Terremoto Centro Italia, crolli case popolari Amatrice: 5 a processo | Sky TG24


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Suning si compra tutta l’Inter


La famiglia Zhang vuole le quote di Thohir: ecco come potrebbe convincere il magnate indonesiano

articolo: www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/inter/suning-si-compra-tutta-l-inter_1220858-201802a.shtml

Altro che dismissioni. Suning non cede – e lo avevamo già chiarito – e rilancia andando addirittura all’assalto delle quote di Thohir. Lo scrive il Sole 24 Ore, spiegando che Zhang starebbe pensando di rilevare le azioni che il socio di minoranza, vale a dire l’ex proprietario indonesiano, ancora possiede prendendosi così l’intera proprietà dell’Inter. Thohir, aveva spiegato ieri il quotidiano economico, sarebbe alla ricerca di un acquirente per la cessione del suo 30% e chiederebbe per il momento tra 150 e i 200 milioni. continua a leggere

Il Parma va verso il deferimento per il caso degli SMS di Calaiò e Ceravolo: promozione a rischio? – Serie B 2017-2018 – Calcio – Eurosport


Secondo la Gazzetta dello Sport, la Procura Federale ha chiuso le indagini ed è scattata la responsabilità oggettiva per il club emiliano che sarebbe così chiamato a processo con i due attaccanti.

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La Gazzetta dello Sport non ha dubbi. Il Parma è stato deferito per responsabilità oggettiva in merito al caso che ha visto protagonisti Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo. I due attaccanti avevano inviato tre SMS a due difensori dello Spezia (Filippo De Col e Alberto Masi) alla vigilia della partita del Picco che ha concluso il campionato. Un incontro che i crociati hanno vinto e che ha comportato la promozione in Serie A visto il contemporaneo pareggio del Frosinone contro il Foggia.

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comunicato ufficiale dal sito: http://parmacalcio1913.com/parma-calcio-1913-comunicato-ufficiale-5

PARMA CALCIO 1913, COMUNICATO UFFICIALE

Prima Squadra, Società
 

Il Parma Calcio 1913 apprende con sgomento e sconcerto le notizie di stampa riguardanti l’asserito deferimento per la presunta violazione dell’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che sarebbe stato contestato in data odierna dalla Procura Federale al Club e ai propri tesserati Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo per l’invio di alcuni messaggi di testo ad ex compagni di squadra prima della partita Spezia-Parma e desidera precisare quanto segue:

  • Riteniamo che l’accusa di tentato illecito sportivo, se confermata visto che la società a tutt’ora (le ore 13:55 di mercoledì 20 giugno) non ha ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione a riguardo, rispetto alle condotte riscontrate, sia sconcertante. Non riusciamo davvero a concepire come testo e tenore dei messaggi in questione possano integrare una fattispecie così grave e siamo convinti che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso. Il Parma Calcio 1913 continua a nutrire la massima fiducia nella Giustizia Sportiva, ma chiede che la verità venga stabilita nel modo più rapido possibile, per rispetto nei confronti del club e dei suoi tifosi.
  • La Società – che ricordiamo non è mai nemmeno stata convocata o ascoltata in ordine a questo procedimento – auspica che, come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi.
  • Già nel recente passato, il Parma Calcio ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela. Nelle ultime settimane sta inoltre assistendo ad un crescendo di dichiarazioni aggressive e insinuanti da parte di tesserati e dirigenti di altre società, senza che nessuno abbia mai censurato questi comportamenti o mosso un dito. Il Parma Calcio non è mai entrato a far parte di questo circo. Continuerà a starne fuori. Ma non ha alcuna intenzione di partecipare a un processo mediatico, dove giorno dopo giorno si alternano notizie contrastanti e la Società si ritrova ad apprendere dai giornali l’evoluzione della inchiesta in questione. Per primi vogliamo chiarezza, giustizia e rispetto delle norme.
  • Da ultimo vogliamo continuare a rassicurare i nostri tifosi, in quanto rimaniamo convinti che in alcun modo i fatti contestati possano rappresentare un illecito. Siamo pertanto certi che questa vicenda – che sta comunque arrecando al Parma ingenti danni di immagine, tecnici, commerciali ed economici – non potrà che definirsi senza conseguenze per il Parma Calcio. Chiediamo a tutti i nostri tifosi di rimanere vicini a questa società e a questa squadra e a tutte le persone che la compongono, che meritano la fiducia di tutti noi per il comportamento sempre dimostrato in campo e fuori dall’inizio del nostro percorso di rifondazione.

