Quanto amore per Eriksen: già operato, oggi torna a casa


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/18/news/eriksen_operato_verso_ritorno_a_casa-306541967/?ref=RHTP-BS-I304750563-P3-S2-T1

Christian vivrà con un defibrillatore sotto pelle. La partita tra Danimarca e Belgio si ferma al 10′ fra lacrime e applausi

COPENAGHEN. Sul prato a un certo punto c’era una striscia di sole soltanto, una riga lunga e stretta proprio lì dov’è caduto Christian. E nel riverbero degli irrigatori si vedeva l’arcobaleno. Che strano giorno per un ciao che forse è un addio ma anche un ci sei, ci siamo. Poche ore prima, Chris Eriksen aveva preso atto che per vivere gli serve una scatoletta dentro il petto, il suo salvavita, la centralina elettrica che molto probabilmente è la fine della carriera perché non finisca tutto. I compagni lo sanno, anche gli avversari e i tifosi lo sanno. Applausi e lacrime. Si chiama defibrillatore sottocutaneo, Eriksen è stato operato ieri e oggi quasi certamente sarà dimesso, anche se questo chiuderà la sua avventura agonistica per lo meno all’Inter. In Italia il protocollo per concedere l’idoneità sportiva in caso di problemi cardiaci è tra i più rigidi al mondo

È molto più di una partita di calcio che la Danimarca perde. La musica picchia forte, esorcizza il silenzio spaventoso di quei momenti. Scorre di nuovo la benedetta birra, si è cantato e ballato ma adesso i calciatori danesi si passano il dorso della mano sul viso, asciugano un pianto silenzioso, occhi che gocciolano come rubinetti chiusi male. Il “fratello” di Chris, cioè Lukaku, abbraccia tutti perché i corpi che soffrono hanno bisogno di toccarsi, di stringersi.

Ci sono tanti bambini dentro lo stadio vicino all’ospedale, chissà cosa farà Chris adesso, se l’intervento è terminato, se è nella sua stanza, se avrà lasciato davvero la finestra aperta per sentire meglio. I piccoli tifosi sventolano fogli da disegno pieni di cuori, siamo un mistero fragile, siamo fili di seta. Invece del bandierone della Danimarca viene portata sul campo una gigantesca maglia numero 10, ed è una casacca di Eriksen anche quella in cornice che i giocatori del Belgio hanno firmato e poi regalato a Kjaer insieme al gagliardetto.

Difficile dire a parole quello che si sente qui dentro. Una vibrazione lunga e lenta, un boato che però è anche un sussurro. Le labbra di Simon Kjaer si increspano mentre canta l’inno, per cinque giorni era stato zitto il capitano, l’uomo del salvataggio e della carezza a Sabrina, la moglie di Christian. Ieri ha scritto su Twitter “è uno shock che porterò con me tutta la vita ma oggi lui è qui, nel nostro cuore“. Cuore è la parola, è il simbolo, il disegno e il nemico, l’origine e la fine di tutto, siamo abituati a metterlo nei messaggini ma meno ad ascoltare il suo racconto intermittente nel nostro petto, Christian sarà costretto a imparare, adesso ci sono soltanto loro due, un ragazzo e il suo cuore matto. “Dannazione, ho solo 29 anni“, aveva detto al rianimatore sul campo quando aveva ripreso conoscenza.

La partita si alza come un’onda e si abbatte subito sul Belgio. Il gol di Yussuf Poulsen (gli morì il padre di cancro quand’era piccolo, lui non lo ha mai conosciuto ma porta il suo nome sulla maglia) arriva dopo un minuto e 39″, secondo più veloce nella storia del torneo, forse Eriksen l’ha sentito veramente il boato nell’aria, magari invece gli ha messo malinconia come tutte le cose che abbiamo perduto. E al 10′ la gara si ferma e tutti applaudono.

La tensione di muscoli e nervi dei danesi dura un tempo, poi la squadra si piega su sé stessa come di carta. Il Belgio segna due volte, è entrato Kevin De Bruyne a illuminare tutto: prima l’assist per Thorgan Hazard, poi la sua rete col sinistro perfetto e l’invito istantaneo a non festeggiare, per rispetto. Non conta un gol adesso, anche se il gol è vita che riprende, è necessità. Scende un poco d’ombra sul prato. Vince il Belgio, più forte, e nelle orecchie resta la musica dei Queen e di Bon Jovi (It’s my life, la vita, praticamente un inno). I danesi guardano il vuoto, ognuno di loro è solo o forse no. Sono splendenti bambini fragili. Nell’aria dura una luce che non finisce, la sera è bianca, chissà come farà Chris a dormire. 

