Tra i temi all’ordine del giorno c’è quello legato alla dichiarazione di decadenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi.
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È stata convocata per le ore 12 di mercoledì 13 maggio la riunione del Consiglio Federale della FIGC. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del verbale della riunione dello scorso 27 aprile e alle comunicazioni del presidente, i seguenti punti:
informativa del segretario generale;
dichiarazione di decadenza del presidente nazionale AIA assunta dal Comitato Nazionale AIA: provvedimenti conseguenti;
relazioni annuali 2025 Internal Audit e OdV;
modifiche regolamentari;
nomine di competenza;
varie ed eventuali.
Tra i temi all’ordine del giorno c’è dunque anche quello legato alla dichiarazione di decadenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, squalificato per le pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Durante il Consiglio Federale sarà dunque l’occasione per una valutazione politica, se commissariare o meno l’Associazione.
Alla seduta, andata in scena nella giornata odierna, ha partecipato anche il presidente del club nerazzurro, Giuseppe Marotta.
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La consegna dello scudetto all’Inter e il concertone di Radio Italia in piazza Duomo sono alcuni degli appuntamenti in programma a Milano, oggi al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.
Nel corso della seduta, il Comitato ha esaminato le misure di sicurezza connesse all’edizione 2026 di Tuttofood, in programma dall’11 al 14 maggio a Fiera Milano Rho. Al riguardo, è stata condivisa l’adozione di un provvedimento prefettizio volto all’istituzione di una zona a vigilanza rafforzata nelle aree limitrofe al quartiere fieristico per tutto lo svolgimento della manifestazione.
Successivamente, il Comitato ha esaminato le misure organizzative e di sicurezza relative ai festeggiamenti previsti il prossimo 17 maggio in occasione della consegna dello Scudetto all’Inter. Alla seduta – in cui sono stati definiti specifici servizi di ordine pubblico e di controllo del territorio, con il coinvolgimento coordinato di Polizia, Locale e altri enti competenti, finalizzati ad assicurare il regolare svolgimento delle celebrazioni, la tutela dell’incolumità pubblica e la gestione dei flussi di persone nelle aree interessate – ha partecipato anche il Presidente del club, Giuseppe Marotta.
Il Comitato ha inoltre affrontato le misure di sicurezza relative a “Radio Italia Live – Il Concerto”, in programma il prossimo 15 maggio in Piazza Duomo, per il quale è stato definito un articolato dispositivo di ordine e sicurezza pubblica, fondato sulla collaborazione tra Polizia, Polizia Locale e gli altri enti coinvolti.
Lo scorso gennaio l’Antitrust ha confermato una «grave intesa restrittiva della concorrenza» nel mercato telco e pay tv per il ciclo 2021-2024 dei diritti della Serie A.
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In seguito al pronunciamento dell’Antitrust dello scorso gennaio in cui ha confermato una «grave intesa restrittiva della concorrenza» nel mercato telco e pay tv da parte di Tim e DAZN e durata un anno e sette mesi, scatta l’ora dei risarcimenti. Nel dettaglio, Sky ha chiesto 1,9 miliardi di euro alle due società. A prendere una decisione sarà, secondo quanto riportato dall’ANSA, il Tribunale di Milano.
Il lungo procedimento, che fa riferimento al memorandum sottoscritto nel 2021 in vista della gara indetta dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A di calcio per l’assegnazione dei diritti televisivi, si era chiuso con un primo pronunciamento nel 2023, a cui erano seguiti i ricorsi al Tar della Lombardia nel 2024 e poi al Consiglio di Stato nel 2025 fino ad arrivare a gennaio, dopo una nuova istruttoria dell’Antitrust alla rideterminazione delle sanzioni,3,6 milioni per DAZN e 760.776 euro per Tim.
