Le quattro squadre italiane qualificate in Champions League conoscono già le fasce per il sorteggio: Inter, Napoli, Roma e Como saranno tutte in slot diversi.
Inter, Napoli, Roma e Como sono le quattro italiane qualificate per la prossima Champions League e hanno già la certezza della fascia in cui capiteranno al momento del sorteggio del percorso. Nella lista di tutte le partecipanti mancano solo 7 squadre che verranno decise attraverso ai playoff, ma quelle provenienti dalla Serie A hanno già il loro slot assicurato che non dovrebbe cambiare. Con l’introduzione del nuovo format nel 2024/25 non c’è più la fase a gironi, sostituita da quella con girone unico dove ognuna delle qualificate ha il suo percorso con otto avversarie diverse prima di accedere alla fase a eliminazione diretta.
Le fasce delle italiane in Champions – La Serie A ha emesso il suo ultimo verdetto mandando Inter, Napoli, Roma e Como in ChampionsLeague nel corso dell’ultima serata che ha riservato grandi sorprese. Al momento dei sorteggi ogni club conoscerà il suo percorso all’interno della fase campionato e le fasce sono pressoché decise, con una divisione abbastanza netta: i nerazzurri sono gli unici in prima fascia, i giallorossi andranno in seconda, i partenopei in terza e la squadra di Fabregas,qualificata per la prima volta alle coppe europee, finirà in quarta fascia.
Ognuna di loro affronterà otto avversarie, due per ogni fascia, e i punti ottenuti durante la prima fase verranno conteggiati all’interno della classifica generale che determinerà le squadre direttamente qualificate agli ottavi di finale e quelle che invece dovranno attraversare gli spareggi per accedere alla fase a eliminazione diretta. Mancano ancora sette squadre che arriveranno dai playoff che finiranno ad agosto, poi nel giorno del sorteggio le italiane conosceranno il proprio destino. Ma gli slot sono praticamente assegnati e, a differenza degli anni passati, le quattro provenienti dalla Serie A si troveranno tutte in fasce diverse.
Il Como è in Champions ma deve rientrare nei rigidi parametri Uefa tra stadio, giovani e bilancio. Il rischio è quello di avere una rosa ridotta.
Il Como è in Champions League e il merito di questa impresa è della società, capace di investire tantissimo nell’ultimo mercato estivo prima di questa stagione, ma anche del suo allenatore, Cesc Fabregas, bravo a far prendere giocatori funzionali al suo gioco anche se con prezzi elevati. Nelle ultime sessioni di mercato, la strategia della società si è evoluta: non solo parametri zero di grande nome ed esperienza, ma investimenti pesanti su giovani talenti internazionali dal grandissimo potenziale, pagati a prezzo d’oro.
Nel complesso, la spesa è stata impressionante: nella prima stagione circa 97,7 milioni di euro investiti mentre nella seconda sono stati superati i 107 milioni di euro di investimenti (toccando quota 114-126 milioni complessivi contando bonus e riscatti invernali). Nel mezzo però il Como è stato contestato per non aver assolutamente investito sugli italiani in prima squadra salvo qualche elemento proveniente dalla squadra Primavera. Ma in vista della Champions il Como ora dovrà rientrare in alcuni paletti rigidissimi previsti dalla Uefa: dallo stadioal fair play finanziario fino ai giovani italiani e del vivaio in rosa.
La criticità del Como relativa allo stadio in Champions – Dal punto di vista dello stadio, per ospitare la Champions, serve la Categoria 4 Uefa. Il Como ha portato il suo stadio a circa 12.000 posti, un numero che supera il requisito minimo UEFA per la Champions League (fissato a 8.000 posti). Sotto questo aspetto il Como è a norma ma il problema delle tribune tubolari rappresenta la criticità maggiore. La Uefa non ammette le strutture metalliche/tubolari provvisorie e concede deroghe rarissimamente. Il Como dovrà lavorare a tempo di record per sostituire le sezioni provvisorie (come i distinti o porzioni delle curve) con strutture fisse o conformi. In questi giorni i lavori stanno andando avanti e in maniera spedita proprio per ovviare a queste criticità.
Ma non è tutto. Saranno necessari interventi stringenti su postazioni media, aree hospitality, illuminazione per l’alta definizione televisiva, tornelli e zone di sicurezza per il filtraggio dei tifosi ospiti. Se i lavori non dovessero terminare in tempo, il Como dovrebbe indicare uno stadio alternativo come il Meazza di Milano o il Gewiss Stadium di Bergamo, ma la dirigenza è fortemente ottimista e determinata a giocare in casa.
I paletti economici da rispettare dopo il rosso in bilancio – Dal punto di vista finanziario invece, il Como, con l’ingresso in Europa, entra automaticamente sotto il monitoraggio del Club Financial Control Body della Uefa. In poche parole, la Uefa impone regole severe per evitare il doping finanziario, note come le norme sulla sostenibilità finanziaria (che hanno sostituito il vecchio Fair Play Finanziario ndr).
