Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin…agg.: Seid Visin, suicida a 20 anni


Seid Visin, suicida a 20 anni: «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle»

articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_giugno_05/seid-visin-suicida-20-anni-sento-sguardi-schifati-il-colore-mia-pelle-2b1edfc4-c56e-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml?fbclid=IwAR3E7_bCM465Ybk680rBhpkVNbM2WolheRu9jynEtxdoXt_8SX9wvEGx0P0

Seid Visin era stato nelle giovanili del Milan: nato in Etiopia e poi adottato, ha lasciato una lettera raccontando il razzismo che subiva

Una lettera straziante, lucida, potente. Così potente che puoi vederlo, Seid, mentre scrive «ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone». Seid Visin aveva 20 anni. Era nato in Etiopia ed era stato adottato in Italia da piccolo, a Nocera Inferiore, dove l’altro giorno si è tolto la vita e dov’era tornato dopo un paio di stagioni passate a Milano a giocare nelle giovanili del Milan con Donnarumma. Aveva indossato anche la maglia del Benevento ma alla fine aveva scelto di studiare. Fine del calcio professionistico. Di recente si era impegnato per l’Atletico Vitalica, una squadra di calcio a cinque.

La famiglia – Lo sport, lo studio, la famiglia. Ma Seid avrebbe voluto anche altro, e cioè vivere in un mondo senza razzismo. Lo sguardo di disprezzo, la donna che si tiene la borsetta se sali sull’autobus, la commessa che ti segue convinta che ruberai… ogni piccolo gesto è la lama di un coltello che ti tormenta. E Seid la sentiva ogni giorno di più, quella lama. Tempo fa aveva scritto sull’argomento una lettera mandata ad alcuni amici e alla sua psicoterapeuta. Parole drammatiche che oggi sono anche il suo testamento. Eccone alcuni stralci. «Io non sono un immigrato» scriveva. «Sono stato adottato da piccolo (…). Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto». (…) «Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro». E ancora: «Dentro di me è cambiato qualcosa», scriveva Seid. «Come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, bianco».

La confessione – Poi una sorta di confessione: «Facevo battute di pessimo gusto su neri e immigrati (…) come a sottolineare che non ero uno di loro. Ma era paura. La paura per l’odio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati». Il finale chiarisce che «non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente “Vita”».


Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin: aveva giocato con Donnarumma nelle giovanili Milan

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_04/calcio-muore-20-anni-un-malore-seid-visin-aveva-giovato-donnarumma-giovanili-milan-c93c10be-c50f-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml

Ucciso da un malore, si era ritirato dallo sport professionistico. Il suo club: lanciamo un pallone nel cielo

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Seid Visin

Era una giovane promessa. Ha vestito le maglie di Milan e Benevento. Nelle giovanili rossonere aveva condiviso la stanza al ritiro con un altro talento, il portiere Gianluigi Donnarumma. , origini etiopi, è morto a soli vent’anni. Trovato senza vita in casa. Un malore.

Trasferitosi in Italia da bambino, ha vissuto per alcuni anni a Nocera Inferiore, in Campania, la città dei suoi genitori adottivi, per poi trasferirsi a Milano e cercare di sfondare nel grande calcio. Prima del 2016-2017, il suo ultimo anno di attività a livello agonistico, Seid si è messo in mostra in mostra nei settori giovanili dei due club. La voglia di tornare a casa l’ha riportato a Benevento nel 2016, prima che Seid dicesse definitivamente addio al calcio professionistico per tornare a divertirsi in una squadra di calcio a cinque, l’Atletico Vitalica.

Proprio il club campano ha salutato Seid con un post sui canali social della squadra: «Il tuo sorriso, il tuo indiscusso talento, la tua naturale e straordinaria predisposizione a dare del “tu” alla palla restano impressi nella nostra mente. Nel cuore porteremo per sempre la tua discrezione e la refrattarietà a vedere il calcio come fonte di guadagno. Decubertiano nell’animo, hai fatto della partecipazione l’unica vera vittoria ricercata e la compagnia l’unico compenso di cui avevi bisogno. Oggi vai via, come sei arrivato: lasciandoci attoniti, senza parole. Sei e resterai nella storia di ciascuno di noi, perché eterni sono i legami di chi vuol bene senza chieder nulla in cambio. La bandiera dell’Atletico Vitalica oggi, più che mai, è ammainata. Lanciamo idealmente un pallone al cielo, se non torna indietro, sappiamo chi ce lo avrà nascosto ancora una volta. A-DIO Seid, talento enorme dal cuore fragile».

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