La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027
Tifosi – fotogramma/ipa
Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
Cos’era successo – L’episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.
Migliaia di manifestanti hanno provato a entrare nello stadio prima della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, la polizia ha risposto con gas lacrimogeni
Erano attesi. Ci sono stati. Le manifestazioni di insegnanti, le proteste dei cittadini e delle mamme dei desaparecidos sono arrivate fino allo stadio Azteca dove erano schierati migliaia di poliziotti. Prima dell’inizio di Messico-Sudafrica, gara inaugurale dei Mondiali, sono iniziati gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. I manifestanti hanno provato a superare i cordoni di sicurezza e fare irruzione all’interno dell’impianto. Ma i poliziotti in tenuta antisommossa li hanno fermati.
(reuters)
Le migliaia di persone che protestavano hanno risposto, lanciato razzi e pietre contro la polizia e distrutto un camion parcheggiato vicino allo stadio. La polizia per respingere il tentativo di invasione ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i gruppi più numerosi.
Un 45enne juventino ricoverato con trauma cranico dopo gli scontri tra ultras fuori dallo stadio
Un tifoso juventino di 45 anni è ricoverato in codice rosso dopo gli scontri tra ultras avvenuti nel pomeriggio prima delderby Torino-Juventus. L’uomo, secondo le prime informazioni, avrebbe riportato un trauma cranico ed è stato trasportato dai sanitari del 118 prima all’ospedale Mauriziano e poi al Cto di Torino. Le sue condizioni sono critiche, lo stanno operando.
Sulla dinamica del ferimento restano ancora molti dubbi. Non è chiaro infatti se il tifoso sia stato colpito da una pietrao una bottiglia lanciata nel caos degli scontri, forse addirittura dagli stessi tifosi juventini coinvolti nei disordini. Gli accertamenti sono ancora in corso. Il trauma è compatibile con oggetto contundente.
L’episodio ha avuto conseguenze immediate anche sul regolare svolgimento della serata di Serie A. Mentre le altre quattro partite in programma sono iniziate con sette minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, il derby della Mole, dopo una sospensione, è iniziato con un’ora di ritardo e lo stadio molto teso. Oltre 2000 supporter bianconeri hanno lasciato lo stadio.
La dinamica degli scontro fuori allo stadio Grande Torino – Secondo quanto ricostruito, gli incidenti sarebbero scoppiati nel tardo pomeriggio quando i cortei delle tifoserie organizzate di Torino e Juventus sono arrivati quasi contemporaneamente nei pressi dello stadio. Le forze dell’ordine sono intervenute per impedire il contatto diretto tra i gruppi ultras. Durante i momenti di tensione sarebbero stati lanciati oggetti contro la polizia, che ha risposto utilizzando lacrimogeni per disperdere i tifosi.
La reazione di tifosi bianconeri: “Non giocate” – La notizia del ferimento del supporter bianconero si è diffusa rapidamente all’interno dello stadio. Gran parte dei tifosi juventini ha lasciato il settore ospiti per spostarsi nell’antistadio, mentre dalla curva sono partiti cori per chiedere la sospensione della partita. “Non giocate”, il messaggio rivolto alla squadra. Anche i giocatori della Juventus si sono avvicinati alla curva per parlare con i tifosi.Dopo una trattativa con la questura il derby è cominciato con un’ora di ritardo. Per il questore non c’erano motivi di ordine pubblico per sospendere l’incontro.
L’abbandono dello stadio – Quando i giocatori sono scesi in campo per il riscaldamento, i tifosi della Juventus, oltre 2000, hanno lasciato la curca maratona.
I bianconeri affrontano il Torino nell’ultima giornata di Serie A
Il colloquio con i tifosi – Afp
Torino-Juventus comincia alle 21.45.Oggi, domenica 24 maggio, i bianconeri affrontano i granata nel derby della Mole dell’ultima giornata, sperando in risultati favorevoli dagli altri campi che potrebbero regalare la (difficile) qualificazione in Champions League, ma la partita non è ancora iniziata a causa di disordini che dall’esterno dello stadio sono arrivati a ritardare il fischio d’inizio della sfida tra rischio invasione di campo e l’ipotesi, ora sventata, di un rinvio della partita.
Il prepartita però è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un uomo che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso. Dopo l’avvenuto alcuni ultras juventino avrebbero lasciato il settore ospiti per chiedere alla squadra di non giocare la partita.
Quando i giocatori si sono avvicinati ai propri tifosi per salutare e caricarsi, gli ultras avrebbero infatti parlato in particolare con il capitano Locatelli chiedendo di non scendere in campo. Una richiesta però rimasta inascoltata, con i calciatori che hanno ripreso il riscaldamento. Proprio dell’avvenuto ha parlato il dirigente bianconero Damien Comolli: “Non è stato un confronto tra i tifosi e Locatelli, il problema è che c’è un nostro tifoso in ospedale che sta male e i nostri tifosi non sono contenti“, ha detto a SkySport, “gli sta dicendo di non giocare la partita. Partita a rischio? No, no. Dopo la partita io andrò in ospedale a parlare con il tifoso”.
I bianconeri vanno a caccia delle ultime chance di qualificazione alla prossima Champions League, mentre i granata cercano di migliorare il rendimento della passata stagione e chiudere con un risultato di prestigio
La posizione dei tifosi allo stadio – I tifosi del Torino hanno rimosso gli striscioni e sono in silenzio. Quelli della Juve continuano a fare cori per chiedere di sospendere la partita.
