Forte dei Marmi, incendio devasta lo storico stabilimento balneare Gilda


articolo: https://video.corriere.it/cronaca/forte-marmi-incendio-devasta-storico-stabilimento-balneare-gilda/e18839dc-c068-11eb-b483-a79329df2c54

I vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme alte fino al soffitto

Ansa / CorriereTv

I vigili del fuoco sono intervenuti a Forte dei Marmi, in viale Italico, per un incendio divampato in uno storico stabilimento balneare, il Gilda . I danni sono ingenti, i pompieri non segnalano persone coinvolte e sul posto è presente anche personale dell’ufficio di polizia giudiziaria del comando di Lucca per gli accertamenti sulle cause del rogo. Fra le ipotesi quella di un corto circuito partito dalla zona del capannone. Il Gilda è tra gli stabilimenti più frequentati ed esclusivi del Forte, tra i cuoi clienti ci sarebbe anche Andrea Agnelli. E’ anche un ristorante molto conosciuto e di recente è stata una delle location scelte dalla produzione del film di Sky “Security”

INCENDIO DEVASTA UNO STABILIMENTO BALNEARE A FORTE DEI MARMI

Mugello, incidente in Moto3


Mugello, incidente in Moto3 per Dupasquier: è grave

articolo: https://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2021/05/29/news/mugello_incidente_grave_dupasquier-303334566/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S2-T1

Mugello, 29 maggio 2021

Drammatico incidente sulla pista del Mugello durante le qualifiche della Moto3: Jason Dupasquier, 19enne svizzero del team CarXspert PrustelGP, è caduto nell’ultimo giro delle Q2 e dopo un brutto volo è stato travolto dalle moto di altri due piloti che lo seguivano a poca distanza, il giapponese Ayumu Sasaki e lo spagnolo Jeremy Alcoba. Il ragazzo è stato immediatamente soccorso dall’équipe medica del motomondiale, guidata da Angel Charte: è rimasto per circa mezz’ora sull’asfalto assistito dai sanitari, prima di essere trasportato a bordo di un elicottero che qualche minuto più tardi ha raggiunto l’ospedale Careggi di Firenze. Le sue condizioni sono giudicate gravi.

Dupasquier ha perso il controllo della sua Ktm subito all’uscita cieca dell’Arrabbiata 2, la curva numero 9 del circuito toscano: era nel mezzo di un gruppo di piloti lanciati alla ricerca del miglior crono per la griglia della gara in programma domani. Il primo ad investirlo è stato Sasaki, ventenne del team Tech3, poi il giovane è stato toccato anche dalla moto di Alcoba, che corre per Kommerling Gresini. “Stavamo prendendo velocità, quarta marcia, quello è un punto cieco: all’ultimo ho intravisto davanti a me Gabriel (Rodrigo) che rallentava improvvisamente, ho scartato sulla destra per evitarle di andargli contro e mi sono trovato Jason davanti: credo di averlo colpito alle gambe”, ha raccontato Jeremy ai microfoni di Sky. Alcoba e Sasaki, finiti a loro volta sull’asfalto, si sono rialzati senza apparenti conseguenze. “Rispetto ai miei tempi le condizioni di sicurezza sono molto migliorate rispetto ai miei tempi. Ma spero che quel ragazzo riesca a cavarsela. E’ un momento di grande tristezza”, ha commentato Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo, presente nel paddock del Mugello. Dopo una lunga attesa, intorno alle 14 con la pista di nuovo libera è cominciata la quarta sessione di prove libere della MotoGp.

Devastante incendio distrugge la palestra Fit Boutique, ancora non si esclude matrice dolosa


articolo: https://giornaledeinavigli.it/cronaca/devastante-incendio-distrugge-la-palestra-fit-boutique-ancora-non-si-esclude-matrice-dolosa/?fbclid=IwAR3OPAkTD4rAjU3HsGJIdG-yRhFcs1MkNPOegK0-Q1HM0qKKJGY_o–HjDw

CRONACA Buccinasco, 29 Maggio 2021 ore 08:53

Devastante incendio distrugge la palestra Fit Boutique, ancora non si esclude matrice dolosa.

Devastante incendio distrugge la palestra Fit Boutique, ancora non si esclude matrice dolosa

CRONACA Buccinasco, 29 Maggio 2021 ore 08:53

Completamente distrutto, non si è salvato nulla nel devastante rogo che ha avvolto Fit Boutique, un centro nato da pochi mesi che si occupa di attività fisica e benessere. La proprietaria, una ragazza giovane, ha visto con i suoi occhi bruciare il suo sogno, realizzato con tanti sacrifici condivisi con la famiglia.

Cinque i mezzi dei vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto per sedare il violento incendio, insieme a un’ambulanza, a supporto dei pompieri e per soccorrere la ragazza proprietaria che si è sentita male rendendosi conto che tutto quello che aveva costruito era andato distrutto.

Non si esclude nessuna ipotesi – Sul posto anche gli agenti della polizia locale e i carabinieri che, in sinergia con i vigili del fuoco, hanno iniziato subito a effettuare tutti i rilievi per cercare di ricostruire l’esatta dinamica. Per ora, non si esclude nessuna pista, un corto circuito o la matrice dolosa. Saranno le approfondite indagini, attraverso testimonianze e video catturati dalle telecamere della zona, a cercare di chiarire ogni dubbio.

SCUDETTO E RINNOVO: BASTONI NERAZZURRO FINO AL 2024


Alessandro Bastoni

https://www.inter.it/it/news/2021/05/28/rinnovo-contratto-bastoni-inter.html

L’INTER E BASTONI INSIEME FINO AL 2024

Ufficiale il prolungamento di contratto del difensore nerazzurro fino al 30 giugno 2024

28/05/2021

MILANO – FC Internazionale Milano comunica di aver raggiunto un accordo per il prolungamento di contratto del giocatore Alessandro Bastoni: il difensore classe 1999 sarà nerazzurro fino al 30 giugno 2024.

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https://www.inter.it/it/news/2021/05/28/alessandro-bastoni-carriera-inter.html

SCUDETTO E RINNOVO: BASTONI NERAZZURRO FINO AL 2024

Il difensore classe 1999, ha prolungato il suo contratto con l’Inter per altre tre stagioni

28/05/2021

MILANO – Pochi giorni dopo aver alzato al cielo il suo primo trofeo con la maglia nerazzurra, Alessandro Bastoni è pronto a scrivere nuovi importanti capitoli: da oggi, infatti, è ufficiale il prolungamento del suo contratto con il Club fino al 30 giugno 2024. 

Acquistato dall’Inter nell’estate del 2017, Bastoni ha fatto il suo esordio in nerazzurro il 28 settembre 2019, un debutto da titolare nel successo contro la Sampdoria, dimostrando da subito tutte le sue qualità.

È stato emozionante, aspettavo questo giorno da tanto

Da quella partita ha collezionato 33 presenze nella stagione 2019/20 diventando uno dei perni della difesa nerazzurra, segnando anche 2 gol, nelle trasferte contro Lecce e Parma, il secondo festeggiato anche ai microfoni di Inter TV:

Ho sempre detto che sono interista, per me essere qui è un sogno. Voglio il bene dell’Inter e della squadra. Spero di restare qui a lungo”.

Forza fisica, tecnica, visione di gioco, precisione e sicurezza negli interventi le qualità che gli hanno permesso di riconfermarsi nella stagione dello Scudetto numero 19 della storia del Club, conquistato da protagonista e titolare nella difesa meno battuta della Serie A. 33 le presenze in campionato (41 quelle totali) e 3 assist serviti, compreso il lancio incredibile di oltre 60 metri per il gol di Barella nel 2-0 contro la Juventus.

