I club di serie A scrivono a Dazn: “Il blackout non si ripeta”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/04/12/news/lettera_club_serie_a_dazn-296073516/

Nella lettera l’organo che rappresenta i 20 club del massimo campionato chiede spiegazioni al broadcaster dopo i problemi che hanno impedito la visione di Inter-Cagliari e Verona-Lazio


Dopo il blackout di tre ore che ha impedito ai tifosi la visione di Inter-Cagliari e Verona Lazio, l’amministratore delegato della Lega di Serie A scrive a Dazn. Nella lettera, firmata da Luigi De Siervo e rivolta alla manager Veronica Diquattro, l’organo che rappresenta i 20 club del massimo campionato chiede spiegazioni al broadcaster, che dalla prossima stagione potrà trasmettere in streaming tutte e 10 le partite di ogni giornata, di cui 7 in esclusiva.

Il disagio e i ritardi – Nella lettera, la Lega segnala “il grave disservizio riscontrato in data odierna” e chiede “immediate e dettagliate spiegazioni dell’accaduto“. E ancora: “Auspichiamo che il problema tecnico odierno (che, tra l’altro, non risulta essere stato risolto con tempistiche adeguate) non si ripeta eal fine di tutelare il prodotto della Serie A e i suoi tifosi – riteniamo improcrastinabile ricevere da voi rassicurazioni e garanzie circa gli accorgimenti tecnici da voi implementati per scongiurare che simili episodi di verifichino in futuro“.

La risposta di Dazn – La tv in streaming precisa che la sospensione del servizio sarebbe derivata “dal fallimento del servizio di autenticazione fornito da un nostro partner esterno“. Il partner in questione è la “Comcast Technology Solutions (CTS), che ha avuto un impatto su Dazn e su altri broadcaster europei“. In pratica, secondo Dazn, il black out sarebbe dipeso dall’inefficienza di una società del gruppo Comcast, proprietario fra l’altro di Sky, sconfitta proprio da Dazn nella gara per l’aggiudicazione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2021/2024. Abbastanza per pensare a una ripicca? Assolutamente no: Cts è fornitore anche di Eurosport e Vivaplay, che in tutta Europa hanno avuto gli stessi disagi. Dazn annuncia ai tifosi che non hanno potuto vedere la partita “opportuni indennizzi, che saranno comunicati nei prossimi giorni“.

Ibrahimovic in un ristorante di Milano chiuso per zona rossa: “Era solo un incontro di lavoro”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/12/news/ibrahimovic_in_un_ristorante_di_milano_ancora_in_zona_rossa_la_polemica_sui_social-296144787/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S8-F

L’attaccante del Milan fotografato nel ristorante Tano passami l’olio. Lo chef Simonato a Fanpage: “E’ venuto a trovarmi con altri amici”

Una vita a colori, sembrerebbe una bella cosa. Però in questo momento ai colori bisogna fare attenzione, per esempio destreggiandosi tra bianco-giallo-arancione-rosso e relative sfumature, e stando attenti a rispettare le regole imposte nelle zone contrassegnate da ognuna delle tinte. Per un calciatore poi è ancora più complicato, anche se si parla solo di giallo e rosso, e Zlatan Ibrahimovic ha fatto il pieno in ventiquattro ore, collezionando tre azioni da “rosso scuro“. Prima beccandosi un brutto rosso in campo, quello del cartellino sventolato dall’arbitro Maresca sabato a Parma e sul quale si sta ancora discutendo. Poi sfidando il rosso della zona in cui si trovava, cioè a Milano, domenica ancora in rosso, per entrare in un ristorante di via Petrarca, che a rigore (per restare in tema) doveva essere chiuso. Da fonti vicine al Milan arriva un breve commento su Ibrahimovic: “E’ stato un’ora a parlare di lavoro, ma non ha pranzato“.

Il locale in questione è Tano passami l’olio, ristorante dello chef stellato Tano Simonato. Ibra era in compagnia di altre persone, tra cui Ignazio Abate, ex della sua stessa squadra (ha giocato per dieci anni nel  Milan). I ristoranti in zona rossa non possono ammettere ospiti, si sa, quindi, prima infrazione. A maggior ragione, nessuno può consumare niente al tavolo, ma una foto – pubblicata dal sito Fanpage che ha dato la notizia – che ha fatto il giro della rete ritrae lui e almeno altre tre persone, tra cui lo stesso ristoratore, seduti a un tavolo, davanti a diversi ballon in cui si intravvedono fondi di vino rosso, ovviamente tutti senza mascherine, e siamo alla seconda infrazione. Qualcuno sostiene che si trattava non di un semplice brindisi, ma di un pranzo vero e proprio, iniziato alle 13,30 e protrattosi per circa un’ora e mezza, “che sarebbe costato 300 euro a persona“, sostiene sempre Fanpage; il che sarebbe la terza violazione delle regole, sia da parte sua che degli altri e in particolare del ristoratore, che non era autorizzato a servire niente ai tavoli.

