Allarme bomba a Prati, ordigno pronto ad esplodere nell’auto di un delegato comunale


articolo: https://www.romatoday.it/cronaca/bomba-roma-auto-marco-doria.html

Era pronto ad esplodere l’ordigno rudimentale trovato in un’auto in sosta a Prati. La vettura è di proprietà di Marco Doria, delegato comunale nominato nel 2018 da Virginia Raggi presidente del Tavolo per la riqualificazione di parchi e ville storiche di Roma. A metterlo in sicurezza gli artificieri della Questura di Roma dopo la segnalazione di un oggetto sospetto con un filo sporgente in una vettura che si trovava parcheggiata in via Tito Speri. Una bomboletta spray con all’interno polvere pirica e bulloni, e dei fili elettrici che entravano all’interno dell’auto, disinnescato dalla polizia che era pronto ad esplodere. 

Ordigno esplosivo a Prati  – Richiesto l’intervento della polizia sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Prati di polizia che hanno chiuso la strada per consentire l’intervento in sicurezza degli artificieri e degli equipaggi dell’UPGS (Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico). Messo in sicurezza l’ordigno sul caso indagano gli investigatori della Digos che al momento non escludono nessuna ipotesi investigativa.

Chi è Marco Andrea Doria  – Marco Andrea Doria è presidente della Scuola Superiore Santa Rita, ultimo erede della dinastia principesca dei Doria e nominato dalla sindaca Virginia Raggi a capo del tavolo di coordinamento per le Ville Storiche della città.

Il delegato comunale della Sindaca Raggi aveva già ricevuto minacce ed era già sottoposto a una misura di tutela della prefettura, che dopo quanto accaduto oggi ha già intensificato i controlli nei suoi confronti. Nel prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza verrà valutato l’innalzamemto della misura di tutela

Allarme bomba a Roma, trovato un ordigno artigianale in un’auto

Crolla una palazzina a Barletta, ci sarebbero dei feriti


articolo: https://www.ansa.it/puglia/notizie/2021/06/16/crolla-palazzina-a-barletta-feriti_0e1deca7-cf2e-404b-89e9-3280fbd85f1e.html

Il cedimento della struttura causato forse da una fuga di gas

Una palazzina è crollata a Barletta, a circa 60 chilometri a nord di Bari, probabilmente a causa di una fuga di gas. Ci sarebbero alcuni feriti.

Il crollo è avvenuto in via Curci, una traversa di via Roma. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, i soccorritori e le forze dell’ordine

Sul posto i soccorritori hanno prima rimosso a mano i blocchi di tufo per cercare mettere in salvo i feriti, ora è giunta sul posto una piccola ruspa la cui attività è coordinata dai vigili del fuoco. Via Giuseppe Curci si trova a poca distanza da via Roma dove, il 3 ottobre 2011, il crollo di una palazzina uccise quattro operaie ed una ragazzina (figlia del titolare della ditta) che erano in una maglieria al piano terra dell’edificio. Stando all’ipotesi accusatoria, il crollo fu causato dai lavori di demolizione della palazzina adiacente a quella dove c’era la maglieria

Fiorentina, rottura tra Gattuso e Commisso a causa del mercato


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/fiorentina/2021/06/16/news/gattuso_commisso_rottura_calciomercato-306386466/

Alla base del conflitto tra il tecnico e il patron viola la mancanza di sintonia sulla campagna acquisti

Neanche il tempo di cominciare, che l’avventura di Gennaro Gattuso alla Fiorentina pare essere già finita. Alla base della rottura tra l’allenatore calabrese e il patron viola Rocco Commisso, vedute diverse sulle strategie di calciomercato.

Il contratto biennale del successore di Beppe Iachini a Firenze potrebbe dunque non essere depositato in Lega. Secondo quanto si apprende, la tensione sarebbe salita dopo la frenata riguardo l’arrivo in Toscana di Sergio Olivera (Porto) e Gonçalo Guedes (Valencia). Giocatori che, con Gattuso, condividono lo stesso agente: Jorge Mendes.

La società viola si è ribellata al gioco al rialzo dei cartellini e alle commissioni previste per il potente procuratore. Così Gattuso e Mendes hanno deciso di prendersi qualche ora di riflessione, mentre i viola hanno abbandonato, almeno per il momento, Olivera e Guedes.

Un’irritazione, quella dell’ex allenatore del Napoli, che va ad aggiungersi a manovre di ricostruzione della rosa viola non condivise nei tempi e negli interpreti con gli uomini di mercato viola: Joe Barone, Daniele Pradè e il nuovo arrivato Nicolas Burdisso.

Per andare in Sardegna il tampone non serve più, dal 16 giugno


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_giugno_16/per-andare-sardegna-tampone-non-serve-piu-16-giugno-f0fa9756-ce88-11eb-b2ed-71257ec75099.shtml?fbclid=IwAR2NUNlrLjfwBg5np98NDhAzfdlJCw3iK5dhkh6DZRyV45lwp8SqN9CyHMk

L’ordinanza che obbligava ad avere prova di un tampone negativo per entrare in Sardegna è scaduta e non è stata rinnovata

Per andare in Sardegna, dal 16 giugno, non occorre più il tampone. L’ordinanza che in deroga a quanto stabilito dal governo per gli spostamenti tra diverse regioni — obbligava chiunque dovesse andare sull’isola ad avere prova di un tampone con esito negativo, di essere guarito dal Covid o di essere vaccinato è scaduta il 15 giugno e non è stata rinnovata.

Al momento non è chiaro se la Regione abbia intenzione di introdurre nuove normative che regolino l’ingresso di turisti. Di sicuro, ad ora, non ci sono normative in merito.

Serve il pass per viaggiare in Italia? – Come indicato qui, per spostarsi in Italia non occorre avere il «green pass», né le certificazioni che — fino al varo del pass — ne faranno le veci (e cioè che si è stati vaccinati, con la prima dose, da almeno 15 giorni, che si è guariti dal Covid o che si è stati sottoposti a un tampone che ha dato esito negativo. Entro la fine della settimana, il governo dovrebbe varare il nuovo Dpcm sul «certificato verde Covid 19» (il nome ufficiale del green pass) che entrerà in vigore il 1 luglio.

Dal 26 aprile, poi, ci si può spostare liberamente tra regioni e province autonome che si trovano in zona gialla o bianca, senza dover esibire né un tampone negativo, né il certificato di vaccinazione, né il documento che attesti la guarigione dal Covid.

Nonostante l’Italia sia completamente in zona bianca e gialla, la Sardegna aveva varato un’ordinanza con la quale imponeva ai viaggiatori in arrivo sull’isola di registrarsi a un sito (si chiama Sardegna Sicura e, da oggi, non funziona più) e di dotarsi di green pass (e dunque di un tampone negativo effettuato meno di 48 ore prima della partenza, o, in alternativa, di un certificato che attesti di essere guariti dal Covid, oppure di aver ricevuto la prima dose di vaccino da almeno 15 giorni).

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Sardegna Sicura e, da oggi 16 giugno, non funziona più

Questa ordinanza è scaduta: da oggi, dunque, ci si potrà spostare in Sardegna come ci si sposta tra tutte le altre regioni italiane, senza pass, certificazioni o tamponi..

Se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare in alcune regioni o province, il green pass potrebbe però diventare necessario anche spostarsi tra regioni. Il decreto oggi in vigore stabilisce infatti che è necessario per spostarsi tra regioni arancioni o rosse per motivi legati al turismo. Se ci si sposta in una regione o provincia che si trova nelle due fasce di rischio più alte per motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza, invece, è sufficiente l’autocertificazione.

Maturità 2021..


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in forma “ridotta” e con norme anti-Covid. La diretta da Roma e Milano.
Maturità 2021, in forma “ridotta” e con norme anti-Covid. La diretta da Roma e Milano.

Antonello Venditti – Notte Prima Degli Esami (Live 2021)

Francesco Guccini compie 81 anni: è festa social


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Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940) è un cantautore, scrittore e attore italiano.

auguri Francesco 

Francesco Guccini – Live @RSI 1982

articolo: https://www.adnkronos.com/francesco-guccini-compie-81-anni-e-festa-social_J07TG5VQhJDKqDIoYvVc1

Francesco Guccini compie 81 anni e su Twitter esplode la festa virtuale. Per il cantautore – tra i più iconici della sua generazione e scrittore apprezzato – nato a Modena il 14 giugno del 1940, è infatti un fiume di messaggi e citazioni sui social. “‘Io appena giovane sono invecchiato tu forse giovane non sei stato mai‘. Auguri Francesco avevo 12 anni e ti ascoltavo, ora ne ho 62 e ti ascolto. Sei stato la colonna musicale della mia vita“, scrivono al ‘Maestrone’ mentre ricordano: “La mia mamma mi ha fatto ascoltare #FrancescoGuccini fin da quando ero nella pancia e a me è sempre piaciuto questo pancione un po’ burbero, oggi come sempre canteremo ed ascolteremo le sue canzoni“.

Citano ‘Dio è morto‘ o ‘Autogrill‘ – con la ragazza dietro al banco intenta a mescolare birra chiara e Seven-up -, e ancora ‘Cirano‘ che a dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocca, o ‘L’Avvelenata‘ grazie alla quale “io, di destra, ho imparato a suonare la chitarra“.

Boy George, 60 anni da icona pop


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Boy George Boy George, pseudonimo di George Alan O’Dowd (Londra, 14 giugno 1961), è un cantautore e disc jockey britannico di origini irlandesi.

