Archivi del giorno: 24 gennaio 2021

Ricette dei medici di famiglia: niente mail, si ritirano solo in studio. «Sistema Sogei bloccato»


articolo: https://torino.corriere.it/cronaca/21_gennaio_19/ricette-medici-famiglia-niente-mail-si-ritirano-solo-studio-sistema-sogei-bloccato-14ea4928-5a52-11eb-89c7-29891efac2a7.shtml?cx_testId=25&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=1#cxrecs_s

Torna anche a Torino la vecchia carta rossa: la piattaforma nazionale digitale è in tilt

La vecchia carta bianca e rossa

19 gennaio 2021

Oggi si torna all’antico anche se la speranza è che duri poco. E chi ha bisogno di una ricetta per un farmaco o una prestazione sanitaria deve passare a ritirarla nella vecchia versione cartacea rossa, nello studio del medico di famiglia. Di certo non il massimo della vita in tempi di pandemia. Dalle 9 del 19 gennaio, infatti, il sistema nazionale Sogei è bloccato. È quello che autorizza l’emissione della ricetta dematerializzata bianca, il cui promemoria, da qualche mese, si può inviare all’assistito via Whatsapp o mail e poi girare direttamente in formato digitale alla farmacia per ritirare le medicine. Questo almeno è l’uso più comune. Finché il guasto non sarà risolto, però, la comoda procedura è sospesa. E dai cassetti dei medici di famiglia rispuntano le ricette rosse stampabili senza autorizzazione Sogei o, alla peggio, compilabili a mano.

«Ma queste ricette hanno una carta particolare e, perché il farmacista possa applicarvi la fustella dei farmaci, occorre l’originale, altrimenti la ricetta non è spendibile», spiega il medico di famiglia di Torino, Aldo Mozzone. Non è la prima volta che un disguido del genere si verifica ma non era mai durato così a lungo e stavolta coinvolgerebbe i medici di famiglia tutta Italia. Già alle prese col Covid.

Covid-19 e varianti…


Covid-19 e varianti: sono più contagiose? Possono ridurre l’efficacia dei vaccini?

articolo: https://www.corriere.it/salute/cardiologia/cards/covid-19-varianti-sono-piu-contagiose-possono-ridurre-l-efficacia-vaccini/che-cos-variante_principale.shtml

Nel mondo è corsa contro il tempo per individuare le muove mutazioni che possono trarre in inganno il sistema immunitario. L’ottimismo degli esperti, ma occorre accelerare la vaccinazione

