Rapina a mano armata a casa Sterling: il giocatore torna in Inghilterra


articolo di Enrico Currò: Rapina a mano armata a casa Sterling: il giocatore torna in Inghilterra – Calcio – La Repubblica

Il nazionale inglese ha chiesto e ottenuto di tornare in patria prima della gara con il Senegal per poter stare vicino alla sua famiglia, scossa dall’accaduto

Raheem Sterling  (afp)

DOHA – 05 dicembre 2022

Sterling deve tornare in Inghilterra per gravi ragioni familiari. Non sono in grado di dire se tornerà in tempo per il quarto di finale con la Francia. Ci sono momenti in cui la famiglia viene al primo posto“. Gareth Southgate, ct dell’Inghilterra, ha raccontato così il dramma dell’attaccante del Chelsea, che a poche ore dalla partita col Senegal ha appreso la notizia di una rapina a mano armata nella sua casa nel Surrey. In quel momento era presente nella villa la famiglia del calciatore, la moglie e i tre figli. Sterling, particolarmente scioccato perché aveva già subito una rapina nel 2020, ha dunque chiesto alla Fa, la federazione inglese, di potere immediatamente prendere l’aereo per Londra.

Kane sempre più  leader – Intanto, non solo per il suo primo gol segnato in questo Mondiale ma anche e soprattutto per la capacità di imbeccare i compagni, Harry Kanebdiventa sempre più il leader dell’Inghilterra. Sarà verosimilmente il suo ultimo Mondiale e il capitano non vuole sprecare un’occasione irripetibile. Per questo il duello con la Francia, che vale la semifinale, non lo vive con ansia, ma come un passaggio verso quelle che vorrebbe diventassero le partite più importanti della sua carriera: la semifinale, appunto, e la finale del 18 dicembre: “La Francia è fortissima ed è campione del mondo. Ma se vuoi vincere il Mondiale, e noi lo vogliamo vincere senza dubbio, devi battere i migliori, perciò anche la Francia“. Il centravanti del Tottenham si è sbloccato e non nega l’importanza del gol: “Sono un attaccante, fare gol è il mio mestiere, perciò non posso negare di essere contento. Ma la cosa più importante è che si sia vista l’efficacia del nostro attacco. È davvero difficile fermarci, quella col Senegal non era una sfida semplice: nella prima mezz’ora siamo stati messi in difficoltà“. continua a leggere

Qatar 2022, svolta Fifa: oggetti arcobaleno consentiti negli stadi


articolo: https://www.sportmediaset.mediaset.it/foto/speciale/mondiali-qatar-2022/qatar-2022-svolta-fifa-oggetti-arcobaleno-consentiti-negli-stadi_58063322-202202k.shtml

La Fifa dà il via libera all’uso di oggetti arcobaleno e agli striscioni a sostegno delle proteste in Iran negli stadi dei Mondiali di calcio in Qatar. Nella prima settimana della rassegna iridata sette squadre europee hanno perso la battaglia per indossare in campo le fasce multicolori ‘One Love‘. Alcuni tifosi si sono inoltre lamentati del fatto che non fosse loro permesso portare oggetti con i colori dell’arcobaleno, un simbolo dei diritti Lgbtq+, negli stadi dell’emirato islamico conservatore. In un comunicato la Fifa spiega di essere “a conoscenza di alcuni incidenti in cui gli oggetti consentiti non potevano essere esposti negli stadi” e fa sapere di avere ricevuto “rassicurazioni dalle autorità” che negli stadi saranno applicati “norme e regolamenti concordati per la Coppa del Mondo di Qatar 2022“.

Stati Uniti-Iran, le lacrime di Rezaeian e l’abbraccio di Robinson


articolo di Alessio Vinciguerra: https://www.sportface.it/video-e-podcast/stati-uniti-iran-le-lacrime-di-rezaeien-e-labbraccio-di-robinson-video/1976637

La sfida tra Stati Uniti e Iran, che ha visto i nordamericani avanzare agli ottavi di finale, è stata contraddistinta da emozioni che vanno oltre il calcio. Una gara ricca di tensione molto più che sportiva. Alla fine il difensore iraniano Ramin Rezaeian è scoppiato in lacrime. Gli si avvicina il rivale di campo Antonee Robinson che lo abbraccia e lo rincuora. Una bell’immagine a chiudere un match e soprattutto intere giornate piuttosto pesanti per i protagonisti. 

