Scossa di terremoto oggi a L’Aquila, tremori e boati in città


articolo: https://urbanpost.it/scossa-di-terremoto-oggi-l-aquila/

Una scossa di terremoto si è verificata nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 10 febbraio 2021, in Abruzzo con epicentro a poca distanza dal capoluogo L’Aquila. Si è trattato di un evento sismico di magnitudo non elevata, ma che ha tuttavia destato preoccupazione nella popolazione. Diversi boati e tremori sono stati avvertiti nel capoluogo abruzzese e nei suoi dintorni, come riferiscono fonti locali.

La scossa di terremoto si è verificata alle 12:40, con epicentro ad un solo chilometro di distanza dal centro cittadino de L’Aquila, nella zona ovest del capoluogo abruzzese. L’ipocentro, cioè la profondità del sisma rilevata dai sensori dell’Istituto nazionale dei geofisica (Ingv), è di 10 chilometri. La magnitudo dell’evento sismico di oggi è stata di 2.5 gradi della scala Richter.

Il sisma, come detto, è stato chiaramente avvertito sia nel capoluogo abruzzese, sia negli immediati dintorni. Fonti locali, tra cui il quotidiano Il Centro nella sua edizione online, parlano di “tremori” a piani alti di alcuni edifici in città e di numerose chiamate al centralino dei Vigili Del Fuoco.

Oltre a L’Aquila, sono risultati entro i 20 chilometri dall’epicentro anche i comuni di Lucoli, Tornimparte, Scoppito, Pizzoli, Ocre, Fossa, Barete, Sant’Eusanio Forconese, Poggio Picenze, Cagnano Amiterno, Rocca di Cambio, Villa Sant’Angelo, San Demetrio ne’ Vestini, Barisciano e Capitignano. Al momento non risultano danni a persone o cose a seguito della scossa di terremoto di oggi. 

Debole scossa di terremoto su L’Aquila, avvertiti tremori e boati in città.

Terremoto 7.7 in Nuova Caledonia e Loyauté, confermato tsunami


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2021/02/10/-terremoto-7.5-in-nuova-caledonia-e-loyaute-allerta-tsunami-_93aa7290-2f89-4879-bf87-e6bed827134f.html

Avviso della Nuova Zelanda alla popolazione: ‘via dalle coste

Un terremoto di magnitudo 7.7 ha scosso la Nuova Caledonia, territorio francese nel sud del Pacifico, e le isole Loyauté situate di fronte alla costa orientale della Nuova Caledonia. Lo riferisce il servizio di monitoraggio geologico statunitense Usgs.

Dopo il sisma è stato diramato un allarme tsunami

Dopo l’allerta tsunami, la Nuova Zelanda ha diramato l’avviso alla popolazione di allontanarsi dalle coste. L’Ufficio australiano di meteorologia ha confermato che il terremoto che ha colpito il Pacifico meridionale ha generato uno tsunami. “Tsunami confermato”, si legge in un tweet che avvisa di una “minaccia” per l’isola di Lord Howe che si trova a circa 550 chilometri (340 miglia) a est dalla terraferma australiana. 

Il sisma, inizialmente registrato dall’Usgs con una magnitudo 7.5, prima di essere rivisto a 7.7, si è verificato poco dopo la mezzanotte locale (le 14.20 in Europa) circa 415 chilometri a est di Vao in Nuova Caledonia, a una profondità di 10 chilometri, ha reso noto l’Usgs.

Onde pericolose di tsunami sono possibili entro le prossime tre ore“, ha avvertito il NWS Pacific Tsunami Warning Center. Onde fino a un metro sono possibili in alcune coste delle Fiji, della Nuova Zelanda e di Vanuatu. Sono state previste onde più piccole in altre nazioni della regione, tra cui Australia, Isole Cook e Samoa americane. Al momento non ci sono state segnalazioni di vittime o danni per il terremoto. Nel cosiddetto “Anello di fuoco” del Pacifico, dove le placche tettoniche si scontrano, si registrano frequenti attività sismiche e vulcaniche. 

