Archivi del giorno: 18 aprile 2021

Due carabinieri morti di Covid in poche settimane: si erano ammalati nei controlli sulle piste, in Ciociaria


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_18/due-carabinieri-morti-covid-poche-settimane-si-erano-ammalati-controlli-piste-ciociaria-6cfb4bb0-9fb4-11eb-8597-6499de4a4df8.shtml

Il maresciallo Paris e l’appuntato Ceci lavoravano nella stazione dell’Arma di Guercino, in Ciociaria: erano in servizio durante la due giorni di assembramenti a febbraio

L’appuntato Roberto Ceci, 56 anni – Il maresciallo maggiore Massimo Paris, 57 anni

Per rovinare tutto sono bastati due giorni. Quarantotto ore di follia e inciviltà fra Campo Staffi e Campo Catino. Oltre 3 mila persone accalcate davanti agli impianti sciistici chiusi, ma per nulla scoraggiate, pronte a gite e scampagnate, a pranzi e aperitivi nei ristoranti e nei bar nel cuore della Ciociaria. Affollamenti, poche mascherine, distanziamento inesistente. Da Roma, soprattutto. Come fosse un’isola felice. Era fine febbraio. In un lampo la provincia di Frosinone è diventata rossa, due settimane prima che lo fosse tutto il Lazio. Paesi come Guarcino travolti dall’ondata di contagi, arrivati a punte di 400 in pochi giorni.

Una tragedia, con ricoveri in rianimazione e decessi. Non solo fra gli abitanti, ma anche fra i carabinieri della stazione dell’Arma che ieri per le conseguenze di quel fine settimana scellerato hanno perso il loro comandante, il maresciallo maggiore Massimo Paris, deceduto al Campus Bio-Medico di Roma dopo una lotta durata oltre un mese contro il coronavirus. Il quarto maresciallo dell’Arma in questa settimana in Italia, con Franco Gagliardo, Stefano Capenti e Alberto Lovison.

Ma a Guarcino è il secondo lutto nella caserma di via Milani, perché il 13 marzo scorso è scomparso l’appuntato Roberto Ceci, 56 anni, sposato e padre di due ragazzi, anche lui figura storica del paese dove prestava servizio dal 2003: come il suo amico e superiore, è rimasto contagiato proprio nel corso dei numerosi servizi anti-assembramento su quelle piste, in particolare quelle di Monte Catino.

Come loro anche una decina di carabinieri, finiti tutti in isolamento domiciliare, qualcuno ricoverato, con due vigili urbani, anche di Vico nel Lazio, uno dei quali in terapia intensiva. Ceci è deceduto a casa, proprio a Vico, stroncato da un infarto, forse causato dalla malattia. Ironia della sorte tre giorni più tardi sarebbe stato vaccinato.

Paris, invece, è addirittura sembrato migliorare dopo un primo ricovero all’ospedale di Frosinone e il trasferimento alla clinica Città Bianca di Veroli. «Poi — raccontano i colleghi — i livelli di saturazione si sono abbassati di nuovo, è stato necessario riportarlo a Frosinone e da lì, viste le sue condizioni, a Roma. Non ringrazieremo mai abbastanza i medici del Campus, ma nell’ultima settimana purtroppo Massimo non ha risposto più alle cure».

Paris, rimasto in contatto con i suoi uomini in videochiamata fino a quando le sue condizioni glielo hanno consentito, lascia la moglie e due figli. Aveva 57 anni, trentotto dei quali trascorsi nell’Arma, prima alla stazione di Corsico, vicino a Milano, poi a Frattamaggiore (Napoli), Tor Tre Teste e Casilina (Roma), Veroli e infine Guarcino (Frosinone). «La passione e l’impegno di Massimo non saranno dimenticati dai colleghi e dalla cittadinanza per i quali era un punto di riferimento», spiegano dal comando generale di viale Romania, mentre messaggi di solidarietà sono giunti dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e dal sottosegretario Giorgio Mulè.

Ceci ha scoperto di essersi ammalato il 6 marzo, Paris due giorni più tardi. Il collegamento con quanto accaduto domenica 28 febbraio a Campo Catino è molto probabile, anche perché a quel giorno si riferisce anche l’impennata di nuovi casi scoperta fra Vico, Guarcino, Veroli, Alatri e Boville Ernica.

Un’invasione di gitanti privi di protezione, incolonnati in un serpentone di auto sui tornanti di montagna, fra i quali «persone che se ne sono fregate di rimanere a casa, anche se erano positive», aveva sospettato allora il sindaco di Vico, Claudio Guerriero, in un drammatico videomessaggio su Facebook per ricordare l’appuntato Ceci. «Non ci siamo mai tirati indietro, mai lo faremo — dicono ancora i colleghi dei due carabinieri del comando provinciale di Frosinonemettiamo in conto di rischiare il contagio, ma il nostro compito è contrastare gli assembramenti e far rispettare le regole, a tutti i costi».

