Archivi del giorno: 20 aprile 2021

Floyd, l’ex agente di polizia condannato per omicidio preterintenzionale


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/20/processo-floyd-centinaia-di-manifestanti-davanti-al-tribunale-_93bfc080-61ac-445e-8f61-21fc708df7c3.html

La giuria chiamata a esprimersi su Derek Chauvin per la morte di George Floyd ha raggiunto il verdetto. L’ex agente è stato ritenuto colpevole per tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado.


Chauvin ha lasciato l’aula del tribunale in manette e resta sotto la custodia delle autorità.

Una svolta storica“: cosi’ l’avvocato della famiglia Floyd ha accolto il verdetto di colpevolezza nei confronti dell’ex agente di polizia.

La folla che a Minneapolis attendeva il verdetto ha accolto la condanna con entusiasmo, applausi e cori. Scene analoghe in molte altre città americane. Massima allerta in tutto il Paese.

I giurati, segregati in un hotel di Minneapolis, si sono riuniti per il secondo giorno in camera di consiglio e l’ora della verità sulla morte del 46enne afroamericano divenuto il simbolo del movimento Black Lives Matter si avvicina. In diverse città americane la gente attende in strada gli eventi ed è pronta a reagire se la decisione della giuria, metà bianca e metà afroamericana, non dovesse punire in maniera esemplare l’ex poliziotto Derek Chauvin. La Casa Bianca ora teme il peggio, un’ondata di proteste senza precedenti che possa sfociare in una vera e propria rivolta a livello nazionale. Tanto che il presidente Joe Biden, con una mossa del tutto inusuale, si è spinto a parlare di “prove schiaccianti” emerse dal processo, parole pronunciate mentre i giurati sono riuniti e destinate a provocare polemiche. “Prego per un verdetto che sia un giusto verdetto“, ha auspicato il presiedente americano, invitando i manifestanti e la comunità afroamericana alla calma e spiegando come anche i familiari di Floyd invochino “pace e tranquillità“, qualunque sia la decisione della giuria. E proprio per stemperare le tensioni Biden ha anche chiamato al telefono la famiglia Floyd. “Il presidente sa cosa vuol dire perdere un membro della famiglia“, ha affermato Philonise Floyd, fratello di George. Minneapolis in queste ore è di fatto una polveriera pronta ad esplodere. E non hanno contribuito a placare gli animi le parole della deputata democratica Maxime Waters, che rivolgendosi ai manifestanti li ha invitati a restare in strada e a non mollare, a chiedere giustizia se si renderà necessario. Parole bollate dai repubblicani come un’incitazione alla violenza, e criticate anche da molti democratici secondo cui tali dichiarazioni potrebbero trasformarsi in un boomerang ed essere utilizzate dalla difesa dell’ex agente Chauvin per presentare appello contro un verdetto di colpevolezza della giuria. Tre le accuse che pendono sul capo di Chauvin: dalla meno grave, quella di omicidio colposo punita con una pena fino a 10 anni di reclusione, a quella più pesante di omicidio di secondo grado, vale a dire preterintenzionale, con una pena fino a 40 anni di carcere. C’è anche l’accusa di omicidio di terzo grado per azioni particolarmente pericolose compiute con sconsiderata indifferenza per la vita umana, che prevede una pena fino a 25 anni di carcere.

Inter Comunicato: I PRINCIPALI CLUB EUROPEI DI CALCIO ANNUNCIANO LA NUOVA SUPER LEAGUE


articolo: https://www.inter.it/it/news/2021/04/19/comunicato-ufficiale-inter-super-league.html

I PRINCIPALI CLUB EUROPEI DI CALCIO ANNUNCIANO LA NUOVA SUPER LEAGUE

FC Internazionale Milano tra i Club Fondatori

20/04/2021

MILANO – FC Internazionale Milano si è unita alla fondazione – congiuntamente a 11 prestigiosi Club europei di calcio – di una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai Club Fondatori.