 

A Milano la crisi dei medici di famiglia….


A Milano la crisi dei medici di famiglia: troppi pazienti, pochi camici bianchi. E spunta la protesta di quartiere

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/14/news/milano_medici_di_base_in_pensione_posti_scoperti-305925611/

Costi alti e pensionamenti, allarme per l’organico della categoria in prima linea con il Covid. L’Ordine dei medici: “Ci sono 200 zone carenti“. Al quartiere Giambellino sit in dei residenti rimasti senza assistenza

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Ci sono quartieri come il Giambellino dove i cittadini scendono in piazza da giorni – e lo hanno fatto anche ieri – perché l’ultimo medico di base, il dottor Veneroni, va in pensione e non si sa se e quando ci sarà un sostituto. La professione infatti non è delle più ambite: molto lavoro, fino a 1400-1500 pazienti a testa, retribuzione erosa dai pagamenti dovuti a infermieri, segretari e collaboratori da assumere per far fronte al crescente lavoro anche burocratico. Sono circa 1.500 i medici di base lombardi che andranno in pensione nei prossimi 5 anni su un totale di circa 7 mila. La maggior parte lo farà nel 2022. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano, e segretario dello Snami, il sindacato di categoria, lancia l’allarme. Ogni medico di famiglia infatti assiste in media 1416 lombardi, quando la media italiana è invece di 1232 e la soglia ottimale fissata dalla Regione sarebbe di un medico ogni 1300 cittadini. Per rispettare i parametri ne servirebbero 500 in più. In dieci anni si sono persi mille medici di base in Lombardia.

A Milano e area metropolitana abbiamo 1.900 medici e 200 pediatri, ma ci sono 200 zone carenti e dei posti messi a concorso per la medicina di famiglia solo 60 sono stati coperti con l’ultimo bando – dice Rossi – . E la situazione è destinata ad aggravarsi perché nel conto non sono calcolati quei medici che hanno maturato i requisiti per andare in pensione da qui a cinque anni e legittimamente“.
Secondo i calcoli dell’Ordine dei medici se il numero medio di pazienti per ogni dottore fosse in linea con gli standard previsti, circa 700 mila persone potrebbero scegliere un medico di fiducia vicino alle loro abitazioni. “Invece – denuncia Rossi – abbiamo numerosissime zone in cui c’è carenza di medici, sia nelle grandi città, sia in zone periferiche. Ogni collega deve assistere a domicilio anche un folto numero di pazienti, che hanno problemi di mobilità o vivono in comuni disagiati, di montagna o scarsamente abitati, oltre a quelli che vanno in studio autonomamente“.

Qualcosa si può e si deve fare, anche perché si è visto con la pandemia quanto la carenza della medicina territoriale incida poi sulla gestione delle emergenze. La prima cosa che si può fare è quella di investire sull’informatizzazione. “I medici da anni si sono adeguati ai nuovi mezzi tecnologici ed il loro tasso di informatizzazione è ormai pari al cento per cento. Sono completamente informatizzati anche i medici più anziani dai 68 ai 70 anni. Il problema, a questo punto, sono i sistemi informatici sanitari e istituzionali che andrebbero aggiornati e armonizzati con investimenti adeguati. La seconda e la terza sarebbe quella di aumentare le borse di studio e le loro remunerazioni, incentivare i nuovi medici a fare la scelta della libera professione investendo il proprio futuro nella medicina di base“, dice Rossi.

I giovani che escono dalla facoltà di Medicina non sono invogliati ad aprire uno studio sul territorio o ad unirsi ai professionisti già attivi. C’è un tema economico anche che li scoraggia, oltre che un tema di carico di lavoro. “Io che svolgo questa professione da anni – spiega Rossi  – posso affermare che per coprire le spese d’affitto dello studio, il personale infermieristico, la segreteria e le altre spese vive il margine di guadagno è troppo risicato anche per chi ha studi medici avviati da anni. Quando chiediamo a un giovane medico di aprire un nuovo studio, magari in una periferia urbana o in una zona rurale e montana, difficilmente un giovane riuscirà a coprire le spese“. Nonostante questa sia la situazione, si prepara un autunno caldo per i medici di famiglia. Si parla della campagna di vaccinazione per la terza dose affidata proprio a loro, e dell’incarico di scovare porta a porta i pazienti che non hanno ancora prenotato il vaccino anti-Covid. “Uno sforzo impossibile da realizzare con le poche e stremate forze a disposizione“, conclude Rossi.