Culture Club – Karma Chameleon

Boy George, 60 anni da icona pop. “Ero la pecora rosa della famiglia”

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/06/14/news/boy_george-305872250/

Il 14 giugno George Alan O’Dowd festeggia il compleanno. Il successo con i Culture Club, una carriera tra alti  e bassi

Ci ha fatto ballare negli anni 80 con succssi formidabili, come Do you really want to hurt me o Karma chameleon, ha lanciato le mode, i cappelli, il trucco. Sempre fuori dal coro. Il 14 giugno Boy George compie 60 anni. All’anagrafe George Alan O’Dowd, occhi azzurri sottolineati dall’ombretto, le treccine decorate con i nastri colorati, è un’icona pop. Ha raccontato di aver vissuto l’infanzia in solitudine, anche se circondato dai quattro fratelli. Si è definito: “pink sheep of the family”, ovvero la “pecora rosa della famiglia”. Ama il punk, frequenta i locali londinesi, al Blitz Club viene notato da Malcom McLaren, produttore e creatore dei Sex Pistols. Nasce così il gruppo Bow Wow Wow che lascia per fondare i Culture Club. Il primo singolo è Kissing to be clever, ma il quartetto raggiunge il successo internazionale con il singolo Do you really want to hurt me, che conquista anche l’America. continua a leggere

Culture Club Do You Really Want To Hurt Me

Euro2020, panico prima di Germania-Francia. Un paracadutista di Greenpeace plana sullo stadio


articolo: https://video.repubblica.it/dossier/euro2020/euro2020-panico-prima-di-germania-francia-un-paracadutista-di-greenpeace-plana-sullo-stadio/389426/390143?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-F

Pochi secondi prima del fischio d’inizio di Germania-Francia, a Monaco di Baviera, un attivista di Greenpeace si è paracadutato in campo in segno di protesta. Sul paracadute giallo, la scritta nera Kick out oil, ossia: date un calcio al petrolio. L’uomo, con un’elica attaccata alla schiena, ha colpito un dipendente di una delle tv e un’altra persona che è stata trasportata in ospedale. Subito prima aveva sfiorato la tribuna stampa e la panchina delle riserve della Francia, per poi cadere rovinosamente sul terreno di gioco.

 

Caldo a Milano, un’altra giornata di blackout da Brera a piazza Vetra. «Consumi elettrici da record»


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_15/caldo-milano-altre-3-ore-blackout-brera-zona-piazza-vetra-2933316e-ce02-11eb-8e82-196b74f846e5.shtml

Semafori impazziti, allarmi in tilt, negozi e ristoranti al buio: per il secondo giorno consecutivo nel centro di Milano è saltata la corrente elettrica. Unareti: «È stato registrato il carico massimo del 2021. Potenziate le squadre di pronto intervento»

Nuovi blackout. Per il secondo giorno di fila si sono registrati disagi, stavolta in zona Brera e verso piazza Vetra. Per più di tre ore, semafori impazziti, allarmi in tilt, negozi e ristoranti al buio, attività interrotte. «È stato registrato il carico massimo del 2021 sulla rete elettrica, con un improvviso più 25 per cento dei consumi che in due giorni si sono impennati rispetto alla scorsa settimana — si scusa Unareti —. Abbiamo potenziato le squadre di pronto intervento».

Non siamo più abituati al caldo, «maggio e la prima parte di giugno erano stati clementi, abbiamo acceso tutti insieme i condizionatori e questo è il risultato», ragiona Andrea Giuliacci di Meteo.it. Per superare definitivamente i disservizi che si verificano nei momenti di cambi di carico sulla rete, occorrono investimenti ingenti. Nel 2021 Unareti prevede di spendere 100 milioni (da 88 l’anno scorso), arriveranno a 120 a partire dal 2024. Ma per ora, quando si presenta il blackout, per tamponare il problema gli operatori «modificano l’assetto e isolano le parti dell’impianto su cui è necessario intervenire, e questo richiede tempo».

Se lunedì il blackout aveva interessato dal Salotto a viale Premuda ad alcune strade a Niguarda, martedì gli impianti di condizionamento accesi hanno sovraccaricato ancora la rete creando disagi. Le concentrazioni di ozono restano alle stelle per la compresenza di temperature molto elevate e radiazioni solari forti, man mano che ci si avvicina al solstizio d’estate. I ventilatori si sono arresi di nuovo in un martedì rosso fuoco, con temperature sopra ai 30 gradi, scenario che rischia di ripetersi anche mercoledì: secondo le previsioni meteo Milano resterà nella morsa di caldo e afa. Le concentrazioni di ozono, martedì, hanno superato per la prima volta i 180 microgrammi/metro cubo in alcune stazioni lombarde e non accennano a scendere.

Tragedia sfiorata a Milano, trivella alta 10 metri crolla sulla sede dell’Ifom: evacuati 300 ricercatori ma nessun ferito


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/15/news/trivella_crollata_sull_ifom-306148113/?ref=RHTP-VS-I270681067-P19-S8-T1

La perforatrice ha colpito il cornicione del centro di ricerca oncologica e danneggiato la facciata, penetrando nella sala riunioni della direzione scientifica e sventrando gli uffici amministrativi del piano terra: “Un boato, poi polvere dappertutto

Grande paura ma nessun ferito per una trivella alta oltre 10 metri che, attiva in cantiere vicino, si è abbattuta intorno alle 10,40 su uno degli edifici più popolati dell’Istituto di ricerca sui tumori Ifom di Milano in via Serio, in zona Ripamonti.

Il crollo è stato improvviso. La trivella, riferiscono dall’Ifom, “ha dapprima colpito violentemente il cornicione del tetto fendendo l’edificio in verticale, per poi rimbalzare più volte contro la facciata, penetrando prima nella sala riunioni della direzione scientifica dell’Istituto, per fortuna al momento vuota, per poi sventrare gli uffici amministrativi del piano terra e atterrare su due automobili parcheggiate in strada“.

Stavamo lavorando tutti tranquillamente, quando abbiamo sentito un fortissimo boato. L’edificio, la parte dove si trovano gli uffici direzionali e amministrativi, ha iniziato a tremare. Dopodiché abbiamo visto solo tantissima polvere che si alzava – racconta Rossella Blasi, direttrice operativa dell’Ifom di Milano – . Un grandissimo spavento. Il primo momento è stato di panico. Poi, però, abbiamo reagito prontamente. La procedura di evacuazione è scattata subito, tutti l’hanno seguita e sono andati fuori. La cosa più importante è che miracolosamente nessuno si è fatto male e che siamo riusciti a mettere tutti in sicurezza“. La donna era in un ufficio accanto alla direzione scientifica, “praticamente a 3 metri” dalla stanza in cui si trovava.

Ha colpito “l’edificio 4, collegato al 2 e al 3, prettamente laboratori e foresterie“, racconta all’Adnkronos Salute. “Mi hanno tirato fuori dall’ufficio, ho urlato dallo spavento. E’ stato un attimo“, lo choc iniziale. “Ho pensato inizialmente a una bomba, a un qualcosa di saltato, esploso, fuori dal nostro edificio. Poi ho reagito – ricostruisce Blasi – C’era tantissima polvere, il rumore è stato troppo forte. Abbiamo capito cosa succedeva quando siamo scesi giù e abbiamo visto la trivella, perché non ci siamo potuti affacciare subito alle finestre“.

Erano circa 300 ricercatori e dipendenti in quel momento al lavoro, in un periodo che non è ancora di ferie e che vede gran parte del personale ancora attivo tra provette e laboratori. Tutti gli addetti dell’istituto e quelli degli altri enti presenti nello stesso Campus, 600 in tutto, sono stati evacuati e le forze dell’ordine stanno provvedendo a mettere in sicurezza gli edifici.

Fondato nel 1998 da Firc-Airc, Ifom è un centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare, una delle prime realtà che si è insediata nell’ex distretto industriale dello scalo di Porta Romana, ora in corso di forte riqualificazione urbanistica. E infatti tre sono i cantieri che circondano l’Istituto sui tre lati. “Oggi – raccontano dal centro – la serenità del lavoro è stata interrotta da questo evento traumatico, che per fortuna non ha fatto vittime“. Sul posto sono arrivati ambulanza, automedica, polizia, vigili urbani e vigili del fuoco, che sono al lavoro per rimuovere la trivella, operazione che durerà parecchie ore.

Covid, l’ex Napoli Alemao ricoverato in ospedale


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/14/news/alemao_covid_ricoverato-306070610/

Lo riporta il Jornal do Brasil. Con lui anche la moglie, all’ottavo mese di gravidanza

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Ricardo Rogério de Brito, meglio noto come Alemao, è ricoverato in un ospedale di Belo Horizonte a causa del Covid-19. Lo riporta il Jornal do Brasil. Le condizioni dell’ex centrocampista del Napoli, oggi 59enne, destano qualche preoccupazione. Anche la moglie di Alemao, incinta di otto mesi, è ricoverata perché positiva al Coronavirus.