La stagione della conquista dello Scudetto è anche quella del suo esordio in Nazionale: l’11 novembre 2020, a 21 anni, il debutto da titolare nella partita amichevole vinta 4-0 contro l’Estonia e qualche giorno dopo nella prima gara ufficiale, la vittoria contro la Polonia, dove ha confermato tutte le sue qualità anche in azzurro.

L’addio a Carla Fracci: la camera ardente alla Scala di Milano


articolo & Video: https://www.facebook.com/corrieredellasera/videos/432459984588809

L’addio a Carla Fracci: la camera ardente alla Scala di Milano

Roma, i sindacati scendono in piazza: “Basta morti sul lavoro”


video: Roma, i sindacati scendono in piazza: “Basta morti sul lavoro” – la Repubblica

Cgil, Cisl e Uil davanti a piazza Montecitorio per protestare contro le morti sul lavoro e per richiedere una strategia nazionale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I sindacati chiedono un incontro ai gruppi parlamentari e l’avvio di un serio confronto con il Governo. Al presidio parteciperanno i Segretari Generali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri e prenderanno la parola alcuni delegati in rappresentanza dei lavoratori coinvolti nelle aziende colpite gravemente dalla crisi.

Sindacati, nuovo scontro con il governo. Landini: “Non siamo disposti a subire i licenziamenti”

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2021/05/28/news/sindacati_licenziamenti-303156316/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S1-T1

La manifestazione a Montecitorio delle organizzazioni dei lavoratori. Sbarra: “Faremo pressione su forze politiche, governo rilanci investimenti”

Maurizio Landini – segratario generale CGIL

Milano, 28 Maggio 2021 

Resta alta la tensione tra sindacati e governo. Sul blocco dei licenziamenti “la partita non è chiusa, al governo abbiamo chiesto che si possa riaprire un confronto“, ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione in piazza Montecitorio  delle organizzazioni dei lavorati. “Anche a Confindustria diciamo che per noi il primo luglio non può essere il giorno in cui partono i licenziamenti. Se dovessero non cambiare la norma, diciamo che non siamo disposti ad accettare passivamente, a subire i licenziamenti“, ha aggiunto. Inoltre “nei prossimi giorni incontreremo tutti i gruppi parlamentari, perché oggi è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Le chiacchiere sono finite”.

Il sindacato proseguirà la mobilitazione per la proroga del blocco dei licenziamenti e farà pressione sulle forze politiche affinchè si arrivi alla modifica del decreto Sostegni bis, ha detto invece il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “Il governo si è riservato di costruire delle risposte, noi abbiamo anticipato la necessità di tornare su questo tema e annunciato di aver chiesto incontri ai segretari di tutti i partiti e a tutti gruppi parlamentari“, ha spiegato.

La nostra iniziativa – ha proseguito il leader Cisl – continua nei luoghi di lavoro e nei territori per realizzare un obiettivo che consideriamo alla nostra portata: rifinanziare la cassa Covid e prolungare l’uscita dal blocco almeno fino ad ottobre. Non possiamo accettare ulteriori perdite di posti di lavoro che andrebbero ad aggiungersi al milione di disoccupati già registrato nell’ultimo anno“. “Chiediamo – ha concluso – una modifica al decreto Sostegni bis chidiamo al governo di tornare sui propri passi: eserciteremo una forte pressione sui gruppi parlamentare per cambiare la norma“. “Spieghiamo al presidente Fico la ragioni delle protesta, indicheremo le nostre priorità, la necessità di dare spinta alla ripartenza degli investimenti. Il governo deve misurarsi con la sfida del rilancio degli investimenti non dei licenziamenti“, ha detto ancora Sbarra.

Sentenza sullo stupro alla Fortezza, Strasburgo condanna l’Italia per pregiudizi sulle donne


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/05/27/sentenza-sullo-stupro-alla-fortezza-strasburgo-condanna-litalia-per-pregiudizi-sulle-donne_8de5834e-5775-4f61-8777-9afb8a858e3e.html

Erano stati assolti 7 imputati accusati di stupro di gruppo nel 2008. L’avvocato della ragazza: ‘Soddisfatta, è stato riconosciuto come sia stata calpestata la sua dignità’

La Corte europea dei diritti umanha condannato l’Italia per aver violato i diritti di una “presunta vittima di stupro con una sentenza che contiene “dei passaggi che non hanno rispettato la sua vita privata e intima“, “dei commenti ingiustificati” e un linguaggio e argomenti che veicolano i pregiudizi sul ruolo delle donne che esistono nella società italiana“. E’ quanto si legge nella documentazione diffusa oggi dalla Corte che ha sede a Strasburgo.

Il caso riguarda una sentenza della Corte d’appello di Firenze del 2015 che assolse 7 imputati accusati di uno stupro di gruppo avvenuto nella Fortezza da Basso nel 2008.

A ricorrere alla Corte di Strasburgo è stata la presunta vittima della violenza. Nel suo ricorso non ha chiesto alla Corte di Strasburgo di esprimersi sull’assoluzione degli imputati, ma sul contenuto della sentenza, che secondo lei ha violato la sua vita privata e l’ha discriminata. Oggi la Corte di Strasburgo le ha dato ragione accordandole un risarcimento per danni morali di 12 mila euro. 

Sono soddisfatta che la Corte europea dei diritti umani abbia riconosciuto che la dignità della ricorrente è stata calpestata dall’autorità giudiziaria“. Così all’ANSA l’avvocato Titti Carrano, che ha rappresentato la ‘presunta’ vittima dello stupro di gruppo della Fortezza da Basso. “La sentenza della Corte d’appello di Firenze – ha poi aggiunto – ha riproposto stereotipi di genere, minimizzando cosi la violenza, e ha rivittimizzato la ricorrente, usando anche un linguaggio colpevolizzante. Purtroppo, questo non è l’unico caso in cui la non credibilità della donna si basa sulla vivisezione della sua vita personale, sessuale. Questo succede spesso nei tribunali civili e penali italiani“. “Per questo mi auguro che il governo italiano accetti questa sentenza della Cedu e non ricorra in Grande Camera ma intervenga affinché ci sia una formazione obbligatoria dei professionisti della giustizia per evitare che si riproducano stereotipi sessisti nelle sentenze“, ha detto ancora Carrano. 