Da questo punto di vista la Uefa stabilisce che la somma di stipendi lordi di calciatori e allenatori, ammortamenti dei cartellini dei giocatori e commissioni agli agenti, non può superare il 70% dei ricavi totali del club come i ricavi commerciali, diritti TV, biglietteria e plusvalenze. La qualificazione in Champions garantisce al Como una base iniziale stimata intorno ai 35 milioni di euro che alzerà il fatturato permettendo un margine di spesa più ampio per gli stipendi.
Ma allora cosa succederà? Il Como ha chiuso il bilancio 2024/25 (prima stagione in Serie A) con una perdita molto elevata: circa 105 milioni nel bilancio separato e 132 milioni a livello consolidato di gruppo. I ricavi sono ancora bassi rispetto agli investimenti di squadra, staff e infrastrutture. Da questo punto di vista il Como potrebbe fare come Rome Aston Villa firmando un Settlement Agreement con la Uefa, ovvero un piano pluriennale (3-4 anni)per equilibrare i conti con target di riduzione delle perdite e controllo dei costi. Il rischio è di incorrere in multe o del divieto di tesserare nuovi giocatori.
La rosa e i giovani da inserire – La rosa, ecco, un altro punto sul programma del Como per la Champions. La lista A prevista in Champions può contenere al massimo 25 giocatori ma non si possono iscrivere più di 17 giocatori “liberi” (cioè senza vincoli di provenienza o nazionalità, inclusi gli stranieri). I restanti 8 posti della lista sono riservati esclusivamente ai giocatori formati localmente e sono divisi in due categorie da 4: calciatori di qualsiasi nazionalità che, tra i 15 e i 21 anni, sono stati tesserati con il Como per almeno 3 stagioni intere o 36 mesi e calciatori che, tra i 15 e i 21 anni, hanno militato per 3 anni in qualsiasi altro club italiano ad esempio cresciuti nei vivai di Inter, Juve, Atalanta, e altre. Al momento il Como non rientra in questi parametri e dovrà dunque adeguarsi per non trovarsi a giocare la Champions con una rosa ridotta all’osso formata da 21 o 22 giocatori al massimo anziché 25.
Il presidente dell’associazione europea dei club: «Con la Juventus di nuovo nella nostra famiglia, l’ECA è un’istituzione più forte in Europa e a livello globale»,
Nasser Al-Khelaifi (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)
La Juventus è pronta a rientrare nell’ECA, l’associazione europea per club. Lo ha annunciato la stessa ECA, in una nota. Dopo averla abbandonata nell’aprile 2021, al momento del lancio del primo progetto della Superlega (con Andrea Agnelli che si dimise anche dalla carica di presidente della stessa ECA), ora la società bianconera è pronta a tornare a fare parte dell’associazione, come annunciato nella giornata di ieri.
Una decisione che ha trovato la soddisfazione in particolare da parte di Nasser Al-Khelaifi, il presidente del PSG che è diventato il successore di Agnelli alla guida dell’ECA. «Accogliamo calorosamente la Juventus nella famiglia del calcio europeo a braccia aperte e con vero entusiasmo per il futuro», ha spiegato il numero uno dei parigini.
«Voglio ringraziare personalmente John Elkann e Maurizio Scanavino per i nostri incontri insieme, e lodare la loro nuova visione per la Juventus F.C. e per gli interessi collettivi del calcio europeo. Con la Juventus di nuovo nella nostra famiglia, l’ECA è un’istituzione più forte in Europa e a livello globale», ha concluso Al-Khelaifi.
Sabato, 1 giugno 2024
La Juventus chiede di rientrare nell’ECA. Al-Khelaifi: «Porte sempre aperte»
Il presidente dell’associazione dei club europei: «Siamo felici che la Juventus rientri nella famiglia del calcio europeo».
Il logo della Juventus (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)
La Juventus ha chiesto di rientrare nell’ECA, l’associazione europea per club. Lo ha annunciato la stessa ECA, in una nota.
“Il Comitato Esecutivo (ExCo) dell’ECA si è riunito oggi a Londra per l’ultimo incontro della stagione prima della finale della UEFA Champions League 2024, per progredire su varie priorità chiave per i club europei, e ha ricevuto un rapporto sulla richiesta della Juventus F.C. di rientrare nell’ECA. Alla riunione hanno partecipato anche il Presidente della UEFA Aleksander Čeferin e il Segretario Generale della FIFA Mattias Grafström”, si legge nella nota.
Aprendo la riunione, il Presidente dell’ECA, Nasser Al-Khelaïfi, ha dichiarato: “Inizio la riunione con una notizia molto significativa. Dopo aver avuto diversi incontri recenti con la loro dirigenza e i loro proprietari, sono lieto di annunciare che la Juventus ha richiesto di rientrare nell’ECA, cosa che sarà formalizzata a breve.a porta dell’ECA è sempre aperta ai club che credono negli interessi collettivi, nella riforma progressiva e nel lavorare in modo costruttivo con tutte le parti interessate. Siamo felici che la Juventus rientri nella famiglia del calcio europeo.”