Commento: Il calcio e lo sport in generale deve essere questo

Onana, cosa hai combinato? Il Camerun lo punisce e non lo fa giocare


articolo: Perché André Onana non gioca ai Mondiali? Escluso dalla rosa: le ragioni disciplinari (msn.com)

André Onana – c.t. Rigobert Song

Il Mondiale di André Onana potrebbe essere già finito qui (o forse no). Ciò che è certo è che al momento il portiere del Camerun e dell’Inter è stato escluso dal c.t. Rigobert Song (da calciatore era un difensore, ha giocato anche in Italia con la maglia della Salernitana per pochissimi mesi nel 1998) prima del match di oggi, lunedì 28 novembre, contro la Serbia, terminato poi 3-3. La seconda gara del Mondiale, dopo la sconfitta rimediata al debutto contro la Svizzera (1-0, rete di Embolo, il 24 novembre).

Onana cacciato dai Mondiali dal Camerun: le papere, il doping, Eto’o e il razzismo. Chi è il portiere dell’Inter

Una scelta improvvisa quella del Camerun e che potrebbe non riguardare solo la partita di oggi: Onana sarebbe finito proprio fuori rosa. I motivi dell’esclusione sono dovuti a un «provvedimento disciplinare»: questa la spiegazione di una fonte della Federcalcio camerunense alla France Presse, che ha aggiunto «ci siamo complicati la vita da soli». In effetti. Molte le versioni sulle motivazioni che avrebbero spinto Song a mettere fuori squadra Onana. In un primo tempo si era detto che tutto sarebbe nato da una ragione tecnica: ovvero che l’allenatore avesse chiesto al portiere di cambiare il suo stile di gioco, per privilegiare uno stile «più tradizionale», e che Onana si fosse rifiutato. Sembra infatti che Song non gradisca le «scorribande» fuori dall’area e certi passaggi pericolosi con i piedi. Secondo questa versione dei fatti ne sarebbe seguita una discussione molto accesa, anche perché lo stile di Onana doveva essere noto a Song anche prima delle convocazioni. Il calciatore avrebbe comunque detto al C. t. che non era disposto a giocare in un altro modo e Song avrebbe deciso che tenere Onana semplicemente in panchina non era la scelta giusta.

Poi si erano diffuse le voci di una lite con Eto’o, il presidente della Federazione, che però è sempre stato uno dei «padrini» sportivi di Onana, ma che in questa situazione pare abbia voluto restare neutrale. Nelle ultime ore però si è fatta sempre più forte (e più credibile) la voce che il portiere abbia contestato pubblicamente le scelte dell’allenatore durante il colloquio pre-partita. In particolare quella di far giocare Nicolas Nkoulou in difesa. Prima dei Mondiali erano sorte polemiche in Camerun proprio sulla convocazione di Nkolou accusato di aver preso il posto di Ngadeu, perché la moglie di Nkoulou è cugina di Samuel Eto’o.

Fatto sta che posto di Onana è entrato in campo Epassy, che gioca in Arabia Saudita, ad Abha e che decisamente non ha brillato. Infatti proprio dopo aver visto alla prova Epassy, Song sembra si sia convinto a dare un’altra chance ad Onana e a tentare di ricucire il rapporto. «André Onana è un giocatore importantissimo, ma quello che devo fare nel mio ruolo, è privilegiare il gruppo piuttosto che i singoli. In un gruppo serve una certa disciplina e quando non si corrispondono a questi criteri di disciplina, bisogna assumersi responsabilità, azioni, per far sì che il gruppo sia privilegiato» ha sottolineato il c.t. del Camerun. «Gli ho chiesto di aspettare – ha aggiunto Song – e avremo modo di vedere se può continuare il Mondiale. Dipenderà anche da lui e dovrà anche tornare alle regole, vedremo se sarà possibile». Onana ci starebbe pensando.

