Fedez e il video della telefonata con la Rai: «Sul palco devo essere libero di dire quello che voglio, non lo stabilite voi»


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_maggio_02/fedez-primo-maggio-rai-59e8bb50-ab05-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml?fbclid=IwAR22Sq6jVCgOuOBOAKNlwlIxQUKa6Fl-Dn6B9zDq1n-0Xj33jTote28CA48

Fedez dopo il discorso del Primo maggio pubblica il video della telefonata con la Rai: «La vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani mi esorta ad «adeguarmi a un sistema» »

Fedez accusa i vertici di Rai3 di avergli chiesto di omettere nomi e partiti dal suo intervento sul palco del Concertone, la Rai controbatte smentendo pressioni e censure preventive. Ma il cantante non ci sta e, subito il suo discorso sul palco del concerto del Primo Maggio, ribatte su Twitter: «La Rai smentisce la censura. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi». Pubblicando il video della telefonata, nel quale si sente la discussione molto accesa con i dirigenti di Rai3.

Il tema dell’intervento di Fedez sul palco del Concertone si è articolato in tre momenti: prima il rapper è tornato sulla polemica con la Rai, ribadendo che «dalla vicedirettrice di Rai3 questo mio intervento è stato definito inopportuno»; poi si è rivolto al premier Mario Draghi chiedendo più attenzione al mondo dello spettacolo e in particolare «un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate sino ad oggi».

Discorso di Fedez durante il concerto del Primo maggio

Infine – e questa è la parte sulla quale è incentrata la discussione registrata nel video diffuso da Fedez – il ddl Zan e il ritardo nella sua calendarizzazione (poi sbloccato dopo settimane di stop, proprio a seguito delle polemiche:al tema avevamo dedicato una delle ultime puntate del Corriere Daily, il podcast del Corriere). E’ in questa parte che il rapper ha elencato nomi e partiti, citando diversi interventi di esponenti della Lega. Provocando molte reazioni a livello politico, compresa quella del leader leghista Matteo Salvini che lo ha invitato a bere un caffè «per parlare di libertà e di diritti».

Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/arbitri_le_chat_segrete_truccano_le_carriere_per_arrivare_in_serie_a_-298862069/?ref=RHTP-BH-I297139005-P3-S3-T1

Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista – Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.

Il libro denuncia – Episodi del tutto simili, con l’aggravante – se tale può essere ritenuta – di essersi verificati durante gli campionati di Serie A, erano stati denunciati dal fischietto Claudio Gavillucci nel libro “L’uomo Nero, verità di un arbitro scomodo” (scritto con le giornaliste Manuela D’Alessandro e Antonietta Ferrante) nel quale si raccontavano episodi analoghi, scoperchiando per la prima volta il sistema del tutto arbitrario e funzionale ad altre logiche con cui ogni domenica si giudicano le prestazioni dei singoli fischietti. Adesso quelle accuse trovano testimonianza in un chat.

Vaccino Covid, le date per le prenotazioni: a giugno tocca ai 40-50enni


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_01/vaccino-covid-date-le-prenotazioni-giugno-tocca-40-50enni-262cd9b6-a9ea-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Raggiunta quota 500 mila, il nodo resta AstraZeneca. A fine giugno sarà il turno della fascia tra i 40 e i 50 anni

Un percorso a tappe condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti. A maggio sono destinate all’Italia 17 milioni di fiale, a giugno altre 30. Ora che la macchina è appena andata a regime rispettando alla lettera il programma del commissario Figliuolo — 500mila somministrazioni al giorno (508.158 il 29 aprile, ieri poco meno secondo le stime) — non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali, da «orologio svizzero» descrivendo quello che è diventato il modello Pfizer. Dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica: una modalità che permette di ridurre di almeno 24 ore l’utilizzo delle fiale da parte delle regioni che altrimenti si perdono nel transito da Pratica di Mare, punto di arrivo degli altri sieri.

I dubbi riguardano AstraZeneca di cui sono attese 7 milioni di fiale in due mesi. Necessarie anche per i richiami da effettuare ad un milione e mezzo di italiani, prevalentemente personale scolastico e militare. Ieri Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, ha confermato che «nulla è cambiato»: i richiami verranno effettuati col siero Vaxzevria, anche per gli under 60 di cui l’Ema ne ha solo raccomandato l’uso per quelli oltre questa soglia non vietandolo per gli altri.


(Qui lo speciale del Corriere sui dati della campagna vaccinale)

La tempistica per età – Se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo, ma le proiezioni della struttura commissariale — confermate da quasi tutte le regioni — segnalano che una volta messi in sicurezza la gran parte degli over 65 si aprirà la «fase in parallelo» pensata dal commissario Figliuolo.

Si comincerà con la campagna di vaccinazione aziendale perché i lavoratori devono avere una corsia preferenziale per far ripartire il Paese. Si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma. Alcune — le più equipaggiate — potranno persino diventare dei centri asl per vaccinare non solo i propri addetti ma anche la comunità territoriale. In quegli stessi giorni verranno vaccinati la gran parte degli over 60 rimasti e prenderà l’avvio la copertura della fascia 55-59 anni di cui molte regioni stanno aprendo in questi giorni le prenotazioni.

La copertura dei fragili – Saranno i giorni decisivi per «coprire» soprattutto tutti gli italiani in categoria 4 secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità: cioè i fragili under 60 di cui sono appena partite le prenotazioni in gran parte delle regioni. Le adesioni per la fascia 50-54 anni si apriranno invece realisticamente attorno al 17 maggio, segnalano alcune regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia. Di solito lo scostamento tra prenotazione poi somministrazione è quantificabile nell’ordine di 20-25 giorni. Uno scarto temporale che permette di dare una proiezione puntuale della curva vaccinale ove non dovessero verificarsi punti di rottura, cioè consegne mancate o sospensione precauzionale di qualche vaccino. A scalare con l’età avverranno le prenotazioni successive.

A fine maggio, registrano gran parte delle regioni, si avvieranno le adesioni per la fascia 45-49 anni che quindi andrà a puntura attorno al 20 giugno.

La fascia 40-44 anni slitterà di una decina di giorni e dovrebbe essere coperta entro la prima decina di luglio.

L’immunità di gregge al 60% è prevista a fine luglio e all’80% a settembre. In linea col piano.

Le tabelle sugli over 60 – È chiaro che però occorre procedere a tappeto in questi giorni con la fascia 60-69 anni e 70-79, quelle maggiormente a rischio per la letalità Covid.

Quasi coperta la fascia over 80, al netto dei diffidenti e gli irraggiungibili che in Sicilia toccano vette elevate (hanno ricevuto la prima dose solo il 69,1% dei siciliani) anche per le resistenze nei confronti di AstraZeneca.

Per gli over 70 sono i giorni centrali della campagna e la spinta delle 500mila punture tocca soprattutto loro. Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna al 29 aprile sono ancora sotto il 50% in prima dose. Sugli over 60 — che entrano nel vivo tra qualche giorno — Toscana, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia ne hanno coperti solo uno su cinque. Pochi, ancora pochi, con questo numero di contagi.

VACCINI E CONTAGI DA COVID-19: LA SITUAZIONE IN ITALIA

I nuovi colori delle regioni, oggi


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_30/i-nuovi-colori-regioni-oggi-ipotesi-il-monitoraggio-35c24e4c-a995-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml

Zona rossa, arancione e gialla: così cambia la mappa da lunedì 3 maggio. Valle d’Aosta in rosso

Valle d’Aosta in zona rossa, Sardegna in zona arancione, così come la Puglia, che era in bilico ma non cambia di colore. La Campania resterà in zona gialla. La mappa dell’Italia cambierà così dopo il monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

In serata il ministro Roberto Speranza firmerà le ordinanze. I nuovi colori saranno in vigore da lunedì 3 maggio.

Le regioni in zona rossa – L’unica regione in zona rossa sarà quindi la Valle d’Aosta, che attualmente è in arancione.

Le regioni in zona arancione – Passa in arancione la Sardegna, che al momento è in rosso. Si aggiunge a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Le regioni in zona gialla – In giallo ci sono — e rimangono — Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.

Suarez, l’esame farsa: ecco il video con la telecamera nascosta


https://video.corriere.it/cronaca/suarez-l-esame-farsa-ecco-video-la-telecamera-nascosta/5c7dafe6-a9a8-11eb-8b01-83c2a483d7f5

Spuntano le immagini dell’«esame farsa»di Luis Suarez. Le immagini riprese con una telecamera nascosta. «Siamo la Juve e non ci riceve la prefettura»: così il 3 settembre un sms rintracciato sul telefonino del manager della Juventus Fabio Paratici dà conto di quanto stava accadendo per risolvere la «pratica» relativa alla cittadinanza del calciatore. Ci sono anche messaggi con l’allora ministra dei Trasporti Paola De Micheli, sua amica da anni, che lo stava aiutando nella procedura per far ottenere la cittadinanza italiana al giocatore uruguaiano. Sono decine della magistratura di Perugia che svelano i contatti tra i protagonisti di quella vicenda che si concluse con l’esame farsa del giocatore presso l’Università per stranieri di Perugia. Qualche domande rivolta al calciatore («Lei fa la spesa?» o «Le piace cucinare?») portano a brevi risposte con qualche parola in italiano mescolata a espressioni in spagnolo. In qualche caso poi, Suarez sembra ricevere un aiuto dagli stessi esaminatori che subito dopo la domanda iniziano la risposta invitando il calciatore a continuare. Suarez parla quindi della sua famiglia, delle sue squadre di club — «da quanto gioca con il Barcellona?» una delle domande, «sei anni» la risposta — e con la nazionale. «E nel tempo libero cosa le piace fare?», è un’altra delle domande. «Mi piace stare con la mia famiglia, gioco alla PlayStation con i miei figli», la risposta. E ancora, l’esaminatore si rivolge a Suarez dicendogli: «Sì però credo che nei prossimi mesi lei segua delle lezioni di italiano, no? Dovrà studiare italiano!», e Suarez risponde: «Sì sì sì… Anche per cercare lavoro. Allora in Barcellona il giocatore, il giocatore o calciatore… Calciatore parlare italiano, della Juventus, Pjanic…».A Suarez vengono anche mostrate due immagini, chiedendogli di descriverle. «In questa immagine sono una mamma e un bambino che fa i compiti», si sente dire il calciatore. «E nell’altra?», chiede l’esaminatore. «Ci sono quattro persone: papà, mamma, bambino e bambina… per fare spesa… bambino porta cocomera…». Al termine del colloquio arriva il momento delle foto-ricordo dove, a turno, il personale docente dell’università (figli compresi) si fa immortalare con Suarez. ( Fiorenza Sarzanini / Corriere Tv ).

