Modello 730: scadenze, novità e difficoltà. Tutto quello che bisogna sapere


articolo: https://www.corriere.it/economia/professionisti/consulenti-del-lavoro/cards/modello-730-scadenze-novita-difficolta-tutto-quello-che-bisogna-sapere/guida.shtml

La guida per il Modello 730 del 2021 (redditi 2020)

Arriva il momento della dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti: il modello 730 per l’anno 2020. La stagione comincia presto: a partire dal 10 maggio, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, che il Fisco appronta per ogni contribuente ormai da qualche anno (con procedure semplificate). Per accedere serve lo Spid, ovvero l’identità digitale per i servizi pubblici (di seguito le istruzioni).

Ma vediamo di seguito le principali novità e le tempistiche per la Dichiarazione dei redditi tradizionale e «fai da te», con l’ausilio della Guida redatta dai Consulenti del Lavoro.
Tra le novità la più delicata riguarda l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti per poter accedere alla detrazione delle spese sanitarie, onere che la pandemia e le sue conseguenza non hanno di certo agevolato. A tal proposito è stato già richiesto lo slittamento dell’entrata in vigore. «Non c’è dubbio che è una difficoltà in più che si va ad aggiungere alle altre già esistenti in questo strano periodo – dichiara Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del lavoro – . Per questo abbiamo richiesto il rinvio all’anno fiscale 2021». Vediamo nel dettaglio le novità certe del nuovo modello per la Dichiarazione dei redditi.

Chi deve presentare il modello 730: i dipendenti e i contribuenti – Possono utilizzare il modello 730 – 2021 i contribuenti che nel 2020 hanno percepito: redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati (es. co.co.co.); redditi dei terreni e dei fabbricati; redditi di capitale; redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente); redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero); alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata. Il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione se ha conseguito redditi nell’anno 2020 e non rientra nelle ipotesi di esonero (es. lavoratore dipendente titolare esclusivamente di redditi corrisposti da un unico datore di lavoro). La dichiarazione deve comunque essere presentata se le addizionali all’Irpef non sono state trattenute o sono state trattenute in misura inferiore a quella dovuta da parte del datore di lavoro. La dichiarazione può essere presentata, per fruire di detrazioni o per chiedere rimborsi relativi a crediti o eccedenze di versamento che derivano dagli anni precedenti.

Il 730 precompilato – A partire dal 10 maggio, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it. È possibile accedere al 730 precompilato utilizzando: – un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
– CIE – Carta di identità elettronica;
– le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps;
– una Carta Nazionale dei Servizi.

Fino al 30 settembre 2021 è possibile accedere anche utilizzando le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle entrate fino al 28 febbraio 2021.

Nella sezione del sito internet dedicata è possibile visualizzare:
il 730 precompilato;
un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel precompilato.
Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente;

– l’esito della liquidazione: il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga;
– il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.

Il modello 730 ordinario – Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello Redditi).

Il modello 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato. I lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio devono presentare il mod. 730 a un Caf o a un professionista abilitato. Il 730 ordinario si presenta ai predetti soggetti entro il 30 settembre.

Le novità del 2020 del Modello 730 – Tra le principali novità contenute nel modello 730 di quest’anno vi sono:
– Riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente con reddito fino a 28.000 euro (c.d. bonus 100 euro); inoltre, il lavoratore con reddito superiore a 28.000 euro e fino a 40.000 euro spetta un’ulteriore detrazione il cui importo diminuisce all’aumentare del reddito;
– Detrazione per ristrutturazione “Superbonus 110%”;
– Detrazione per “Bonus facciate” pari al 90%;
– Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica;
– Credito d’imposta “Bonus vacanze”, se il credito d’imposta vacanze è stato fruito entro il 31 dicembre 2020, è possibile fruire del relativo importo della detrazione pari al 20 % dell’importo sostenuto
.

La tracciabilità delle spese sanitarie – La legge di Bilancio 2020 ha previsto l’obbligo di tracciabilità per le detrazioni relative agli oneri di cui all’art. 15 del TUIR all’interno dei quali vi sono le spese sanitarie. L’obbligo di pagamento tracciabile, però, non riguarda le detrazioni spettanti per:
– le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici;
– le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

A titolo di esempio, una visita effettuata presso una struttura ospedaliera, in regime di intramoenia, o presso una struttura accredita con il servizio sanitario nazionale può continuare ad essere pagata in contanti conservando il diritto alla detrazione. Al contrario, la medesima visita, effettuata presso uno specialista “libero professionista”, deve essere pagata con un mezzo tracciabile (carta di debito, di credito, carta prepagata, bonifico e assegno bancario).

L’Agenzia delle entrate con la risposta n. 484 del 2020 ha chiarito che la spesa sanitaria può essere considerata sostenuta dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, anche in caso di pagamento effettuato da altro soggetto. Occorre però assicurare ai fini della detraibilità la corrispondenza tra spesa detraibile e pagamento effettuato dal terzo, fornendo al professionista o al Caf un documento che provi la transazione con ricevuta bancomat, bollettino postale, MAV, o estratto conto bancario. In mancanza di tali ricevute, l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile può essere documentato tramite una annotazione in fattura da parte del percettore delle somme (es. medico specialista)

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Superlega: nove club pentiti chiedono scusa. Real, Juventus e Barcellona rischiano ancora l’esclusione dalle Coppe


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/07/news/uefa_superlega_scuse_disciplinare_sanzioni-299874101/

Il comunicato della Uefa mette la parola fine al progetto. Le nove società vengono reintegrate con misure “complete e definitive” dopo aver riconosciuto l’errore. Le altre tre potrebbero ancora rimanere fuori. Ceferin duro: “Deferite agli organi disciplinari”


La Superlega è ufficialmente finita col comunicato dell’Uefa che attesta la rinuncia di 9 club su 12 al progetto di scissione e di creazione di un nuovo torneo alternativo alla Champions, il famoso golpe fallito di aprile, durato meno di 48 ore. Anche il Milan si è unito alle 8 pentite (Arsenal, Chelsea, Atletico Madrid, Inter, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham). Resistono dunque Real Madrid, Juventus e Barcellona, che rischiano in teoria ancora l’esclusione per due anni dalle coppe europee.

Reintegrati nelle coppe della prossima stagione – Il comunicato è molto articolato ed è frutto evidente di una serie di negoziazioni, nei giorni scorsi, tra i 9 club rientrati nei ranghi e Nyon, che riassume così l’esito dei colloqui di pace: “In uno spirito di riconciliazione e per il bene del calcio europeo, 9 dei 12 club coinvolti nel progetto della cosiddetta Super League hanno presentato all’Uefa “Dichiarazione d’impegno”, che illustra la loro posizione nelle competizioni per club Uefa e in quelle nazionali. L’Uefa ha convocato un gruppo di emergenza del suo Comitato Esecutivo, che ha preso in debita considerazione lo spirito e il contenuto della “Dichiarazione d’impegno” e ha deciso di approvare le varie azioni, le misure e gli impegni presi dai club. Una conferma formale degli impegni e delle modalità di reintegrazione dei club e di partecipazione alle competizioni per club Uefa è stata concordata e firmata dall’Uefa e dai 9 club. Le misure di reintegrazione approvate sono complete e definitive“.

Le scuse ufficiali – “Questi 9 club – puntualizza l’Uefa – riconoscono e accettano che il progetto Super League è stato un errore e si scusano con i tifosi, le associazioni nazionali, le leghe nazionali, gli altri club europei e la Uefa. Riconoscono inoltre che il progetto non sarebbe stato autorizzato, in base allo statuto e ai regolamenti Uefa“.

Mai più scissioni – È il punto fondamentale: la rinuncia a qualsiasi azione legale pro Superlega: “In particolare, ogni club riconosce e accetta senza riserve la natura vincolante dello statuto Uefa, rimane impegnato a partecipare a tutte le competizioni per club Uefa di ogni stagione per le quali il club si qualifichi per meriti sportivi, entra a far parte dell’Eca (European Club Association), che è l’unico organismo di rappresentanza dei club riconosciuto dall’Uefa e prenderà tutte le misure in proprio potere al fine di porre fine al coinvolgimento nella società creata per formare e gestire la Super League, cessando qualsiasi azione legale esistente“.

Le sanzioni – Il tentato golpe, per i 9 club pentiti, non si risolverà in punizioni forti, ma non sarà comunque senza conseguenze pecuniarie, per ora limitate con la promessa che in futuro, in caso di eventuale sgarro alle regole, la multa possa arrivare fino a 150 milioni di euro: “Come gesto di buona volontà, e insieme agli altri club, ogni club dei 9 farà una donazione. Il totale di 15 milioni di euro verrà utilizzato a beneficio dei bambini, dei giovani e del calcio di base nelle comunità locali in tutta Europa, compreso il Regno Unito. I club saranno soggetti alla trattenuta del 5% dei ricavi che avrebbero ricevuto dalle competizioni Uefa per club per una stagione, che verranno ridistribuiti. Accetteranno infine di vedersi comminare multe consistenti, se cercheranno di giocare in una competizione non autorizzata (100 milioni di euro) o se violeranno qualsiasi altro impegno assunto nella “Dichiarazione d’impegno” (50 milioni di euro)“.

Le riforme – L’ultima puntualizzazione è sulle riforme future delle coppe, a cominciare dalla Champions e dall’ipotesi di correzione al nuovo formato a partire dal 2024, approvato ad aprile poche ore prima dell’annuncio della Superlega: tutto dovrà essere concordato con l’Uefa: “I 9 club forniranno alla Uefa impegni individuali in cui si accettano tutti i principi e i valori stabiliti nel Memorandum d’Intesa 2019 tra Uefa ed Eca. In prospettiva i club sono pienamente impegnati nelle nuove riforme del post 2024. Su richiesta dei club, la Uefa chiederà che le rispettive Federazioni e Leghe nazionali tengano in debita considerazione lo spirito, il contenuto e lo scopo degli impegni presi dai club con l’Uefa“.

Il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, ha nuovamente fatto un distinguo tra i 9 club rientrati nei ranghi, sostanzialmente indenni, e quelli che non hanno ancora rinunciato ufficialmente al progetto: contro Real, Juventus e Barcellona la posizione dell’Uefa resta molto dura: rimane pendente in teoria l’esclusione biennale dalle coppe: “Ho detto al Congresso Uefa di due settimane fa che ci vuole un’organizzazione forte per ammettere di aver commesso un errore, specialmente in questi giorni di processi sui social media. Questi club hanno fatto proprio questo. Accettando i loro impegni e la volontà di riparare ai disagi che hanno causato, l’Uefa vuole lasciarsi alle spalle questo capitolo e andare avanti con uno spirito positivo. Le misure annunciate sono significative, ma nessuna delle sanzioni finanziarie sarà trattenuta dalla Uefa: saranno tutte reinvestite nei giovani e nel calcio di base nelle comunità locali in tutta Europa, compreso il Regno Unito. Questi club hanno riconosciuto rapidamente i loro errori e hanno intrapreso azioni per dimostrare il loro pentimento e il loro impegno futuro per il calcio europeo. Lo stesso non si può dire per i club che rimangono coinvolti nella cosiddetta Super League: l’Uefa si occuperà di questi club successivamente, riservandosi ogni diritto di intraprendere qualsiasi azione che ritenga appropriata contro quei club che hanno finora rifiutato di rinunciare alla cosiddetta Super League. La questione sarà prontamente riferita ai competenti organi disciplinari della Uefa“.