Ma Simonato, già al centro di polemiche per la sua partecipazione nei mesi scorsi a manifestazioni negazioniste, smentisce il particolare del pranzo e si barrica dietro a un quasi-no comment: “Non rilascio dichiarazioni. L’unica cosa che dico è che Ibrahimovic è venuto qui domenica, assieme ad altri amici. Sono stati al tavolo a parlare di lavoro per i fatti loro per un’ora, un’ora e mezza, non ricordo bene, e a bere un po’ di vino. Io ero in cucina e stavo lavorando ma poi mi sono seduto con loro per una decina di minuti a parlare di Milan, capirà, non si può avere qui l’amico Ibra e non approfittarne per fare due chiacchiere“.

“Io ho battuto il Covid ma tu non sei Zlatan, non…

Il terzo rosso, forse ancora più clamoroso, deriva dal fatto che proprio il supercampione Ibra nell’autunno scorso era stato ingaggiato da Regione Lombardia, pare per volere del governatore Fontana in persona, come testimonial per la campagna anti-covid (da cui Zlatan era guarito). Dall’ultimo piano di Palazzo Lombardia, con lo skyline milanese sullo sfondo, aveva registrato uno spot in cui invitava a “usare la testa e rispettare le regole“; e raccomandava:”Distanziamento e mascherina sempre: vinciamo noi“. Ecco. La Regione, interpellata al riguardo, preferisce non commentare.

Azienda di Monza falsificava sterilizzazione presidi sanitari, controlli in tutta Italia dei Nas e del Ministero Salute


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/12/news/nas_milano_monza_sterilizzazione_dispositivi_medici_cosmetici_raggi_beta_e_di_ossido_di_etilene-296046191/

I prodotti non igienizzati correttamente aghi, cannule, garze, strumenti, impianti destinati a diagnosi e prevenzione, controllo, terapia, interventi di concepimento. Accertamenti per scongiurare qualsiasi rischio di infezioni.

Fingevano di sterilizzare dispositivi medici, cosmetici e altri materiali sanitari con raggi beta e ossido di etilene. In realtà falsificavano i documenti e rispedivano alle aziende il materiale non igienizzati.

I prodotti non sottoposti correttamente alla sterilizzazione da parte della società milanese rientrano nella categoria dei Dispositivi Medici (aghi, cannule, garze, strumenti, impianti destinati a diagnosi e prevenzione, controllo, terapia, interventi di concepimento), e dei dispositivi medici diagnostici in vitro impiegati per l’esame di laboratorio (quali reagenti, calibratori, materiali di controllo, strumenti, attrezzature), largamente utilizzati nelle strutture sanitarie e ospedali, sia privati che pubblici, su tutto il territorio nazionale.

I militari del Nas di Milano, di concerto con il Ministero della Salute, hanno avviato immediatamente le verifiche presso tutti gli Enti e società clienti dell’azienda per scongiurare qualsiasi rischio di infezioni a causa della mancata sterilizzazione, ma soprattutto allo scopo di porre in essere tutte le procedure atte ad identificare, richiamare e sterilizzare correttamente ogni singolo dispositivo medico in precedenza non correttamente trattato.

I Carabinieri del Nas di Milano hanno smascherato la pericolosa truffa per la sanità nazionale da una importante azienda nella provincia di Monza attiva nel settore da anni. L’ex titolare della società (deceduto all’inizio di quest’anno), con la complicità di tutti i responsabili del Reparto Qualità succedutesi dal 2016 ad oggi, risulta aver, per anni, falsificato i certificati relativi ai processi di sterilizzazione, al fine di ottenere maggiore lavoro rispetto alle proprie effettive capacità produttive, mettendo a disposizione dei propri clienti materiali che in realtà non venivano sterilizzati.

Le costanti manomissioni dei report di sterilizzazione e le relative falsificazioni dei certificati restituiti ai clienti, hanno trovato puntuale riscontro sia negli accertamenti dei militari del Nas sia in alcuni appunti scritti a mano dell’ex titolare della società, dove erano indicati i numeri dei lotti dei prodotti non sottoposti a sterilizzazione.

Le indagini hanno portato alla denuncia di 4 persone in stato di libertà (ex manager, responsabili del servizio qualità) alla procura della Repubblica di Monza: le accuse sono “concorso in falsità materiale commessa da privato”, comportamenti che comportavano gravi rischi per la salute pubblica derivanti dall’utilizzo di dispositivi medici non sicuri sia per gli operatori sanitari che per i pazienti.

