PIANO VACCINALE LOMBARDO……


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PIANO VACCINALE LOMBARDO:

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Qualche appunto sul piano vaccinale lombardo a seguito dell’incontro del Pres. Fontana con i sindaci

Ho appena finito di seguire l’incontro promosso dalla Presidenza di Regione Lombardia volta all’illustrazione della campagna vaccinale anti-Covid19. Brevemente qualche informazione che ho raccolto, con il beneficio del dubbio rispetto ad alcuni punti su cui potrei non aver ben inteso / compreso tutto: quindi prendete tutto come indicativo.

Sono già in corso (e in parte terminate) le vaccinazioni rivolte al personale sanitario e sociosanitario e agli ospiti delle RSA.

Il 18 febbraio verrà avviata la campagna per la popolazione degli over 80enni (730.000 persone, di cui il 10% allettate), successivamente partirà per le persone affette da diverse patologie (1.000.000 di persone), infine dopo Pasqua verrà avviata la vaccinazione di massa (6.6 milioni di persone).

In questa prima fase va tenuto conto che bisogna fare i conti con l’approvvigionamento di vaccini non ancora a regime:
  • Settimana prossima disponibili 18.000 dosi
  • La settimana successiva 50-55.000 dosi max
  • Dalla prima settimana di marzo 100.000 dosi disponibili alla settimana
Vaccinazioni Over80 – Per quanto concerne la popolazione over80, alle ore 13 di lunedì 15/2 sarà possibile cominciare ad aderire alla campagna vaccinale (che fisicamente partirà il giorno 18/2) tramite un portale messo a disposizione dalla Regione (di cui non abbiamo al momento gli estremi). Gli anziani verranno poi contattati per definire le modalità di vaccinazione ed il luogo. Non è al momento chiaro quali saranno le sedi vaccinali impiegate, ma è del tutto probabile che non vengano considerate strutture messe a disposizione dai comuni, sfruttando così solo i 200 punti ambulatoriali facenti riferimento a ATS e alle ASST nel territorio regionale già attivati nelle ultime settimane. Per quanto riguarda il trasporto si sta valutando l’impiego della Protezione Civile per il trasporto degli anziani (o del caso di personale medico nel caso di chi non si può spostare di casa).

Vaccinazioni Multimorbilità – Si tratta delle persone con malattie rilevanti. Ancora non è stata definita una priorità e si sta cercando – se non ho mal inteso – di ricostruire gli elenchi di queste persone che dovrebbero essere contattate direttamente dalle ASST. Partiranno successivamente alle vaccinazioni destinate agli anziani. Anche per queste, è previsto l’impiego delle strutture ambulatoriali di ATS/ ASST.

Vaccinazioni di Massa – Avranno avvio il 15 aprile e dovrebbero durare per 17/19 settimane in funzione del vaccino impiegato (17 per Pfizer e Moderna e la cui seconda dose si somministra dopo 21 giorni; 19 per Astrazenica la cui seconda dose si somministra dopo 29 giorni). Verranno utilizzate sicuramente le sedi ambulatoriali di ASST e ATS e si sta valutando di poter utilizzare sedi messe a disposizione dai comuni a partire dalla terza settimana (anche se in numero inferiore rispetto a quelli impiegati per le vaccinazioni antinfluenzali), anche se ci sono riserve per via dei problemi di conservazione di alcuni dei vaccini e della durata estesa di impiego. Al momento non è stato previsto un numero precisato di sedi: si sa che, sulla base di una sperimentazione condotta presso la Fiera di Milano, ci si muove dalle  16.500 persone al giorno in una grande struttura si possono vaccinare fino a, mentre in un’eventuale palestra comunale 800 persone al giorno. È stato stimato che a regime dovranno essere attivate 6.800 unità di personale tra medici (2.200), infermieri (2.200), amministrativi (2.400). Oltre a medici di medicina generale e medici attivi in strutture pubbliche e private verranno coinvolti 1500 specializzandi in medicina.

Verrà istituito un numero verde che non servirà per aderire alla campagna vaccinale ma per chiedere informazioni.

In conclusione:
  • approvvigionamento limitato di dosi
  • non si sa quante e quali saranno le sedi vaccinali
  • personale sanitario in gran parte da arruolare
  • comunicazione ancora da costruire per raggiungere capillarmente i cittadini
  • scarso coinvolgimento dei comuni e solo dalle fasi successive, non per gli anziani
  • difficile adesione per le persone anziane alla campagna vaccinale se esclusivamente tramite portale

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