FC Internazionale Milano ha aderito alla Super League in qualità di Club Fondatore con AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur. È previsto che altri tre club aderiranno come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile.

In futuro, i Club Fondatori auspicano l’avvio di consultazioni con UEFA e FIFA al fine di lavorare insieme cooperando per il raggiungimento dei migliori risultati possibili per la nuova Lega e per il calcio nel suo complesso.

La creazione della Super League arriva in un momento in cui la pandemia globale ha accelerato l’instabilità dell’attuale modello economico del calcio europeo. Inoltre, già da diversi anni, i Club Fondatori si sono posti l’obiettivo di migliorare la qualità e l’intensità delle attuali competizioni europee nel corso di ogni stagione e di creare un formato che consenta ai top club e ai loro giocatori di affrontarsi regolarmente.

La pandemia ha evidenziato la necessità di una visione strategica e di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale per accrescere valore e sostegno a beneficio dell’intera piramide calcistica europea. In questi ultimi mesi ha avuto luogo un ampio dialogo con gli stakeholders del calcio riguardo al futuro formato delle competizioni europee. I Club Fondatori credono che le misure proposte a seguito di questi colloqui non rappresentino una soluzione per le questioni fondamentali, tra cui la necessità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive per l’intera piramide calcistica.

FORMAT DELLA COMPETIZIONE
 

  • 20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente.
     
  • Partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti che continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club.
     
  • Inizio ad agosto, con i club partecipanti suddivisi in due gironi da dieci squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale.

Dopo l’avvio della competizione maschile, non appena possibile, verrà avviata anche la corrispettiva Lega femminile, per contribuire allo sviluppo e al progresso del calcio femminile.

Il nuovo torneo annuale fornirà una crescita economica significativamente più elevata ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega. Questi contributi di solidarietà saranno sostanzialmente più alti di quelli generati dall’attuale competizione europea e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. Inoltre, il torneo sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i Club Fondatori che aderiscono ad un quadro di spesa.

In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19.


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Sicurezza informatica, chi sono gli Initial access broker e perché bisogna temerli


articolo: Sicurezza informatica, chi sono gli Initial access broker e perché bisogna temerli – La Stampa

Crowdstrike ha pubblicato il suo ultimo rapporto annuale sulle minacce informatiche. Preoccupa la comparsa di nuove figure che attaccano organizzazioni e aziende e rivendono gli accessi ad altri

Sicurezza informatica, chi sono gli Initial access broker e perché bisogna temerli

Crescono i crimini informatici con finalità di profitto, e con questi si affermano anche nuovi ruoli destinati a favorire lo spionaggio industriale e l’infiltrazione di organizzazioni e aziende. È quanto emerge dall’edizione 2021 del Rapporto sulle minacce mondiali pubblicato da Crowdstrike, tra le principali multinazionali del settore, che nell’anno del covid ha registrato un importante incremento dei crimini condotti allo scopo di trarre profitti illeciti o informazioni industriali. Una crescita tale da richiedere la realizzazione di un indice apposito, l’eCrime index, che permetta di tenere traccia delle minacce globali in modo da assistere le aziende e prevenire gli episodi criminali. Ma non solo: gli esperti dell’intelligence di Crowdstrike segnalano anche l’affermarsi dei cosiddetti initial access broker (dall’inglese, broker del primo accesso): intermediari in grado di infiltrare un’azienda per poi venderne le chiavi al migliore offerente.  

I gruppi dell’eCrime e quelli responsabili di intrusioni mirate da noi identificati con attribuzione certa sono in totale 149, 19 dei quali aggiunti nel corso del 2020”, ha spiegato alla Stampa Stefano Lamonato, manager delle soluzioni architetturali per l’Europa in Crowdstrike: “Per creare questa attribuzione è necessaria l’analisi e la correlazione di grandi quantità di dati legati agli attacchi perpetrati da questi gruppi, che CrowdStrike raccoglie grazie ai propri team di Threat Intelligence, Threat Hunting (OverWatch) e di Incident Response, nonché tramite la piattaforma cloud basata su ThreatGraph”. 