Aleksander Ceferin (Foto: PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images
La Commissione di primo grado, esaminata la documentazione pervenuta, ha rilasciato tale documento in vista della prossima stagione.
La FIGC ha pubblicato l’elenco delle società che hanno ottenuto la Licenza UEFA dalla Commissione di primo grado. Un procedimento che ogni società è obbligata a iniziare, ma a cui possono in seguito decidere di rinunciare.
Quest’ultima è stata la strada scelta da quattro club di Serie A, che quindi vede 16 società ottenere la Licenza UEFA, insieme a due di B e a sei del calcio femminile. Ecco l’elenco completo, che esplicita anche lo stadio che le squadre utilizzeranno in caso di qualificazione a una delle tre competizioni europee:
Atalanta (Stadio di Bergamo/Gewiss Stadium di Bergamo)
Bologna (Stadio Renato Dall’Ara di Bologna)
Cagliari (Stadio Friuli/Bluenergy Stadium di Udine)
Fiorentina (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
Inter (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
Juventus (Juventus Stadium/Allianz Stadium di Torino)
Lazio (Stadio Olimpico di Roma)
Milan (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
Monza (Stadio Brianteo/U-Power Stadium di Monza)
Napoli (Stadio Diego Armando Maradona di Napoli)
Roma (Stadio Olimpico di Roma)
Salernitana (Stadio Arechi di Salerno)
Sassuolo (Stadio Città del Tricolore/ Mapei Stadium di Reggio Emilia)
Torino (Stadio Olimpico Grande Torino di Torino)
Udinese (Stadio Friuli/Bluenergy Stadium di Udine)
Verona (Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona)
Quindi, le società di Serie A che hanno rinunciato durante l’iter alla Licenza UEFA sono:Empoli, Frosinone, Genoa, Lecce. All’elenco delle 16 società di Serie A, si aggiungono Cremonese e Parma, mentre per il calcio femminile ecco Fiorentina, Inter, Juventus, Milan, RomaeSassuolo.
Il sindacato internazionale dei calciatori ha scritto una lettera alla Federazione internazionale di calcio: “Offensivo che continui ad aggiungere partite”
La Federazione internazionale dei calciatori professionisti (Fitpro) non ci sta. E si scaglia contro la Fifa. Il motivo? Si gioca troppo. I calciatori e le leghe nazionali, in una lettera, si dicono pronte ad azioni legali se non farà marcia indietro sull’aggiunta di nuove competizioni al già affollato calendario del calcio internazionale: “I giocatori vengono spinti oltre i loro limiti, con rischi significativi di infortuni e impatti sul loro benessere e sui diritti fondamentali“.
NEL MIRINO – L’organizzazione del calcio mondiale è criticata per aver assunto “decisioni unilaterali che vanno a vantaggio delle proprie competizioni e dei propri interessi commerciali” tra cui il Mondiale per club allargato a 32 squadre che debutterà il prossimo anno. La lettera afferma che è “intrinsecamente offensivo” che la Fifa continui ad aggiungere partite costringendo giocatori e leghe ad adattarsi.
Il presidente della Liga ha parlato anche del caso Negreira che vede coinvolto il Barcellona, l’altro club spagnolo che sostiene il progetto di una nuova competizione europea.
Torna a parlare Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, e lo fa affrontando vari temi che coinvolgono anche i due maggiori club del massimo campionato come Barcellona e Real Madrid. Fra gli argomenti affrontati dal numero uno c’è anche la Superlega, progetto portato avanti ancora da questi due club. Queste le sue parole al programma “Deporte Plus” su Movistar+.
Proprio sul tema Superlega, di cui Tebas rimane sempre un grande oppositore, il presidente della Liga però ha idee chiare a proposito: «È una decisione, presa dai club, che però non capisco e non rispetto visto che la Superlega farebbe del male non solo al movimento calcistico spagnolo, ma in assoluto a quello europeo. Riusciranno a portare a termine il progetto e faranno la Superlega, vedrete. Florentino Perez non perde mai. Il rischio c’è ancora. C’è la Superlega 22 (A22, ndr), quella di Madrid e Barça, e poi quella che guidano alcuni club ECA, ovvero la Superlega al rallentatore, che comunque è un progetto simile».
Proprio con Florentino Perez, Tebas ha avuto un duro confronto sul futuro del calcio europeo e una riconciliazione fra i due pare al momento impossibile: «È una questione culturale, di differenze. C’è una differenza abissale in quello che pensiamo del calcio professionistico europeo. Non c’è alcuna possibilità di essere d’accordo, sia da parte mia che della maggioranza dei club, sul fatto che siano solo big a determinare il destino e la distribuzione di risorse dell’industria del calcio europeo. Il mio rispetto per Perez non è mai scemato, comunque, ma il suo modo di pensare al futuro di questo sport non potrà mai trovarmi d’accordo».