Manifestazione di protesta a Firenze alla Fortezza da Basso contro la sentenza sul caso di stupro di una ragazza. Firenze, 29 luglio 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

Brescia, dall’inchiesta sui fanghi tossici


Brescia, dall’inchiesta sui fanghi tossici nei campi le intercettazioni shock: “Quel mais lo mangiano i bambini”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/27/news/inquinamento_brescia_intercettazioni_choc-302975969/

Le parole sono di Antonio Carucci responsabile commerciale della Wte. Sotto sequestro sono finiti gli impianti a Calcinato, Calvisano e Quinzano della società bresciana i cui vertici sono indagati

27 Maggio 2021

Brescia, Dall’inchiesta Sui Fanghi Tossici

Sapevano che stavano lavorando contro le regole, ma non si sono fermati se non quando la loro azienda è stata perquisita due estati fa. E la consapevolezza di quanto stavano facendo emerge da alcune intercettazioni inquietanti. Come quella del 31 maggio 2019. “Io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuto sui fanghi“, dice Antonio Carucci. È il geologo di origine milanese addetto alle vendite della Wte srl, azienda bresciana, presieduta da Giuseppe Giustacchini, da anni nel mirino di ambientalisti e residenti e ora al centro di un’inchiesta della Procura bresciana che contesta la vendita di 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti spacciati per fertilizzanti e smaltiti su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Parlando con una collega che gli dice che quello che stanno facendo “è per il bene dell’azienda”, Carucci risponde: “Siamo talmente aziendalisti da non avere più pudore“. Sotto sequestro sono finiti gli impianti a Calcinato, Calvisano e Quinzano della Wte i cui vertici sono indagati. Quindici complessivamente i coinvolti. Sei di loro hanno evitato l’arresto in carcere e altri due i domiciliari come avrebbe voluto la Procura bresciana che si è invece vista rigettare la richiesta da parte del gip che non ha ravvisato la necessità di applicare misure cautelari perché da agosto 2019 l’attività di traffico illecito di rifiuti della azienda bresciana di sarebbe fermata, o quantomeno rallentata, dopo una prima perquisizione dei carabinieri forestali.

Dalle tabelle emergono dati impressionanti” scrive il gip nella sua ordinanza che ha portato al sequestro degli impianti. “Nei campioni dei gessi in uscita dall’azienda e in spargimento le sostanze inquinanti (fluoruri, solfati, cloruri, nichel, rame, selenio, arsenico, idrocarburi, zinco, fenolo, metilfenolo e altri) erano decine, se non addirittura centinaia di volte superiori ai parametri di legge“.

Tra gli indagati, con l’accusa di traffico di consulenze illecite, figura anche Luigi Mille, direttore generale dell’Aipo, autorità interregionale per il fiume Po, che, si legge nell’ordinanza, sfruttando relazioni esistenti con il sindaco del Comune di Calvisano e relazioni esistenti o comunque asserite con altri pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio e in particolare il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, Fabio Carella, direttore generale di Arpa Lombardia e Guido Guidesi, assessore regionale lombardo allo Sviluppo Economico, (nessuno di loro è indagato) “indebitamente – scrive il gip – si faceva dare e promettere da Giuseppe Giustacchini denaro, vantaggi patrimoniali ed altre utilità quali il prezzo della propria mediazione illecita verso i suddetti pubblici ufficiali, finalizzata a favorire le attività imprenditoriali condotte da Giustacchini quale titolare della Wte srl“.

Confidiamo che chi ha commesso questa azione criminale contro l’ambiente, l’ecosistema e la salute dei cittadini paghi in modo ‘esemplare’: ed applicare quel sano principio ‘Chi inquina paga‘”, spiega il coordinamento provinciale dei Verdi di Brescia che aggiunge: “laddove si dovessero riscontrare profili penali che hanno rischiato di compromettere la salute dei cittadini, la Federazione dei Verdi-Europa Verde Brescia è pronta a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario”.

Il Venezia torna in Serie A….


Il Venezia torna in Serie A dopo 19 anni: impresa in 10, con il Cittadella finisce 1-1. Eplode la festa in città

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/05/27/news/venezia_cittadella_ritorno_finale-303107417/

Venezia-Cittadella 1-1: un gol di Bocalon manda la squadra di Zanetti in Serie A

La squadra di Zanetti promossa nonostante l’inferiorità numerica dal 35′. Vantaggio ospite con Proia al 26′ del primo tempo, pari di Bocalon al 93′. Zanetti: “Dedicata ai tifosi”

È il Venezia la terza squadra promossa nel massimo campionato. L’ultimo atteso verdetto della Serie B è arrivato al termine della finale play-off, che ha visto nella gara di ritorno la formazione lagunare festeggiare l’approdo alla serie A grazie al pareggio interno per 1-1, allo stadio Penzo, con il Cittadella (match disputato a porte chiuse) sconfitto per 1-0 a domicilio all’andata nel derby veneto con la rete di Di Mariano. La squadra guidata da Zanetti, che torna nella massima serie a distanza di 19 anni, va dunque a fare compagnia ad Empoli e Salernitana così da comporre la definitiva griglia dei club partecipanti alla Serie A 2021-2022. Gli arancioneroverdi soffrono in inferiorità numerica per più di un’ora (espulso al 36′ Mazzocchi), ma i granata, in vantaggio con Proia a metà prima frazione, non riescono ad approfittarne, e Maleh a tempo ormai scaduto trova le forze per strappare e servire Bocalon, che chiude la gara.

Seconda finale playoff amara per il Cittadella – Spinto e sostenuto da circa 200 tifosi all’esterno dell’impianto, il Venezia subisce gol al 26′ (a segno Proia su assist di Iori) e dieci minuti dopo resta in dieci uomini per l’ingenuità di Mazzocchi, ammonito due volte nel giro di un minuto da Orsato (a metà ripresa espulso per proteste dalla panchina Aramu). Nella seconda frazione di gioco la squadra di casa si trincera nella propria metà campo e prende le misure agli uomini di Venturato, che dal 60′ in poi faticano ad affacciarsi con pericolosità dalle parti di Maenpaa. L’assedio finale non basta ad un Cittadella che vede sfumare la Serie A in finale playoff per la seconda volta dopo la rimonta del 2019 dell’Hellas Verona. Anzi, nel finale c’è anche la rete della sicurezza: la firma è di Bocalon in contropiede e fa esplodere la festa. In campo e anche in città.

Zanetti: “Promozione dedicata ai tifosi” – “Non abbiamo fatto la nostra miglior partita, il Cittadella è stato aggressivo e noi abbiamo sentito la tensione. Dedico la promozione ai tifosi e a tutte le persone che ci seguono”. Queste le dichiarazioni a caldo del tecnico del Venezia, Paolo Zanetti, che ai microfoni di Rai Sport analizza una gara che si è complicata dopo l’espulsione di Mazzocchi nel primo tempo: “All’andata abbiamo conquistato la promozione. Oggi gli avversari hanno giocato un’ottima partita ma siamo stati bravi a rispondere colpo su colpo, per come si era messa la sfida“.

Gioia Bocalon: “Pochi possono capire cosa provo” – Al settimo cielo anche Riccardo Bocalon, autore del gol dell’1-1. “Sono nato a dieci minuti da qui, mia moglie è veneziana e in pochi possono capire questa cosa e il valore di questa promozione – sottolinea l’attaccante ai microfoni di Dazn -. Il gol? Ho cercato di colpire la palla nell’unico modo possibile. Ho lavorato tantissimo per tentare di conquistare un posto, così è stato e non è una frase fatta. Festeggiamenti? Decidono i tifosi“.

Venezia alla 24esima partecipazione in serie A – Il Venezia si prepara dunque alla 24esima partecipazione al massimo campionato della sua storia. Prosegue a gonfie vele il progetto del presidente statunitense Duncan Niederauer che ha vinto la scommessa con Paolo Zanetti. Una rivincita importante per il tecnico di Valdagno, reduce dall’esonero con l’Ascoli nella scorsa stagione e capace di rimettersi in gioco con una stagione trionfale: il quinto posto maturato nella stagione regolare, l’impresa in semifinale playoff contro il Lecce e la promozione al primo tentativo sulla panchina lagunare. Ora la Serie A, con il punto interrogativo legato proprio al futuro del tecnico, adocchiato anche da Udinese e Sampdoria. Uno dei punti fermi sarà Francesco Forte, un uomo da doppia cifra (15 reti) che a 28 anni inizia a sentire stretta la Serie B: dal ritorno dal Belgio, ha realizzato 32 reti in due stagioni tra Juve Stabia e Venezia. I lagunari ripartiranno da lui, a prescindere da Zanetti, per tentare un’altra impresa, stavolta in massima serie.