Checco Zalone folgorato da Helen Mirren: ‘La Vacinada’ è il tormentone da Oscar


Il Piccolo

Checco Zalone incontra Helen Mirren ed è subito un video da Oscar. ‘L’immunidad de gregge ancor no è arivada, ma menomal que està la vacinada’. Ecco il nuovo tormentone di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che torna a occuparsi di Covid e vaccini. ‘La vacinada’ è una sorta di sequel del video diventato virale lo scorso anno ‘L’immunità di gregge’, girato con Virginia Raffaele per raccontare la quarantena degli italiani. Francisco Oscar Zalon, come si fa chiamare nel video, questa volta si trova in ‘Saliento’ per raggiungere la grotta Zinzulusa, sul litorale tra Castro e Santa Cesarea Terme. Lungo il tragitto incontra Mirren, l’attrice britannica premio Oscar, nei panni di una contadina alla quale chiede indicazioni. Ma viene subito distratto dalla vista del punto di iniezione del vaccino sul braccio sinistro della donna. Così, ne viene folgorato e la coinvolge in un viaggio romantico per le campagne salentine, con tanto di colonna sonora dedicata. “A mi me gusta bailare contigo, o vacinada, con l’anticuerpo dell’Astrazeneca”. Una ventata di leggerezza e ironia, ma anche un invito tra le righe a vaccinarsi .  .di Marìcla Pastore

Arbitri, le chat segrete “Truccano le carriere per arrivare in Serie A”


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/arbitri_le_chat_segrete_truccano_le_carriere_per_arrivare_in_serie_a_-298862069/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S5-T1

Due arbitri denunciano alla procura di Roma un meccanismo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Nelle chat tra i membri della commissione di valutazione il cambio dei voti

Un plico, da qualche giorno nelle mani della Procura di Roma, promette di sconvolgere il sistema arbitrale italiano. Per i documenti che contiene e per la storia che racconta. Una storia di arbitri che accusano altri arbitri. Di valutazioni post-partita ritoccate al rialzo per manipolare la graduatoria che determina le carriere e stabilisce chi sale in Serie A e chi invece va a casa. Del giudizio falsificato dell’arbitraggio di Spezia-Chievo dello scorso campionato di B. E di una chat. Una chat riservata su WhatsApp tra i componenti della Commissione arbitri di Serie B che, al momento di stilare la graduatoria finale della stagione, prende la forma di una mattinata dal salumiere. «Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70…», «secondo me occorre mettere 8.70 a Sacchi, Fourneau e Abbattista», «8.60 a tutti», «prova Abbattista 8.70», «aspetta a inserirle…».
Il mondo dei fischietti rischia di essere investito dal fango. E questa volta non per un rigore non dato ma per un apparato di promozioni e bocciature che espone gli arbitri di calcio a ogni tipo di intemperie. Con la conseguenza che basta una frase sibilata durante un allenamento o un raduno («mi raccomando domenica, quella partita è importante per quella squadra») per mettere soggezione o indirizzare un incontro. Con ordine, dunque.

La denuncia di Minelli e Baroni – Il plico è la denuncia di sette pagine, corredata da otto allegati, portata ai pm romani da due tesserati dell’Associazione italiana arbitri (Aia), il 39 enne varesino Daniele Minelli e il 38 enne fiorentino Niccolò Baroni. Fino all’anno scorso erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati “dismessi” dal Comitato nazionale dell’Aia “per adeguate motivazioni tecniche”. In altre parole, perché nel campionato 2019-2020 sono andati peggio degli altri. Marcello Nicchi, all’epoca presidente Aia, comunica loro la decisione via mail, specificando che — su una lista di 25 — Baroni si è piazzato 23°, Minelli 24°. Rimangono invece in B l’ultimo della graduatoria, Ivan Robilotta, e Eugenio Abbattista, un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo.
Perché Abbattista?, si chiedono i trombati. E perché Robilotta, che ha il risultato peggiore? Tramite l’avvocato Gianluca Ciotti, Minelli e Baroni fanno accesso agli atti, raccolgono i referti del campionato e scoprono che Abbattista ha avuto un “rendimento eccellente”. È passato dalla dismissione, programmata per limiti di permanenza, alla conferma grazie a una super prestazione.

La serata magica di Abbattista Per l’ultima partita da lui diretta, Spezia-Chievo dei play-off che si gioca l’11 agosto 2020 (3-1 per i padroni di casa), ottiene il massimo possibile dei voti: 8.70. Con quel giudizio, espresso nel referto di Riccardo Di Fiore che fa parte dell’organo tecnico di valutazione e che quella sera è sugli spalti, Abbattista diventa il terzo miglior arbitro della Serie B. E il regolamento federale prevede la possibilità di derogare al limite delle otto stagioni di fronte a un così fenomenale exploit tecnico. Per non bocciare Robilotta, invece, l’Aia per la prima volta nella sua storia si appella a una norma che permette di salvare le matricole al primo anno anche quando arbitrano male. Minelli e Baroni non ci stanno. Fanno ricorso. Il Tribunale federale nazionale nel novembre 2020 rigetta le istanze, relegando la vicenda al rancore di due fischietti che non vogliono accettare il verdetto del campo. Pare finita lì. A metà del gennaio scorso, invece, il colpo di scena.

La chat della Serie B – Riccardo Di Fiore li contatta e gli dice che lui, quell’8.70 ad Abbattista, non lo ha mai dato. Gli aveva dato un 8.60, ma è intervenuta una manina. Minelli e Baroni non ci credono fino a quando non vedono coi propri occhi il referto che il 12 agosto, la mattina dopo Spezia-Chievo, Di Fiore ha inviato alla segreteria Aia. C’è scritto 8.60. Con lo 0.10 in più regalato, Abbattista è balzato in zona promozione. Può quindi rimanere nell’élite arbitrale in B e percepire per un altro anno lo stipendio da circa 120 mila euro. Di chi era la manina?
Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat “Commissione Can B” a cui partecipano, tra gli altri, lo stesso Di Fiore ed Emidio Morganti, allora responsabile dell’organo tecnico di valutazione. I messaggi si riferiscono al 21 agosto 2020, il momento in cui — a campionato concluso — va stilata la graduatoria finale. «Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi», esordisce Davide Garbini (membro della Can B, oggi unificata con la Can A) che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: «8.60 a tutti». Poi suggerisce: «Prova Abbattista 8.70» e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista…». Garbini rimanda l’elenco, modificato: «Viene così coi tre 8.70».

Il “forse” di Morganti – Repubblica ha contattato Morganti, chiedendogli se c’è una spiegazione a quanto si legge nella chat. «Forse» ha risposto. «Ma non la dico certo a voi». Secondo l’avvocato Ciotti, ci sono gli estremi della truffa e del falso a carico dei responsabili dell’Aia, ma la sua è una valutazione di parte che deve essere vagliata dai pm. “Quanto descritto — chiosa la denuncia — fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco”.

1 maggio


Monitoraggio, l’Rt nazionale risale a 0,85. La Campania va in arancione, la Puglia è in bilico


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/30/news/monitoraggio_l_rt_a_0_85_quattro_regioni_sono_in_arancione_e_una_in_rosso_la_puglia_e_in_bilico-298756911/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S7-T1

Una Regione che va in rosso, la Valle d’Aosta. Una che dal rosso passa in arancione, la Sardegnae una che resta in bilico tra l’arancione e il giallo, la Puglia. Ma soprattutto la Campania che, a sorpresa, passerà lunedì dal giallo all’arancione a causa dell’indice Rt che è tornato sopra a 1 (1,05 nell’intervallo inferiore).

Pochi cambi di colore, risale l’Rt – Non sono molti i cambiamenti di colore questa settimana, con l’indice Rt nazionale che sale leggermente, arrivando a 0,85 rispetto a 0,81 della scorsa settimana. Cala invece l’incidenza settimanale, che passa da 159 a 146 casi per centomila abitanti.

La Sardegna passa in arancione – I pochi spostamenti degli indicatori sono dovuti a una circolazione del virus in calo, che fa sì che 13 Regioni in giallo, corrispondenti alla gran parte della popolazione nazionale, confermino la loro presenza in quello scenario. In arancione restano per un’altra settimana CalabriaSiciliaBasilicata e si aggiunge dunque la Sardegna.