Real che ha spinto molto per portare Mbappé in Liga la scorsa stagione, un trasferimento che per Tebas è però solamente rimandato: «Non sono convinto che venga a giocare in Spagna al 100%, ma direi che ci sono grandi possibilità, intorno al 70-80%. Comunque quest’anno sono venuti grandi giocatori ed è una cosa importante per la Liga. Qualche anno fa si criticava come venissero troppi calciatori da fuori e ne avessimo pochissimi dalle giovanili. Ora nel Barcellona ci sono diversi elementi che hanno vinto, o hanno concorso, al premio Golden Boy».
Proprio a proposito dei blaugrana, Tebas è tornato sul caso Negreira: «Siamo in attesa di un pronunciamento del giudice sulla questione. Ma, per quanto mi riguarda, il solo fatto di tentare di influenzare il mondo arbitrale è un reato. Si tratta di corruzione sportiva e si sarebbe dovuto aprire un’inchiesta su questo con sanzioni che vanno dall’ammenda alla retrocessione. Barça retrocesso in seconda divisione? Se il giudice decidesse questo ci adegueremmo, come abbiamo fatto qualche anno fa per l’Elche. Ma l’unica possibilità che ho di contribuire alla vicenda è quella di riferire fatti e denunciare presunti comportamenti illeciti. Decidere quali sanzioni infliggere ai club va fuori dalla mia area di competenza. Come andrà a finire? Credo sia una questione lunga, ma ci sono comunque stati dei comportamenti che non hanno una spiegazione. Abbiamo già visto che nel caso Osasuna furono condannati i suoi dirigenti ma il club no. Si sta indagando. Forse non sarà condannata la società ma i dirigenti sì, o forse saranno assolti».
Sulle questioni arbitrali come la Goal Line Technology e la pubblicazione degli audio arbitro-VAR: «Il fatto che non ci sia la Goal Line in Spagna non è una questione economica, ma bensì riguarda l’utilizzo che si fa di questa tecnologia. In una stagione ci saranno quattro o cinque casi importanti che riguardano il gol-non gol e al 99% si riesce benissimo a vedere dal vivo se la palla è entrata o meno. L’errore, al contrario, nasce con la tecnologia. Per esempio in Premier ci sono stati gol che sarebbero dovuti essere assegnati e invece non lo sono stati. In Liga, al momento, non ci sarà nessuna Goal Line. Per quanto riguarda, invece, la pubblicazione degli audio fra arbitro e VAR, questi saranno pubblicati, anche se in differita. Lo chiederemo ancora alla federazione arbitri, visto che lo abbiamo già chiesto. Chiederemo anche la possibilità che l’arbitro dopo la partita dedichi un minuto alle televisioni. Questo ora dipende dal Comitato Tecnico degli Arbitri, che è interno alla Federazione».
Dopo una segnalazione della nuova proprietà, arriva la sanzione da parte della UEFA per i londines
Non solo la Juventus, la UEFA ha ufficializzato anche una multa per il Chelsea per irregolarità legate al Fair Play Finanziario durante la gestione di Roman Abramovich.
“Durante la stagione 2022/23, la Prima Camera del CFCB, presieduta da Sunil Gulati, ha aperto indagini su Juventus (ITA) e Chelsea FC (ENG) per potenziali violazioni dei regolamenti UEFA Club Licensing e Financial Fair Play”, si legge nella nota della UEFA.
“Per quanto riguarda il Chelsea FC, la Prima Camera del CFCB ha concluso che il club ha violato i regolamenti sulle licenze per club UEFA e sul fair play finanziarioa seguito della presentazione di informazioni finanziarie incomplete”.
“Dopo la vendita del club nel maggio 2022, la nuova proprietà ha identificato e segnalato in modo proattivo alla UEFA casi di rendicontazione finanziaria potenzialmente incompleta sotto la precedente proprietà del club. I fatti segnalati si riferiscono a operazioni storiche avvenute tra il 2012 e il 2019”.
“A seguito della sua valutazione, inclusa la prescrizione applicabile, la Prima Camera del CFCB ha stipulato un accordo transattivo con il club che ha accettato di versare un contributo finanziario di 10 milioni di euro per risolvere integralmente le questioni segnalate”, include il comunicato della Uefa.
Il Tolosa potrebbe essere privato dell’Europa, anche se riuscisse a vincere la finale di Coppa di Francia, dove è approdato dopo 13 anni,in programma domani sera alle 21 contro il Nantes detentore, nella splendida cornice di Saint Denis, a Parigi. A tagliare fuori la squadra allenata da Philippe Montanier sarebbe clamorosamente il Milan, che ha lo stesso azionista dei francesi, ovvero Red Bird.