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Gubbio, esplosione in un laboratorio di cannabis light: un morto, tre feriti e un disperso


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/05/07/news/gubbio_esplosione_in_un_laboratorio_di_cannabis_terapeutica_due_dispersi-299874019/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S1-T1

I vigili del fuoco hanno estratto vive tre persone trasferite in ospedale

Gubbio (Perugia), 07 maggio 2021

Una violenta esplosione ha interessato un’azienda a Gubbio (Perugia). Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, che hanno estratto vive tre persone, mentre una quarta, un uomo, è stato tirato fuori dalle macerie morto. Risulta ancora dispersa una quinta persona, forse una donna, che sarebbe in contatto con i soccorritori, grazie a un cellulare. Continuano le ricerche.

Il feirito più grave è stato trasportato in elisoccorso con gravi ustioni sul corpo al centro grandi ustionati di Cesena. Gli altri sono stati invece trasportati all’ospedale di Branca (Gubbio), con traumi da schiacciamento. Per estrarli i vigili del fuoco hanno dovuto tagliare delle travi in ferro con le moto-troncatrici e divaricatori idraulici e sollevare le parti in cemento con i cuscini pneumatici. Mentre erano in corso queste operazioni si sono verificate altre forti esplosioni.

Le squadre di Gubbio, Perugia e Gaifana stanno operando all’interno del capannone per spegnere le fiamme. Secondo quanto si apprende dal 118, le esplosioni si sarebbero verificate “in un laboratorio dove viene trattata cannabis light”. La deflagrazione avrebbe poi causato il crollo del solaio dell’abitazione sovrastante.

Colombia, la rabbia dei giovani contro il governo: 24 morti in piazza. L’Onu condanna


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/colombia-rabbia-giovani-contro-governo-24-morti-piazza-l-onu-condanna-97a30412-ae68-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR2k5PUL_vrX6WFJi-2X3oPri8gSCEod9_ziXOHEIdb95SPhKgVlkE3gG0k

Non si fermano le proteste di piazza, giunte all’ottavo giorno consecutivo e nate in dissenso con la riforma fiscale proposta dal presidente. Il Palazzo di Vetro: allarmati

«Siamo distrutti». Un adolescente ucciso a colpi di arma da fuoco dopo aver preso a calci un poliziotto, un altro ragazzo travolto dalla furia dei manganelli mentre tornava a casa. Agenti che sparano sui manifestanti disarmati. Elicotteri che ronzano in cielo, carri armati che fanno tremare l’asfalto nei quartieri popolari, esplosioni che echeggiano nelle strade.

Brucia la Colombia, dove il 28 aprile sono iniziate le proteste contro il governo di Iván Duque e dove nemmeno le piogge torrenziali di due giorni fa sono riusciti a fermare proteste e scontri durissimi nei quali hanno perso la vita fin qui 24 persone (17 secondo le autorità), con 89 dichiarate disperse.

«Ci stanno uccidendo», è una delle frasi che campeggiano sugli striscioni. Da Bogotà, passando per Cali, Medellin e Barranquilla ovunque si sono svolte marce. I camionisti bloccano le principali autostrade mentre le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’Organizzazione degli Stati americani (Osa) condannano il governo colombiano per l’«uso eccessivo della violenza», con la portavoce dell’Alto commissariato dei diritti umani dell’Onu, Marta Hurtado, che si è detta «profondamente allarmata». In prima linea negli scontri ci sono i giovani. «Qui non si muore di fame solo per il Covid, si muore di povertà», è il grido di Isamari Quito, studente di giurisprudenza. «Ci stanno dando la caccia», gli fa eco Luna Giraldo Gallego, studentessa universitaria della città di Manizales.

La pressione sale sul partito conservatore del presidente Iván Duque mentre gli alleati gli chiedono di dichiarare lo stato d’assedio, atto che gli concederebbe ampi nuovi poteri. «Si ha la sensazione che questo governo, nonostante sia guidato dal presidente più giovane della storia colombiana (Duque ha 44 anni, ndr), insista su idee obsolete», spiega al Corriere Jennifer Pedraza, 25 anni, rappresentante degli studenti dell’Università Nazionale e membro del Comitato per la disoccupazione, che raggruppa le organizzazioni che convocano le manifestazioni.  A nulla dunque è servito ritirare la riforma fiscale, che prevedeva la rimozione delle esenzioni per l’imposta sugli scambi di beni e servizi (la nostra Iva) e avrebbe abbassato la soglia a partire dalla quale si inizia a pagare l’imposta sul reddito. «Andremo avanti a protestare contro la riforma sanitaria», conclude Pedraza.

L’esplosione di frustrazione in Colombia – dicono gli esperti – potrebbe presagire disordini in tutta l’America Latina, in un mix infiammabile di tensioni sociali causate dalla pandemia e dal calo delle entrate governative. Le manifestazioni sono, in parte, la continuazione di un movimento che ha travolto l’America Latina alla fine del 2019 dalla Bolivia passando per il Cile fino al Nicaragua. Poi è arrivato il Covid. La Colombia ha imposto uno dei lockdown più lunghi al mondo che ha causato enormi problemi economici, tra cui la chiusura di oltre 500mila attività, con il 43% della popolazione che vive in povertà (+7% rispetto all’era pre Covid) e 2,8 milioni di persone che vivono con meno di 145mila pesos al mese, circa 32 euro. E ora – dopo otto giorni di rabbia – tra le vittime delle proteste si conta anche Santiago Murillo, 19 anni, studente dell’ultimo anno di liceo. Sabato sera stava tornando a casa a Ibagué, mentre erano in corso gli scontri. A due isolati da casa gli hanno sparato e lui è caduto a terra. Domenica gli abitanti di Ibagué hanno tenuto una veglia in suo nome. «Ho chiesto loro di protestare civilmente», dice sua madre, «in pace».

Londra, incendio in un palazzo di 19 piani, più di 100 pompieri impegnati


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/londra-incendio-un-palazzo-19-piani-piu-100-pompieri-impegnati-c4c9fb08-af1c-11eb-88d7-96131257b1d6.shtml

Coinvolti l’ottavo, nono e decimo piano di un condominio di edilizia popolare nella zona est della capitale: rivestimento in alluminio come quello della Grenfell Tower

Un centinaio di vigili del fuoco e venti mezzi sono impegnati a Londra per spegnere un incendio in un palazzo di edilizia popolare di 19 piani. Lo rendono noto i vigili del fuoco della capitale britannica su Twitter. L’incendio riguarda in particolare l’ottavo, il nono e il decimo piano del palazzo, nel quartiere Poplar, nella zona est di Londra. L’edificio, secondo quanto riferiscono i media locali, avrebbe un rivestimento esterno in alluminio infiammabile simile a quello usato per la Grenfell Tower, dove un disastroso incendio nel giugno 2017, uccise 72 persone.

Sul posto, in Fairmont Avenue, sono intervenute diverse ambulanze. Le prime telefonate di allarme sono arrivate ai vigili del fuoco poco prima delle 9, ora locale. Sui social circolano diverse immagini dell’incendio, che ha prodotto una colonna di fumo visibile da varie parti della città.

Il rivestimento in alluminio applicato in questi grandi edifici chiamati New Providence Wharf è considerato pericolo perché, in caso di incendio, favorisce il propagarsi delle fiamme, avrebbe dovuto essere rimosso dopo la tragedia della Grenfell Tower. Ma all’inizio del 2021 non era stato fatto alcun intervento in questo grande complesso abitativo, nonostante il ministero dell’edilizia abbia già speso circa 200 milioni di sterline per toglierlo da 170 torri di edilizia privata in tutto il Regno Unito.

Bitume e materiali pericolosi spacciati per cemento, due arresti nella cava di Zibido: “Collegamenti con la ‘ndrangheta”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/06/news/rifiuti_bonilauri_molluso_zibido_san_giacomo_cava_arresti_d_alfonso_mensa_dei_poveri-299731458/

La cava nel Milanese di proprietà della ditta Bonilauri era lo snodo dei traffici illeciti: qui venivano smistati i rifiuti anche pericolosi diretti poi ai termovalorizzatori con documenti falsi: “Nessun rispetto per le norme ambientali”. Legami con il clan di Corsico Molluso

Polistirolo, gesso e bitume, spacciato per cemento. Rifiuti mischiati, anche pericolosi, provenienti da cantieri e miscelati insieme senza alcuna forma di controllo sul livello di pericolosità, nella cava di Zibido San Giacomo. A tonnellate. Inviati con certificazioni false ai termovalorizzatori. Era un sistema rodato, in vigore da anni quello che hanno scoperto i Carabinieri della forestale con il supporto della Guardia di Finanza di Milano: almeno da vent’anni, a leggere il “libro mastro” sequestrato ieri mattina durante le perquisizioni.

Il filone è quello della “Mensa dei Poveri“, il sistema di tangenti e intrecci tra imprenditori, manager pubblici e politici lombardi – soprattutto Daniele D’Alfonso e la sua Ecol Service da un lato e Pietro Tatarella e Fabio Altitonante di Forza Italia, dall’altro – foraggiati con un lavoro di “semina” in cambio di appalti e commesse private. Ed è proprio indagando nel suo business che gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore della dda di Milano Silvia Bonardi, hanno scoperto come le attività di smaltimento di rifiuti della sua azienda fossero basate su pratiche “completamente illegali” come scrive il gip Raffaella Mascarino che ha firmato due ordinanze cautelari ai domiciliari per il 72enne Gianarnaldo Bonilauri e il 42 enne Giuseppe Molluso, figlio di Giosafatto da Platì, uno dei capi della locale di Corsico. “I rifiuti in ingresso e in uscita non venivano pesati o venivano messi su una bilancia manipolata, l’attribuzione dei codici merceologici era del tutto fasulla e in questo modo venivano drasticamente ridotti i costi delle analisi di laboratorio e di caratterizzazione dei rifiuti e venivano abbattute le tariffe di smaltimento del materiale“. Tra gli appalti della Ecol Service anche quelli per il recupero di rifiuti abbandonati per conto di Amsa.

La cava di Zibido San Giacomo è il luogo il cardine di tutta la vicenda, “un saldo punto di riferimento di tutti coloro che vogliono smaltire a basso costo – scrive il gip – (…) ignorando nel modo più completo le problematiche ambientali che sono connesse alla rigida normativa in tema di rifiuti”. A conferire qui resti di cantieri ci sono aziende edilizie apparentemente in regola: i carabinieri ne hanno individuate almeno una ventina. E poi ci sono le ditte in mano alle famiglie ‘ndranghetiste che al pari di D’Alfonso sfruttavano la cava come centro di smistamento. Una delle società riconducibile ai Molluso trattava asfalto, ma alla cava portava miscele di bitume spacciandole per cemento: “il codice dell’asfalto com’è che non me lo ricordo?” dice Molluso al intercettato telefono con un dipendente della Bonilauri. “Se porti quello ci vogliono le analisi chimiche eh” è la risposta. “Scrivo cemento dai…fammi sto favore va“.

In un’altra conversazione intercettata Bonilauri che è il titolare della ditta che possiede l’impianto si lamenta del polestirolo trovato mischiato col gesso: chiede un sovrapprezzo perché lo ha dovuto bruciare mandando le polveri sul lago di cava: “A me crea un casino pazzesco perché poi vola va sul lago, è un macello (…) ho dovuto metter lì due persone a staccare il polistirolo, bruciarlo poi va via col vento, mi va sul lago e mi viene fuori un danno della madonna“.

Green Pass in Italia: dalla privacy ai costi, tutti i dubbi e le modifiche in arrivo


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_06/08-interni-t10corriere-web-sezioni-4d254c80-aea7-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR3d6dblmrY2K6NBN1f53W0dEWWhfKMoyTk8guv9OW1AWnmGnU23V49AX_k

Il garante: «Non inserire informazioni superflue e individuare il titolare del trattamento dei dati». Il viceministro Sileri: aumentare a un anno il periodo dopo l’immunità

ROMA – La frenata del garante della privacy, i dubbi sui costi che potrebbero rallentare il turismo, le incertezze sull’applicazione concreta, le critiche sul tampone come lasciapassare e la difficile convergenza con gli altri Paesi europei. Il certificato verde italiano (o pass vaccinale) è appena nato, ma già si pensa a come modificarlo, visto che i dubbi sono molti e anche all’interno del governo c’è chi si chiede se non ci si è infilati in un cul de sac iperburocratico che rischia di rallentare, invece di facilitare, secondo quello che era il suo scopo, il turismo interno e internazionale nella stagione estiva.