La carenza medici di famiglia non colpisce solo Milano …

19 febbraio 2021 :  http://www.simonenegri.it/news.php?extend.346.3

Nel corso della recente assemblea dei sindaci del ASST Rhodense è stato affrontato il tema spinoso della mancanza dei medici di medicina generale (MMG) nel nostro territorio.

A marzo 2021 verrà effettuato un nuovo rilievo dei cosiddetti “ambiti carenti”, misurando la disponibilità dei medici considerando uno standard di 1 ogni 1.300 residenti e tenendo conto dei pensionamenti entro il 31/12/2021.

A fine 2020, su 286 posti pubblicati nell’ATS Città di Milano (su circa 2.000 medici) sono stati conferiti solo 126 incarichi, di cui molti legati a medici ancora in formazione. Di fatto i nuovi MMG non sono sufficienti per sostituire neanche i cessati, che lo scorso anno sono stati 181.
Oltre alla crisi della filiera, dalla formazione all’ingresso nello studio, pare aver inciso notevolmente la pandemia che ha visto anticipare il pensionamento di molti medici. continua a leggere

Sting, il video per la Giornata mondiale sulla sindrome di Down


articolo: https://www.corriere.it/buone-notizie/21_marzo_13/sting-testimonial-coordown-canta-the-hiring-chain-a608cc12-83c5-11eb-ae38-084646f2f8da.shtml?fbclid=IwAR3yMRWB0u2NboDdgeJBgAsD3MPaF18ky2eMVnBfW8WzQWaA1pHVJVO5rh4

THE HIRING CHAIN performed by STING | World Down Syndrome Day 2021

Video: https://video.corriere.it/buone-notizie/sting-canta-coordown/bb56a120-83ca-11eb-ae38-084646f2f8da

È Sting, il pluripremiato artista inglehttp://-se, la voce di «The Hiring Chain», la colonna sonora originale del video realizzato per la nuova campagna di CoorDown. Il testo incalzante prende vita sullo schermo e testimonia la catena «virtuosa» dell’inclusione lavorativa. Domenica 21 marzo, infatti, si celebra la Giornata mondiale sulla sindrome di Down. E CoorDown onlus, che coordina 54 associazioni in tutta Italia, ha raccolto la sfida della pandemia e della crisi sociale per affermare che «l’inclusione lavorativa non è solo un diritto da garantire oggi più che mai per ogni persona, ma porta benefici nel contesto lavorativo e nella società tutta».

Protagonisti – Nella prima scena del video, una ragazza di nome Simone (foto di Valentina Venturin) è al lavoro dal fornaio e mostra ai clienti le sue capacità. Uno di questi clienti è una avvocatessa che rimane colpita e decide a sua volta di assumere un ragazzo e di dargli un’occasione. Da qui si crea una reazione a catena. «Con la campagna “The Hiring Chain” vogliamo invitare aziende, cittadini e istituzioni a dare maggiori opportunità di lavoro – spiega Antonella Falugiani, presidente di CoorDown – e a conoscere da vicino i benefici dell’inclusione. Il lavoro, per le persone con sindrome di Down, è importante come lo è per ognuno di noi. È una base importante per la crescita, del diventare adulti, per la realizzazione della propria vita, per vivere in autonomia e avere le opportunità che tutte le persone che lavorano hanno». Un sito è disponibile per aziende e datori di lavoro: offre informazioni e supporto per sostenere gli inserimenti lavorativi delle persone con sindrome di Down: www.hiringchain.org

Ex Ilva di Taranto, il Tar ordina lo stop agli impianti: “Pericolo urgente per la salute dei cittadini”


articolo: https://bari.repubblica.it/cronaca/2021/02/13/news/arcelormittal_tar_lecce_60_giorni_da_oggi_per_stop_impianti-287426539/?ref=RHTP-BH-I286519397-P5-S8-T1

ArcelorMittal ha 60 giorni per spegnere l’area a caldo dell’acciaieria ex Ilva di Taranto. A deciderlo è la prima sezione  del tribunale amministrativo di Lecce che ha respinto due ricorsi della multinazionale franco indiana, che gestisce lo stabilimento dal 2018, e di Ilva in Amministrazione straordinaria contro l’ordinanza firmata dal sindaco Rinaldo Melucci il 27 febbraio 2020. L’azienda ha annunciato che promuoverà immediatamente appello al Consiglio di Stato contro la chiusura dell’area a caldo.