Gara al momento sospesa – Dopo aver parlato con Locatelli e con la squadra, gli ultras della Juve continuano a intonare cori chiedendo di sospendere la partita. Al momento le squadre sono negli spogliatoi.
Tensione pre-partita – Nel pre-partita sono avvenuti degli scontri fra tifosi all’esterno dello stadio. La polizia ha arrestato 8 tifosi della Juve, che sono entrati a contatto con quelli del Torino. Ci sono feriti, uno grave ma non in pericolo di vita. Per quest’ultimo motivo i tifosi bianconeri durante il riscaldamento hanno chiesto alla squadra di non giocare.
La decisione della Prefettura di Roma incide su 5 partite di campionato. ma dall’ad De Siervo parole chiare: “Lo spostamento? Non credo proprio”
La lotta per la Champions slitta. Le partite delle squadre coinvolte nella lotta per i primi 4 posti si giocheranno non più alle 12.30 di domenica ma lunedì alle 20.45. Tutto è dipeso dallo spostamento per motivi di ordine pubblico del derby Roma-Lazio. Ma visto che i giallorossi sono impegnati nella lotta Champions e il regolamento impone la contemporaneità delle partite delle squadre che si contendono lo stesso traguardo, la decisione ha effetto anche su Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma.
Lotta Champions, 5 partite slittano a lunedì alle 20.45 – La decisione è stata presa dalla Prefettura di Roma. “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma – Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45”, recita la nota. Una scelta che contraddice dopo appena un anno l’orientamento annunciato un anno fa. Quando, dopo gli scontri dell’aprile 2025, il Viminale impose lo stop definitivo ai derby di Roma in orario serale.
La Lega non ci sta e annuncia il ricorso al Tar – La Lega Serie A ricorrerà al Tar del Lazio contro la decisione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di posticipare a lunedì 18 maggio alle ore 20.45 per motivi di ordine pubblico vista la concomitanza con gli Internazionali Bnl d’Italia. Lo apprende LaPresse da fonti della Lega A.
“Derby di Roma ormai è deciso che si gioca lunedì? Non credo proprio“. Così l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha risposto all’Agi. “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità“,
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e…
I tifosi rossoneri scaldano il clima con bandiere e fumogeni
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e in primis Giorgio Furlani. La petizione lanciata su change.org che chiede le dimissioni dell’ad ha abbondantemente superato le 45mila firme verificate: “La sua gestione rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo ed è rigidamente orientata a logiche finanziarie“. Ieri, davanti alla sede rossonera, sono comparsi i primi striscioni: “Prigionieri di un ambiente malato, per favore andate via, il Milan siamo noi tifosi“. Poi, i “punti chiave del Milanismo: mentalità internazionale, stile ed eleganza, senso di appartenenza, competitività“.
Messaggi non firmati e dunque non appartenenti alla tifoseria organizzata che si ritroverà alle 18 in piazza Axum: “Contro ogni censura, sempre e solo per il nostro Milan“. Attesi altri striscioni che potrebbero essere esposti anche fuori dallo stadio. Attesi cori contro la società.La squadra, almeno all’inizio, non dovrebbe essere coinvolta: a Reggio Emilia i fischi che avevano indotto Maignan e compagni a fare dietro-front, mentre si stavano dirigendo verso il settore ospiti, erano arrivati soltanto a fine partita.
Alla seduta, andata in scena nella giornata odierna, ha partecipato anche il presidente del club nerazzurro, Giuseppe Marotta.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
La consegna dello scudetto all’Inter e il concertone di Radio Italia in piazza Duomo sono alcuni degli appuntamenti in programma a Milano, oggi al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.
Nel corso della seduta, il Comitato ha esaminato le misure di sicurezza connesse all’edizione 2026 di Tuttofood, in programma dall’11 al 14 maggio a Fiera Milano Rho. Al riguardo, è stata condivisa l’adozione di un provvedimento prefettizio volto all’istituzione di una zona a vigilanza rafforzata nelle aree limitrofe al quartiere fieristico per tutto lo svolgimento della manifestazione.
Successivamente, il Comitato ha esaminato le misure organizzative e di sicurezza relative ai festeggiamenti previsti il prossimo 17 maggio in occasione della consegna dello Scudetto all’Inter. Alla seduta – in cui sono stati definiti specifici servizi di ordine pubblico e di controllo del territorio, con il coinvolgimento coordinato di Polizia, Locale e altri enti competenti, finalizzati ad assicurare il regolare svolgimento delle celebrazioni, la tutela dell’incolumità pubblica e la gestione dei flussi di persone nelle aree interessate – ha partecipato anche il Presidente del club, Giuseppe Marotta.
Il Comitato ha inoltre affrontato le misure di sicurezza relative a “Radio Italia Live – Il Concerto”, in programma il prossimo 15 maggio in Piazza Duomo, per il quale è stato definito un articolato dispositivo di ordine e sicurezza pubblica, fondato sulla collaborazione tra Polizia, Polizia Locale e gli altri enti coinvolti.
Urla, insulti, pugni che volano. Scene di pura follia, domenica 26 aprile 2026, al «Don Mosso» di Venaria Reale al termine della partita fra le Cervotte e il Torino Under 17 femminile, conclusa con il punteggio di 4-3 in favore delle granata.
Urla, insulti, pugni che volano. Scene di pura follia, domenica 26 aprile 2026, al «Don Mosso» di Venaria Reale al termine della partita fra le Cervotte e il Torino Under 17 femminile, conclusa con il punteggio di 4-3 in favore delle granata.