Assalto a portavalori sulla A1: rapinatori in fuga


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/14/news/assalto_portavalori_a1_tra_modena_e_bologna-306073226/?ref=RHTP-VS-I270681067-P18-S1-T1

I malviventi hanno messo chiodi sull’asfalto, armi in pugno hanno minacciato alcuni automobilisti e hanno dato fuoco alle vetture. Nessun ferito. Autostrada chiusa in entrambe le direzioni

14 giugno 2021 – Assalto a un furgone portavalori sulla A1 tra Modena e Bologna, con spari, esplosioni, auto incendiate. I rapinatori si sono dati alla fuga senza riuscire a mettere a segno il colpo. Ma l’Italia è stata tagliata in due dalla chiusura del tratto autostradale in entrambe le direzioni di marcia. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

L’attacco è avvenuto intorno alle 20.20, all’altezza di San cesario, tra i caselli di Valsamoggia e Modena Sud. I malviventi hanno seguito uno schema già utilizzato in altre rapine:  hanno messo dei chiodi sull’asfalto, quindi, armi in pugno, hanno minacciato alcuni automobilisti, li hanno fatti scendere e hanno dato fuoco ai loro veicoli per creare un diversivo. Poi hanno costretto due camionisti a mettere i loro mezzi di traverso per bloccare completamente la circolazione. Alcuni testimoni hanno parlato di esplosioni e spari. Sull’area si è levata una colonna di fumo visibile da qualche chilometro di distanza.

L’autostrada è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia per consentire i soccorsi, la bonifica e i rilievi della polizia stradale. Si sono formate code e rallentamenti. Il traffico è stato deviato lungo la via Emilia.

I malviventi sono scappati in direzione Bologna e sono in corso le ricerche, anche sulla base delle testimonianze di chi ha assistito all’assalto. I rilievi della polizia stradale e i racconti sia dei vigilanti che erano a bordo del furgone, sia degli automobilisti e dei camionisti che sono stati minacciati dalla banda, saranno determinanti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’assalto e per raccogliere elementi per individuare i colpevoli.

Usa, espolosione in uno stabilimento chimico dell’Illinois: evacuata cittadina di Rockton


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/15/news/usa_espolosione_in_uno_stabilimento_chimico_dell_illinois-306085169/?ref=RHTP-VS-I270681069-P17-S1-T1

Il boato ha sviluppato un incendio di livello quattro, classificato come “catastrofico” dalle autorita’ statunitensi per la sua natura esplosiva

L’esplosione – Meteoweek

Uno stabilimento dell’azienda Chemtool Inc a Rockford, nell’Illinois, e’esploso sviluppando un incendio di livello quattro, classificato come “catastrofico” dalle autorita’ statunitensi per la sua natura esplosiva. Lo riferisce la stampa Usa, secondo cui le unita’ di emergenza intervenute sul sito del disastro si limiteranno a contenere le fiamme e a lasciare che l’incendio si esaurisca da solo, probabilmente tra diversi giorni.

Secondo alcuni testimoni, un primo boato e’ stato udito presso lo stabilimento, seguito da una seconda, piu’ violenta esplosione. La cittadina di Rockton e’ stata evacuata, cosi’ come i 70 dipendenti dello stabilimento, che fortunatamente non sono rimasti direttamente coinvolti.

Nelle ore successive si sono verificate ulteriori esplosioni, che hanno ferito un vigile del fuoco; la colonna di fumo causata dall’incendio e’ visibile da Chicago, ed entro un raggio di un miglio dal sito dell’incendio le autorita’ hanno sollecitato a rimanere in casa e indossare mascherine. Non e’ chiaro l’impatto ambientale dell’incidente: Chemtool Incorporated produce grasso ed altri lubrificanti sintetici, ed ha sede a Rockton dal 2009. Nel 2013 l’azienda e’ stata acquistata da Lubizol Corporation, un altro produttore di sostanze chimiche per applicazioni meccaniche come lubrificanti, fluidi e additivi per motori. Nel 2020 l’azienda ha generato un fatturato di 5,6 miliardi di dollari.

 

Servizio idrico, disastro italiano…


Servizio idrico, disastro italiano. E i fondi del Pnrr bastano per tappare solo la metà dei buchi

articolo: https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/energia/2021/06/14/news/servizio_idrico_disastro_italiano_e_i_fondi_del_pnrr_non_basteranno-305597997/?ref=RHTP-VS-I270681073-P11-S4-T1

Il Rapporto annuale di Cittadinanzattiva mette in luce i problemi storici di acquedotti colabrodo, fognature inefficienti e governance-spezzatino: perso il 42% delle risorse idriche. Dal Next generation Eu solo la metà degli investimenti necessari a cambiare marcia. Ecco le aree più a rischio e quelle più care per gli utenti

Il servizio idrico italiano ha bisogno di investimenti. La cifra necessaria a tamponare falle e inefficienze del sistema è talmente alta che i 4,3 miliardi previsti dal Pnrr non basteranno neppure a completare la metà del lavoro.

La qualità media dell’acqua che arriva nei rubinetti italiani è alta. Il problema è quanta se ne perde durante il tragitto verso case, campi e industrie (il 42%) e soprattutto quella che riusciamo a depurare una volta che la usiamo: su quest’ultimo aspetto l’Italia ha ritardi strutturali, che le sono valsi quattro procedure di infrazioni europee, che a valle si traducono in centinaia di provvedimenti a livello locale.

La radiografia al settore l’ha fatta Cittadinanzattiva con il suo Rapporto annuale sul servizio idrico integrato. L’associazione ha analizzato l’intero settore, portando a galla una serie di problemi che, oltre a causare disservizi a molti consumatori, provocano sprechi inaccettabili e danni ambientali gravi. 

Le tariffe: toscani spennati  – Partiamo dalla bolletta idrica. Considerando 192 metri cubi annui a famiglia (in linea con le stime Istat), nel 2020 la spesa è stata di 448 euro: il +2,6% rispetto all’anno precedente. Con un consumo più virtuoso (150 metri cubi annui) la spesa è stata di 328 euro, per un risparmio di 120 euro rispetto alla famiglia-tipo “sprecona”. Considerando 192 mc/anno, i più tartassati sono i toscani con una spesa annua di 710 euro. Un primato incontrastato, visto che al secondo posto ci sono le Marche con 535 euro. Valle d’Aosta (291 euro l’anno), Trentino Alto Adige (202) e Molise (181) sono invece le regioni dove il servizio idrico costa meno. Ma nella regione meridionale il costo è salito dell’11% in un solo anno.

Tariffe (spesa media annua su 192 metri cubi di consumo) Valore euro Diff % su 2019
Media Italia 448 2,6
Nord 395 2,4
Centro 614 3,2
Sud e Isole 408 2,3

A livello provinciale però non è toscano il territorio più caro d’Italia ma Frosinone con una spesa di 845 euro l’anno. Il capoluogo ciociaro si è messa alle spalle praticamente tutta la Toscana, che piazza 8 province nella top ten, ed Enna. I più fortunati sono i milanesi, che pagano la bolletta idrica meno cara d’Italia con 156 euro l’anno, seguiti da Trento (161) e Isernia (166). Questo, nonostante la tariffa del capoluogo lombardo sia aumentata di quasi il 7% in un anno.

Il fatto che il costo medio del servizio idrico sia in aumento in tutta Italia, però, può essere un incentivo a diminuire gli sprechi. Perché gli italiani consumano, pro capite, 240 litri d’acqua al giorno: il doppio della media europea. Anche se siamo convinti del contrario, con una tendenza a sottovalutare i nostri consumi rispetto alla realtà. A fronte di questo, siamo i maggiori consumatori al mondo di acqua in bottiglia subito dopo il Messico: 220 litri a testa. 

Falle e disservizi – Come sempre, uno dei tanti più impressionanti è quello delle perdite di rete. Secondo l’indagine di Cittadinanzattiva, l’acqua persa dagli acquedotti è il 42% a livello nazionale. Gli acquedotti peggiori sono nel centro Italia, visto che le perdite maggiori si hanno in Abruzzo (55,6%), Lazio (53,1%) e Umbria (54,6%). La più virtuosa è la Valle d’Aosta (22%), seguita da Lombardia (29,8%), Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna (31%)

Uno dei motivi è la vetustà dell’infrastruttura idrica: il rapporto spiega che il 60% delle opere risale a oltre trent’anni fa e il 25% ha oltre mezzo secolo di attività alle spalle. E nei grandi centri urbani va anche peggio.

Negli altri parametri, il sud spicca per la qualità dell’acqua (la peggiore è al nord-est) ma è in fondo a tutte le altre classifiche. Ultimo per ore di interruzione di servizio (105 ore contro una media italiana di 36), in allagamenti/sversamenti ogni 100 chilometri (21 contro 11) e nei tassi di superamento dei limiti nei campioni di acque reflue: il 28,6% contro la media italiana del 12,8%. E proprio nella gestione delle acque reflue c’è l’altro tallone d’Achille del nostro servizio idrico: l’11% dei cittadini non è nemmeno raggiunto da un servizio di depurazione; il 68% è servita da gestori che offrono un servizio di cattiva qualità.

Il faro della Ue – Il settore fognario-depurativo italiano è inadeguato anche rispetto alle normative europee. E per questo la Commissione ha già avviato quattro procedure d’infrazione nei nostri confronti. Una è giunta all’ultimo step: significa che bisogna iniziare a pagare. E non poco: 25 milioni di euro come somma forfetaria, cui si aggiungono 165.000 euro per ogni semestre di ritardo nell’adeguarsi alle misure necessarie. Solo per questa procedura ci sono 74 casi di inadempienza in tutta Italia, ma per un’altra, iniziata nel 2014, si contano oltre 750 agglomerati non in regola (per agglomerato si intendono bacini di utenza da più di duemila abitanti). 

Il Pnrr – Se finora si è investito poco è per scarsa lungimiranza, ma anche per scarsità di fondi. In questo senso, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che l’Italia ha approvato per ottenere il denaro del Next generation Eu, potrà dare una mano. Sono 4,3 miliardi i fondi che verranno destinati per ridurre le perdite di rete, migliorare la gestione dell’acqua, investire in fogne e depurazione. 

