Barcellona, Laporta con le spalle al muro: per tenere Messi occorre svendere


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/07/05/news/barcellona_laporta_bilancio_messi_mercato-309026296/

Rinnovare il contratto al fuoriclasse, ma andare incontro anche ai parametri di Liga e Uefa. Il presidente cede giocatori considerati ‘zavorra‘, cerca l’accordo con i senatori per spalmare il monte ingaggi, inizia un braccio di ferro con Dembélè per non perderlo a parametro zero e con i superpagati Umtiti e Pjanic

BARCELLONA – Aaa compratori cercasi. O anche semplici interessati a portarsi via, per giunta gratis, gli esuberi di una rosa pensata male e costruita peggio dal presidente Josep Maria Bartomeu. Joan Laporta è con le spalle al muro. Dopo essere riuscito a convincere Lionel Messi a chiudere la propria carriera all’ombra del Camp Nou, presentadogli un progetto sportivo convincente, il presidente blaugrana sta facendo i salti mortali per evitare di perdere quanto di buono fatto sinora a causa dell’evidente difficoltà che sta incontrando il club catalano a mettere nero su bianco un contratto che possa andar bene non solo al fuoriclasse argentino, ma anche e soprattutto alla Liga e alla Uefa. Javier Tebas, che non ha ancora digerito che il Barça sia uno dei principali attori della Superliga, ha già mandato a dire al Barça che “non faremo sconti a nessuno“.

La preoccupazione di Laporta – Situazione di stallo che ha costretto Laporta a rinunciare al suo proverbiale buonumore. Cosciente della gravità del momento (“la situazione è addirittura peggiore di quanto pensassimo“), il numero uno della società catalana ha sostituito la sua sempre ottimista espressione da guascone senza età con una versione più seria. E così – un po’ come se D’Artagnan fosse costretto ad assumere l’insostenibile, per lui, discrezione di Athos o solennità di Aramis – ogni volta che viene sorpreso per strada da un microfono, ‘Jan’ non può proprio fare a meno di misurare le parole, scommettendo il più delle volte sull’en train de e il gerundio giusto: “Stiamo preparando”, “stiamo studiando, “stiamo trovando la soluzione migliore“. E la verità è che non ci voleva di certo un genio dell’economia per capire che, prima di comprare e rinnovare, il Barça avesse bisogno di incassare e risparmiare. Vendere e, se necessario, regalare.

Cedere a ogni costo – I primi ad andar via sono stati Jean Claire Todibo e Konrad de la Fuente che hanno portato nelle casse blaugrana una decina di milioni di euro. Subito dopo è stata la volta di Matheus Fernandes, l’oggetto misterioso della rosa di Ronald Koeman: mai presentato, mai visto in campo. Il club è riuscito a convincerlo che sarebbe stato meglio per tutti stringersi la mano per l’ultima volta e prendere strade diverse. Soluzione pacifica che, però, né Samuel Umtiti né Miralem Pjanic hanno intenzione di accettare. Sebbene abbiano molto più mercato dello sconosciuto mediano brasiliano, sia il centrale francese che il centrocampista bosniaco non hanno la benché minima intenzione di rendere la vita facile al club catalano, anche perché sanno bene che non riuscirebbero a convincere nessuno a garantirgli lo stesso ingaggio percepito in questo momento in riva al Mediterraneo: 16 milioni (8 netti) di buone ragione per restare al Barcellona o, quantomeno, ricevere un piccolo grande incentivo per togliere il disturbo.

Braccio di ferro con Dembélé – Ieri, intanto, è andato via anche Francisco Trincao che giocherà per un anno in prestito al Wolverhampton mentre, nei prossimi giorni, sarà la volta di Junior Firpo che firmerà il suo nuovo contratto con il Leeds che, di fronte allo sgomento generale, si è detto disposto a pagare 15 milioni di euro per il suo cartellino. Nella stessa situazione di Umtiti e Pjanic potrebbe finire anche Ousmane Dembélé. All’attaccante francese rimane un solo anno di contratto e, per questo motivo, Laporta gli ha fatto sapere che o rinnova o va via subito o rimarrà in tribuna per i prossimi dodici mesi. C’è un’altro fronte, poi, sul quale Laporta sta combattendo un’altra battaglia vitale, quella del riadeguamento dei contratti dei senatori. Il presidente è già arrivato a un accordo con Gerard Piqué e si aspetta di ricevere la stessa disponibilità da Sergio Busquets, Jordi Alba (invitato, anche, cortesemente ad andar via) e Sergi Roberto che, nei piani della cupola blaugrana, dovrebbero accettare di ridursi il proprio ingaggio e spalmarlo in maniera tale da dare una boccata d’ossigeno, sul breve periodo, alle disastrate casse del proprio club.

Pjanic, situazione paradossale“Faremo di tutto per convincere Leo a restare“. Forse Laporta non sapeva ancora, in campagna elettorale, quanto sarebbe stato difficile mantenere la sua promessa. O, forse, lo sapeva e, adesso, sta provando a sfruttare l’affaire Messi per affrancarsi da quelle che considera zavorre, sia tecnico-tattiche che economiche, ribaltando la situazione e provando a metterli con le spalle al muro, facendogli capire che, per colpa loro, il Barcellona non può rinnovare il contratto al calciatore più forte della sua storia. Resta da capire se il suo pressing sortirà gli effetti desiderati. Soprattutto sulle coscienze di Umtiti e Pjanic, perché è facile immaginare che gli altri capitani seguiranno i passi di Piqué. Certo è che se qualcuno avesse detto all’ex regista della Juventus che, oggi, si fosse ritrovato in questa situazione, non ci avrebbe creduto. E non solo lui.

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