IL REGOLAMENTO UEFA SULLA STESSA PROPRIETA‘ – Come riportal’Equipe, la medesima proprietà, il fondo di investimento americano che è diventato l’azionista di maggioranza dei rossoneri il primo giugno 2022, comprometterebbe la partecipazione all’Europa dei due club:i regolamenti UEFA infatti impediscono di partecipare alla medesima competizione a due squadre che hanno proprietà in comune, ma anche a due competizioni differenti, perché se il Milan andasse in Champions e fosse eliminato ai gironi potrebbe comunque incontrare i francesi in Europa League.
MILAN A RISCHIO? C’E’ IL PRECEDENTE…– Questo il regolamento UEFA, citato nell’articolo 5: “Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o esercitare influenza su più di un club che partecipa alle competizioni UEFA per club“. Anche il Milan potrebbe essere a rischio: il divieto imposto dalla UEFA è però aggirabile, come dimostra il precedente di Lipsia e Salisburgo, che nella stagione 2017-18 parteciparono alla Champions League e nel 2018-19 si affrontarono anche in Europa League.
L’UEFA potrebbe escludere Juventus, Real Madrid e Barcellona dalla prossima Champions League. A rivelarlo è l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, secondo la quale l’organo calcistico europeo avrebbe lanciato un ultimatum ai tre club invitandoli definitivamente a prendere dalla Superlega.
Manca sempre meno alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che si esprimerà sul presunto monopolio della UEFA nell’organizzazione delle competizioni calcistiche a livello europeo. Tuttavia, secondo Calcio & Finanza, il parere dell’Avvocato generale, Athanasios Rantos, rischia di estromettere le tre società ribelli dal calcio.
Oggi a Lisbona si celebrerà la rielezione di Aleksander Čeferin, presidente fino al 2027, ma si prospettano anni complicati all’orizzonte, tra problemi economici dei club, un Fair Play Finanziario che continua a non convincere, club-Stato invadenti e multiproprietà in conflitto di interessi.
Per quel che riguarda la Superlega, l’UEFAsperava di “recuperare” almeno la Juventus e si aspettava che la nuova dirigenza prendesse le distanze da Andrea Agnelli. Così però non è stato e Čeferin ha preso atto della continuità dell’attuale asset con l’ex presidente bianconero.
Il manico del coltello è dalla parte dell’istituzione europea che indaga in parallelo con FIGC e Procura di Torino sui casi stipendi e plusvalenze. L’UEFA il potere di non ammettere nelle coppe un club per “antisportività” a prescindere dalle condanne. Se i bilanci dichiarati fossero falsi, salterebbe anche l’accordo sul FPF. Insomma, se la Juve continua ad appoggiare la Superlega la situazione che si prospetta non è delle più rosee, se rinnegasse il progetto ci sarebbe invece molta più comprensione.
La federazione europea è intervenuta sulla questione dei tifosi nerazzurri che non sono stati fatti entrare al Do Dragao
Il caso dei tifosi italiani restati fuori dallo stadio in occasione di Porto-Inter non si ferma. Dopo le polemiche di ieri, le trattative rivelatesi inutili e l’annuncio di Giuseppe Marotta di voler approfondire la questione, anche la Uefa ha annunciato l’intenzione di andare a fondo nella vicenda. E lo ha fatto con una nota.
RESPONSABILITÀ – “La Uefa è stata informata che un gran numero di tifosi ospiti ha acquistato i biglietti nei settori di casa dello stadio. I regolamenti Uefa stabiliscono che il 5% della capienza dello stadio deve essere concesso alla squadra ospite in un’area riservata per i propri tifosi“, si legge. E poi ancora: “La responsabilità per la sicurezza e per la protezione degli spettatori e la relativa politica di emissione dei biglietti sono determinate dall’organizzatore della partita (quindi il Porto, ndr) e dalle autorità competenti. Le misure di mitigazione sono state discusse tra i due club. La Uefa sta attualmente esaminando il caso“.
Il Barcellona avrebbe versato per tre stagioni calcistiche un totale di quasi 1,4 milioni di euro all’ex arbitro José Maria Enriquez Negreica, che all’epoca dei fatti, dal 2016 al 2018, ricopriva il ruolo di vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri, allora guidato da Victoriano Sanchez Arminio.
Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione “Qué t’hi jugues” in onda su SER Catalunya, la società DASNIL 95 SL, di cui Negreira era socio, ha ricevuto dal club blaugrana compensi per un totale di 1.392.680 euro.
La DASNIL 95 SL ha fatturato al Barcellona 532.728 euro nel 2016, 541.752 euro nel 2017 e 318.200 euro nel 2018. Tutti e tre i movimenti riportano la causale “consulenza tecnica” che nella propria relazione l’Agenzia delle Entrate spagnola definisce in questo modo: «Il Barcellona voleva assicurarsi che non venissero prese decisioni arbitrali nei suoi confronti, cioè che tutto fosse neutrale».