Peggiorano Campania e Valle d’Aosta – Mentre la Valle d’Aosta torna in rosso a causa dell’incidenza: è l’unica Regione a superare, con 264, la soglia dei 250 casi settimanali per 100mila abitanti. Brutta sorpresa anche per la Campania, riportata in arancio la prossima settimana dall’aumento dell’Rt.

Green pass, spostamenti, quarantena e mascherine: le faq di “Repubblica” sul nuovo decreto

Primo maggio, weekend di “libertà” per 50 milioni di italiani: ecco come sarà

WINDTRE DOWN, INTERNET NON FUNZIONA: PROBLEMI DI CONNESSIONE IN ITALIA


articolo: https://sicilia.opinione.it/windtre-down-internet-non-funziona-problemi-di-connessione-in-italia/

Internet non funziona sulla rete dati di Windtre. Il problema si è verificato poco dopo le ore 23 del 29 aprile e ha generato tantissime segnalazioni in Italia: una fase di down durata circa un’ora ma notata ben presto da molti utenti che hanno rilanciato sui social – twitter in particolare – l’hashtag di riferimento.

Il problema ha riguardato principalmente il servizio di connessione dati (internet) offerto da Windtre, mentre il servizio strettamente legato alla telefonia sarebbe rimasto operativo. Problemi (seppur in misura minore) sarebbero stati però segnalati anche su rete fissa.

La compagnia telefonica si sta adoperando per cercare di gestire le tante segnalazioni pervenute e risolvere il prima possibile il problema segnalato dagli utenti.

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Blackout internet, WindTre down: disagi in tutta Italia

articolo: https://it.notizie.yahoo.com/blackout-internet-problemi-alla-rete-wind-tre-disagi-in-tutta-italia-215140913.html

La maggior parte degli utenti del gestore WindTre, sia su rete fissa che mobile, hanno riscontrato l’impossibilità di collegarsi a internet nella tarda serata di giovedì 29 aprile 2021. Le segnalazioni, come riporta il sito Downdetector, arrivano da ogni parte d’Italia: da Milano a Roma, passando per Napoli e le isole. Il problema, quindi, sembra essere diffuso in tutta Italia. Su Twitter è in trend l’hashtag #windtredown.

I problemi, stando a quanto riportato da Downdetector, non riguardano solo WindTre ma anche altri gestori: alcuni utenti TIM e Vodafone, infatti, hanno lamentato gli stessi disagi.

Gli utenti si sono accorti improvvisamente del disservizio perché hanno smesso di funzionare, dopo le 23 di giovedì 29 aprile, social network come Whatsapp e Facebook, oltre a Instagram. Il tutto, però, è dovuto a un problema di linea e non delle singole applicazioni.

Le chiamate e gli SMS sembrano funzionare correttamente, mentre si riscontrano problemi con le connessioni dati 4G. L’azienda WindTre non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, così come le altre compagnie coinvolte.

Israele: crolla gradinata a un pellegrinaggio: 50 morti e decine ferit


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/30/news/israele_crolla_gradinata_a_pellegrinaggio-298717928/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S1-T1


Il crollo delle gradinate di una tribuna durante un pellegrinaggio ebraico nel nord di Israele ha provocato 50 morti e decine di feriti, anche in  “condizioni critiche“. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha parlato di “un disastro pesante“.

I servizi di emergenza di Magen David Adom (MDA, l’equivalente israeliano della Croce Rossa) e le ambulanze stanno curando i feriti”, tra cui “pazienti in condizioni critiche“, ha detto il portavoce dell’MDA, Zaki Heller, in breve dichiarazione.

Come ogni anno in occasione della festività ebraica di Lag ba-Omer (che ricorda la ribellione ebraica del 132 d.C contro le legioni romane) ieri oltre 100 mila ebrei osservanti si sono recati sul monte Meron per pregare sulla tomba Shimon Ber Yochai, un celebre rabbino del secondo secolo d.C. Secondo la tradizione questi è l’autore del testo mistico dello ‘Zohar‘ (lo splendore).

Da anni questo evento è il più affollato in Israele, richiamando a volte fino a mezzo milione di persone. L’anno scorso, a causa del coronavirus, era stato annullato.

Quest’anno, col miglioramento della situazione sanitaria, era stato autorizzato, ma con numerose limitazioni che però non hanno resistito alla pressione della folla immensa.

Le autorità avevano consentito la presenza di 10.000 persone nel recinto della tomba ma, secondo gli organizzatori, sono stati noleggiati più di 650 autobus in tutto il Paese, vale a dire almeno 30.000 persone, mentre la stampa locale riportava la presenza di 100.000 persone.

Dopo mezzanotte le gradinate sono improvvisamente crollate, provocando scene di panico. Per poter evacuare i feriti i soccorritori hanno schierato diversi elicotteri.

Un altro disastro era avvenuto sul monte Meron anche nel 1911. Allora decine di persone morirono nel crollo di un edificio vicino alla tomba del rabbino.

Morto Mondelli,ex campione del mondo di canottaggio


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2021/04/29/morto-a-27-anni-mondelliex-campione-del-mondo-canottaggio_02151c23-8e92-4302-a037-be4f6a57734e.html

 Lo sport italiano in lutto: è morto, apprende l’ANSA, Filippo Mondelli, campione del mondo di canottaggio nel 2018 nel quattro di coppia.

Mondelli, che faceva parte in quota atleti del Consiglio nazionale del Coni, aveva un osteosarcoma alla gamba sinistra.

Il campione comasco avrebbe compiuto 27 anni il prossimo 18 giugno

Filippo Mondelli from Italy react after winning the Men’s Double Sculls final during the Rowing European Championships in Racice, Czech Republic, 28 May 2017. EPA/MARTIN DIVISEK

Morto sul lavoro nel cantiere di Amazon, altri cinque operai feriti nel crollo, uno è in condizioni disperate


Pagina Morti bianche 2021 premere il link: ” https://alessandro54.com/morti-bianche-2020-2/

Inter, Zhang: il presidente è arrivato a Milano


Inter, Zhang sente aria di scudetto: il presidente è arrivato a Milano

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2021/04/28/news/zhang_arrivto_a_milano-298525777/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S4-T1

Il numero uno del club è in Italia, e sono attese novità circa la situazione societaria. Con ogni probabilità non potrà essere a Crotone

MILANO – Il presidente dell’Inter Steven Zhang è arrivato a Milano. Atterrato con volo privato a Linate, è passato al quartier generale nerazzurro per salutare i due amministratori delegati del club, Beppe Marotta (area Sport) e Alessandro Antonello (area Corporate), poi è rientrato nella sua abitazione milanese. Nella giornata di giovedì comincerà a lavorare nel suo ufficio, all’ultimo piano del palazzo in via Liberazione.

Attese novità sul club – Sono attese dal presidente novità circa la situazione societaria dell’Inter. Da tempo la proprietà cinese del club è in cerca di finanziamenti ed eventuali nuovi soci. Steven Zhang non sarà costretto a sottoporsi a isolamento o quarantena: secondo i protocolli sanitari vigenti in Italia, ha ottenuto dalle autorità competenti un’autorizzazione a muoversi per “comprovate esigenze lavorative”, come riunioni e incontri. Con ogni probabilità non potrà quindi essere a Crotone per la gara di sabato, limitandosi a lavorare a Milano. Nelle 48 ore prima della partenza, in Cina, si è sottoposto a tampone moleco

Vaccini Lombardia under 60, al via le prenotazioni per i fragili tra i 55 e i 59 anni. «Oltre 90 mila dosi al giorno»


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_28/vaccini-covid-lombardia-apre-prenotazioni-fragili-55-59-anni-cf3a789e-a7f9-11eb-9b2a-89b9894068db.shtml

Arriva il turno della «categoria 4» in Lombardia. Ancora in attesa di una data i 50-59enni senza patologie: slitta per ora la partenza (già annunciata per il 30 aprile) dopo l’indicazione del generale Figliuolo. «Priorità ai cronici»

Si parte, finalmente. E non si procederà in parallelo con gli over 50, come aveva immaginato il Welfare lombardo fino a qualche giorno fa. Oggi alle 12 aprono le prenotazioni in Lombardia per i cittadini fragili di età compresa tra i 55 e i 59 anni (la famosa «categoria 4», ma per fasce d’età, di cui avevamo scritto qui).

Chi – Dalle 12 di oggi i lombardi con età compresa tra i 55 e i 59 anni in possesso di un’esenzione per patologia possono prenotare la vaccinazione anti-Covid tramite il portale della Regione: prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it. L’esenzione per patologia che permette la prenotazione è unesenzione per malattia cronica: si tratta di cittadini affetti da patologie che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di Covid-19. Le patologie incluse in questa fase sono quelle riportate nella tabella 3 delle Raccomandazioni nazionali ad interim anti-Sars Cov2 del 10 marzo 2021 (si vada a pagina 7). Tutti i fragili riceveranno il vaccino Pfizer o Moderna.

Come si prosegue – Si apriranno man mano le prenotazioni per tutti i fragili under 60 lombardicome prevedono il Piano nazionale (le Raccomandazioni ad interim), l’ordinanza n. 6 del commissario straordinario generale Figliuolo e la raccomandazione del 20 aprile. La Regione possiede la lista dei cittadini con esenzione per patologie croniche: si tratta di circa 700 mila lombardi. Si procederà veloci, dunque, per terminare la «categoria 4» prima di riprendere il calendario per fasce d’età come fatto finora. Questo significa che i 50-59enni non fragili dovranno aspettare: dal «piano Bertolaso» si prevedeva per loro l’avvio delle prenotazioni il 30 aprile. Come anticipato già dal Corriere qualche giorno fa, gli over 50 scaleranno nel calendario, seguendo l’indicazione di Figliuolo, ovvero di mettere prima in sicurezza le categorie precedenti e prioritarie — dunque anche la «categoria 4» — prima di proseguire con gli under 60. Una data per i 50-59enni quindi ancora non c’è: il Welfare la renderà nota appena possibile.

