Hacker usano Telegram per distribuire virus, 130 attacchi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2021/04/22/hacker-usano-telegram-per-distribuire-virus-130-attacchi_3919dba0-5854-41b2-a9cb-e79cb16b8cb1.html

Gli hacker utilizzano sempre di più Telegram, l’app di messaggistica con oltre 500 milioni di utenti attivi nel mondo, per distribuire virus informatici malevoli.

Sono stati rintracciati oltre 130 attacchi informatici negli ultimi tre mesi. E’ l’allarme lanciato dai ricercatori di Check Point Software Technologies, gli aggressori hanno continuato in questo periodo a diffondere malware negli allegati e-mail, con conseguente controllo del file, perdite di dati e installazioni di ransomware ai destinatari.

Gli attacchi degli ultimi mesi – spiegano i ricercatori – hanno usato un trojan ad accesso remoto (rat) soprannominato ToxicEye, “fornisce il pieno controllo remoto del sistema e comunica con il server dell’hacker per sottrarre dati“.

Si diffonde tramite e-mail di phishing contenenti un file dannoso. Dopo l’apertura dell’allegato, ToxicEye si installa sul pc della vittima e inizia ad agire senza che questa se ne accorga.

I criminali informatici vedono Telegram come parte integrante dei loro attacchi a causa di una serie di vantaggi operativi – spiegano i ricercatori – non è bloccato dai motori antivirus aziendali, né dagli strumenti di gestione della rete. Gli aggressori possono rimanere anonimi poiché il processo di registrazione richiede solo un numero di cellulare ed è disponibile in tutte le località del mondo“.

Esortiamo vivamente le organizzazioni e gli utenti di Telegram a essere consapevoli delle e-mail dannose e ad essere più cauti con le e-mail che hanno per oggetto il loro nome utente e quelle con un linguaggio poco scorrevole – concludono – Dato che Telegram può essere utilizzato per distribuire file dannosi o come canale di comando e controllo per malware controllato da remoto, ci aspettiamo che ulteriori strumenti che sfruttano questa piattaforma continuino a essere sviluppati in futuro“. (ANSA).

Covid. Trovato l’anticorpo che ci protegge dal virus e dalle sue varianti


articolo: https://www.repubblica.it/salute/2021/04/26/news/trovato_l_anticorpo_che_ci_protegge_dal_covid_e_dalle_sue_varianti-297456295/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S7-T1

Lo studio europeo, pubblicato su Nature. Baldanti: “La nostra scoperta potrebbe salvare molte vite” 

Un “super-anticorpo monoclonale, nato in laboratorio, in grado di prevenire e trattare i casi Covid. La scoperta è frutto di uno studio pubblicato su Nature condotto da un team di ricercatori europei, per l’Italia il San Matteo di Pavia. La notizia è stata subito rilanciata dalla Commissione Europea, finanziatrice del progetto di ricerca che, attraverso il commento di Mariya Gabriel, commissaria per l’istruzione, gioventù, sport e cultura della Comunità Europea, ha espresso soddisfazione per il risultato: “Grazie al lavoro dei ricercatori finanziati dall’UE, questa nuova scoperta potrebbe prevenire e trattare i casi di Covid-19, salvando delle vite.

L’anticorpo “bispecifico”La peculiarità di questo anticorpo monoclonale consiste nel riconoscimento contemporaneo di due diversi antigeni del virus, e per questo si chiama anticorpo bispecifico. I ricercatori hanno unito due anticorpi naturali in una singola molecola artificiale, e test preclinici hanno dimostrato che protegge dalle varianti di SARS-CoV-2, compresa quella inglese. A differenza degli anticorpi che riconoscono un singolo antigene, il doppio legame di quelli bispecifici riduce sensibilmente la selezione di varianti resistenti. Perchè hanno una efficacia elevata, ma anche caratteristiche che lo rendono un ottimo candidato per la sperimentazione clinica, con buone possibilità di utilizzo sia nella prevenzione della malattia sia nella cura di pazienti.

«L’anticorpo è stato sviluppato nell’ambito dell’attività del progetto di ricerca ATAC (Antibody Therapy AgainstCoronavirus), finanziato dall’European Research Council (ERC)– spiega Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del San Matteo –. Fanno parte del consorzio di ricerca, oltre al policlinico di Pavia, anche il Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia, l’Istituto di Ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona (Svizzera), l’Università di Braunschweig (Germania) e il Joint Research Center (JCR) della Commissione Europea. Ha collaborato pure la Rockfeller University di New York».
Il progetto di ricerca si proponeva di sviluppare un’immunoterapia contro il Covid-19 sfruttando tre diversi approcci per massimizzare le possibilità di successo e sfruttarne i vantaggi.