Dal Barcellona fanno sapere che tutti i movimenti in favore della DASNIL 95 SL sono depositati nei loro archivi e che questo rapporto è concluso. In più, se fosse necessario, il club è pronto a spiegare il tutto alle autorità in qualsiasi momento.
Per ora, Albert Soler, ex direttore degli sport professionistici del club, e Oscar Grau, ex amministratore delegato della società, hanno testimoniato in merito. Secondo il verbale dell’Agenzia delle Entrate, non è stato fornito alcun documento comprovante l’esistenza di un rapporto commerciale nonostante i pagamenti siano stati effettuati. Il caso è scoppiato quando questi movimenti sono stati dichiarati e la DASNIL 95 SL ha tentato di detrarli dalle tasse dovute all’erario.
Da quello che l’Agenzia delle Entrate ha potuto verificare, Enríquez Negreira non ha fornito alcun documento che dimostri che ha fornito un servizio al Barcellona. L’ex arbitro ha assicurato a Cadena SERche non esiste alcuna documentazione perché il suo lavoro consisteva nel consigliare verbalmente il Barcellona, tra le altre questioni, su come i giocatori dovessero comportarsi di fronte a ciascun arbitro.
In tutto questo c’è anche la posizione del figlio di Enriquez Negreira, Javier, che svolgeva nello stesso momento corsi per gli arbitri nelle loro sezioni ed era anche a disposizione per alcuni di loro a livello privato. Quindi quando il padre, da vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri, teneva rapporti con il Barcellona, il figlio lo aveva con gli arbitri.
Il precedente consiglio di amministrazione del Barcellona afferma che questo contratto è stato ereditato dal 2009, nella prima esperienza da presidente di Laporta, ed è statoJosep Maria Bartomeu a annullarlo nel 2018, anno che coincide con la data in cui Enríquez Negreira lascia il suo incarico nel Comitato Arbitrale a maggio. L’ultima fattura emessa da DASNIL 95 SL all’FC Barcelona è datata 5 giugno 2018 .
Il parlamentare inglese Ian Byrne (membro del Partito Laburista ed eletto nel collegio di Liverpool) ha scritto una lunga lettera al Segretario di Stato per la Cultura, i Media e lo Sport Lucy Frazer, per chiederle che si esponga affinché la UEFA eil presidente franceseEmmanuel Macron si scusino per quanto accaduto durante la finale della UEFA Champions League che si è tenuta a Parigi tra Liverpool e Real Madrid.
Il riferimento è al caos che si è creato all’ingresso dello stadio e che ha ritardato l’inizio della partita, per il quale le autorità francesi e la UEFA avevano inizialmente accusato i tifosi del Liverpool rei – secondo loro – di essersi presentati con biglietti falsi e di essere in ritardo. Affermazioni che si rivelerannoprive di fondamento, conl’intera responsabilità degli eventi sulle spalle della UEFA e della polizia francese.
Byrne ha chiesto inoltre al presidente della UEFA Aleksander Ceferin di rivedere la propria posizione di numero della Federcalcio europea. «C’è una necessità urgente di scuse piene ed inequivocabili da tutte le parti per il doloroso tentativo di spostare l’attenzione. Ho già scritto al presidente della UEFA Aleksander Ceferin per chiedere le sue scuse per un’organizzazione fallimentare che ha quasi portato al disastro», si legge in una lettera.
«Ho inoltre chiesto a Ceferin di considerare urgentemente la sua posizione alla UEFA e ho scritto separatamente al presidente Macron di ricevere le scuse dalla polizia francese, dalle autorità calcistiche e dal Governo per aver cercato di spostare l’attenzione dal loro stesso fallimento nei confronti dei tifosi del Liverpool», ha concluso Ian Byrne.
Quanto deciso in Spagna a proposito del tema Superlega non avrà riflessi particolari sulla situazione attuale. E’ questo il pensiero della UEFA in merito alla pronuncia odierna del Tribunale provinciale di Madrid, che ha stabilito il divieto di sanzioni da parte della Federcalcio europea e della FIFA nei confronti dei club coinvolti nel progetto.
La UEFA sottolinea che «questa decisione riconosce l’importanza primaria del procedimento pendente dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), in Lussemburgo. Il procedimento principale dinanzi al Tribunale commerciale di Madrid è attualmente sospeso in attesa della decisione della CGUE».