Una boccata d’ossigeno, certo. Ma non abbastanza visto che Arera, Regioni ed enti di governo degli ambiti hanno individuato in 10 miliardi i soldi necessari a sistemare la situazione. E non aiuta il fatto che in Italia l’acqua sia gestita da una miriade di enti e imprese: oltre 2500 in tutto il Paese, con picchi di 388 in Campania e 369 in Lombardia. Si tratta di realtà spesso a controllo pubblico (il 72%) e soprattutto al sud e nelle isole, a controllo privato (il 27% del totale).

Eppure, 4,3 miliardi sono pur sempre una bella somma, del tutto inaspettata fino alla primavera del 2020. Un’occasione da non perdere: per questo, la frammentazione degli enti preoccupa Cittadinanzattiva, così come come la capacità “di alcuni territori del sud e delle isole di esprimere progettualità adeguate per accedere alle risorse“. Il rischio, spiega l’associazione, è che il denaro confluisca verso realtà già strutturate, “con maggiori capacità di programmazione“, con il risultato “di accentuare ulteriormente il divario esistente tra realtà già efficienti e realtà rimaste indietro“.

«Minaccia di fuga radioattiva nella centrale nucleare di Taishan in Cina»: l’allerta arrivata agli Usa dalla Francia


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_giugno_14/cina-l-allerta-usa-centrale-nucleare-minaccia-imminente-ma-washington-tace-cd671404-ccda-11eb-b347-bfaa5b406afd.shtml?fbclid=IwAR2BVulS9yJPG1odtSi3DPnrMbY_BVdhaOvCs9qCcIZ7Vz6s_j18u_QdaL0

Secondo la Cnn, un rapporto francese avverte il governo statunitense che l’impianto di Taishan rappresenta «una minaccia imminente». Ma il governo Biden minimizza, la Cina nega

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 Che cosa sta succedendo nella centrale nucleare cinese di Taishan, nella provincia meridionale del Guangdong? Gli Stati Uniti sono stati informati l’8 giugno dall’azienda francese Framatome di «un’imminente minaccia di fuga radioattiva». Il National Security Council di Washington sta valutando la situazione da una settimana e oggi la notizia è stata passata alla Cnn. Secondo le fonti governative della tv americana, la situazione non è a «livello di crisi», ma merita attenzione. L’Amministrazione Biden spiega che in caso di pericolo gli Stati Uniti sarebbero tenuti a dare l’allarme internazionale, in base ai trattati sugli incidenti nucleari.
Framatome, controllata da Électricité de France, ha partecipato alla progettazione e costruzione dell’impianto cinese e secondo la ricostruzione si è resa conto a fine maggio di qualche anomalia, decidendosi a rivolgersi l’8 giugno con una lettera al Dipartimento dell’Energia di Washington, per ricevere assistenza nella gestione dell’allarme. Secondo le fonti di Washington, i tecnici francesi che lavorano a Taishan hanno riferito che le autorità cinesi avrebbero recentemente innalzato, raddoppiandoli, i parametri di accettabilità del livello di radiazioni intorno alla centrale per evitare di doverla fermare a causa della perdita. Ora anche il livello di radiazioni sarebbe salito al 90% della nuova soglia.

C’è imbarazzo a Parigi: in una nota Framatome afferma che sta sorvegliando «l’evoluzione di uno dei parametri di funzionamento» dei reattori, ma «la centrale opera all’interno dei criteri di sicurezza autorizzati». Una faccenda delicata, una triangolazione fuori dalla norma quella tra Parigi, Pechino e Washington. Gli esperti spiegano alla Cnn che la società francese si è rivolta agli americani per ottenere assistenza a distanza nella gestione della situazione: i protocolli di sicurezza internazionali prevedono questo tipo di collaborazione in caso di «imminente minaccia di fuga radioattiva», proprio la frase usata nella comunicazione partita dalla Francia.
C’è stata una prima risposta cinese: le accuse su livelli di radioattività pericolosi intorno a Taishan sono false, «i due reattori rispecchiano i criteri di sicurezza nucleare e operano normalmente». La puntualizzazione è stata pubblicata sul sito della centrale domenica sera, poco prima che la Cnn trasmettesse il suo servizio. Evidentemente i cinesi avevano ricevuto una richiesta di informazioni dalle autorità americane e hanno reagito preventivamente.
La centrale di Taishan si trova in una delle regioni più densamente abitate della Cina, vicina a Guangzhou (Canton), Shenzhen e Hong Kong. La sua costruzione, in joint venture tra China General Nuclear Power Group e Électricité de France, è stata segnata da ritardi: i lavori sono cominciati nel 2008 il primo reattore è stato attivato nel dicembre del 2018, il secondo nel settembre del 2019. Si tratta di due EPR (Evolutionary Power Reactor) di concezione francese, i primi al mondo ad entrare in produzione. Secondo l’azienda statale di Pechino operano «in sicurezza per il personale e la popolazione, il secondo è stato revisionato per l’ultima volta il 10 giugno».
La stampa cinese al momento non ha dato notizia delle voci rimbalzate dagli Stati Uniti e circolano pochi commenti anche sui social network, generalmente molto più rapidi nella reazione a situazioni di crisi. Su Weibo (il Twitter mandarino) Wang Yigang, membro dell’Istituto dell’economia industriale ha scritto che le accuse sono l’ennesima prova dell’«imperialismo americano che cerca di frenare l’ascesa nucleare della Cina per forzarla a sviluppare solo energia solare ed eolica».
L’energia cinese è ancora legata principalmente al carbone, ma il peso del nucleare sta crescendo rapidamente: ci sono 16 centrali atomiche operative in Cina, con 49 reattori che hanno una capacità da 51.000 megawatt. I due EPR di Taishan hanno una potenza da 1.660 megawatt.

Covid, le indicazioni sui vaccini autorizzati in Italia


articolo: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/focus_vaccini/2021/06/13/covid-le-indicazioni-su-vaccini-autorizzati-in-italia_f2a2680f-f57c-4bb9-ada1-db9cf12ae909.html

Limitazioni per AZ e J, Pfizer ad oggi per gli adolescenti

Sono al momento quattro i vaccini che hanno già ottenuto le autorizzazioni d’uso dall’Agenzia europea dei medicinali Ema e dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa: il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, il vaccino Moderna, il vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNTech ed il vaccino Janssen (Johnson & Johnson). I vaccini Comirnaty e Moderna utilizzano la tecnologia a RNA messaggero (mRNA), mentre Vaxzevria e Janssen si basano sull’utilizzo della piattaforma a vettori virali.

Ad oggi, solo il vaccino Cominarty è stato approvato anche per l’utilizzo sui minori, ovvero negli adolescenti dai 12 ai 15 anni.
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  • VAXZEVRIA (AstraZeneca): l’ultima circolare del ministero della Salute di ‘Aggiornamento‘ del parere del CTS sui vaccini indica che il vaccino Vaxzevria “viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni(ciclo completo di vaccinazione, ovvero prima e seconda dose). Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, è l’indicazione del ministero, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose“. Questo vaccino si basa sulla tecnologia del vettore virale: viene cioè utilizzato un virus simile a SarsCov2 ma non aggressivo (un adenovirus da scimpanzè) cui vengono aggiunte le informazioni genetiche che allertano la risposta immunitaria dell’organismo. In questo caso, l’adenovirus trasporta la proteina Spike di SarsCov2, che è l’artiglio molecolare utilizzato dal virus per agganciare le cellule sane e invaderle. Previste 2 dosi a 8-12 settimane.
  • JANSSEN (Johnson & Johnson): è un vaccino monodose e viene raccomandato per soggetti di età superiore ai 60 anni. “Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni – ha però precisato il Comitato tecnico scientifico – il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente“. Come quello di AstraZeneca è un vaccino a vettore virale, composto da un vettore ricombinante basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione, opportunamente modificato per contenere il gene della proteina spike del virus.

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  • COMIRNATY (Pfizer-BioNTech): è autorizzato per i soggetti a partire dai 16 anni, e più recentemente è stato autorizzato da Ema e Aifa anche per gli adolescenti da 12 a 15 anni. Prevede due dosi e utilizza una tecnologia innovativa, quella dell’RNA messaggero. Questa tecnica consiste nell’utilizzare la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l’acido ribonucleico (Rna), che rappresenta il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus. L’obiettivo è somministrare direttamente l’mRna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario. In questo caso la proteina è la Spike.
  • MODERNA: questo vaccino è autorizzato per i soggetti a partire dai 18 anni e utilizza anch’esso la tecnologia a RNA messaggero. Lo scorso 7 giugno anche l’azienda Moderna ha richiesto all’Ema l’autorizzazione all’uso per gli adolescenti da 12 a 18 anni per il suo vaccino anti-Covid.

Regione Lombardia: 

AstraZeneca, in Lombardia i richiami con il cambio di vaccino restano sospesi per altri due giorni

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/13/news/vaccini_sospesi_tre_giorni_astrazeneca_lombardia_regione_covid-305907406/

I richiami di AstraZeneca in Lombardia restano sospesi anche nei primi giorni della settimana, probabilmente fino a mercoledì compreso. La Regione deve riprogrammare le vaccinazioni dopo l’indicazione ricevuta dal ministero della Salute e dall’Agenzia del farmaco Aifa, per inserire chi avrebbe dovuto avere la seconda dose del farmaco anglo-svedese nel calendario di chi riceverà Pfizer o Moderna.