Continua a leggere

Al-Shahrani, il difensore dell’Arabia Saudita operato al pancreas dopo lo scontro col portiere


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/22_novembre_24/al-shahrani-arabia-saudita-operato-pancreas-54c6884e-6c08-11ed-a1e9-9f4731a1c832.shtml

Il giocatore avrà bisogno anche di una ricostruzione facciale per le fratture multiple riportate: il principe Bin Salman pagherà le spese per il trasferimento in Germania

Al-Shahrani, difensore dell’Arabia Saudita e lo scontro col portiere Mohammed Al-Owais

L’impatto tra Yasir Al-Shahrani e il suo portiere, Mohammed Al-Owais, nei minuti finali di Argentina-Arabia Saudita di martedì 22 novembre (con il clamoroso successo per 2-1 della squadra araba), aveva fatto temere conseguenze pesanti soprattutto per il viso del 30enne, uscito in barella tra la preoccupazione generale dei compagni. Una ginocchiata fortuita in pieno volto che ha provocato «una frattura alla mandibola e un collasso delle ossa facciali», come recita il bollettino ufficiale diffuso dalla selezione saudita, che, di fatto, ha messo fine al suo Mondiale.

Ulteriori accertamenti hanno poi evidenziato una «emorragia interna per cui dovrà essere operato subito». L’impatto è stato così forte, tanto da provocare danni anche al pancreas. Immediato l’intervento diretto della famiglia reale dell’Arabia Saudita, che si è mossa subitocon il principe ereditario Mohammed Bin Salmanper fornire ad Al-Shahrani tutto il supporto necessario in questo momento così difficile. «Yasser Al Shahrani è stato sottoposto con successo a un intervento chirurgico al pancreas presso il King Abdulaziz Medical City di Riyad presso il National Guard Hospital. Resta sotto la piena supervisione dello staff medico della nazionale. La famiglia del calcio saudita augura a Yasser una pronta guarigione», la nota diffusa. continua a leggere

Per Al Shahrani frattura di mandibola e ossa facciali: il re saudita paga il ricovero in Germania


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/23-11-2022/arabia-saudita-al-shahrani-frattura-mandibola-ossa-facciali-4501240366088.shtml

Il difensore era stato colpito durissimo dal proprio portiere contro l’Argentina: per lui anche un intervento… dall’alto

Un referto medico tutt’altro che positivo, quello riguardo l’infortunio di Yasser Al Shahrani. Il difensore dell’Arabia Saudita era stato vittima di un colpo durissimo nel match contro l’Argentina, con la beffa del “fuoco amico“: su di lui era infatti uscito con le ginocchia alte, centrandolo in pieno volto, il portiere Mohammed Al-Owais nel tentativo di presa aerea. E già dalle immagini si era intuita la gravità del ko di Al Shahrani, sostituito al 99′ da Al Breik. Il difensore è stato subito trasportato in Germania dove è stato sottoposto ad accertamenti medici. Che hanno evidenziato fratture alla mandibola e alle ossa facciali oltre ad un’emorragia interna. continua a leggere

Al Shahrani

La richiesta della Danimarca: Nazionali UEFA fuori dalla FIFA


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/23/danimarca-lascia-la-fifa/

La Danimarca ha rivelato di essere pronta a discutere un abbandono totale della FIFA insieme ad altre Nazionali UEFA, come mossa di protesta nell’ambito dello scontro sulle fasce da capitano OneLove. Lunedì, sette squadre europee che intendevano indossare queste fasce per protestare contro le violazioni dei diritti umani del Qatar hanno rinunciato dopo essere state minacciate di sanzioni sportive dalla FIFA.

Una mossa che – se si verificasse – metterebbe ancora più a nudo le tensioni tra l’organo di governo del calcio mondiale e la Federcalcio europea. Uno scontro che si era amplificato già lo scorso anno a proposito della volontà della FIFA di organizzare i Mondiali con cadenza biennale anzichè quadriennale.