Il ritmo – Oggi la Regione supererà le 90 mila somministrazioni al giorno. «La Lombardia ha superato i 3 milioni di dosi di vaccini anti-Covid somministrate», ha comunicato stamattina il presidente Attilio Fontana. «In poco meno di due settimane abbiamo dunque raggiunto un doppio ambizioso traguardo che conferma la grande validità del Piano studiato e messo a punto da Guido Bertolaso. Un piano che entro un paio di giorni ci farà superare la cifra record di 100.000 dosi effettuate in un giorno. Numeri che alcuni pensavano fossero irraggiungibili; invece il nostro sistema ha una capacità di fuoco che ci consentirà di fare ancora meglio se la struttura commissariale ci garantirà adeguate forniture». Fontana ha tenuto poi a ringraziare «tutti coloro che hanno permesso alla Lombardia di raggiungere questo traguardo: personale sanitario e non, infermieri, protezione civile, esercito, volontari di tante associazioni diverse e i privati cittadini che hanno scelto di regalare un pò di tempo per contribuire a vincere questa battaglia. Non dimentico però neanche coloro che hanno messo a disposizioni fondi e strutture per allestire hub e centri vaccinali in tutta la Lombardia».

Suarez, il verbale di Agnelli: «Fece tutto il dg della Juventus Paratici»…….


Suarez, il verbale di Agnelli: «Fece tutto il dg della Juventus Paratici». Ma un manager rivela: «Fu informato»

articolo: https://www.corriere.it/sport/21_aprile_28/suarez-verbale-agnelli-a403bd24-a81d-11eb-9b2a-89b9894068db.shtml?cx_testId=82&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=2#cxrecs_s

Il presidente interrogato come testimone dai magistrati di Perugia: «Fui informato della trattativa in modo casuale»

Luis Suarez & Andrea Agnelli

La vicenda del calciatore Luis Suarez «è stata gestita interamente dal direttore sportivo Fabio Paratici». Così il 26 gennaio scorso, davanti al procuratore di Perugia Raffaele Cantone e ai pubblici ministeri che indagano sull’esame che doveva consentire al giocatore uruguaiano di ottenere la cittadinanza italiana, il presidente della Juventus Andrea Agnelli nega di aver mai avuto un ruolo nella procedura. E aggiunge: «Paratici ha ampia delega nei limiti del budget assegnato. A lui compete la scelta in relazione all’ingaggio dei calciatori. Naturalmente mi informa in modo occasionale e casuale». Ma il manager Maurizio Lombardo rivela: «Il 30 agosto 2020 prima di mandare la mail all’avvocato Zaldua ho provato a chiedere il nulla osta paratici a Paratici. Lui nel messaggio di risposta mi ha scritto di mandarla prima al presidente Andrea Agnelli e poi all’avvocato del calciatore. Io risposi che avevo già mandato tale proposta al presidente un’ora prima perché Paratici mi aveva già detto di procedere in tal senso. Il presidente non mi ha mai risposto ma paratici mi ha riferito 10 aveva parlato lui e che potevo procedere con l’invio all’avvocato Zaldua».

I reati di falso – La procura, sulla base delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza, ha chiuso le indagini nei confronti della professoressa Stefania Spina, della ex rettrice Giuliana Grego Bolli e del direttore dell’Università per gli stranieri di Perugia Simone Olivieri contestando il falso e la rivelazione di segreto. Il reato di falso è stato contestato all’avvocatessa della Juventus Maria Turco. Paratici e l’avvocato Luigi Chiappero sono invece indagati per fale informazioni al pubblico ministero.

Agnelli, sentito come testimone, dichiara: «Per quanto attiene a Suarez ricordo che durante un pranzo svolto mi pare a fine agosto Nevdev, il vice presidente, mi disse che il calciatore del Barcellona si era proposto con un sms, per un ingaggio alla Juventus. In quel periodo erano in piedi trattative per Dzeko, Milik, Cavani e Morata che poi è stato acquistato, oltre all’ipotesi relativa a Suarez. All’inizio di settembre fu informato che l’ingaggio di Suarez era di difficile realizzazione perché era risultato che non aveva la cittadinanza comunitaria»

Agnelli e l’sms a Suarez – I magistrati contestato al presidente della Juventus di aver ricevuto mail con la proposta contrattuale per Suarez, ma anche in questo caso Agnelli nega: «Non ricordo la mail tuttavia non mi occupo delle condizioni contrattuali». Subito dopo fa un controllo e deve ammettere di averla ricevuta. E poco dopo, sempre rispondendo alle domande dei pm è costretto ad ammettere: «Lombardo mi fece presente di aver formulato la richiesta di tesseramento per verificare se si potesse inserire un calciatore nelle liste Champions anche successivamente alla scadenza fissata per i primi di ottobre. Tale parere costituisce prova secondo me del fatto che il 14 settembre era già chiaro che Suarez non poteva essere tesserato in tempo».

Agnelli aggiunge di essere stato informato della vicenda relativa all’esame di italiano «dai giornali e ricordo che chiamai il calciatore in un’unica occasione per ringraziarlo di essersi proposto nutrendo stima nelle capacità sportive del calciatore e ritenendo che la sua proposta fosse ragione di orgoglio per la nostra società». E sulle richieste di intervento dell’allora ministra Paola De Micheli sollecitate dallo staff della Juventus dice: «Non mi ha sorpreso perché sono a conoscenza dei rapporti personali tra De Micheli e Paratici e trattandosi di una richiesta di informazioni sull’ufficio da contattare non mi è parso ci fosse nulla di strano».

La ministra De Micheli – Racconta Lombardo: «Il 3 settembre Fabio Paratici mi invia un Sms recante il numero di telefono di una sua conoscente amica di infanzia che è il ministro Paola De Micheli e mi invia altresì il documento del ministero dell’Interno che attestava in relazione alla pratica di cittadinanza di Suarez la mancanza della certificazione di lingua. A seguire mi chiama e mi spiega che il numero che mi ha mandato è quello di Paola. E mi invita a inviarle un WhatsApp con i documenti di Suarez che avevo ricevuto da Zualda. Sicuramente allega il deposito della domanda di Suarez del gennaio 2019 però dice non mi dice nulla sul motivo per il quale devo mandare i documenti alla De Micheli nei io chiesi nulla i messaggi con il ministro non li ho tenuti in memoria ma cancellati ricordo che il messo non mi risponde in alcun modo.

Gli avvocati della Juventus – Racconta Lombardo: «Il giorno in cui sono stato convocato dalla finanza ho avvisato Chiappero che mi ha dato appuntamento per le 17 a studio dove l’ho incontrato ed era presente anche l’avvocato Turco. Ho percorso con loro sommariamente i fatti e mi hanno consigliato di non fare riferimento ad Anna Maria Ciaravola della scuola di lingua e al ministro Paola De Micheli. In particolare la Turco mi disse che Annamaria aveva già fatto un gran casino in questa vicenda il corso di lingua mentre chi ha però mi dice che non era il caso di citare una persona molto esposta come il ministro.al termine avvisato che è vero della conclusione dell’atto che tutto era andato bene il giorno successivo erano d’accordo e vederci ma poi anche in considerazione notizie ho preso la stampa pronunciata incontrarlo. Da quel momento ho sentito l’esigenza di non avere più contatti con nessuno entourage della squadra e sono tornatoa Brescia dalla mia famiglia».

Luis Suarez

Covid, finisce l’incubo: De Rossi torna negativo 37 giorni dopo il contagio


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/04/26/news/covid_roma_daniele_de_rossi_torna_positivo-298230646/

L’annuncio della moglie Sarah Felberbaum su Instagram. Dopo oltre un mese l’ex capitano della Roma  torna nella sua casa vista Castel Sant’Angelo dai suoi tre figli, Gaia, Olivia e Noah


Dopo 37 giorni di isolamento Covid, Daniele De Rossi ha riabbracciato la moglie Sarah Felberbaum. È proprio l’attrice, attraverso un emozionato post su Instagram, ad annunciare il ricongiungimento col marito.

37 giorni dopo” la frase postata sotto una foto in cui la coppia si abbraccia a favore di obiettivo, finalmente sorridente.

L’immagine tradisce le lacrime di gioia e liberazione versate da Sarah, emozionatissima tra le braccia del suo uomo. Emozionato anche De Rossi, che a causa di una polmonite da Covid da dovuto trascorrere qualche giorno ricoverato all’ospedale Spallanzani, poi dimesso quando in grado di curarsi a casa.

Ma l’ex capitano della Roma – che si è infettato durante il suo primo ritiro in nazionale come collaboratore del ct Mancini – si è isolato rispetto alla famiglia, in attesa di negativizzarsi.

E dopo ben 37 giorni, il tampone ha dato esito negativo, con Daniele che è così potuto tornare nella sua casa vista Castel Sant’Angelo, potendo riabbracciare la moglie Sarah e i suoi tre figli, Gaia, Olivia e Noah.

Tantissimi i like e i commenti arrivati in pochissimo tempo sotto la foto postata su Instagram del ricongiungimento, tantissimi cuori e belle parole, da parte di colleghi (attuali ed ex) della coppia e di tifosi della Roma.

