Perché si protesta per i Mondiali in Qatar


articolo di Arianna Ravelli: https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/22_novembre_19/perche-si-protesta-mondiali-qatar-838ce61e-66c7-11ed-a222-843a540a9cec.shtml

A parte i sospetti di corruzione per l’assegnazione, il Qatar è un Paese che non rispetta i diritti delle persone Lgbt e delle donne. E si stima che siano morti 6500 operai nei cantieri per costruire stadi e infrastrutture in condizioni disumane

I Mondiali di calcio in Qatar sono al centro delle proteste praticamente dalla loro assegnazione, dodici anni fa, a scapito degli Stati Uniti. I forti sospetti di corruzione sono diventati una valanga che ha travolto tutta la Fifa di allora, a partire dall’ex presidente Sepp Blatter (che oggi dice: «Scegliere il Qatar è stato un errore»), e la giustizia francese sta indagando sulle pressioni che l’ex presidente Sarkozy — attraverso Michel Platini — avrebbe esercitato in favore dell’Emiro del Qatar (che possiede anche il Psg). È quello che si chiama «sport washing», l’uso dello sport per migliorare l’immagine di un Paese. Le polemiche sono poi proseguite per la necessità di giocare (a causa dell’eccessivo caldo in estate) per la prima volta in autunno, con la conseguenza di dover stravolgere tutti i calendari.

L’assegnazione del Mondiale al Qatar ha destato subito critiche e perplessità intanto per la totale assenza di diritti a tutela dei lavoratori — tutti immigrati provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka — che hanno edificato gli stadi e le infrastrutture del Mondiale in condizioni estreme e senza che la Fifa riuscisse a far inserire nei loro contratti alcuna tutela.

Dati certi non ce ne sono (le fonti ufficiali del Qatar parlano ufficialmente di tre morti per infortuni, a cui se ne aggiungono 34 per morte naturale ma la cifra sarebbe relativa a progetti che rappresentano l’1% delle costruzioni in Qatar), ma Amnesty e altre organizzazioni internazionali parlano di 6.500 operai morti tra il 2010 e il 2021 . Secondo Human Rights Watch, le autorità del Qatar non sono riuscite a indagare sulle cause della morte di migliaia di lavoratori migranti, né le leggi del Qatar prevedono risarcimenti per le famiglie. Il ministro del lavoro, Ali bin Samikh al-Marri, ha detto che non esistono criteri per stabilire una cifra. Il governo del Nepal, però, ha calcolato 2100 morti dal 2010 solo tra i cittadini nepalesi emigrati in Qatar tra arresti cardiaci, malori dovuti al caldo e altre cause. continua a leggere

Il calendario dei Mondiali di calcio e dove vedere le partite in tv

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