Come riportato da The Athletic, intervenendo in una conferenza stampa questa mattina, il CEO della Danish FA (DBU) Jakob Jensen ha rivelato che un cartellino giallo sarebbe stata la punizione «minima» che il capitano Simon Kjaer avrebbe dovuto affrontare qualora avesse deciso di indossare la fascia da capitano OneLove.

«Il 21 novembre, l’Inghilterra ha chiesto un incontro di emergenza con la FIFA, che è venuta all’hotel inglese. La FIFA ha detto che avrebbe almeno sanzionato con un cartellino giallo. Si è discusso se esistesse una base legale per dare un cartellino giallo, ma c’è. La punizione poteva essere un cartellino giallo, ma anche che al capitano non fosse consentito l’ingresso in campo o che venisse squalificato», ha detto Jensen.

Il presidente della Federcalcio danese Jesper Moller ha aggiunto che la Danimarca starebbe valutando la possibilità di lasciare la FIFA ed era disposta a discuterne con tutti i 55 Paesi membri dell’organizzazione. «Non è una decisione che è stata presa ora. Su questo siamo stati chiari per molto tempo. Ne stiamo discutendo con gli Stati del Nord da agosto».

«Ci ​​ho pensato ancora. Immagino che potrebbe essere sfidante se la Danimarca se ne andasse da sola. Ma vediamo se non riusciremo a dialogare su queste cose. Devo pensare alla questione di come ripristinare la fiducia nella FIFA. Dobbiamo valutare cosa è successo e poi dobbiamo creare una strategia, anche con i nostri colleghi nordici», ha concluso.

Il Codacons denuncia la FIFA alla Corte europea dei diritti dell’uomo


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/23/codacons-denuncia-fifa/

(Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

I Mondiali di calcio del Qatar finiscono all’attenzione della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Il Codacons, dopo l’eclatante protesta dei giocatori tedeschi scesi in campo con la mano sulla bocca, ha deciso di rivolgersi alla Corte di Strasburgo affinché apra un procedimento nei confronti della FIFA e degli Stati che hanno avallato censure e comportamenti lesivi della dignità umana.

«Come noto la FIFA, sotto pressione del Qatar, ha vietato ai giocatori del campionato mondiale di calcio di indossare la fascia “One Love”, di fatto impedendo agli atleti, che sono prima di tutto persone, di esprimere liberamente il proprio pensiero e la propria opinione», spiega il Codacons.

«Una censura che viola i più basilari diritti umani previsti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che agli articoli 9 e 10 dispone che “Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione”; “Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”», aggiunge il Codacons in una nota.

Una scelta quella della FIFA, che secondo il Codacons rappresenta una violazione de trattati europei ed internazionali, e che si cui ora dovrà pronunciarsi la Corte Europea dei diritti dell’uomo: «Abbiamo deciso di presentare una segnalazione ai giudici di Strasburgo per capire se il comportamento della Federazione di calcio e degli Stati Membri che hanno avallato divieti e censure verso i giocatori, possa ledere il diritto dei calciatori a manifestare liberamente il proprio pensiero e, nel caso, sanzionale qualsiasi condotta illecita così come prevede la legge europea», ha commentato il presidente Carlo Rienzi.

L’eclatante protesta dei giocatori tedeschi scesi in campo con la mano sulla boccaFoto Ansa

La protesta della Germania alla prima partita dei Mondiali contro il Giappone


articolo di Paolo Tomaselli: https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/22_novembre_23/protesta-germania-mondiali-giappone-be9af526-6b30-11ed-a6b2-6d41b7f61d74.shtml?refresh_ce

Niente fascia arcobaleno per il capitano della Germania ma un’altra di colore bianco con un cuore disegnato in nero. Ma la squadra ha posato per la foto di rito con la mano sulla bocca

DOHA – La Germania si copre la bocca in segno di protesta contro la Fifa (e l’organizzazione qatariota) per aver proibito le fasce One Love a favore dei diritti. Il suo capitano Manuel Neuer indossa scarpe con un spruzzo di colore arcobaleno, a ribadire il concetto, durante la partita di debutto contro il Giappone. E la fascia nascosta sotto la maglietta potrebbe essere proprio la One Love. Ma non si vede: quindi la scelta può anche essere quella di non far vedere la fascia scelta dalla Fifa, anche in questo caso per protesta.