L’oggetto del provvedimento urgente sindacale era il “Rischio sanitario derivante dalla produzione dello stabilimento siderurgico ex Ilva emissioni in atmosfera dovute ad anomalie impiantistiche“. L’obiettivo, tenendo conto di risultati su monitoraggi ed emissioni inquinanti, sul rischio per la popolazione e le leggi in materia ambientale, era quello di far individuare entro 30 giorni da parte di ArcelorMittal Italia e Ilva in amministrazione straordinaria le fonti inquinanti del siderurgico per rimuoverle. Se non avessero adempiuto gestore e proprietario avrebbero dovuto spegnere gli impianti. continua a leggere

Ricette dei medici di famiglia: niente mail, si ritirano solo in studio. «Sistema Sogei bloccato»


articolo: https://torino.corriere.it/cronaca/21_gennaio_19/ricette-medici-famiglia-niente-mail-si-ritirano-solo-studio-sistema-sogei-bloccato-14ea4928-5a52-11eb-89c7-29891efac2a7.shtml?cx_testId=25&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=1#cxrecs_s

Torna anche a Torino la vecchia carta rossa: la piattaforma nazionale digitale è in tilt

La vecchia carta bianca e rossa

19 gennaio 2021

Oggi si torna all’antico anche se la speranza è che duri poco. E chi ha bisogno di una ricetta per un farmaco o una prestazione sanitaria deve passare a ritirarla nella vecchia versione cartacea rossa, nello studio del medico di famiglia. Di certo non il massimo della vita in tempi di pandemia. Dalle 9 del 19 gennaio, infatti, il sistema nazionale Sogei è bloccato. È quello che autorizza l’emissione della ricetta dematerializzata bianca, il cui promemoria, da qualche mese, si può inviare all’assistito via Whatsapp o mail e poi girare direttamente in formato digitale alla farmacia per ritirare le medicine. Questo almeno è l’uso più comune. Finché il guasto non sarà risolto, però, la comoda procedura è sospesa. E dai cassetti dei medici di famiglia rispuntano le ricette rosse stampabili senza autorizzazione Sogei o, alla peggio, compilabili a mano.

«Ma queste ricette hanno una carta particolare e, perché il farmacista possa applicarvi la fustella dei farmaci, occorre l’originale, altrimenti la ricetta non è spendibile», spiega il medico di famiglia di Torino, Aldo Mozzone. Non è la prima volta che un disguido del genere si verifica ma non era mai durato così a lungo e stavolta coinvolgerebbe i medici di famiglia tutta Italia. Già alle prese col Covid.

Morto Marco Diana, l’ex maresciallo sardo simbolo della lotta all’uranio impoverito


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articolo: https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_07/morto-marco-diana-l-ex-maresciallo-sardo-simbolo-lotta-all-uranio-impoverito-951a4486-08d6-11eb-ab0e-c425b38361b4.shtml?fbclid=IwAR1tsouzCNjVVlNp85qjLFU6zwsaQ3dj-NHsEAH6L0kCR0Yp0-6gqBisvhM

Il sottufficiale dell’Esercito in pensione, era ammalato da tempo. Per curarsi dovette vendere la casa. Pubblicò un video in cui diceva: «Lo Stato mi ha abbandonato» e per questo fu denunciato per vilipendio alla bandiera. In venti anni quasi 400 morti

È morto oggi — mercoledì — a 50 anni dopo aver combattuto prima come militare in Somalia e Kosovo e poi contro la malattia contratta proprio nei teatri di guerra, ma soprattutto contro chi non voleva accettare che quel male fosse stato provocato dall’uranio impoverito. Era ricoverato al Policlinico di Monserrato da un paio di giorni Marco Diana, l’ex maresciallo dell’Esercito di Villamassargia, nel Sulcis, che per anni è stato al centro di una battaglia estenuante. Parliamo delle conseguenze dell’«U238», il materiale con cui si fanno i proiettili di artiglieria che perfora le corazze dei tank. Ma che sviluppa temperature così alte che nebulizza i metalli, creando particelle che se inalate o ingerite possono causare forme tumorali. Da vent’anni i reduci dalle missioni Nato in Afghanistan, Bosnia, Kosovo e Iraq si ammalano per le conseguenze dell’uso di questo tipo di arma. I morti sono circa 400. Tra loro, appunto, Marco Diana.