Con la collaborazione di Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

  • Che cos’è una variante? – È il nuovo codice genetico di un virus che ha acquisito una o più mutazioni, che a loro volta sono le variazioni che cambiano le caratteristiche del virus stesso.
  • Quali sono quelle che preoccupano la comunità scientifica e perché? – L’attenzione è concentrata sulle varianti del gene S che riguardano la parte superficiale del virus, quelle che coinvolgono la proteina esterna (la spike), che si aggancia alle cellule umane e che è quella che, cambiando, potrebbe far perdere l’efficacia ai vaccini. Le varianti più studiate con il maggior numero di mutazioni nella spike sono l’inglese, la sudafricana e la brasiliana.
  • Le varianti rendono il virus più contagioso? – Nei Paesi dove sono diffuse c’è stato un corrispondente aumento esponenziale della trasmissione del virus. Nel caso della B.1.1.7 è stata calcolata una capacità infettiva aumentata del 56 per cento, ma gli studi sono ancora agli albori.
  • Sono più letali? – Non ci sono abbastanza ricerche in questo senso. I primi dati dal Regno Unito hanno mostrato, in concomitanza con la variante inglese, un aumento della mortalità del 30 per cento (ma non è chiaro se sia il virus più letale, o ci siano più infezioni e, quindi, più morti). Sui numeri c’è molta incertezza, anche perché il campione esaminato negli studi era piccolo e solo l’8% delle registrazioni dei decessi nel Paese contiene informazioni sui ceppi virali.
  • Le varianti aggirano le difese del nostro sistema immunitario? – Ci sono alcune prove allarmanti riguardo la variante sudafricana e brasiliana, soprattutto per la presenza della mutazione chiamata E484K, che potrebbe avere il potere di aggirare la risposta anticorpale del sistema immunitario in modo da provocare reinfezioni o comunque abbassare la forza delle nostre difese. Gli studi, però, sono effettuati in vitro su plasma e possono non valere in condizioni normali. Per ora non è confermata nemmeno una maggior capacità delle varianti di provocare reinfezioni.
  • E i vaccini? – Moderna e Pfizer/BioNTech hanno dichiarato che i loro vaccini sono efficaci contro la variante inglese e altre già testate in precedenza. Stanno studiando i dati riguardo alla mutazione E484K. Non ci sono prove che i vaccini non saranno efficaci e un’ulteriore speranza viene dalla nuova tecnologia utilizzata per quelli basati sull’RNA messaggero: molto più facili da modificare o aggiornare.
  • Posticipare la seconda dose del vaccino potrebbe favorire il nascere di mutazioni? – Per creare nuove varianti il virus deve replicare. In presenza di un’immunità molto forte, non replica. Se l’immunità è parziale (come nel caso di una sola dose di vaccino) può succedere che replichi ancora e si selezioni un ceppo che sfugge ai vaccini.
  • Il virus sta cambiando la sua capacità replicativa? – In ciascuna delle tre varianti il virus ha selezionato alcune mutazioni comuni sulla spike in modo indipendente, segno che sono effettivamente vantaggiose, o perché lo rendono più trasmissibile (ipotesi al momento più probabile) o più capace di eludere le barriere degli anticorpi. Il SARS-CoV-2 è comunque un virus che muta poco. Stiamo mappando più varianti perché le cerchiamo e classifichiamo.
  • I vaccini metteranno fine alla pandemia nonostante le varianti? – Gli esperti sono ottimisti. Lo sforzo di vaccinare tante persone tutte insieme e le misure adottate ci permetteranno di vincere la battaglia, anche se non sarà semplice e non richiederà poco tempo. La quasi totale mancanza di casi di influenza questo inverno ci dice che quello che quello che stiamo facendo funziona contro le malattie respiratorie, anche se il Covid si espande perchè è molto più contagioso. Più siamo veloci con la campagna vaccinale meglio sarà per contrastare l’adattamento del coronavirus.
 
  • Come controllare il sorgere di varianti pericolose? – Bisogna rafforzare l’attività di sequenziamento. Lo segnala il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel nuovo report sul rischio correlato alla diffusione delle nuove varianti. Oggi quasi tutti gli Stati membri sequenziano meno dell’1 per cento dei test positivi, l’Italia lo 0.034 per cento. L’appello è, per tutti gli Stati, di arrivare almeno al 5. Solo Regno Unito e Danimarca superano questa cifra, rispettivamente con il 5,09 per cento e il 15,09 per cento.
 

Il pasticcio della zona rossa in Lombardia…


Il pasticcio della zona rossa in Lombardia, l’allarme dei sindaci sul database impazzito

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/24/news/coronavirus_dati_lombardi_sui_positivi_allarme_dei_sindaci_database-283989333/

Nel portale regionale segnalate anomalie negli ultimi dieci giorni. L’esempio: a Cesano i positivi passati da 438 a 1.440, poi giù fino a 72

Ad accorgersi che nei database della Regione ci fosse un po’ di confusione – da almeno una decina di giorni – sono stati i sindaci dell’hinterland milanese. O almeno quelli di loro che compulsano quotidianamente il famoso ‘cruscotto’, un portale messo a disposizione dalla società regionale Aria con cui i primi cittadini possono tenere sotto controllo i dati dei positivi nei loro Comuni.

Io mi sono accorto di almeno due sbalzi anomali in quei report di numeri – spiega Alfredo Simone Negri, sindaco di Cesano Boscone – . Il primo registrato il 13 gennaio, giorno in cui i dati sono schizzati sopra quota 1.400 mentre il giorno prima erano 438. Il 20 gennaio, sette giorni dopo, e solo dopo che abbiamo cominciato a far notare la cosa, quel dato è sceso a 418. Sembrava tornato normale. Ma oggi (ieri per chi legge, ndr), lo abbiamo visto scendere ancora bruscamente, a quota 72 positivi“. Il 13 gennaio è anche la data della prima comunicazione dei dati di Regione al’Iss, rettificati poi il 20. Tutto negli ultimi dieci giorni, quindi.

