LIVE: La Palma Volcano Eruption in the Canary Islands 


#Reuters #Live #News
LIVE: Lava gushes from a volcano on Spain’s La Palma island

Un’eruzione vulcanica è iniziata domenica pomeriggio di 19 settembre sulla Cumbre Vieja de La Palma, nella zona di Las Manchas, dopo che negli ultimi giorni si sono registrati migliaia di terremoti nella zona, dove si può vedere un’enorme colonna di materiali vulcanici.

Cumbre Vieka, che si trova sull’isola di La Palma, nelle Canarie

La Palma, anche San Miguel de La Palma, è l’isola più a nord-ovest delle Isole Canarie, in Spagna. La Palma ha una superficie di 708 chilometri quadrati (273 miglia quadrate) che la rendono la quinta più grande delle otto principali isole Canarie. La popolazione totale alla fine del 2020 era di 85.840 abitanti, di cui 15.716 vivevano nella capitale, Santa Cruz de La Palma e circa 20.467 a Los Llanos de Aridane. La sua montagna più alta è il Roque de los Muchachos, a 2.423 metri (7.949 piedi), essendo seconda tra le vette delle Canarie solo alle vette del massiccio del Teide a Tenerife.

Il Cumbre Vieja (Cima vecchia in spagnolo) è un complesso vulcanico situato sull’isola La Palma, nell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie.

Geografia fisica – Il complesso del Cumbre Vieja è situato sull’isola di La Palma, una delle isole più geologicamente attive dell’arcipelago delle Canarie; la sua vetta raggiunge i 1949 metri sul livello del mare.

Eruzioni – Da quando gli spagnoli giunsero sull’isola, vi sono state le seguenti eruzioni:

  • 1470 –1492 – Montaña Quemada
  • 1585 – Tajuya
  • 1646 – Cratere San Martin
  • 1677 – Cratere San Antonio
  • 1712 – El Charco
  • 1949 – Cratere Nambroque, Duraznero, Hoyo Negro e Llano del Banco
  • 1971 – Cratere Teneguía
  • 2021 – inizio eruzione 19 Settembre 2021 al 28 settembre 2021 eruzione in corso
L’eruzione del Cumbre Vieja si intensifica e diventa più esplosiva

Il Chelsea perde Kanté, è positivo al Covid……


Il Chelsea perde Kanté, è positivo al Covid. Tuchel: “Juve più debole senza Ronaldo”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/09/28/news/chelsea_kante_positivo_al_covid-319829646/?ref=RHBT-VS-I0-P1-S1-T1

I campioni in carica a Torino per la sfida di Champions contro i bianconeri senza il francese. Il tecnico: “Il vaccino? I calciatori sono adulti e fanno le loro scelte, va accettato”. Out anche gli infortunati James, Mason Mount e Pulisic

Thomas Tuchel sceglie il fatalismo per incasellare la defezione di Kanté, arrivata poco prima di presentarsi in conferenza stampa in vista della sfida di Champions di domani sera con la Juventus. Il centrocampista francese è l’ultimo degli assenti dei Blues, che allo Stadium dovranno fare a meno anche di James, Pulisic e Mount: “Ngolo Kanté è positivo al Covid e noi seguiremo il protocollo – ha spiegato il tecnico tedesco -. Siamo un riflesso della società e dobbiamo accettare quello che è successo. La situazione è lontana dal dirsi conclusa, ma spero che ci colpisca il meno possibile. Non abbiamo soluzione“.

