Moviola Udinese-Inter, CdS: ”Male Valeri: primo gol Udinese da annullare. E il 3-1…”


articolo di Matteo Pifferi: https://www.fcinter1908.it/ultimora/valeri-udinese-inter-moviola/

Il Corriere dello Sport boccia l’arbitro Valeri in Udinese-Inter. Per il quotidiano, la rete del pareggio dei friulani era da annullare


L’arbitro Paolo Valeri – Getty Images

Il Corriere dello Sport boccia l’arbitro Valeri in Udinese-Inter. Per il quotidiano, la rete del pareggio dei friulani era da annullare. ”Non pulitissima la partita di Valeri, c’è più di qualcosa da rivedere, ad iniziare dalla rete del pareggio dell’Udinese (spinta su Dzeko). Meno mobile del solito, la chiude con 24 falli e 7 gialli. Ok annullare la rete di Dzeko (offside sul lancio di Barella). C’è ed è anche decisiva la spinta di Becao su Dzeko sull’1-1: il pallone crossato da Pereyra passa proprio in quella zona, l’attaccante nerazzurro è di fatto impossibilitato ad intervenire, VAR fuori casa sui contatti e la loro intensità (il che è un nonsenso dietro al quale è facile rifugiarsi), l’errore è tutto di Valeri, si legge sul CorSport che, sul 3-1, puntualizza: ”Cross di Deulofeu, Success contrasta D’Ambrosio (che andava all’indietro) partendo da offside, dietro i due Arslan segna: si può considerare ininfluente il movimento di Success? Urge un correttivo (spiegazioni inutile chiederle)”.

Gol di Acerbi, Pairetto e Nasca sospesi fino a fine stagione


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/02/gol-acerbi-fuorigioco-spezia-lazio/

 2 Maggio 2022

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Non si placano le polemiche, alimentate dal botta e riposta tra Mourinho e la Lazio, dopo la vittoria della squadra di Sarri sullo Spezia grazie al goal di Acerbi, viziato da una posizione di fuorigioco non rilevata dal direttore di gara e dall’addetto al VAR.

Un errore che, secondo quanto riporta l’ANSA, costerà a Luca Pairetto e Luigi Nasca, direttore di gara e addetto al VAR della gara, la sospensione fino al termine della stagione per quello che è ritenuto un errore concatenato: l’arbitro non ha aspettato la verifica al video dell’allineamento del difensore laziale, l’uomo addetto al VAR non lo ha fermato e tutto, al 90′, si è svolto molto rapidamente tra il gol del 4-3 del laziale, l’esultanza dei compagni e la ripresa del gioco.

«Dalla visione televisiva Acerbi sembra leggermente più avanti quindi in fuorigioco, da quello che posso dire io con i mezzi che ho il gol era da controllare prima di darlo – ha dichiarato Paolo Casarin, ex arbitro ed ex designatore, intervenuto a Radio anch’io Sport -. Tutto era in mano alla benedetta tecnologia nelle mani di un VAR chiamato Nasca, il quale aveva tutti gli elementi per valutare quello che hanno visto tutti. Questo è fuorigioco, si tratta di 40 centimetri e c’è bisogno della tecnologia. La partita è finita subito dopo, ma in questi casi la si può sospendere in attesa della verifica».

Tunnel bollente dopo Juve-Inter, volano parole grosse verso Irrati: paga De Sciglio


articolo di Marco Beltrami: Tunnel bollente dopo Juve-Inter, volano parole grosse verso Irrati: paga De Sciglio (fanpage.it)

Dopo Juventus-Inter non sono mancate le polemiche e le proteste anche nel tunnel degli spogliatoi. L’arbitro Irrati è stato preso di mira per gli episodi contestati e c’è chi è andato oltre.

Quella tra Juventus e Inter è stata una delle sfide più calde di questo incerto campionato di Serie A. Le aspettative della vigilia, almeno dal punto di vista agonistico, sono state rispettate appieno e non sono mancati i momenti di tensione, non solo durante il derby d’Italia, ma anche dopo. E infatti a giudicare dal comunicato del Giudice sportivo, anche il rientro negli spogliatoi per i protagonisti della sfida è stato turbolento, con le proteste veementi dei giocatori della Juventus nei confronti dell’arbitro Irrati.

