Il Garante sui dati rubati su Facebook: «Attenti a eventuali anomalie al telefono»


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_aprile_06/garante-dati-rubati-facebook-attenti-eventuali-anomalie-telefono-557c2f4c-96f7-11eb-b9bd-e7351dbb7d6a.shtml. 

Il garante della Privacy interviene sul caso dei dati di oltre 35 milioni di italiani, rubati e pubblicati online. Ecco cosa fare

Facebook renda «immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione».

A chiederlo è il Garante italiano per la privacy, in seguito alla diffusione in Rete dei dati di circa 35 milioni di italiani iscritti a Facebook (35,6 milioni, secondo le informazioni disponibili finora, tenendo conto del fatto che potrebbero esserci dei duplicati). 
Come avevamo scritto ieri, si tratta di numeri di telefono e in alcuni casi nome e cognome, data di nascita e indirizzo di posta elettronica di un totale di 533 milioni di persone di tutto il mondo, fra le quali ci sono i nostri 35 milioni, che sono stati pubblicati su un sito per hacker e sono accessibili gratuitamente. (Qui il sistema per capire se si è coinvolti).

Prosegue l’Autorità: «Il numero di telefono potrebbe essere utilizzato per una serie di condotte illecite, che vanno da chiamate e messaggi indesiderati sino a serie minacce come il cosiddetto “SIM swapping”, una tecnica di attacco che consente di avere accesso al numero di telefono del legittimo proprietario e violare determinate tipologie di servizi online che usano proprio il numero di telefono come sistema di autenticazione».

Il Garante avverte «chiunque sia entrato in possesso dei dati personali provenienti dalla violazione che il loro eventuale utilizzo, anche per fini positivi, è vietato dalla normativa in materia di privacy, essendo tali informazioni frutto di un trattamento illecito».

E richiama «tutti gli utenti interessati dalla violazione alla necessità di prestare, nelle prossime settimane, particolare attenzione a eventuali anomalie connesse alla propria utenza telefonica: come, ad esempio, l’improvvisa assenza di campo in luoghi dove normalmente il cellulare ha una buona ricezione. Un tale evento potrebbe essere il segnale che un criminale si è impossessato del nostro numero di telefono per usarlo a scopo fraudolento».

Cosa fare? «In questo caso è importante contattare immediatamente il call center del proprio operatore telefonico per verificare le ragioni del problema e, in particolare, per verificare che terzi, fingendosi noi, non abbiano chiesto e ottenuto un trasferimento della nostra numerazione su un’altra SIM».

Il consiglio è poi di «diffidare di eventuali messaggi di testo provenienti dal numero di telefono di persone che conosciamo, con i quali vengano chiesti soldi, aiuto o dati personali, perché potrebbe trattarsi di una truffa azionata da malintenzionati che si sono impossessati della nostra numerazione».

Contattato dal Corriere, Facebook per ora non commenta la nota del Garante. Sabato aveva dichiarato che si tratta «di dati e di un problema individuato e risolto nel 2019».

Il Garante irlandese per la privacy, che ha la responsabilità di applicare il regolamento europeo Gdpr, sta verificando se sia effettivamente così. In ogni caso, il problema rimane: numero di telefono, indirizzo di posta elettronica e altre delle informazioni diffuse spesso rimangono valide a distanza di pochi anni.

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