Violenza tra tifoserie, 37 Daspo per ultrà di Crema, Pergolettese e Varese: scontri con cinture e bastoni
La Questura di Cremona ha emesso provvedimenti per un totale di 65 anni. Coinvolti anche i tofosi del Carpi. Gli scontri prima delle partire di Serie D e Lega Pro C del 4 e 10 ottobre
Due gruppi di sostenitori dei Red Devils in città per la partita di Champions League contro la squadra di Fabregas si sono fronteggiati nella centralissima piazza Volta: sono volati pugni e tavolini
I frame della scazzottata nel pub
Como –Si sono fronteggiati a tarda notte, nella centralissima piazza Volta di Como, discutendo per questioni al momento tutt’altro che chiare, e arrivando alle mani. La rissa è scoppiata questa notte a Como e ha coinvolto una decina di tifosi del Manchester United, giunti in città alcuni già da ieri per assistere alla partita di questa sera di Champions League.
Da un lato supporter più adulti, dall’altro un gruppo di giovani: alla fine l’ambulanza del 118 ha soccorso tre uomini di 43, 45 e 49 anni, tutti trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna con contusioni non gravi.
Durante lo scontro è volato qualche tavolino, ma non risulta che siano state utilizzate armi. Ora la Digos di Como, assieme ai colleghi giunti dall’Inghilterra assieme ai tifosi, sta identificando tutti i partecipanti.
Momenti di paura durante il match di Bundesliga tra Colonia e Borussia Monchengladbach dove, al gol di Said El Mala, alcuni tifosi bianconeri hanno provocato disordini nel settore ospiti, scontrandosi con i sostenitori di casa. Il vetro che separa le due tifoserie è stato sfondato, sono stati accesi petardi e fumogeni, e dal settore del Gladbach sono stati lanciati fuochi d’artificio verso la tribuna dei tifosi del Colonia. La polizia è intervenuta solo dopo diversi minuti.
Lingua originale: portoghese I tifosi del Borussia Mönchengladbach hanno rotto il vetro di separazione e sono stati a un passo dall’invadere il settore dei tifosi del Colonia al RheinEnergieStadion.
⚠️ Torcedores do Borussia Mönchengladbach quebraram o vidro de separação e ficaram muito perto de invadir o setor da torcida do Colônia no RheinEnergieStadion.
Dopo il secondo gol degli ospiti, l’aggressione alla postazione radio: Silvia Trillini di TVRS è finita in pronto soccorso
Silvia Trillini, giornalista ferita durante la radiocronaca
Grave episodio durante Giulianova-Ancona, partita del campionato di Serie D, girone F. In occasione del raddoppio della squadra dorica, alcuni tifosi locali hanno colpito con pugni la struttura della postazione radio in tribuna stampa,dove i colleghi stavano svolgendo il proprio lavoro. Una vetrata è caduta addosso alla giornalista anconetana Silvia Trillini di TVRS, ferendola alla testa. “Uno dei tifosi del Giulianova ha dato l’ennesimo cazzotto alla struttura in vetro della tribuna stampa che mi è caduto addosso, ferendomi alla testa. Ora sono al pronto soccorso di Giulianova, dove probabilmente dovranno mettermi dei punti”, ha raccontato la collega. Successivamente, la giornalista è stata sottoposta a una Tac, che non ha evidenziato problemi, ed è stata dimessa con alcuni giorni di prognosi.
Solidarietà – Anche la società biancorossa ha espresso vicinanza e solidarietà alla collega attraverso un comunicato stampa. Al termine dell’incontro, i soci del club si sono recati in ospedale per farle visita. Trillini era impegnata nel servizio insieme al collega Ferdinando Vicini. In tarda serata ha fatto ritorno nel capoluogo marchigiano. L’autore del gesto è stato identificato e allontanato dalle forze dell’ordine. Un grave episodio di violenza ai danni di una giornalista mentre svolgeva il proprio lavoro. La presenza dei sostenitori biancorossi, ai quali era stata vietata la trasferta, avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione di tensione. Per la cronaca, l’Ancona ha vinto 2-0 grazie alle reti di Gueye e Pecci.
Alessandro Cotta, della sezione Aia di Ercolano (Napoli), ha riportato una ferita alla tempia e nove giorni di prognosi. “Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò”, ha detto. I carabinieri stanno analizzando i video della sassaiola per identificare i responsabili
L’arbitro colpito con i giocatori intorno. Screenshot dal video della diretta web dell’incontro trasmessa da LaccoAmenotv
Alessandro Cotta, 19enne della sezione Aia di Ercolano (Napoli), è il giovane arbitro colpito alla testa da una pietra durante la partita tra Lacco Ameno e Real San Giovanni Frattaminore, valida per la prima giornata del campionato di calcio di prima categoria. A due giorni dall’episodio emergono nuovi particolari su quanto accaduto nel concitato finale della gara allo stadio Vincenzo Patalanosull’isola di Ischia. Adesso foto e filmati, compresi quelli realizzati dagli spettatori e le immagini delle televisioni, sono al vaglio degli investigatori per provare a identificare i responsabili dei lanci. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Ischia.
L’Aia è l’associazione italiana arbitri, la componente della Federazione italiana gioco calcio (Figc) che si occupa del reclutamento, della formazione e della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani.