La mano sulla bocca i giocatori tedeschi se la sono messa durante la foto ufficiale: un gesto semplice ma molto significativo, perché la squadra «è rimasta scioccata» dalla decisione di due giorni fa presa dalla Fifa. I tedeschi come le altre sei Nazionali coinvolte avevano firmato il comunicato per rinunciare all’iniziativa One Love, ma erano d’accordo che non poteva finire così. Del resto nessuna squadra in questi mesi si è mai esposta così tanto: da Neuer a Goretzka che ha parlato di «mentalità di un’altra epoca» in Qatar sui diritti per gli omosessuali; da Muller fino a Schlottenberg che ha detto che «il calcio deve essere aperto a tutti». Ora tutta la Mannschaft ha detto la sua. Con la mano davanti alla bocca e un po’ di arcobaleno.

La Bobo TV sulla Rai: il programma al via da lunedì


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/11/17/bobo-tv-orario-rai-lunedi/

Bobo TV orario Rai – Con i Mondiali di calcio che andranno in scena in Qatar, la Rai ha deciso di puntare su quello che finora è stato un successo, in termini di seguito, su Twitch: la Bobo TV. Il canale creato durante l’emergenza Coronavirus dall’ex calciatore Christian Vieri debutta quindi sulla televisione pubblica, andando a completare la programmazione di Rai 1 per rassegna iridata.

Insieme all’ex calciatore e opinionista Sky Lele Adani (già volto di Rai Sport) e agli ex giocatori Nicola Ventola e Antonio Cassano, che hanno dato vita al progetto, Bobo Vieri porta così la sua Bobo TV sulla rete ammiraglia della Rai.

Bobo TV orario Rai – Quando andrà in onda il programma – La trasmissione andrà in onda su Rai 1 (e in diretta streaming su Rai Play) in pillole della durata di circa 4/5 minuti, al termine de “Il Circolo dei Mondiali”, programma condotto da Alessandra De Stefano e in onda al termine dell’ultima sfida della sera. La prima puntata della Bobo TV sarà così disponibile lunedì 21 novembre alle 23.30 e così proseguirà il palinsesto nei giorni successivi.

Nata come breve spazio per parlare in diretta streaming di calcio, in particolare di Serie A e del percorso delle formazioni italiane nelle coppe europee, la Bobo TV su Rai 1 sarà l’occasione per un focus alternativo su quello che accade ai Mondiali, con i migliori giocatori che si sfideranno per la conquista del trofeo più ambito.

Diritti, discriminazioni e proteste per i Mondiali in Qatar: cosa fanno i calciatori? Neuer fascia arcobaleno


articolo di Paolo Tomaselli, inviato a Doha: https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/22_novembre_19/mondiali-qatar-2022-discriminazioni-proteste-calciatori-b60c92a0-67ea-11ed-9673-fd0e7851897a.shtml

Galles e Inghilterra useranno la fascia «One Love» contro le discriminazioni mentre la Fifa rilancia con fasce con messaggi dedicati. La Germania si espone anche a costo di una multa. Cosa faranno Messi, Neymar e Ronaldo?

Quale sarà la prima squadra europea a indossare la fascia da capitano «One Love» per sensibilizzare il mondo sui diritti Lgbt che in Qatar non sono rispettati?

Gli inglesi si inginocchieranno contro l’Iran per testimoniare la loro partecipazione alla rivolta del popolo iraniano?

E gli iraniani, a loro volta, manifesteranno il loro lutto come fecero due mesi fa indossando un giubbotto nero all’ingresso in campo o si limiteranno a non cantare il loro inno nazionale per protesta?