Covid, ci si sposterà col certificato: il pass arriverà tra più di un mese


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/17/news/covid_vaccini_spostamenti_col_certificato_pass_arrivera_tra_piu_di_un_mese-296915275/?ref=RHTP-BH-I293269148-P3-S2-T1

Due le opzioni, una card o una app. Tre le condizioni per averlo: vaccino, tampone o la guarigione dal Covid

Covid, ci si sposterà col certificato

ROMA – Servirà a muoversi tra Regioni di colore diverso, oppure a partecipare ad eventi allo stadio o a concerti. Ecco il “pass“, l’idea del governo – annunciata dal premier Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza – per certificare che un cittadino non è veicolo di contagio e può spostarsi in sicurezza. Un progetto di cui si parla da tempo, ma che deve fare i conti con la difficoltà di incrociare i dati sanitari di decine di milioni di persone, facendoli confluire in un’unica piattaforma in modo celere. Per questo, è probabile che la scheda non sia utilizzabile prima di giugno. E d’altra parte per le stesse difficoltà l’Europa farà slittare il varo del “pass” comunitario da giugno a luglio.

Ma come funziona il meccanismo? Se ne discute in queste ore nell’esecutivo. Ci sono due opzioni sul tavolo: una card, una scheda, oppure una app con un codice Qr da esibire o da stampare. La prima potrebbe risultare di più semplice utilizzo per i più anziani, la seconda più comoda per il resto della popolazione. Sarà in grado di registrare le tre opzioni che “liberano” il cittadino dal blocco della circolazione tra Regioni di colore diverso: un tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti, una vaccinazione, una guarigione dal virus nei sei mesi precedenti. Il nodo è come far confluire tutti i dati in un unico “pass”.

L’idea è sfruttare la piattaforma di Poste, già utilizzata per la vaccinazione in diversi territori. Toccherà alle Regioni che gestiscono la campagna vaccinale, ai medici curanti che certificano una guarigione e alle farmacie che effettuano i tamponi interfacciarsi con il sistema di raccolta unico delle informazioni, possibilmente in modo automatico attraverso la tessera sanitaria. E anche per ritirare la scheda si immagina un’organizzazione capillare, sfruttando farmacie, uffici postali, studi medici, Asl.

Ci vorranno settimane, come detto. Non mancheranno le polemiche di chi non vuole limitazioni legate a ragioni sanitarie. Servirà il via libera del Garante della Privacy. Il Cts dovrà esprimersi sui criteri per rendere “liberi” gli spostamenti. Nel frattempo, il prossimo decreto dovrebbe consentire comunque la mobilità tra Regioni di colore diverso, previa esibizione dei certificati che attestano una delle tre condizioni di sicurezza. Non è detto però che questa possibilità sia introdotta fin dal 26 aprile, anche se il governo proverà a fare in fretta per permettere i movimenti extraregionali dal primo giorno di entrata in vigore delle nuove regole

Covid e vaccini, tutti gli effetti collaterali e la loro frequenza


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_aprile_18/covid-vaccini-tutti-effetti-collaterali-loro-frequenza-a2b43ad2-9faf-11eb-8597-6499de4a4df8.shtml

Un evento avverso ogni 200, ma solo pochissimi sono gravi. Il rapporto sui quattro farmaci approvati — Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson — con un focus sulle reazioni allergiche e le trombosi rare

È uscito da poco il terzo rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sulla sorveglianza dei vaccini contro il Covid-19 riferito al periodo 27 dicembre 2020-26 marzo 2021 e ai prodotti Pfizer, AstraZeneca e Moderna.

Le reazioni più frequenti – Le segnalazioni totali di «eventi avversi» sono 510 ogni 100mila dosi somministrate. Riguardano soprattutto Pfizer (81%), che è stato il più utilizzato, e solo in minor misura AstraZeneca (17%) e Moderna (2%). Il «tasso di segnalazione» (rapporto fra il numero di reazioni e le dosi somministrate) è di 535 eventi per 100mila dosi per Pfizer, 227 per Moderna e 477 per AstraZeneca.

Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati in ordine di frequenza sono: febbre, dolore in sede di iniezione, stanchezza e brividi, dolori muscolari e articolari, cefalea e parestesia, nausea e diarrea, con poca differenza statistica tra i tre prodotti. Prevalentemente insorgono lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo.

Le donne hanno un tasso di segnalazione maggiore (645 contro 299 degli uomini).
La popolazione più anziana (dopo i 60 anni) presenta una minore predisposizione all’insorgenza di effetti collaterali.

I casi gravi e rari – Si tratta di eventi non gravi nel 92,7% dei casi e gravi nel 7,1% del totale. I tassi di segnalazione degli eventi gravi sono 33 ogni 100mila somministrazioni per Pfizer, 22 per Moderna e 50 per AstraZenecaTra le reazioni gravi per Pfizer e Moderna abbiamo: febbre alta, cefalea intensa, dolori muscolari/articolari e debolezza.

Per Pfizer meno frequentemente sono riportate reazioni di tipo allergico, linfoadenopatia, parestesia, tachicardia, crisi ipertensiva e paralisi facciale.