Pietre e oggetti lanciati in campo – Il Real Frattaminore era avanti per 1-0 quando, nei minuti conclusivi dell’incontro, la tensione è salita. Dopo momenti concitati sul terreno di gioco sarebbero stati lanciati diversi oggetti e pietre verso il campo. Una di queste ha raggiunto l’arbitro Cotta alla testa. Nelle immagini diffuse nelle ore successive si vede il direttore di gara portarsi una mano al capo e tentare comunque di riportare la calma prima della definitiva interruzione dell’incontro. Il giovane arbitro si tiene il volto, mentre i giocatori gli si avvicinano per soccorrerlo.
Il giovane arbitro è stato poi medicato per la ferita alla tempia. Gli sono stati applicati punti di sutura e la prognosi indicata è di nove giorni. “Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò“, ha detto Alessandro Cottaintervistatodal Tgr Rai Campania.
I video per individuare i responsabili – Il lavoro degli investigatori si concentra adesso sui filmati disponibili per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare chi abbia materialmente lanciato le pietre. Già nelle ore immediatamente successive alla partita il Real San Giovanni Frattaminore aveva denunciato un“finale di gara macchiato dalla violenza“, spiegando che i propri tesserati erano stati costretti a lasciare il campo scortati dalle forze dell’ordine.
Durissima anche la presa di posizione del Lacco Ameno, che aveva definito il lancio della pietra “un atto inqualificabile e criminale“, annunciando la piena collaborazione con le forze dell’ordine per identificare i responsabili ed estrometterli dallo stadio. Sulla vicenda dovrà pronunciarsi anche il giudice sportivo. Le decisioni sono attese nei prossimi giorni.
I sostenitori del primo anello centrale della curva sud hanno scandito durante il raccoglimento i nomi di Scirea, Fortunato e Agnelli
La Curva Sud della Juventus non ha rispettato il minuto di silenzio deciso dalla Lega Serie A per ricordare Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano e dell’Inter, voltandosi di schiena e scandendo il nome dei propri calciatori e dirigenti scomparsi. Subito dopo l’annuncio da parte dello speaker dello stadio sul momento di raccoglimento, si è levato spontaneo un applauso da quasi tutti i presenti all’Allianz Stadium. Applauso a cui non ha preso parte il primo anello centrale, settore dei gruppi organizzati: una nutrita schiera di tifosi si è voltata mostrando la schiena al centro del campo, scandendo forte il nome di Gaetano Scirea, di Andrea Fortunato e, dopo il fischio dell’arbitro per decretare la fine del minuto, dell’Avvocato Gianni Agnelli, tre grandi juventini scomparsi.
Minuto di silenzio per Mazzola, la curva della Juve si gira di spalle e non rispetta il ricordo
La decisione degli ultras bianconeri prima della sfida contro l’Atalanta: durante il raccoglimento hanno scandito a gran voce i nomi di grandi juventini scomparsi
Il minuto di silenzio deciso dalla LegaSerie Aper ricordare Sandro Mazzola non è stato rispettato dalla curva della Juve. Questo il gesto degli ultras bianconeripoco prima del fischio d’inizio di Juve-Atalanta, match della 5ª giornata di campionato, per la quale la Lega ha voluto dedicare un momentoalla leggenda del calcio italiano e dell’Interprima di tutte le partite. Immagini che non sono passate inosservate sui social, scatenando sdegno e rabbia per quanto accaduto.
Gli ultras della Juve non hanno rispettato il minuto per Mazzola – Con le due squadre riunite al centro del campo per il minuto di silenzio, gli ultras bianconeri si sono voltati di spalleed hanno intonato a gran voce i nomi di grandi juventini scomparsi, ovvero di Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e dell’Avvocato Gianni Agnelli. Dopo il minuto è scattato l’applauso dello Stadium, a cui la curva non ha preso parte. Un momento speciale per ricordare una leggenda del nostro calcio è stato così “macchiato” da alcuni tifosi.
Sequestrati strumenti atti ad offendere e artifizi pirotecnici. Indagini in corso. Ultrà denunciati per rissa aggravata. Cinquanta in tutto quelli coinvolti
I fatti ricordano un altro turno di Coppa Italia, nell’agosto di due anni fa, con gli scontri all’esterno del Manuzzi di Cesena. Il teatro della nuova spedizione degli ultras del Padova – racconta la Questura – è stato il Parco Ardito DesioaUdine ovest. In cinquanta, compatti, armati di spranghe e incappucciati si sono incamminati verso il quartiere dei Rizzi. Hanno lanciato fumogeni e oggetti contundenti verso i tifosi ospiti, fino a quando non sono intervenute polizia e digos per separare i due blocchi ed evitare il peggio. Per dieci padovani è scattato il Daspo, che va dai tre anni agli otto per chi già aveva precedenti simili. La questura patavina sta collaborando con quella friulana per identificare le altre quaranta persone coinvolte. Anche a causa degli scontri il settore ospiti, con ben 800 tifosi biancoscudati, si è riempito soltanto a partita iniziata. Sul campo, un buon Padova, si è arreso 1-0 al gol di Keinan Davis.
La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027
Tifosi – fotogramma/ipa
Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
Cos’era successo – L’episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.
Migliaia di manifestanti hanno provato a entrare nello stadio prima della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, la polizia ha risposto con gas lacrimogeni
Erano attesi. Ci sono stati. Le manifestazioni di insegnanti, le proteste dei cittadini e delle mamme dei desaparecidos sono arrivate fino allo stadio Azteca dove erano schierati migliaia di poliziotti. Prima dell’inizio di Messico-Sudafrica, gara inaugurale dei Mondiali, sono iniziati gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. I manifestanti hanno provato a superare i cordoni di sicurezza e fare irruzione all’interno dell’impianto. Ma i poliziotti in tenuta antisommossa li hanno fermati.