VENEZIA-CITTADELLA 1-1 (0-1)

VENEZIA (4-3-3): Maenpaa 6.5; Mazzocchi 4, Modolo 7, Ceccaroni 5.5, Molinaro 6.5; Crnigoj 5.5 (30′ st Cremonesi sv), Taugourdeau 5 (10′ st Fiordilino 6), Maleh 6; Aramu 6 (38′ pt Ferrarini 6), Forte 5.5 (30′ st Bocalon 7), Di Mariano 5.5 (st 10′ Johnsen 6). A disp. Pomini, Dezi, Felicioli, St. Clair, Bjarkason, Ricci, Esposito.
All.: Zanetti 7.
CITTADELLA (4-3-1-2): Kastrati 5; Ghiringhelli 6 (20’st Pavan 5.5), Perticone 6.5 (20’st Frare 5.5), Adorni 6.5, Donnarumma 6.5; Vita 6, Iori 6.5, Branca 7; Proia 6.5 (20’st Gargiulo 5); Tsadjout 6.5 (37’st Rosafio sv), Beretta 5.5 (33’st Ogunseye sv). A disp.: Maniero, Benedetti, Camigliano, D’Urso, Tavernelli, Mastrantonio, Cassandro. All.: Venturato 7.
ARBITRO: Orsato di Schio 6.
RETI: 26′ pt Proia (C ), 43′ st Bocalon (V).

ESPULSI: Mazzocchi al 36′ pt (doppia ammonizione). Al 25′ st espulso Aramu dalla panchina per proteste.
AMMONITI: Perticone, Ghiringhelli, Mazzocchi, Iori, Modolo, Forte, Bocalon.
ANGOLI: 8-1 per il Cittadella.
RECUPERO: pt 1′; st 4′.

Così la Serie A 2021-2022: Atalanta, Bologna, Cagliari, Empoli, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Salernitana, Sampdoria, Sassuolo, Spezia, Torino, Udinese, Venezia, Verona.

Green pass, così scaricheremo il certificato Eu Covid-19 su Immuni e sull’app IO


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_maggio_25/green-pass-immuni-io-b7a7349e-bd2d-11eb-b697-2f07a77e389d.shtml

Draghi ha confermato la disponibilità del certificato da metà giugno. Ecco cosa sappiamo finora

Il Green o Covid pass è un po’ come Mark Caltagirone: tutti ne parlano, nessuno lo ha visto. Per ora. Perché, a differenza del chiacchieratissimo e inesistente promesso sposo di Pamela Prati, il documento cartaceo e digitale per viaggiare e accedere a luoghi ed eventi sta per materializzarsi. Da metà giugno, secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Mario Draghi mercoledì.

Una precisazione, prima di tutto. Al momento in Italia ci sono tre documenti cartacei separati che possono essere presentati, laddove è richiesto o accettato: il documento che attesta l’inoculazione di almeno la prima dose del vaccino, il risultato negativo di un tampone (vincolante fin dalla prima ondata per entrare in svariati Paesi) e il referto della fine dell’infezione dal virus Sars-Cov-2.

Cos’è il Green o Covid pass e come funziona? È un’attestazione di almeno una delle condizioni appena citate (vaccino, tampone, guarigione) pensata per essere leggibile, e considerata valida anche a distanza, da enti e autorità nazionali diversi. In marzo Draghi aveva annunciato che una versione italiana sarebbe stata pronta prima di quella europea. Mercoledì la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha detto che a livello informatico l’Europa sarà in realtà già pronta il 1° giugno e che a metà giugno i Paesi membri potranno salire a bordo.

L’Italia, con la controllata del ministero dell’Economia Sogei e il ministero della Salute, sta lavorando alla sua piattaforma dalla quale transiteranno i dati: il pass è infatti la parte visibile e tangibile di un sistema sottostante molto più complesso che deve ricevere i dati su vaccini, tamponi e referti di avvenuta guarigione da tutte le fonti coinvolte e validarli.

La piattaforma è condizione necessaria e imprescindibile per la gestione centralizzata del pass, con cui in Italia si potrà entrare nelle Rsa o partecipare ai ricevimenti dei matrimoni, e l’interoperabilità con il progetto europeo, pensato per facilitare gli spostamenti tra un Paese all’altro dell’Ue durante i mesi estivi. Nei nostri confini il Certificato Eu Covid-19 — così è stato ribattezzato — sarà vincolato anche alla conversione in legge del decreto del 22 aprile e a una norma ad hoc, che dovranno sedare le preoccupazioni espresse dal Garante per la privacy sul trattamento dei dati (come e quali dati: tipo di vaccino? Data di vaccino o tampone? Durata della malattia?).

Come si potrà richiedere ed esibire? Se tutto procede come previsto e secondo quanto sappiamo finora, il certificato sarà disponibile in formato cartaceo o digitale, come Qr code. Martedì il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao — che sta supervisionando il tutto tramite il Dipartimento per la trasformazione digitale — ha chiarito che la versione digitale si potrà scaricare anche sulle applicazioni IO e Immuni (o salvare nel Wallet di Apple). L’alternativa alle app sarà un sito. Nel caso di IO — scaricata da 11 milioni di italiani — l’idea è che il cittadino debba fare poco e niente: visto che si è autenticato con Spid o con Carta d’identità elettronica, troverà il certificato nell’app dopo aver fatto vaccino, tampone o visita. Potrebbe addirittura non doverla aprire e limitarsi a salvare il Qr code sul dispositivo, come una normale immagine nella propria galleria, dopo aver ricevuto una notifica. Diverso il discorso per Immuni, 10 milioni e mezzo di download, e per il sito, che non sanno chi è la persona dall’altra parte dello schermo: a quanto risulta, l’utente potrà inserire uno dei codici che gli o le verranno inviati o consegnati (Otp, one time password, o Cun: dipende dal flusso, che può essere diverso nelle singole regioni) quando fa il vaccino-tampone-visita e il numero di tessera sanitaria. Immuni e il sito generano a questo punto il codice Qr che si può salvare su smartphone o e/o stampare, nel rispetto della privacy, assicurano fonti al lavoro sul progetto. Il Qr code andrà poi letto dalle forze dell’ordine, o chi per esse, con un’altra app. Sia IO sia Immuni andranno aggiornate a ridosso del debutto del certificato.