Il tutto concorre alla realizzazione dell’indice, identificato dalla sigla Ecx, che permette di mettere a fuoco cambiamenti significativi degni di essere ulteriormente analizzati, e che nell’ultimo rapporto di Crowdstrike ha segnato 328,36 punti, con un incremento del 123,97% rispetto ai dati raccolti nella settimana del 19 ottobre 2020. “Questa attività di attribuzione ha decisamente trovato beneficio nell’aumento del volume degli attacchi nel 2020, legati a doppia mandata con la diffusione della pandemia”, chiosa Lamonato. 

Ed è proprio la pandemia uno dei fattori che, stando a Crowdstrike, ha determinato il costante incremento degli attacchi con finalità di profitto, più diffusi rispetto a quelli non attribuiti – dei quali non si conosce l’origine – o per finalità di spionaggio. Comunque significativi, questi ultimi sono i cosiddetti state-sponsored attack, generalmente condotti su indicazione o con il sostegno di uno Stato nazionale. “Mentre quando si parla di e-crime ci si riferisce principalmente a gruppi organizzati che operano da nazioni dell’Est Europa e dalla Russia, i gruppi State-Sponsored legati ad attacchi mirati e di alto profilo più attivi sono la Cina, l’Iran, la Russia e la Corea del Nord”, osserva l’esperto. Ma anche se i gruppi dell’e-crime effettuano attacchi con scopi di profitto, al contrario dei gruppi specializzati nello spionaggio, l’esperto evidenzia un’eccezione: “Si tratta di alcuni gruppi State-Sponsored della Corea del Nord che, invece di essere dediti allo spionaggio, sono focalizzati sulle attività di profitto e alla raccolta di cospicue somme in criptovalute”. Un approccio probabilmente incentivato dagli embarghi internazionali imposti al Paese, le cui attività criminali sul web sono anche sotto la lente d’ingrandimento delle Nazioni Unite. 

Ma tra gli effetti che potrebbe aver avuto la pandemia (o meglio, la galoppante virtualizzazione del lavoro a essa conseguita) c’è anche quella di aver creato spazio per nuovi ruoli fino a questo momento ancora relativamente marginali nel mercato del crimine informatico, come nel caso degli initial access broker, di cui si è iniziato a parlare all’inizio del 2020. Si tratta di gruppi di attaccanti informatici – i cosiddetti black hat, cioè gli hacker che usano le loro competenze per danneggiare un sistema o trarne un vantaggio economico – che violano i sistemi di grandi aziende o enti governativi e ne vendono gli accessi su forum underground o tramite canali privati. Gli operatori malware che acquistano accessi diretti ai sistemi possono procedere direttamente all’estorsione e avere prospettive di guadagno molto superiori, dal momento che non devono utilizzare del tempo a individuare le vittime e a infiltrarne gli i sistemi. “Alcuni broker usano la tecnica di privilege escalation per ottenere l’accesso come amministratore di dominio – pubblicizzandolo come ‘accesso completo– mentre altri si limitano a fornire le credenziali e gli endpoint da utilizzare per accedere al sistema – spiega Lamonato -. Ne emerge un ecosistema del crimine digitale ben organizzato, dove i vari gruppi si possono specializzare in una o più fasi dell’attacco, mantenendo salda la loro capacità di monetizzare le loro azioni”. 

Più difficili da rilevare e contrastare, gli initial access broker sono in qualche modo assimilabili a un’élite dedita alle sole attività di sfondamento: sono specializzati nella realizzazione di malware in grado di compromettere un’infrastruttura in modo da ottenerne l’accesso iniziale, “senza essere notati e causare danni visibili all’utente”, sottolinea l’esperto, secondo il quale “la loro diffusione è giustificata dall’interesse di sempre più gruppi criminali a compromettere in maniera estesa e significativa l’organizzazione colpita, mettendo l’operatività sotto scacco con il maggior impatto possibile e forzando al pagamento queste entità”.