Concerto-esperimento a Barcellona con 4.500 persone: 2 contagi (forse)


articolo: https://www.corriere.it/salute/21_aprile_27/concerto-esperimento-barcellona-5mila-persone-zero-contagi-be1fb55c-a74e-11eb-b37e-07dee681b819.shtml

Tutti i partecipanti all’evento, che si è svolto il 27 marzo, erano stati sottoposti a un test antigenico e indossavano la mascherina. Precedente ad Amsterdam con 1.500 persone

Migliaia di persone a ballare e cantare, praticamente nessun contagiato: promosso a pieni voti l’esperimento fatto a Barcellona un mese fa, uno dei più grandi raduni in Europa dall’inizio della pandemia. Il 27 marzo la band spagnola Love of Lesbian si è esibita in concerto al Palau Sant JordiAi partecipanti è stato chiesto di sottoporsi poche ore prima a un test antigenico per la ricerca del coronavirus e a tutti consegnata una mascherina Ffp2 nuova, da indossare per tutta la durata del live. Non era richiesto invece il distanziamento fisico. Nel palazzetto un sistema di ventilazione ha garantito il corretto ricambio d’aria. A persone con problemi cardiaci, tumori e a coloro che erano stati in contatto con infetti nelle ultime settimane è stato chiesto di non partecipare.

Il concerto a Barcellona (Epa)

Sei casi lievi – Nei 14 giorni successivi sono stati diagnosticati 6 casi positivi tra le 4.592 persone che hanno assistito al concerto, tutti lievi o asintomatici. Per 4 dei 6 casi è stato possibile stabilire che l’occasione del contagio non è stato il live; inoltre nessuno dei 6 ha trasmesso il virus ad altri tra i presenti. L’incidenza è risultata di 130,7 casi ogni 100mila abitanti, la metà di quella osservata tra la popolazione generale della stessa fascia d’età a Barcellona, nello stesso periodo di tempo. «I risultati permettono di escludere che il concerto del Palau Sant Jordi sia stato un evento di super trasmissione del virus» hanno detto i responsabili dell’evento. L’analisi dei dati è stata curata dalla Fondazione lotta contro l’Aids e le malattie infettive e dall’Ospedale Germans Trias i Pujol.

Il precedente Pochi giorni prima un’iniziativa simile si era svolta in Olanda: nel villaggio di Biddinghuizen, vicino ad Amsterdam, che ospita uno dei festival musicali più amati, il Lowlands, 1.500 persone si sono ritrovate per due giorni a ballare, abbracciarsi e bere insieme. I partecipanti sono stati testati 48 ore prima del concerto e 26 persone non sono state ammesse perché positive. Altri 150 tamponi rapidi sono stati fatti, a campione, a concerto iniziato. I ragazzi sono stati divisi in tre gruppi, che potevano muoversi con diverse modalità (con o senza mascherina, per esempio) e sono stati forniti dispositivi per monitorare gli spostamenti, i contatti e le distanze, e poter effettuare così il tracciamento su eventuali positività. I risultati dell’esperimento sono attesi per fine aprile.

Esperimento anti Covid a Barcellona: in 5mila al concerto live

Pass vaccinale, il garante per la privacy: “Dati personali a rischio, così non va. Il governo lo modifichi”


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/26/news/pass_vaccinale_verde_covid_garante_privacy_dati_personali-298187340/

Intervista a Pasquale Stanzione sulle sfide poste dall’emergenza Covid su temi come privacy e gestione dei dati: dallo scambio di informazioni sanitarie al tracciamento, fino al riconoscimento facciale


La convivenza forzata con la pandemia è una sfida anche sul fronte della protezione dei dati personali: dalla necessità di avere informazioni sanitarie condivise alle certificazioni per spostarsi, dalle piattaforme digitali per gestire la vita a distanza ai sistemi di riconoscimento per gestire le attività con il pubblico, l’equilibrio tra le misure di contenimento del contagio e la privacy è sempre difficile da trovare. Ne è un esempio il cosiddetto pass verde, introdotto nei giorni scorsi dal governo nel decreto sulle riaperture: il garante lo ha bocciato. A spiegarne i motivi è il presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali, cioè il garante stesso, Pasquale Stanzione.

Professor Stanzione, perché avete criticato il pass vaccinale? – Il “certificato verde” introdotto dall’ultimo decreto legge va modificato in maniera più incisiva, perché così com’è ha delle carenze che possono creare profili di illegittimità del trattamento dei dati personali, come abbiamo scritto in un avvertimento emanato nei giorni scorsi. Il Garante non ha ancora avuto la possibilità di esprimersi sul testo: mi auguro che il nostro parere venga richiesto quanto prima, in vista delle modifiche che sicuramente ci saranno al momento di convertire in legge il decreto, con una revisione delle maggiori criticità”.

Come dovrebbe funzionare il passaporto verde in Europa? – La prima sede in cui se ne è discusso è quella della bozza di Regolamento europeo sul green pass digitale. Si tratta non di un passaporto vaccinale vero e proprio ma di tre tipologie di certificati (di vaccinazione, sì, ma anche di negatività al test e di guarigione) per la mobilità intraeuropea. Il testo prevede un sistema di verifica decentrato, senza conservazione dei dati e la stessa misura del pass è limitata al permanere dell’emergenza. È nel complesso un ottimo testo, che bilancia adeguatamente privacy, autodeterminazione terapeutica ed esigenze di sanità pubblica. Tuttavia, essendo la bozza in una fase ancora iniziale, il Garante europeo e il Comitato europeo per la protezione dei dati hanno indicato possibili perfezionamenti che abbiamo illustrato al Senato in audizione.
 
Si parla di riconoscimento facciale per riportare il pubblico allo stadio agli Europei di calcio. Che valutazione è stata fatta su questa tecnologia? Può diventare un primo esperimento per tutte le manifestazioni con pubblico?
– Non anticipo un giudizio sul quale il Garante potrebbe doversi pronunciare ufficialmente. In linea generale, va però considerato che il trattamento di dati biometrici, tanto più con tecniche di intelligenza artificiale, necessita di particolari presupposti e garanzie, cui ad esempio già nel 2016, pur in un contesto normativo diverso, l’Autorità aveva subordinato l’utilizzo del riconoscimento facciale all’Olimpico. Sull’estensione generalizzata di queste tecniche farei una riflessione più ponderata: ogni contesto esige una valutazione specifica modulata sulle caratteristiche del caso concreto. Si pensi che il Consiglio d’Europa ha invitato gli Stati a ricorrere al riconoscimento facciale, per fini di sicurezza, solo laddove indispensabile per la prevenzione di gravi pregiudizi all’incolumità pubblica. La stessa bozza di Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale presentata nei giorni scorsi prevede sul punto cautele importanti. Anche sulla base di tali indicazioni il Garante ha ritenuto che non sia possibile, allo stato e nei termini sottoposti, la realizzazione da parte del Ministero dell’interno, di un sistema di riconoscimento facciale per fini di sicurezza pubblica, ad applicazione generalizzata, in assenza di adeguati presupposti normativi e di idonee garanzie.

Immuni era nata con grandi speranze e obiettivi. Perché è fallita? Si può ancora salvare nel rispetto della privacy?Non credo che a fallire sia stata Immuni, anzi. Il problema mi pare siano invece le grandi carenze del sistema generale di tracciamento, probabilmente per l’insufficienza delle risorse destinate negli ultimi anni alla sanità pubblica.  Al contrario, credo che il sistema di allerta nazionale istituito un anno fa rappresenti un esempio di sinergia virtuosa tra privacy, tecnologia e sanità; un paradigma del modello europeo di gestione dell’emergenza che ha saputo rifuggire la logica dell’eccezione, secondo cui necessitas non habet legem. A forme di tracing invasive quali quelle fondate sulla geolocalizzazione, l’Europa ha opposto una soluzione volta a tracciare i contatti, non le persone, fondata sulla scelta libera del soggetto, ma assunta nel segno della responsabilità e della solidarietà. Di qui l’opzione in favore di un sistema ad adesione volontaria, gestito da autorità statali, fondato sui dati di prossimità dei dispositivi e con conservazione limitata al solo periodo strettamente indispensabile alla ricostruzione della filiera dei contatti.

Dad, smart working, videconferenze, chat: la vita a distanza a cui ci siamo abituati a quali rischi espone i nostri dati e le nostre identità digitali? Si possono immaginare protocolli per salvare il “buono” di queste esperienze anche ad emergenza finita? – L’occhio elettronico cui ormai siamo abituati è tanto prezioso per consentirci di svolgere le attività più varie pur in regime di distanziamento sociale, quanto fortemente invasivo per la nostra privacy . I rischi cui ci espone vanno dalla diffusione di conversazioni o scene di vita quotidiana di natura confidenziale, per via di un microfono o di una videocamera indebitamente accesi, all’esfiltrazione – pur non voluta e imputabile a meri errori o all’uso di canali non sicuri- di informazioni professionali riservate. Ma invece di rinunciare alle grandi chances offerte dalla tecnica, dobbiamo investire sulla pedagogia digitale come presupposto necessario della nuova cittadinanza e sulla cybersecurity come fattore primario di sviluppo del Paese.

Più in generale: qual è è la lezione della pandemia sul fronte del trattamento dei dati? – Quella di cercare sempre, dietro pretesi antagonismi, una sinergia virtuosa tra tecnica, libertà individuali ed esigenze collettive primarie, quale appunto la sanità pubblica.