Nel dettaglio, per quanto riguarda la piattaforma di sport in streaming (titolare dei diritti televisivi del massimo campionato italiano di calcio fino al 2029), la multa era passata da 7.240.250,84 euro a 3.673.716,63 euro, mentre nei confronti della compagnia telefonica era stato confermato l’importo pari a 760.776,82 euro. La sentenza del Consiglio di Stato aveva confermato l’impianto accusatorio dell’Autorità, ma aveva accolto parte delle argomentazioni di DAZN sulle modalità di calcolo della multa. Alla luce della decisione del giudice, l’Antitrust ha dunque ricalcolato la sanzione.
Il Consiglio di Stato, in particolare, aveva infatti confermato la legittimità dell’accertamento, da parte dell’Autorità, dell’intesa restrittiva della concorrenza e aveva confermato la sentenza del Tar in merito alla necessità che l’Autorità rideterminasse la durata dell’infrazione. Infine, aveva accolto il ricorso di DAZN Media, affermando l’assenza di elementi comprovanti l’imputabilità alla stessa dell’intesa ed escludendo, quindi, la responsabilità di DAZN Media nel compiere l’illecito.
Pesanti rovesci in città e in provincia. Rischio idrogeologico e rischio temporali tra mercoledì e giovedì
Violento temporale a Milano: monitorati i livelli di Seveso e Lambro
Dopo le “avvisaglie” di ieri il maltempo è tornato a colpire la provincia di Milano con forti precipitazioni “a intermittenza” a partire dalla notte. Il centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardiaha diramato un’allerta gialla (ordinaria) per rischio temporali sul nodo idraulico di Milano a partire dalle ore 9 di oggi, mercoledì 6 maggio, e fino alle ore 6 di giovedì 7 maggio. Emanata allerta gialla (ordinaria)anche per rischio idrogeologico dalle ore 12 di oggi e fino alle ore 9 di giovedì. Come sempre in queste occasioni a essere sorvegliati speciali sono Seveso e Lambro: il livello dei due fiumi è costantemente monitorato.
Meteo, arrivano piogge e temporali (foto Newpress)
Mercoledì 6 maggio: giornata difficile su fronte meteo – Per la giornata di oggi sono previsti rovesci diffusi, anche temporaleschi, già dal primo mattino e in spostamento da Sudovest a Nordest nelle ore centrali. Sui rilievi e sui settori più settentrionali del Nodo Idraulico di Milano si attende possibile persistenza di fenomeni temporaleschi anche nel pomeriggio ed in serata, meno probabili altrove. Nello specifico si prevedono: sulle Prealpi e Nodo Idraulico di Milano cumulate areali tra 30 e 60 mm/24h, con possibili locali picchi tra 70-100mm/24h in corrispondenza dei temporali, più probabili sul Nordovest.
Le indicazioni del Comune di Milano durante l’allerta – Il Comune di Milano nelle scorse ore ha invitato i cittadini e le cittadine a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. Durante il periodo dell‘allerta, sottolinea il Comune, è importante prestare grande attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile del Comune di Milano sarà attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città. Per restare sempre informati sui rischi meteorologici è possibile collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile del Comune di Milano registrandosi al link oppure scaricando le app gratuite per sistemi operativi Ios e Android.
Le previsioni meteo: il bollettino di Arpa – “La situazione meteorologica – sottolinea Arpa Lombardia nel suo bollettino meteo – permane condizionata da venti umidi proveniente dall’Atlantico, associati ad una profonda e persistente area di bassa pressione collocata tra Francia e Penisola Iberica. Nel dettaglio, piogge e temporali diffusi nella giornata di oggi, mercoledì 6, su buona parte della regione, neve su Alpi e Prealpi oltre i 1800-2000 metri. Tra domani, giovedì 7, e venerdì 8, più sole e tempo asciutto sulla pianura, possibili veloci acquazzoni nel corso del pomeriggio sui rilievi. Sabato 9 tempo buono con prevalenza di sole. Temperature che, dopo il calo dei giorni scorsi, torneranno ad aumentare nei valori massimi, con punte in pianura diffusamente oltre i 20 °C. Tra domenica 10 e martedì 12 è probabile un nuovo passaggio perturbato più organizzato, per cui si prevedono precipitazioni su buona parte del territorio, specie a ridosso di Alpi e Prealpi. Le temperature sono previste stazionarie o in leggero calo, probabilmente con valori minimi e massimi intorno alle medie del periodo”.
Avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio. Innerazzurro giocò dal 1978 al 1984 vincendo uno scudetto e 2 Coppe Italia
Evaristo Beccalossi in una foto del 2023
È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell’Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L’ex calciatore e dirigente sportivo, che prima di militare in nerazzurro giocò anche nella sua città, Brescia, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato.
Nato a Brescia nel 1956, Beccalossi è stato uno dei talenti più estrosi del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Era il classico numero 10: non rapido, ma capace di illuminare il gioco. Cresciuto calcisticamente nel Brescia, si impose presto per tecnica e visione di gioco. Il suo nome resta però legato soprattutto all’Inter, con cui visse le stagioni più importanti della carriera. Arrivato in nerazzurro alla fine degli anni Settanta, divenne subito un punto di riferimento per fantasia e qualità. Indossò la maglia dell’Inter dal 1978 al 1984, collezionando 216 presenze e segnando 30 reti. Con i “nerazzurri” ha vinto uno scudetto nel 1979-80 e una Coppe Italia (1981-1982). Dopo l’Inter vestì anche le maglie di Sampdoria e Monza, prima di chiudere la carriera nel 1987 con il Barletta in serie B.
Ci hai insegnato che il calcio può essere arte. Il tuo talento e il tuo esempio resteranno, per sempre. Ciao Becca, leggenda nerazzurra 🖤💙
FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.
Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone.
Il talento non si impara. È un dono, al massimo lo si alleva, con la testardaggine di chi è destro di piede e fin da bambino allena il sinistro nel garage di casa fino a diventare mancino, ambidestro, praticamente onnipotente con entrambi i piedi. Quello di Evaristo Beccalossi era limpido, abbagliante, in contrasto con una continuità di rendimento che a volte veniva meno nel corso delle partite ma che, sempre, gli veniva perdonata, dai compagni e dai tifosi.
Fantasista: precisamente, Beccalossi. Gianni Brera lo aveva ribattezzato ‘Driblossi‘. L’arte di dribblare, di saltare gli avversari: azzardi sfrontati, quasi sempre riusciti, con leggerezza. Il bello del calcio, il modo più romantico per far innamorare i tifosi. Coi riccioli che ciondolavano sulle spalle, con la sua cadenza inconfondibile in mezzo al campo, dava carezze al pallone. Nessuno, meglio di Peppino Prisco, ha fotografato l’iconicità di Evaristo: “Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui. Lui non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole“.
Le coccole di Evaristo sono state tante, dentro e fuori dal campo, negli anni in nerazzurro – dal 1978 al 1984 – e poi dopo, nella vita da ex calciatore, sempre al fianco dell’Inter, sempre dentro il calcio, tra Federazione, ragazzi da ispirare e far crescere. Da fantasista anche lì.
Destro, sinistro, gol e visione di gioco. Oriali,Marini, Baresicorrevano, Beccalossi inventava. E segnava, forniva assist, dipingeva traiettorie. A volte a intermittenza, a volte in maniera folgorante. Con la schiettezza e la naturalezza che lo ha sempre contraddistinto, ammetteva candidamente, senza paura di essere giudicato, perché il suo forte era anche quello: “Quando arrivavo a San Siro i compagni non sapevano se avrebbero giocato in 10 o in 12: dipendeva solo da me“.
La numero 10 sulle spalle: arrivò all’Inter dal Brescia, la squadra della sua città, nel 1978 e si trovò catapultato dentro un Meazza che lo accolse subito spellandosi le mani. D’altronde la segnalazione a Sandro Mazzola – suo predecessore con la 10 e all’epoca dirigente nerazzurro – arrivò dopo una partita in cui dribblò cinque giocatori, prima di fallire il gol davanti al portiere. Il manifesto della sua immensa bravura e anche della sua volubilità, così particolare e al tempo stesso magnetica.
