Lombardia zona arancione da domenica 24 gennaio: cosa si può fare e cosa è vietato


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/23/news/lombardia_zona_arancione_le_regole-283849352/

Da domani si allentano i divieti e si torna in zona arancione: ecco le regole per spostamenti, visite ad amici e parenti e seconde case

Da domani, 24 gennaio, la Lombardia passa da zona rossa a zona arancione con un allentamento di tutte le restrizioni su spostamenti, visite a parenti e amici, aperture dei negozi e seconde case. Vediamo allora cosa è possibile fare e cosa è vietato.

 

Lombardia zona arancione: le regole – Domani, 24 gennaio, gli spostamenti diventano liberi solo all’interno del proprio Comune, i negozi sono aperti, mentre in bar e ristoranti è possibile acquistare piatti e bibite solo da asporto o ordinare a domicilio. Da lunedì 25 gennaio anche le scuole possono riaprire. Alle 22 scatta sempre il coprifuoco, fino alle 5 del mattino. Sempre obbligatorio uscire di casa con la mascherina e mantenere il distanziamento. Non è più necessario giustificare gli spostamenti nel Comune con l’autocertificazione ma solo fino alle 22, quando invece ci si può muovere solo per lavoro, necessità o urgenza.

Lombardia zona arancione: visite ad amici, fidanzati e parenti – Si possono quindi visitare amici e parenti ma solo se risiedono nello stesso Comune. Non sono previsti limiti al numero degli spostamenti o al numero di persone che si spostano, purché ovviamente non si viaggi in gruppi e non ci si assembri in luoghi pubblici o privati. Per gli spostamenti fuori Regione sono consentiti solo se si fa ritorno nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità e periodicità.

Lombardia zona arancione: le eccezioni per uscire dal proprio Comune – Le eccezioni per uscire fuori dal proprio Comune sono motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza. Tra questi rientrano: assistere persone non autosufficienti, andare a trovare i propri figli minorenni se si è separati o divorziati dall’affidatario, accompagnare i figli dai nonni e riprenderli all’inizio o alla fine della giornata di lavoro (ma è fortemente sconsigliato per tutelare gli anziani). Si può uscire dal proprio Comune per fare la spesa solo se nel proprio non ci sono alimentari o supermercati; usare un campo da tennis o da calcio (per fare due esempi) se nel proprio Comune non ce ne sono; fare volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso; assistere e accudire animali; andare in chiesa o in altri luoghi di culto limitrofi se nel proprio Comune non esistono; partecipare alle esequie di parenti stretti; accompagnare all’aeroporto un familiare o un amico anche non convivente. In tutti questi casi, però, gli spostamenti devono essere autocertificati attraverso il modulo da stampare e compilare.

Se il Comune in cui si risiede ha meno di 5 mila abitanti ci si può spostare liberamente, tra le 5 del mattino e le 22, entro 30 chilometri dal confine (quindi eventualmente anche in un’altra Regione), con il divieto però di raggiungere i capoluoghi di Provincia: di conseguenza, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro questi limiti orari e territoriali.

Lombardia zona arancione: le regole per le seconde case – Si può raggiungere una seconda casa solo se è all’interno della stessa Regione in cui ci si trova e per il solo nucleo familiare convivente. Non si posso quindi invitare amici o altri familiari. Questo vale anche se la seconda casa è una abitazione presa in affitto per turismo, ma si dovrà mostrare il contratto di affitto durante un eventuale controllo.

Stop zona rossa, la beffa lombarda:…………


Stop zona rossa, la beffa lombarda: fascia arancione già da domani. Riaprono scuole e negozi, restano chiusi i bar

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Si potrà uscire senza l’autocertificazione. Se i dati continuano a essere buoni dal 31 gennaio si potrebbe passare in zona gialla

La Lombardia torna da domani in zona arancione, anzi, lo era già da una settimana, perché, a quanto pare, i parametri su cui si era basata l’imposizione della zona rossa erano sbagliati. O meglio, basati su dati trasmessi a Roma in modo incompleto. Tanto è vero che giovedì le tabelle sono state integrate con una ‘nota aggiuntiva’ del Pirellone. Questo comporta lo slittamento di zona da questa notte, quindi la riapertura dei negozi e la ripresa della scuola, almeno quando gli istituti saranno pronti.

Scoppia però di nuovo la guerra fra governo e Regione per accertare chi abbia la responsabilità di questo errore. Dopo lunghe ore di confronto nella cabina di regia nazionale, a metà pomeriggio di un giorno di massima tensione, vengono modificati, come richiesto dalla Regione, i dati del precedente monitoraggio. L’indice di contagio lombardo scende sotto 1, esattamente a 0,82 dal valore di 1,40. Per il ritorno in zona arancione si deve attendere l’ufficializzazione con ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Nel frattempo, scoppia la bagarre politica. Indiscrezioni da Roma attribuiscono alla Regione guidata da Attilio Fontana l’errore nella trasmissione dei dati. La replica del governatore è durissima, appena dalla cabina di regia trapela la notizia dell’imminente slittamento di colore dovuto alla rettifica dei valori errati dell’Rt: “La Lombardia deve essere collocata in zona arancione – scrive in un post su Facebook alle 15,30 mentre la riunione a Roma è in corso – . Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze“. E verso sera aggiunge: “Noi abbiamo sempre mandato dati puntuali, precisi e corretti. Sono fiducioso e aspetto notizie positive sulla zona arancione“. continua a leggere