Da ieri sera gli uffici regionali stanno annullando tutti i richiami previsti in questi giorni. Vengono  inviati ai cittadini Sms con la disdetta e l’avviso che il richiamo previsto non verrà fatto nella data prevista, in vista di un nuovo appuntamento che sarà fissato nei prossimi giorni.

Domani la direzione Welfare di Regione Lombardia potrà fare una valutazione più precisa sulle modifiche alla programmazione. Un aggiuistamento del piano vaccinale necessario dopo la raccomandazione arrivata dal Comitato Tecnico scientifico nazionale e l’indicazione di fare i richiami con farmaci a mRna messaggero a chi ha meno di 60 anni e ha avuto la prima dose di AstraZeneca.

Per fare questa “vaccinazione eterologa” serviranno dosi in più di Pfizer e Moderna per ricalibrare il piano, visto che sono 186mila in questo momento le persone in Lombardia che hanno fatto una dose del vaccino brevettato ad Oxford e che aspettano il richiamo.

Sabato, dopo una mattina di annunci e smentite, Palazzo Lombardia  ha deciso di mettere in stand by le persone sotto i 60 anni che dovevano fare il richiamo con AstraZeneca nel weekend. Oggi è stato annunciato che il “blocco” continuerà anche nei primi giorni della settimana. Tutti quelli che avevano l’appuntamento in queste ore, stanno ricevendo un Sms con l’annuncio che l’appuntamento sarà riprogrammato. 

Decine di persone si sono recate agli hub vaccinali per fare il richiamo, non avendo avuto l’Sms di disdetta. E quindi sono state rimandate indietro, tra le immaginabili proteste.

Le agende dovranno essere riviste e ci vorrà qualche data in più per recuperare chi fra ieri e giovedì sarà rimasto in sospeso. Dopo la morte della giovane ligure, la Lombardia si è adeguata alla circolare del ministro della Salute Roberto Speranza, avendo letto l’allegato dell’Aifa che confermava la “raccomandazione” annunciata venerdì sera: “Alla luce della circolare del ministero della Salute e del collegato parere Aifa, Regione Lombardia provvederà, per la somministrazione della seconda dose ai cittadini under 60, alla vaccinazione eterologa, ossia con vaccino Pfizer o Moderna. La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vaccino disponibili“.

Il blocco dei richiami di questi giorni, dicono a Palazzo Lombardia, è necessario per stabilire il numero di dosi aggiuntive per coprire tutti gli under 60 che hanno fatto la prima dose AstraZeneca. E per chiarire quante delle 186 mila persone devono avere il richiamo a giugno e quante a luglio.

Strage ad Ardea….


Strage ad Ardea, vicino a Roma: uccisi un anziano e due bimbi, il killer si è suicidato

articolo: https://www.ansa.it/lazio/notizie/2021/06/13/spari-in-strada-vicino-roma-colpiti-2-bimbi-e-un-anziano_a2664401-bcc0-4c9d-80aa-7b1627642b20.html

Daniel e David avevano 5 e 10 anni e stavano giocando di mattina in un parco davanti a casa quando gli hanno sparato a bruciapelo e li hanno uccisi senza un motivo apparente. L’uomo che li ha colpiti ha poi tolto la vita anche a un pensionato di 74 anni che passava di lì in bici.

Infine si è chiuso in casa e si è suicidato con la stessa pistola prima dell’irruzione dei carabinieri.

Una strage feroce e insensata si è abbattuta in una domenica di mare su un comprensorio residenziale, Colle Romito, ad Ardea, quaranta chilometri a sud di Roma. L’assassino aveva 35 anni, si chiamava Andrea Pignani, viveva con la madre in una villetta acquistata nel 2019, a poche decine di metri dal campetto del triplice omicidio. Laureato in ingegneria informatica, disoccupato, un anno fa, a maggio, era stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per aver aggredito la madre, ma non risulta che fosse attualmente in cura per problemi mentali. Secondo i carabinieri non usciva di casa praticamente da un anno. I vicini, altri abitanti del comprensorio, raccontano di quella pistola che tirava fuori per minacciare ogni volta che c’era una discussione, qualcosa che lo infastidiva, che fosse la potatura degli alberi o qualche rumore intorno a casa sua. Ma nessuno aveva sporto denuncia, secondo i carabinieri. Stamani verso le 11, a quanto ricostruito finora, Pignani è uscito e sulla sua strada ha incontrato Daniel e David che giocavano tranquilli. Gli ha sparato al collo e al petto e, racconta la nonna, “sono morti tenendo la mano del padre”, Domenico Fusinato, ai domiciliari in un’altra villetta di Colle Romito per reati di droga, ma subito accorso appena sentiti gli spari. Nel frattempo Pignani aveva colpito e ucciso con un proiettile alla testa anche Salvatore Ranieri, 74 anni, che passava in bicicletta e non conosceva né il suo assassino né i fratellini. Una quarta vittima, un uomo che stava andando a buttare la spazzatura, sarebbe sfuggita alla morte solo perché troppo distante per la gittata della pistola. Pignani è quindi rientrato in casa, si è chiuso dentro e per ore non ha risposto ai negoziatori arrivati sul posto per convincerlo ad arrendersi. Quando a metà pomeriggio un commando del Gis carabinieri è entrato nella villetta l’uomo si era già ucciso con la stessa pistola. La fine di una giornata di sangue non mette la parola fine sulla strage. Secondo il presidente di Colle Romito, Romano Catini, la presenza di una pistola – che era del padre del 35enne, una guardia giurata morta un anno fa – era stata più volte segnalata dai vicini spaventati. Ma agli inquirenti non risultano denunce. Si cerca un movente, ma non ci sarebbero stati contrasti tra Pignani e il padre dei bambini, quest’ultimo comparso nel 2018 in un’operazione dei carabinieri a Ostia contro gli scissionisti del clan Triassi, ritenuto avversario degli Spada. Difficile pensare a una vendetta spietata. Le indagini comunque proseguono per accertare l’esatta dinamica. Rimane il ricordo delle vittime. Di due bambini. racconta la nonna, “educati e rispettosi. Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella“. E del 74enne Ranieri, in vacanza con la moglie a Colle Romito, dove aveva una seconda casa. Il sindaco di Ardea, Mario Savarese, racconta di un luogo tranquillo in cui nei decenni scorsi venivano a villeggiare anche personaggi politici noti. Alcuni abitanti di lungo corso raccontano invece di personaggi poco raccomandabili, alcuni dei quali ai domiciliari come il padre dei bimbi uccisi. Ma il vero movente di un massacro a freddo come questo sarà difficile da trovare, visto che l’autore si è poi suicidato.

A Milano la crisi dei medici di famiglia….


A Milano la crisi dei medici di famiglia: troppi pazienti, pochi camici bianchi. E spunta la protesta di quartiere

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/14/news/milano_medici_di_base_in_pensione_posti_scoperti-305925611/

Costi alti e pensionamenti, allarme per l’organico della categoria in prima linea con il Covid. L’Ordine dei medici: “Ci sono 200 zone carenti“. Al quartiere Giambellino sit in dei residenti rimasti senza assistenza

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Ci sono quartieri come il Giambellino dove i cittadini scendono in piazza da giorni – e lo hanno fatto anche ieri – perché l’ultimo medico di base, il dottor Veneroni, va in pensione e non si sa se e quando ci sarà un sostituto. La professione infatti non è delle più ambite: molto lavoro, fino a 1400-1500 pazienti a testa, retribuzione erosa dai pagamenti dovuti a infermieri, segretari e collaboratori da assumere per far fronte al crescente lavoro anche burocratico. Sono circa 1.500 i medici di base lombardi che andranno in pensione nei prossimi 5 anni su un totale di circa 7 mila. La maggior parte lo farà nel 2022. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano, e segretario dello Snami, il sindacato di categoria, lancia l’allarme. Ogni medico di famiglia infatti assiste in media 1416 lombardi, quando la media italiana è invece di 1232 e la soglia ottimale fissata dalla Regione sarebbe di un medico ogni 1300 cittadini. Per rispettare i parametri ne servirebbero 500 in più. In dieci anni si sono persi mille medici di base in Lombardia.

A Milano e area metropolitana abbiamo 1.900 medici e 200 pediatri, ma ci sono 200 zone carenti e dei posti messi a concorso per la medicina di famiglia solo 60 sono stati coperti con l’ultimo bando – dice Rossi – . E la situazione è destinata ad aggravarsi perché nel conto non sono calcolati quei medici che hanno maturato i requisiti per andare in pensione da qui a cinque anni e legittimamente“.
Secondo i calcoli dell’Ordine dei medici se il numero medio di pazienti per ogni dottore fosse in linea con gli standard previsti, circa 700 mila persone potrebbero scegliere un medico di fiducia vicino alle loro abitazioni. “Invece – denuncia Rossi – abbiamo numerosissime zone in cui c’è carenza di medici, sia nelle grandi città, sia in zone periferiche. Ogni collega deve assistere a domicilio anche un folto numero di pazienti, che hanno problemi di mobilità o vivono in comuni disagiati, di montagna o scarsamente abitati, oltre a quelli che vanno in studio autonomamente“.

Qualcosa si può e si deve fare, anche perché si è visto con la pandemia quanto la carenza della medicina territoriale incida poi sulla gestione delle emergenze. La prima cosa che si può fare è quella di investire sull’informatizzazione. “I medici da anni si sono adeguati ai nuovi mezzi tecnologici ed il loro tasso di informatizzazione è ormai pari al cento per cento. Sono completamente informatizzati anche i medici più anziani dai 68 ai 70 anni. Il problema, a questo punto, sono i sistemi informatici sanitari e istituzionali che andrebbero aggiornati e armonizzati con investimenti adeguati. La seconda e la terza sarebbe quella di aumentare le borse di studio e le loro remunerazioni, incentivare i nuovi medici a fare la scelta della libera professione investendo il proprio futuro nella medicina di base“, dice Rossi.

