Mare “monstrum”: tra sbarchi fantasma e Ong bloccate, già più di 14mila i migranti riportati nell’inferno della Libia


articolo: https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/06/28/news/migranti-307977107/?ref=RHTP-BG-I304110180-P4-S3-T1

Nel Mediterraneo prevale l’attività della guardia costiera libica: si prospetta un’estate drammatica e senza “testimoni”. Vita difficile anche per i pescatori italiani


MAI così tanti migranti intercettati in mare e riportati in Libia. L’estate appena cominciata, che in Italia sul fronte sbarchi ha visto interessata in prima linea Lampedusa con l’arrivo in autonomia di barchini provenienti dalla Libia e dalla Tunisia, ci restituisce un Mediterraneo centrale ridisegnato, con i ruoli dei protagonisti sempre più definiti. L’Europa e l’Italia da una parte che supportano la stabilità di Tripoli e di fatto affidano il coordinamento dei soccorsi alla guardia costiera libica; l’utilizzo delle navi quarantena per alleggerire le strutture a terra; il coinvolgimento di mercantili anch’essi chiamati a coordinarsi con le autorità libiche; le Ong che, se non si trovano in stato di fermo amministrativo in qualche porto siciliano, riescono a condurre solo una piccolissima parte dei soccorsi.

Uno scenario mutato come dimostrano i numeri. Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) dall’inizio dell’anno sono infatti 14.388 i migranti intercettati in mare e riportati in Libia. Un record dalla firma del primo memorandum tra Italia e Libia di luglio 2017. Cifre, relative alle persone riportate in quello che le maggiori organizzazioni internazionali da anni definiscono “porto non sicuro“, che superano già i dati del 2020, quando furono 11.891 le persone riportate in Libia.

Dall’inizio di quest’anno, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, in Italia sono sbarcati 19.360 migranti, a fronte dei 34.154 arrivati in tutto il 2020 quando ci fu un picco proprio nel mese di luglio (7062, più che ad agosto dello stesso anno). Nel 2021 sono già 827 i morti accertati in vari naufragi secondo quanto riferisce il progetto Missing Migrants dell’Oim, rispetto ai 375 dell’anno precedente a cui si aggiungono le vittime dei naufragi “fantasma“, circa 600 persone che hanno affrontato la rotta del Mediterraneo centrale e di cui non si hanno più notizie.

Nonostante lo scenario dei soccorsi stia mutando verso quella che appare sempre più come una politica europea basata sulla difesa dei confini, in previsione delle condizioni meteo-marine favorevoli ci saranno migliaia di persone pronte a partire. “Farebbero qualsiasi cosa pur di scappare dai centri di detenzione dove sono costretti a vivere in condizioni disumane – spiega a Repubblica Deanna Dadush, che insieme ad altri 100 volontari, ricercatori di diritto internazionale ed esperti nel campo delle migrazioni, fa parte di Alarm Phone la piattaforma che raccoglie gli Sos dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo -. E purtroppo avendo affidato tutta l’amministrazione del Mediterraneo alla guardia costiera libica è possibile prevedere altri possibili naufragi, con i migranti che alla vista delle motovedette libiche si getteranno in mare come è già accaduto. È uno scenario che peggiora di giorno in giorno. In base alle chiamate che riceviamo possiamo dire che la guardia costiera italiana non soccorre più come prima, la guardia costiera maltese è invece inesistente considerando che nel 2021 a Malta sono sbarcate meno di 100 persone“. continua a leggere

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