Covid: i sette sintomi che (tutti insieme) predicono l’infezione e rendono necessario il tampone


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_settembre_28/covid-sette-sintomi-che-tutti-insieme-predicono-l-infezione-rendono-necessario-tampone-dc24825e-204c-11ec-924f-1ddd15bf71fa.shtml?fbclid=IwAR2LRnnFw6-jaPop-LDucCaXErABpT_It2NvjEz15oqaTS_Kxc3wxHpi-rY

Un nuovo studio dell’Imperial College di Londra su più di un milione di persone ha scoperto che ci sono segnali da Covid che — quando compaiono insieme — danno positività al tampone nel 70-75% dei casi. L’indicazione per le linee guida

Quali sintomi dovrebbero spingermi a fare un tampone per diagnosticare un’eventuale infezione da Covid-19? Sono sette principali e ci devono essere tutti insieme. O meglio, se sono tutti presenti, la probabilità di avere esito positivo al tampone per il coronavirus è del 70-75%.

Lo studio e i dati – Lo ha stabilito una ricerca appena pubblicata sulla rivista PLOS Medicine condotta da studiosi dell’Imperial College di Londra su 1.147.345 volontari con dati raccolti in 8 cicli di test condotti tra giugno 2020 e gennaio 2021 nell’ambito dello studio «Real-time Assessment of Community Transmission-1» (REACT-1). I risultati dei tamponi effettuati su queste persone sono stati confrontati con i sintomi che si erano (eventualmente) manifestati una settimana prima del test con la PCR.

Le linee guida e i sette sintomi – Sette sintomi, cioè perdita o cambiamento dell’olfatto, perdita o cambiamento del gusto, febbre, tosse persistente, brividi, perdita di appetito e dolori muscolari sono stati associati — quando percepiti insieme — a tampone positivo. I primi 4 di questi sintomi sono attualmente utilizzati nel Regno Unito per determinare l’idoneità per ricevere un tampone. «Al fine di migliorare i tassi di positività al tampone molecolare e di conseguenza di migliorare il controllo della trasmissione del virus, proporremmo di estendere la lista dei sintomi usati come triage a tutti e 7 i sintomi che abbiamo identificato», affermano gli autori. Il pericolo, continuano gli scienziati, è che «molte persone con Covid non verranno testate — e quindi non si autoisoleranno —- perché i loro sintomi non corrispondono a quelli utilizzati nelle attuali linee guida sulla salute pubblica per aiutare a identificare le persone infette».
La difficoltà di diagnosi del coronavirus ci accompagna dall’inizio della pandemia: i sintomi sono spesso gli stessi di altre forme influenzali. «Comprendiamo che sono necessari criteri di test chiari e che includere molti sintomi che si trovano comunemente in altre malattie (come l’influenza stagionale) potrebbe rischiare che le persone si autoisolino inutilmente. Spero che i nostri risultati sui sintomi più diffusi contribuiscano a ottimizzare il rilevamento delle persone infette», concludono da Londra. continua a leggere

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La benzina scarseggia dopo la Brexit: la Gran Bretagna mette in allerta l’esercito


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/09/28/news/esercito_gran_bretagna-319753952/

Il governo britannico ha messo l’esercito in allerta per collaborare alle operazioni di trasporto del carburante alla luce della crisi che vede la benzina scarseggiare nel Paese. “Un numero limitato di conducenti di autobotti militari verrà messo in allerta e dispiegato se necessario per stabilizzare ulteriormente la catena di approvvigionamento di carburante”, ha fatto sapere il dipartimento per l’Energia in una nota.

Nel Regno Unito, intanto, i prezzi del carburante sono schizzati ai livelli più alti da otto anni. Da giorni, in tutto il Paese, si stanno formando nei piazzali di rifornimento code di automobilisti che vogliono il pieno e diverse aziende sono state esortate a lasciare che i dipendenti lavorino da casa; e intanto il prezzo medio di un litro di benzina è aumentato da 1,3587 sterline venerdì a 1,3659 domenica.

Il governo aveva escluso “per il momento” il ricorso all’esercito per la guida delle autobotti alle stazioni di servizio nel Paese, che soffre la mancanza di camionisti e l’aumento della domanda, innescata dalla crescente paura negli utenti di rimanere a secco. continua a leggere