Il 28 aprile è la Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro


Osservatorio Indipendente  morti per infortuni sul lavoro compie dieci anni

Morti sul lavoro, il Sud è più insicuro: Crotone la provincia più colpita

articolo: https://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2019/04/27/news/malattie_professionali_incidenti_sul_lavoro-224953850/?ref=RHPPLF-BH-I224954607-C8-P1-S1.8-T1

MILANO – Nel Mezzogiorno italiano è più alto il rischio di morire sul lavoro, il Nord ha un tasso maggiore di malattie professionali tumorali ma la patria dell’Ilva, Taranto, spicca per il numero assoluto di malattie cancerogene

Gli incidenti, a Crotone record per quelli mortali

Alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi del lavoro voluta dall’Ilo, i dati elaborati dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del lavoro su base Inail dicono che nell’ultimo biennio, il 2017-2018, “il maggior numero di infortuni mortali di lavoratori si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire, nelle province di Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰)”. Il Sud è dunque in testa per l’incidenza degli infortuni in occasione di lavoro con esito mortale, “probabilmente”, dicono gli esperti, “per la scarsa attenzione alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e per la maggiore concentrazione delle occasioni di lavoro nei settori a rischio (agricoltura e costruzioni)”. A Biella, negli ultimi due anni non si sono registrati incidenti mortali. continua a leggere

Come funzionava prima. Quando una persona subisce un infortunio sul lavoro – o mentre sta andando al lavoro – può patire tre tipi di danno:

  • patrimoniale (perché, ad esempio, durante la convalescenza non può lavorare e non percepisce reddito);
  • biologico (il danno fisico);
  • morale (la sofferenza e tutte le difficoltà legate al danno fisico).

I primi due tipi di danno vengono risarciti da Inail che poi, attraverso il meccanismo della “surroga”, si rivale sul responsabile; il danno morale invece viene pagato direttamente dal responsabile (nella maggior parte dei casi il datore di lavoro)

“Fin qui il meccanismo si è dimostrato efficace. La vittima di infortunio aveva una doppia tutela, quella dell’ente assistenziale integrata con l’obbligazione risarcitoria del responsabile” spiega l’avvocato Filippo Martini del comitato scientifico di Ridare portale di Giuffrè Francis Lefebvre. La surroga, infatti, serve all’ente per rimpinguare le proprie casse, “altrimenti la provvista patrimoniale dipenderebbe solo dai contributi obbligatori a carico del datore di lavoro”, spiega ancora Martini.

Il principio, insomma, è giusto. Ma nel corso degli anni numerose sentenze hanno ribadito che questo meccanismo di recupero non deve, comunque, mai ridurre la cifra dovuta alla vittima “non altrimenti risarcita”.

Cosa cambia. Ed è proprio qui che interviene la legge di Stabilità, che ha tolto ogni paletto al potere di rivalsa di Inail. Fermo restando che il danno morale continua ad essere a carico del datore di lavoro, Martini fa un esempio concreto di come sono cambiate le cose.

“Supponiamo che una persona subisca un infortunio; il giudice individua un danno biologico e morale da 50 l’uno. Non c’è danno patrimoniale perché il lavoratore è assunto e continua a percepire il suo stipendio. A questo punto, Inail verserà comunque 100: per il danno biologico ma anche per quello patrimoniale: deve farlo per legge a titolo di indennizzo, anche se il giudice non lo ha riconosciuto”. La vittima dovrebbe ricevere i 50 di danno morale direttamente dal datore di lavoro. Ma quei soldi non li vedrà mai. Perché se prima Inail aveva titolo solo per recuperare 50, ora può recuperare l’intera cifra. “Ed è così che il danno morale non arriva nelle tasche del lavoratore infortunato, perché la legge consente a Inail di recuperare quanto speso a qualsiasi titolo” precisa Martini. continua a leggere

Visitare anche la pagina del Blog : https://alessandro54.com/morti-bianche/

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