosi per mettere in sicurezza tutti gli over 75 entro aprile» «Il ministro Speranza? L’ho scelto io e ha la mia fiducia»

«Ma con che coscienza ci sono persone che saltano la lista d’attesa cercando di farsi vaccinare prima, pur sapendo che in questo modo si lascia esposto a rischi chi ha più di 65 anni o qualche fragilità e, di conseguenza, un rischio concreto di morte?». Lo ha detto il premier Mario Draghi all’inizio della conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguita all’incontro con gli enti locali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Il personale sanitario in prima linea è giusto che si vaccini — ha detto il presidente del Consiglio per chiarire il concetto —, quello che non deve accadere è che la platea del personale sanitario si allarghi, includendo anche chi non è in prima linea». Effetto delle regole stabilite dalle Regioni, ma «la coscienza riguarda i cittadini e non gli enti locali» e la responsabilità «è di ciascuno di noi».

Vaccini e riaperture di pari passo – Il piano vaccinale in ogni caso prosegue e non si è registrato il temuto boomerang su AstraZeneca, con un numero di defezioni molto limitato. «Il crollo di fiducia si vede meno di quanto ci si potesse aspettare — ha commentato Draghi —. Continueremo a dare messaggi rassicuranti, con grande serietà e non a cuor leggero. Io tra l’altro mi sono vaccinato con AstraZeneca e così pure mia moglie». Il premier ha spiegato anche che «la disponibilità dei vaccini non è calata, anzi sta risalendo. E non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti». Gli obiettivi sono le 500 mila dosi somministrate ogni giorno («Ho chiesto al generale Figliuolo e mi ha confermato che sarà così»), anche se al momento il picco raggiunto è di circa 293 mila. Draghi ha precisato che la disponibilità di dosi permetterà di «vaccinare entro aprile tutti gli over 80 e gran parte degli over 75» e che la scelta di mettere in sicurezza prima le categorie più deboli è propedeutica anche alle riaperture. Se non ci saranno ulteriori defaillance nelle forniture, ha confermato, dovrebbe essere già garantito anche l’intero fabbisogno annuale, senza dunque la necessità di ricorrere ad altri contratti, come per esempio per l’acquisto del russo Sputnik, peraltro ancora non autorizzato nella Ue.

«Riaperture? Non ho una data»Quanto alle riaperture, l’ultimo decreto prevede misure restrittive che coprono l’intero mese di aprile, ma prevede anche — ha sottolineato il capo del governo — la possibilità di rivedere i provvedimenti sulla base dei numeri. Draghi in giornata aveva incontrato anche il leader della Lega, Matteo Salvini, e con lui aveva affrontato in particolare proprio il tema del progressivo ritorno alla normalità. «La miglior forma di sostegno economico sono proprio le riaperture — ha evidenziato Draghi, con un concetto fatto proprio anche da Salvini, riconoscendo poi che dietro le manifestazioni dei giorni scorsi, al netto della violenza mai giustificabile, c’è anche «disperazione» delle categorie maggiormente colpite dalle limitazioni —. Io voglio che le prossime settimane siano all’insegna della riapertura, ma una riapertura in sicurezza». A partire dalle scuole: «Vogliamo dare ai ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica, consentire loro di finire l’anno insieme». Sull’allentamento delle misure, il premier ha sottolineato che «quanto più celermente si procede con le vaccinazioni, tanto più si procederà con le riaperture». Draghi ha però ribadito che solo garantendo la tutela vaccinale alle categorie a rischio sarà possibile pensare di farlo. «Non ho una data — ha precisato il premier — perché dipenderà dai dati di diversi parametri. Uno è sicuramente quello dei contagi, ma anche quello delle vaccinazioni sarà fondamentale». continua a leggere