Cosa faranno Ronaldo, Messi e Neymar?

Il calcio e i diritti, il calcio e la politica sollevano tanti interrogativi prima del match inaugurale della Coppa (domenica ore 17 italiane con Qatar-Ecuador). Mentre il presidente della Fifa Gianni Infantino contrattacca le tante critiche verso questo Mondiale da 200 miliardi di euro, costato la vita almeno a 6500 lavoratori migranti.

«Oggi mi sento qatarino, arabo, africano, gay, disabile» dice il dirigente svizzero che chiede di non mettere pressione sul Qatar e sui calciatori («Lasciate che la gente si goda questa festa»), alcuni giocatori si interrogano sul da farsi, spinti dalla opinione pubblica del loro Paese o dalle proprie convinzioni personali.

Galles e Inghilterra hanno annunciato che useranno la fascia di capitano «one love» contro le discriminazioni. E la Fifa ha rilanciato con le fasce con messaggi dedicati (e generici) per ogni turno del torneo: si parte con «Football unites the world», poi con «Save the planet» e così via. Al di là dei simboli, comunque importanti, sono i campioni tedeschi gli unici ad aver già preso una posizione chiara: Manuel Neuer, Leon Goretzka, Joshua Kimmich si sono esposti sui simboli da mostrare e sui concetti da trasmettere. continua a leggere

Perché si protesta per i Mondiali in Qatar


articolo di Arianna Ravelli: https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/22_novembre_19/perche-si-protesta-mondiali-qatar-838ce61e-66c7-11ed-a222-843a540a9cec.shtml

A parte i sospetti di corruzione per l’assegnazione, il Qatar è un Paese che non rispetta i diritti delle persone Lgbt e delle donne. E si stima che siano morti 6500 operai nei cantieri per costruire stadi e infrastrutture in condizioni disumane

I Mondiali di calcio in Qatar sono al centro delle proteste praticamente dalla loro assegnazione, dodici anni fa, a scapito degli Stati Uniti. I forti sospetti di corruzione sono diventati una valanga che ha travolto tutta la Fifa di allora, a partire dall’ex presidente Sepp Blatter (che oggi dice: «Scegliere il Qatar è stato un errore»), e la giustizia francese sta indagando sulle pressioni che l’ex presidente Sarkozy — attraverso Michel Platini — avrebbe esercitato in favore dell’Emiro del Qatar (che possiede anche il Psg). È quello che si chiama «sport washing», l’uso dello sport per migliorare l’immagine di un Paese. Le polemiche sono poi proseguite per la necessità di giocare (a causa dell’eccessivo caldo in estate) per la prima volta in autunno, con la conseguenza di dover stravolgere tutti i calendari.

L’assegnazione del Mondiale al Qatar ha destato subito critiche e perplessità intanto per la totale assenza di diritti a tutela dei lavoratori — tutti immigrati provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka — che hanno edificato gli stadi e le infrastrutture del Mondiale in condizioni estreme e senza che la Fifa riuscisse a far inserire nei loro contratti alcuna tutela.

Dati certi non ce ne sono (le fonti ufficiali del Qatar parlano ufficialmente di tre morti per infortuni, a cui se ne aggiungono 34 per morte naturale ma la cifra sarebbe relativa a progetti che rappresentano l’1% delle costruzioni in Qatar), ma Amnesty e altre organizzazioni internazionali parlano di 6.500 operai morti tra il 2010 e il 2021 . Secondo Human Rights Watch, le autorità del Qatar non sono riuscite a indagare sulle cause della morte di migliaia di lavoratori migranti, né le leggi del Qatar prevedono risarcimenti per le famiglie. Il ministro del lavoro, Ali bin Samikh al-Marri, ha detto che non esistono criteri per stabilire una cifra. Il governo del Nepal, però, ha calcolato 2100 morti dal 2010 solo tra i cittadini nepalesi emigrati in Qatar tra arresti cardiaci, malori dovuti al caldo e altre cause. continua a leggere

Il calendario dei Mondiali di calcio e dove vedere le partite in tv