Arezzo, tragedia per Michele Bacis: il figlio di 8 anni cade dalla finestra e muore


articolo: https://www.corriere.it/sport/20_maggio_17/arezzo-tragedia-michele-bacis-figlio-8-anni-cade-balcone-muore-7fdb513a-9812-11ea-ba09-20ae073bed63.shtml

Il figlio dell’ex calciatore della Fiorentina è morto cadendo dal terzo piano della casa, ad Arezzo

Come sia salito su quella finestra al terzo piano di un antico edificio del centro storico di Arezzo resta un mistero. Erano passate le 22 quando il figlio di 8 anni di Michele Bacis, 41 anni, bergamasco, ex calciatore di Fiorentina, Genoa, Cremonese e Monza, è precipitato nel vuoto.

Soccorso dopo pochi minuti, il bambino è stato subito trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo ma il suo cuore ha cessato di battere durante il tragitto. Il 118 aveva anche allertato l’elicottero Pegaso per un eventuale trasporto del piccolo all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ma tutto è stato inutile. Una nuova tragedia che ha prostrato Bacis, già allenatore dell’Arezzo calcio, che proprio pochi giorni fa aveva raccontato alla cronaca della Nazione di Arezzo i gravi lutti che la sua famiglia aveva dovuto subire nella a Bergamo a causa del Covid-19.

Sulle cause dell’incidente indaga la polizia. «Abbiamo sentito un tonfo sordo che veniva dalla strada, ci siamo affacciati e abbiamo visto il corpo del bambino e poi abbiamo sentito le urla dei genitori», hanno raccontato i vicini di casa, non lontano da Palazzo Cavallo, sede del Comune di Arezzo.

Il suo maestro di karate, Enzo Bertocci, gli ha scritto una lettera su Facebook: «Caro Jacopo, ti ho cercato ieri sera lassù, fra una stella e l’altra. E ad un certo punto mi è sembrato di vederti: un puntino vestito di bianco, figuretta leggera e piena di energia. Ieri parlavo di te e mi è venuto in mente Peter Pan. Forse non te l’ho mai detto. Ma ci assomigli molto. E allora ho capito. Ho capito tutto: Hai raggiunto l’isola che non c’è. Quel meraviglioso luogo dove solo i bambini possono andare e dove a noi grandi è proibito entrare. Ti immagino felice, libero, libero di volare e di correre così come non hai potuto fare in questi due mesi. Ti immagino che fai vedere agli altri bambini le tue mosse migliori. So che non farai sfigurare il Maestro Enzo e il Maestro Roberto. So anche che ci verrai a trovare, volando leggero sulle nostre anime, regalandoci ancora qualche risata e molti sorrisi perché non sei tipo da lacrime. Buon viaggio, piccolo eterno fanciullo, buon viaggio Jacopo». continua aleggere

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