I requisiti – Il certificato italiano è già in vigore in Italia da lunedì 26 aprile e a giugno dovrebbe arrivare anche il Digital green certificate, il pass europeo, che consentirà di viaggiare liberamente tra i diversi Paesi. Attualmente il certificato italiano non esiste fisicamente, ma solo virtualmente: consiste in uno dei tre documenti che integrano i requisiti necessari. Che sono l’essere stati vaccinati (con seconda dose) entro i sei mesi precedenti; essere guariti dal Covid nello stesso periodo; avere fatto un tampone molecolare o test rapido negativo non più di 48 ore prima. Per ora, serve a poco. Sostanzialmente solo ad entrare nelle regioni arancioni o rosse, che sono sei (ma a giugno, presumibilmente, non ce ne saranno).

Riservatezza – La critica più pesante è quella del garante della privacy Pasquale Stanzione. In audizione nelle Commissioni riunite Affari costituzionali, Giustizia e Affari sociali, ha spiegato che bisogna escludere esplicitamente usi diversi da quelli previsti dal decreto e individuare il titolare del trattamento dei dati. Non solo: «È superflua l’indicazione del numero di dosi di vaccino o del tipo di vaccino, ma anche la previsione di modelli di certificazioni verdi diversi a seconda della condizione (vaccinazione, guarigione, test negativo) in virtù della quale esse sono rilasciate». Palazzo Chigi, con il sottosegretario Roberto Garofoli, sta lavorando per adeguare le norme.

Tamponi e test – La critica scientifica più pesante era arrivata da un tweet di Roberto Burioni, secondo il quale il tampone recente per avere il pass è «un pericolosissimo controsenso». Ma anche il viceministro Piergiorgio Sileri è critico. Ieri ha incontrato il portavoce del Cts e presidente dell’Iss Silvio Brusaferro per esporgli le sue idee. Vorrebbe estendere a un anno il tempo dalla vaccinazione; includere anche chi non sa quando è guarito ma risulta avere gli anticorpi alti da un test quantitativo; usare il pass come condizione per entrare nelle Rsa, per accedere a treni e aerei Covid free e per eventi sportivi con pubblico limitato.

Il pass europeo – Il governo sta valutando e si sta lavorando anche in sede europea per trovare regole comuni, in presenza di prassi, al momento, molto diverse. Il pass attuale andrà in parallelo con quello europeo, che diventerà digitale. Dopo la cabina di regia della prossima settimana, il Consiglio dei ministri varerà qualche modifica, allargando il campo d’azione e precisando alcuni elementi. Anche per disinnescare il consueto controcanto di Matteo Salvini, che già avverte: «Il Covid Pass europeo ha senso per far ripartire il turismo e consentire agli stranieri di venire in Italia, ma non deve diventare uno strumento per complicare ulteriormente la vita agli italiani».

Le Regioni – Qualche confusione c’è a livello regionale. La Liguria ha approvato un’ordinanza che recepisce le faq del ministero, anche se non pareva necessario. A Bolzano, zona rossa, il locale «corona pass» è condizione per accedere ai cinema. La Campania ha abilitato il pass regionale per «facilitazioni all’accesso dei servizi e/o deroghe alle misure di sicurezza più restrittive». Ma il vero punto di svolta sarà il pass europeo, che potrebbe consentire di ridurre il buco di 53 miliardi di euro causato al turismo dal Covid.

Zona gialla per quasi tutta Italia e neanche una regione in zona rossa: oggi i nuovi coloriNuova pagina


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_07/zona-gialla-colori-regioni-e3a31fea-aea5-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR2qfi6Hy3WnTjLUnb4lOwsVg4YHOjx8EBqTEF8weYVSiFACghT1yI4bGMw

Ieri 11.807 contagi, tasso di positività salito al 3,6%. I dati Gimbe: curve in discesa, ma più casi tra i bimbi

Una Penisola finalmente libera da zone rosse. Potrebbe essere questa la mappa dell’Italia che uscirà oggi dalla cabina di regia che definirà i passaggi di fascia delle Regioni in un quadro epidemiologico in lieve risalita (Rt a 0,85 a livello nazionale, era 0,81 alla scorsa rilevazione). La Valle d’Aosta — unica zona rossa rimasta — potrebbe essere promossa in arancione dopo appena una settimana. La Puglia spera invece nel giallo (insieme con Basilicata e Calabria), mentre il Veneto torna ad avvicinarsi pericolosamente alla zona arancione. E la Sardegna resta in bilico, contestando il sistema che rimanda il passaggio in giallo per altri sette giorni.

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Fonte: Dati Protezione Civile alle 17 di ieri, Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità

Valle d’Aosta – Dopo appena una settimana in lockdown, la Valle d’Aosta già da lunedì potrebbe tornare arancione. E questo grazie all’incidenza scesa a 187 nuovi positivi su 100 mila abitanti (ben sotto la soglia dei 250 che fa scattare la zona rossa). Vanno meglio anche gli altri indicatori: l’Rt sotto l’1 e la pressione sugli ospedali che si allenta. A dimostrarlo il fatto che nella mappa europea dell’Ecdc, la regione guidata da Erik Lavevaz ha abbandonato il rosso scuro.

Puglia e Veneto – Grazie al miglioramento degli indicatori, Puglia, Basilicata e Calabria sperano di approdare lunedì in zona gialla. Con l’eventuale passaggio — che avverrà solo dopo la firma delle ordinanze da parte del ministro della Salute Roberto Speranza — salirà ad oltre 53 milioni il numero degli italiani che possono circolare liberamente e andare al ristorante a pranzo e cena, al cinema, a teatro o in un museo. Grande apprensione, invece, in Veneto: «L’Rt è salito a 0,95, a un passo dalla fascia arancione — spiega la responsabile regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin —. È un dato che ci preoccupa e ci deve preoccupare». Il Veneto, comunque, dovrebbe rimanere in zona gialla per questa settimana, anche grazie all’incidenza (97 contagi ogni 100 mila abitanti) e al tasso di «occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica da parte dei malati Covid sceso sotto il 15%» aggiunge Lanzarin.

Sardegna in bilico – La Sardegna ha buoni dati ma potrebbe non ottenere il passaggio di fascia. La zona arancione dovrebbe durare per un’altra settimana — come prevede l’ordinanza del 3 maggio — ma il governatore Christian Solinas spera ancora nel giallo e protesta contro il sistema delle Regioni a colori. Le motivazioni sono contenute in un report inviato al ministero. «Negli ultimi 14 giorni, tutti i principali indicatori sono in miglioramento — spiega Solinas —, con un quadro generale compatibile con la fascia di rischio più bassaRimanere in arancione sarebbe paradossale».

I nuovi contagi – Il bollettino di ieri rileva 11.807 nuovi contagi, circa 1.300 in più rispetto a mercoledì, con 324 mila tamponi (- 3.000) e un tasso di positività salito al 3,6%. I decessi sono stati 258, nove in meno del giorno precedente. Dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, emerge la discesa di tutte le curve. Eppure sono in aumento i nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni, «verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza e della maggiore contagiosità della variante inglese».

Le piscine – Dopo l’approvazione del Ctsil governo ha dato il via libera al protocollo sullo sport che fissa le regole per la ripartenza di piscine e palestre. I primi a tornare ad allenarsi saranno i nuotatori: gli impianti all’aperto riapriranno il 15 maggio e all’ingresso bisognerà sempre misurare la temperaturaIn vasca bisogna mantenere una distanza di 7 metri quadri, fuori «si deve assicurare una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone». Lettini e sdraio dovranno essere sistemati per garantire la distanza di almeno un metro e mezzo tra persone non conviventi. Quando si fa il bagno poi, è vietato soffiarsi il naso. I bambini molto piccoli potranno entrare in acqua solo con i pannolini.

Le palestre – Per le palestre il via libera è rimandato al primo giugno. La mascherina è obbligatoria fino all’inizio dell’allenamento: la distanza comunque non potrà essere inferiore a due metri, all’aperto ne basta uno. Si deve «arrivare già vestiti adeguatamente alle attività» e se possibile utilizzare il proprio tappetino. I gestori di piscine e palestre devono mantenere l’elenco dei clienti per almeno 14 giorni.

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Incidente Alassio: i due calciatori Marco Parascosso e Emanuele Albanto morti in un frontale


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_06/incidente-alassio-due-calciatori-marco-parascosso-emanuele-albanto-morti-un-frontale-cfbe6908-ae64-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml

Dopo lo scontro di Palermo, altre due giovanissime vittime. L’impatto sull’Aurelia Bis: avevano 19 e 23 anni, viaggiavano sulle due auto che si sono centrate. Gravissimo anche il fratellino di uno dei due

Un’altra tragedia sulle strade. A distanza di pochi giorni dal terribile scontro sulla circonvallazione di Palermo, costato la vita a due amiche ventenni, questa notte la stessa sorte è toccata ad altri due giovanissimi, Marco Parascosso, studente di Alassio di 19 anni, ed Emanuele Albanto, 23enne di Bagnasco (Cuneo). Due calciatori uniti da un tragico destino. I due ragazzi, che viaggiavano uno su una Ford Fiesta e l’altro su una Citroen C3, sono morti in un frontale sull’Aurelia Bis, nel tratto tra Albenga e Alassio. Nell’impatto è rimasto gravemente ferito anche un terzo giovane, il fratello di Parascosso, 16enne. Lo schianto tra le due auto è stato violentissimo, tanto da coinvolgere una terza vettura che è stata colpita da alcuni pezzi dei mezzi incidentati. È stato proprio il conducente di quest’ultimo veicolo a chiamare i soccorsi. Sul posto sono intervenuti ambulanze, vigili del fuoco, polizia stradale e polizia di Stato. L’incidente è avvenuto poco dopo le 22.

Le vittime – E così di nuovo lacrime e dolore tra familiari, amici e conoscenti. Marco Parascosso era studente dell’istituto Alberghiero di Alassio e attaccante della Fbc Veloce 1910 (squadra che milita nel campionato di Promozione ligure). Figlio di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate e di una infermiera dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, viene descritto dagli ex compagni di squadra dell’Albenga Calcio (in cui aveva militato negli scorsi anni) come un ragazzo umile, simpatico «e davvero troppo buono». A rimanere coinvolto nell’incidente, come detto, anche il fratello, 16enne, che nella notte è stato operato al Santa Corona ad anca e milza. Lavorava invece come barista al bar Roma di Bagnasco (CuneoEmanuele Albanto, il 23enne da tutti conosciuto come «Lele», viveva con la mamma Raffaella e il fratello GabrieleAppassionato di calcio, aveva militato nel Bagnasco, squadra della sua città.

Marco Parascosso – Emanuele Albanto

La Guardia costiera libica spara a due pescherecci italiani: un ferito


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/guardia-costiera-libica-spara-due-pescherecci-italiani-ferito-70582a12-ae7d-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR342YAM3ch8kDK6lKkTbn4fydqnzK0Rho4C24pktCPA7y7ShErzd6sZmO8

La nave militare Libeccio intervenuta in soccorso del marittimo. I pescherecci non sono stati bloccati dai libici

La nave Libeccio della Marina Militare sta intervenendo in soccorso di un marinaio italiano ferito dai colpi di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica contro i due pescherecci Aliseo e Artemide circa 75 miglia a nord est di Tripoli e a 3o da Misurata. La Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.La persona rimasta ferita è il comandante della nave Aliseo Giuseppe Giacalone: i libici, dopo che le navi erano entrate in acque di competenza di Tripoli, hanno sparato colpi di avvertimento ordinando a entrambe di fermarsi. Sia la Aliseo che la Artemide sono riuscite però a sottrarsi all’alt. Entrambe appartengono alla marineria di Mazara del Vallo.

