Lucano condannato: come è stata calcolata la pena


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Caduta l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione, i 13 anni e 2 mesi sono frutto di una somma aritmetica tra una serie di reati contro la pubblica amministrazione e non di un «medesimo disegno criminoso»

La condanna di Mimmo Lucano a 13 anni. L’ex sindaco di Riace: “Inaudito, aspettavo l’assoluzione”

La condanna inflitta a Locri dai giudici di primo grado viene considerata abnorme dai difensori di Mimmo Lucano rappresenta quasi il doppio rispetto a quanto aveva chiesto il pubblico ministero: da 7 anni e 11 mesi si è passati infatti a 13 anni e 2 mesi. Ma come si è arrivati a un calcolo di questo tipo per sanzionare i reati attribuiti all’ex sindaco di Riace? Come si dice in questi casi è necessario attendere le motivazioni della sentenza ma già in base al dispositivo letto in aula qualche spiegazione è possibile.

Prima di tutto un fatto è già stato messo nero su bianco: Mimmo Lucano non è stato condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’accusa è stata infatti accantonata dal pubblico ministero e la sentenza ha fatto propria questa tesi. All’ex sindaco vengono invece contestati una serie di violazioni contro la pubblica amministrazione (peculato, truffa, falso e abuso d’ufficiocorrispondenti a diversi fatti specifici. La prima chiave per capire la condanna a 13 anni è di natura tecnica. Tutti i reati che sarebbero stati commessi da Lucano non sono stati ritenuti legati da un «medesimo disegno criminoso» (come ritenevano i pm) ma disgiunti tra loro. La prospettazione dell’accusa avrebbe comportato un «taglio» della pena complessiva, il tribunale fa invece una sorta di somma aritmetica tra le singole accuse. E questo spiega il «salto» tra richieste dei pm e conclusioni maturate nella sentenza.

Il dispositivo distingue due capitoli di accusa. Il primo – più corposo – raggruppa tutte le accuse legate alla gestione dei fondi pubblici giunti al comune di Riace per la gestione delle politiche migratoriePeculato e truffa, a cui si aggiunge l’associazione a delinquere perché commessi in collaborazione con gli altri imputati. Si tratta delle gestione di servizi affidate a cooperative di migranti e della loro rendicontazione. Questo ha fatto scattare, in base alle conclusioni del tribunale, una prima condanna a 10 anni e 4 mesi. A Lucano non sono state concesse nemmeno le attenuanti generiche. Il secondo «filone» riguarda invece l’abuso d’ufficio e il falso in atto pubblico, consistente nell’aver emesso una carta d’identiutà a una cittadina nigeriana che in realtà non era residente nel comune di Riace. Qui la pena è stata quantificata in 2 anni e 10 mesi. Che sommata alla precedente fa appunto 13 anni e 2 mesi.

Modello Riace, Mimmo Lucano condannato a 13 anni di carcere: “Rifarei tutto”

Netflix, il costo degli abbonamenti aumenta da oggi anche per chi è già iscritto


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La piattaforma aumenta il costo dei piani Standard e Premium mentre il base rimane invariato

Da oggi, 2 ottobreNetflix aumenta i prezzi dei suoi abbonamenti Standard e Premium. Il primo, che prevedere lo streaming a 2 dispositivi in contemporanea e qualità HD passa così da 11,99 a 12,99 euro mentre il Premium, che offre 4 dispositivi connessi e 4K aumenta da 15,99 a 17,99 euro.

Netflix, gli aumenti non riguardano il piano base – Gli aumenti non toccano quindi il piano base, da un dispositivo e senza Hd, che rimane a 7,99 e comunque riguarda tutti gli utenti. Verranno infatti applicati a tutti i nuovi abbonati dal 2 ottobre, mentre gli abbonati esistenti inizieranno a ricevere una notifica tramite e-mail dal 9 ottobre e via app trenta giorni prima dell’aumento effettivo. La tempistica infatti, nota Netflix, «si baserà sul ciclo di fatturazione del singolo abbonato e verrà implementata nel corso dei prossimi mesi». continua a leggere

Esplode palazzina in provincia di Cuneo: grave una persona


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Esplode palazzina nel Cuneese

Una palazzina a due piani è esplosa sulle colline di Rossana, piccolo comune della provincia di Cuneo in valle Varaita. Stando a quanto ricostruito, all’interno dell’edificio c’era soltanto una persona. L’esplosione è avvenuta, a causa di una fuga di gas, poco dopo le 6 di questa mattina e ha praticamente distrutto l’intero edificio.

Una palazzina a due piani è esplosa sulle colline di Rossana, piccolo comune della provincia di Cuneo in valle Varaita. Stando a quanto ricostruito, all’interno dell’edificio c’era soltanto una persona. Si tratta di un uomo, che viveva da solo. I vigili del fuoco, arrivati sul posto con tre squadre, lo hanno estratto dalle macerie e lo hanno affidato ai sanitari del 118. Questi ultimi hanno disposto il trasferimento immediato in eliambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Cto di Torino. Il crollo  stato causato, probabilmente, da una fuga di gas, ma le indagini sono ancora in corso. continua a leggere