L’obiettivo del progetto. «Il primo riguardava la “immunoterapia con plasma iperimmune”, sviluppato principalmente a Pavia – prosegue Baldanti –. Il secondo approccio, “immunoterapia con gamma-globuline”, è stato seguito dal Karolinka Institutet di Stoccolma. La terza fase, ossia “immunoterapia mediante anticorpi monoclonali”, è stata sviluppata dalla Technische Universität Braunschweig, e dall’IRB di Bellinzona. Fase che ha avuto successo nel generare anticorpi monoclonali umani altamente reattivi. Le caratteristiche biologiche e l’efficacia degli anticorpi monoclonali così prodotti sono state definite dal nostro gruppo di ricerca al San Matteo».
Oltre a Baldanti, al policlinico di Pavia hanno lavorato al progetto la dottoressa Elena Percivalle, il dottor Antonio Piralla, entrambi virologi, e la dottoranda Irene Cassaniti. Lo studio si può visualizzare all’indirizzo (
https://www.nature.com/articles/s41586-021-03461-y).

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Pirlo, minacce di morte sui social al figlio: “Limite superato”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2021/04/26/news/pirlo_insulti_social-298179402/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S2-T1

La denuncia di Niccolò: “Ognuno ha il diritto di poter dire ciò che vuole, sono io il primo a farlo e non vorrei mai che qualcuno mi togliesse la libertà di parola. Ma credo che a tutto ci sia un limite e già da tempo questo limite è stato superato”


Devi morire insieme a tuo padre“. Il folle insulto è indirizzato a Niccolò Pirlo, 17 anni, figlio del tecnico della Juventus, “colpevole” di essere figlio dell’allenatore che sta ottenendo i peggiori risultati degli ultimi dieci anni per il club bianconero. L’insulto è arrivato direttamente sui social, sul profilo del giovane Pirlo, che si è sfogato sul proprio profilo dopo l’ingiustificato e ingiustificabile attacco: “Io non sono una persona che giudica, ognuno ha il diritto di poter dire ciò che vuole, sono io il primo a farlo e non vorrei mai che qualcuno mi togliesse la libertà di parola – ha scritto sul suo profilo Instagram -. I miei genitori mi hanno insegnato ad avere idee e soprattutto ascoltare quelle degli altri, ma credo che a tutto ci sia un limite e già da tempo questo limite è stato superato“.

Dopo il preambolo, Niccolò Pirlo racconta la disavventura, una delle tante, vissuta su Instagram: “Ho 17 anni e quotidianamente ricevo messaggi di questo genere – ha proseguito mostrando l’ultimo ricevuto in ordine di tempo -, non perché io faccia qualcosa in particolare, ma solo perché sono figlio di un allenatore che, probabilmente, come è giusto che sia, può non piacere. Questa sarebbe la mia “colpae la motivazione per la quale ogni giorni mi arrivano messaggi di augurata morte e insulti vari”.
Al condivisibile post sono arrivati i like, tra gli altri, di Baronio, vice di suo padre alla Juventus.

35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia


articolo: 35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia – Corriere TV

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente ha ripercussioni ancora oggi – Ansa /CorriereTv

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente sprigionò una potenza equivalente a 500 bombe atomiche, come quella sganciata su Hiroshima. La nube tossica causò la morte immediata di 31 persone e l’evacuazione di 400 mila persone dall’area, ma tutto il mondo fu terrorizzato. Negli anni la catastrofe ha causato migliaia di tumori, coinvolgendo circa 8,4 milioni di persone tra Ucraina, Bielorussia e Russia. Le cause dell’incidente, che l’Urss tentò di insabbiare, sono da attribuire a errori tecnici, cattiva gestione, problemi relativi all’impianto. A 35 anni di distanza le conseguenze di quella catastrofe restano. Il materiale radioattivo non è mai stato rimosso e le radiazioni, che continuano a disperdersi nell’ambiente, uccidono ancora oggi.