Terremoto di Amatrice, pochi pilastri e cemento scadente:………..


Terremoto di Amatrice, pochi pilastri e cemento scadente: così crollarono due case popolari. Il giudice: “Concause umane e non sisma eccezionale”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/09/news/terremoto_di_amatrice_pochi_pilastri_cemento_scadente_e_mancate_verifiche_cosi_crollarono_le_case_popolari_concause_uma-286829674/

Nel collasso delle palazzine, il 24 agosto del 2016, morirono 18 persone. “Ora i familiari sanno perché”. Condannati i 5 imputati

Non fu l’evento sismisco, che di per sé no fu “eccezionale” né ebbe “effetti eccezionali“, a far crollare le palazzine ex Iacp di largo Augusto Sagnotti, ad Amatrice, il 24 agosto 2016 . Le cause di quel collasso che provocò la morte di 18 persone sotto le macerie è da ricercarci invece nelle “concause umane“.

È quanto scrive il giudice del tribunale di Rieti, Carlo Sabatini, nelle oltre 500 pagine delle motivazioni della sentenza con cui l’8 settembre scorso ha condannato i 5 imputati del processo per i due crolli nel pieno centro del borgo a complessivi 36 anni di carcere.

Nella relazione si legge come “il crollo sia da imputare in primis a difetti di progettazione, che riguardavano: la previsione di 17 pilastri (invece dei 23 contemplati nel progetto portato all’autorizzazione dello Iacp e del Genio civile), pilastri che erano di dimensioni insufficienti di numero, collegati dai soli solai peraltro in punti ‘asimmetrici’; pilastri che risultavano non calcolati per tutte le direzioni di possibile ingresso del sisma e per le azioni a taglio”. Vengono sottolineati anche i “difetti di esecuzione che riguardavano, tra l’altro, la carente piegatura dei ferri, la mancanza di uno dei ferri posizionati sul lato trasversale, e l’utilizzo di un cemento scadente, o comunque di qualità inferiore a quello di progetto. Ulteriore concausa dell’evento sono state le reiterate omissioni nelle procedure di verifica delle opere da parte dei pubblici funzionari – scrive ancora il giudice reatino – che avrebbero potuto e dovuto rilevare i difetti, negare le autorizzazioni di loro competenza o finanche solo disporre degli approfondimenti“.

La scossa delle 3.36, aggiunge Sabatini, “certamente non può definirsi ‘eccezionale’ in base ai precedenti storici dell’area“, né “eccezionale  per energia liberata, per sua durata e per entità della sua fase più distruttiva, per profondità dell’epicentro“. Il sisma, inoltre, non ebbe profili “di eccezionalità degli effetti, in ragione di direttività delle scosse, fenomeni di amplificazione locale” e “anche in riferimento agli studi di microzonazione intervenuti ex post“. Dunque quelle palazzine erano stato costruite male, come avevano già svelato le indagini e le perizie e come ha sostenuto l’accusa.

I miei assistiti ora sanno perché i loro più stretti congiunti sono morti o hanno riportano lesioni – ha commentato Wania della Vigna, legale dei familiari delle vittime dei crolli – Hanno trovato la risposta allo sterminio delle loro famiglie. Ora sanno che ci furono concause umane, precisi profili di responsabilità nelle persone degli imputati, condannati per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, crollo di edificio, disastro colposo“.

Maltempo, il palaghiaccio di Vipiteno crolla sotto la neve


articolo: https://www.ansa.it/trentino/notizie/2021/02/10/maltempo-palaghiaccio-di-vipiteno-crolla-sotto-la-neve_b028945c-23b3-4bdf-a33e-4d3665c2842c.html

Nessun ferito ma danni enormi, l’impianto era chiuso

Nessun ferito ma danni enormi questa mattina a Vipiteno, dove è crollato il tetto del palaghiaccio. Il cedimento, avvenuto verso le ore 7, con ogni probabilità è stato causato dal peso della neve, che questo inverno sta cadendo abbondantemente, così anche in queste ore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona

Fortunatamente l’impianto era chiuso.

