Terremoto Firenze, il geofisico: «Lo sciame non si fermerà. Tranquillizzare? Non si può»


articolo di J. Sto.: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/22_maggio_14/terremoto-firenze-geofisico-lo-sciame-non-si-fermera-tranquillizzare-non-si-puo-1e924062-d2e1-11ec-aa49-335ffe0aec76.shtml

Saccorotti (Ingv): «Presto sapremo con precisione cosa c’è sotto l’epicentro»

«Lo sciame sismico non è un episodio da prendere in modo tranquillizzante. Anche se nella maggior parte dei casi italiani lo sciame sismico non è stato seguito da una scossa importante, ci sono casi come quello de L’Aquila, nel 2009, in cui allo sciame è seguita poi una scossa più forte». Sono le parole del geofisico Gilberto Saccorotti, ricercatore fiorentino dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che poi precisa: «Ogni terremoto va calato nel contesto di un Paese sismico come l’Italia. In questi giorni nel Chianti fiorentino si sono registrati quattro terremoti di magnitudo intorno ai 3.5, è giusto porre tutta questa attenzione su questi eventi ma è importante sottolineare che terremoti di questo genere nell’ultimo mese se ne sono verificati quindici in tutta Italia, dalla Sicilia all’Emila Romagna fino alle Alpi».

Da leggere: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/22_maggio_13/terremoto-firenze-viaggio-all-epicentro-dormiamo-vestiti-dieci-giorni-da6e36be-d2e7-11ec-aa49-335ffe0aec76.shtml

Gilberto Saccorotti abita a Firenze e anche lui ha avvertito la scossa di giovedì sera: «Se l’ho sentita? Eccome, posso dire di aver avuto paura, penso sia normale e ragionevole, la prima cosa che ho fatto il giorno dopo è stata controllare le parti più fragili della mia abitazione». Aldilà dell’aspetto emotivo e personale, il geofisico dice che, dopo l’ultima scossa, si potrà capire meglio cosa c’è nel terreno sottostante all’epicentro, nel cuore dei vigneti del Chianti fiorentino. «Abbiamo installato nella zona attorno all’epicentro tre sismografi che, dopo un’accurata rilevazione e un accurato studio, nei prossimi giorni saranno in grado di dirci la tipologia e l’aspetto delle faglie sottostanti». continua a leggere

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