I giovani che escono dalla facoltà di Medicina non sono invogliati ad aprire uno studio sul territorio o ad unirsi ai professionisti già attivi. C’è un tema economico anche che li scoraggia, oltre che un tema di carico di lavoro. “Io che svolgo questa professione da anni – spiega Rossi  – posso affermare che per coprire le spese d’affitto dello studio, il personale infermieristico, la segreteria e le altre spese vive il margine di guadagno è troppo risicato anche per chi ha studi medici avviati da anni. Quando chiediamo a un giovane medico di aprire un nuovo studio, magari in una periferia urbana o in una zona rurale e montana, difficilmente un giovane riuscirà a coprire le spese“. Nonostante questa sia la situazione, si prepara un autunno caldo per i medici di famiglia. Si parla della campagna di vaccinazione per la terza dose affidata proprio a loro, e dell’incarico di scovare porta a porta i pazienti che non hanno ancora prenotato il vaccino anti-Covid. “Uno sforzo impossibile da realizzare con le poche e stremate forze a disposizione“, conclude Rossi.

La carenza medici di famiglia non colpisce solo Milano …

19 febbraio 2021 :  http://www.simonenegri.it/news.php?extend.346.3

Nel corso della recente assemblea dei sindaci del ASST Rhodense è stato affrontato il tema spinoso della mancanza dei medici di medicina generale (MMG) nel nostro territorio.

A marzo 2021 verrà effettuato un nuovo rilievo dei cosiddetti “ambiti carenti”, misurando la disponibilità dei medici considerando uno standard di 1 ogni 1.300 residenti e tenendo conto dei pensionamenti entro il 31/12/2021.

A fine 2020, su 286 posti pubblicati nell’ATS Città di Milano (su circa 2.000 medici) sono stati conferiti solo 126 incarichi, di cui molti legati a medici ancora in formazione. Di fatto i nuovi MMG non sono sufficienti per sostituire neanche i cessati, che lo scorso anno sono stati 181.
Oltre alla crisi della filiera, dalla formazione all’ingresso nello studio, pare aver inciso notevolmente la pandemia che ha visto anticipare il pensionamento di molti medici. continua a leggere

Europei, giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match con la Russia. Gli arbitri li imitano. Fischi dal pubblico di San Pietroburgo


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/foto/russia_belgio_razzismo_in_ginocchio_san_pietroburgo_fischi-305782890/1/?ref=RHTP-BS-I304750563-P4-S1-T1

212914917-baf70afc-48b4-46f1-9f10-ac516033eec8I giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match contro la Russia degli Europei. Il direttore di gara della sfida, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz e i suoi assistenti, li imitano inginocchiandosi prima del fischio d’inizio. Ma il gesto viene contestato dal pubblico di San Pietroburgo che fischia. E i giocatori della Russia, che non hanno aderito al movimento Black Lives Matter, restano in piedi. Due giorni fa fischi erano arrivati anche ai giocatori irlandesi in ginocchio contro il razzismo nell’Ungheria di Orban.

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Omar Pedrini operato al cuore:…


Omar Pedrini operato al cuore: l’operazione durata cinque ore. Ora è in terapia intensiva ma cosciente

articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_giugno_12/omar-pedrini-operato-cuore-l-operazione-durata-cinque-ore-ora-terapia-intensiva-ma-cosciente-8772a794-cbbb-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml?fbclid=IwAR1mBz8YmHRFq4sVT0Lmb3-b66VexAdzDkaNyPH6Hab7jXJruaThWPquj58

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Omar Edoardo Pedrini (Brescia, 28 maggio 1967) è un cantautore, chitarrista e accademico italiano, ex leader dei Timoria.

Il cantautore 54enne operato a Bologna, già in passato aveva subito due interventi per problemi cardiaci

«Ho un aneurisma aortico» aveva scritto su Instagram Omar Pedrini, postando una foto dal letto d’ospedale.

Il cantautore, 54 anni compiuti a fine maggio, come si legge sul suo profilo Twitter è stato operato alla clinica Villa Torri di Bologna. Un intervento durato 5 ore: «Omar è in terapia intensiva ed è già cosciente» scrive il suo staff.

Era stato proprio Pedrini a spiegare di essere stato ricoverato in ospedale e a raccontare poi di aver un aneurisma aortico. Il tutto per spiegare perché il suo ritorno sul palco dovrà aspettare anche se, aveva scritto: «La mia volontà è di tornare quanto prima. Ci siamo salutati alla fine del 2019 col vento in poppa, ora dobbiamo essere pronti per volare senza vento». Pedrini in realtà aveva già in passato avuto diversi problemi al cuore, prima nel 2004 (proprio per un aneurisma aortico) e poi nel 2014, il secondo intervento era durato 11 ore. Tantissimi i messaggi di sostegno arrivati da colleghi e amici, da Lorenzo Jovanotti a Paolo BelliPedrini a febbraio era diventato papà per la terza volta.

Dramma in campo a Copenaghen: arresto cardiaco per Eriksen..


articolo: https://sport.sky.it/calcio/europei/partite/2020/giornata-1/danimarca-finlandia/risultato-gol

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questa foto fa sperare

Christian Eriksen, malore durante Danimarca-Finlandia

Malore per il giorcatore dell’Inter al 43′ del primo tempo: necessario un massaggio cardiaco. Il giocatore attualmente è in ospedale. L’Uefa ha comunicato la “sospensione del match per un’emergenza medica“. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale su Sky Sport 24 e qui sotto nel nostro liveblog

Il comunicato della Uefa: “Eriksen in ospedale e stabilizzato”

A seguito dell’emergenza medica che ha coinvolto il giocatore danese Christian Eriksen, si è svolta una riunione di emergenza con entrambe le squadre e gli ufficiali di gara e ulteriori informazioni saranno comunicate alle 19.45Il giocatore è stato trasferito in ospedale ed è stato stabilizzato


Europei: Zhang su Instagram, forza Eriksen

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/06/12/europei-zhang-su-instagram-forza-eriksen_43daa82d-d91d-4df5-ae63-e12adb6e58c8.html

Messaggi da Lautaro e Hakimi, preghiamo per te

(ANSA) – Milano, 12 giugno 2021 – Arrivano messaggi di supporto sui social per Christian Eriksen dall’Inter e dai suoi compagni in nerazzurro, dopo il malore in campo del centrocampista della Danimarca durante la gara contro la Finlandia. “Forza Chris!”, ha scritto il presidente dell’Inter Steven Zhang su Instagram, pubblicando una foto insieme al giocatore.

Forza Chris, dai Chris!“, il messaggio di Lautaro Martinez. “Forza Chris, per favore! Prego per te amico mio“, le parole di Hakimi.Forza fratello, più forte di sempre“, ha aggiunto Alessandro Bastoni.

Siamo tutti con te, ha scritto invece Milan Skriniar. (ANSA).


Eriksen si accascia a terra durante Danimarca-Finlandia: massaggio cardiaco, dramma agli Europei

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/12/news/eriksen_danimarca_finlandia-305759144/?ref=RHTP-BH-I305760701-P1-S1-T1

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Il giocatore danese dell’Inter è stramazzato a terra al 43′ del primo tempo. Terribili le immagini dei soccorsi eseguiti sul prato del Parken tra i giocatori e il pubblico in lacrime. Interrotta la partita

Dramma a Copenaghen durante Danimarca-Finlandia. Christian Eriksen, il giocatore danese dell’Inter, è stramazzato a terra all’improvviso al 43′ del primo tempo della partita in corso allo stadio Parken. In un silenzio irreale, tra i giocatori e il pubblico in lacrime, si sono visti i sanitari eseguire il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca al giocatore. Nelle immagini della partita si vede chiaramente Eriksen che correndo rientra dalla linea di fondo, comincia a barcollare e cade da solo in avanti quasi senza forza. Immediato l’intervento dei sanitari, la partita è stata interrotta.

Sul campo ha assistito ai soccorsi in lacrime la moglie di Eriksen, scesa dalle tribune e sostenuta sul terreno di gioco dal portiere Schmeichel e da Kjaer.


Eriksen, malore in Danimarca-Finlandia, paura agli Europei 2021: diversi massaggi cardiaci

articolo: https://www.corriere.it/sport/calcio/europei/21_giugno_12/eriksen-arresto-cardiaco-danimarca-finlandia-paura-europei-2021-5452e658-cb9d-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

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Il centrocampista della Danimarca Christian Eriksen si è accasciato a terra, improvvisamente, al 42esimo minuto della partita Danimarca-Finlandia, sfida della prima giornata degli Europei 2021. La sfida, che si giocava a Copenaghen, è stata immediatamente sospesa.

Eriksen, calciatore dell’Inter, è stato sottoposto a massaggi cardiaci, anche con un defibrillatore. Gli interventi sul fuoriclasse, che ha 29 anni, sono stati almeno tre.

Eriksen al momento appare ancora incosciente anche se un fotografo dell’agenzia Reuters — citato dall’agenzia stessa — avrebbe visto il calciatore alzare la mano mentre veniva portato fuori dal campo sulla barella.

Compagni e avversari sono sconvolti, con i danesi che fanno muro intorno ai soccorsi per preservare la privacy del centrocampista. In campo la moglie del campione, in lacrime, subito abbracciata dal capitano Kjaer e dal portiere Schmeichel.

