Covid-19 e varianti…


Covid-19 e varianti: sono più contagiose? Possono ridurre l’efficacia dei vaccini?

articolo: https://www.corriere.it/salute/cardiologia/cards/covid-19-varianti-sono-piu-contagiose-possono-ridurre-l-efficacia-vaccini/che-cos-variante_principale.shtml

Nel mondo è corsa contro il tempo per individuare le muove mutazioni che possono trarre in inganno il sistema immunitario. L’ottimismo degli esperti, ma occorre accelerare la vaccinazione

Con la collaborazione di Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

  • Che cos’è una variante? – È il nuovo codice genetico di un virus che ha acquisito una o più mutazioni, che a loro volta sono le variazioni che cambiano le caratteristiche del virus stesso.
  • Quali sono quelle che preoccupano la comunità scientifica e perché? – L’attenzione è concentrata sulle varianti del gene S che riguardano la parte superficiale del virus, quelle che coinvolgono la proteina esterna (la spike), che si aggancia alle cellule umane e che è quella che, cambiando, potrebbe far perdere l’efficacia ai vaccini. Le varianti più studiate con il maggior numero di mutazioni nella spike sono l’inglese, la sudafricana e la brasiliana.
  • Le varianti rendono il virus più contagioso? – Nei Paesi dove sono diffuse c’è stato un corrispondente aumento esponenziale della trasmissione del virus. Nel caso della B.1.1.7 è stata calcolata una capacità infettiva aumentata del 56 per cento, ma gli studi sono ancora agli albori.
  • Sono più letali? – Non ci sono abbastanza ricerche in questo senso. I primi dati dal Regno Unito hanno mostrato, in concomitanza con la variante inglese, un aumento della mortalità del 30 per cento (ma non è chiaro se sia il virus più letale, o ci siano più infezioni e, quindi, più morti). Sui numeri c’è molta incertezza, anche perché il campione esaminato negli studi era piccolo e solo l’8% delle registrazioni dei decessi nel Paese contiene informazioni sui ceppi virali.
  • Le varianti aggirano le difese del nostro sistema immunitario? – Ci sono alcune prove allarmanti riguardo la variante sudafricana e brasiliana, soprattutto per la presenza della mutazione chiamata E484K, che potrebbe avere il potere di aggirare la risposta anticorpale del sistema immunitario in modo da provocare reinfezioni o comunque abbassare la forza delle nostre difese. Gli studi, però, sono effettuati in vitro su plasma e possono non valere in condizioni normali. Per ora non è confermata nemmeno una maggior capacità delle varianti di provocare reinfezioni.
  • E i vaccini? – Moderna e Pfizer/BioNTech hanno dichiarato che i loro vaccini sono efficaci contro la variante inglese e altre già testate in precedenza. Stanno studiando i dati riguardo alla mutazione E484K. Non ci sono prove che i vaccini non saranno efficaci e un’ulteriore speranza viene dalla nuova tecnologia utilizzata per quelli basati sull’RNA messaggero: molto più facili da modificare o aggiornare.
  • Posticipare la seconda dose del vaccino potrebbe favorire il nascere di mutazioni? – Per creare nuove varianti il virus deve replicare. In presenza di un’immunità molto forte, non replica. Se l’immunità è parziale (come nel caso di una sola dose di vaccino) può succedere che replichi ancora e si selezioni un ceppo che sfugge ai vaccini.
  • Il virus sta cambiando la sua capacità replicativa? – In ciascuna delle tre varianti il virus ha selezionato alcune mutazioni comuni sulla spike in modo indipendente, segno che sono effettivamente vantaggiose, o perché lo rendono più trasmissibile (ipotesi al momento più probabile) o più capace di eludere le barriere degli anticorpi. Il SARS-CoV-2 è comunque un virus che muta poco. Stiamo mappando più varianti perché le cerchiamo e classifichiamo.
  • I vaccini metteranno fine alla pandemia nonostante le varianti? – Gli esperti sono ottimisti. Lo sforzo di vaccinare tante persone tutte insieme e le misure adottate ci permetteranno di vincere la battaglia, anche se non sarà semplice e non richiederà poco tempo. La quasi totale mancanza di casi di influenza questo inverno ci dice che quello che quello che stiamo facendo funziona contro le malattie respiratorie, anche se il Covid si espande perchè è molto più contagioso. Più siamo veloci con la campagna vaccinale meglio sarà per contrastare l’adattamento del coronavirus.
 
  • Come controllare il sorgere di varianti pericolose? – Bisogna rafforzare l’attività di sequenziamento. Lo segnala il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel nuovo report sul rischio correlato alla diffusione delle nuove varianti. Oggi quasi tutti gli Stati membri sequenziano meno dell’1 per cento dei test positivi, l’Italia lo 0.034 per cento. L’appello è, per tutti gli Stati, di arrivare almeno al 5. Solo Regno Unito e Danimarca superano questa cifra, rispettivamente con il 5,09 per cento e il 15,09 per cento.
 

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