Europa League a rischio, atteso il verdetto Uefa:


Milan quasi rassegnato al Tas

Milan, Gentili: fare chiarezza su chi sono i nuovi proprietari

articolo: https://www.ilgiorno.it/milano/milan/europa-league-1.3989650

Milano – 20 giugno 2018 –  Il sorriso (forzato) tradisce il nervosismo. Nasconde la tensione. Maschera, fin che può, una realtà per nulla rassicurante. Marco Fassone prova a tranquillizzare il popolo milanista dopo oltre due ore di dibattimento alla Commissione Giudicante Uefa, ma il rischio dell’esclusione dall’Europa League per aver violato le regole del Fair Play Finanziario è un incubo che agiterà le prossime notti. continua a leggere

È morto Matt “Guitar” Murphy, chitarrista cuoco dei ‘Blues Brothers’


Il musicista aveva 88 anni. Storico il duetto con Aretha Franklin sulle note di ‘Think’

Matt “Guitar” Murphy (Sunflower, 29 dicembre 1929 – Miami, 15 giugno 2018) è stato un chitarrista blues statunitense, famoso per aver suonato nella “The Blues Brothers” band, e per aver intrepretato se stesso negli omonimi film di John Landisdel 1980 e del 2000.

articolo: http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/06/18/news/e_morto_matt_guitar_murphy_chitarrista_cuoco_dei_blues_brothers_-199284100/?ref=RHPPBT-VZ-I0-C4-P12-S1.4-T1

E’ morta Luciana Alpi, la mamma di Ilaria


articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/06/12/e-morta-luciana-alpi-la-mamma-di-ilaria-_8a9f8954-6c72-4a2d-8a83-9ce578e6e5b8.html

E’ morta a Roma Luciana Alpi, la mamma di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia, insieme al collega Miran Hrovatin. Lo si apprende da fonti legali. Aveva 85 anni e da alcuni giorni era ricoverata in ospedale. Da 24 anni cercava la verità sull’omicidio della figlia. Proprio in questi giorni il gip di Roma si deve pronunciare sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura sull’inchiesta per i fatti di 24 anni fa. continua a leggere

Risultati immagini per Ilaria alpi

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Ilaria_Alpi

Ilaria Alpi (Roma, 24 maggio 1961 – Mogadiscio, 20 marzo 1994) è stata una giornalista e fotoreporter italiana del TG3, assassinata a Mogadiscio insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin.

Alpi e Hrovatin furono uccisi in prossimità dell’ambasciata italiana a Mogadiscio, a pochi metri dall’hotel Hamana, nel quartiere Shibis; in particolare, in corrispondenza dell’incrocio tra via Alto Giuba e corso Somalia. La giornalista e il suo operatore erano di ritorno da Bosaso, città del nord della Somalia: qui Ilaria Alpi aveva avuto modo di intervistare il cosiddetto sultano di Bosaso, Abdullahi Moussa Bogor, che riferì di stretti rapporti intrattenuti da alcuni funzionari italiani con il governo di Siad Barre, verso la fine degli anni ottanta. La giornalista salì poi a bordo di alcuni pescherecci, ormeggiati presso la banchina del porto di Bosaso, sospettati di essere al centro di traffici illeciti di rifiuti e di armi: si trattava di navi che inizialmente facevano capo ad una società di diritto pubblico somalo e che, dopo la caduta di Barre, erano illegittimamente divenute di proprietà personale di un imprenditore italo-somalo. Tornati a Mogadiscio, Alpi e Hrovatin non trovarono il loro autista personale, mentre si presentò Ali Abdi, che li accompagnò all’hotel Sahafi, vicino all’aeroporto, e poi all’hotel Hamana, nelle vicinanze del quale avvenne il duplice delitto. A bordo del mezzo si trovava altresì Nur Aden, con funzioni di scorta armata.

Sulla scena del crimine arrivarono subito dopo gli unici altri due giornalisti italiani presenti a Mogadiscio, Giovanni Porzio e Gabriella Simoni. Una troupe americana (un freelance che lavorava per un network americano) arrivò mentre i colleghi italiani spostavano i corpi dall’auto in cui erano stati uccisi a quella di un imprenditore italiano con cui successivamente vennero portati al Porto vecchio. Una troupe della Svizzera italiana si trovava invece all’Hotel Sahafi (dall’altra parte della linea verde) e filmò su richiesta di Gabriella Simoni – perché ci fosse un documento video – le stanze di Miran e Ilaria e gli oggetti che vennero raccolti.

Ilaria Alpi venne sepolta nel Cimitero Flaminio di Roma.

Fondi Lega, Gdf in sede Sparkasse Bolzano


articolo: http://www.ansa.it/liguria/notizie/2018/06/13/fondi-lega-gdf-in-sede-sparkasse-bolzan_86e05cc6-ab81-4c0f-aa2a-1b93801ea8e2.html

Blitz della guardia di finanza questa mattina nella sede della Sparkasse di Bolzano, la cassa di risparmio dell’Alto Adige, nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio dei fondi della Lega. Acquisizioni anche nella sede milanese della Cassa di Risparmio.  Le fiamme gialle stanno acquisendo tutta la documentazione sul flusso di denaro in entrata e in uscita di questi anni e riconducibili a conti del Carroccio.

I pm di Genova hanno avviato una rogatoria internazionale al Lussemburgo su movimenti per 3 milioni di euro in rientro dal Granducato a una banca di Bolzano. I pm vogliono capire se la cifra sia riferibile al cosiddetto ‘tesoro’ del Carroccio: 48 milioni di euro di rimborsi elettorali dal 2008 al 2010, per i quali sono stati condannati in primo grado per truffa, nel luglio dello scorso anno, Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. continua a leggere