Una partita decisa da un calcio di rigore, con annessa espulsione, fischiato dalla direttrice di gara – di Volpiano – proprio negli ultimi istanti di gioco. Una decisione che ha fatto imbufalire i genitori delle padrone di casa, a tal punto da far scatenare un parapiglia.
Così come raccontato da alcuni testimoni, al triplice fischio diversi supporter del Venaria non avrebbero trovato niente altro di meglio da fare che scagliarsi contro le recinzioni del campo rivolgendo pesanti insulti all’arbitra.
Secondo quanto ricostruito, alcuni tifosi avrebbero anche cercato di scavalcare per entrare sul terreno di gioco, per fortuna senza riuscirci. Inutili tutti i tentativi di riportate la calma delle giocatrici della squadra del Venaria, che con un comportamento sportivamente impeccabile non solo hanno limitato le proteste in campo, ma hanno anche cercato, senza risultato, di contenere la rabbia dei supporter.
Il peggio, tuttavia, è avvenuto sulle tribune, mentre la 16enne giacchetta nera veniva accompagnata e scortata per sicurezza da un dirigente del Venaria negli spogliatoi. Alcuni soggetti, infatti, hanno aggredito verbalmente i familiari della direttrice di gara: il padre, la madre e il fratellino piccolo che erano allo stadio per assistere alla partita. Si sono vissuti momenti di forte tensione.
La mamma dell’arbitra sarebbe stata spintonata e insultata pesantemente. Il padre, intervenuto per difendere la moglie e il figlio, sarebbe stato colpito con un pugno, rimanendo ferito al labbro inferiore. Sono stati loro, dopo l’aggressione, a chiamare i carabinieri anche se per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente hanno abbandonato il centro sportivo prima del loro arrivo.
Toccherà ora al giudice sportivo visionare attentamente il referto stilato dalla direttrice di gara, che fa parte della sezione di Chivasso, e prendere gli opportuni provvedimenti in modo da fare definitiva chiarezza su quanto successo a Venaria.
Non si è fatto attendere il commento e la presa di posizione di Giovanni Pasquale, presidente del Venaria Calcio:
«In merito all’episodio avvenuto presso il nostro impianto sportivo, desidero a nome mio e del direttivo dell’Asd Venaria Reale esprimere la più ferma condanna per ogni forma di violenza, verbale o fisica, che non ha alcun posto nello sport. Siamo profondamente rammaricati per quanto accaduto e desideriamo esprimere la nostra solidarietà all’arbitro e alla sua famiglia, che sono stati coinvolti in un episodio grave e inaccettabile. La nostra società si fonda su valori di rispetto, educazione e correttezza, che devono essere condivisi da atleti, tecnici, dirigenti e famiglie. Quanto accaduto rappresenta una violazione di questi principi e non può essere in alcun modo giustificato. Abbiamo già preso provvedimenti nei confronti di chi in prima persona si è reso protagonista di questo episodio e puntiamo con l’inizio della nuova stagione a sensibilizzare atleti e famiglie affinché non si verifichino più episodi simili, tutelando così la sicurezza e la serenità di tutti coloro che frequentano la nostra struttura. Lo sport deve rimanere un luogo di crescita, rispetto e condivisione, soprattutto per i più giovani».
“Ancora una volta soli contro tutti“. Si conclude così il messaggio pubblicato sui propri canali social dal Secondo Anello Verde, il tifo organizzato nerazzurro. In vista di domenica, quando l’Inter giocherà a Firenze senza il supporto dei propri tifosi a causa delle decisioni del Viminale dopo il petardo di Cremona (ultima partita delle tre vietate in trasferta), la ‘chiamata alle armi‘ è in programma domani alle 15.30 alla stazione di Rho-Fiera, da dove la squadra partirà alla volta della Toscana.
L’obiettivo è trasmettere il proprio supporto alla squadra, non potendolo fare allo stadio Franchi.
Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Con le quattro ordinanze depositate oggi (n. 1064 1065, 1066, 1067) il Tar del Lazio (Sezione Prima Ter)ha respinto le domande cautelari presentate dalle Associazioni dei tifosi della Roma (due ricorsi), della Fiorentina e del Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno con i quali è stato sancito il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica.
I decreti erano stati adottati dal Ministero a seguito degli scontri fra opposte tifoserie lungo tratti autostradali per il raggiungimento degli impianti sportivi dove si sarebbero tenute le partite di calcio nelle quali erano impegnate le relative squadre. Ildecreto che riguardava la tifoseria della Lazio non è stato impugnato.
Quello che riguarda la Roma (il n.1066) è stato accolto limitatamente al divieto di trasferta per i residenti in province della regione Lazio diverse da Roma.
A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sulle intimidazioni arrivate all’indomani della gara. Pm di Roma aprirà un fascicolo. L’ex fischietto De Santis: “Gli sono vicino, arbitri sono esseri umani e sbagliano”
Inter-Juve, l’arbitro La Penna e il cartellino rosso a Kalulu – Fotogramma /Ipa
Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso.
Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine.
La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ‘‘Ti sparo”, ‘‘ti ammazzo”, ”ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne ‘fischietto’ romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia.
Minacce dopo il ‘caso Bastoni’ – Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell’arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia.
L’ex arbitro De Santis: “Gli sono vicino” – “Le minacce all’arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia“. Così all’Adnkronos l’ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. “Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c’è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno“, aggiunge De Santis che chiama poi in causa l’utilizzo del Var. “Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l’arbitro“.