L’Aliseo era riuscita già a sottrarsi a un tentativo di sequestro da parte delle autorità tunisine nel 2017 ma soprattutto pochi giorni fa, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’Aliseo era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi. Ben 108 giorni, invece, era durata la prigionia di 18 pescatori di Mazara, catturati a settembre 2020 dalle milizie di Haftar e liberati il 17 dicembre dopo una complessa trattativa e una visita lampo dell’allora premier Giuseppe Conte a Bengasi con il ministro degli esteri Di Maio.

La Marina libica ha fornito una prima sua versione dei fatti, ammettendo di aver sparato colpi di avvertimento ma di averli indirizzati in aria. Secondo Tripoli la Aliseo e la Artemide avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico», ha riferito il portavoce della Marina libica: «La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca», ha ricordato.

Secondo informazioni raccolte invece dalla Farnesina e dall’Aise Il Comando della Squadra Navale italiana (CINCNAV) ha inviato un velivolo da pattugliamento P72 e nel contempo ha disposto l’avvicinamento di Nave Libeccio che, a sua volta inviava il proprio elicottero sull’area interessata. Intorno alle 14.30 l’unità libica Obari aveva avvicinato tre pescherecci (e non due) italiani intimando il fermo. Successivamente la Obari sparava dei colpi di avvertimento. Il team sanitario della Nave Libeccio è intervenuto inviando un medico a bordo; anche personale libico della Obari sarebbe salito a bordo del peschereccio interessato dall’evento per controllare le condizioni del comandante ferito. Non è ancora chiaro – secondo le fonti italiane – se le ferite siano imputabili ad arma da fuoco o incidente a bordo. Avrebbe comunque riportato una «ferita leggera ad un braccio».

Il peschereccio Aliseo

Pisa, frase razzista a Obi: Marconi squalificato per 10 giornate


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/05/05/news/pisa_marconi_squalificato_per_10_giornate_per_razzismo-299559875/

La Corte d’Appello della Figc ferma l’attaccante nerazzurro che aveva rivolto la frase “la rivolta degli schiavi” al giocatore di colore del Chievo. Decisive nuove prove come le dichiarazioni dei calciatori Rigione e De Vitis e un video

Joel Chukwuma Obi (Lagos, 22 maggio 1991) è un calciatore nigeriano, centrocampista del Chievo di cui è capitano.

ROMA – Tegola per il Pisa. L’attaccante Michele Marconi è stato infatti squalificato per 10 giornate dopo che la Corte d’Appello federale aveva riesaminato il caso sul ricorso della procura. Secondo l’accusa, Marconi aveva rivolto la frase “la rivolta degli schiavi” all’avversario Obi durante il match Pisa-Chievo dello scorso 22 dicembre. Dopo la prima udienza del tribunale federale, a marzo la Procura aveva impugnato la sentenza, rimandando tutto al secondo grado di giudizio della giustizia sportiva.

Michele Marconi (Follonica, 13 maggio 1989) è un calciatore italiano, attaccante del Pisa.

Decisive nuove prove – Questa la nota della Figc: “La Corte d’Appello federale, accoglie il reclamo e, per l’effetto, ai sensi dell’art. 28, comma 2, C.G.S., irroga la sanzione della squalifica per 10 (dieci) giornate effettive di gara al calciatore Michele Marconi”. Questo l’epilogo della vicenda, dopo che il collegio arbitrale a marzo aveva chiesto alla Procura federale l’accertamento dei fatti in contestazione mediante l’acquisizione delle dichiarazioni dei calciatori Rigione e De Vitis, oltre a tecnici e giocatori che sedevano sulla panchina del Chievo. Inoltre era stata chiesta l’acquisizione di un video comprensivo di audio dell’episodio in contestazione, oltre ai referti degli arbitri.

Ribaltata l’assoluzione di primo grado – Tra alcuni giorni si potrà leggere la sentenza definitiva nella sua interezza, completamente diversa dalle motivazioni che portarono all’assoluzione in primo grado, grazie al nuovo materiale portato dalla procura nel corso dell’appello. La difesa nei prossimi giorni valuterà l’appello.

Von der Leyen: “Aveva ragione l’Italia


Von der Leyen: “Aveva ragione l’Italia sull’intervento Ue sul Covid. Pronti a discutere sul copyright sui vaccini”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/von_der_leyen_aveva_ragione_l_italia_sull_intervento_ue_sul_covid_-299631510/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S1-T1

La presidente della Commissione europea: “Gli italiani chiesero solidarietà

Von der Leyen

BRUXELLES. “Mi ricordo bene l’inizio della pandemia e l’appello dell’Italia all’Europa. Gli italiani chiesero la solidarietà ed il coordinamento dell’Europa. L’Italia aveva ragione. l’Europa doveva intervenire. E questo è quello che abbiamo fatto“. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, nel discorso sullo Stato dell’Unione 2021.

La nostra campagna di vaccinazione è un successo. Quello che conta sono le ferme e crescenti consegne di vaccini agli europei e al mondo. Ad oggi 200 milioni di vaccini sono stati distribuiti nell’Ue. Sono abbastanza per vaccinare almeno la metà della popolazione adulta europea almeno una volta. Né Cina né Russia, si avvicinano minimamente“, ha aggiunto.

Von der Leyen ha anche parlato della proposta, ora appoggiata anche dagli Usa, di mettere dei limiti alla proprietà intellettuale sui vaccini anti-Covid per fronteggiare le ondate pandemiche specialmente in alcuni paesi. “L’Unione europea – ha detto – è pronta ad affrontare qualunque proposta che affronti la crisi in maniera effettiva e pragmatica. Ecco perché siamo pronti a valutare in che modo la proposta Usa sui copyright possa aiutare a raggiungere questo obiettivo” .

 “La svolta di Biden sul libero accesso per tutti ai brevetti sui vaccini è un importante passo in avanti. Anche l’Europa deve fare la sua parte. Questa pandemia ci ha insegnato che si vince solo insieme“. Lo scrive su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza. 

Brexit, guerra della pesca con la Francia:…


Brexit, guerra della pesca con la Francia: la Gran Bretagna schiera 2 navi da guerra davanti all’isola di Jersey

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/brexit_guerra_della_pesca_tra_uk_e_francia-299596978/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S3-T1

Al largo della Normandia si è aggravata la controversia, Parigi aveva minacciato un blocco del porto principale dell’isola se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo

LONDRA – Clamorosa escalation per lo sfruttamento della pesca del dopo Brexit tra Regno Unito e Francia. Stasera Londra ha deciso di mandare addirittura, “per precauzione”, due navi della Marina militare verso l’isola britannica di Jersey, a venti chilometri al largo della Normandia, dove si è aggravata una controversia apparentemente surreale ma sempre più grave. Ciò è stato deciso in seguito alle minacce della Francia di un blocco del porto principale dell’isola, che avrebbe comportato anche la sospensione dell’elettricità, se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo. Nelle ultime ore, la minaccia era stata espressa anche dalla ministra del Mare francese, Annick Girardin, che,  come ritorsione verso Londra, aveva parlato di una potenziale interruzione del trasporto di elettricità verso l’isola britannica, che avviene attraverso cavi sottomarini dalla Francia. È stato il capo ministro della dipendenza della corona britannica, John Le Fondrè, ad avvertire Downing Street di imminenti movimenti dei pescherecci francesi per tagliar fuori il porto principale dell’isola. Londra aveva prima definito i provvedimenti della Francia “assolutamente inaccettabili”, poi nel pomeriggio il primo ministro Johnson aveva parlato di “de-escalation necessaria” ma alla fine in serata è arrivato l’annuncio delle navi militari della Marina in viaggio verso Jersey.  La pesca è stato uno dei motivi di scontro più accesi tra Ue e Regno Unito nelle trattative per il divorzio della Brexit ma alla fine, nelle festività di Natale 2020, si era trovato un accordo con un periodo di transizione previsto di diversi anni, prima che il controllo quasi totale delle acque intorno a Uk tornasse ai britannici. Ma le tensioni sulle regole di accesso e sulla spartizione del pescato sono ancora enormi.

Scandalo arbitri, ecco le telefonate che accusano Morganti: “Mi avete cambiato il voto, perché?”


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/05/05/news/scandalo_arbitri_ecco_le_telefonate_che_accusano_morganti_mi_avete_cambiato_il_voto_perche_-299492824/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S3-T1

Gli audio di una telefonata tra Riccardo Di Fiore, ex osservatore arbitrale della Serie B  e Emidio Morganti, ex responsabile dell’organo tecnico della Commissione arbitrale nazionale Serie B svelano come la classe arbitrale italiana sia tenuta sotto scacco da un sistema opaco che ne regola carriere e avanzamenti

Ecco la prova della manina che cambia i referti arbitrali. Dopo le chat rivelate da Repubblica che dimostrano come la classe arbitrale italiana sia tenuta sotto scacco da un sistema opaco che ne regola carriere e avanzamenti, l’inchiesta prosegue. Pubblichiamo gli audio di una telefonata tra Riccardo Di Fiore, ex osservatore arbitrale della Serie B  e Emidio Morganti, ex responsabile dell’organo tecnico della Commissione arbitrale nazionale Serie B. L’oggetto è la partita Spezia-Chievo dell’11 agosto 2020, valida per i playoff.

Di Fiore è stato mandato a seguirla. Ad arbitrare è Eugenio Abbattista. Alla fine Di Fiore valuta la prestazione di Abbattista da 8.60. Ma qualcuno a Roma cambia il suo referto, e quell’8.60 diventa 8.70, il massimo della valutazione. Grazie a quel giudizio Abbattista è rimasto anche per questa stagione in Serie B, quando invece avrebbe dovuto essere dismesso. Il fatto è stato svelato da Repubblica.

Di Fiore, appresa la notizia del suo referto cambiato, chiama Emidio Morganti, che allora era il responsabile delle valutazioni della Serie B. Di Fiore è sconcertato, non capisce cosa sia successo. E Morganti non sa cosa rispondere, si rifugia in un “ma non ti ricordi cosa avevamo detto?”, respinto però da Di Fiore: “No, non mi ricordo. Io ho dato 8.60, e mi ritrovo nel mio referto un 8.70”.

Di Fiore non mente. Agli atti del processo sportivo e all’attenzione della procura di Roma c’è quel referto, che qui pubblichiamo. Come si vede, nel documento che porta la firma di Di Fiore c’è un 8.70 che lui non ha mai messo.

Mancosu operato di tumore: «Ho visto il terrore negli occhi di chi amo»….


Mancosu operato di tumore: «Ho visto il terrore negli occhi di chi amo». Dopo un mese è già in campo

articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_05/marco-mancosu-operato-tumore-un-mese-gia-tornato-campo-4b0e5520-adaa-11eb-a291-9e846c3a1f8f.shtml?fbclid=IwAR1oQWKPu_f5bjNRLXRZXcWDB59rMf_YhF1lAaUHnWAlUwQxh20kEefHgM8

Il capitano del Lecce ha raccontato la sua storia su Instagram dopo essere tornato a giocare con il Cittadella, ma per ora ha saltato la chemioterapia

Un discorso diretto. A cuore aperto. Verso i propri tifosi ma anche a tutti quelli che pur non interessandosi di calcio sono però stati colpiti in qualche modo da una delle malattie più terribili: il cancro. Così il capitano del Lecce, Marco Mancosu, 32 anni, su Instagram ha raccontato la sua esperienza: «Mi sono operato il 26 marzo. Di tumore. Ho visto un mondo che non avrei mai pensato di conoscere, ho visto il terrore negli occhi delle persone che amo, ho visto il terrore e la preoccupazione di mia moglie che per lo stesso motivo ha perso il padre quest’estate, ho avuto la paura di non poter crescere mia figlia, ho fatto esami nei migliori centri italiani, con a fianco gente che ad oggi non so nemmeno se sia viva, se sia riuscita a superare la propria malattia. Là, in quella sala d’aspetto non ci sono ragioni sociali, non conta se sei un avvocato, un calciatore, un presidente o un normalissimo impiegato, là siamo tutti uguali, tutti alle prese con qualcosa che non possiamo controllare».

