Archivi del giorno: 11 febbraio 2021

Covid, la Toscana da domenica torna Arancione. Cosa si può fare e cosa no


articolo: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_febbraio_11/toscana-domenica-torna-arancione-6a178646-6c3f-11eb-a880-d4ebdff2c3c4.shtml

Indice di trasmissione sopra a uno. «Ma non è un’impennata». I ristoratori: «L’allarme è doppio, economico e psicologico»

La Toscana da domenica, dopo cinque settimane in «maglia gialla», retrocede in Zona Arancione. La sentenza ufficiale sull’indice Rt di replicazione del contagio è attesa in queste ore dall’Istituto Superiore di Sanità, ma i calcoli fatti dall’Agenzia regionale di Sanità non lasciano ormai margini di dubbio: l’Rt della Toscana, la scorsa settimana è di 1,09, con un intervallo di confidenza che va da 1,04 a 1,15. Cosa significa tornare in Arancione? Chiuderanno i musei e i ristoranti a pranzo, per esempio. (COSA SI PUO’ FARE E COSA NO IN ARANCIONE)

Anche se venerdì, durante l’analisi dei dati della cabina di regia del governo, a pesare sarà il dato più basso, i vertici della Regione escludono che all’Istituto superiore di Sanità possa risultare un dato inferiore a 1, la soglia che separa la Zona Gialla da quella Arancione. Del resto, la scorsa settimana i contagi erano stati 4.162, 565 in più rispetto a quella precedente, pari a una crescita del 15,7%. Non si tratterebbe ancora di un’impennata, ma di un sensibile aumento, che porta la Toscana ad avere 112 nuovi contagiati a settimana ogni 100 mila abitanti, contro i 78 che erano stati raggiunti a metà gennaio. Ma quel che è peggio è che i numeri dei primi tre giorni di questa settimana (dati che saranno valutati a Roma venerdì 19 febbraio) registrano un’ulteriore crescita del 24,5% rispetto alla scorsa settimana che già ci fa retrocedere in Zona Arancione. continua a leggere

Toscana zona arancione: le regole e i divieti dal 14 febbraio

Cosa si può fare e cosa no, in zona arancione. Chiuderanno di nuovo i musei e non si potrà consumare al ristorante

A partire da domenica 14 febbraio la Toscana, dopo cinque settimane di zona Gialla, torna in Arancione. Ricordiamo cosa si può fare e cosa invece è vietato in zona arancione.

I negozi sono aperti?

  • I negozi al dettaglio sono tutti aperti, i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. E «sono sospese le attività dei servizi di ristorazione» come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie.

E i centri commerciali?

  • Sono aperti nei giorni feriali e chiusi nei festivi e prefestivi, tranne edicole, farmacie, parafarmacie e tabaccai presenti nel centro commerciale.

Si può andare al bar? E al ristorante?

  • La consumazione all’interno dei locali (e nelle adiacenze) è vietata. Si può acquistare cibo e bevande da asporto in tutti i locali fino alle 18. Dopo le sei della sera e fino alle 22 solo dai locali con cucina.

La consegna di cibo a domicilio è permessa in zona arancione?

  • Sì, senza limiti di orario. Consumare cibi e bevande in strada o nei parchi è invece vietato dalle 18 alle 5

I parrucchieri sono aperti?

  • Sì, parrucchieri e barbieri sono aperti. Aperti anche i centri estetici.

Devo avere l’autocertificazione per spostarmi?

  • Solo nelle ore di coprifuoco. Il modulo va compilato con le generalità e il motivo dello spostamento.

Posso uscire dal Comune?

  • No. È ammesso solo per motivi di necessità e urgenza.

Posso entrare o uscire dalla Regione, o dal comune?

  • No, ci si può muovere soltanto per lavoro, salute, emergenze e per accompagnare i figli a scuola. Ed è vietato spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, tranne «comprovate esigenze».

C’è il coprifuoco?

  • Sì, dalle 22 alle 5.

Posso andare in una seconda casa?

  • Sì: ci si può spostare verso una seconda casa, anche al di fuori dalla Regione (e anche in zona rossa, o arancione). La faq del governo specifica che la possibilità di andarci è consentita «solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi» nella seconda casa prima dell’entrata in vigore del Decreto legge 14 gennaio 2021. La seconda casa può essere anche in affitto, ma non «breve (al di sotto dei 30 giorni).

Posso andare in un’altra Regione arancione o in una gialla?

  • No, gli spostamenti fra le regioni sono vietati fino al 15 febbraio, fatta salva la possibilità di andare in una seconda casa.

Se sto in zona arancione quando entra in vigore l’ordinanza, posso uscire?

  • Sì, il rientro a casa è sempre consentito.

Posso andare a far visita a parenti o amici?

  • È permesso andare, una sola volta al giorno, verso un’altra abitazione privata nello stesso Comune a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Se ho un parente malato o non autosufficiente posso andare a trovarlo?

  • Si, è un motivo di urgenza e dunque si può uscire anche dalla regione.

Posso andare con gli amici in una seconda casa?

  • No, può raggiungere la seconda casa soltanto il nucleo familiare.

Posso accompagnare un figlio a scuola?

  • Sì, sono «consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza», se è consentita.

Quali scuole sono aperte?

  • Sono aperti gli asili nido, le scuole materne, elementari e medie, dove la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza. Dall’11 gennaio sono state riaperte anche le scuole superiori nelle regioni arancioni: la didattica si svolge al 50% in presenza.