Il responsabile dell’accaduto contro la Cremonese è un «cane sciolto»: si è ferito ed è stato aggredito dagli altri tifosi. Una voltadimesso si procederà all’arresto
Emil Audero
Il secondo tempo è iniziato da 3’12’’. E per scaldarti vuoi non lanciare un petardo contro il portiere avversario?Dalla curva dell’Inter un ultrà non ci pensa troppo e il lancio del classico «bombone» sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero,portiere della Cremonese, che cade a terra, stordito dal botto violento a un passo da lui. Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno (con cui si scuseranno) e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia e «dialogando» coi tifosi. Sotto la curva arriva anche Chivu, che pare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi, che poco prima avevano esposto uno striscione che sembra una protesta contro Oaktree, proprietaria dell’Inter: «Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco».
Se però questo è il modo, non si va lontano. Il regolamento di conti in curva comunque va in scena subito, perché il responsabile, un cane sciolto, pasticcia con un altro petardo che gli esplode in mano, perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) viene aggredito dai suoi compagni di tifo.
«Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dice il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa». L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.
Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. «C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — raccontaAlessandro Bastoni— . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere». Non a caso nel finale l’Inter non è andata a salutare i propri tifosi dopo la vittoria: «È stata una scelta — spiega Bastoni — perché certe cose non devono esistere nel mondo in generale. C’è già tanta violenza in giro ogni giorno e noi vogliamo trasmettere un agonismo sano».
Vicino Frosinone, con mazze e bastoni lungo la carreggiata
Scontri all’alba sull’autostrada A1 tra un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno della della Lazio di rientro da Lecce.
Secondo quanto si apprende, sono entrati in contatto lungo la carreggiata nord che è stata bloccata per alcuni minuti.
Sul posto la polizia e la polizia stradale. – I partecipanti, di cui molti a volto coperto, si sono fronteggiati con mazze e bastoni. Da una prima ricostruzione, gli ultras sono scesi da auto e minivan e si sono scontrati lungo la carreggiata tra Ceprano e Frosinone. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione della presenza di più persone con il volto coperto, armate di bastoni, che si stavano affrontando direttamente sulla carreggiata autostradale, che è rimasta chiusa per alcuni minuti. Poi i due gruppi sono risaliti nei veicoli e si sono allontanati.Ottanta tifosi laziali sono stati intercettati all’alba dalla polizia al casello di Monte Porzio Catone, dopo gli scontri avvenuti sull’A1 con ultras del Napoli. Una volta bloccati sono stati compiutamente identificati anche con il supporto della polizia scientifica. Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera autostradale, alla vista degli agenti, sono stati buttati lungo il ciglio della strada oggetti atti ad offendere e coltelli da cucina. Tutto il materiale è stato sequestrato.
È accaduto alla partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di Novese e Acqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria
Botte, insulti, addirittura un calcio in pancia a un ragazzino di 15 anni: è finita con una maxi rissa (in campo e fuori) la partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di NoveseeAcqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria.
A denunciare tutto nelle scorse ore, con una nota, è l’Asd Novese calcio dopo la vittoria per 2-0: «Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome». Un episodio che ricorda da vicino quanto successo ad agosto in provincia di Torino, quando scoppiò una rissa simile fra calciatori 14enni, il papà di un calciatore entrò in campo e colpì il portiere avversario, facendolo finire in ospedale con un trauma cranico e una frattura al malleolo. Seguirono un caso mediatico, squalifiche e Daspoper i protagonisti, sia giocatori sia adulti (compreso il ragazzino colpito, immortalato in un filmato come primo a dare il via alla rissa).
La Novese prosegue accogliendo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma aggiunge: «Condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili».
La società ora chiede un intervento della Federazione almeno per quanto accaduto sul campo di gioco: «Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive. I nostri ragazzi sono il futuro, si vergogni chi non è in grado di proteggerli».
L’altra società coinvolta risponde con un’altra nota che non cerca scuse: «L’Acqui F.C. intende esprimere massima solidarietà alla Novese in merito al deprecabile episodio accaduto al termine della gara che ha viste impegnate le nostre squadre U16. Il nostro impegno quotidiano consiste soprattutto nel promuovere e trasmettere valori che sono ben più importanti dei meri risultati sportivi. Riteniamo che episodi come quello accaduto, nulla abbiano a che fare con la dedizione e l’impegno che tutti noi mettiamo in campo, con passione, sacrifici e grande volontà».
La colpa, secondo l’Acqui, è da cercare altrove: «Tante società sono “ostaggio” di qualche spettatore, che ciclicamente con i propri comportamenti, oltre a rovinare una giornata di sport, tende a ledere anche l’immagine della società che in quel momento ospita una gara. Non ci esimiamo assolutamente dalle nostre responsabilità quando deprecabili comportamenti vedono protagonisti nostri tesserati. È molto più complicato farlo nei confronti di persone che non ricoprono in nessun modo ruoli all’interno della società ma che purtroppo, per la famosa “responsabilità oggettiva”, vengono a noi accostati».
Un tifoso dell’FC Sion è deceduto due giorni dopo essere precipitato dalla gradinata nord dello stadio del capoluogo vallesano nel corso della partita di mercoledì scorso contro il Winterthur. Lo riferisce oggi una nota della polizia cantonale
Keystone-SDA
L’uomo, un 36enne svizzero, è caduto per ragioni al momento ignote nel vano delle scale ovest attorno alle 21.45, con l’incontro in pieno svolgimento.
L’organizzazione cantonale di soccorso ha prestato le prime cure sul posto. Il malcapitato è quindi stato trasportato all’Ospedale di Sion, dove è spirato venerdì.