Ritorno in campo – Il giocatore dei salentini ha saltato quattro partite ad aprile dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico, lo scorso weekend è tornato in campo contro il Cittadella e oggi ha fatto chiarezza sulle sue condizioni. «I medici mi hanno detto che la mia stagione era finita e che dovevo pensare all’anno prossimo, dopo due settimane ero in campo a correre. Dopo un mese sarei dovuto tornare a Milano per sapere se dovessi fare la chemio o meno, non ci sono ancora andato perché voglio fare la cosa che amo di più al mondo, giocare a calcio, poi si vedrà a fine campionato. Io ho già vinto», ha aggiunto il giocatore giallorosso.

Napoli, doppia mazzata in difesa: Koulibaly ko, Maksimovic positivo al Covid


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2021/05/04/news/koulibaly_infortunio-299367049/

Il difensore senegalese, infortunatosi nel corso della partita con il Cagliari, ha riportato una distrazione di primo grado del gastrocnemio mediale della gamba destra. Gattuso spera di recuperarlo per il match contro la Fiorentina. Il serbo in isolamento

Doppia mazzata in difesa per il Napoli. In un colpo solo Gattuso perde due giocatori nel reparto arretrato alla vigilia dello sprint finale per la Champions. Koulibaly si ferma per infortunio, Maksimovic per il Covid.

Koulibaly salta Spezia e Udinese – Gattuso dovrà fare a meno di Kalidou Koulibaly nelle prossime partite. Il difensore senegalese, infortunatosi domenica nel corso della sfida con il Cagliari (è rimasto in campo perché Gattuso aveva esaurito i cambi) si è sottoposto ad esami che hanno evidenziato una distrazione di primo grado del gastrocnemio mediale della gamba destra. Koulibaly salterà sicuramente la sfida di sabato prossimo contro Spezia e quella dell’11 maggio in casa con l’Udinese. Gattuso potrebbe recuperarlo per il match della penultima giornata contro la Fiorentina in programma il 16 maggio.

Nikola Maksimovic

Maksimovic positivo – La brutta notizia arriva nel pomeriggio quando il club ha comunicato l’esito del nuovo ciclo di tamponi e la positività di Nikola Maksimovic. “Il calciatore – fa sapere il club – è asintomatico e osserverà il periodo di isolamento presso il proprio domicilio

Roma, Josè Mourinho è il nuovo allenatore


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2021/05/04/news/roma_jose_mourinho_e_il_nuovo_tecnico-299349551/

Annuncio a sorpresa del club giallorosso, il tecnico portoghese assumerà l’incarico dalla prossima stagione. Contratto fino al 2024: “Convinto dalla passione dei tifosi”. I Friedkin: “José è un fuoriclasse che ha vinto trofei a ogni livello e garantirà una leadership e un’esperienza straordinarie per il nostro ambizioso progetto”

ROMA – 04 maggio 2021

José Mourinho è il nuovo allenatore della Roma. Il 58enne tecnico portoghese assumerà l’incarico dalla prossima stagione al posto di Paulo Fonseca con cui il club ha annunciato oggi la fine del rapporto. Lo Special One, da poche settimane libero dopo l’esonero al Tottenham, ha firmato con la Roma un contratto fino al 2024. L’annuncio, arrivato a sorpresa dopo che per giorni il nome più caldo accostato alla Roma era stato quello di Sarri, è arrivato sui canali ufficiali del club e ha fatto volare il titolo del club in Borsa a +11,7% (0,29 euro) per poi entrare in asta di volatilità per eccesso di rialzo. “Siamo lieti ed emozionati di dare il benvenuto a José Mourinho nella famiglia dell’AS Roma“, hanno dichiarato il presidente Dan Friedkin e il vicepresidente Ryan Friedkin. “José è un fuoriclasse che ha vinto trofei a ogni livello e garantirà una leadership e un’esperienza straordinarie per il nostro ambizioso progetto. L’ingaggio di José rappresenta un grande passo in avanti nella costruzione di una mentalità vincente, solida e duratura, nel nostro Club“.

Convinto dalla passione dei tifosi – Per Mourinho sarà la seconda esperienza in Italia dopo le due stagioni all’Inter dal 2008 al 2010 in cui ha vinto due scudetti, una coppa Italia, una supercoppa italiana e una Champions League. “Ringrazio la famiglia Friedkin per avermi scelto a guidare questo grande Club e per avermi reso parte della loro visione“, le prime parole dell’allenatore portoghese, che in carriera ha guidato anche Benfica, Uniao Leira, Porto, Chelsea, Real Madrid, Chelsea, Manchester United e Tottenham vincendo in totale 25 titoli. “Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società. Questa aspirazione e questa spinta sono le stesse che mi motivano da sempre e insieme vogliamo costruire un percorso vincente negli anni a venire. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione. Allo stesso tempo, auguro a Paulo Fonseca le migliori fortune e chiedo ai media di comprendere che rilascerò dichiarazioni solo a tempo debito. Daje Roma!“.

Pinto: “Mourinho allenatore perfetto per il nostro progetto – “Quando José ci ha dato la sua disponibilità, abbiamo immediatamente colto l’occasione per parlare con uno dei migliori allenatori di tutti i tempi“, ha dichiarato Tiago Pinto, giemme dell’area sportiva. “Siamo stati impressionati dal suo desiderio di vincere e dalla sua passione per il gioco del calcio: per lui non contano i trofei vinti in carriera ed è sempre concentrato sul prossimo. Possiede la conoscenza, l’esperienza e la leadership per competere a tutti i livelli. Siamo consapevoli di quanto, per poter costruire un progetto sportivo di successo, siano necessari il tempo, la pazienza e le persone giuste al posto giusto. Siamo decisamente convinti che José sarà l’allenatore perfetto per il nostro progetto, sia a breve sia a lungo termine. Tutti insieme, con la visione e l’ambizione di Dan e Ryan, costruiremo le fondamenta di una nuova AS Roma“.

Condorelli, re dei torroncini, denuncia il pizzo: 40 arresti


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_04/condorelli-re-torroncini-denuncia-pizzo-40-arresti-7ddb6066-acc8-11eb-b89d-9c2f0a2ddccd.shtml?fbclid=IwAR3COSXIVoOHL5QGTKffDZRCUaR065huHirxnY4AC3wmvMAtDZuQhrJ5t3I

«Mettiti a posto o ti facciamo saltare in aria». L’industria dolciaria di Belpasso, dopo aver ricevuto minacce e avvertimenti, ha denunciato il clan

L’azienda dolciaria Condorelli, nota per la produzione dei torroncini e dolci di Sicilia, a Belpasso, era da tempo nel mirino delle cosche del pizzo legate al clan Santapaola-Ercolano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, negli anni la Condorelli aveva ricevuto svariate minacce e richieste di denaro, cui però l’azienda aveva resistito, fino alla decisione di denunciare.

Da quella denuncia è nata l’inchiesta «Sotto scacco», che adesso ha portato a 40 arresti, dieci dei quali ai domiciliari. Gli investigatori del Comando Provinciale Carabinieri di Catania hanno anche chiarito che tra le attività criminali condotte dai gruppi mafiosi riconducibili alla famiglia Santapaola-Ercolano, operanti in provincia di Catania, c’era anche il progetto di far arrivare ingenti carichi di cocaina dall’Ecuador occultata in container contenenti banane.

Il tentativo di estorsione – Gli investigatori di Paternò hanno ricostruito il tentativo di estorsione aggravata all’industria dolciaria guidata dal cavalier Giuseppe Condorelli. Nel 2019 i mafiosi avevano recapitato un pacco con un biglietto con la scritta «cercati un amico» e una bottiglia incendiaria. Condorelli aveva denunciato il tentativo di estorsione ai carabinieri, che stavano già indagando sul clan e che, a quel punto, intercettarono una telefonata tra due affiliati Barbaro Stimoli e Daniele Licciardello. Nella conversazione — ora agli atti dell’inchiesta — i due parlano dei rischi che si posso corre al tentativo di estorcere denaro ad un personaggio di rilievo nazionale come il produttore dei torroncini: così la mafia dell’hinterland pedemontano dell’Etna cambia strategia e abbandona l’idea di continuare a tentare l’estorsione.

L’estorsione ad altri imprenditori – Altri imprenditori sono invece accusati di avere ceduto, e di avere in questo modo, di fatto, contribuito al successo dei clan. Tra gli accusati ci sono imprenditori di diversi rami d’impresa, dalle gioiellerie all’agricoltura.

Sequestrato il campo nomadi di via Bonfadini, via all’abbattimento dopo i 30 arresti per traffico di rifiuti


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/04/news/traffico_illecito_di_rifiuti_30_arresti_a_milano-299322462/

Le indagini cominciate nel giugno 2020 coinvolgono come centro nevralgico della gestione illecita di rifiuti il campo nomadi di via Bonfadini

E’ in corso da questa mattina l’esecuzione di una trentina di misure cautelari in carcere per i reati di estorsione con metodo mafioso, associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere per spaccio di stupefacenti, scaturite dall’operazione “Rifiuti preziosi” della Polizia locale di Milano. Le indagini, condotte dai Sostituti Procuratori Francesco De Tommasi e Sara Ombra, coordinati dalla Procuratore Aggiunto a capo della Direzione Distrettuale Antimafia Alessandra Dolci, sono state svolte dalla Polizia locale a partire da giugno 2020 e coinvolgono come centro nevralgico della gestione illecita di rifiuti il campo nomadi di via Bonfadini.

Il comandante della Polizia Locale Marco Ciacci annuncia che è stato avviato il sequestro e l’abbattimento del campo nomadi.

Il campo nomadi di via Bonfadini  (foto di archivio

Marchisio e la famiglia contagiati: “Ma per fortuna stiamo bene


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2021/05/03/news/calcio_juventus_marchisio_famiglia_coronavirus-299207650/

L’annuncio della moglie dell’ex calciatore bianconero su Instagram: “Purtroppo abbiamo preso il Covid, tutti tranne mio figlio Davide”

Il Covid entra dentro casa Marchisio, con tutti i componenti della famiglia dell’ex calciatore della Juventus contagiati ad esclusione del figlio Davide. A svelarlo è stata Roberta Sinopoli, moglie di Claudio, attraverso una storia pubblicata oggi sul proprio profilo Instagram. Per fortuna, oltre alla positività sua e della famiglia, dal post della Sinopoli è emerso anche lo stato di salute: “Purtroppo abbiamo preso il Covid, tutta la famiglia tranne Davide. Ma stiamo tutti bene, grazie a Dio“.

La quarantena con “Claudione” – Bisognerà attendere la fine della positività, anche se è stata la stessa signora Marchisio a tranquillizzare i tifosi e gli amici, annunciando anche di essere in attesa del tampone molecolare: “Leo e Claudio sono stati sempre asintomatici, io ho perso gusto e olfatto. In questi 17 giorni di quarantena ho lavorato molto in smart ma sono riuscita ad allenarmi tutti i giorni con Claudione e devo dire che mi ha fatto perdere ben due chili“.

