Un creditore chiede la messa in liquidazione di Evergrande


Evergrande Group (Image credit: Depositphotos)

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/28/evergrande-messa-in-liquidazione/

Il colosso dell’immobiliare cinese Evergrande ha affermato che si opporrà «con forza» a una richiesta di messa in liquidazione presentata da un piccolo creditore a causa delle pressioni degli investitori tagliati fuori dal suo processo di ristrutturazione. Ricordiamo che Suning – società proprietaria dell’Inter – vanta un’esposizione di 2,6 miliardi di euro.

La richiesta – spiega il Financial Times – è stata depositata presso l’Alta Corte di Hong Kong dal gruppo Top Shine Global ed è correlata a un’obbligazione del valore di 862,5 milioni di dollari di Hong Kong (110 milioni di dollari statunitensi). La richiesta di messa in liquidazione è l’ultimo segno di crescente agitazione tra i piccoli creditori della società, che stanno lavorando per creare una leva da utilizzare nei negoziati con Evergrande durante il suo processo di ristrutturazione del debito.

Evergrande, che in precedenza era inadempiente sui pagamenti delle obbligazioni all’estero a dicembre dopo che la crescita nel settore immobiliare cinese ha iniziato a rallentare, ha affermato di non aspettarsi che questa richiesta influisca sul suo piano di ristrutturazione, che prevede di completare entro la fine del mese prossimo.

Il settore immobiliare cinese ha assistito a un’ondata di insolvenze a seguito di un inasprimento normativo, che ha sconvolto il mercato e ha messo sotto pressione i governi locali che facevano molto affidamento sull’immobiliare per dare impulso alle entrate e a un processo di crescita.

Evergrande verso il default: Zhang esposto per 2,6 mld

Zhang Jindong (foto IMAGO via Onefootball)

articolo di Marco Sacchi 6 September 2021: https://www.calcioefinanza.it/2021/09/06/evergrande-default-suning/

Evergrande è sempre più a rischio defalut. Il colosso cinese che opera nel campo dello sviluppo immobiliare sta crollando sotto il peso dei suoi 100 miliardi di dollari di debito, una situazione che rischia di travolgere l’intero comparto in Cina oltre che gli investitori internazionali che hanno in mano la metà del debito corporate offshore cinese.

Come sottolineato da Il Sole 24 Ore, si tratta di un bel guaio per Pechino, oltre che per gli investitori stranieri che hanno puntato sulle obbligazioni di Evergrande attratti dagli alti rendimenti.

Per questo la situazione della società spaventa, tanto che venerdì alla borsa di Shenzhen le contrattazioni sul titolo sono state sospese, mentre oggi la borsa di Shanghai ha deciso di interrompere temporaneamente le negoziazioni bond con scadenza a luglio 2022 a seguito di “fluttuazioni anomale”.

Nell’ultimo anno i profitti di Evergrande sono crollati del 29%, 1,6 miliardi di dollari in cifre assolute. Evergrande è a corto di liquidità e non sa quale strada intraprendere per riuscire a fare fronte ai propri impegni sul debito corporate in scadenza nei prossimi mesi.

Dalla lettera (poi smentita) al Governo cinese per chiedere una ciambella di salvataggio, alla richiesta di un piano di risanamento e di gestione del debito, per arrivare infine agli annunci delle dismissioni di immobili a Guangzhou e lo smantellamento del quartier generale della società a Hong Kong, tutti questi passi non sono serviti a giudicare dal venerdì nero in cui la holding è stata a pochi passi dal baratro.

Il mercato obbligazionario cinese ad alto rendimento – spiega ancora Il Sole 24 Ore – soffre molto e il settore più colpito è l’immobiliare, dominato da una dozzina di colossi, tra cui Evergrande, le cui azioni quest’anno hanno perso il 70%, mentre le obbligazioni sono entrate in sofferenza.

Una situazione che si è modificata quando la casa è tornata a essere un bene per le famiglie, non più uno strumento di speculazione. Il Governo non solo ha messo paletti contro il leverage anche nel real estate, ma sta applicando una normativa che – tra le altre cose – prevede che i prezzi delle nuove case messe a disposizione per il mercato dovranno essere trasparenti.