In questo inverno, con gli impianti chiusi a causa della pandemia, l’Alto Adige sta registrando nevicate record. Come spiega il meteorologo provinciale Dieter Peterlin all’ANSA, dall’inizio dell’inverno sono caduti 285 litri/mq, ovvero tre volte il valore della media pluriennale. E’ ormai a portata di mano il record assoluto che risale all’inverno 1950/51, quando si registrarono 317 litri/mq.

Europa League, nuove sedi causa Covid: il Manchester United a Torino e l’Arsenal a Roma


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/02/09/news/coppe_europee_covid_partite_spostate-286800656/

Il blocco dei voli da e per la Gran Bretagna costringe la Uefa a spostare alcune partite anche della seconda coppa: i Red Devils affronteranno la Real Sociedad all’Allianz Stadium, mentre i Gunners se la vedranno con il Benfica all’Olimpico. Ma l’Europeo itinerante resta un’incognita

Il Covid non allenta la presa e l’unità di crisi del calcio europeo risponde all’emergenza con i suoi piani B. Real Sociedad-Manchester United e Benfica-Arsenal di Europa League, entrambe in programma giovedì 18 febbraio, si giocheranno in Italia, a Torino e a Roma. Ma sono soltanto due esempi delle imminenti partite di coppa, Champions inclusa, trasferite in campo neutro per le restrizioni dei singoli governi ai viaggi delle squadre. Anche alcune gare della settimana successiva rischiano lo spostamento dalla sede originaria.

Le incertezze non si fermano ai club: investono anche le qualificazioni della zona europea per il Mondiale 2022, al via tra un mese e mezzo (il 24 marzo). L’incognita più grande è l’Europeo itinerante di giugno, già rinviato di un anno: rimane in bilico la formula inedita, in attesa che il piano sui vaccini dia il suo esito nei 12 Paesi che dovrebbero ospitare il torneo. Il 5 aprile è la data limite per salvare il format, legato alla parziale e il più possibile uniforme riapertura degli stadi. Ripartito col Mondiale per club in Qatar, che sta per vivere la finale tra il Bayern tedesco campione d’Europa e i Tigres messicani campioni di Centro e Nordamerica, il calcio internazionale continua dunque il suo complicato slalom tra gli ostacoli del coronavirus. continua a leggere

Calciatore dimenticato all’autogrill: il francese Njoh-Eboa (League 2), recuperato, arriva in ritardo di due ore e finisce in panchina


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_febbraio_09/calciatore-dimenticato-all-autogrill-francese-njoh-eboa-league-2-recuperato-arriva-ritardo-due-ore-finisce-panchina-16aab74c-6acf-11eb-8b10-8eef7b7ae281.shtml?fbclid=IwAR3hTIt5iTtn6uTuIPs0y6J4f2Dtj_VZV33sagkvbDbq3UIbhxyuCcv8_sQ

In viaggio per Belfort per un match di Coppa di Francia il pullman del Louhans-Cuiseaux fa un pausa a metà viaggio e riparte senza il difensore: qualcuno se ne accorge solo all’arrivo allo stadio e torna a riprenderlo. Ma è tardi per giocare titolare

Una trasferta indimenticabile. Almeno per il difensore Thierry Njoh-Eboa, di 27 anni, in forza al Louhans-Cuiseaux, club della Borgogna che milita in Ligue 2 (la serie B francese) impegnato lunedì 8 febbraio sul campo del Belfort per il settimo turno della Coppa di Francia. Il motivo? Per un gran gol? Per una vittoria incredibile? Niente di tutto questo. Semplicemente per essere stato dimenticato in un’area di servizio dalla sua squadra. Un episodio degno delle migliori commedie del cinema, ma non era finzione: è successo davvero.