(reuters)
Le migliaia di persone che protestavano hanno risposto, lanciato razzi e pietre contro la polizia e distrutto un camion parcheggiato vicino allo stadio. La polizia per respingere il tentativo di invasione ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i gruppi più numerosi.
Un 45enne juventino ricoverato con trauma cranico dopo gli scontri tra ultras fuori dallo stadio
Un tifoso juventino di 45 anni è ricoverato in codice rosso dopo gli scontri tra ultras avvenuti nel pomeriggio prima delderby Torino-Juventus. L’uomo, secondo le prime informazioni, avrebbe riportato un trauma cranico ed è stato trasportato dai sanitari del 118 prima all’ospedale Mauriziano e poi al Cto di Torino. Le sue condizioni sono critiche, lo stanno operando.
Sulla dinamica del ferimento restano ancora molti dubbi. Non è chiaro infatti se il tifoso sia stato colpito da una pietrao una bottiglia lanciata nel caos degli scontri, forse addirittura dagli stessi tifosi juventini coinvolti nei disordini. Gli accertamenti sono ancora in corso. Il trauma è compatibile con oggetto contundente.
L’episodio ha avuto conseguenze immediate anche sul regolare svolgimento della serata di Serie A. Mentre le altre quattro partite in programma sono iniziate con sette minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, il derby della Mole, dopo una sospensione, è iniziato con un’ora di ritardo e lo stadio molto teso. Oltre 2000 supporter bianconeri hanno lasciato lo stadio.
La dinamica degli scontro fuori allo stadio Grande Torino – Secondo quanto ricostruito, gli incidenti sarebbero scoppiati nel tardo pomeriggio quando i cortei delle tifoserie organizzate di Torino e Juventus sono arrivati quasi contemporaneamente nei pressi dello stadio. Le forze dell’ordine sono intervenute per impedire il contatto diretto tra i gruppi ultras. Durante i momenti di tensione sarebbero stati lanciati oggetti contro la polizia, che ha risposto utilizzando lacrimogeni per disperdere i tifosi.
La reazione di tifosi bianconeri: “Non giocate” – La notizia del ferimento del supporter bianconero si è diffusa rapidamente all’interno dello stadio. Gran parte dei tifosi juventini ha lasciato il settore ospiti per spostarsi nell’antistadio, mentre dalla curva sono partiti cori per chiedere la sospensione della partita. “Non giocate”, il messaggio rivolto alla squadra. Anche i giocatori della Juventus si sono avvicinati alla curva per parlare con i tifosi.Dopo una trattativa con la questura il derby è cominciato con un’ora di ritardo. Per il questore non c’erano motivi di ordine pubblico per sospendere l’incontro.
L’abbandono dello stadio – Quando i giocatori sono scesi in campo per il riscaldamento, i tifosi della Juventus, oltre 2000, hanno lasciato la curca maratona.
I bianconeri affrontano il Torino nell’ultima giornata di Serie A
Il colloquio con i tifosi – Afp
Torino-Juventus comincia alle 21.45.Oggi, domenica 24 maggio, i bianconeri affrontano i granata nel derby della Mole dell’ultima giornata, sperando in risultati favorevoli dagli altri campi che potrebbero regalare la (difficile) qualificazione in Champions League, ma la partita non è ancora iniziata a causa di disordini che dall’esterno dello stadio sono arrivati a ritardare il fischio d’inizio della sfida tra rischio invasione di campo e l’ipotesi, ora sventata, di un rinvio della partita.
Il prepartita però è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un uomo che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso. Dopo l’avvenuto alcuni ultras juventino avrebbero lasciato il settore ospiti per chiedere alla squadra di non giocare la partita.
Quando i giocatori si sono avvicinati ai propri tifosi per salutare e caricarsi, gli ultras avrebbero infatti parlato in particolare con il capitano Locatelli chiedendo di non scendere in campo. Una richiesta però rimasta inascoltata, con i calciatori che hanno ripreso il riscaldamento. Proprio dell’avvenuto ha parlato il dirigente bianconero Damien Comolli: “Non è stato un confronto tra i tifosi e Locatelli, il problema è che c’è un nostro tifoso in ospedale che sta male e i nostri tifosi non sono contenti“, ha detto a SkySport, “gli sta dicendo di non giocare la partita. Partita a rischio? No, no. Dopo la partita io andrò in ospedale a parlare con il tifoso”.
I bianconeri vanno a caccia delle ultime chance di qualificazione alla prossima Champions League, mentre i granata cercano di migliorare il rendimento della passata stagione e chiudere con un risultato di prestigio
La posizione dei tifosi allo stadio – I tifosi del Torino hanno rimosso gli striscioni e sono in silenzio. Quelli della Juve continuano a fare cori per chiedere di sospendere la partita.
Gara al momento sospesa – Dopo aver parlato con Locatelli e con la squadra, gli ultras della Juve continuano a intonare cori chiedendo di sospendere la partita. Al momento le squadre sono negli spogliatoi.