Con AstraZeneca febbre alta, tremore, vertigine, sincope, sonnolenza, dolore generalizzato.

Complessivamente ci sono 102 segnalazioni con esito «decesso»
, le cui cause sono sotto indagine. Sono 1,1 casi ogni 100mila dosi con età media di 81,4 anni. Non sono segnalati decessi a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche, mentre sono riportati spesso eventi cardiovascolari in pazienti con storia clinica di patologie pregresse. Il nesso di causalità risulta correlabile in una sola segnalazione.

Johnson & Johnson meno segnalazioni – Il quarto vaccino atteso in Europa e in Italia, ma momentaneamente non ancora somministrato, quello di Johnson & Johnson, secondo l’analisi dei Centers for Disease Control and Prevention Usa comporta effetti collaterali in linea con quelli sperimentati dalle persone che hanno ricevuto Pfizer e Moderna, ma in un minor numero (negli studi clinici). Ci sono stati anche meno casi di reazioni allergiche. È però un vaccino ancora poco usato rispetto agli altri, perché negli Usa ha ricevuto l’autorizzazione il 27 febbraio, ma è stato sospeso il 13 aprile per l’indagine che ha coinvolto 6 casi di trombosi rare su 6,8 milioni di dosi somministrate.

Le trombosi atipiche – Proprio le trombosi atipiche sono uno dei possibili effetti collaterali gravi del vaccino di AstraZeneca. In Europa ci sono stati 222 casi su 34 milioni di dosi iniettate, in Italia 11 di cui 4 fatali. L’Agenzia europea del Farmaco (EMA) ha messo in relazione il vaccino di AstraZeneca con le rare trombosi parlando di un «forte legame» causale. La frequenza è stimata in circa 1 caso su 100mila. L’agenzia non ha identificato specifici fattori di rischio come età o sesso, ma le analisi continuano.

Le reazioni allergiche – Una raccomandazione particolare riguarda le reazioni allergiche: i dati statunitensi sui vaccini a mRNA riportano 4,7 anafilassi ogni milione di dosi per Pfizer e 2,5 casi ogni milione per Moderna. Quasi totalmente nel sesso femminile e in persone con storia di allergie. Principale «imputato» sembra essere il polietilenglicole (PEG), una delle componenti dei vaccini a mRNA (il vaccino a vettore virale di AstraZeneca non lo contiene). Il pericolo di reazioni allergiche, pur essendo superiore rispetto a quello dell’antinfluenzale, è molto basso. In Italia la gestione di persone a rischio allergico non esclude la vaccinazione, che sarà effettuata in ospedale, in presenza di un anestesista, o in un ambulatorio con personale addestrato e con un’osservazione prolungata fino a un’ora dopo l’inoculo.

Vaccino anti Covid, Fontana: “Prenotazioni per la fascia dai 65 ai 70 anni dal 19 aprile”


Vaccino anti Covid, Fontana: “Prenotazioni per la fascia dai 65 ai 70 anni dal 19 aprile”. La Lombardia punta a diventare zona gialla dal 26 aprile

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/16/news/vaccino_anti_covid_in_lombardia_prenotazione_over_65_attilio_fontana-296749937/


A partire dal 19 aprile sarà possibile prenotare il vaccino anti Covid anche per la fascia dai 65 ai 70 anni. Potrò prenotarmi anche io“. E’ quanto ha detto il governatore Attilio Fontana dopo una visita all’hub vaccinale della Fabbrica del vapore dove era anche presente il leader leghista Matteo Salvini. La Lombardia finora è la regione con più vaccini somministrati (2.263.919 dosi) seguita dal Lazio (1.426.995 dosi) e dal Veneto (1.253.780 dosi).

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Il presidente ha anche commentato i dati della diffusione del Covid nella regione che sono in miglioramento anche se non ci sarà il passaggio di colore per la Lombardia. “Dai dati la Lombardia potrebbe essere considerata da oggi in zona gialla. Esistono dei limiti quindi continuiamo a essere arancioni ma fortunatamente i nostri dati stanno molto migliorando per cui siamo praticamente come numeri in zona gialla“.

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La Lombardia oggi ha l’Rt a 0,78 e 162 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti ma le regole sono quelle nazionali, quindi resta ancora in zona arancione. E punta, passate le due settimane, dal 26 aprile a diventare zona “gialla rinforzata”. Con la prospettiva di riportare gli studenti in classe anche nelle scuole superiori al 100 per cento.

Bar e ristoranti potranno aprire per la consumazione sul posto, a pranzo e a cena, negli spazi esterni. Autorizzati anche gli spettacoli all’aperto nei cinema e teatri. Resterà però il coprifuoco alle 22. Se non aumenteranno i contagi dopo la riapertura parziale di scuole e negozi autorizzata la settimana scorsa, da maggio la situazione cambia. E si comincerà a ragionare sulla ripresa delle piscine all’aperto (dal 15 maggio) e dal 1 giugno l’avvio di alcune attività legate alle palestre. Il 1 luglio, invece, via alle fiere.