Ubaldo Righetti, infarto in campo mentre gioca a paddle a Roma


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/05/03/news/ubaldo_righetti_infarto_in_campo_mentre_gioca_a_paddle-299270960/

L’ex calciatore della Roma campione d’Italia nell’83, attualmente commentatore di Roma Tv si è sentito male al circolo sportivo “Due Ponti”

Ubaldo Righetti (Sermoneta, 1º marzo 1963) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

Paura per Ubaldo Righetti, 58 anni, ex calciatore della Roma campione d’Italia nell’83, attualmente commentatore di Roma Tv. Mentre giocava a paddle al circolo sportivo “Due Ponti”, Righetti si è sentito male, probabilmente è stato colto da un infarto, ed è stato trasportato in ambulanza, dopo una chiamata al 118, al Sant’Andrea.

Righetti la scorsa settimana era stato a pranzo con Max Allegri, suo grande amico e sogno proibito dei romanisti per la panchina giallorossa. Lo scatto che ha immortalato i due sorridenti insieme, ha fatto il giro del web romanista, diventando virale e accendendo le speranze dei tifosi.

Difensore, quando giocava ha indossato, oltre alla maglia della Roma – con cui ha vinto uno scudetto e tre coppe Italia – quelle di Udinese, Pescara e Terracina.

Ubaldo Righetti (Sermoneta, 1º marzo 1963) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

72 anni fa scomparve il grande Torino


4 maggio 1949 alle ore 17,05: il trimotore I-Elce di ritorno da Lisbona si schiantò contro la Basilica di Superga.
Nell’incidente persero la vita i giocatori:

  • Valerio Bacigalupo,
    Aldo Ballarin,
    Dino Ballarin,
    Emile Bongiorni,
    Eusebio Castigliano,
    Rubens Fadini,
    Guglielmo Gabetto,
    Ruggero Grava,
    Giuseppe Grezar,
    Ezio Loik,
    Virgilio Maroso,
    Danilo Martelli,
    Valentino Mazzola,
    Romeo Menti,
    Piero Operto,
    Franco Ossola,
    Mario Rigamonti,
    Giulio Schubert
    .

Gli allenatori Egri ErbsteinLeslie Lievesley
Il massaggiatore Ottavio Cortina
I dirigenti Arnaldo AgnisettaAndrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri.

Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’IncaCeleste Biancardi e Antonio Pangrazi.

Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede.
E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto:
è soltanto in trasferta
.”

INDRO MONTANELLI

La tragedia di Superga ed i funerali del Grande Torino, “La Settimana Incom” Istituto Luce 1949

Crollo ponte metro Città del Messico, 20 morti e 70 feriti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/05/04/crollo-ponte-metro-citta-del-messico-15-morti-e-70-feriti_76fe2d45-961f-415e-a2f1-f7759c6c4e9d.html

Venti persone sono morte, tra loro ci sono anche dei minori, nel crollo di un ponte a Città del Messico mentre un treno della metropolitana lo attraversava. Lo riferisce la sindaca della metropoli, Claudia Sheinbaum, parlando con i giornalisti sul luogo dell’incidente. I soccorritori che stanno lavorando sul luogo del crollo del ponte si sono dovuti fermare “per il rischi di altri crolli”, ha detto ancora annunciando indagini per capire le cause del crollo. I feriti ricoverati in ospedale sono 49.

Nel frattempo è arrivata un gru per facilitare le operazioni di soccorso. La sindaca esclude comunque che ci siano persone intrappolate sotto le macerie.

L’incidente è avvenuto attorno alle 22.30 ora locale, sulla linea 12. I video diffusi sui siti e social media hanno mostrato vagoni del treno sospesi a mezz’aria mentre le sirene delle ambulanze risuonano nelle vicinanze.

Morte di Astori, condannato il medico sportivo Giorgio Galanti


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_03/davide-astori-sentenza-giorgio-galanti-27ca0d24-abdf-11eb-85bf-b7fbcf91bb8d.shtml?fbclid=IwAR2XiOnxMWQeklTL8osm2qASlRyvLMqZRLVADS93y4_Zta7-im3COJDhVKQ

Davide Astori

Dopo tre anni di indagini il professor Giorgio Galanti, già consulente sportivo della Fiorentina, è stato condannato a un anno di reclusione per la morte di Davide Astori

Davide Astori probabilmente poteva essere salvato. La morte del capitano della Fiorentina trovato senza vita il 4 marzo del 2018 in un hotel di Udine dove era in ritiro della squadra prima della partita con l’Udinese, ha ora un colpevole. Dopo tre anni di indagini il professor Giorgio Galanti, già consulente sportivo della società viola ed ex direttore del Centro di medicina dello sport dell’azienda universitaria di Careggi, è stato condannato a un anno di reclusione. Al termine della requisitoria il pm, Antonino Nastasi, aveva chiesto una condanna a 1 anno e mezzo. Alla lettura della sentenza era presente anche l’ex fidanzata del calciatore, Francesca Fioretti.

INTER CAMPIONE, e LE PAROLE DI STEVEN ZHANG:…….


IM INTER –  testo scritto da Max Pezzali in coppia con Claudio Cecchetto, cantato dallo speaker ufficiale dell’Inter, Mirko Mengozzi.

Per chi non l’avesse capito…:

Comunicato: della società

I M SCUDETTO – L’INTER È CAMPIONE D’ITALIA!

Con 4 giornate d’anticipo i nerazzurri conquistano il 19° tricolore della loro storia!

02/05/2021

Siamo noi, sì, siamo noi. Campioni d’Italia. Lo possiamo finalmente urlare, dopo che lo abbiamo sognato, dopo che lo abbiamo tenuto nascosto in fondo al nostro cuore, custodendolo come un sogno prezioso che non volevamo si sciupasse. Lo indossiamo, questo Scudetto. Bello, perentorio, meritato. Agognato e sospirato.

Siamo noi, siamo Campioni d’ItaliaNon ci stanchiamo di gridarlo, di ripetercelo. Siamo noi.

Una squadra per conto di un intero popolo, quello nerazzurro. Una squadra che ha vinto, che ha dominato. Con un unico grande rammarico: quello di non aver potuto condividere le gioie sul campo con i tifosi nerazzurri. Cosa sarebbe stato San Siro il giorno di Inter-Juventus? Quale boato avrebbe riempito l’abbraccio della squadra dopo i gol di Matteo Darmian contro Cagliari e Hellas Verona?

19. Un numero che significa anche il dominio cittadino nella conta dei titoli nazionali. Un premio per una stagione iniziata a fine settembre, dopo il finale amaro della passata estate, e macinata, partita dopo partita, tra fatiche, difficoltà e continui slanci di generosità, determinazione. Non una stilla di energia è stata risparmiata.

Siamo noi, siamo Campioni d’Italia e lo siamo grazie alla vittoria di ieri sul Crotone e dopo il pareggio di oggi dell’Atalanta contro il Sassuolo. Mancano ancora 4 giornate al termine del campionato e la classifica ci vede lassù, issati a quota 82, una vetta irraggiungibile per tutti gli altri.

Siamo Campioni d’Italia grazie ad ognuno dei nostri giocatori: Samir Handanovic, Achraf Hakimi, Roberto Gagliardini, Stefan de Vrij, Alexis Sanchez, Matias Vecino, Romelu Lukaku, Lautaro Martinez, Aleksandar Kolarov, Stefano Sensi, Andrea Ranocchia, Ivan Perisic, Ashley Young, Arturo Vidal, Nicolò Barella, Christian Eriksen, Daniele Padelli, Danilo D’Ambrosio, Filip Stankovic, Matteo Darmian, Milan Skriniar, Marcelo Brozovic, Alessandro Bastoni, Ionut Radu, Andrea Pinamonti. Al loro sacrificio, alla loro dedizione per la nostra maglia, alle loro grandissime qualità tecniche e umane che hanno permesso di raggiungere questo straordinario traguardo.

Siamo Campioni d’Italia grazie al nostro mister, Antonio Conte, che con grinta e determinazione, con lavoro e dedizione, ha scandito i passi di questo percorso verso il trionfo. Assieme al suo staff e con il prezioso contributo di tutte le persone che – dentro e fuori dal campo – lavorano quotidianamente per la crescita del Club, a partire dal presidente Steven Zhang, ha contribuito a condurre l’Inter esattamente dove la voleva portare.

E siamo Campioni d’Italia grazie all’affetto di tutti gli interisti del mondo, che non hanno mai mancato di appoggiare, sostenere, far sentire il proprio amore alla squadra. Una vicinanza, nonostante la forzata assenza, che ha fatto la differenza. E che merita di essere ripagata con il premio di questo straordinario Scudetto.

Ora è il momento della festa: di tutti gli interisti. Una gioia che si sprigiona genuina ma che invitiamo a esprimere nella maniera più responsabile possibile: siamo Campioni anche in questo.

I M SCUDETTO

FORZA INTER!

Comunicato: LE PAROLE DI STEVEN ZHANG

Il presidente nerazzurro Steven Zhang

INTER CAMPIONE, LE PAROLE DI STEVEN ZHANG: “DEDICATO A TUTTI I TIFOSI”

Trionfo nerazzurro, il presidente racconta la sua gioia: “Ringrazio tutti, è stato fatto un lavoro meraviglioso”

02/05/2021

​​​​​​MILANO – È il giorno dello Scudetto, è il giorno della festa. L’Inter è Campione d’Italia: tricolore numero 19, arrivato con quattro giornate d’anticipo. Il presidente nerazzurro Steven Zhang, dall’Inter HQ dove ha festeggiato salutando i tifosi nerazzurri, ha commentato così questo straordinario successo.

È un momento emozionante, speciale per tutte le persone coinvolte in questo progetto e che sono state con noi in questo percorso. Grazie prima di tutto ai tifosi,a chi lavora con noi e ovviamente al nostro coach Antonio Conte e ai giocatori che hanno lavorato duramente per raggiungere questo risultato“.

Voglio inoltre ringraziare i dipendenti e i dirigenti, i due amministratori delegati che mi hanno sostenuto non solo in quest’anno ma anche nei precedenti cinque. Tutti coloro che fanno parte di questo progetto, che hanno lavorato con noi non solo quest’anno ma anche in passato. Penso che tutti loro facciano parte di questo Scudetto e che questo Scudetto appartenga a tutti loro. A loro dico un grande grazie“.

Grazie non solo agli impiegati della società, ma anche a coloro che hanno creduto in me e hanno messo nelle mie mani l’onore di gestire questo Club e hanno dato fiducia anche alla squadra per arrivare a questo titolo. Un grazie speciale a mio padre. Vorrei ringraziare anche Massimo Moratti, che in questi anni mi ha guidato e supportato dal punto di vista emotivo e psicologico e mi ha aiutato a capire che cos’è l’Inter“.

Ultimi ma non meno importanti ringrazio i tifosi che amano lo sport e l’Inter e che ci seguono. Spero che questa gioia in questo periodo difficile causato dalla pandemia porti dell’energia positiva a tutti“.

È un giorno speciale. Parlando con i giocatori dopo la vittoria sul Crotone ho detto loro che quasi non riuscivo a immaginare che sia successo veramente: siamo qui grazie al duro lavoro dei mesi e degli anni precedenti, non c’è nessuna parola nella realtà e nella mia esperienza che posso usare per descrivere tutto questo“.

Non ho ancora parlato con tutti ma solo con alcuni giocatori e dirigenti, con gli impiegati e con alcuni amici. Quello che voglio dire è prima di tutto grazie, questo onore e questo Scudetto è parte di loro e loro sono parte di questo trionfo. Senza tutti loro e senza le persone che stanno dietro le quinte sarebbe stato impossibile. Abbiamo conquistato tanti punti in classifica e ogni punto rappresenta non solo chi scende in campo ma anche chi lavora dietro le quinte, a bordocampo oppure anche semplicemente chi ci sostiene davanti alla televisione“.