Tensione pre-partita – Nel pre-partita sono avvenuti degli scontri fra tifosi all’esterno dello stadio. La polizia ha arrestato 8 tifosi della Juve, che sono entrati a contatto con quelli del Torino. Ci sono feriti, uno grave ma non in pericolo di vita. Per quest’ultimo motivo i tifosi bianconeri durante il riscaldamento hanno chiesto alla squadra di non giocare.
La decisione della Prefettura di Roma incide su 5 partite di campionato. ma dall’ad De Siervo parole chiare: “Lo spostamento? Non credo proprio”
La lotta per la Champions slitta. Le partite delle squadre coinvolte nella lotta per i primi 4 posti si giocheranno non più alle 12.30 di domenica ma lunedì alle 20.45. Tutto è dipeso dallo spostamento per motivi di ordine pubblico del derby Roma-Lazio. Ma visto che i giallorossi sono impegnati nella lotta Champions e il regolamento impone la contemporaneità delle partite delle squadre che si contendono lo stesso traguardo, la decisione ha effetto anche su Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma.
Lotta Champions, 5 partite slittano a lunedì alle 20.45 – La decisione è stata presa dalla Prefettura di Roma. “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma – Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45”, recita la nota. Una scelta che contraddice dopo appena un anno l’orientamento annunciato un anno fa. Quando, dopo gli scontri dell’aprile 2025, il Viminale impose lo stop definitivo ai derby di Roma in orario serale.
La Lega non ci sta e annuncia il ricorso al Tar – La Lega Serie A ricorrerà al Tar del Lazio contro la decisione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di posticipare a lunedì 18 maggio alle ore 20.45 per motivi di ordine pubblico vista la concomitanza con gli Internazionali Bnl d’Italia. Lo apprende LaPresse da fonti della Lega A.
“Derby di Roma ormai è deciso che si gioca lunedì? Non credo proprio“. Così l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha risposto all’Agi. “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità“,
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e…
I tifosi rossoneri scaldano il clima con bandiere e fumogeni
Dal web a Casa Milan, fino a San Siro: i tifosi si preparano a contestare, questa sera. La società e in primis Giorgio Furlani. La petizione lanciata su change.org che chiede le dimissioni dell’ad ha abbondantemente superato le 45mila firme verificate: “La sua gestione rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo ed è rigidamente orientata a logiche finanziarie“. Ieri, davanti alla sede rossonera, sono comparsi i primi striscioni: “Prigionieri di un ambiente malato, per favore andate via, il Milan siamo noi tifosi“. Poi, i “punti chiave del Milanismo: mentalità internazionale, stile ed eleganza, senso di appartenenza, competitività“.
Messaggi non firmati e dunque non appartenenti alla tifoseria organizzata che si ritroverà alle 18 in piazza Axum: “Contro ogni censura, sempre e solo per il nostro Milan“. Attesi altri striscioni che potrebbero essere esposti anche fuori dallo stadio. Attesi cori contro la società.La squadra, almeno all’inizio, non dovrebbe essere coinvolta: a Reggio Emilia i fischi che avevano indotto Maignan e compagni a fare dietro-front, mentre si stavano dirigendo verso il settore ospiti, erano arrivati soltanto a fine partita.
Alla seduta, andata in scena nella giornata odierna, ha partecipato anche il presidente del club nerazzurro, Giuseppe Marotta.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
La consegna dello scudetto all’Inter e il concertone di Radio Italia in piazza Duomo sono alcuni degli appuntamenti in programma a Milano, oggi al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.
Nel corso della seduta, il Comitato ha esaminato le misure di sicurezza connesse all’edizione 2026 di Tuttofood, in programma dall’11 al 14 maggio a Fiera Milano Rho. Al riguardo, è stata condivisa l’adozione di un provvedimento prefettizio volto all’istituzione di una zona a vigilanza rafforzata nelle aree limitrofe al quartiere fieristico per tutto lo svolgimento della manifestazione.
Successivamente, il Comitato ha esaminato le misure organizzative e di sicurezza relative ai festeggiamenti previsti il prossimo 17 maggio in occasione della consegna dello Scudetto all’Inter. Alla seduta – in cui sono stati definiti specifici servizi di ordine pubblico e di controllo del territorio, con il coinvolgimento coordinato di Polizia, Locale e altri enti competenti, finalizzati ad assicurare il regolare svolgimento delle celebrazioni, la tutela dell’incolumità pubblica e la gestione dei flussi di persone nelle aree interessate – ha partecipato anche il Presidente del club, Giuseppe Marotta.
Il Comitato ha inoltre affrontato le misure di sicurezza relative a “Radio Italia Live – Il Concerto”, in programma il prossimo 15 maggio in Piazza Duomo, per il quale è stato definito un articolato dispositivo di ordine e sicurezza pubblica, fondato sulla collaborazione tra Polizia, Polizia Locale e gli altri enti coinvolti.
Urla, insulti, pugni che volano. Scene di pura follia, domenica 26 aprile 2026, al «Don Mosso» di Venaria Reale al termine della partita fra le Cervotte e il Torino Under 17 femminile, conclusa con il punteggio di 4-3 in favore delle granata.
Urla, insulti, pugni che volano. Scene di pura follia, domenica 26 aprile 2026, al «Don Mosso» di Venaria Reale al termine della partita fra le Cervotte e il Torino Under 17 femminile, conclusa con il punteggio di 4-3 in favore delle granata.
Una partita decisa da un calcio di rigore, con annessa espulsione, fischiato dalla direttrice di gara – di Volpiano – proprio negli ultimi istanti di gioco. Una decisione che ha fatto imbufalire i genitori delle padrone di casa, a tal punto da far scatenare un parapiglia.