Il tutto «a seguito dell’inequivocabile parere dell’Avvocatura generale della CGUE a sostegno della missione centrale della UEFA di guidare il calcio europeo. La UEFA attende ora la sentenza della CGUE, che sarà poi notificata al Tribunale commerciale di Madrid in modo che possa essere applicata nel procedimento principale»
Le norme di Fifa e Uefa che sottopongono ad autorizzazione preventiva qualsiasi nuova competizione sono compatibili con il diritto della concorrenza dell’Unione: “Restrizioni giustificate da finalità legittime”
Un durissimo colpo alla Superlega. L’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, Rantos, nel suo parere, potrebbe aver chiuso in via definitiva l’esperienza della Superlega. “Le regole della Fifa e della Uefa che sottopongono a una autorizzazione preventiva qualunque nuova competizione calcistica sono compatibili con il diritto dell’Unione Europea“. In sintesi, l’avvocato generale non vieta – e come potrebbe – la Superlega. Ma autorizza la Uefa a escludere dalle proprie competizioni chi voglia organizzarne di proprie: “La Superlega è libera di organizzare la propria competizione calcistica indipendente al di fuori dell’ecosistema Uefa e Fifa – si legge nell’opinione di Rantos – ma non può tuttavia, parallelamente alla creazione di tale competizione, continuare a partecipare a competizioni organizzate dalla Fifa e dalla Uefa senza la preventiva autorizzazione di tali federazioni“.
“Restrizioni giustificate da finalità legittime” – Non si tratta della sentenza definitiva: quella è attesa in primavera, probabilmente a marzo. Ma questo parere rappresenta la base su cui quel verdetto verrà elaborato. E nei fatti, dà ragione alla Uefa e torto ai separatisti, ossia Juventus, Real Madrid e Barcellona, secondo cui le istituzioni sportive calcistiche agiscono in regime di monopolio violando le regole del libero mercato. No, per Rantos la Uefa – e ovviamente anche la Fifa – non violano norme europee. Anzi, il requisito dell’approvazione preventiva da parte di uefa e Fifa per chiunque voglia organizzare una competizione europea è addirittura “necessario, giustificato da finalità legittime“. Perché anche accertato che tali norme abbiano ad oggetto una restrizione della concorrenza“,resta il fatto secondo cui “l’obbligo principale della Uefa è… garantire che a terzi non sia indebitamente negato l’accesso al mercato al punto da falsare la concorrenza su tale mercato“. continua a leggere
“Credo che abbiamo parlato di questo progetto troppo a lungo, per me non esiste”: lo ha detto Aleksander Ceferin, presidente Uefa, durante il congresso AIPS e USSI a Roma, tornando a commentare la Superlega dopo le parole del presidente del Real Madrid che ha rilanciato il progetto.
“Mi hanno detto cosa è successo ieri e delle sue parole e questo mostra ancora una volta che l’idea è chiudere tutto e far sì che non si giochi contro i club minori – continua – Così dovrebbe cambiare tutto il modello europeo. Questa idea non merita altro commento, ci sarebbe grande differenza tra club poveri e ricchi, non ci sarebbe equilibrio”.
“Viviamo da due anni e mezzo in una crisi costante dovuta al Covid e altre idee sciocche (Superlega, ndr) che hanno deciso di rovinare il calcio. Ci sono state più crisi in questi due anni e mezzo che in passato” ha continuato Ceferin parlando dello stato del mondo del pallone.
“Nonostante Superlega e il Covid, il calcio europeo è comunque rimasto unito e oggi forse è più unito di quanto lo sia mai stato” prosegue il capo dell’Uefa che nel nuovo Fair Play Finanziario vede la soluzione per ridurre il gap tra club grandi e piccoli. “Con il nuovo FFP cercheremo di colmare questo divario, certo non possiamo pensare di riuscire a eliminarlo del tutto, ma stiamo raggiungendo un accordo tra le leghe che vogliono delle regolamentazioni più ferree e i grandi team che vorrebbero qualcosa di più morbido”.
Tra le nuove linee guida infatti c’è anche quello relativo ai salari perché “non possiamo imporre un tetto salariale come negli Stati Uniti”, specifica Ceferin, “ma ci sarà un limite destinato alle quote degli stipendi e nell’ottica della sostenibilità si può spendere fino al 70% di quello che una società incassa e questo renderà i club sostenibili”.
Ufficializzate le sei giornate dei gironi. I rossoneri affronteranno il Chelsea alla terza, i nerazzurri chiuderanno a Barcellona
Subito tre super sfide per le italiane impegnate inChampions League con Psg-Juventusmartedì 6 settembre. Il Milan, lo stesso giorno, esordirà con il Salisburgo, mentre l’indomani due big match come Napoli-Liverpool eInter-Bayern Monaco. E’ quanto emerge dai calendari diramati dall’Uefa. Il Napoli è stato inserito nel gruppo A insieme ad Ajax e Rangers oltre al Liverpool, l’Inter nel C in cui ci sono anche Barcellona e Viktoria Plzen. Per il Milan, in prima fascia, anche Chelsea e Dinamo Zagabria nell’E. Chiude la Juventus nel gruppo H con Benfica e Maccabi Haifa oltre ai francesi. Di seguito il calendario: le prime due partite si giocano martedì, le seconde due mercoledì.