Ai tifosi di tutto il mondo, a Milano e in Italia, questo Scudetto è per voi, è dedicato a voi e speriamo vi porti gioia e speranza. Speriamo che questo dimostri il valore del duro lavoro“.

Il futuro dell’Inter, il progetto, il mondo dell’Inter è sempre lo stesso da più di 100 anni e sarà sempre così: il nostro obiettivo è diffondere energia positiva, speranza, inclusività, idee innovative alle persone che la circondano. Non importa se siete fan dell’Inter, appassionati di calcio o se non siete grandi fan dello sport: tutto quello che noi facciamo, i nostri messaggi e i nostri progetti avranno questi valori“.


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INTER TV | INTER CAMPIONE D’ITALIA

Zhang Jindong, scudetto Inter simbolo della nostra crescita

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/05/04/zhang-jindong-scudetto-inter-simbolo-della-nostra-crescita-_8432399a-256d-4faf-a26e-e7387a4f4276.html

Congratulazioni a tutti voi per aver vinto lo scudetto, un passo importante all’interno di una nuova era, un traguardo memorabile sulla strada per tornare di nuovo grandi“. Lo dice “a tutta la famiglia dell’Inter” Zhang Jindong, in un messaggio dalla Cina che l’ANSA ha in anteprima.


    “Il risultato ottenuto – afferma tra l’altro Zhang Jindong, padre del presidente Steven – è un simbolo della crescita che il club sta compiendo sotto tutti gli aspetti”.  
   
Questo il testo integrale del messaggio inviato dalla Cina da Zhang Jindong all’Inter. “Congratulazioni a tutti voi per aver vinto lo Scudetto! Dopo 11 anni, con 4 giornate di anticipo l’Inter è ritornata al vertice della serie A, riportando la gloria al mondo nerazzurro. Questo è un passo importante all’interno di una nuova era, un traguardo memorabile sulla strada per tornare di nuovo grandi. Esprimo i miei complimenti e quelli di tutto il gruppo a tutta l’Inter per avere vinto il campionato e avere aggiunto questo scudetto ai trofei nerazzurri“. “Il modo migliore per rendere onore alla storia è proprio quello di crearne continuamente nuove pagine – prosegue Zhang Jindong -. Ed è questo che è stato compiuto oggi, come nelle grandi e memorabili stagioni nel passato di questo Club. Tornando indietro con lo sguardo su tutta questa stagione, possiamo vedere come l’Inter abbia superato tante difficoltà e da queste abbia creato una cosa meravigliosa. E se ora la bandiera nerazzurra sventola di nuovo con orgoglio, tutto questo è merito della guida del Mister Conte e di ognuno dei giocatori a cui ha saputo far esprimere grande spirito combattivo e unità, dell’ottimo operato di tutto il gruppo dirigente, dell’impegno mai mancato da parte di tutti i dipendenti del club, del supporto e della passione dei nostri milioni di tifosi. Grazie a ogni singolo membro della grande famiglia nerazzurra”. “Nei momenti di più grande difficoltà – prosegue il messaggio – il nostro coraggio si è rafforzato. Nonostante l’impatto della pandemia sulla salute di ciascuno e le ripercussioni sul mondo del calcio delle difficoltà economiche a livello globale, non ci siamo mai lasciati abbattere ma anzi ci siamo sentiti spronati a dare il massimo. Questo è lo spirito che contraddistingue l’Inter e che vogliamo sia di ispirazione per tutti coloro che si riconoscono nei nostri colori. Non possiamo sapere quali ostacoli ci riserva il futuro ma sappiamo qual è il valore dell’impegno e del duro lavoro, per questo non dobbiamo temere di incontrare sfide sul nostro cammino”. “Il risultato ottenuto – la conclusione – è un simbolo della crescita che il club sta compiendo sotto tutti gli aspetti. Negli ultimi anni, grazie alla riorganizzazione della società a partire dalla sua governance, con l’area sportiva e la gestione finanziaria, l’Inter ha avviato un percorso di grande e rapido sviluppo. Sono cresciuti i risultati sportivi, l’influenza del brand nerazzurro, i ricavi commerciali e il valore del Club, giunti all’altezza delle nostre ambizioni e del nostro impegno. Abbiamo vinto lo scudetto con quattro giornate di anticipo, un traguardo meraviglioso. Ci aspettano ancora quattro partite che, ne sono sicuro, affronteremo all’altezza delle nostre prestazioni. Lo Scudetto non è la conclusione ma l’inizio del cammino dell’Inter. Spero che tutti continuino a sentire la fame di vittoria, a dare tutto per i colori Nerazzurri, a lottare per i nostri obiettivi. Congratulazioni ai Campioni d’Italia! Forza Inter”. Firmato, “chairman, Jindong Zhang“.

I tifosi dello United invadono il campo e impediscono di disputare la gara con il Liverpool: rinviata


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_02/i-tifosi-united-invadono-campo-impediscono-disputare-gara-il-liverpool-rinviata-9f447fee-ab6a-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml

I supporter dei Red Devils infuriati con la proprietà americana favorevole al progetto Superlega. La partita in caso di vittoria dei Reds avrebbe dato il titolo al City

I tifosi dello United invadono il campo……

«Abbiamo appena iniziato». Questo il minaccioso messaggio dei tifosi del Manchester United che oggi hanno impedito la disputa di Manchester United-Liverpoolpartita che in caso di vittoria dei Reds avrebbe dato il titolo al Manchester City di Pep Guardiola. La gara dovrebbe disputarsi domani lunedì 3 maggio, sempre se i tifosi lo permetteranno.

La protesta è cominciata con circa 200 tifosi fuori dallo stadio che contestavano la proprietà dei Glazer, coinvolta nel caso Superlega. Ma presto si è trasformata in una vera e propria invasione di campo, da parte dei tifosi della squadra di casa, che contestano la proprietà americana. In una nota la Premier League spiega che quella di rinviare la partita è «una decisione collettiva presa dalla polizia, dai club, dalla Premier League e dalle autorità locali. La sicurezza di tutti a Old Trafford rimane la priorità». La clamorosa protesta dei 200 supporter è andata in scena un’ora e mezza prima della partita. I fan sono scesi in campo e hanno acceso fumogeni e intonato cori contro la società. I tifosi sono riusciti a eludere la sorveglianza davanti alla curva che ospita un mega-store. Molti di loro indossavano le sciarpe gialloverdi ispirate ai colori della prima maglia dello United, quando si chiamava Newton Heath.

La tifoseria dello United è da tempo in aperta guerra contro la famiglia Glazer. Un’altra protesta si era svolta in precedenza davanti all’hotel usato dai calciatori dei Red Devils per il raduno pre-partita, con i tifosi che avevano cercato di impedire l’ingresso ai calciatori. L’allenatore Ole Gunnar Solskjaer ha difeso il diritto dei tifosi a protestare ma li ha invitati a usare metodi pacifici. Già il 22 aprile, dopo l’annuncio del progetto della Superlega, poi rientrato, i tifosi dei Red Devils furiosi per il progetto avevano contestato la società invadendo il centro di allenamento dello United.

TIFOSI DEL MANCHESTER UNITED INVADONO OLD TRAFFORD!

L’Inter e il 19° scudetto


INTER TV LIVE | INTER ARE THE 20-21 CHAMPIONS OF ITALY | I M SCUDETTO 1️⃣9️⃣🇮🇹⚫🔵

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/lo-scudetto-inter/2021/05/08/news/inter_19_scudetti_futuro_commento-298953326/

L’Inter e il 19° scudetto vinto nell’anno più difficile

L’Inter ha vinto il suo diciannovesimo scudetto. Adesso è la seconda squadra per numero di titoli di campione d’Italia alle spalle della sua rivale per definizione, la Juventus in pausa dopo vorace sequenza, e ha staccato il Milan cugino sempre più consanguineo, dati i comuni interessi politici ed economici. Scade a puro sofisma per integralisti il fatto che l’artefice del successo sia stato Antonio Conte, etichettato dagli intransigenti come juventino per peccato originale: alla maggioranza dei tifosi il morso alla mela lascia un sapore dolce dopo l’astinenza di 11 anni, iniziata al tramonto dell’epopea di Mourinho. Unisce semmai tutte e tre le grandi squadre del nord il rilievo statistico sulla loro egemonia storica, rimpinguata quest’anno: insieme, si sono annesse quasi due terzi degli scudetti complessivi. Nel computo generale le squadre del centro-sud rimangono a 10 campionati vinti, sui 119 complessivi: percentuale mortificante.

Paradosso alla Pinetina – Il monopolio Torino-Milano dura da 20 anni esatti, da quando nel 2001 vinse la Roma. La recente alleanza del terzetto nordista nella fallita rivoluzione della Superlega europea certifica il solco geopolitico, che è questione anzitutto finanziaria, essendo Juventus, Inter e Milan accomunate da analoghi problemi di gestione dei costi macroscopici e degli introiti insufficienti rispetto alle spese. Della sproporzione l’Inter rappresenta suo malgrado il picco, per via delle note vicissitudini della proprietà cinese, che hanno reso lo scudetto uno di quei paradossi di cui lo sport si nutre: asserragliati alla Pinetina, Conte e i suoi discepoli hanno cominciato a staccarsi in testa alla classifica proprio via via che aumentavano i dubbi sul futuro economico della società (e sugli stipendi).   

L’equilibrio tattico – La retorica dell’italiano che si fortifica nelle difficoltà, vedi Mondiali 1982 e 2006, appare stantia per due ragioni. La prima è che l’Fc Internazionale resta appunto molto internazionale, anche se l’allenatore ha creato un nucleo italiano consistente e influente sia in campo sia nello spogliatoio: Barella, Bastoni e Darmian, efficacissimo nel momento decisivo, non sono stati certo comprimari. La seconda ragione è che l’esito del campionato riflette senza discussioni il valore tecnico del gruppo: le due sole sconfitte finora al passivo nel derby d’andata e con la Sampdoria, evitabili entrambe, fotografano con la folgorante differenza reti l’equilibrio tattico raggiunto in fretta attorno al 3-5-2 contiano, in cui gli interpreti hanno piegato le proprie eventuali inclinazioni all’anarchia (vedi Eriksen) all’interesse collettivo, l’atletismo superiore alla media è stato incanalato nel binario più utile allo sviluppo di un’azione scarna e verticale (vedi Hakimi e Lukaku) e la compattezza d’azione ha trovato sintesi nei sincronismi tra reparti (vedi Skriniar-De Vrij-BastoniBarella-Brozovic-Eriksen e naturalmente Lukaku-Lautaro). Tra le più riuscite sperimentazioni tattiche spicca il ruolo di Bastoni marcatore in anticipo a tutto campo, con annessa riconquista del pallone in zona avanzata: l’attacco in sovrannumero, caposaldo del sistema di Conte, si giova del resto di un pressing feroce.

All’allenatore è stata imputata dagli esteti la colpa delle non poche vittorie di misura, in base alla teoria che il livello tecnico medio superiore avrebbe dovuto sprigionare un gioco più spettacolare. La soggettività del concetto di spettacolo riduce il dibattito a guerra di opinioni, mentre il vero limite della squadra campione d’Italia è consistito nella sua scarsa resa in Champions, dove è uscita già nella fase a gironi, classificandosi ultima, anche se poi le altre tre italiane, eliminate agli ottavi di finale, non sono andate molto più avanti.Volume 0% 

Il gap in Europa – Il precario cammino in Europa lascia rammarico, perché contro Real Madrid e Shakhtar è mancata un po’ della classica ferocia agonistica. È inoltre probabile che la squadra abbia pagato difetti di tenuta, nella stagione in cui il calendario intasato ha imposto troppe partite ravvicinate: appena si sono rarefatte, dopo la precoce estromissione dalla Champions, l’Inter ha spiccato il volo in Serie A. Non può però essere nascosta la differenza tecnica che la separa ancora, nonostante tutto, da squadre come Manchester City, Psg, Bayern, Real Madrid, Chelsea e Liverpool. Per colmarla, servirebbe probabilmente qualche costoso campione in più. La questione introduce il tema più scabroso, che il demiurgo della rosa, l’ad Marotta, si ritrova adesso ad affrontare: crescita tecnica o ridimensionamento? Se il prestito in arrivo permetterà agli Zhang di onorare le spese e di gestire il club senza patemi fino a giugno, che cosa succederà poi?