Andiamo verso un mondo nel quale, per poter riprendere a vivere in sicurezza, dovremo accettare tecnologie più invasive che salvaguardano la collettività a scapito dell’individuo? – Credo che dovremo elaborare tecnologie capaci di coniugare libertà individuali ed esigenze pubblicistiche, mettendo la tecnica al servizio dell’umanità. E’ questa la vera sfida, che dobbiamo accettare e vincere.

India, New Delhi senza ossigeno: corpi cremati nelle strade, aiuti dai nemici


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_aprile_26/10-esteri-documentokcorriere-web-sezioni-fd1e8af4-a6cb-11eb-b37e-07dee681b819.shtml

Altri 350 mila nuovi casi e 2.800 vittime in una giornata. Dopo Europa e Stati Uniti anche il Pakistan offre assistenza. Il governo: indossate la mascherina anche in casa

Chi ci riesce, la sera si addormenta con la morte negli occhi a New Delhi e dintorni. Centinaia di pire di legno accatastate bruciano, del tutto illegali, lungo le rive della Yamuna che attraversa la città. «È il nostro Olocausto» denuncia la commentatrice Rini Khanna, nel Paese dove si registrano oltre 2.800 morti al giorno. Circolano immagini di parenti svenuti o con le mani sul viso, straziati. Tanti ormai non escono nemmeno più di casa in cerca di soccorso, sanno che nessuno li aiuterà: negli ospedali i letti sono esauriti da giorni. Soprattutto manca l’ossigeno: respirare è diventato un lusso, si muore soffocati.

Fuori controllo – Dopo cinque giorni di fila con 350 mila nuovi casi al giorno il malandato sistema sanitario indiano è al collasso. Per arginare una pandemia ormai fuori controllo ieri il governo ha suggerito di indossare la mascherina anche in casa. E pensare che fino a qualche settimana fa molti leader politici non la mettevano nemmeno nei loro comizi oceanici.

Al fronte – La confusione è tale che persino molte persone abbienti non riescono a ottenere medicine per i propri cari. Alcuni hanno «sospeso» la propria vita per dare una mano. Come la fotografa Debahuti Chowdhury che a Varanasi sta lavorando come volontaria in un ospedale. «Mi sento al fronte — dice — stiamo assistendo a un incubo senza fine». Sempre nella città sacra indù, Shivam Sareen che faceva la guida turistica ora coordina gli aiuti e chiede sostegno agli amici all’estero.

Critiche e censura – Appelli per medicinali e ossigeno affollano i social, invasi anche da video strazianti di malati boccheggianti sdraiati per strada. Ieri il premier Modi, sott’attacco per la gestione della pandemia, ha ordinato ai social media di oscurare i post critici, definendoli tentativi di creare il panico. Alla sofferenza diffusa si sono aggiunte rabbia e indignazione. «Per lui è più facile far rimuovere i tweet che assicurare rifornimenti di ossigeno» polemizza Aftab Alam, professore di scienze politiche all’università di Delhi.

I treni dell’ossigeno – Tra le cose che vengono rimproverate al governo, il fatto di aver promosso pellegrinaggi e manifestazioni elettorali di massa, i ritardi nella campagna vaccinale, e soprattutto di aver negato la crisi fino all’ultimo e non aver quindi pianificato una risposta tempestiva e coordinata. Soltanto ieri le ferrovie indiane hanno lanciato gli Oxygen Express, per consegnare i cilindri con l’ossigeno agli ospedali. L’India è senza fiato e il premier nazionalista indù ha chiesto aiuto «fuori». Dopo la mano tesa della presidente della Commissione Ue von der Leyen e della cancelliera Merkel, ieri è arrivata la telefonata del presidente Joe Biden. E persino l’arcinemico Pakistan si è fatto avanti.

Covid, a Nuova Delhi sepolture di massa e cremazioni improvvisate: le immagini dal drone

Ibrahimovic e la società di scommesse, l’Uefa apre un’indagine disciplinare


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_aprile_26/ibrahimovic-societa-scommesse-l-uefa-apre-un-indagine-disciplinare-ae20f212-a6ac-11eb-b37e-07dee681b819.shtml

L’accusa era stata lanciata dai giornali svedesi: Uefa e Fifa non consentono ai giocatori di avere interessi finanziari in aziende di questo genere. Rischia una multa o una sospensione

Fresco di rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2022, adesso Zlatan Ibrahimovic trema. L’Uefa ha, infatti, aperto un’indagine disciplinare sull’attaccante svedese: «In conformità con l’Articolo 31 (4) del Regolamento Disciplinare Uefa (DR), un Ispettore Etico è stato nominato oggi per condurre un’indagine su una potenziale violazione del Regolamento Uefa da parte di Zlatan Ibrahimovic per aver un presunto interesse finanziario in una società di scommesse», si legge su comunicato della massima competizione continentale. Per concludere: «Ulteriori informazioni su questo argomento saranno rese disponibili a tempo debito».

Lo scossone per l’attaccante rossonero era arrivato dalla SveziaIl quotidiano Aftonbladet aveva riportato una presunta violazione, da parte di Ibra, del codice etico Fifa e Uefa in quanto co-proprietario del marchio di scommesse sportive Bethard.com, con sede a Malta. In sostanza, i due massimi organi calcistici non consentono ai giocatori che partecipano alle loro competizioni di avere interessi finanziari nelle aziende di questo genere. Che Ibrahimovic possieda ancora quote di Bethard sarebbe stato confermato al giornale svedese dall’amministratore delegato dell’azienda, Erik Skarp. Da ulteriori verifiche emergerebbe che la società Unknown AB di Zlatan deterrebbe circa il 10% delle azioni di Gameday Group PLC, che a sua volta è l’unico azionista di Bethard. Le possibili sanzioni, nel caso fosse confermato l’illecito, vanno da una multa di circa 100mila euro fino all’eventuale sospensione da tutte le attività legate al calcio per un massimo di tre anni.

Hacker usano Telegram per distribuire virus, 130 attacchi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2021/04/22/hacker-usano-telegram-per-distribuire-virus-130-attacchi_3919dba0-5854-41b2-a9cb-e79cb16b8cb1.html

Gli hacker utilizzano sempre di più Telegram, l’app di messaggistica con oltre 500 milioni di utenti attivi nel mondo, per distribuire virus informatici malevoli.

Sono stati rintracciati oltre 130 attacchi informatici negli ultimi tre mesi. E’ l’allarme lanciato dai ricercatori di Check Point Software Technologies, gli aggressori hanno continuato in questo periodo a diffondere malware negli allegati e-mail, con conseguente controllo del file, perdite di dati e installazioni di ransomware ai destinatari.

Gli attacchi degli ultimi mesi – spiegano i ricercatori – hanno usato un trojan ad accesso remoto (rat) soprannominato ToxicEye, “fornisce il pieno controllo remoto del sistema e comunica con il server dell’hacker per sottrarre dati“.

Si diffonde tramite e-mail di phishing contenenti un file dannoso. Dopo l’apertura dell’allegato, ToxicEye si installa sul pc della vittima e inizia ad agire senza che questa se ne accorga.

I criminali informatici vedono Telegram come parte integrante dei loro attacchi a causa di una serie di vantaggi operativi – spiegano i ricercatori – non è bloccato dai motori antivirus aziendali, né dagli strumenti di gestione della rete. Gli aggressori possono rimanere anonimi poiché il processo di registrazione richiede solo un numero di cellulare ed è disponibile in tutte le località del mondo“.

Esortiamo vivamente le organizzazioni e gli utenti di Telegram a essere consapevoli delle e-mail dannose e ad essere più cauti con le e-mail che hanno per oggetto il loro nome utente e quelle con un linguaggio poco scorrevole – concludono – Dato che Telegram può essere utilizzato per distribuire file dannosi o come canale di comando e controllo per malware controllato da remoto, ci aspettiamo che ulteriori strumenti che sfruttano questa piattaforma continuino a essere sviluppati in futuro“. (ANSA).

Covid. Trovato l’anticorpo che ci protegge dal virus e dalle sue varianti


articolo: https://www.repubblica.it/salute/2021/04/26/news/trovato_l_anticorpo_che_ci_protegge_dal_covid_e_dalle_sue_varianti-297456295/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S7-T1

Lo studio europeo, pubblicato su Nature. Baldanti: “La nostra scoperta potrebbe salvare molte vite” 

Un “super-anticorpo monoclonale, nato in laboratorio, in grado di prevenire e trattare i casi Covid. La scoperta è frutto di uno studio pubblicato su Nature condotto da un team di ricercatori europei, per l’Italia il San Matteo di Pavia. La notizia è stata subito rilanciata dalla Commissione Europea, finanziatrice del progetto di ricerca che, attraverso il commento di Mariya Gabriel, commissaria per l’istruzione, gioventù, sport e cultura della Comunità Europea, ha espresso soddisfazione per il risultato: “Grazie al lavoro dei ricercatori finanziati dall’UE, questa nuova scoperta potrebbe prevenire e trattare i casi di Covid-19, salvando delle vite.

L’anticorpo “bispecifico”La peculiarità di questo anticorpo monoclonale consiste nel riconoscimento contemporaneo di due diversi antigeni del virus, e per questo si chiama anticorpo bispecifico. I ricercatori hanno unito due anticorpi naturali in una singola molecola artificiale, e test preclinici hanno dimostrato che protegge dalle varianti di SARS-CoV-2, compresa quella inglese. A differenza degli anticorpi che riconoscono un singolo antigene, il doppio legame di quelli bispecifici riduce sensibilmente la selezione di varianti resistenti. Perchè hanno una efficacia elevata, ma anche caratteristiche che lo rendono un ottimo candidato per la sperimentazione clinica, con buone possibilità di utilizzo sia nella prevenzione della malattia sia nella cura di pazienti.