Simone Inzaghi nuovo allenatore Inter?


dal sito: https://www.sslazio.it/it/news/press-release-2/64415-nota-della-societa-9

Nota della Società

  27 Maggio 2021 COMUNICATI

Rispettiamo il ripensamento di un allenatore e, prima, di un giocatore che per lunghi anni ha legato il suo nome alla famiglia della Lazio e ai tanti successi biancocelesti.

c’è la nota della società Lazio aspetto la comunicazione della Società Inter

Simone Inzaghi sarà il successore di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter nella prossima stagione. Decisivo il rilancio dei dirigenti nerazzurri nella giornata di ieri. Oggi l’annuncio dell’ex allenatore della Lazio: firmerà un contratto biennale a 4 milioni di euro a stagione

28 maggio 2021

10:39 – Cosa succede oggi – E’ atteso in giornata l’annuncio di Simone Inzaghi come nuovo allenatore dell’Inter al posto di Antonio Conte. L’ex allenatore della Lazio dovrebbe firmare un contratto di 2 anni a circa 4 milioni a stagione

10:39 – Cosa è successo nelle ultime 24 ore Simone Inzaghi è passato dal rinnovo con la Lazio alla panchina dell’Inter in poco più di una notte. Due giorni fala cena col presidente biancoceleste Claudio Lotito sembrava aver sancito la prosecuzione del rapporto e invece, la mattina dopo, il colpo di scena

.10:39 – Il saluto di Inzaghi alla Lazio – “Con grande emozione voglio informarvi che il 30 giugno si concluderà la mia meravigliosa avventura con la Lazio“, le parole con le quali l’allenatore ha salutato i tifosi biancocelesti, ufficializzando la fine del suo rapporto. “Ringrazio la società – prosegue – il presidente, i giocatori e i tifosi che mi hanno accompagnato in questi splendidi 22 anni da giocatore e da allenatore. Abbiamo lottato e vinto insieme. Questi colori sono e resteranno per sempre nel mio cuore: il bianco e il celeste saranno per sempre parte della mia anima“.

10:38 – La nota della Lazio – Poco prima del saluto di Inzaghi era arrivata la nota della Lazio. Il fatto che Inzaghi non venga nemmeno nominato è singolare: “Rispettiamo il ripensamento di un allenatore e, prima, di un giocatore che per lunghi anni ha legato il suo nome alla famiglia della Lazio e ai tanti successi biancocelesti

10:38 – Lotito: “Deluso da Inzaghi. Io avevo già firmato il rinnovo” – Il presidente della Lazio ha commentato la decisione di Inzaghi a calciomercato.com: “Ha cambiato idea dalla sera alla mattina. Il contratto era pronto, io lo avevo già firmato. Inzaghi doveva solo raggiungere il segretario Calveri per sottoscriverlo a sua volta e invece non si è mai presentato. Sono rimasto deluso sul piano personale”. I due si sono sentiti e Lotito ha spiegato il contenuto del colloquio: “Mi ha detto che ci ha dormito sopra e che ha maturato questa convinzione. Siamo stati sette ore insieme, abbiamo trovato l’accordo. Ci siamo anche dati la mano. Mi ha raccontato che non aveva più stimoli, che non sarebbe stato in grado di dare la carica giusta ai giocatori. Quando una persona ti dice così, come fai a pensare di tenerlo? Certo, se me lo avesse detto la sera precedente non avrei fatto preparare l’accordo da firmare…“.

10:38 – Lazio, parte la ricerca dell’allenatore – Da oggi la Lazio si metterà alla ricerca del sostituto di Inzaghi. I primi nomi fatti da Gianluca Di Marzio, ieri a 23, l’approfondimento di Sky Sport 24, sono Mazzarri (ide del ds Tare) e Sinisa Mihajlovic, da sempre legato all’ambiente laziale. QUI PER L’APPROFONDIMENTO

10:37 – Allenatori svincolati, chi è libero in questo momento – Mai come quest’anno è stato il mercatod egli allenatori. Mezza Serie A ha già cambiato panchina, altri stano per farlo in queste ore. Ma chi sono gli allenatori sul mercato? Ecco 43 nomi, italiani e stranieri, a caccia di una panchina.

Simone Inzaghi

in attesa del comunicato della Società ci gustiamo:

I M INTER (YES I M), IL VIDEO UFFICIALE DELLA CANZONE DELLO SCUDETTO

Ha già scalato le classifiche e conquistato i tifosi: da oggi le note della canzone celebrativa del diciannovesimo tricolore sono accompagnate dalle immagini del video ufficiale

25/05/2021

MILANO – La colonna sonora di un momento speciale ha il privilegio di rimanere per sempre legata a degli attimi di gioia pura: I M INTER (YES I IM) è la canzone celebrativa del diciannovesimo tricolore, parole e note che hanno accompagnato la festa nerazzurra.

Il brano disponibile su Spotify, Apple Music, iTunes, YouTube, Tik Tok, Amazon Music e su tutte le altre piattaforme musicali, da oggi è accompagnato anche dal video ufficiale. Le immagini più emozionanti legate allo Scudetto nerazzurro, i festeggiamenti e le parole del testo per cantare tutti insieme, ancora più forte: I M Inter, Yes I M… siamo noi e siamo i Campioni d’Italia! 

ASCOLTA SUBITO I M INTER (YES I M)!

Qui il testo della canzone:

“Senza te non ci so stare

Di nerazzurro batte il cuore

Dal primo all’ultimo minuto

Canteremo all’infinito:

“Siamo noi, solo noi!”

Non siamo scesi mai all’inferno

Inter Milano il nostro orgoglio

Il tuo nome e la tua storia

Suona dentro la memoria

“Siamo noi, solo noi!”

Yes, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

Yes, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

Cambian le maglie dei campioni

Ma non cambiano i colori

Di un coro con la stessa voce

Gli occhi con la stessa luce

“Siamo noi, solo noi!”

I nostri cuori in mezzo al campo

Saranno sempre lì al tuo fianco

In ogni attacco e ogni difesa

In trasferta come in casa

“Siamo noi, sempre noi!”

Yes I M

Era la sera dеl 9 marzo 1908

Erano poco piu’ di 40

Oggi siamo milioni

“Sempre

E solo

Forza

Inter!”

Yеs, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

Yes, I M Inter

Yes, I M Inter, ohhh ohhh

La squadra di Milano siamo noi

Yes, I M

I’m one for all, I’m not for everyone

I M INTER (YES I M) | LA CANZONE DELLO SCUDETTO (OFFICIAL VIDEO)

Morta Carla Fracci, una vita in volo “ma con le radici ben piantate nella terra”


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2021/05/27/news/morta_carla_fracci-302891676/

La ballerina aveva 84 anni. Le origini popolari, lo studio tenace, il successo nei più grandi teatri del mondo. “Mi lamento perché sono polemica, ma la mia è stata una gran bella vita”

È vissuta volando ma di sé diceva orgogliosa: “Sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici“. E così, leggiadra e solida, dolce e tenace, se n’è andata un “monumento nazionale”, un mito del balletto, una delle più grandi artiste della danza internazionale. Carla Fracci è morta a Milano a 84 anni per un tumore che l’aveva colpita già da tempo e che aveva vissuto con coraggio e strettissimo riserbo. “Eterna fanciulla danzante“, la definiì il poeta Eugenio Montale. “You are wonderul” le confessò commosso Charlie Chaplin dopo averla vista.

Carla Fracci è stata davvero una artista unica, un misto di concretezza meneghina e leggerezza della poesia, una protagonista sia dell’esclusivo mondo del balletto classico che di quello pop della televisione e dei rotocalchi: un viaggio longevo e trionfale, il suo, delicatissima e struggente Giselle, toccante Giulietta, aerea Sylphide nei più grandi teatri del mondo, dalla Scala al Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet, il Royal Swedish Ballet, e dal 1967 artista ospite dell’American Ballet Theatre, con i più eccelsi partner come Erik BruhnRudolf NureyevMikhail BaryshnikovGheorghe IancuVladimir VasilievHenning Kronstam, gli italiani Amedeo AmodioPaolo Bortoluzzi, e coreografi come CrankoDell’AraRodriguesNureyev, ButlerBéjartTetley e molti altri.