Mosse poco gradite a chi, come Evergrande, ha fatto dell’immobiliare la chiave di volta delle sue fortune. Difficile che lo Stato corra in soccorso. Evergrande è considerata too big to fail ma è privata e i margini di manovra dello Stato sono molto più ristretti.

Sulla situazione del colosso cinese sono puntati anche gli occhi di Zhang Jindong, che attraverso Suning Holdings Group controlla l’Inter Campione d’Italia in Serie A.

Nel 2017 Zhang, non attraverso la quotata Suning.com ma tramite una controllata di Suning Appliance, aveva anticipato ad Evergrande capitali per 20 miliardi di yuan (circa 2,6 miliardi di euro), sottoscrivendo azioni di classe A di Evergrande Real Estate (nota anche come Hengda Real Estate) destinate alla quotazione in borsa, con la promessa di forti dividendi.

Grazie al supporto di Suning e di altri gruppi privati cinesi, Evergrande aveva così raccolto complessivamente 130 miliardi di yuan (circa 16,65 miliardi di euro), grazie anche alla promessa che nel caso in cui la quotazione in borsa delle azioni di classe A di Evergrande Real Estate non si fosse concretizzata, gli investimenti sarebbero stati ripagati entro marzo 2021.

Tuttavia, nell’autunno dell’anno scorso, dopo l’ennesimo rinvio del progetto di quotazione, alcuni investitori hanno dato il loro assenso a non esercitare opzioni di riscatto delle quote versate, evitando la crisi di liquidità di Evergrande.

Tra questi anche lo stesso Zhang Jindong che ha accettato di rivedere l’accordo in essere con il patron di Evergrande, Xu JiayinZhang ha dunque rinunciato a chiedere il rimborso dei 20 miliardi di yuan, mantenendo così la partecipazione immobilizzata in Evergrande Real Estate (notizia da cui sono le pressioni sul debito di Suning e che hanno portato alla crisi del gruppo dei mesi scorsi).

L’investimento di Zhang secondo inf.news avrebbe perso addirittura l’80% del suo valore, dato che la valutazione di Evergrande Real Estate sarebbe oggi pari a 425 milioni di yuan, e – di conseguenza – la quota in possesso di Suning Appliance sarebbe pari a 3,84 miliardi di yuan (500 milioni di euro circa). Valore che potrebbe azzerarsi completamente in caso di default del gruppo Evergrande.

Cessione Milan, Blue Skye: «Elliott ha agito con inganno»


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/29/cessione-milan-blue-skye/

Prosegue il tentativo di Blue Skye di bloccare la cessione della maggioranza del Milan da parte del fondo statunitense Elliott a RedBird Capital, società fondata nel 2014 da Gerry Cardinale. L’accordo sull’operazione è stato raggiunto sulla base di 1,2 miliardi di euro e – dopo il signing della scorse settimane – il closing è previsto per il mese di settembre.

Secondo quanto riportato dall’agenzia BloombergBlue Skye Financial Partners (che detiene il 4,27% di Project Redblack, la società che controlla il 100% di Rossoneri Sport Investment Sarl e che a sua volta controlla il 99,93% del Milan) ha affermato che Elliott si è impegnato a vendere il club «a porte chiuse», in violazione dei suoi diritti di socio di minoranza.

Blue Skye – ha aggiunto ancora Bloomberg – è al lavoro per portare avanti un’azione legale in Lussemburgo al fine di annullare la vendita o ottenere un risarcimento danni, si legge in documenti depositati a New York. In particolare, Blue Skye ha detto che intendeva dimostrare che Elliott «ha operato con malizia o inganno» rilasciando informazioni riservate senza approvazione e senza procedere a una corretta procedura di offerta.

Le parti in causa non hanno voluto commentare, ma già nel recente passato – quando Salvatore Cerchione si era dimesso dal CdA del Milan e aveva detto di voler portare Elliott in Tribunale – il fondo statunitense non si era detto minimamente preoccupato e aveva sottolineato che questa azione non avrebbe assolutamente influito sul buon esito della cessione.

Allo stesso tempo Arena Investors – asset manager istituzionale che ha già collaborato con Blue Skye e che ha investito il capitale per la quota del 4,27% di Project Redblack – si era detto assolutamente soddisfatto dell’operazione.