Usa, iPhone highlander «sopravvive» per tre giorni in fondo a un fiume: ritrovato grazie al suono della sveglia


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_luglio_01/usa-iphone-highlander-sopravvive-tre-giorni-fondo-un-fiume-ritrovato-grazie-suono-sveglia-a5539254-d837-11eb-b949-f9df7b28a0a6.shtml?fbclid=IwAR3W4clKRT9je3LJ8xKS9-aXz724aDJs7kVR1ufUZs4hg37wZL-UDdROWJM

Record di «apnea» per lo smartphone di un utente dell’Idaho ribaltatosi in kayak: nonostante il lungo tempo trascorso sott’acqua è risultato perfettamente funzionante

Non è un mistero che, a partire dal 2016 con iPhone 7 e 7 PlusApple abbia reso i suoi smartphone resistenti all’acqua. Che tuttavia un esemplare riuscisse a «sopravvivere» sul fondo di un fiume per oltre tre giorni, restando nel frattempo pienamente operativo, con ogni probabilità non se lo sarebbero aspettati nemmeno i più ottimisti ingegneri di Cupertino. È invece quanto realmente accaduto a Tom Adams, un fortunato utente dell’Idaho che sabato 12 giugno aveva deciso di percorrere in kayak un tratto del fiume Snake, nei pressi della cittadina di Blackfoot, insieme alla moglie e ad alcuni amici. Ribaltatosi a causa della forte corrente, aveva infatti perso in un sol colpo portafoglio, chiavi di casa, canna da pesca e, per l’appunto, il suo costoso iPhone (ignoto il modello, ma fonti locali lo hanno definito «nuovo»). Sembrava un guaio irrimediabile. Invece, contro ogni probabilità, il dispositivo è stato poi recuperato il martedì successivo risultando ancora in perfette condizioni.

La sveglia suonava ancora – A individuare in appena 20 minuti sia le chiavi che l’iPhone a oltre tre metri di profondità ci ha pensato uno dei sommozzatori del Bingham County Search and Rescue Dive Team, una squadra di specialisti locali che ha approfittato dell’occasione per condurre un’esercitazione. In questo senso, un assist a dir poco inatteso alle operazioni di recupero è arrivato nientemeno che dalla sveglia che Adams aveva già impostato per la domenica mattina, per evidenti ragioni non ancora interrotta. Non solo, dunque, il telefono aveva continuato a funzionare come se nulla fosse, ma nonostante stesse suonando senza sosta da più di 48 ore non aveva ancora esaurito la carica residua. I pesci della zona non saranno stati certo contenti dell’interminabile baccano subacqueo, ma tant’è. «Io e la mia famiglia siamo incredibilmente grati al Bingham County Search and Rescue Dive Team – ha detto Adams, cui è stata poi restituita anche la canna da pesca –. Siamo rimasti davvero colpiti da tutti loro e siamo felici che utilizzino queste opportunità per esercitarsi per salvare vite umane in futuro».

Il precedente – Non è la prima volta che un iPhone dimostra insospettabili capacità di «apnea». Giusto un mese fa, per esempio, a Berlino un 12 Pro era stato recuperato da un canale profondo un metro grazie all’utilizzo di un’improvvisata canna da pesca con un magnete al posto dell’amo. E anche in quel caso, nonostante dal momento della caduta fossero passate diverse ore, il dispositivo non aveva evidenziato particolari danni. Senz’altro un’ottima notizia in vista dell’estate, ma meglio non avventurarsi in imprudenti test al mare o al lago: se solitamente si raccomanda di non scherzare con il fuoco, a volte anche l’acqua può essere foriera di cattive sorprese.

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