“Con Beccalossi e Pasinato vinceremo il campionato“. Molti di noi non erano ancora nati, in quel 1980, ma quel coro accompagnò l’Inter di Bersellini verso il 12° Scudetto. Con Bordon, Baresi, Altobelli, Caso, Bini, Marini, Oriali, Canuti, Pasinato, Muraro, Mozzini, Pancheri, Ambu, Cipollini, Occhipinti e, ovviamente, Evaristo Beccalossi, il 10 di quella squadra. Sette gol, due nel derby dell’8 ottobre 1979. Un destro al volo di una leggerezza inarrivabile, su un campo senza erba, solo di fango. E un altro gol per chiudere una stracittadina solo nerazzurra.
Più dei gol, 37 in 215 apparizioni, più dei titoli – uno Scudetto e una Coppa Italia – Beccalossi è sempre stato l’uomo dei sogni: quello che ti poteva regalare una magia, in qualsiasi momento, e pazienza se non arrivava, tu lo avevi in campo e bastava quello, sapere di poter assistere, presto o tardi, a un dribbling, a una traiettoria impensabile. E pazienza, se in una notte di coppa, arrivarono due errori dal dischetto nel giro di cinque minuti. Ancora una volta, geniale anche in questo caso, pur senza meriti, si trasformò questa serata storta in un qualcosa di artistico: il monologo portato a teatro dall’attore Paolo Rossi.
“La cosa più bella a mio avviso era che il popolo interista si identificava in noi. Ho lasciato un buon ricordo anche al giorno d’oggi“. Non solo un buon ricordo, ma anche un orgoglio profondo nell’aver avuto il ‘Becca‘ nella storia del Club. E quella malinconia che si mischia alla tristezza profonda di queste ore ci accompagna con l’ennesimo dribbling della vita di Evaristo.
Dalla conquista dell’Europa al ruolo di grande delusa del calcio inglese. Il Chelsea sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia recente, con numeri che raccontano una crisi profonda e apparentemente senza via d’uscita. L’ultimo dato è emblematico:sei sconfitte consecutiveche allontanano sempre di più i Blues dalle zone europee. Una situazione impensabile fino a pochi anni fa, quando il club londinese dominava la scena internazionale sotto la guida di Thomas Tuchel, oggi commissario tecnico dell’Inghilterra.
Chelsea, che crisi: tutti i numeri di un fallimento – L’esonero del tecnico tedesco, avvenuto il 7 settembre 2022 con la squadra ancora in corsa per un piazzamento Champions, ha segnato l’inizio di una lunga discesa. Da quel momento, il rendimento del Chelsea è crollato drasticamente: la media punti è passata da 1,94 a 1,26 a partita, trasformando una squadra da vertice in una formazione da metà classifica. Nonostante l’unico acuto rappresentato dalla vittoria del Mondiale per club contro il Paris Saint-Germain, il bilancio complessivo resta estremamente negativo. Nella classifica aggregata di Premier League dal post-Tuchel, il Chelsea occupa addirittura il 12° posto, dietro non solo alle big storiche ma anche a club di livello inferiore.
Panchina ballerina . La continua instabilità tecnica ha aggravato la situazione. Dopo Tuchel, sulla panchina dei Blues si sono alternati Graham Potter, Bruno Saltor, Frank Lampard (in versione ad interim), Mauricio Pochettino e Enzo Maresca. Un turnover continuo che ha impedito qualsiasi forma di continuità tattica e progettuale. Nel frattempo, i numeri peggiori continuano ad accumularsi. La stagione 2022-23 si è chiusa con appena 44 punti,il peggior risultato del club nell’era Premier. Uno dei dati che fotografano perfettamente la dimensione del crollo. Oggi il Chelsea rappresenta un paradosso: una società capace di investire come le grandi potenze europee, ma con risultati da squadra di bassa classifica. Una crisi che, senza un’inversione di rotta netta, rischia di prolungarsi ancora a lungo.