I primi elementi dell’indagine permettono di escludere l’intervento di terzi. Per stabilire le esatte circostanze dei fatti il ministero pubblico del Vallese centrale ha aperto un’inchiesta
Contestazioni dei tifosi nei confronti della società e partita ferma per una decina di minuti per lancio di fumogeni
Trapani – Con le reti di Kirwan al 6′, Salines al 45+5′, di Canotto al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ il Trapani di Aronica sbanca il provinciale, annienta il Sorrento e si tiene la posta intera. Trapani-Sorrento si chiude con un sonoro 4-0 per i granata.
La partita è stata sospeda dall’arbitro al 18′ sul risultato di 1-0 in favore dei granata, per alcuni fumogeni che sono stati lanciati in campo dai tifosi di casa. Gli stessi hanno anche esposto uno striscione di contestazione nei confronti del presidente con su scritto “Antonini vattene“, lo stesso è stato fischiato e oggetto di cori anche nel corso del minuto di silenzio in memoria del presidente della Fiorentina Commisso.
La pratita è ripresa alle 15 dopo otto minuti circa di sospensione e dopo che sono stati completamente tolti i fumogeni in campo.
Il resto della partita è ormai storia, con i gol di Salines al 45+5′, di Canotto nella ripresa al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ che ha chiuso definitivamente i giochi.
Dopo il triplice fischio i tifosi hanno applaudito lungamente i giocatori per come hanno combattuto e vinto. Poi il confronto diretto sotto la curva con i tifosi. Questi ultimi hanno ancora una volta applaudito i giocatori per avere saputo “onorare la maglia granata” e non sono mancati ancora i cori contro Antonini.
A suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia. Alcuni di loro identificati dagli agenti intervenuti
Fermo immagine da un video di èTv
BOLOGNA –Scontri in A1 nel Bolognese a suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia hanno visto coinvolti circa 200 tifosi fra sostenitori della Fiorentina, in arrivo al Dall’Ara per il derby dell’Appennino con il Bologna, e tifosi della Roma, diretti a Torino. I due gruppi si sono scontrati fra l’area Cantagalloe il casello di Casalecchio.
I due gruppi si sono scontrati all’altezza del km 195, sulla corsia di emergenza. Sono intervenute la polizia stradale e la Digos: diversi ultras sono riusciti a dileguarsi, mentre alcuni tifosi della Roma sono stati identificati dagli agenti presso l’area di servizio Secchia, e lo stesso per alcuni sostenitori della Fiorentina prima della gara iniziata alle 15 a Bologna. Non sono stati rinvenuti coltelli. Nella zona dove si sono verificati gli scontri sono state rinvenute alcune tracce di sangue ma non risulta l’intervento di ambulanze.
Il fatto è accaduto nella frazione de Il Matto in un edificio a due piani, si cercano eventuali dispersi. Una paziente ustionata trasferita a Foligno
Un’esplosione nel tardo pomeriggio è avvenuta in una palazzina a due piani a Il Matto, frazione di Arezzo. C’è stato un crollo parziale della struttura, fanno sapere i vigili del fuoco.
Immediato l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti i pompieri, sanitari del 118, forze dell’ordine. Scattato il piano delle grandi emergenze. Le strade di accesso alla zona sono state temporaneamente chiuse per le operazioni di soccorso. Ci sono tre feriti. Uno è in codice verde, quindi non grave, l’altro in giallo e infine una donna di 80 anni è in codice rosso per le ustioni. E’ stata portata a Foligno con l’elisoccorso.
Continuano le ricerche – I pompieri sono al lavoro per verificare se ci sono altre persone sotto le macerie: per l’esplosione si è verificato un parziale crollo oltre a un incendio, spento dai vigili del fuoco. La deflagrazione è stata udita intorno alle 17.22. Per coordinare le operazioni di soccorso è stato attivato il gruppo maxiemergenze 118 Arezzo, con l’impiego di elisoccorso Pegaso 2, automedica, ambulanze infermierizzate della Misericordia di Castiglion Fiorentino, Croce Rossa e Croce Bianca di Arezzo. I vigili del fuoco stanno proseguendo le ricerche tra le macerie per verificare l’eventuale presenza di altre persone coinvolte, anche con l’ausilio di unità cinofile, ma al momento non risulterebbero altri dispersi.
L’allarme nell’archivio diagnostica ha coinvolto anche gli spazi dove si stavano effettuando esami e visite
Un incendio si è sviluppato intorno alle 10 di questa mattina nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano.
Le fiamme hanno avvolto nel giro di pochi minuti parte dell’Archivio Diagnostica interessando anche gli spazi dove in quel momento i sanitari stavano effettuando esami e visite a decine di pazienti.
Nessuno è rimasto ferito o intossicatograzie all’immediato intervento del personale interno e dei vigili del fuoco. I pazienti sono stati tutti evacuati e i trenta vigili del fuoco intervenuti sul posto stanno provvedendo alle operazioni di bonifica.
I pullman dei rossoblù sono passati davanti a un punto di ritrovo dei supporter locali: alcuni sono scesi e hanno ingaggiato i tafferugli, subito sedati dalle forze dell’ordine
I pullman dei tifosi del Bologna fermi davanti a un punto di ritrovo degli ultras del Como: sono volate bottigliate
Intorno alla 12,30 un paio di pullman di tifosi rossoblù (non è chiaro se deliberatamente o se per aver imboccato l’uscita sbagliata dell’autostrada) sono transitati davanti uno dei punti di ritrovo di sostenitori locali, un bar-pizzeria in viale Fratelli Rosselli a quell’ora già pieno di tifosi del Como.