Lo stadio di Copenaghen è ammutolito.

Dopo una quindicina di minuti i giocatori finlandesi sono rientrati negli spogliatoi in segno di rispetto, mentre quelli danesi sono rimasti ancora sul campo intorno al campione.

Dopo 20 minuti la barella, circondata da due teli, ha scortato Eriksen fuori dal campo accompagnata dai giocatori.

La dinamica – Christian Eriksen si è accasciato a terra, improvvisamente, attorno al minuto 43 del primo tempo di Danimarca-Finlandia. Il centrocampista si è avvicinato a un compagno di squadra per ricevere la rimessa laterale. Senza che ci fossero scontri con compagni di squadra o avversari, il centrocampista danese, dopo alcuni passi, è caduto a terra, privo di sensi. I compagni e gli avversari, insieme con l’arbitro, hanno immediatamente chiamato i medici che, entrati in campo, hanno avviato le procedure per rianimare il calciatore. I compagni, seppur sconvolti, hanno iniziato a fare scudo al giocatore.

San Siro, la telenovela del nuovo stadio: dopo due anni l’iter è al punto di partenza. Zhang spinge: va fatto


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/economia/21_giugno_12/san-siro-telenovela-nuovo-stadio-due-anni-l-iter-punto-partenza-zhang-spinge-va-fatto-211b9daa-cb4f-11eb-ab13-840e0d149d7d.shtml

Il primo progetto presentato a luglio 2019. Il 19 giugno prossimo scade la proroga ai club per presentare le integrazioni. La giunta dovrà dare una nuova dichiarazione di pubblico interesse. Sala: tengo il dialogo aperto. Ma i tempi si allungano. Ecco i numeri del piano urbanistico.

Era il 10 luglio di due anni fa quando Milan e Inter depositarono in Comune il primo studio di fattibilità per il nuovo stadio da realizzare nel parcheggio dell’attuale impianto. Due anni dopo, si è in attesa che gli stessi due club spediscano al medesimo indirizzo gli ultimi documenti (relativi soprattutto ai rispettivi assetti societari) in relazione al secondo progetto di fattibilità dell’opera. Di fatto si è tornati al punto di partenza, anche se questi 23 mesi sono serviti se non altro al Comune a fissare, sull’ipotetico nuovo terreno di gioco, una lunga serie di paletti di natura urbanistica e non solo (le famose sedici condizioni votate dall’aula di Palazzo Marino nel novembre del 2019 e allegate alla prima dichiarazione di pubblico interesse).
Prima che la giunta possa ora dare un secondo via libera al progetto, nel frattempo adeguatamente riveduto e corretto, di un San Siro «bis», le società devono appunto produrre altra documentazione. La scadenza dell’ultima proroga richiesta da Inter e Milan è in calendario per sabato prossimo, 19 giugno.

In Commissione consiliare i tecnici hanno fatto ieri il punto sulla lunga vicenda. In sintesi: l’aggiornamento presentato dalle due società prevede la realizzazione di un nuovo impianto per il calcio e altri eventi, la rifunzionalizzazione del Meazza (di cui si prevede il parziale mantenimento, mediante la realizzazione di un distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento) e un «comparto plurivalente» con funzioni di carattere privato su una superficie di 145mila metri quadrati suddivisa in commerciali, terziarie e ricettive, oltre a funzioni sportive e museali «convenzionabili con il Comune». La proposta interessa una superficie complessiva di 290mila metri quadrati, di cui solo 99mila «occupati» dal nuovo stadio. L’impianto avrà una capienza massima di 60mila spettatori, mentre l’area complessiva sarà affidata ai club attraverso la concessione del diritto di superficie per 90 anni.

Nonostante l’impasse, il sindaco garantisce che non ci saranno passi indietro del Comune. «Con le caratteristiche e le prudenze che devo avere, confermo la disponibilità dell’amministrazione a dialogare con le squadre, capendo la loro necessità di avere un impianto nuovo», ha detto Beppe Sala: «Non faccio un passo indietro, ma porrò le attenzioni necessarie al caso». Soprattutto nella maggioranza di centrosinistra crescono però le perplessità. Carlo Monguzzi (Pd) dà voce al fronte del no: «Ristrutturiamo il Meazza. Un secondo stadio, tonnellate di nuova edificazione e addirittura un nuovo centro commerciale non servono al quartiere ma solo alle casse delle società in crisi». Sull’altro fronte il forzista Alessandro De Chirico lancia l’allarme opposto: «La sinistra ha deciso da tempo di non decidere. Più più passa il tempo e più il rischio di far scappare a gambe levate Inter e Milan dal Meazza diventa fondato». Il presidente nerazzurro Steven Zhang, intervistato ieri da Sky, si limita per ora a ribadire il concetto di sempre: «È molto importante costruire un nuovo stadio, una struttura innovativa per il club. Senza rimarremmo indietro rispetto agli altri club che hanno già fornito una struttura migliore per i tifosi».

Covid: focolaio in palestra Milano, 10 casi accertati


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/06/12/covid-focolaio-in-palestra-milano-10-casi-accertati_07b1cb4f-5b32-4af1-b444-091782fe13cf.html

Un positivo variante indiana, richiesto sequenziamento per altri

(ANSA) – Milano 12 giugno 2021 – Un focolaio Covid con 10 casi, di cui uno da variante indiana, è stato scoperto in una palestra di Milano che aveva riaperto lo scorso 24 maggio. Lo rende noto ATS Città Metropolitana di Milano, spiegando che, visto che un caso ha evidenziato infezione da variante indiana, è stato richiesto il sequenziamento per gli altri 9.

Tutti i casi sono in isolamento.

L’Agenzia ha inoltre identificato 140 frequentatori della palestra che dal 24 maggio (data di apertura della palestra) al 31 maggio (data di presenza dell’ultimo caso) hanno avuto contatti con almeno uno dei 10 casi rilevati. Sono stati tutti invitati a eseguire un test antigenico o molecolare presso la rete dei punti tampone e dei drive through di ATS. (ANSA).

Attacco hacker e incendio per Luma Energy, Porto Rico al buio


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/11/news/attacco_hacker_e_incendio_per_luma_energy_porto_rico_al_buio-305433014/

Miami – Un incendio in una sottostazione elettrica sull’isola americana di Porto Rico ha gettato nell’oscurita’ migliaia di residenti da ieri sera. Luma Energy, l’azienda che fornisce energia elettrica, ha fatto sapere di aver subito un attacco informatico.

C’e’ stato un incendio in un trasformatore nella sottostazione di Monacillo“, un distretto della capitale San Juan, ha detto la società  due ore dopo aver spiegato di essere stata l’obiettivo di un attacco hacker che ha reso “difficile” per i clienti l’accesso ai propri account online.

Non slittano i richiami. Pronte le scorte per il cocktail Pfizer


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/non_slittano_i_richiami_pronte_le_scorte_per_il_cocktail_pfizer-305630025/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S2-T1

Ecco come cambia la campagna vaccinale che va avanti senza stop. Chi ha ricevuto la prima dose con AstraZeneca farà una dose a mRna

Roma. Adesso che le somministrazioni quotidiane si avvicinano a quota 600.000, l’obiettivo è non fermare la macchina. L’ennesimo cambio in corsa sull’utilizzo di AstraZeneca, non dovrebbe compromettere la marcia verso l’immunità di gregge fissata per settembre. Le Regioni si dicono pronte: gli appuntamenti per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose con AstraZeneca saranno rispettati. I richiami verranno fatti con Pfizer e Moderna, le dosi — rassicura il generale Figliuolo — almeno per il momento, ci sono. Anche se un impatto ci sarà e porterà ad un rallentamento, non fosse altro che per riprogrammare i primi appuntamenti a seconda della effettiva disponibilità delle dosi nei frigo delle Regioni e non su quella del calendario delle consegne che presenta ancora qualche punto interrogativo, a cominciare dai 6,4 milioni di Curevac ancora in attesa di approvazione e dosi previste entro settembre. «Siamo lisci lisci — ammette il generale Figliuolo — ci eravamo lasciati un certo margine di disponibilità che ora si è assottigliato vuoi per la nuova fascia di giovanissimi da vaccinare (12-16 anni) e ora per questa gamba del tavolo che cede. Ma sono ottimista e penso che se non ci saranno altri imprevisti e se non dovremo vaccinare anche i piccoli dai 6 anni in su, a settembre chiuderemo la partita».

I vaccinati con AstraZeneca – I più disorientati in queste ore sono gli under 60 (poco più di un milione) che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca e ora faranno il richiamo con un vaccino a Rna messaggero, Pfizer o Moderna. La prima domanda è: quando? Le Regioni stanno affannosamente facendo i conti con la disponibilità delle dosi, ma in linea di massima dovrebbe essere rispettata la scadenza dei tre mesi dalla prima somministrazione. Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto, Toscana, sono pronte: già da oggi gli under 60 che avevano l’appuntamento per il richiamo avranno iniettato Pfizer o Moderna, solo gli over 60 riceveranno di nuovo AstraZeneca. E chi non è convinto dalla novità della vaccinazione con due farmaci diversi? Resta fermo il principio che il vaccino non si può scegliere e questa volta l’indicazione alle Regioni è perentoria: niente AstraZeneca a chi ha meno di 60 anni. Dunque nessuno potrà chiedere di avere fatta la seconda dose con il siero di Oxford ma essendo la vaccinazione un trattamento sanitario allo stesso tempo non si potrà essere obbligati a riceverlo. Al massimo si potrà rifiutare il richiamo. I tempi lunghi ( 12 settimane) diluiranno gli eventuali problemi di disponibilità di Pfizer e Moderna per le seconde dosi che potrebbero slittare al massimo di qualche giorno.

