Nuovo San Siro, fra tre anni l’avvio dei cantieri: nel 2027 le prime partite


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Dopo l’intesa a Palazzo Marino le prossime mosse per costruire il Meazza che verrà

30 ottobre 2021

Quando, a febbraio del 2026, la fiaccola olimpica entrerà nel vecchio Meazza segnando l’apertura dei Giochi invernali, lì accanto, nell’area del palazzetto ridotto a un ricordo dalla nevicata che lo cancellò nel 1985, il nuovo stadio starà ancora sorgendo. Un cantiere nascosto, magari, da quinte scenografiche per dare l’illusione che, fino a poco prima, non ci fossero stati operai al lavoro. Ed è da qui che bisogna ripartire per capire il percorso che Inter e Milan hanno davanti e le tappe che condurranno sino alla prima pietra immaginabile a fine 2023 o, dicono i più realisti, all’inizio del 2024.

Perché, certo, con i cinque cerchi San Siro uscirà di scena con l’onore delle armi e una medaglia in più da mettere in bacheca. Ma quella festa in mondovisione potrebbe non essere la sua ultima partita. Prima di andare definitivamente in pensione, sarà necessario che il suo sostituto sia terminato. Con un’inaugurazione che dovrà essere rimandata alla fine del 2026 o, probabilmente, all’inizio del 2027 dopo tre anni di lavori. Ecco perché.
– Il primo passo fondamentale arriverà quando la giunta imprimerà il sigillo di “pubblico interesse” al progetto. Avverrà “rapidamente“, ha detto il sindaco Beppe Sala. La delibera potrebbe essere approvata già nelle prossime settimane e dirà sì al progetto con delle prescrizioni. Tradotto: perché quel via libera sia reale, le squadre dovranno trasformare in fatti quei “prerequisiti fondamentali”, a cominciare dalla riduzione del cemento, che il Comune ha dettato per chiudere l’accordo.

Il passaggio sarà comunque decisivo perché è un atto formale che permetterà ai club, entro la fine dell’anno o all’inizio del 2022, anche di decretare il progetto vincitore del nuovo stadio. In gara sono rimasti due disegni: la “Cattedrale” degli statunitensi di Populous, considerato favorito, e gli “Anelli di Milano” firmati da Manica e Cmr Sportium. Quella destinata a dare forma all’intero distretto, però, è una squadra di architetti più composita che dovrebbe prevedere anche Mario Cucinellaper gli uffici e l’hotel e lo studio One Works per la parte commerciale e non solo.

A questo punto sarà necessario fare il progetto definitivo e aggiornare il Piano economico e finanziario alla luce delle modifiche sostanziali che le condizioni del Comune genereranno. Tagliare la quantità di costruzioni, riportando il cosiddetto indice di edificabilità ai livelli del Pgt (0,35 metri quadrati su metro quadrato) significherà per Inter e Milano rinunciare al 20% delle costruzioni extra impianto. E prima ancora di dare il via al disegno finale, i club dovranno capire se rinunciare a parte degli uffici, all’hotel e se ridurre e come la parte commerciale facendo tornare i conti.

Non solo. Proprio dalla dimensione del centro commerciale dipenderà un altro passaggio: se non sarà imponente, potrebbe non essere più necessaria l’approvazione da parte di Regione dei negozi. È un punto ancora da chiarire. In ogni caso, solo per fare il progetto definitivo ci vorranno mesi. E il Consiglio comunale? Riportando l’indice all’interno dei valori del Pgt, non dovrà più essere votata una variante urbanistica. Anche se potrebbe esserci comunque un dibattito, più politico e meno vincolante, in aula.

Le tappe successive, invece, dipendono dal percorso segnato dalla Legge sugli stadi. Una volta che il piano definitivo sarà pronto si aprirà quella che tecnicamente si chiama “conferenza dei servizi decisoria“: secondo le norme dovrebbe durare 180 giorni e portare al passaggio finale, ovvero alla dichiarazione di pubblica utilità. Riannodando i fili, il cronometro potrebbe segnare allora già la fine del 2022 o l’inizio del 2023. Anche a quel punto, con tutti i via libera, partirà la gara pubblica – altri 90 giorni – sul progetto approvato e con il diritto di prelazione dei club. Considerando tutto il resto – la scelta delle imprese, eventuali ricorsi, le bonifiche – si arriva all’avvio dei cantieri che potrebbe slittare al 2024. Spostando l’addio al Meazza oltre la cerimonia olimpica.

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