Come racconta il quotidiano francese, Le Parisien, poco dopo la metà del viaggio di 208 km, i dirigenti della squadra ospite hanno deciso di fermarsi all’area di sosta Besançon Marchaux, per ripartire dopo una pausa di 30 minuti. Tutti presenti? Macché. Mancava Njoh-Eboa. Peccato che nessuno lo abbia notato fino all’arrivo a Belfort. Solo in quel momento qualcuno si è accorto dell’assenza del suo giocatore e ha inviato una macchina a recuperarlo a 100 chilometri di distanza.

La disavventura ha provocato ovviamente l’arrivo al campo in ritardo di Njoh-Eboa che così, da possibile titolare, si è ritrovato in panchina. Il disguido non ha comunque distratto il Louhans-Cuiseaux, che ha vinto 3-1 qualificandosi al turno successivo. Dopo i festeggiamenti negli spogliatoi, è molto probabile che Njoh-Eboa non sia stato l’ultimo a prendere posto sul pullman per il viaggio di ritorno verso casa.

Thierry Njoh-Eboa

10 febbraio per non dimenticare….


Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92..

art.1 Legge 30.03.2004, n. 92  – “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo » al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” 
Il presidente della Repubblica italiana Mattarella e il presidente della Repubblica di Slovenia Pahor alla foiba di Basovizza 

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe

massacri delle foibe – sono stati degli eccidi ai danni di militari e civili italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato  secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA. Il nome deriva dai grandi  inghiottitoi  carsici, che nella Venezia Giulia sono chiamati “foibe“, dove furono gettati molti dei corpi delle vittime.

Per estensione i termini “foibe” e il neologismo “infoibare” sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi. Secondo gli storici Pupo e Spazzali, l’utilizzo simbolico di questo termine «può divenire fonte di equivoci qualora si affronti il nodo della quantificazione delle vittime», in quanto la differenza tra il numero relativamente ridotto dei corpi materialmente gettati nelle foibe, e quello più alto degli uccisi nei campi di prigionia, dovrebbe portare a parlare di “deportati” e “uccisi” per indicare tutte le vittime della repressione.

Si stima che le vittime in Venezia Giulia, nel Quarnaro e nella Dalmazia siano state, sempre secondo gli storici Pupo e Spazzali, tra le 3 000 e le 5 000, comprese le salme recuperate e quelle stimate nonché i morti nei campi di concentramento jugoslavi, mentre alcune fonti fanno salire questo numero fino a 11 000. In generale però cifre superiori alle 5 000 si raggiungono soltanto conteggiando anche i caduti che si ebbero da parte italiana nella lotta antipartigiana.

Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano dalmata, ovvero l’emigrazione più o meno forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, del Quarnaro e dalla Dalmazia, territori del Regno d’Italia prima occupati dall’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo  Josip Broz Tito e successivamente annessi dalla Jugoslavia. Emigrazione dovuta a varie ragioni: dall’oppressione esercitata da un regime la cui natura totalitaria impediva anche la libera espressione dell’identità nazionale, al rigetto dei mutamenti nell’egemonia nazionale e sociale nell’area, nonché alla vicinanza dell’Italia, che costituì un fattore oggettivo di attrazione per popolazioni perseguitate ed impaurite nonostante il governo italiano si fosse a più riprese adoperato per fermare, o quantomeno contenere, l’esodo. Si stima che i giuliani, i quarnerini   e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250 000 e le 350 000 persone tra il 1945 e il 1956.

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Durante il fascismo l’italianizzazione della Dalmaazia e della Venezia Giulia venne perseguita seguendo, nelle intenzioni, il modello francese (attraverso una serie di provvedimenti aventi forza di legge come l’italianizzazione della toponomastica, dei nomi propri e la chiusura di scuole bilingui); nei fatti, il modello fascista.
Dove si trovano le principali foibe.
Schema di una foiba tratto da una pubblicazione del 1946 del CNL istriano.
Recupero di resti umani dalla foiba di Vines, località Faraguni, presso Albona d’Istria negli ultimi mesi del 1943.