 

C’è un nesso tra i due pasticci? Difficile stabilirlo, anche perché sul punto la Regione smentisce categoricamente: “I dati che vengono utilizzati dal Cts per effettuare le valutazioni provengono da un altro flusso informatico, inviato quotidianamente dalla Dg Welfare, secondo un modulo standard, validato dal Cts, e uguale per tutte le Regioni. Non c’è stato alcun problema su tale flusso, proveniente direttamente dai laboratori che eseguono i tamponi“. Il Pd in Regione invece attacca: “Avevo chiesto di verificare i dati di Aria che è la fornitrice del sistema, e chiesto se non ci fosse correlazione con i dati trasmessi al governo nazionale – dice Pietro Bussolati, consigliere regionale dei Democratici – . Ci avevano risposto che non era così, che i dati non erano gli stessi. Casualmente, due giorni dopo, la giunta Fontana si è messa a correggere i dati sballati e ha inviato una rettifica al governo, e oggi vengono ridotti i contagi sul sistema informatico regionale a disposizione dei sindaci. Proprio oggi sono stati rettificati, così come rettificati sono i dati nazionali“.

Cina, tratti in salvo 11 minatori intrappolati


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/01/24/cina-tratto-in-salvo-il-primo-dei-22-minatori-intrappolati_86424494-7e9a-445d-a80d-95bda4249320.html

Sono da due settimane a centinaia di metri sottoterra

I soccorritori sono riusciti a salvare oggi 11 dei 22 minatori cinesi rimasti intrappolati e da due settimane a 600 metri sottoterra. Lo riportano i media statali cinesi citati dalla Cnn.

Il primo operaio è stato soccorso dalla miniera d’oro di Hushan, nella provincia di Shandong, attorno alle 11.03 ora locale (le 6 di mattina in Italia), gli altri 10 un’ora dopo ma da un’uscita diversa. Uno di questi è ferito, ma non si sa se sia in gravi condizioni. Ci sono altri 11 minatori bloccati nella miniera, ma di loro non si sono avute più notizie dal giorno dell’esplosione il 10 gennaio

Il primo soccorso, “fisicamente debole”, non appartiene al gruppo dei dieci minori con cui è stato stabilito un contatto dalla superficie. Le riprese di Cctv hanno mostrato un piccolo carrello elevatore che saliva in superficie, sollevato da un enorme impianto di perforazione. Un uomo con una mascherina, che sembrava incapace di stare in piedi, è emerso accompagnato dai soccorritori. Dall’esplosione del 10 gennaio nella miniera d’oro di Qixia, nella provincia orientale dello Shandong, i soccorritori lavorano per salvare i minatori bloccati a diverse centinaia di metri sottoterra e minacciati dall’innalzamento dell’acqua. L’esplosione ha bloccato l’ingresso al pozzo e interrotto le comunicazioni. Uno dei minatori è morto la scorsa settimana per le ferite riportate.

COVID-19: LOMBARDIA IN ZONA ARANCIONE


COVID-19: LOMBARDIA IN ZONA ARANCIONE
La nuova ordinanza del Ministero della Salute stabilisce che la Lombardia è in zona arancione da oggi, domenica 24 gennaio.
Di seguito le principali misure:
 
  • SPOSTAMENTI – Vietati gli spostamenti tra Regioni e verso un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione tranne che per ragioni di salute, lavoro, necessità. Dalle 5 alle 22 resta consentito spostarsi una sola volta al giorno verso una sola abitazione privata all’interno del Comune, fino a due persone e a figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti con essi conviventi. Consentiti gli spostamenti dai Comuni con meno di 5 mila abitanti, entro i 30 km. Vietati gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
  • RISTORAZIONE – Restano sospese tutte le attività legate alla ristorazione. Asporto consentito fino alle 18 per bar senza cucina e fino alle 22 per le altre attività, con divieto di consumazione nelle vicinanze.
  • ATTIVITÀ COMMERCIALI – Aperti tutti gli esercizi commerciali senza restrizioni. Nei giorni festivi e prefestivi rimangono chiuse le attività all’interno dei centri commerciali, mercati coperti e affini, tranne quelle deputate alla vendita di specifiche categorie merceologiche.
  • SCUOLA – In presenza medie, elementari e scuole d’infanzia. Tornano in aula anche gli studenti degli istituti superiori, presenza almeno al 50%.
 
Ulteriori informazioni nelle faq al link http://www.governo.it/…/domande-frequenti-sulle…/15638