Carla Fracci era nata il 20 agosto del 1936 a Milano. Amici di famiglia convincono i genitori a iscriverla alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala dopo averla vista muoversi nel salone del dopolavoro del papà tranviere. Carla ha 10 anni, è magra, esile, “all’inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell’impegno mentale e fisico. Io, poi, sognavo di fare la parrucchiera. Fu pensantissimo“, raccontava in una intervista sui suoi inizi. Ma il visino dolce, la leggerezza dei movimenti colpiscono le insegnanti, Vera Valkova, Edda Martignoni, Paolina Giussani e a 12 anni è una comparsa in La bella addormentata con Margot Fonteyn. L’incontro ravvicinato con la grande ballerina le fa capire che i sacrifici, lo studio, la disciplina possono produrre poesia. Si diploma nel 1954, nel 1955 debutta nella Cenerentola alla Scala; nel 1958, a 22 anni, viene promossa prima ballerina.

Sapienza tecnica, leggerezza, una spiccata capacità interpretativa le aprono i teatri del mondo e i maggiori ruoli (ne ballerà circa centocinquanta): oltre ai popolarissimi Lago dei cigniLo schiaccianoci, diventano suoi i ruoli romantici, Giulietta, la Swanilda di Coppelia, Francesca da Rimini, soprattutto Giselle, il “suo” personaggio: nei panni della giovane contadinella innamorata, coi capelli sciolti e un leggerissimo tutù, entrerà per sempre nella storia del balletto. Dopo la prima del ’59 a Londra al Royal Festival Hall, la Fracci sarà Giselle in tantissime edizioni e tra le più belle si ricordano quella con Erik Bruhn al Met, e l’altra con Nureyev. L’incontro con Rudy risale al 1963 e sarà un sodalizio artistico che incanterà mezzo mondo per oltre un ventennio. “Ballare con Rudolf era una sfida. Carattere difficile. Eccentrico e competitivo. Ma di grandissima generosità. Era inammissibile per lui che nel lavoro non ci si impegnasse. E per guadagnarsi la sua stima, bisognava essere più forti e uscirne vittoriosi“, ricorderà lei che proprio nei primi anni Sessanta, aveva lasciato la Scala (con una polemica per un balletto cancellato) e da ballerina indipendente, era diventa l’étoile italiana più famosa nel mondo, “la prima ballerina assoluta” scriverà il New York Times.

In tanti mi hanno chiesto come ci si sente a essere un mito. Ma i miei che erano dei lavoratori, padre tranviere, madre operaia mi hanno insegnato che il successo si deve guadagnare. E io ho lavorato, lavorato, lavorato… “. Continua a farlo anche dopo il matrimonio con Beppe Menegatti, aiuto regista di Visconti, nel ’64, e dopo che è diventata mamma nel ’68. Con Menegatti realizzerà molti spettacoli e personaggi  (Medea, Pantea, Titania, Ariel, Luna, Ofelia, Turandot), coinvolgendo compagnie non sempre all’altezza del suo nome. “L’importante è che la gente veda la danza” diceva, e lei lo ha fatto vedere con sorprendente longevità anche fuori dal repertorio classico – e tra MedeaConcerto baroccoLes demoiselles de la nuitIl gabbianoLa bambola di Kokoschka, svetta la Gelsomina de La strada di Nino Rota creata apposta per lei dal coreografo Mario Pistoni – e anche fino a 80 anni quando, fisico ancora asciutto, elastico, fece un cameo in La musa della danza al San Carlo di Napoli.

Ben prima di Roberto Bolle, Carla Fracci ha contribuito a portare la danza in contesti pop, a cominciare dalla televisione: nel’67 con Scarpette rosa, di Vito Molinari, in molti show del sabato sera e ancora in quella che resta una autentica e notevole prova di attrice, nello sceneggiato tv su Giuseppe Verdi, come indimenticata Giuseppina Strepponi, la soprano e seconda moglie del compositore (ma attrice lo è stata anche al cinema in Storia vera della signora delle Camelie di Bolognini coIsabelle Huppert e Gian Maria VolontéNijinskij di Herbert Ross con Jeremy Irons), fino alle civetteria di ridere con autoironia della bella imitazione di Virginia Raffaele al Festival di Sanremo.

Per la diffusione del balletto, d’altra parte, Carla Fracci si è spesa nei contesti più diversi, anche politici. Da sempre mpegnata a sinistra (nel 2009 diventa assessore alla Cultura della Provincia di Firenze) si è battuta contro lo smantellamento dei Corpi di Ballo dalle fondazioni liriche, anche con un appello nel 2012 all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Il ballo classico ha dato prestigio al nostro Paese ed è triste che oggi sia considerato residuale. Un’arte nobile come questa non può essere trattata come una Cenerentola“.  Lei stessa si era impegnata in prima persona a tenerli vivi: alla fine degli anni Ottanta quando dirige il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, poi nel ’96 quello dell’Arena di Verona, e dal 2000 per dieci anni alla testa della compagnia di danza all’Opera di Roma, tuttavia sempre nel rimpianto, carico di rancori, della mancata direzione del balletto alla Scala dove proprio per questi dissapori non ballerà più dal ’99.

A gennaio di questo 2021 è il nuovo direttore del Ballo, Manuel Legris, a invitarla a tenere due masterclass su Giselle, ricucendo così quella rottura, e di cui resta una testimonianza nella docufiction Corpo di ballo su RaiPlay. “Mi ha toccata l’accoglienza di tutto il teatro, il lungo applauso. Ho sentito rispetto e gratitudine. Spero che ci saranno altre di queste masterclass. Ai giovani voglio spiegare che la tecnica c’è ma non va esibita”. Leggendaria la sua frase “la danza non è piedi e gambe. È testa“, che racchiude tutta la sua poetica. La sua storia, invece, l’ha raccolta nell’autobiografia Passo dopo passo (Mondadori, 2013), che ora diventerà una fiction tv con Alessandra Mastronardi: non solo ha dato la sua consulenza insieme al marito e alla storica collaboratrice Luisa Graziadei, ma ha regalato un cameo nei panni della sua insegnante alla scuola della Scala. Come a chiudere il cerchio. “Mi lamento spesso e sono una polemica” ha confessato in una delle ultime apparizioni tv, vestita di bianco, come sempre, suo unico vezzo, “ma la mia è stata una gran bella vita“.

Carla Fracci una vita sulle punte – La vita in diretta 17/01/2020

«Gigio Donnarumma e il Milan, le nostre strade si dividono», l’addio ufficiale di Maldini


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_26/gigio-donnarumma-milan-nostre-strade-si-dividono-l-addio-ufficiale-maldini-9492de04-be45-11eb-a5e7-170774e96424.shtml?fbclid=IwAR33sJGB4lyLYs_6UvHcA_v3q5Pn7d1D-Pi3r48AUBtOy05e5pwEZzACYDw

Gianluigi Donnarumma, Mino Raiola, PaoloMaldini

Il direttore tecnico del Milan ha però parole gentili per l’ex portiere rossonero: «Credo che si debba ringraziare tutti i calciatori che hanno fatto questa stagione incredibile, come Gigio che è stato leader e spesso capitano»

Dubbi non ce n’erano, bastava già la firma di Mike Maignan, ma ora c’è anche l’ufficialità: fra Gigio Donnarumma e il Milan l’addio è certo. Ad annunciarlo, con l’eleganza che lo contraddistingue fin da quando giocava, è stato il d.t. Paolo Maldini: «Le nostre strade si dividono, non posso che augurare il meglio a un ragazzo sensibile come lui». Niente rancori, solo parole d’affetto per l’ormai ex portiere, che ha legittimamente scelto di non accettare la proposta di rinnovo da 8 milioni annui. Una decisione che ovviamente lo ha messo nel mirino dei tifosi, che da tempo lo attaccano senza pietà. Eppure proprio Maldini ha voluto difenderlo: «Gigio è stato leader e spesso capitano — ha spiegato il dirigente sul canale twitch del club —. La gente fa fatica a capire cosa voglia dire fare il professionista, si deve essere pronti a cambiare casacca. So che questa è una cosa difficile da accettare, ma è sempre più difficile trovare carriere che iniziano in un posto e finiscono in quel posto lì». Parole sincere, quelle di Paolo. Lui sì è stato un bandiera. E lo è ancora. E forse proprio per questo sa meglio di chiunque altro quanto sia difficile giurare amore eterno a una squadra, specie di questi tempi.

