Incidente di Linate, 20 anni dopo il disastro aereo


È un tipico lunedì per i pendolari dell’aria. Quando nella nebbia, all’improvviso, qualcuno nota una gigante palla di fuoco

Sono le 8.11 e 58 secondi dell’8 ottobre 2001 quando qualcuno dalla torre dell’aeroporto di Milano Linate chiama il Centro di controllo d’area. «Senti, mi riporti se lo scandinavo vi ha chiamato?», chiede l’addetto, con la voce calma. «Lo scandinavo quale?», rispondono dalla sala di controllo, non senza nascondere un po’ di sorpresa. «Il 686 in decollo», ribattono dalla torre. «No, non lo vedo sul radar». «Eh, neanche noi, è scomparso e non ci risponde più», dice — stavolta con tono più sommesso — il responsabile. «Veramente?». È un lunedì mattina. Nello scalo cittadino c’è il solito via vai. Fuori ci sono 17 gradi e una nebbia fitta. Non si vede nulla oltre i 50-100 metri, a seconda dei momenti. Nonostante questo gli spostamenti vanno avanti. Il volo SK686 sull’Md-87 di Scandinavian Airlines (Sas) diretto a Copenhagen, Danimarca, con 110 persone a bordo (104 passeggeri, 2 piloti, 4 assistenti di volo) è partito alle 8:10, quasi due minuti prima quella telefonata.

Il dramma non visto – Ma né la torre di controllo dello scalo né la sala radar che gestisce l’intero Nord-Est Italia ricevono segnali dal bimotore sui loro monitor. E nessuno di loro si è ancora accorto che a poche centinaia di metri, in fondo alla pista, l’Md-87 è andato a disintegrarsi contro un edificio, mentre lungo la striscia d’asfalto un velivolo privato — un Cessna 525 Citation CJ2 — è diventato una palla di fuoco.

Un aereo nell’autunno 2001 all’aeroporto di Linate in un giorno di nebbia

È il peggior disastro aereo in Italia con 118 morti (i 110 del volo Sas, 4 su quello privato, 4 nell’edificio di fianco al terminal dove si registra anche un ferito grave). È anche il secondo, a livello mondiale, tra le collisioni in fase di decollo dopo l’incidente di Tenerife nel 1977 (583 morti). La lettura di centinaia di pagine tra rapporto finale d’inchiesta e allegati tecnici mostra come ci siano voluti diversi minuti prima di accorgersi del dramma. E come nonostante di fianco i vigili del fuoco fossero impegnati a recuperare i corpi tra i rottami, altre compagnie aeree cercavano di capire quando sarebbero partiti i loro voli. Ignorando i contorni del dramma in corso. (sotto la ricostruzione tratta dal materiale allegato al rapporto finale dell’Ansv sull’incidente) continua a leggere

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