Dopo qualche sfottò dei comaschi ai bolognesi dai pullman rossoblù sono scesi alcuni tifosi che sono venuti a contatto con i sostenitori locali.
Negli scontri, subito sedati dalle forze dell’ordine, sono volate bottiglie. Dopo il parapiglia le vie d’accesso al Sinigaglia sono state temporaneamente chiuse e una mezzora dopo i due pullman sono ripartiti scortati dalle forze dell’ordine.
L’episodio cade dopo gli scontri di Udine del 22 novembre a fine gara tra tifosi rossoblù e agenti che aveva fatto scattare il divieto di trasferta a Roma con la Lazio e a Milano con l’Inter.
Messaggi orribili che saranno prontamente denunciati
Dopo il pareggio casalingo del Bari contro l’Avellino nell’ultima giornata di Serie B, alcuni tifosi della società pugliese si sono spinti decisamente oltre con i messaggi privati ai componenti della rosa di Vivarini. A denunciare il tutto è stato il club, ma anche Rachele Risaliti, moglie del centrocampista ex Fiorentina e Lazio Gaetano Castrovilli.
RISALITI PUBBLICA IL MESSAGGIO E ANNUNCIA AZIONI LEGALI – “Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano”. È il breve quanto terribile testo di un messaggio, inviato sul profilo Instagram di Risaliti, che ha denunciato tutto sempre a mezzo social: “Sempre più spesso si leggono commenti di questo spessore: uno schifo, una vergogna. Il calcio dovrebbe essere divertimento, nonostante tutto. Sono amareggiata e schifata, sappi che denunceremo”
Disordini iniziati intorno alle 16,30, intervento delle forze dell’ordine con lancio di lacrimogeni per disperdere le tifoserie
Una fase degli incidenti
Scontri, cariche e lanci di lacrimogeni lungo il torrente Bisagno, prima della partita fra Genoa e Inter. I tafferugli fuori dallo stadio Ferraris, nel quartiere Marassi, sono cominciati poco dopo le 16:30. Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, tutto sarebbe cominciato con un lancio di oggetti fra i tifosi del Genoa, che si trovavano in via Monnet, e quelli dell’Inter, radunati in uno spiazzo appena fuori dall’ingresso del settore ospiti.
Cariche delle forze dell’ordine, feriti tre agenti – La situazione è presto degenerata, con gruppi di tifosi che si rincorrevano fuori dallo stadio, mentre Polizia e Carabinieri lanciavano fumogeni per disperdere le tifoserie. Almeno un’auto è andata bruciata. Sul posto è stato necessario l’intervento di almeno due ambulanze, feriti lievemente tre agenti e alcuni tifosi.
Vigili del fuoco in azione – A prendere fuoco sono state una piccola automobile utilitaria, uno scooter e parte di un camion, parcheggiati a poca distanza dall’ingresso dello stadio. I vigili del fuoco hanno impiegato circa mezz’ora per spegnere completamente le fiamme.
Caos in Eccellenza A: tifosi Gladiator picchiati a Sant’Anastasia, luogo di violenza seriale. L’accusa alle autorità dopo i fatti sul Real Forio.
SANT’ ANASTASIA (NA)–Il calcio campano è nuovamente scosso da gravi episodi di violenza, questa volta nel cuore del campionato di Eccellenza, Girone A. La società Gladiator 1924 ha emesso un durissimo comunicato per denunciare una vile aggressione subita dai propri tifosi in occasione della trasferta a Sant’Anastasia.
Secondo il racconto del club, un gruppo di sostenitori del Gladiator è stato circondato e assalito da circa trenta individui, definiti dalla società come “delinquenti”, armati di spranghe e bastoni. L’attacco ha causato ferite ad alcuni tifosi, costretti a ricorrere alle cure mediche.
Sant’Anastasia, un luogo di violenza seriale – Il comunicato del Gladiator sottolinea un elemento di allarmante continuità: è il secondo anno consecutivo che lo stadio di Sant’Anastasia si rivela teatro di violenza contro la società di Santa Maria Capua Vetere.
L’anno scorso, l’episodio riguardò una “violenta e ingiustificata aggressione in danno di un nostro calciatore ad opera di persone riconducibili alla società ospitante.” La condanna della società è ancora più forte in quanto, tre settimane fa, stessa sorte è capitata ai tifosi del Real Forio, confermando un modus operandi e una pericolosità strutturale nell’impianto.
L’accusa formale di inerzia alle istituzioni – Il punto più critico del comunicato del Gladiator è rivolto alle autorità competenti. La società dichiara di aver inoltrato ripetuti inviti e allarmi proprio per prevenire il ripetersi di tali fatti, ma invano.
”Siamo altresì sconcertati perché nonostante le ripetute segnalazioni, le autorità non prendono i dovuti accorgimenti evitando così che tali fatti possano reiterarsi,” si legge nella nota.
Questa accusa di inerzia solleva gravi interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico in un campionato, l’Eccellenza, che dovrebbe rappresentare il massimo livello dilettantistico regionale. Nonostante i chiari precedenti noti, sembra che le misure preventive siano state insufficienti a tutelare l’incolumità dei tifosi in trasferta.
Condanna e richiesta di provvedimenti – La società Gladiator esprime “profondo rammarico e amarezza” e condanna fermamente “tali episodi che non appartengono al mondo dello sport”.
