Nella casa del Var, da questi particolari si giudica un rigore


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/12/15/news/dentro_la_sala_var-330336219/

Per la Coppa Italia l’Aia ha aperto ai giornalisti la centrale unica dei videoarbitri a Lissone. Finora 799 controlli e 10 errori.

Nella casa del Var – Foto da Repubblica

Lissone (Monza e Brianza)  – Come ogni avventura, la partita inizia con un augurio. Solo che stavolta si ripete per ognuno dei giocatori in campo: “In bocca al lupo, in bocca al lupo…“. È un giorno storico, a Lissone, nella centrale unica del Var, dove ogni domenica gli arbitri da cabina, quelli seduti davanti al monitor, indirizzano e correggono i colleghi in campo. Per la prima volta stiamo entrando in quello spazio segreto e possiamo ascoltare in diretta le comunicazioni via radio fra arbitri e guardalinee e fra questa sala e il campo, dialoghi che di regola sono top secret. Un giorno saranno aperti a tutti, così vuole l’Aia: nell’attesa, il calcio ha aperto la prima finestra sull’ultimo tabù.

La partita senza veli è Verona-Empoli di Coppa Italia: 7 gol, un rigore, un espulso. Lavoro ce n’è. Ogni parola dell’arbitro Dionisi rimbomba nella sala conferenze del broadcast center di Lissone, un palazzotto che costa alla Lega qualche milione di euro all’anno, un gioiello tecnologico sormontato da un’antenna che riceve le immagini in tempo reale dai campi di Serie A per distribuirle in una delle 8 salette Var. Sono tutte di vetro: permettono di vedere da fuori cosa fanno lì dentro i due videoarbitri (Var e Avar, l’assistente Var) e i tecnici.

Il ritmo è frenetico come quello di una telecronaca. Il vocabolario lo decifra per noi il designatore Rocchi: “Guardami dentro“, non è un invito all’introspezione, ma la richiesta al guardalinee di controllare l’area. “Se esce, bianca“, per dire che il fallo laterale sarà della squadra con la maglia di quel colore. Nel microfono entrano anche le voci dei giocatori che si lamentano, e sono avvisati: “Bandinelli, occhio, ne hai fatte già due“. E “tranquillo Mattia, controllano, c’è il Var“.

Ecco, il Var. Distante chilometri ma a un solo tasto dalle cuffie dell’arbitro. Stavolta la sentiamo anche noi la voce del videoarbitro, quando a ogni intervento dubbio indica all’operatore tecnico al proprio fianco: “Da qui”, mentre l’azione prosegue. Intende che in caso ci sia un gol, un rigore, bisognerà controllare quel momento. “Possibile fuorigioco”, ad esempio. Se poi deve parlare con l’arbitro in campo schiaccia un pulsante, la cornice del suo monitor diventa rossa e si aprono le cuffie. continua a leggere

“.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...