Contrasti al limite sin dai primissimi minuti, episodi controversi e polemiche. Juve-Inter è stato un confronto ad altissima tensione. Una tensione che non è calata, dopo il fischio finale. Se Allegri scatenato in campo al punto da lanciare la giacca e protestate vivacemente, dopo il 90′ si è contraddistinto per dichiarazioni all’insegna del fair play, alcuni dei suoi giocatori non hanno fatto lo stesso. Frustrazione e anche nervosismo soprattutto per le scelte del direttore di gara: sotto la lente d’ingrandimento prima quanto accaduto in occasione del rigore di Calhanoglu, risultato alla fine decisivo, e poi il contatto al limite dell’area tra Bastoni e Zakaria, con il Var che non ha sciolto i dubbi sulla precisa posizione dello stesso.

La posizione dell’arbitro Irrati e di de Ligt al momento della battuta del rigorehttps://www.fanpage.it/

Ecco allora che mentre i giocatori dell’Inter festeggiavano, incassando anche i complimenti di alcuni bianconeri (in primis Szczesny), e Dybala commosso salutava i tifosi, c’è stato anche chi ha deciso di far sentire ancora la voce nei confronti dell’arbitro lamentandosi. Se capitan Chiellini si è limitato a protestare in campo un suo compagno ha proseguito, superando il limite anche nel tunnel degli spogliatoi. Di chi si tratta? Di Mattia De Sciglio entrato nel finale di gara, e molto arrabbiato per la gestione del match di Irrati che per la verità è stato promosso poi dai vertici arbitrali. continua a leggere

De Sciglio espulso nel tunnel dopo Juventus-Inter: “Critica all’arbitro”

articolo di Francesco Schirru: De Sciglio espulso nel tunnel dopo Juventus-Inter: “Critica all’arbitro” (msn.com)

Mattia De Sciglio non giocherà la prossima gara della Juventus dopo quanto successo nel Derby d’Italia contro l’Inter. E’ questo il provvedimento preso dal giudice sportivo in seguito al referto presentato dal direttor di gara Irrati a seguito dell’infuocato match disputato domenica tra bianconeri e nerazzurri.

Il giudice sportivo Mastrandea ha comminato a De Sciglio una giornata di squalifica in seguito ad un qualche tipo di insulto pronunciato dal terzino di Allegri all’indirizzo dell’arbitro Irrati.

Quest’ultimo ha così rifilato il rosso direttamente a fine gara e nello specifico nel tunnel degli spogliatoi, dopo il fischio finale dell’1-0 allo Stadium. Non visibile alle telecamere e registrato solo dall’arbitro e dai dirigenti federali.

Non solo la squalifica causa espulsione, ma bensì anche l’ammenda di 5000 euro nei confronti di De Sciglio:

“per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce gli spogliatoi, rivolto una critica irrispettosa al Direttore di gara”.

De Sciglio era subentrato ad un quarto d’ora dalla fine, sul risultato poi confermato di 1-0 (rete di Calhanoglu), al posto di Alex Sandro. Allegri non potrà contare su di lui per la trasferta di Cagliari prevista sabato, con il brasiliano nuovamente titolare in seguito al pieno recupero.

Per Cagliari-Juventus, Allegri dovrà fare a meno anche di Morata, ammonito contro l’Inter e squalificato causa somma di ammonizioni. Alle loro assenze si aggiungono anche quelle dei lungodegenti, da Chiesa a McKennie, passando per Kaio Jorge. In più out Locatelli, almeno fino a inizio maggio

L’invasione della tecnologia, nessuno capisce più il Var


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/02/13/news/invasione_tecnologia_var_incomprensibile-337640918/

Partite infinite, azioni vivisezionate, decisioni inspiegabili: il calcio al video è un altro sport

Un consulto di tre minuti, una raffica di replay una partita che dura 103 minuti e 36 secondi. E, poche ore prima, un rigore concesso contro il difensore in possesso di palla, che non fa assolutamente nulla di irregolare. “Questo non è calcio“, diceva Mourinho una settimana fa dopo che il Var aveva tolto alla sua Roma un gol da tre punti. “Questo non è calcio” hanno detto Mihajlovic e Juric sabato. Persino Sarri, che quel rigore lo ha ricevuto in dono, non la pensa tanto diversamente.