Dopo due anni di aggressioni subite in quello che la società definisce un “luogo dove la violenza è di casa”, l’unica speranza è che la gravità e la serialità dei fatti portino finalmente la Federazione, gli organismi di giustizia sportiva e le Forze dell’Ordine a prendere provvedimenti immediati e risolutivi. Tali misure dovrebbero mirare non solo all’identificazione e alla punizione dei “delinquenti”, ma anche a garantire la sicurezza degli stadi e la regolarità delle competizioni nel Girone A di Eccellenza.
La violenza nel calcio dilettantistico campano è una ferita aperta che, senza interventi decisi, rischia di allontanare sempre più i veri appassionati dagli spalti.
Il commento di Farina – Vittoria pesantissima del Gladiator a Sant’Anastasia contro una squadra che era quarta in classifica perdendo una sola volta. Prova di forza de nerazzurri che tornano così a casa con tre punti fondamentali nella ricorsa alla vetta. Mister Farina commenta così lo 0-3: “Una partita giocata bene dai ragazzi e devo ringraziarli perché hanno dato il massimo. Abbiamo avuto tantissime occasioni da gol correndo pochissimi pericoli. Non dimentichiamoci che andavamo ad affrontare un avversario che aveva perso una sola volta in 16 gare. I ragazzi hanno fatto una grande impresa”. Con l’arrivo del tecnico i nerazzurri hanno cambiato completamente passo: “In quasi 50 giorni abbiamo lavorato tanto. Il merito è dei ragazzi, della società perché mi hanno messo a disposizione i rinforzi e un grande bomber come Malafronte che ha subito segnato. Completeremo ancora la rosa perché vogliamo giocarci le nostre chance fino alla fine. A tal proposito da lunedì testa alla Puteolana perché sarà un altro duro ostacolo. Servirà grande attenzione e concentrazione, ma se li affronteremo con questa mentalità sono certo che riusciremo a portare a casa un buon risultato. Infine vorrei dedicare la vittoria di oggi alla società, ai tifosi che sono stati vittima di un’assurda aggressione e permettetemi anche al mio amico Antonello Schwich che da ieri non è più con noi”.
Momenti di tensione in Valenciennes-Sochaux quando poco prima del 90′ i tifosi di casa hanno provato l’invasione sul terreno di gioco per protestare contro i propri giocatori. Di fronte alla rabbia ultrà non è servito a nulla il cordone di protezione degli steward: gara sospesa
Ancora scene di tensione nel calcio francese, in una settimana caratterizzata da diversi tafferugli che hanno coinvolto soprattutto in Ligue 2, teatro di nuove intemperanze durante la partita tra Valenciennes e Sochaux allo Stade du Hainaut, valida per la 14a giornata, interrotta nei minuti di recupero dall’arbitro Benjamin Lepaysant: i tifosi di casa hanno più volte provato a invadere il terreno di gioco, iniziando una serie di corpo a corpo con gli steward.
Nonostante l’intervento dello speaker dello stadio, non c’è stato nulla da fare: i tifosi hanno continuato a protestare fino a provocare alcuni scontri con gli steward che hanno provato ad arginare a bordocampo la rabbia degli ultrà. Alla fine non c’è stata altra scelta di fermare tutto anche se mancavano solamente alcuni secondi prima del fischio finale, malgrado lo stesso direttore generale delValenciennes, Yoann Godin, ha provato a fare da intermediario.
Cos’è successo al 90′ di Valenciennes-Sochaux: il tentativo di invasione, gara sospesa – Mentre la loro squadra era in svantaggio per 1-0 contro il Sochaux, i tifosi del Valenciennes hanno lasciato i loro posti per andare a esprimere la loro rabbia a bordo campo iniziando a insultare i propri giocatori, con il visibile intento di provare a invadere il terreno di gioco. L’arbitro del match ha così improvvisamente interrotto il gioco, portandosi a ridosso delle due panchine, confrontandosi con i dirigenti e parlando con i responsabili della Lega. Dopo un veloce conciliabolo, con il tentativo di far calmare gli animi anche attraverso comunicati dello speaker, si è deciso di fermare tutto per salvaguardare la sicurezza dei giocatori.
Il terreno di gioco vuoto, con i tifosi a bordo campo che si scontrano con il cordone degli steward
Cosa accade dopo l’interruzione: possibile vittoria a tavolino del Sochaux -Dopo la lunga interruzione, i giocatori del Sochaux sono comunque usciti di nuovo dal tunnel per applaudire, da lontano, i propri sostenitori giunti in zona e adesso potrebbero aggiudicarsi una vittoria per 3-0 a tavolino. Un colpo pesante per il Valenciennes: ha vinto solo una delle ultime otto partite e si trova al 13° posto in classifica, piena z ona retrocessione.
L’arbitra della partita Moncalieri Women-Pro Palazzolo, valida per la Coppa Italia di Serie C femminile, ha ricevuto un insulto sessista dagli spalti: “Vai a lavare i piatti”. Il pubblico insorge e prende le distanze dall’uomo che ha pronunciato quella frase.
“Ascolta, ascolta bene: vai a casa a lavare i piatti”. È l’insulto sessista rivolto all’arbitra e ascoltato durante la partita tra Moncalieri Women-Pro Palazzolo, valida per la Coppa Italia di Serie C femminile e finita 4-3 per le torinesi. Una persona presente sugli spalti a vedere la partita decide di urlare questa frase ad Arianna Quadro, 26 anni, della sezione Aia di Pinerolo. La giovane direttrice di gara ha reagito chiaramente in modo molto professionale facendo finta di nulla ma dagli spalti le altre persone presente non sono di certo rimaste in silenzio.