«L’anticorpo è stato sviluppato nell’ambito dell’attività del progetto di ricerca ATAC (Antibody Therapy AgainstCoronavirus), finanziato dall’European Research Council (ERC)– spiega Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del San Matteo –. Fanno parte del consorzio di ricerca, oltre al policlinico di Pavia, anche il Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia, l’Istituto di Ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona (Svizzera), l’Università di Braunschweig (Germania) e il Joint Research Center (JCR) della Commissione Europea. Ha collaborato pure la Rockfeller University di New York».
Il progetto di ricerca si proponeva di sviluppare un’immunoterapia contro il Covid-19 sfruttando tre diversi approcci per massimizzare le possibilità di successo e sfruttarne i vantaggi.

L’obiettivo del progetto. «Il primo riguardava la “immunoterapia con plasma iperimmune”, sviluppato principalmente a Pavia – prosegue Baldanti –. Il secondo approccio, “immunoterapia con gamma-globuline”, è stato seguito dal Karolinka Institutet di Stoccolma. La terza fase, ossia “immunoterapia mediante anticorpi monoclonali”, è stata sviluppata dalla Technische Universität Braunschweig, e dall’IRB di Bellinzona. Fase che ha avuto successo nel generare anticorpi monoclonali umani altamente reattivi. Le caratteristiche biologiche e l’efficacia degli anticorpi monoclonali così prodotti sono state definite dal nostro gruppo di ricerca al San Matteo».
Oltre a Baldanti, al policlinico di Pavia hanno lavorato al progetto la dottoressa Elena Percivalle, il dottor Antonio Piralla, entrambi virologi, e la dottoranda Irene Cassaniti. Lo studio si può visualizzare all’indirizzo (
https://www.nature.com/articles/s41586-021-03461-y).

Covid, la chiave contro le varianti ‘nascosta’ nel sistema immunitario

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Pirlo, minacce di morte sui social al figlio: “Limite superato”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2021/04/26/news/pirlo_insulti_social-298179402/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S2-T1

La denuncia di Niccolò: “Ognuno ha il diritto di poter dire ciò che vuole, sono io il primo a farlo e non vorrei mai che qualcuno mi togliesse la libertà di parola. Ma credo che a tutto ci sia un limite e già da tempo questo limite è stato superato”


Devi morire insieme a tuo padre“. Il folle insulto è indirizzato a Niccolò Pirlo, 17 anni, figlio del tecnico della Juventus, “colpevole” di essere figlio dell’allenatore che sta ottenendo i peggiori risultati degli ultimi dieci anni per il club bianconero. L’insulto è arrivato direttamente sui social, sul profilo del giovane Pirlo, che si è sfogato sul proprio profilo dopo l’ingiustificato e ingiustificabile attacco: “Io non sono una persona che giudica, ognuno ha il diritto di poter dire ciò che vuole, sono io il primo a farlo e non vorrei mai che qualcuno mi togliesse la libertà di parola – ha scritto sul suo profilo Instagram -. I miei genitori mi hanno insegnato ad avere idee e soprattutto ascoltare quelle degli altri, ma credo che a tutto ci sia un limite e già da tempo questo limite è stato superato“.

Dopo il preambolo, Niccolò Pirlo racconta la disavventura, una delle tante, vissuta su Instagram: “Ho 17 anni e quotidianamente ricevo messaggi di questo genere – ha proseguito mostrando l’ultimo ricevuto in ordine di tempo -, non perché io faccia qualcosa in particolare, ma solo perché sono figlio di un allenatore che, probabilmente, come è giusto che sia, può non piacere. Questa sarebbe la mia “colpae la motivazione per la quale ogni giorni mi arrivano messaggi di augurata morte e insulti vari”.
Al condivisibile post sono arrivati i like, tra gli altri, di Baronio, vice di suo padre alla Juventus.

35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia


articolo: 35 anni fa il disastro di Chernobyl, la più grande catastrofe nucleare della storia – Corriere TV

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente ha ripercussioni ancora oggi – Ansa /CorriereTv

Poco dopo l’una del mattino del 26 aprile 1986 il reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, esplose. L’incidente sprigionò una potenza equivalente a 500 bombe atomiche, come quella sganciata su Hiroshima. La nube tossica causò la morte immediata di 31 persone e l’evacuazione di 400 mila persone dall’area, ma tutto il mondo fu terrorizzato. Negli anni la catastrofe ha causato migliaia di tumori, coinvolgendo circa 8,4 milioni di persone tra Ucraina, Bielorussia e Russia. Le cause dell’incidente, che l’Urss tentò di insabbiare, sono da attribuire a errori tecnici, cattiva gestione, problemi relativi all’impianto. A 35 anni di distanza le conseguenze di quella catastrofe restano. Il materiale radioattivo non è mai stato rimosso e le radiazioni, che continuano a disperdersi nell’ambiente, uccidono ancora oggi.

Chernobyl, 35 anni dopo il più grave disastro nucleare della storia: era il 26 aprile 1986
35 anni fa il disastro di Chernobyl

Covid, chiusi 12 supermercati in Italia: tracce di virus su pos e carrelli


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_26/covid-chiusi-12-supermercati-italia-tracce-virus-pos-carrelli-be0b0322-a664-11eb-b37e-07dee681b819.shtml?fbclid=IwAR2hNa-62k9ZpbY_9nM6wcEX8wTK72reeIHarBA3cwD05h6Q1hfFA8D3TF8

Alla prova l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione. Analizzati i negozi di diverse aziende della grande distribuzione, nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania

Tracce di coronavirus su carrelli e cestinitastiere per il pagamento bancomat e carte di credito (Pos), tasti delle bilance e dispositivi «salvatempo» impiegati dagli utenti per la lettura automatica dei prodotti acquistati. Diciotto tamponi positivi al Covid-19 sono stati trovati dal Nas dei carabinieri dopo le analisi in 981 supermercati italiani per accertare la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature per limitare il contagio.

Al fine di individuare l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione, sono stati eseguiti tamponi per la ricerca del Covid-19 sulle superfici ritenute di maggiore contatto, ottenendo 1.060 campioni con il supporto di tecnici prelevatori e dei laboratori di Asl, Arpa (Agenzie regionali di protezione ambiente), Izs (Istituti zooprofilattici sperimentali del ministero della Salute) e enti universitari. Gli esiti analitici hanno rilevato la positività alla presenza di materiale genetico del virus in 18 casi. I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività al Covid-19, appartenenti a diverse aziende della grande distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari.

A Roma, a seguito di una serie di ispezioni effettuate dal Nas presso supermercati afferenti la grande distribuzione della Capitale, integrati dall’esecuzione di 30 tamponi di superficie, il laboratorio Arpa Lazio ha rilevato 4 positività al Rna Sars-CoV-2. A Latina il Nas, insieme con il personale dell’Arpa Lazio, ha effettuato 31 tamponi su superficie di maggior contatto da parte degli avventori prelevati presso 8 supermercati delle province di Latina e Frosinone. L’esito degli esami di laboratorio ha rilevato la positività didue campioni al virus, prelevati in due diverse attività commerciali per i quali è stata inoltrata la segnalazione al Dipartimento di Prevenzione delle aziende Usl per le valutazioni epidemiologiche di competenza e l’imposizione di operazioni di sanificazione straordinaria.

A Viterbo è stato segnalato alla prefettura il legale responsabile di un discount della provincia per aver omesso l’osservanza del distanziamento interpersonale. Sono state contestate violazioni amministrative pari a 800 euro e la chiusura dell’esercizio commerciale per 5 giorni.

Covid: a Milano soldout la riapertura del cinema all’alba


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/26/news/covid_a_milano_soldout_la_riapertura_del_cinema_all_alba-298108449/

Cinema Beltade – Milano

Hanno dovuto mandare via alcune persone perché hanno venduto tutti i biglietti disponibili al cinema Beltrade di Milano, che festeggia la riapertura con una minimaratona che inizia stamattina all’alba, ovvero alle 6 con la proiezione di ‘Caro diario‘ di Nanni Moretti. Sono arrivati in bici, in moto, in auto non in metro perché la metropolitana non ha ancora aperto. Gente come Federica, bancaria che è venuta prima di andare a lavorare. Appassionati come Andrea, che abita a Magenta, nel Milanese, è che per essere in fila stamattina si è fatto ospitare da amici per la notte.