Posso fare attività motoria e sportiva?

  • Sì purché all’interno del proprio comune e all’aperto. Non sono consentiti gli sport di contatto. Palestre e piscine sono chiuse. Aperti invece i centri sportivi.

Sara Carbonero ricoverata per una recidiva del tumore alle ovaie


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_febbraio_10/sara-carbonero-ricoverata-una-recidiva-tumore-ovaie-f2c4307c-6b84-11eb-8932-bc0ccdbe2303.shtml?fbclid=IwAR01n9qk6Jg9qsrk1Rke-PshV1VRkR-R0zlCinMqWr–p2iuL8TAmaRmJBM

Sara Carbonero

Carbonero, famosa giornalista spagnola e moglie dell’ex portiere Iker Casillas, è stata ricoverata a Madrid per una ricaduta del cancro che le era stato diagnosticato nel 2019

Sara Carbonero, 37 anni, è ricoverata da venerdì scorso alla Clinica dell’Università di Navarra, a Madrid. La famosa giornalista spagnola, vicedirettrice della sezione Sport di Mediaset Espana e moglie dal 2016 dell’ex portiere Iker Casillas, sta lottando di nuovo contro il tumore. Una ricaduta che l’ha costretta a tornare in clinica per iniziare un ciclo di cure, dopo quelle a cui si era sottoposta a partire dal maggio del 2019, come si legge su El Pais. Dopo la prima operazione, in fatti, erano iniziati i controlli di routine, l’ultimo dei quali ha evidenziato la recidività del tumore, un cancro ovarico maligno.

L’annuncio su Instagram: «Il cancro ha toccato me» – «Questa volta è toccato a me aveva scritto Carbonero in un post su Instagram nel 2019 -. Mi hanno trovato un tumore maligno e sono stata operata. È andato tutto bene, ma ho ancora qualche mese di lotta e trattamenti da fare. Sono fiduciosa che tutto andrà bene. Qualche giorno fa in una visita di controllo i medici mi hanno trovato un cancro maligno alle ovaie e mi hanno operata. Tutto fortunatamente è andato bene, l’abbiamo preso molto presto, ma ho ancora qualche mese di trattamenti e lotta davanti a me. Tutto andrà bene. So che la strada sarà dura, ma avrà un lieto fine con il supporto della mia famiglia e dei medici», ricevendo tanti messaggi di solidarietà. Solo poche settimane prima, il marito era stato ricoverato per un infarto acuto al miocardio durante l’allenamento del Porto (dove ha militato dal 2015-2020, dopo una lunga carriera nel Real Madrid, ndr). continua a leggere

L’Equipe attacca Agnelli: “Il calcio è di tutti, non può decidere lui”


Juventus, l’Equipe attacca Agnelli: “Fa male all’universalità del calcio” – La Gazzetta dello Sport

Il quotidiano contro la nuova Champions e il presidente dell’European Club Association: “Pericoloso che sia lui a disegnare, insieme a qualche amico, il calcio europeo di domani”

Dopo il fronte interno, con il battibecco a distanza con Conte, si apre pure il fronte esterno per Andrea Agnelli. E dalla Coppa Italia si passa alla Champions League. O meglio, alla nuova Champions arriva un attacco frontale dalla Francia che il quotidiano l’Equipe boccia in un editoriale incendiario, mettendo sul banco degli imputati il presidente della Juventus, definito come “uno di quelli che fanno più del male all’idea di universalità del calcio”.

CASTA – A portare l’attacco frontale è la prima firma del quotidiano, il giornalista e scrittore Vincent Duluc, che titola il suo intervento in modo eloquente: “Deriva“. L’editorialista anzitutto evoca come fu l’Equipe, dopo averne dato i natali, a consegnare la prima coppa al Real Madrid, definendola all’epoca come “figlia dell’amore“. La futura Champions invece “sarà piuttosto la figlia della dittatura dei grandi club, della loro avidità e della debolezza dell’Uefa“. Di più, secondo il quotidiano francese, “lo sport più universale del pianeta è confiscato da una casta davanti alla quale si piegano le istituzioni per timore di uscire dai giochi e di non poter più condividerne i benefici“.

SCARTO – L’Equipe accusa l’Uefa: “Troppo debole o troppo ambigua per resistere, abbandonando così la vocazione e la responsabilità nell’illusione di mantenere il suo potere: la verità è che è già scavalcata e che ha già perso”. Per lo meno, e per il momento, la nuova Champions evita l’idea di una Superlega chiusa “che negherebbe l’essenza, la cultura e la storia dello sport europeo“. E anche se il calcio francese guadagnerebbe una squadra in più (3+1), per il quotidiano si tratta comunque di “un’esigua illusione visto che il 90% dei 20 club più ricchi sono sempre qualificati“. Il sistema dei gironi autunnali più dinamici, secondo l’Equipe, “non farà che aumentare lo scarto tra le big e il resto del mondo“.

ACCUSA – E non è un caso. “Un anno fa – accusa infatti Duluc – Andrea Agnelli, patron della Juventus, uno degli uomini che fa più del male all’idea di universalità del calcio, ha dichiarato tranquillamente che la presenza dell’Atalanta in Champions era ingiusta. Sappiamo invece cosa sia fondamentalmente ingiusto e pericoloso per il calcio: che sia lui a disegnare, insieme a qualche amico, il calcio europeo di domani“.