C’è una frase, nell’analisi del furibondo Ivan Juric dopo il pareggio negato al 90′ al suo Torino contro il Venezia, che pare straordinariamente lucida: “Non è facile capire“. È esattamente la sensazione che resta dopo le ultimissime settimane. Non è facile capire perché – al di là degli errori dei singoli arbitri – ciò che sta diventando di sempre più difficile comprensione è la logica che muove le decisioni del Var. Più banalmente, il “protocollo” di intervento della tecnologia. Introdotta per sanare gli errori “chiari ed evidenti”, limitata alle situazioni estreme, agli svarioni, a quei casi in cui tutto il mondo sa che l’arbitro ha sbagliato, tranne l’arbitro stesso. In un quinquennio è diventata altro: la vivisezione di ogni singola azione, e di ogni gol: una ricerca compulsiva di irregolarità. E soprattutto, sta invadendo un aspetto che nelle premesse sarebbe dovuto rimanere inviolabile: quello del dubbio. continua a leggere

Nella casa del Var, da questi particolari si giudica un rigore


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/12/15/news/dentro_la_sala_var-330336219/

Per la Coppa Italia l’Aia ha aperto ai giornalisti la centrale unica dei videoarbitri a Lissone. Finora 799 controlli e 10 errori.

Nella casa del Var – Foto da Repubblica

Lissone (Monza e Brianza)  – Come ogni avventura, la partita inizia con un augurio. Solo che stavolta si ripete per ognuno dei giocatori in campo: “In bocca al lupo, in bocca al lupo…“. È un giorno storico, a Lissone, nella centrale unica del Var, dove ogni domenica gli arbitri da cabina, quelli seduti davanti al monitor, indirizzano e correggono i colleghi in campo. Per la prima volta stiamo entrando in quello spazio segreto e possiamo ascoltare in diretta le comunicazioni via radio fra arbitri e guardalinee e fra questa sala e il campo, dialoghi che di regola sono top secret. Un giorno saranno aperti a tutti, così vuole l’Aia: nell’attesa, il calcio ha aperto la prima finestra sull’ultimo tabù.

La partita senza veli è Verona-Empoli di Coppa Italia: 7 gol, un rigore, un espulso. Lavoro ce n’è. Ogni parola dell’arbitro Dionisi rimbomba nella sala conferenze del broadcast center di Lissone, un palazzotto che costa alla Lega qualche milione di euro all’anno, un gioiello tecnologico sormontato da un’antenna che riceve le immagini in tempo reale dai campi di Serie A per distribuirle in una delle 8 salette Var. Sono tutte di vetro: permettono di vedere da fuori cosa fanno lì dentro i due videoarbitri (Var e Avar, l’assistente Var) e i tecnici.

Il ritmo è frenetico come quello di una telecronaca. Il vocabolario lo decifra per noi il designatore Rocchi: “Guardami dentro“, non è un invito all’introspezione, ma la richiesta al guardalinee di controllare l’area. “Se esce, bianca“, per dire che il fallo laterale sarà della squadra con la maglia di quel colore. Nel microfono entrano anche le voci dei giocatori che si lamentano, e sono avvisati: “Bandinelli, occhio, ne hai fatte già due“. E “tranquillo Mattia, controllano, c’è il Var“.

Ecco, il Var. Distante chilometri ma a un solo tasto dalle cuffie dell’arbitro. Stavolta la sentiamo anche noi la voce del videoarbitro, quando a ogni intervento dubbio indica all’operatore tecnico al proprio fianco: “Da qui”, mentre l’azione prosegue. Intende che in caso ci sia un gol, un rigore, bisognerà controllare quel momento. “Possibile fuorigioco”, ad esempio. Se poi deve parlare con l’arbitro in campo schiaccia un pulsante, la cornice del suo monitor diventa rossa e si aprono le cuffie. continua a leggere

“.