Sono qua per festeggiare il ritorno in giallo- racconta – Ero stanco di vedere film su Netflix. “Siamo qua per festeggiare la riapertura – dicono anche Maria Grazia e William – Avevamo scoperto questo cinema poco prima della pandemia“. “Sì, è tutto esaurito per la proiezione dell’alba – spiega Monica Naldi, una delle responsabili -. Abbiamo 70 posti, 90 con i congiunti. Avevamo promesso che avremmo aperto prima possibile. Da qui la battuta sull’alba perché siamo matti e un po’ è matto anche il nostro pubblico“. “Non ci aspettavamo di dover chiudere di nuovo – aggiunge – per cui è stata molto dura. C’è preoccupazione per il futuro a vedremo“. Intanto “abbiamo lavorato con altri cinema indipendenti e costruito la piattaforma 1985.cloud“.

https://www.facebook.com/cinemabeltrade/

Poche scorte di AstraZeneca, stop alle prime dosi: la Lombardia ora vaccina i sessantenni solo con Pfizer e Moderna


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/25/news/nuovi_centri_vaccini_scintille_hangar_bicocca_milano_lombardia-298022004/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S8-T1

In attesa dei rifornimenti una direttiva della direzione Welfare della Regione ordina a ospedali e Asst di usare gli altri vaccini. Oggi inaugurato il maxi-hub del Palazzo delle Scintille, domani tocca al Pirelli HangarBicolla: la campagna accelera

Poche scorte di AstraZeneca, in Lombardia si torna a vaccinare anche i sessantenni con Pfizer. Fino a quando non arriveranno i rifornimenti del siero brevettato ad Oxford, la Regione ha dato ordine con una direttiva della direzione Welfare ad ospedali e Asst di usare il vaccino americano oppure Moderna, visto che nei maxi frigo degli hub ce ne sono ancora circa 400 mila dosi e altre sono in arrivo domani. Mentre per AstraZeneca bisognerà attendere gli invii, sapendo che la società produttrice ha già annunciato ritardi. Al momento il 71 per cento delle vaccinazioni viene fatto con Pfizer, il 22 per cento con AstraZeneca e il 7 con Moderna.

Intanto, con le prime duemila vaccinazioni di cittadini fragili è entrato ufficialmente in funzione l’hub vaccinale del Palazzo delle Scintille, in piazza VI Febbraio. Qui stamattina è arrivata la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti per a visitare la nuova struttura messa a disposizone da Fondazione Fiera, dove operano fianco a fianco medici, infermieri e operatori del Policlinico e dell’Asst Santi e Paolo. Il centro, in grado di ospitare 72 linee vaccinali per 10mila inoculazioni al giorno, è stato uno dei luoghi simbolo della rinascita di Milano nel dopoguerra e del ritorno alla vita sociale e alla grande cultura avendo ospitato nel 1946 la stagione operistica e del balletto del Teatro della Scala. “Nella giornata del 25 aprile – ha commentato Moratti -, anniversario della Liberazione e momento di festa e punto di partenza per la nascita di una democrazia compiuta, l’inaugurazione dell’hub vaccinale a Palazzo delle Scintille segna simbolicamente il momento della ritrovata speranza di liberazione dal virus e ricostruzione della vita economica, sociale e culturale di Milano, della Lombardia e dell’Italia, così come fu 76 anni fa per la generazione che ricostruì il Paese dopo il conflitto mondiale”.L’INTERVISTA

Intanto sono state raggiunte le 72mila vaccinazioni al giorno, con l’obiettivo di arrivare in settimana a 100mila. La Lombardia guida ormai la classifica delle regioni dove si è vaccinato di più, con oltre 3,2 milioni di dosi somministrate, l’86% del totale di quelle consegnate. Le dosi fatte in Lombardia sono il doppio di quelle somministrate in Lazio, quasi il triplo di quelle usate in Emilia Romagna e in Veneto.

Finiti gli 80enni, ora si corre con i 70 enni (quasi mezzo milione di dosi già inoculate) e i 60 enni (273 mila in una settimana). Corrono anche le prenotazioni sul portale di Poste che ha già collezionato un milione e mezzo di adesioni alla campagna vaccinale che va ad entrare nel vivo.

Apre domani anche il Centro Vaccinale Hub di Regione Lombardia Pirelli HangarBicocca, gestito e organizzato dall’Asst Nord Milano quale capofila, anche con personale sanitario proveniente dalle Asst Niguarda e Pini-CTO. La struttura, all’interno della quale è collocata una delle più importanti opere di arte contemporanea al mondo – I Sette Palazzi Celesti realizzata dall’artista tedesco Anselm Kiefer Pirelli – “fino al 2 maggio avrà attive le prime 8 linee vaccinali – spiega Elisabetta Fabbrini, Direttore Generale dell’ASST Nord Milano – che garantiranno al centro una capacità di oltre 8.000 inoculazioni alla settimana. Dal 3 al 16 maggio è prevista la messa in funzione di ulteriori 6 linee vaccinali che ci consentiranno di arrivare a oltre 14 mila somministrazioni. Dal 17 maggio sarà possibile l’attivazione di tutte le 28 linee che, a regime, consentiranno di vaccinare 28 mila persone  a settimana”. 

Vaccini anti Covid in Lombardia, una linea riservata nei grandi hub per la campagna delle aziende

Carlo Signorelli (Cts lombardo): “Rinviamo i richiami per dare a tutti la prima dose del vaccino anti-Covid”

L’hub per il vaccino anti Covid a Milano: al Palazzo delle Scintille un’astronave tra totem e percorsi guidati

25 aprile – Festa della Liberazione


«Il difficile momento che stiamo vivendo limita le modalità di celebrazione ma desidero con uguale intensità, in questo 25 aprile, Festa della libertà di tutti gli italiani, ricordare il sacrificio di migliaia di connazionali che hanno lottato nelle fila della Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo italiano di liberazione, di quanti furono deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento e delle donne e degli uomini di ogni ceto ed estrazione che non hanno fatto mancare il loro sostegno, pagando spesso duramente la loro scelta». Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio alle associazioni combattentistiche e d’Arma in occasione del 76esimo anniversario della Liberazione. «Nell’onorare il ricordo di quanti sono stati protagonisti della conquista della libertà e della democrazia, rivolgo ai rappresentanti delle Forze Armate, delle Associazioni combattentistiche, d’Arma e partigiane, il saluto di tutti gli italiani, riconoscenti per l’instancabile opera volta a mantenere vivi gli ideali di abnegazione, spirito di sacrificio e democrazia simboleggiati dal tricolore. Viva la Liberazione, viva la Repubblica».«Ora più che mai – conclude il Capo dello Stato – è necessario rimanere uniti in uno sforzo congiunto che ci permetta di rendere sempre più forti e riaffermare i valori e gli ideali che sono alla base del nostro vivere civile, quel filo conduttore che, dal Risorgimento alla Resistenza, ha portato alla rinascita dell’Italia».

25 Aprile 2021: 76° anniversario della Resistenza e della Liberazione.- Al parco Pertini interventi celebrativi a cura del sindaco Simone Negri e della vicepresidente di Anpi Paola Ariis.

Che significato ha il 25 aprile oggi? Le risposte dei lettori

articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_25/25-aprile-liberazione-liberta-risposte-lettori-beee4946-a454-11eb-a7d3-6cda844bb148.shtml?fbclid=IwAR2EilslKUfABpJeT1Sd1q1imhTDuCjJc0t-sbBeWfKP4qzAqnNkCbtADl8

Per alcuni il 25 aprile è ricordare i racconti dei nonni che parteciparono alla Liberazione; per altri è il dono di un vaccino contro il Covid, per altri ancora è una data così importante da sceglierla per sposarsi

Ricorrono oggi i 76 anni da quando l’Italia, il 25 aprile 1945, è stata liberata dal nazifascismo. Ma il 25 aprile non è solo una data, una festa che cade una volta all’anno: la Liberazione è tutti i giorni. È un simbolo per ricordarci che la libertà è partecipazione, sacrificio e coraggio.

Chi lo ha vissuto racconta che il 25 aprile ha un significato preciso: è stato il primo giorno di una libertà, che non è liceità, ma responsabilità. Come raccontava Claudia Ruggerini, la partigiana «Marisa», che il 25 aprile 1945 partecipò alla liberazione del Corriere della Sera: «La libertà va coltivata con la coscienza, con la consapevolezza e con il riconoscere la libertà degli altri».

Questo è il secondo 25 aprile che trascorriamo in maniera diversa: il Covid impedisce di ritrovarsi insieme e festeggiare, vivere momenti di condivisione, abbracciarsi, come hanno fatto i nostri nonni e bisnonni quando hanno liberato l’Italia. Ma non dev’essere un motivo per non festeggiare: ora che siamo distanti fisicamente dobbiamo ricordarci della libertà collettiva che è stata conquistata 76 anni fa con tanto sacrificio e coraggio. Per questo abbiamo chiesto ai lettori di raccontarci cosa è per loro il 25 aprile oggi. continua a leggere

Giorgio Gaber – La libertà
Tosca – Bella ciao

Cagliari, uruguaiano Pereiro positivo al Covid


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/04/24/cagliari-uruguaiano-pereiro-positivo-al-covid_c2e47672-3c34-4c49-96c2-d6a0b0934190.html

Per il trequartista è la seconda volta in questa stagione

Gaston Pereiro

(ANSA) – Cagliari, 24 aprile 2021 –

Nuova tegola sul Cagliari alla vigilia della gara con la Roma: il trequartista uruguaiano Gaston Pereiro è risultato positivo al Covid. Per il sudamericano, che appena una settimana fa era stato tra i protagonisti della clamorosa rimonta contro il Parma, è la seconda volta nella stessa stagione: era risultato positivo lo scorso 29 novembre nella prima ondata che aveva coinvolto anche Godin, Simeone e Nandez.


Il giocatore sta bene, ma è in isolamento: oggi non si è allenato con in compagni. Tutti gli altri componenti del gruppo squadra sono risultati negativi e hanno iniziato l’isolamento fiduciario: il club ha avviato tutte le procedure del caso e resta in contatto con le autorità sanitarie.
Il Cagliari per la gara di domani, sempre a causa del Covid, deve fare a meno anche di Cragno: il portiere potrebbe ricevere il via libera per il ritorno in campo già dalla prossima settimana. (ANSA).