Addio agli Open day – Tutti annullati gli appuntamenti del weekend per la somministrazione di massa di AstraZeneca, la strategia adottatta da molte Regioni peallettare i più giovani senza appuntamento verrà messa da parte. Per altro in sintonia con la prospettiva di chiudere in estate gli hub e affidare la conclusione della campagna a medici di famiglia e pediatri più affidabili anche per l’anamnesi dei loro pazienti, soprattutto i ragazzi.

Farmacie e aziendeLo stop per ora non riguarda l’altro vaccino ad adenovirus. Il monodose Johnson continuerà dunque ad essere somministrato nelle farmacie a chi lo prenoterà, anche under 60, nonostante esista una raccomandazione ad utilizzarlo solo per i più anziani. E un contraccolpo potrebbe subire anche la campagna vaccinale nelle aziende dove la platea dei lavoratori a cui poter somministrare AstraZeneca e Johnson si riduce.

Le dosi in frigoDi AstraZeneca, a questo punto, ne avremo fin troppo: se pure si vaccinassero tutti i 3, 5 milioni di over 60 che ancora mancano all’appello, occorrerebbero 7 milioni di dosi per loro e 4 milioni per quelli che hanno già ricevuto la prima dose. Ma tra le fiale in giacenza e quelle in arrivo nel terzo trimestre siamo già a 15 milioni. Almeno 4, dunque ( ma saranno sicuramente di più) resteranno inutilizzate e verranno destinate al progetto Covax per i Paesi senza accesso ai vaccini.

Vaccini, il Cts: “Stop Astrazeneca per gli under 60. Per la seconda dose avranno solo Pfizer o Moderna. Speranza: “Il governo tradurrà queste raccomandazioni in modo perentorio” – 

Hacker attaccano big videogiochi Electronic Arts


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2021/06/11/hacker-attaccano-big-videogiochi-electronic-arts_e835e550-e5d5-424f-8c6b-f8663892b2c6.html

Furto codice sorgente, ‘nessun rischio per la privacy’

Attacco hacker contro Electronic Arts, uno dei giganti mondiali dei videogiochi. “Stiamo indagando la recente intrusione nella nostra rete con la quale è stato rubato un ammontare limitato di codice sorgente“, afferma la società in una nota, sottolineando che gli hacker non hanno avuto accesso ai dati dei giocatori e “non c’è ragione di ritenere che la privacy” di chi giocasia a rischio“.

Ogni volta che trapela un codice sorgente tutti dovrebbero preoccuparsi.

Con queste preziose informazioni in possesso, gli hacker possono facilmente vedere il funzionamento interno di un gioco, sfruttare delle falle di sicurezza e persino fare il reverse engineering dei giochi con scopi dannosi – spiega Marco Fanuli, Security Engineer Team Leader di Check Point Italia Se gli hacker procedono con la vendita del furto nel darkweb, queste attività malevoli possono essere scalate. Alcuni report ci dicono che il codice sorgente di questo leak che coinvolge EA Games è già stato pubblicizzato nel darkweb. La cosa non sorprende, dato che gli hacker di solito sono veloci a monetizzare ciò che rubano, persino tali informazioni proprietarie che possono fruttare molti soldi agli hacker

Lombardia in zona bianca da lunedì 14 giugno


Lombardia in zona bianca da lunedì 14 giugno. Addio restrizioni: cosa cambia rispetto alla zona gialla

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articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/10/news/milano_lombardia_zona_bianca_le_regole-305282163/

Il passaggio permesso dai dati delle ultime settimane. Fine del coprifuoco, sì a ristoranti e bar all’aperto, resta l’obbligo delle mascherine

La Lombardia si prepara ad entrare in zona bianca da lunedì 14 giugno insieme a Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e provincia di Trento. Un passaggio che è stato reso possibile dai dati delle ultime settimane e che segnano il ritorno di una normalità simile a quella del passato. Per entrare in zona bianca una Regione deve avere un’incidenza di contagi sotto i 50 casi ogni 100 mila abitanti per tre settimane consecutive: nell’ultima settimana l’incidenza è stata più che dimezzata: 22 casi per 100mila abitanti. “Lo dobbiamo anche a tutti quelli che si sono sottoposti alla vaccinazione“, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Ecco allora le restrizioni che cadranno con il passaggio in zona bianca.

Addio coprifuoco – Dopo che lunedì scorso era stato posticipato a mezzanotte, con il passaggio in zona bianca viene praticamente meno insieme a molte altre restrizioni.

Ristoranti, bar all’aperto e distanziamento – Nessun limite per ristoranti e bar all’aperto, al chiuso invece resta il limite delle sei persone a tavolo. Resta l’obbligo delle mascherine e del distanziamento sociale

Le riaperture – Riaprono le discoteche anche se non si potrà ballare in pista. Possono riaprire le piscine al coperto, i centri benessere e termali, le fiere, le sagre i convegni e i congressi, i parchi tematici e di divertimento, le sale bingo e i casinò. Anche gli eventi sportivi che si tengono al chiuso sono aperti al pubblico e sono consentiti i banchetti dopo le cerimonie civili e religiose (dai matrimoni alle comunioni).

Coronavirus, “Dal 20 agosto la Lombardia avrà l’immunità di gregge” – 

Vaccino anti Covid, la Regione Lombardia dice sì alle dosi ai turisti: si cerca un’intesa per il vaccino al mare – 

 

Morta Paola Pigni, leggenda dello sport italiano


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2021/06/11/atletica-morta-paola-pigni_b9bf6e4b-ccac-4d87-86af-80ce4fb59336.html

Bronzo ai Giochi olimpici del ’72 a Monaco nei 1500, aveva 75 anni

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Incendio in una fabbrica di vernici nel Pinerolese:….


Incendio in una fabbrica di vernici nel Pinerolese: evacuata due case. Il sindaco Salvai: “Invito i cittadini a non uscire”

articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/incendio_in_una_fabbrica_di_vernici_a_roletto_almeno_un_ferito-305515787/?ref=drla-3

E’ la Cia Technima Sud Europa di Roletto: una trentina i dipendenti, tutti in salvo. Chusa la statale dei laghi di Avigliana

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Un’alta colonna di fumo nero si è alzata dalla fabbrica di vernici Cia Technima Sud Europa di Roletto, nel Pinerolese, dove stamattina é scoppiato un incendio di grandi dimensioni. Due case vicine allo stabilimento sono state evacuata, ma non  ci sarebbero feriti. In via Santa Brigida 43 stanno operando cinque squadre dei vigli del fuoco per spegnere le fiamme che hanno invaso la fabbrica cercando di limitare i danni che  sembrano ingenti. Dall’esterno si sentono anche i rumori di diverse esplosioni. 

Lo stabilimento, che produce bombolette spray e  in cui lavorano una trentina di persone; é stato subito evacuato. Tre pattuglie dei carabinieri sono sul posto insieme con il personale del 118e dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente. E’ stata temporaneamente chiusa anche la statale dei Laghi di Avigliana per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso. E dall’Arpa: spiegano: “Sono stati avviati i controlli per la ricaduta dei fumi in prossimità dell’incendio e nelle aree adiacenti. I campionamenti dell’aria stanno proseguendo così come quello delle acque di spegnimento per verificare che queste non si riversino in bialere e rii. Arpa sta effettuando ulteriori campionamenti attraverso canister“.

Il sindaco di Pinerolo Luca Salvai: “Siamo in attesa di notizie ufficiali dagli organi preposti. Nel frattempo, a titolo precauzionale, invito la cittadinanza a non uscire se non necessario, non recarsi sul luogo dell’incidente ed evitare, per oggi, di fare sport all’aria aperta, soprattutto sulla collina di Pinerolo verso Roletto

Roletto: incendio alla fabbrica di vernici Cia Technima

Scontri a un presidio di lavoratori della logistica nel Lodigiano: nove feriti, uno è grave. I sindacati: “Aggressione organizzata con bastoni e taser”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/11/news/scontri_presidio_lavoratori_logistica_nel_lodigiano_un_uomo_grave-305514025/?ref=RHTP-BH-I304495303-P1-S1-T1

E’ successo nella notte a Tavazzano con Villavesco dove i dipendenti della FedEx Tnt licenziati stavano manifestando: soccorse 9 persone

 

Violenti scontri, stanotte, in un deposito di un’azienda di logistica di via Orecchia, a Tavazzano con Villavesco, nel Lodigiano. La situazione è degenerata mentre era in corso un presidio organizzato da lavoratori licenziati da un’altra ditta di logistica di Piacenza. “Si tratta di lavoratori – spiegano fonti sindacali – della FedEx Tnt che, arrivati a Tavazzano hanno trovato persone che si ritiene possano anche essere guardie private, che li hanno assaliti anche con bastoni e taser“.

Alla fine degli scontri nove persone sono state soccorse dai sanitari del 118. Per una di loro è stato ritenuto necessario il ricovero al policlinico di Pavia per un trauma facciale grave. E quell’uomo riverso a terra con il sangue al naso è l’immagine postata dal sindacato Si Cobas nazionale per denunciare quanto è accaduto.

Secondo la ricostruzione dei sindacati, il presidio dei circa 40 lavoratori di Si Cobas sarebbe stato attaccato da una “squadraccia” “mimetizzatasi tra i lavoratori

https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/