Prima giornata 6-7 settembre 2022
Martedì 6 settembre 2022
Salisburgo-Milan ore 21
Psg-Juventus ore 21
Mercoledì 7 settembre 2022
Napoli-Liverpool ore 21
Inter-Bayern ore 21
Seconda giornata 13-14 settembre 2022
Martedì 13 settembre 2022
Viktoria Pilzen-Inter ore 18.45
Rangers-Napoli ore 21
Mercoledì 14 settembre 2022
Milan-Dinamo Zagabria ore 18.45
Juventus-Benfica ore 21
Terza giornata 4-5 ottobre 2022
Martedì 4 ottobre 2022
Ajax-Napoli ore 21
Inter-Barcellona ore 21
Mercoledì 5 ottobre 2022
Chelsea-Milan ore 21
Juventus-Maccabi Haifa ore 21
Quarta giornata 11-12 ottobre2022
Martedì 11 ottobre 2022
Maccabi Haifa-Juventus ore 18.45
Milan-Chelsea ore 21
Mercoled’ 12 ottobre 2022
Napoli-Ajax ore 18.45
Barcellona-Inter ore 21
Quinta giornata 25-26 ottobre 2022
Martedì 25 ottobre 2022
Dinamo Zagabria-Milan ore 21
Benfica-Juventus ore 21
Mercoledì 26 ottobre 2022
Inter-Viktoria Pilzen ore 18.45
Napoli-Rangers ore 21
Sesta giornata 1-2 novembre 2022
Martedì 1 novembre 2022
Liverpool-Napoli ore 21
Bayern-Inter ore 21
Mercoledì 02 novembre 2022
Milan-Salisburgo ore 21
Juventus-Psg ore 21
riassunto calendario, date, orari INTER
1 Giornata: Mercoledì 7 settembre 2022 – Inter – Bayern ore 21
2 Giornata:Martedì 13 settembre 2022 – Viktoria Pilzen – Inter ore 18.45
3 Giornata:Martedì 4 ottobre 2022 – Inter – Barcellona ore 21
4 Giornata: Mercoled’ 12 ottobre 2022 – Barcellona – Inter ore 21
5 Giornata: Mercoledì 26 ottobre 2022 – Inter – Viktoria Pilzen ore 18.45
6 Giornata:Martedì 1 novembre 2022 – Bayern-Inter ore 21
Quando si gioca?Quando si svolgono i sorteggi?Dove si disputa la finale del 2023? Scopri tutto sulle date chiave, il calendario, le sfide delle qualificazioni, la fase a gironi e le fasi a eliminazione diretta – e inoltre scopri le sedi delle finali di Champions League del 2024 e 2025
Quando inizia la fase a gironi di Champions League?
Prima giornata: 6/7 settembre 2022 Seconda giornata: 13/14 settembre 2022 Terza giornata: 4/5 ottobre 2022 Quarta giornata: 11/12 ottobre 2022 Quinta giornata: 25/26 ottobre 2022 Sesta giornata: 1/2 novembre 2022
Quando comincia la fase a eliminazione diretta di Champions League?
Ottavi di finale: 14/15/21/22 febbraio e 7/8/14/15 marzo 2023 Quarti di finale: 11/12 e 18/19 aprile 2023 Semifinali: 9/10 e 16/17 maggio 2023 Finale: 10 giugno 2023
Dove si gioca la finale di Champions League 2023?
La finale si giocherà allo stadio Atatürk Olympic di Istanbul, che ospita le partite della nazionale turca. In questo impianto è stata giocata la famosa finale del 2005, vinta dal Liverpool contro l’AC Milan dopo uno svantaggio di tre gol e ricordata come “il miracolo di Istanbul“.
Secondo quanto riferisce il «Times» Inter e Roma rischiano una serie di restrizioni sul mercato dei trasferimenti. Barcellona e Juventus, invece, finora hanno rifiutato di avviare trattative con la Uefa
Inter, Roma e Juventusrischiano una serie di sanzionida parte della Uefaper violazione delle regole del Fair Play finanziario. Lo riferisce il Times, secondo cui i tre club italiani fanno parte di una lista di società sotto osservazione da parte di Nyon per violazioni relative alla stagione 2020/21. Nyon starebbe preparandosi ad annunciare i provvedimenti nei confronti di 10 squadresu un totale di 20 che non avrebbero rispettato tutti i parametri.
Tra gli altri club coinvolti ci sonol’Arsenal, il Paris Saint-Germain, il Marsiglia e il Barcellona. In totale sarebbero 20 i club sotto la lente di ingrandimento di Nyon. Le regole dell’Uefa consentonosolo una perdita di 30 milioni di euro in tre anni. Sempre secondo il quotidiano britannico, Inter e Roma rischiano una serie di restrizioni sul mercato dei trasferimenti.Barcellona e Juventus, invece, finora hanno rifiutato di avviare trattative con la Uefa. Questi due club,insieme al Real Madrid, stanno portando avanti un’azione legale contro la Uefa con l’obiettivo di creare una Superlegaeuropea indipendente. La decisione della Corte di Giustizia Europea è attesa per fine 2022 o inizio 2023. continua a leggere