Così come raccontato da alcuni testimoni, al triplice fischio diversi supporter del Venaria non avrebbero trovato niente altro di meglio da fare che scagliarsi contro le recinzioni del campo rivolgendo pesanti insulti all’arbitra.
Secondo quanto ricostruito, alcuni tifosi avrebbero anche cercato di scavalcare per entrare sul terreno di gioco, per fortuna senza riuscirci. Inutili tutti i tentativi di riportate la calma delle giocatrici della squadra del Venaria, che con un comportamento sportivamente impeccabile non solo hanno limitato le proteste in campo, ma hanno anche cercato, senza risultato, di contenere la rabbia dei supporter.
Il peggio, tuttavia, è avvenuto sulle tribune, mentre la 16enne giacchetta nera veniva accompagnata e scortata per sicurezza da un dirigente del Venaria negli spogliatoi. Alcuni soggetti, infatti, hanno aggredito verbalmente i familiari della direttrice di gara: il padre, la madre e il fratellino piccolo che erano allo stadio per assistere alla partita. Si sono vissuti momenti di forte tensione.
La mamma dell’arbitra sarebbe stata spintonata e insultata pesantemente. Il padre, intervenuto per difendere la moglie e il figlio, sarebbe stato colpito con un pugno, rimanendo ferito al labbro inferiore. Sono stati loro, dopo l’aggressione, a chiamare i carabinieri anche se per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente hanno abbandonato il centro sportivo prima del loro arrivo.
Toccherà ora al giudice sportivo visionare attentamente il referto stilato dalla direttrice di gara, che fa parte della sezione di Chivasso, e prendere gli opportuni provvedimenti in modo da fare definitiva chiarezza su quanto successo a Venaria.
Non si è fatto attendere il commento e la presa di posizione di Giovanni Pasquale, presidente del Venaria Calcio:
«In merito all’episodio avvenuto presso il nostro impianto sportivo, desidero a nome mio e del direttivo dell’Asd Venaria Reale esprimere la più ferma condanna per ogni forma di violenza, verbale o fisica, che non ha alcun posto nello sport. Siamo profondamente rammaricati per quanto accaduto e desideriamo esprimere la nostra solidarietà all’arbitro e alla sua famiglia, che sono stati coinvolti in un episodio grave e inaccettabile. La nostra società si fonda su valori di rispetto, educazione e correttezza, che devono essere condivisi da atleti, tecnici, dirigenti e famiglie. Quanto accaduto rappresenta una violazione di questi principi e non può essere in alcun modo giustificato. Abbiamo già preso provvedimenti nei confronti di chi in prima persona si è reso protagonista di questo episodio e puntiamo con l’inizio della nuova stagione a sensibilizzare atleti e famiglie affinché non si verifichino più episodi simili, tutelando così la sicurezza e la serenità di tutti coloro che frequentano la nostra struttura. Lo sport deve rimanere un luogo di crescita, rispetto e condivisione, soprattutto per i più giovani».
“Ancora una volta soli contro tutti“. Si conclude così il messaggio pubblicato sui propri canali social dal Secondo Anello Verde, il tifo organizzato nerazzurro. In vista di domenica, quando l’Inter giocherà a Firenze senza il supporto dei propri tifosi a causa delle decisioni del Viminale dopo il petardo di Cremona (ultima partita delle tre vietate in trasferta), la ‘chiamata alle armi‘ è in programma domani alle 15.30 alla stazione di Rho-Fiera, da dove la squadra partirà alla volta della Toscana.
L’obiettivo è trasmettere il proprio supporto alla squadra, non potendolo fare allo stadio Franchi.
Aggressione nei pressi del Tempio Voltiano. Altri tre giovani denunciati, la bandiera recuperata dalla polizia
Aggrediti e derubati della loro bandiera mentre passeggiavano sul lungolago. È quanto accaduto ieri pomeriggio a una coppia di tifosi dell’Inter nei pressi del Tempio Voltiano, alle porte dello stadio Sinigaglia.
La polizia di Stato di Como ha arrestato per furto con strappo in concorso un 32enne di Rovellasca, incensurato e appartenente a un gruppo della tifoseria comasca. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche un 19enne di Grandate edue fratelli ventenni residenti a Luisago, anche loro senza precedenti e legati allo stesso gruppo di tifosi.
L’aggressione sul lungolago – L’episodio è avvenuto intorno alle 16. Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura è intervenuta nella zona del Monumento ai Caduti dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112.
A chiamare sono stati proprio i due sostenitori nerazzurri, che hanno raccontato di essere stati avvicinati e aggrediti da quattro tifosi del Como mentre passeggiavano nella zona del Tempio Voltiano. Durante l’aggressione i quattro avrebbero strappato loro una piccola bandiera dell’Inter.
La bandiera ritrovata al bar – Raccolte le descrizioni degli aggressori, gli agenti si sono messi subito alla ricerca del gruppo. Dopo pochi minuti i quattro giovani sono stati individuati in un bar nelle vicinanze.
Durante il controllo la polizia ha trovato la bandiera appena sottratta nella disponibilità del 32enne di Rovellasca.
Arresto e denunce – I quattro sono stati quindi accompagnati in questura. Dopo aver ricostruito l’accaduto e raccolto la denuncia delle vittime, gli agenti hanno arrestato il 32enne per furto con strappo in concorso, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per lo stesso reato.
Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto per il 32enne gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Con le quattro ordinanze depositate oggi (n. 1064 1065, 1066, 1067) il Tar del Lazio (Sezione Prima Ter)ha respinto le domande cautelari presentate dalle Associazioni dei tifosi della Roma (due ricorsi), della Fiorentina e del Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno con i quali è stato sancito il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica.
I decreti erano stati adottati dal Ministero a seguito degli scontri fra opposte tifoserie lungo tratti autostradali per il raggiungimento degli impianti sportivi dove si sarebbero tenute le partite di calcio nelle quali erano impegnate le relative squadre. Ildecreto che riguardava la tifoseria della Lazio non è stato impugnato.
Quello che riguarda la Roma (il n.1066) è stato accolto limitatamente al divieto di trasferta per i residenti in province della regione Lazio diverse da Roma.
A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sulle intimidazioni arrivate all’indomani della gara. Pm di Roma aprirà un fascicolo. L’ex fischietto De Santis: “Gli sono vicino, arbitri sono esseri umani e sbagliano”
Inter-Juve, l’arbitro La Penna e il cartellino rosso a Kalulu – Fotogramma /Ipa
Minacce di morte via social, con riferimenti all’indirizzo di casa e alla famiglia, recapitate all’arbitro Federico La Penna nelle ore seguenti a Inter-Juve. Messaggi che hanno coinvolto anche la moglie e le due figlie. A quanto apprende l’Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio sta indagando sul caso.
Intanto la Procura di Roma è in attesa di ricevere la denuncia presentata alla Polizia Postale, gli atti arriveranno a piazzale Clodio all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che avvierà un fascicolo di indagine.
La Penna si è rivolto alla polizia postale denunciando alcune pesanti frasi ricevute dagli haters: ‘‘Ti sparo”, ‘‘ti ammazzo”, ”ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. Al vaglio i profili da cui sono arrivate le minacce per risalire ai responsabili. Come riferiva stamane il Corriere dello Sport, il 42enne ‘fischietto’ romano, avvocato nella vita professionale, ha raccolto e archiviato commenti, chat e insulti, predisponendo il materiale per una denuncia.
Minacce dopo il ‘caso Bastoni’ – Le intimidazioni sono arrivate all’indomani della gara segnata dall’errore dell’arbitro, ingannato dalla simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni sul secondo giallo comminato al difensore bianconero Pierre Kalulu e dal duro confronto nel tunnel che porta agli spogliatoi alla fine del primo tempo tra l’arbitro e i dirigenti della Juventus Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Messaggi offensivi e minatori hanno riguardato anche Bastoni e la moglie, con attacchi legati all’episodio contestato e riferimenti alla figlia.
L’ex arbitro De Santis: “Gli sono vicino” – “Le minacce all’arbitro La Penna sono da condannare con fermezza, sono vicino a Federico e alla sua famiglia“. Così all’Adnkronos l’ex arbitro Massimo De Santis, in merito alle minacce di morte a La Penna. “Gli arbitri sono esseri umani e sbagliano, in più in questo caso c’è anche la simulazione di un calciatore che lo ha tratto in inganno“, aggiunge De Santis che chiama poi in causa l’utilizzo del Var. “Da quando esiste gli arbitri sono peggiorati, si appoggiano troppo alla possibilità di andare a consultare il video, mancano di personalità. La tecnologia deve essere un supporto non deve sostituire l’arbitro“.
Il responsabile dell’accaduto contro la Cremonese è un «cane sciolto»: si è ferito ed è stato aggredito dagli altri tifosi. Una voltadimesso si procederà all’arresto
Emil Audero
Il secondo tempo è iniziato da 3’12’’. E per scaldarti vuoi non lanciare un petardo contro il portiere avversario?Dalla curva dell’Inter un ultrà non ci pensa troppo e il lancio del classico «bombone» sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero,portiere della Cremonese, che cade a terra, stordito dal botto violento a un passo da lui. Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno (con cui si scuseranno) e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia e «dialogando» coi tifosi. Sotto la curva arriva anche Chivu, che pare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi, che poco prima avevano esposto uno striscione che sembra una protesta contro Oaktree, proprietaria dell’Inter: «Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco».
Se però questo è il modo, non si va lontano. Il regolamento di conti in curva comunque va in scena subito, perché il responsabile, un cane sciolto, pasticcia con un altro petardo che gli esplode in mano, perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) viene aggredito dai suoi compagni di tifo.
«Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dice il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa». L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.
Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. «C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — raccontaAlessandro Bastoni— . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere». Non a caso nel finale l’Inter non è andata a salutare i propri tifosi dopo la vittoria: «È stata una scelta — spiega Bastoni — perché certe cose non devono esistere nel mondo in generale. C’è già tanta violenza in giro ogni giorno e noi vogliamo trasmettere un agonismo sano».
Vicino Frosinone, con mazze e bastoni lungo la carreggiata
Scontri all’alba sull’autostrada A1 tra un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno della della Lazio di rientro da Lecce.
Secondo quanto si apprende, sono entrati in contatto lungo la carreggiata nord che è stata bloccata per alcuni minuti.