Usa, la polizia uccide nero a Minneapolis: nuove proteste


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/12/news/minneapolis_polizia_uccide_nero_nuove_proteste-296059671/?ref=RHTP-BH-I296043158-P2-S1-T1

Nella città è in corso il processo per la morte di George Floyd, morto a 16 chilometri da quest’ultima uccisione

MINNEAPOLIS –  La polizia ha sparato ed ucciso Daunte Wright, un ventenne afroamericano, in un centro periferico della città, Brooklyn Center, a circa 16 chilometri da dove è morto George Floyd. L’episodio ha innescato nuove proteste contro le forze dell’ordine proprio mentre nella città è in corso il processo contro l’agente Derek Chauvin accusato dell’uccisione di Floyd lo scorso maggio.

Stando alla polizia di Brooklyn Center, la sparatoria è accaduta ieri pomeriggio prima delle 14 ora locale, quando un agente ha fermato un’auto per violazioni del codice della strada. Gli agenti hanno affermato che il conducente del veicolo stesse risalendo in macchina mentre il poliziotto tentava di arrestarlo. A quel punto uno dei poliziotti ha aperto il fuoco uccidendolo.

Ieri sera centinaia di manifestanti sono scesi in strada e hanno marciato fino alla sede del locale dipartimento di Polizia dove ad aspettarli c’erano agenti in assetto anti sommossa che hanno anche usato lacrimogeni contro la folla. Si sono verificati momenti di tensione e scontri fino a tarda serata. Molto negozi sono stati saccheggiati.

Rugby, è morto Massimo Cuttitta: 70 volte nazionale, stroncato dal Covid a 54 anni


articolo: https://www.repubblica.it/sport/rugby/2021/04/11/news/morto_cuttitta_gloria_azzurra-296021338/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S2-T1

Gloria del rugby azzurro, in carriera aveva partitecipato alle edizioni dei campionati mondiali nel 1991 e nel 1995

Placcarlo sul campo è sempre stato un problema per gli avversari, con tutti quei chili di muscoli e una forza impressionante. Massimo Cuttitta detto “Maus”, uno dei rugbisti italiani più noti e rappresentativi, per 70 volte pilone della Nazionale tra il 1990 e il 2000, tra i grandi protagonisti di quella squadra azzurra che conquistò sul campo il diritto a partecipare al torneo delle Sei Nazioni, diverse presenze nei Barbarians, poi allenatore a livello internazionale: è morto a 54 anni, stroncato dal Covid. Da alcune settimane lottava contro la malattia, negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate.

Originario di Latina, gemello di Marcello, che giocava all’ala e con lui ha condiviso una lunga e fortunata carriera, Massimo Cuttitta era stato anche per anni allenatore della mischia della Scozia, contribuendo al rilancio della squadra britannica. Più recentemente era stato consulente tecnico di Romania, Canada e Portogallo. Aveva imparato a giocare a rugby in Sudafrica, dove i genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro negli anni Sessanta: Pinetown, un sobborgo di Durban. La famiglia rientrò in Italia nel 1985, e i fratelli Cuttitta – ce n’era un terzo, il maggiore, Michele, che però ad un certo punto lasciò lo sport per dedicarsi agli studi di ingegneria – furono tesserati per l’Aquila. Il primo ad essere convocato in azzurro fu Marcello, poco dopo arrivo il tempo di “Maus”, pilone sinistro di grande energia e tecnica eccezionale: il primo a convocarlo fu il ct Bertrand Fourcade, esordì nel 1990 contro la Polonia. Nel frattempo si era già trasferito a Milano in una squadra dove rimase per 10 stagioni vincendo 4 scudetti e una Coppa Italia insieme a campioni come Dominguez, Campese, Vaccari, Properzi, Gomez.

Due partecipazioni ai Mondiali (1991 e 1995) sempre col fratello, la storica vittoria di Grénoble nel 1997 – quando l’Italia batté la Francia che aveva appena vinto il Cinque Nazioni -, nel 1998 andò a giocare a Londra negli Harlequins, quindi nel Calvisano. Tra i momenti più belli della sua carriera, naturalmente il meritatissimo esordio nel Sei Nazioni con la vittoria al Flaminio contro la Scozia nel 2000: un reparto da ricordare, con Moscardi e De Carli. Due settimane dopo scese in campo anche a Cardiff, poi a causa di un infortunio cedette il posto al giovane Perugini. Dalla stagione successiva, fu allenatore e giocatore: Bologna, Roma, Alghero, Brescia (il ritiro da atleta nel 2006), Edimburgo, quindi la Scozia. Una energia impressionante, lo sguardo di un uomo tranquillo. “Quando c’è stato da lottare, non mi sono mai tirato indietro: ho sempre dato tutto, in campo e nella vita”, ripeteva. Era un uomo di prima linea: si è battuto fino all’ultimo con coraggio, come sempre.