Tanti gli assenti nelle due squadre, visto che ad Allegri mancheranno sia Dybala che Morata. Assenze che stravolgono ulteriormente il volto della Vecchia Signora, che a fine mercato ha dovuto dire addio a Ronaldo, ma che non la rendono meno pericolosa agli occhi di Tuchel: “Il tempo dirà se la Juve quest’anno è meno forte degli anni scorsi. Ogni squadra senza Ronaldo è più debole, è uno dei migliori. Non hanno più un grande campione, un grande punto di riferimento, un grande goleador. Ma puoi vincere anche senza Cristiano. Sono un club con grande orgoglio e l’abitudine a vincere, che ne ha forgiato la mentalità. Sarà la prima volta che affronterò la Juve in una competizione ufficiale ed è stimolante giocare contro avversari forti: vogliamo crescere e questa partita ci renderà migliori. Sarà dura“. continua a leggere

noi esuli


articolo: https://lab.gedidigital.it/gnn/ilpiccolo/noi-esuli/?ref=RHTP-BG-I304110180-P5-S4-T1

Dalla fine cruenta della convivenza in Istria, Fiume e Dalmazia al faticoso e sofferto percorso di riconciliazione. La storia del confine orientale raccontata da chi l’ha vissuta. Per ricordare

I l dramma dell’esodo è il dramma della lacerazione sociale e familiare. Un nucleo viene estirpato, perché la sua terra non è più sua». Lo spiega in poche parole Adriana, esule da Zara, cosa fu il dopoguerra per gli italiani dell’Adriatico orientale, al di là del fiume di dibattiti politici e storiografici sulle vicende del confine orientale.

Quella dei giuliano-dalmati è una storia di dolore. Di vite strappate e ricostruite faticosamente altrove. Per i suoi involontari protagonisti, l’esodo è memoria dello sradicamento, paura della polizia jugoslava, ricordo del padre ucciso sommariamente, l’abbraccio al nonno che sceglie di restare per morire nella sua casa, la disperazione di «lasciare tutto», l’onta dell’accoglienza ricevuta nei campi profughi. Gli occhi si riempiono di lacrime anche dopo settant’anni. In occasione dei suoi 140 anni, Il Piccolo usa lo sguardo dei testimoni per ripercorrere il filo di una storia che ha contribuito a raccontare sulle sue pagine.

Con l’esodo sparisce un’intera società: più di 300 mila italiani lasciano la propria terra. I centri costieri dell’Istria si svuotano, le radici si troncano. Poi «il silenzio ci ha colpiti per sessant’anni»: cala l’oblio su una vicenda scomoda per tutti, tenuta viva dalle associazioni dei profughi e oggetto di troppe strumentalizzazioni, che stanno lasciando il posto alla pacificazione fra italiani, sloveni e croati dopo una faticosa opera di distensione. Ciascuno con la sua memoria, ma pronti a tendere la mano, perché «i confini non dovrebbero più esistere», dice in uno dei filmati chi sa quale sia il valore della convivenza e quale il volto mostruoso dei nazionalismi e dei totalitarismi. continua a leggere

Canada, 39 minatori intrappolati sotto terra: in corso recupero


articolo: https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/canada-minatori-intrappolati-miniera-soccorsi-d086ecfc-c292-48a2-9316-a5c49f5a72e6.html

È in corso in Canada un’operazione per evacuare 39 minatori che sono intrappolati sotto terra da oltre 24 ore, dopo che un problema meccanico ha bloccato l’entrata della mina Totten Mine a ovest di Subdury, in Ontario. La società mineraria Vale riferisce che non ci sono feriti e che una squadra di salvataggio ha raggiunto i lavoratori, che si trovavano in diversi ‘ripari’, fra 900 e 1.200 metri sotto terra. “Ci aspettiamo che tutti raggiungano la superficie entro stasera“, ha dichiarato la compagnia.

Lo United Steelworkers, sindacato che rappresenta 30 dei 39 minatori intrappolati, si dice cautamente ottimista che tutti verranno evacuati in sicurezza. L’incidente, sempre secondo quanto riferisce la società, è avvenuto domenica pomeriggio, quando un secchio che veniva inviato sotto terra si è staccato, bloccando l’entrata della miniera. Di conseguenza, “il sistema usato per trasportare lavoratori da e verso la superficie non ha più potuto essere usato“. “Gli impiegati usciranno tramite un sistema secondario di scale di uscita, con il sostegno della squadra di salvataggio della miniera Vale“, aggiunge la compagnia.   continua a leggere