 

Tumore al sistema linfatico – Alcuni anni dopo le missioni all’estero al sottufficiale era stato diagnosticato un tumore al sistema linfatico e successivamente gli venne riconosciuta la causa di servizio e quindi la pensione, ma prima di ottenere il risarcimento ha dovuto combattere a lungo contro la burocrazia e contro quello Stato che, secondo lui, l’aveva abbandonato.

Annunciò la vendita della casa – Nel 2013 dalla sua pagina Facebook aveva annunciato di dover vendere la casa per pagarsi le cure, un appello-denuncia che fece il giro d’Italia. Questa sera su quella stessa pagina Facebook, appena si è sparsa la notizia della sua morte, sono comparsi decine e decine di messaggi di amici, parenti ma anche di tante altre persone che hanno voluto salutarlo per l’ultima volta.

Denunciato per vilipendioUna storia surreale, quella di Diana. Dopo aver ottenuto un risarcimento — sono a decine le condanne per il ministero della Difesa — per la malattia, venne denunciato con la sorella per vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate e tentata truffa in concorso. All’origine della denuncia ci fu il suo rifiuto di sottoporsi a visita medica al Dipartimento militare di medicina legale di Cagliari. L’ex soldato, infatti, aveva chiesto un rimborso di 20 mila euro per i farmaci. La Direzione generale della previdenza militare e della leva, per concedere il rimborso, aveva però chiesto a Diana di sottoporsi a una nuova visita medica. Diana pubblicò sul web un video, dal titolo «Io sono vivo», nel quale affermava che le istituzioni militari e civili lo avevano abbandonato.

Coronavirus, le mascherine riducono di 36 volte la trasmissione


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articolo: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/04/28/news/coronavirus_le_mascherine_riducono_di_36_volte_la_trasmissione-255099376/

Il nuovo DPCM sulla fase 2 sottolinea la necessità utilizzarle in tutti i luoghi pubblici dove non è possibile mantenere il distanziamento sociale

Mascherine per tutti, anche fai da te, per salvare vite e generare benefici economici. Una semplice mascherina in tessuto indossata da un soggetto infetto riduce infatti, di 36 volte la quantità di virus trasmessa e permette di attuare il controllo della sorgente: ovvero bloccare le goccioline quando escono dalla bocca, piuttosto che arginarle quando si disperdono nell’aria. Questo il risultato di una analisi che compara diversi studi sul tema, realizzata da ricercatori dell’Università di Oxford e dell’Università di San Francisc, e tradotta in italiano dalla Fondazione Gimbe.

Il nuovo DPCM sulla fase 2 sottolinea la necessità utilizzare la mascherina in tutti i luoghi pubblici dove non è possibile mantenere il distanziamento sociale. L’utilità del messaggio #Masks4All, è confermata dalle evidenze scientifiche. “I progressi della scienza hanno messo in luce che la trasmissione da soggetti asintomatici, largamente sottostimata, rappresenta il tallone d’Achille delle strategie per contenere la pandemia”, spiega Nino Cartabellotta, presidente Gimbe.  continua a leggere

Coronavirus e malattia di Kawasaki


articolo: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/04/28/news/coronavirus_e_malattia_di_kawasaki_l_allarme_dei_pediatri_italiani-255120403/

La strana sindrome che colpisce i bambini inglesi – e che sembrerebbe anche aver provocato qualche vittima – non è sconosciuta in Italia. Tanto che la Società italiana di pediatria scrive una lettera a undicimila pediatri per chiedere di stare all’erta. “Nelle ultime settimane è stato osservato, in particolar modo nelle zone del paese più colpite dall’epidemia da Sars-Cov-2 – scrive Angelo Ravelli, segretario del gruppo di studio di Reumatologia della Società Italiana di Pediatria – un aumento della frequenza di bambini affetti da malattia di Kawasaki”.