“Nooo, nooo“ di dissenso e pure una voce che invitava il direttore di gara ad ascoltare e prendere nota dell’accaduto. Qualcuno sarcasticamente si rivolge all’uomo autore di quell’urlo: “Complimenti eh“. Tutto questo è accaduto al 28esimo del primo tempo, dopo il gol dell’1-1 del Moncalieri, e la frase è arrivata da parte di un sostenitore della formazione bresciana evidentemente contrariato dalla decisione presa dall’arbitra della partita. Il video, riportato da ‘Piemontesport’, mostra quei momenti e la reazione del pubblico presente che insorge contro il responsabile.
Si tratta chiaramente di un episodio riconducibile alla responsabilità si una singola persona e non alla società Pro Palazzolo, che invece dalla voce e dal dissenso dei suoi stessi sostenitori ha prontamente preso le distanze e condannato il comportamento del tifoso attraverso un comunicato ufficiale: “Ci dissociamo totalmente da quanto accaduto“. Anche il Moncalieri Women successivamente attraverso una nota apparsa sulle proprie pagine social ha espresso solidarietà nei confronti della stessa Arianna Quadro condanno fortemente quelle espressioni: “La società esprime solidarietà nei confronti dell’arbitra Arianna Quadro e condanna fermamente quanto accaduto sugli spalti“.
Il club poi prosegue: “Episodi come questo sono spiacevoli e vergognosi, poiché minano l’impegno delle società sportive nel processo di valorizzazione dello sport al femminile – si legge -. Il linguaggio sessista non può trovare spazio su un campo da calcio, né in qualsiasi altro sport. A seguito dell’accaduto, entrambe le tifoserie hanno preso le distanze e hanno redarguito l’interessato; un passo necessario per costruire un ambiente rispettoso, che ogni sport deve garantire“.
Il match di Eredivisie è stato caratterizzato dal comportamento sopra le righe dei tifosi dei lancieri
Fumogeni in Ajax-Groningen – Ipa/Fotogramma
Ajax-Groningen sospesa e rimandata per… fumogeni e fuochi d’artificio sugli spalti. La partita di Eredivisie andata in scena nella serata di domenica 30 novembre è stata interrotta al quinto minuto di gioco per l’accensione e il lancio, dalla curva dei lancieri, di fumogeni che hanno colorato di rosso il cielo della Amsterdam Arena.
Poi i tifosi hanno lanciato veri e propri fuochi d’artificio verso il terreno di gioco, costringendo l’arbitro a sospendere la partita dopo soli cinque minuti di gioco. Dopo quaranta minuti d’attesa il gioco è ripreso, ma il comportamento nuovamente sopra le righe dei tifosi dell’Ajax ha portato il direttore di gara a una nuova interruzione, questa volta definitiva del match, rinviato a data da destinarsi sul punteggio di 0-0.
Dopo la sesta sconfitta consecutiva 400 esagitati hanno atteso la squadra al centro di allenamento: i due giocatori hanno sporto denuncia, il club li ha messi a riposo
Li hanno aspettati al centro di allenamento, al rientro da Lorient, dove il Nizza, domenica sera, ha perso un’altra volta. Prima li hanno insultati e poi anche malmenati. A pagare la furia dei tifosi sono stati in particolare Jeremi Boga e Terem Moffi che hanno sporto denuncia e sono stati messi a riposo forzato dal club che condanna l’accaduto.
CRISI – Tutto è cominciato via social. Dopo il 3-1 incassato dal Nizza in Bretagna, i gruppi di ultrà si sono dati appuntamento al centro di allenamento, dove i giocatori dovevano recuperare le rispettive auto. Quando il pullman del club è arrivato sul posto, c’erano più di 400 tifosi ad attenderli. Secondo le prime ricostruzioni, sono volati insulti contro il d.s. Florian Maurice. È andata peggio per i due attaccanti, aggrediti fisicamente. Boga e Moffi hanno quindi deciso di sporgere denuncia e non saranno a disposizione rispettivamente fino a venerdì e domenica, su decisione della società. Il Nizza, già battuto giovedì in Europa League dal Porto di Farioli, è in piena crisi di risultati, con sei sconfitte consecutive registrate all’1 novembre in poi. Troppo per gli ultrà che volevano così scuotere la squadra, ma che hanno intonato cori di sostegno per l’erede di Fraioli, Franck Haise che giovedì si era detto disponibile a lasciare la panchina. Domenica, il Nizza, decimo con 17 punti, ospita l’Angers.
A far degenerare la situazione sarebbe stato il lancio di una bomba carta
Momenti di forte tensione nelle aree esterne dello stadio, dove una rissa tra tifosi ha creato panico tra le famiglie e le persone presenti nella zona del villaggio gastronomico. Secondo una prima ricostruzione, gli scontri sarebbero scoppiati tra gruppi appartenenti alla curva Nord e alla curva Sud.
A far degenerare la situazione sarebbe stato il lancio di una bomba carta che ha provocato un boato seguito da urla e fuggi fuggi generale. Subito dopo, i due gruppi avrebbero iniziato un fitto lancio di bottiglie, trasformando l’area in un teatro di caos e paura. Il parapiglia si sarebbe poi spostato verso viale Croce Rossa, dove la situazione è rimasta tesa per diversi minuti. Sul posto sono intervenute rapidamente le forze dell’ordine.
Al momento non si conosce il numero di eventuali feriti, mentre sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione le responsabilità e l’origine degli scontri.