Incendio Catania, chiuso l’aeroporto


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_luglio_30/incendio-catania-chiuso-l-aeroporto-6039b4fe-f15b-11eb-9a1b-3cb32826c186.shtml?fbclid=IwAR2xiZweG_SxaCEjuNnF_doC8bhg9uVKVHCl5H5jnBrTslJntVOTXSuEWmI

Case evacuate nel rione Fossa Creta. Un lido balneare è stato distrutto. Il vento alimenta le fiamme e si è alzata una nube di fumo

Dopo la Sardegna brucia anche la Sicilia. Incendi causati da alte temperature e piromani

La nuova ondata di caldo torrido con temperature superiori ai 40 gradi in alcuni punti della Sicilia fa bruciare diversi territori dell’Isola. Il calore da deserto africano sta facendo moltiplicare gli incendi in diverse province. Attualmente la situazione più drammatica è a Catania e nel Catanese. Incendi si propagano dalle zone costiere della metropoli alle campagne della provincia, sino alle pendici dell’Etna. L’emergenza maggiore è nella zona costiera etnea dove vi sono anche i famosi lidi della Playa. Si tratta di un’area molto trafficata, qui vicino vi è anche la zona industriale più importante del Sud d’Italia, con colossi quali StMicroeletronics, Pfizer, Cola-Cola Sibeg e molte piccole e medie imprese. Il fuoco è arrivato sino all’esterno dei laboratori catanesi della Pfizer.

Case evacuate – Nella zona costiera vi è una intensa nube di fumo. Nel rione Fossa Creta diverse famiglie sono state costrette a lasciare le loro case. Si susseguono immagini di fiamme e di fumo che ricordano scenari apocalittici di qualche anno fa quando bruciò parte del Viale Kennedy. È stato chiuso al traffico l’Asse dei servizi (fondamentale snodo viario della zona etnea e della Sicilia Orientale). Ed è anche stato bloccato l’accesso anche ad alcune strade, fra cui la Statale 114. Ma quello che meglio fa comprendere la situazione di allarme ed emergenza è la sospensione dei voli in arrivo e partenza nell’aeroporto internazionale di Fontanarossa (il più trafficato del Mezzogiorno d’Italia), per permettere l’intervento degli elicotteri dei Vigili del fuoco. Rinforzi sono in arrivo da altri luoghi dell’Isola.

Lido distrutto – L’elenco dei danni ingenti è in continuo aggiornamento. Un rogo ha distrutto lo stabilimento balneare «Le Capannine» del lungomare di Catania. Al cimitero di Catania sono andate in fumo anche alcune tombe. Sono stati evacuati dei lidi nella zona costiera ed anche delle abitazioni. Altri 15 incendi, nel Catanese, sono segnalati nella zona fra Paternò, Ragalna e Biancavilla, 14 nel Calatino e 6 richieste di soccorso sono arrivate da Acireale e Giarre. Incendi anche in altri territori dell’Isola.

Nel Palermitano – Interventi aerei stanno proseguendo nel Palermitano, nella zona tra Piana degli Albanesi, Altofonte e San Giuseppe Jato. È stato colpito anche uno dei luoghi più importanti della storia d’Italia come Portella della Ginestra. E nella notte è stato necessario evacuare diverse abitazione di Piana degli Albanesi. I sindacalisti della Cgil spiegano: «Portella è distrutta. Brucia il luogo simbolo delle lotte dei lavoratori dove si festeggia il Primo maggio fin dai tempi di Nicola Barbato, tra i fondatori dei Fasci siciliani dei lavoratori. Portella della Ginestra, nel Comune di Piana degli Albanesi, è il luogo dove la banda di Salvatore Giuliano, l’1 maggio 1947, compì la strage che uccise 11 persone». Dalla Sicilia occidentale a quella orientale è l’estate dei roghi. Migliaia di ettari in fumo, in particolar modo nella Sicilia centrale, ad Enna il fuoco ha lambito il centro storico.

Il numero dei roghi – Devastati campi, boschi ed anche delle aziende. Il numero dei roghi ha superato in Sicilia in questi ultimi mesi è a quota 3.430. E secondo i dati della Coldiretti in Sicilia negli ultimi sei anni vi sono stati 60 mila roghi. Una situazione drammatica che ha portato alla distruzione di parte dell’enorme patrimonio ambientale e paesaggistico. In fumo nella Sicilia centrale, nell’Ennese, migliaia di ettari. Delle aziende agricole sono state distrutte, e sono morti alcuni animali. Vi è anche l’emergenza piromani, ma in questi giorni l’aumento delle temperature ed il vento stanno causando incendi molto preoccupanti. La terra brucia sotto il vulcano e non dipende dall’Etna.

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