E non ci sono buone notizie neanche per gli utenti che usano Linux, famiglia di sistemi operativi open source molto diffusa tra gli esperti di sicurezza e nel campo dei server, generalmente preferito per le sue caratteristiche di sicurezza. Essendo meno diffuso in ambito desktop – rispetto ai corrispondenti di Microsoft e Apple – Linux ha goduto a lungo della nomea di “sistema sicuro”, in quanto meno utilizzato e quindi meno interessante agli occhi di uno sviluppatore di malware. Tuttavia, le cose stanno cambiando, rileva il report di Crowdstrike, nel quale è indicata una maggiore diffusione di malware specifici anche per questo ambiente, che segnano in qualche modo la fine di una tregua: “Le infrastrutture basate su Linux sono spesso esposte su internet come server per erogare servizi e questo le rende vulnerabili a molteplici forme di compromissione: dallo sfruttamento di vulnerabilità note o sconosciute nei servizi applicativi, all’attivazione di interfacce remote tramite falle nelle applicazioni web, passando per l’errata configurazione che espone dettagli o accessi non voluti – osserva Lamonato -, per questo consigliamo di dotarsi di uno strumento EDR (Endpoint Detection & Response) che permette di monitorare costantemente questi sistemi ed allertare / bloccare eventuali tentativi di compromissione, nonché di estendere queste capacità negli eventuali ambienti cloud dotandoli dell’estensione CSPM (Cloud Security Posture Management) atti a verificane le configurazioni e le istanze in esecuzione o esposte all’esterno”.

Ma in generale, il report evidenzia il ruolo principale delle aziende, bersaglio privilegiato degli attacchi informatici, che spesso trovano in dipendenti poco formati il migliore alleato. “Le aziende che hanno investito nella formazione dei dipendenti hanno sicuramente compiuto una mossa corretta perché, per poter evitare gli attacchi, è indispensabile che gli utenti siano consapevoli dei rischi e arruolati nella battaglia per la sicurezza aziendale”, spiega Lamonato: “È presto per dire se i risultati siano significativi, dal momento che il Covid-19 ha cambiato molti paradigmi, incidendo sul lavoro da remoto o sul massiccio impiego di strumenti di proprietà del dipendente, fornendo allo stesso tempo molti temi che attirano l’attenzione degli utenti che se sfruttati per campagne malevole potrebbero facilitare l’infiltrazione”. 

Preparazione preventiva e capacità di rispondere a eventuali attacchi in tempi brevissimi (1 minuto per rivelare l’attacco, 10 minuti per isolare i sistemi e 60 minuti per ripristinare l’operatività, suggerisce l’esperto) è una delle risposte possibili al montare delle campagne informatiche, ormai scontate contro aziende e Pmi. Per questo tutti gli attori coinvolti sul lato della difesa devono conoscere il loro posto d’azione e intervenire prontamente, con l’assistenza degli analisti, “prima che gli attacchi diventino compromissioni più estese, con impatti devastanti”.

Aereo contro Pirellone: Fontana ricorda ‘vittime innocenti’


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/04/19/aereo-contro-pirellone-fontana-ricorda-vittime-innocenti_a75462d6-b8f6-4e28-8dfa-e2f28e01154f.html

La testimonianza del governatore, ricordo scolpito nella memoria

(ANSA) – Milano, 19 aprile 2021 – “Quei momenti rimarranno per sempre scolpiti nella nostra memoria perché sono stati qualcosa di incredibile. Oggi voglio ricordare le vittime innocenti del terribile incidente del 18 aprile del 2002: Annamaria e Alessandra che non ci sono più e verso le quali va il nostro pensiero“.

Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha voluto ricordare, nella cerimonia di commemorazione che si è svolta a Palazzo Pirelli, l’incidente aereo che 19 anni fa causò la morte delle due avvocatesse della Regione.
Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo – non ha dimenticato la tragedia del 18 aprile 2002. Ricordo bene quel giorno, ero presente a Palazzo Pirelli e ricoprivo la carica di vice segretario generale. In me è viva la memoria e l’affetto per le colleghe Alessandra e Annamaria. Ci hanno lasciato in eredità, con il loro sacrificio, un messaggio di forza anche per questo periodo difficile che stiamo vivendo“.
Due le sollecitazioni principali – ha aggiunto il presidente Fontana – che voglio condividere: il ricordo e l’orgoglio.
Dobbiamo avere la forza di ricordare costantemente il doloroso episodio che ormai è parte della memoria condivisa, ma anche di non dimenticare l’orgoglio con cui si è continuato a lavorare all’interno di questa istituzione, che ha saputo reagire e dare risposte ai cittadini, ricostruendo il palazzo e non facendo mai mancare i servizi essenziali, con la solidità necessaria ad affrontare le difficoltà anche nei momenti più bui
“. “Questo ricordo – ha concluso Fontana – ci dà la forza per superare anche le difficoltà che stiamo vivendo in questo periodo a causa del Covid e guardare al futuro con più speranza“. (ANSA).

Reporter Senza Frontiere: giornalismo ostacolato in oltre 130 Paesi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/04/20/reporter-senza-frontiere-giornalismo-ostacolato-in-oltre-130-paesi_ab6b0a5f-7819-4ea2-8ce0-748d97dca2d8.html

Il rapporto annuale: la ‘zona bianca’ mai così piccola dal 2013

Principale vaccino contro la disinformazione“, il giornalismo è al momento ostacolato in più di 130 Paesi, avverte Reporter Senza Frontiere (RSF) nel suo rapporto annuale, con la pandemia a condizionare negativamente l’accesso alle notizie.

Il 73% dei 180 Paesi valutati dalla ong è caratterizzato da situazioni ritenute “gravissime”, “difficili” o “problematiche” per la professione.

La cartina di Reporter Senza Frontiere

Se questa quota di territori dipinti in nero, rosso o arancione sulla mappa del mondo rimane stabile rispetto all’anno scorso, solo 12 Paesi su 180, ovvero il 7%, contro l’8% del 2020, mostrano una “buona situazione”. Una ‘zona bianca’ che “non è mai” stata così ristretta dal 2013″, secondo Rsf.

La pandemia sembra aver esacerbato la repressione nei Paesi più ‘imbavagliati’ come l’Arabia Saudita (al 170/o posto) o la Siria (173/a), secondo l’ong, e ha “provocato un enorme blocco degli accessi” alle fonti per i giornalisti, “solo in parte giustificato da precauzioni sanitarie”.

La più ‘virtuosa’ resta la Norvegia, che mantiene il primo posto per il quinto anno consecutivo davanti a Finlandia e Svezia, tornata terza a scapito della Danimarca (4/a, -1). La Germania esce dalla ‘zona bianca’ (13/a, -2) “perché decine di giornalisti sono stati attaccati da manifestanti vicini a movimenti estremisti e cospiratori durante le manifestazioni contro le restrizioni anti Covid”.
L’Europa rimane la regione più sicura, ma si sono moltiplicate, secondo Rsf, le aggressioni e gli arresti abusivi, soprattutto in Francia (34/a) durante le manifestazioni contro il disegno di legge “sicurezza globale”.
L’ Italia si conferma al 41/o posto. Dall’altra parte dell’Atlantico, la situazione rimane “piuttosto buona” negli Stati Uniti (44/a, +1) “anche se l’ultimo anno di mandato di Donald Trump è stato caratterizzato da un numero record di aggressioni (quasi 400) e arresti di giornalisti (130) La “zona rossa” accoglie il Brasile, “dove il presidente Bolsonaro ha fatto del dileggio ai giornalisti il suo tratto distintivo” e ci rimane la Russia (150/a, -1) che si è adoperata per “limitare la copertura” delle “manifestazioni dei sostenitori di Alexeï Navalny”. Infine, se rimane il continente “più violento” per i giornalisti, l’Africa ha registrato qualche miglioramento in Burundi (147 /o, +13), Sierra Leone (75/o, +10) e Mali (99/o, +9).