Da Barella a Darmian, lo scudetto con l’anima italiana

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/lo-scudetto-inter/2021/05/08/news/scudetto_inter_barella_conte_darmian_italiani-298999089/

I protagonisti del Triplete 2010 con Mourinho erano quasi tutti stranieri. Conte ha trovato nel centrocampista sardo e nel terzino preso all’ultimo giorno di mercato gli uomini chiave per vincere

C’è qualcuno per cui quel tricolore da cucirsi sul petto avrà un sapore diverso. Quando tra dieci anni si tornerà a pensare al diciannovesimo scudetto dell’Inter, sarà difficile non farsi tornare in mente le due partite decise dal meno atteso degli eroi: Matteo Darmian. L’ultimo arrivato, preso soltanto l’ultimo giorno del mercato, determinante con due gol che hanno trasformato altrettante partite inchiodate in vittorie sofferte. Uno di quelli che Conte ha voluto a ogni costo, contando su un aspetto che non compare nelle statistiche dei match analyst: l’appartenenza. O, per dirla in un altro modo, l’anima italiana. Intoccabili e rincalzi, ma tutti utilissimi: dagli italiani sono arrivati 12 gol, molti determinanti, oltre a un contributo enorme nella quotidianità, grazie a leader silenziosi come Ranocchia. 

La differenza con l’Inter di Mourinho – L’ultima Inter capace di vincere il campionato, ormai undici anni fa, aveva confinato questo aspetto a ruoli periferici: oltre a Marco Materazzi, il portiere di riserva Toldo, il terzino di riserva Santon, il bomber di riserva Balotelli. Questa l’ha messa al centro del progetto: chi se non Nicolò Barella rappresenta il cuore dell’Inter di oggi? Un ragazzo nato e cresciuto in Sardegna, a Cagliari, nel quartiere Pirri. Ma sognando Dejan Stankovic, e quindi quella maglia a strisce nerazzurre per cui tutta la sua famiglia ha sempre fatto il tifo, il papà Luca, rappresentante di condizionatori, la mamma Rita, commessa prima di dedicarsi a lui. Se avesse accettato la Roma avrebbe guadagnato di più, ma ha preferito l’Inter. Diventando un intoccabile dell’undici di Conte, che ha ripagato con 3 gol e il primato di minuti giocati tra i giocatori di movimento.  

Anche Alessandro Bastoni è diventato un intoccabile, ma ha dovuto scalare le gerarchie. Un anno fa ha messo in panchina Godin. Quest’anno Kolarov, arrivato con le stimmate del titolare ma costretto a un posto fisso in panchina dalle prestazioni di questo ragazzo, preso dall’Atalanta per 31 milioni quando non era appena maggiorenne, ma in larghissima parte coperti iper valutando altri ragazzi del settore giovanile nel percorso inverso. La difesa a tre pare scolpita per esaltarne le caratteristiche, al punto da farne un candidato fortissimo anche per un posto in nazionale agli Europei. Gli è mancato solo il gol.  

Alessnadro Bastoni

Al contrario, hanno lasciato il segno Gagliardini e D’Ambrosio, non certo titolari, ma che hanno dimostrato di poter essere utilissimi nell’organico: 2 gol il primo, 3 il terzino, decisivo alla prima partita stagionale contro la Fiorentina con un gol a tempo (quasi) scaduto. Certo nessuno di loro ha trovato molto spazio, come d’altronde Sensi, a cui Conte ha preferito prima Vidal e poi Eriksen. Ma nella gigantografia di questo scudetto atteso undici anni, saranno soprattutto loro a guardare, con un certo orgoglio, quel tricolore sul petto. 

Danilo D’Ambrosio & Roberto Gagliardini
BEPPE MAROTTA: CICLO CHE È INIZIATO, LO STIMOLO PER L’ANNO PROSSIMO È ARRIVARE ALLA SECONDA STELLA.
Intervista CONTE DOPO LA VITTORIA DELLO SCUDETTO: “FATTO UN’IMPRESA!” ⚫🔵 INTER CAMPIONE D’ITALIA

Vaccini, corsa alle fiale: Lombardia record. E mezzo Paese supera il target


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/vaccini_corsa_alle_fiale_lombardia_record_e_mezzo_paese_supera_il_target-298862746/

La progressione dell’ultima settimana. Moratti: presto 140 mila vaccini al giorno

ROMA – Dietro l’obiettivo centrato ieri per la prima volta del mezzo milione di dosi di vaccini al giorno c’è lo sprint delle Regioni. Una corsa tutta in salita ma col passo accelerato nelle ultime ore per toccare e superare quota 500 mila. Sono praticamente la metà — 10 su 21 — i territori che hanno raggiunto e sopravanzato il target giornaliero di iniezioni fissato dal commissario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. A spingere per lo scatto gli oltre due milioni e mezzo di vaccini arrivati in settimana e la molteplicazione dei centri vaccinali che ora sono 2438, con gli ultimi 78 che si sono aggiunti rispetto a sette giorni fa.

Più di un quinto delle somministrazioni nazionali totali le ha fatte, da sola, la Lombardia: «Siamo da Champion’s League — ha esultato con metafora calcistica il responsabile della campagna vaccinale, Guido Bertolaso — Speriamo di vincere anche lo scudetto». Ieri il record regionale con più di 115 mila vaccinazioni ma la prospettiva, per la vicepresidente Letizia Moratti, è arrivare a 140 mila ogni 24 ore con l’obiettivo di vaccinare entro l’estate tutti i lombardi con almeno una dose.

Partita male, con 10 mila iniezioni al giorno, la rimonta si è giocata tutta in primavera con l’arrivo di 1 milione e 500 mila dosi, la nuova piattaforma per le adesioni affidata a Poste italiane, la potenza vaccinale dei grandi hub in favore dei quali verranno strategicamente sacrificati i più piccoli e la nuova modalità di prenotazione per fasce d’età che ha scalzato quella per piccole categorie. «Il 98% degli over 80 è stato già vaccinato e così pure il 78% degli over 70» ha detto Moratti. In tutto, la Lombardia ha somministrato 3 milioni e 200 mila dosi.

Ma più che al calcio bisognerebbe guardare al ciclismo perché se Milano traina, molte altre Regioni fanno da gregarie alla pedalata nazionale verso l’immunità sebbene le inoculazioni continuino a viaggiare ancora a velocità diverse e la copertura vaccinale dei cittadini tra i 60 e i 79 anni resti in affanno rispetto ad altri Paesi europei.

Il Veneto ha superato le 47 mila iniezioni quotidiane («Un primato» dice Luca Zaia), il Piemonte le 46 mila («Avanti così!» esclama Alberto Cirio), l’Emilia Romagna ne ha fatte più di 43 mila. E con loro, oltre alla Sicilia con oltre 30 mila vaccini e alla Toscana che sfiora il target con 37 mila vaccini («È record» spiega Eugenio Giani), ci sono pure “le piccole” che girano su numeri più bassi ma hanno superato la meta fissata fino a ieri dal commissario: così le Marche, l’Abruzzo, la Basilicata, il Molise, la Valle d’Aosta.

Sotto soglia il Lazio, che gode però del grande vantaggio accumulato in partenza e resta la seconda Regione per dosi totali somministrate: quasi 1 milione e 900 mila. Ora al giorno si fanno 37 mila iniezioni contro le 50 mila richieste, «ma a stretto giro puntiamo a 40 mila dosi» dice il governatore Nicola Zingaretti, mentre le prenotazioni proseguono a ritmo sostenuto e si è aperto anche alla fascia 18-49 con codice di esenzione per patologie.

Sfiora le 42 mila vaccinazioni giornaliere volute dal generale Figliuolo pure la Campania, ma il presidente Vincenzo De Luca lamenta «un furto e un sottofurto»: «Siamo senza dosi, 211 mila cittadini campani che avrebbero diritto al vaccino non possono averlo e Pfizer e Moderna da noi arrivano col contagocce». Accusa simile a quella del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Potremmo arrivare a 17 mila iniezioni al giorno, ma mancano le fiale». E allora si sta fermi a 6 mila. «Scarsa però è pure l’adesione, venite a vaccinarvi — è l’appello del presidente — Tra i 60 e i 69 anni il 40% dei cittadini non si è prenotato, tra i 70 e i 79 anni il 25%».

Per mantenere e spostare ancora un po’ più in là il traguardo giornaliero, ora che la macchina è testata, le Regioni confidano nella puntualità degli approvvigionamenti: «Trenta milioni di vaccini al mese in estate» ha annunciato il direttore dell’Aifa, Nicola Magrini. Un milione al giorno.

Muore a 14 anni nel sonno Christian Bertazzoli, giovane promessa del calcio cremonese


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/01/news/christian_bertazzoli_14_anni_calciatore_trescore_cremasco_morto-298941159/?ref=RHTP-VS-I270681067-P18-S7-T1

E’ stata la madre a trovarlo senza vita. La causa potrebbe essere un arresto cardiaco, ma sarà l’autopsia a stabilirlo. Il saluto commosso delle società sportive, della sua scuola e dei compagni

Se n’è andato nel sonno, probabilmente per un arresto cardiaco: sarà però l’autopsia che verrà effettuata la prossima settimana a Cremona a chiarire le cause della morte del giovanissimo Christian Bertazzoli, 14enne di Trescore Cremasco. Un giovanissimo giocatore di calcio: aveva militato prima nella squadra del suo paese, l’ASD Trescore, e adesso giocava nell’ASD Calvenzano.

Quando la madre si è presentata in camera sua per svegliarlo, intorno alle 6,30 di venerdì 30 aprile, e non ha ricevuto risposta, ha immediatamente allertato i soccorsi: sono stati inutili gli interventi di un medico che abita nelle vicinanze e del 118. Il ragazzo, che non soffriva di alcuna patologia, era già morto da alcune ore.

Si è addormentato, insieme alla bellezza interrotta di una vita che si affaccia all’alba sfumata dell’adolescenza – è il saluto affidato a Facebook dall’Istituto ‘Luca Pacioli’ di Crema, dove Christian frequentava le superiori – In punta di piedi, con discrezione, era riuscito a conquistare tutti, a farsi voler bene da tutti. In coda, per risalire, come sanno fare i campioni dello sport. In silenzio, lavorando. E arrivando in alto, come alti erano i suoi sogni ogni volta che vestiva gli abiti del calciatore“.

Entrambe le società sportive in cui Christian ha giocato gli hanno dedicato un affettuoso post su Facebook: “Berta aveva sempre il sorriso dipinto in volto – si legge sulla pagina dell’ASD Trescore – Vogliamo ricordarti così, a rincorrere con il sorriso quel tuo ‘amico’ pallone; e ora puoi volare a inseguire i tuoi sogni“. I rappresentanti dell’ASD Calvenzano si definiscono “increduli e profondamente addolorati per l’improvvisa scomparsa di Christian” e ringraziano pubblicamente “le società sportive e le persone che ci hanno voluto dimostrare la loro vicinanza in questo difficile momento“.

Fra i tanti messaggi di cordoglio, quelli dei compagni, che gli augurano “buon viaggio” e promettono che “ti ricorderemo in ogni istante in cui ci troveremo su un campo da calcio. Tu da lassù giocherai al nostro fianco

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