Questa malattia è una vasculite che colpisce i bambini sotto i 10 anni, più spesso prima dei 5. La causa, scoperta circa 50 anni fa, rimane ignota. Si pensa tuttavia che sia causata da un agente infettivo che, nei piccoli predisposti, provoca una risposta infiammatoria. Normalmente i sintomi tipici sono febbre alta persistente, eruzione cutanea, alterazioni delle mucose e delle estremità. La complicanza più temibile è l’infiammazione delle arterie del cuore, che può causare dilatazioni aneurismatiche permanenti delle coronarie. In genere la patologia risponde molto bene alla terapia (immunoglobuline e acido acetilsalicilico, talora cortisone), e con il trattamento appropriato, somministrato in tempi rapidi, praticamente tutti i bambini guariscono.   continua a leggere

Ecco “la formula perfetta” per impostare la temperatura dell’aria condizionata


articolo: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/07/05/news/ecco_la_formula_perfetta_per_impostare_la_temperatura_dell_aria_condizionata

ROMA – La calura di questo torrido periodo estivo ci induce a esporci all’aria condizionata nei tanti ambienti che quotidianamente frequentiamo, spesso anche senza volerlo. Ma quale dev’essere la temperatura ideale rispetto a quella esterna? “Molto spesso a causare raffreddori, tosse e mal di gola non è l’aria condizionata in sé, quanto un suo uso scorretto, che mette il nostro corpo bruscamente sotto stress termico per il salto di temperatura. La differenza non deve essere superiore ai 7 gradiC’è una piccola formula: impostare una temperatura pari alla metà di quella esterna più 10°C. Ad esempio, se fuori ci sono 36°C regoliamo a 36/2+10= 28°C quella interna“. Lo spiega Lino Di Rienzo Businco, responsabile di Otorinolaringoiatra all’Ospedale S. Carlo di Nancy di Roma.

“L’estate – sottolinea l’esperto – rappresenta un fattore di rischio per le nostre mucose respiratorie. Entrare e uscire da negozi, uffici, supermercati, palestre, come anche aerei o treni ad alta velocità, dove sono attivi impianti di climatizzazione, determina un vero e proprio schock termo-igrometrico, legato alla differenza di temperatura tra ambiente esterno e interno. Le mucose delle prime vie respiratorie (naso, seni paranasali, faringe, tonsille, adenoidi, laringe, bronchi) ne risentono, diventano secche e più permeabili all’aggressione di virus e batteri e quindi si sviluppano riniti, sinusiti, adeno-tonsilliti, faringiti, laringiti e abbassamento di voce, tosse, asma”.   continua a leggere

Medicina, l’Aifa ritira antibiotici: “Danneggiano muscoli e ossa, non assumeteli”


In una nota, l’Aifa ha lanciato un’allerta su possibili e gravi effetti collaterali provocati dall’assunzione di alcuni antibiotici di uso comune

articolo: http://www.ilgiornale.it/news/salute/gravi-effetti-collaterali-scatta-l-allarme-alcuni-1678815.html

L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha lanciato un’allerta su effetti potenzialmente pericolosi per la salute provocati da alcuni antibiotici di uso comune.

Nelle scorse ore, l’ente ha diffuso importanti informazioni di sicurezza sui medicinali contenenti fluorochinoloni.

I principi attivi in essi contenuti sono accusati di causare gravi effetti collaterali. Per questo, si consiglia ai medici di prescriverli solo in casi di estrema necessità. Nel comunicato si parla nello specifico di farmaci che contengono composti attivi come:

  • ciprofloxacina,

  • levofloxacina,

  • moxifloxacina,

  • pefloxacina,

  • prulifloxacina,

  • rufloxacina,

  • norfloxacina,

  • lomefloxacina.

“Sono state segnalate reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei Paesi dell’Ue. I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio” ……… continua a leggere

Nota Informativa Importante su medicinali contenenti fluorochinolon

http://www.aifa.gov.it/content/nota-informativa-importante-su-medicinali-contenenti-fluorochinoloni-0

Pillole dal Mondo n. 1625

L’Agenzia Italiana del Farmaco rende disponibili nuove e importanti informazioni di sicurezza in merito ai medicinali contenenti fluorochinoloni (ciprofloxacinalevofloxacinamoxifloxacinapefloxacinaprulifloxacinarufloxacinanorfloxacinalomefloxacina):

  • Sono state segnalate con gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici reazioni avverse  invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso.
  • Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei paesi dell’UE.
  • I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio. continua a leggere