Maldini saluta Donnarumma – «Bisogna avere rispetto per chi ha dato tanto al Milan, lui l’ha fatto, non ci ha mai mancato di rispetto» assicura Maldini, che da questa vicenda esce a testa altissima, come il Milan tutto, inteso come società e proprietà. Perdere un talento come Donnarumma a parametro zero non può essere una vittoria, questo è chiaro, ma il club ha mandato un messaggio importante: il Milan viene prima di tutto, dei giocatori e soprattutto degli agenti. Una posizione, questa, condivisa anche da un milanista eccellente come il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, che ha parlato così: «Da tifoso sono molto arrabbiato, per me Mino Raiola rappresenta l’essenza di come lo sport non dovrebbe essere». Per l’agente trovare una squadra a Gigio non sarà difficile, ci riuscirebbe onestamente chiunque, vedremo però se sarà così facile trovargli anche un ingaggio superiore agli 8 milioni. Juventus, Barcellona, Psg: l’asta è pronta, chissà se si arriverà però davvero a uno stipendio da 10-12 milioni, come chiede Raiola. La speranza è che non duri a lungo: l’Europeo è dietro l’angolo e di tutto la nostra Nazionale ha bisogno tranne che di un portiere distratto.

Da un campione all’altro, da Donnarumma a IbrahimovicLa Uefa lo ha multato per 50 mila euro per la storia della società di scommesse con sede a Malta di cui era co-proprietario e che, stando ai media svedesi, avrebbe già venduto. Il Milan è stato sanzionato invece per 25 mila euro. La vicenda, che preoccupava non poco, finisce qui.

Lecce, Marco Mancosu ce l’ha fatta: vinta la battaglia contro il cancro


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/lecce/2021/05/26/news/lecce_mancosu_ha_vinto_la_battaglia_contro_il_cancro-302933545/

Il capitano dei pugliesi era stato operato a fine marzo e aveva rimandato la visita di controllo per giocare coi compagni, fino a sbagliare un rigore decisivo nei playoff contro il Venezia. Gli esami hanno evidenziato una completa guarigione

Marco Mancosu (Cagliari, 22 agosto 1988) è un calciatore italiano, centrocampista del Lecce, di cui è capitano.

LECCE – Sospiro di sollievo e felicità in casa Lecce. Il centrocampista e capitano dei pugliesi Marco Mancosu è completamente guarito dal cancro per cui si era operato lo scorso 26 marzo. Il controllo avvenuto oggi, all’Humanitas di Milano, ha evidenziato una completa guarigione. Mancosu dovrà essere comunque sottoposto a controlli periodici ogni sei mesi, ma è esclusa la chemioterapia.

Il messaggio di maggio Mancosu era stato costretto a operarsi con urgenza, a saltare quindi le partite di aprile, salvo poi tornare in campo subito dopo. “Anche se – scrisse nella sua lettera – i medici mi hanno detto che la mia stagione era finita e che dovevo pensare all’anno prossimo, Io invece dopo due settimane ero in campo a correre. Dopo un mese sarei dovuto tornare a Milano per sapere se dovessi fare la chemio o meno, non ci sono ancora andato perché voglio fare la cosa che amo di più al mondo, giocare a calcio, poi si vedrà a fine campionato. Io ho già vinto“.

Dal rigore sbagliato alla guarigione – Quella visita Mancosu – per amore del calcio e del suo Lecce – l’ha rimandata a questa mattina. Un atroce, beffardo destino ha messo poi il giocatore di fronte al rigore più pesante della sua carriera nella semifinale di ritorno contro il Venezia, al Via del Mare, giovedì 20 maggio. Il capitano ha sbagliato sull’1-1 il tiro dal dischetto che è costato l’eliminazione della squadra salentina. Mancosu in lacrime era stato consolato da compagni e avversari a fine incontro, mentre l’allenatore Eugenio Corini esprimeva la stima verso il giocatore. Dopo quella amarezza sportiva, ecco l’esito del controllo avvenuto all’Humanitas di Milano che ha evidenziato una completa guarigione dal cancro.

È morto Kevin Clark, l’ex ragazzino batterista di ‘School of rock’. Jack Black: “Ho il cuore spezzato


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/05/27/news/e_morto_kevin_clark_l_ex_ragazzino_batterista_di_school_of_rock_jack_black_ho_il_cuore_spezzato_-302979334/

Aveva 32 anni. È stato investito da un’auto mentre viaggiava in bicicletta a Chicago

Kevin Clark, il bambino batterista del musical School of Rock è morto a 32 anni dopo essere stato investito da un’auto mentre era in bicicletta a Chicago. Lo riporta Tmz citando alcune fonti, secondo le quali a uccidere Clark sarebbe stata una ragazza di 20 anni alla guida di una Hyundai Sonata.

È una notizia devastante – ha scritto l’attore e musicista Jack Black su Instagram –  Kevin è morto. Troppo presto. Bella anima. Tanti bei ricordi. Il cuore spezzato. Invio amore alla sua famiglia e all’intera comunità di School of Rock“.

Il film di grandissimo successo in America ma anche in Italia, dove poi è diventato anche un musical teatrale con il comico Lillo, racconta di un polemico ed egocentrico chitarrista con la venerazione del rock, Dewey Finn (Jack Black), sbattuto fuori dal suo gruppo che non sopporta più le sue manie di protagonismo. Quando per un errore viene scambiato al telefono per il suo compagno di appartamento, un supplente alle scuole elementari, Dewey decide di spacciarsi per l’amico e raggranellare qualche soldo. Nella prestigiosa scuola privata diretta da Rosalie Mullins (Joan Cusack) Dewey scopre un gruppo di ragazzini portati per la musica e decide di trasformare la sua classe in un gruppo rock. Tra loro anche lo scatenato Freddy Jones.

California, dipendente spara nel deposito dei tram: almeno nove morti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/26/news/strage_in_california_almeno_nove_morti_in_una_sparatoria-302938476/?ref=RHTP-VS-I270681069-P16-S1-T1

Strage a San Jose, in un piazzale della compagnia di trasporto ferroviario che serve la Silicon Valley

Una strage è avvenuta questa mattina in uno spiazzo della compagnia di trasporto pubblico Valley Transportation Authority a San Jose, in California. I morti sono almeno nove incluso il killer, un dipendente della compagnia. Il portavoce dello sceriffo della contea di Santa Clara, Russell Davis, ha riferito che anche l’uomo che ha aperto il fuoco è stato ucciso. Numerosi i feriti.

Secondo quanto riferito dal dipartimento della Sicurezza interna, sette persone sono morte sul colpo. Tra le vittime ci sarebbero diversi impiegati della Vta. La struttura all’interno della quale è accaduta la tragedia è uno snodo utilizzato dall’Authority anche come deposito tram, a poche centinaia di metri dall’ufficio dello sceriffo e non lontano dall’aeroporto.