Chernobyl, 35 anni dopo il più grave disastro nucleare della storia: era il 26 aprile 1986
35 anni fa il disastro di Chernobyl

Covid, chiusi 12 supermercati in Italia: tracce di virus su pos e carrelli


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_26/covid-chiusi-12-supermercati-italia-tracce-virus-pos-carrelli-be0b0322-a664-11eb-b37e-07dee681b819.shtml?fbclid=IwAR2hNa-62k9ZpbY_9nM6wcEX8wTK72reeIHarBA3cwD05h6Q1hfFA8D3TF8

Alla prova l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione. Analizzati i negozi di diverse aziende della grande distribuzione, nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania

Tracce di coronavirus su carrelli e cestinitastiere per il pagamento bancomat e carte di credito (Pos), tasti delle bilance e dispositivi «salvatempo» impiegati dagli utenti per la lettura automatica dei prodotti acquistati. Diciotto tamponi positivi al Covid-19 sono stati trovati dal Nas dei carabinieri dopo le analisi in 981 supermercati italiani per accertare la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature per limitare il contagio.

Al fine di individuare l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione, sono stati eseguiti tamponi per la ricerca del Covid-19 sulle superfici ritenute di maggiore contatto, ottenendo 1.060 campioni con il supporto di tecnici prelevatori e dei laboratori di Asl, Arpa (Agenzie regionali di protezione ambiente), Izs (Istituti zooprofilattici sperimentali del ministero della Salute) e enti universitari. Gli esiti analitici hanno rilevato la positività alla presenza di materiale genetico del virus in 18 casi. I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività al Covid-19, appartenenti a diverse aziende della grande distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari.

A Roma, a seguito di una serie di ispezioni effettuate dal Nas presso supermercati afferenti la grande distribuzione della Capitale, integrati dall’esecuzione di 30 tamponi di superficie, il laboratorio Arpa Lazio ha rilevato 4 positività al Rna Sars-CoV-2. A Latina il Nas, insieme con il personale dell’Arpa Lazio, ha effettuato 31 tamponi su superficie di maggior contatto da parte degli avventori prelevati presso 8 supermercati delle province di Latina e Frosinone. L’esito degli esami di laboratorio ha rilevato la positività didue campioni al virus, prelevati in due diverse attività commerciali per i quali è stata inoltrata la segnalazione al Dipartimento di Prevenzione delle aziende Usl per le valutazioni epidemiologiche di competenza e l’imposizione di operazioni di sanificazione straordinaria.

A Viterbo è stato segnalato alla prefettura il legale responsabile di un discount della provincia per aver omesso l’osservanza del distanziamento interpersonale. Sono state contestate violazioni amministrative pari a 800 euro e la chiusura dell’esercizio commerciale per 5 giorni.

Covid: a Milano soldout la riapertura del cinema all’alba


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/26/news/covid_a_milano_soldout_la_riapertura_del_cinema_all_alba-298108449/

Cinema Beltade – Milano

Hanno dovuto mandare via alcune persone perché hanno venduto tutti i biglietti disponibili al cinema Beltrade di Milano, che festeggia la riapertura con una minimaratona che inizia stamattina all’alba, ovvero alle 6 con la proiezione di ‘Caro diario‘ di Nanni Moretti. Sono arrivati in bici, in moto, in auto non in metro perché la metropolitana non ha ancora aperto. Gente come Federica, bancaria che è venuta prima di andare a lavorare. Appassionati come Andrea, che abita a Magenta, nel Milanese, è che per essere in fila stamattina si è fatto ospitare da amici per la notte.

Sono qua per festeggiare il ritorno in giallo- racconta – Ero stanco di vedere film su Netflix. “Siamo qua per festeggiare la riapertura – dicono anche Maria Grazia e William – Avevamo scoperto questo cinema poco prima della pandemia“. “Sì, è tutto esaurito per la proiezione dell’alba – spiega Monica Naldi, una delle responsabili -. Abbiamo 70 posti, 90 con i congiunti. Avevamo promesso che avremmo aperto prima possibile. Da qui la battuta sull’alba perché siamo matti e un po’ è matto anche il nostro pubblico“. “Non ci aspettavamo di dover chiudere di nuovo – aggiunge – per cui è stata molto dura. C’è preoccupazione per il futuro a vedremo“. Intanto “abbiamo lavorato con altri cinema indipendenti e costruito la piattaforma 1985.cloud“.

https://www.facebook.com/cinemabeltrade/