Sul posto la polizia e la polizia stradale. – I partecipanti, di cui molti a volto coperto, si sono fronteggiati con mazze e bastoni. Da una prima ricostruzione, gli ultras sono scesi da auto e minivan e si sono scontrati lungo la carreggiata tra Ceprano e Frosinone. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione della presenza di più persone con il volto coperto, armate di bastoni, che si stavano affrontando direttamente sulla carreggiata autostradale, che è rimasta chiusa per alcuni minuti. Poi i due gruppi sono risaliti nei veicoli e si sono allontanati.Ottanta tifosi laziali sono stati intercettati all’alba dalla polizia al casello di Monte Porzio Catone, dopo gli scontri avvenuti sull’A1 con ultras del Napoli. Una volta bloccati sono stati compiutamente identificati anche con il supporto della polizia scientifica. Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera autostradale, alla vista degli agenti, sono stati buttati lungo il ciglio della strada oggetti atti ad offendere e coltelli da cucina. Tutto il materiale è stato sequestrato.
È accaduto alla partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di Novese e Acqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria
Botte, insulti, addirittura un calcio in pancia a un ragazzino di 15 anni: è finita con una maxi rissa (in campo e fuori) la partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di NoveseeAcqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria.
A denunciare tutto nelle scorse ore, con una nota, è l’Asd Novese calcio dopo la vittoria per 2-0: «Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome». Un episodio che ricorda da vicino quanto successo ad agosto in provincia di Torino, quando scoppiò una rissa simile fra calciatori 14enni, il papà di un calciatore entrò in campo e colpì il portiere avversario, facendolo finire in ospedale con un trauma cranico e una frattura al malleolo. Seguirono un caso mediatico, squalifiche e Daspoper i protagonisti, sia giocatori sia adulti (compreso il ragazzino colpito, immortalato in un filmato come primo a dare il via alla rissa).
La Novese prosegue accogliendo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma aggiunge: «Condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili».
La società ora chiede un intervento della Federazione almeno per quanto accaduto sul campo di gioco: «Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive. I nostri ragazzi sono il futuro, si vergogni chi non è in grado di proteggerli».
L’altra società coinvolta risponde con un’altra nota che non cerca scuse: «L’Acqui F.C. intende esprimere massima solidarietà alla Novese in merito al deprecabile episodio accaduto al termine della gara che ha viste impegnate le nostre squadre U16. Il nostro impegno quotidiano consiste soprattutto nel promuovere e trasmettere valori che sono ben più importanti dei meri risultati sportivi. Riteniamo che episodi come quello accaduto, nulla abbiano a che fare con la dedizione e l’impegno che tutti noi mettiamo in campo, con passione, sacrifici e grande volontà».
La colpa, secondo l’Acqui, è da cercare altrove: «Tante società sono “ostaggio” di qualche spettatore, che ciclicamente con i propri comportamenti, oltre a rovinare una giornata di sport, tende a ledere anche l’immagine della società che in quel momento ospita una gara. Non ci esimiamo assolutamente dalle nostre responsabilità quando deprecabili comportamenti vedono protagonisti nostri tesserati. È molto più complicato farlo nei confronti di persone che non ricoprono in nessun modo ruoli all’interno della società ma che purtroppo, per la famosa “responsabilità oggettiva”, vengono a noi accostati».
Un tifoso dell’FC Sion è deceduto due giorni dopo essere precipitato dalla gradinata nord dello stadio del capoluogo vallesano nel corso della partita di mercoledì scorso contro il Winterthur. Lo riferisce oggi una nota della polizia cantonale
Keystone-SDA
L’uomo, un 36enne svizzero, è caduto per ragioni al momento ignote nel vano delle scale ovest attorno alle 21.45, con l’incontro in pieno svolgimento.
L’organizzazione cantonale di soccorso ha prestato le prime cure sul posto. Il malcapitato è quindi stato trasportato all’Ospedale di Sion, dove è spirato venerdì.
I primi elementi dell’indagine permettono di escludere l’intervento di terzi. Per stabilire le esatte circostanze dei fatti il ministero pubblico del Vallese centrale ha aperto un’inchiesta
Contestazioni dei tifosi nei confronti della società e partita ferma per una decina di minuti per lancio di fumogeni
Trapani – Con le reti di Kirwan al 6′, Salines al 45+5′, di Canotto al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ il Trapani di Aronica sbanca il provinciale, annienta il Sorrento e si tiene la posta intera. Trapani-Sorrento si chiude con un sonoro 4-0 per i granata.
La partita è stata sospeda dall’arbitro al 18′ sul risultato di 1-0 in favore dei granata, per alcuni fumogeni che sono stati lanciati in campo dai tifosi di casa. Gli stessi hanno anche esposto uno striscione di contestazione nei confronti del presidente con su scritto “Antonini vattene“, lo stesso è stato fischiato e oggetto di cori anche nel corso del minuto di silenzio in memoria del presidente della Fiorentina Commisso.
La pratita è ripresa alle 15 dopo otto minuti circa di sospensione e dopo che sono stati completamente tolti i fumogeni in campo.
Il resto della partita è ormai storia, con i gol di Salines al 45+5′, di Canotto nella ripresa al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ che ha chiuso definitivamente i giochi.
Dopo il triplice fischio i tifosi hanno applaudito lungamente i giocatori per come hanno combattuto e vinto. Poi il confronto diretto sotto la curva con i tifosi. Questi ultimi hanno ancora una volta applaudito i giocatori per avere saputo “onorare la maglia granata” e non sono mancati ancora i cori contro Antonini.
A suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia. Alcuni di loro identificati dagli agenti intervenuti
Fermo immagine da un video di èTv
BOLOGNA –Scontri in A1 nel Bolognese a suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia hanno visto coinvolti circa 200 tifosi fra sostenitori della Fiorentina, in arrivo al Dall’Ara per il derby dell’Appennino con il Bologna, e tifosi della Roma, diretti a Torino. I due gruppi si sono scontrati fra l’area Cantagalloe il casello di Casalecchio.
I due gruppi si sono scontrati all’altezza del km 195, sulla corsia di emergenza. Sono intervenute la polizia stradale e la Digos: diversi ultras sono riusciti a dileguarsi, mentre alcuni tifosi della Roma sono stati identificati dagli agenti presso l’area di servizio Secchia, e lo stesso per alcuni sostenitori della Fiorentina prima della gara iniziata alle 15 a Bologna. Non sono stati rinvenuti coltelli. Nella zona dove si sono verificati gli scontri sono state rinvenute alcune tracce di sangue ma non risulta l’intervento di ambulanze.
Il fatto è accaduto nella frazione de Il Matto in un edificio a due piani, si cercano eventuali dispersi. Una paziente ustionata trasferita a Foligno
Un’esplosione nel tardo pomeriggio è avvenuta in una palazzina a due piani a Il Matto, frazione di Arezzo. C’è stato un crollo parziale della struttura, fanno sapere i vigili del fuoco.
Immediato l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti i pompieri, sanitari del 118, forze dell’ordine. Scattato il piano delle grandi emergenze. Le strade di accesso alla zona sono state temporaneamente chiuse per le operazioni di soccorso. Ci sono tre feriti. Uno è in codice verde, quindi non grave, l’altro in giallo e infine una donna di 80 anni è in codice rosso per le ustioni. E’ stata portata a Foligno con l’elisoccorso.
Continuano le ricerche – I pompieri sono al lavoro per verificare se ci sono altre persone sotto le macerie: per l’esplosione si è verificato un parziale crollo oltre a un incendio, spento dai vigili del fuoco. La deflagrazione è stata udita intorno alle 17.22. Per coordinare le operazioni di soccorso è stato attivato il gruppo maxiemergenze 118 Arezzo, con l’impiego di elisoccorso Pegaso 2, automedica, ambulanze infermierizzate della Misericordia di Castiglion Fiorentino, Croce Rossa e Croce Bianca di Arezzo. I vigili del fuoco stanno proseguendo le ricerche tra le macerie per verificare l’eventuale presenza di altre persone coinvolte, anche con l’ausilio di unità cinofile, ma al momento non risulterebbero altri dispersi.
L’allarme nell’archivio diagnostica ha coinvolto anche gli spazi dove si stavano effettuando esami e visite
Un incendio si è sviluppato intorno alle 10 di questa mattina nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano.
Le fiamme hanno avvolto nel giro di pochi minuti parte dell’Archivio Diagnostica interessando anche gli spazi dove in quel momento i sanitari stavano effettuando esami e visite a decine di pazienti.
Nessuno è rimasto ferito o intossicatograzie all’immediato intervento del personale interno e dei vigili del fuoco. I pazienti sono stati tutti evacuati e i trenta vigili del fuoco intervenuti sul posto stanno provvedendo alle operazioni di bonifica.
I pullman dei rossoblù sono passati davanti a un punto di ritrovo dei supporter locali: alcuni sono scesi e hanno ingaggiato i tafferugli, subito sedati dalle forze dell’ordine
I pullman dei tifosi del Bologna fermi davanti a un punto di ritrovo degli ultras del Como: sono volate bottigliate
Intorno alla 12,30 un paio di pullman di tifosi rossoblù (non è chiaro se deliberatamente o se per aver imboccato l’uscita sbagliata dell’autostrada) sono transitati davanti uno dei punti di ritrovo di sostenitori locali, un bar-pizzeria in viale Fratelli Rosselli a quell’ora già pieno di tifosi del Como.
Dopo qualche sfottò dei comaschi ai bolognesi dai pullman rossoblù sono scesi alcuni tifosi che sono venuti a contatto con i sostenitori locali.
Negli scontri, subito sedati dalle forze dell’ordine, sono volate bottiglie. Dopo il parapiglia le vie d’accesso al Sinigaglia sono state temporaneamente chiuse e una mezzora dopo i due pullman sono ripartiti scortati dalle forze dell’ordine.
L’episodio cade dopo gli scontri di Udine del 22 novembre a fine gara tra tifosi rossoblù e agenti che aveva fatto scattare il divieto di trasferta a Roma con la Lazio e a Milano con l’Inter.
Messaggi orribili che saranno prontamente denunciati
Dopo il pareggio casalingo del Bari contro l’Avellino nell’ultima giornata di Serie B, alcuni tifosi della società pugliese si sono spinti decisamente oltre con i messaggi privati ai componenti della rosa di Vivarini. A denunciare il tutto è stato il club, ma anche Rachele Risaliti, moglie del centrocampista ex Fiorentina e Lazio Gaetano Castrovilli.
RISALITI PUBBLICA IL MESSAGGIO E ANNUNCIA AZIONI LEGALI – “Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano”. È il breve quanto terribile testo di un messaggio, inviato sul profilo Instagram di Risaliti, che ha denunciato tutto sempre a mezzo social: “Sempre più spesso si leggono commenti di questo spessore: uno schifo, una vergogna. Il calcio dovrebbe essere divertimento, nonostante tutto. Sono amareggiata e schifata, sappi che denunceremo”