Diritti tv da tre a cinque anni: emendamento al Decreto Aiuti


articolo di Alessandra Gozzini: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/05-12-2022/diritti-tv-tre-cinque-anni-emendamento-decreto-aiuti-4501405883068.shtml

Proposta di Lotito, presidente della Lazio e senatore FI. Ok di Lega e del ministro Abodi, che prepara norme per favorire la competitività (anche) con norme anti-pirateria

Meno vincoli, maggiori possibilità di attrarre investitori: una conseguenza a cui la Serie A vorrebbe andare incontro nella vendita dei diritti televisivi nazionali.

Tutti i club concordano sulla necessità di modificare la Legge Melandri nella parte in cui limita la cessione dei diritti tv del nostro campionato a soli tre anni. Allungare da tre a cinque la durata dei contratti di licenza è la proposta inserita come modifica al dl “Aiuti quater” in due emendamenti identici, uno presentato da tre senatori di Forza Italia fra cui il presidente della Lazio, Claudio Lotito (vicepresidente della Commissione Bilancio e programmazione economica del Senato), e uno da Daniele Manca, Pd. Concordano le società, concordano le forze politiche. D’accordo le tv e le istituzioni del calcio, dalla Lega alla Figc. D’accordo anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, che guarda ancora oltre: a un pacchetto di norme che possano aiutare le competitività del sistema, sostenuto da altre legge anti pirateria e dalla possibilità di sponsorizzazioni da parte delle società di betting, ora negata dal Decreto Dignità.

OPPORTUNITÀ – Oggi sono d’attualità i diritti televisivi nazionali e la modifica della Legge Melandri. “Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. L’idea di prolungare da tre a cinque anni la durata dei diritti tv, non è certo un assist a un’emittente TV o a un’altra. Qualsiasi persona di buon senso capisce che è una sacrosanta opportunità per chi investe di ottenere un guadagno grazie alla continuità del progetto. E di conseguenza consente a chi vende di ottenere di più“. Urbano Cairo, presidente del Torino e di Rcs MediaGroup, è il primo a esporsi sulla questione degli emendamenti presentati in Parlamento. Estendere il periodo contrattuale di assegnazione dei diritti faciliterebbe i broadcaster nella progettazione di piani industriali a lungo termine (oggi il margine è giudicato troppo stretto per ammortizzare l’investimento): tv e altri media sarebbero così invogliati a guardare alla Serie A. In un mercato più flessibile nuovi partner potrebbero affacciarsi, magari colossi come Apple e Amazon.

AIUTI – Un intervento normativo che intervenga su una legge dello stato (invocata all’unanimità dai protagonisti del settore) non comporterebbe spese pubbliche: il calcio verrebbe aiutato senza ristori diretti, come invece accaduto in altri ambiti produttivi. Continua Cairo: “La situazione è sotto gli occhi di tutti. Il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato: penso al tax credit per il cinema“. Negli altri paesi europei succede già così: in Liga gli anni di durata sono 5 per i diritti tv nazionali e 6 per quelli internazionali. In Germania i diritti tv nazionali possono essere venduti per 4 anni. L’obiettivo è però la Nfl, la maggiore lega professionistica nordamericana di football americano: contratti di cessione di 7-9 anni. Per la vendita all’estero la Legge Melandri è stata modificata nel maggio scorso: nessun vincolo temporale e maggiore semplicità nell’iter burocratico che porta all’assegnazione. Quello che ora il calcio chiede per i diritti tv domestici. Depositato l’emendamento, ora ne verrà verificata l’ammissibilità: in caso positivo, passerà al voto della commissione e poi, eventualmente, dell’aula. Il nuovo bando per i diritti tv è atteso in primavera: c’è anche la possibilità di proroga per due anni degli attuali contratti con Dazn.

Tasse Cairo ha commentato anche l’altro emendamento presentato, quello sulla rateizzazione dei versamenti senza sanzioni: «Non è a fondo perduto come i tax credit ma una semplice dilazione. Ha un senso, tra l’altro, come sostegno a un comparto che contribuisce in larga parte al mantenimento delle altre discipline sportive e rappresenta il 70% della contribuzione fiscale di tutto lo sport».

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