Uefa, Boban diventa capo del calcio


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/04/16/news/boban_uefa_euro_champions-296757873/

Per l’ex dirigente del Milan un nuovo ruolo, creato appositamente per lui, da super manager nell’ente europeo, alla vigilia del Comitato esecutivo del 19 aprile

A due giorni dal Comitato esecutivo, che lunedì ratificherà le dodici sedi dell’Europeo di giugno a porte parzialmente aperte e la formula della nuova Champions dal 2024, l’Uefa piazza un colpo importante nella fase più cruciale della storia dello sport più popolare: Zvonimir Boban diventa capo del calcio dell’ente presieduto da Aleksander Ceferin, una posizione manageriale creata appositamente per lui. Non si tratta certo di un ingresso banale nell’ufficio di governo del calcio europeo, perché l’ex fuoriclasse croato ha già ricoperto un ruolo analogo a livello mondiale, alla Fifa, prima della parentesi dirigenziale di 9 mesi al Milan – dal giugno 2019 al marzo 2020 – chiusa in maniera traumatica (col licenziamento per un’intervista e con la causa di lavoro vinta contro il club condannato a un risarcimento di 5 milioni di euro) ma di indubbio successo sul piano sportivo: la squadra che ha scalato la classifica fino al titolo di campione d’inverno è stata in larga parte costruita da lui e da Maldini.

Il padre del Var – Da plenipotenziario di Infantino per 3 anni, Boban aveva avviato, dal maggio 2016, la stagione delle riforme: in particolare è il padre del Var, svolta epocale per l’ausilio della tecnologia agli arbitri. All’Uefa mancava la figura di un capo del settore calcio. Ceferin, sloveno cosmopolita, ha voluto che fosse proprio Boban a colmare autorevolmente la lacuna nell’organigramma. Il suo nuovo braccio destro non avrà dunque compiti amministrativi o di rappresentanza, ma un’agenda fitta, legata a temi di stringente attualità: i rapporti con le leghe e con i club, la revisione dei calendari, l’armonizzazione tra coppe e campionati, la gestione del Var all’interno dei tornei Uefa. <<Nessuno contento, ma nessuno triste>>, fu lo slogan nel 2016 dell’allora neosegretario Fifa, a indicare la volontà di anteporre l’interesse collettivo a quelli particolari e di salvaguardare il più possibile, da ex campione, il merito sportivo rispetto al business. continua a leggere

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