Juve, la nota del Codacons: “Se accuse confermate retrocessione e revoca scudetti”


articolo: https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/juve-la-notadel-codacons-se-accuse-confermate-retrocessione-e-revoca-scudetti_42332825-202102k.shtml?fbclid=IwAR3_kM-3a5IHSH-rmIMZmwzfh1bzwZN6D1cPvJnwWZF2xfjL1IX–lCf8mk

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori parla di “un vero e proprio vaso di Pandora”

Pesantissime accuse pendono sul club più titolato d’Italia, la Juventus, dopo che la Procura di Torino ha ufficialmente aperto un’inchiesta che coinvolge l’intero vertice bianconero (da Agnelli al vice-presidente Pavel Nedved) indagati per falso in bilancio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Lo sottolinea in una nota il Codacons, specificando che si tratta di “un vero e proprio vaso di Pandora, considerando che negli ultimi anni molte operazioni che hanno coinvolto il club bianconero avevano fatto storcere il naso agli appassionati di calcio ed agli opinionisti”.

“Sotto accusa ci sarebbero in particolare le plusvalenze nel calciomercato e i compensi ai procuratori iscritti nei bilanci di tre stagioni sportive, da quella conclusa il 30 giugno 2019 all’ultima, terminata il 30 giugno di quest’anno. In totale – sottolinea l’associazione dei consumatori – ci sono plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni ‘connotate da valori fraudolentemente maggiorati’, secondo la Procura; sulla questione era già aperta un’indagine della Consob, la Commissione che vigila sulle società quotate, cominciata il 12 luglio scorso“.

L’impianto accusatorio è molto grave e getta una luce sinistra sugli ultimi campionati di calcio anche perché, come sappiamo, vi è stato un vero e proprio predominio bianconero negli ultimi anni, terminato nell’anno passato – afferma il presidente Codacons, Marco Donzelli – Se la Juventus dovesse essersi illegittimamente avvantaggiata sui club rivali con operazioni di questo tipo allora verrebbe meno la regolarità degli ultimi campionati di calcio e, come conseguenza, la Federazione e l’Authority per la concorrenza del mercato dovranno intervenire e sanzionare i responsabili. Al di là delle responsabilità individuali, il club non potrà andare esente da punizione. Per questo e a tutela di migliaia di tifosi, presenteremo un esposto all’Antitrust ed alla Procura Federale chiedendo la retrocessione del club bianconero in Serie B e la revoca degli ultimi scudetti vinti con l’ombra di queste operazioni potenzialmente illecite“.

Caso plusvalenze Juve, spunta anche il filone degli agenti

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Dalle intercettazioni dell’indagine Prisma emergono elementi anche sui rapporti tra il club bianconero e i procuratori

Non solo plusvalenze, l’indagine Prisma che coinvolge la Juventus si allarga anche agli agenti dei calciatori. Come riporta La Gazzetta dello Sport, gli inquirenti starebbero lavorando anche sulle “prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle rispettive intermediazioni”, come si legge nel comunicato di venerdì della Procura, che potrebbero aver avuto mandati fittizi per alcune operazioni. Secondo l’accusa, dalle intercettazioni emerge il fondato sospetto che alcuni agenti siano stati pagati per delle operazioni di mercato inesistenti e che la Juventus abbia fatto uso ricorrente di intermediari o agenti “di fiducia”.

Tra gli agenti a libro paga del club bianconero, spiccano soprattutto i nomi di Jorge Mendes e Mino Raiola. Coinvolto anche Cristiano Ronaldo, che viene citato nel decreto di perquisizione per una scrittura privata relativa ai rapporti economici fra il portoghese la Juve che la Guardia di Finanza, su indicazione della procura di Torino, ha ricevuto l’incarico di cercare e recuperare durante le perquisizioni nelle sedi del club.

Raiola invece, che per l’affare De Ligt ha intascato 10,5 milioni di ‘oneri accessori’, è finito sotto la lente degli inquirenti soprattutto per il trasferimento di Franco Tongya, coinvolto in un’operazione di scambio col Marsiglia che la Procura definisce “a specchio”, quindi senza movimento di denaro.  

La Juventus ha comunicato ieri che “Confidiamo di chiarire“, ma i pubblici ministeri indagano e l’indagine si allarga.

IL COMUNICATO UFFICIALE
Juventus Football Club S.p.A. (“Juventus” o la “Società”) prende atto dell’avvio di indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti della Società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato) e passati in merito alla voce “Proventi da gestione diritti calciatori” iscritta nei bilanci al 30 giugno 2019, 2020 e 2021 per i reati di cui all’art. 2622 cod. civ. (False comunicazioni sociali delle società quotate) e all’art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e, per quanto attiene alla Società, per l’illecito previsto dagli artt. 5 (Responsabilità dell’ente) e 25-ter (Reati societari) del D.Lgs. n. 231/2001. Si rammenta che la Società è attualmente soggetta a una verifica ispettiva da parte della Consob ai sensi dell’art. 115, comma 1, lett. c), del D.Lgs. n. 58/1998, anch’essa avente ad oggetto la voce “Proventi da gestione diritti calciatori”, come descritto nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale in opzione, pubblicato in data 24 novembre 2021, e nella relazione finanziaria annuale consolidata al 30 giugno 2021
.

Come doveroso, Juventus sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato.

*.*.*

In relazione all’aumento di capitale in opzione, deliberato dall’Assemblea degli Azionisti in data 29 ottobre 2021, si conferma la tempistica resa nota con comunicato del 22 novembre 2021 e l’avvio dell’offerta in opzione e della negoziazione dei diritti di opzione a partire dal 29 novembre 2021.

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