Il sindaco di San Jose, Sam Liccardo, ha scritto su Twitter che “diverse persone sono state ricoverate” e che l’aggressore “non costituisce più una minaccia”.

E’ la seconda volta che questa contea assiste a sparatorie di massa in meno di due anni: nel 2019 un uomo armato uccise tre persone alla festa dell’aglio di Gilroy e poi si tolse la vita.

Quello che è chiaro è che stiamo soffrendo una epidemia di violenza da armi da fuoco“, ha detto la vice portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, al suo debutto nel briefing con i giornalisti, commentando la sparatoria in California che la presidenza “sta monitorando“.

COMUNICATO UFFICIALE DI FC INTERNAZIONALE MILANO


Comunicato: https://www.inter.it/it/news/2021/05/26/comunicato-risoluzione-consensuale-antonio-conte.html

26/05/2021

MILANO – FC Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Antonio Conte. Tutto il Club desidera ringraziare Antonio per lo straordinario lavoro svolto, culminato con la conquista del diciannovesimo Scudetto. Antonio Conte rimarrà per sempre nella storia del nostro Club.

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La Guardia di Finanza sequestra beni per 1 milione a Lo Monaco


articolo: https://www.raisport.rai.it/articoli/2021/05/calcio-catania-la-guardia-di-finanza-sequestra-beni-per-1-milione-a-lo-monaco-932d88e3-b9bc-49a7-a98a-dec3f4cd73e0.html

Per omesso versamento dell’Iva per il Catania nel 2015 e 2017

Beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a Pietro Lo Monaco che, in qualità di legale rappresentante pro tempore del Calcio Catania, avrebbe omesso il versamento dell’Iva negli 2015 e 2017.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura. Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che hanno consentito il sequestro di 640.000 euro, sempre per omesso versamento dell’Iva, sono state avviate dopo una segnalazione della locale Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate.

Dagli accertamenti è emerso che Lo Monaco, all’epoca dei fatti rappresentate legale del Calcio Catania, ha omesso di versare, per conto della società sportiva, l’imposta relativa agli anni 2015 e 2017, per un importo di oltre un milione di euro.

Tarcisio Burgnich è morto a 82 anni: pilastro della Grande Inter….


Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Tarcisio Burgnich

Tarcisio Burgnich è morto a 82 anni: pilastro della Grande Inter, fu uno dei più forti difensori italiani di sempre

articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_26/tarcisio-burgnich-morto-82-anni-pilastro-grande-inter-fu-dei-piu-forti-difensori-italiani-sempre-e124b322-bdec-11eb-a5e7-170774e96424.shtml

Il terzino fu anche campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970

All’una di questa notte, 25 maggio, si è spento a 82 anni Tarcisio Burgnich, uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Tre settimane fa era stato colto da un ictus, aveva reagito con la sua proverbiale tempra ma alla fine ha dovuto cedere. A darne la notizia è stato Leo Picchi, figlio di un altro protagonista della Grande Inter, Armando Picchi, a cinquant’anni esatti dalla sua scomparsa.

Tarcisio Burgnich

La Roccia – Burgnich era stato soprannominato la Roccia, da quando – era il 6 ottobre 1963 in Spal-Inter – in un contrasto di gioco l’avversario Novelli veniva sparato via a metri di distanza mentre il nerazzurro proseguì indisturbato l’azione. Burgnich è a ragione considerato il difensore più tenace e risoluto degli anni Sessanta, l’ombra dei più pericolosi attaccanti italiani e mondiali. Soltanto Pelé, nella finale mondiale del 1970, era riuscito a batterlo con quel colpo di testa leggendario, ma Burgnich preciserà: «Quello però non era umano». Accanto ad altre leggende come Facchetti, Picchi, Suarez, Mazzola, Corso e Jair, Burgnich garantì alla squadra di Angelo Moratti e di Helenio Herrera di diventare la Grande Inter, con 476 presenze, 7 gol, e la conquista di 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Intercontinentaliche si aggiungono al titolo precedente con la Juventus (1961), alla Coppa Italia con il Napoli nel 1976, senza contare il trionfo agli Europei del 1968 con la Nazionale italiana con cui ha giocato dal 1963 al 1974 (66 presenze) ed è stato anche vicecampione del mondo nel 1970.

FC Internazionale Hall of Fame – Burgnich

https://www.inter.it/it/news/2021/05/26/cordoglio-scomparsa-tarcisio-burgnich-inter.html

IL CORDOGLIO DI FC INTERNAZIONALE MILANO PER LA SCOMPARSA DI TARCISIO BURGNICH

Eroe azzurro e nerazzurro, gladiatore implacabile, tosto e sempre leale. Oggi ci lascia un pezzo di storia, la “Roccia” della Grande Inter

26/05/2021

Ci sono degli uomini che vorresti sempre avere al tuo fianco, dei calciatori che vorresti sempre nella tua squadra, delle leggende che vorresti facciano sempre parte della tua storia. Tarcisio Burgnich ha incarnato la forza e i valori del nostro Club e l’Inter ha avuto il privilegio di vederlo lottare per i propri colori: statuario, implacabile, umile e sempre leale.

Entrato nella storia della Grande Inter e nella memoria dei tifosi nerazzurri per la grande tempra ed il carattere che mostrava in campo, ha formato con Giacinto Facchetti una delle coppie di terzini più forti del mondo in quell’Inter dove la difesa era un punto fermo, forgiata dal mago Herrera con campioni preparati atleticamente e mentalmente per affrontare e fermare ogni tipo di avversario.

Come nella partita che Burgnich ha portato sempre nel cuore, giocata due anni dopo il suo arrivo in nerazzurro, quella finale contro i mostri sacri del Real Madrid di Di Stéfano, Puskás, Gento, “quelli che noi avevamo visto solo nelle figurine”. Un giorno che riuscì a stravolgere le gerarchie e a portare la prima Coppa dei Campioni nella bacheca nerazzurra. E poi la storia che si ripete, esattamente un anno dopo, contro il Benfica di Eusebio a San Siro.

12 stagioni all’Inter, 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 6 gol e 467 partite a difendere i nostri colori, gara dopo gara, allenamento dopo allenamento, forgiandosi ogni giorno di più per diventare la “Roccia” che tutti abbiamo conosciuto, proprio come l’aveva ribattezzato Armando Picchi. I ritiri, sempre al fianco dell’indimenticato Giacinto Facchetti: “Ho dormito più con lui che con mia moglie”, diceva sempre Burgnich. Con lui era titolare anche nella nazionale vincitrice dell’Europeo del 1968 e vicecampione del mondo di Messico 1970, quando segnò di sinistro ai supplementari la rete del 2-2 nella semifinale Italia-Germania Ovest (4-3): un gol rabbioso e prezioso in quella che passò alla storia come la partita del Secolo. 66 volte in campo con la maglia azzurra e una vita dedicata al calcio divisa tra la carriera di giocatore e allenatore.

Umile e determinato, insuperabile per gli avversari e prezioso alleato per i suoi compagni: oggi il suo sguardo fiero e la sua forza sono ricordi preziosi, un’immagine che rimarrà sempre impressa nella nostra storia.

Ciao Tarcisio, sarai sempre la nostra “Roccia”.

Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Domenghini, Burgnich, Facchetti
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Domenghini, Burgnich, Facchetti
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Gigi Riva & Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Guarneri & Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Mazzola & Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
Burgnich & Herrera
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich
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Allodi, Prisco, Burgnich
Il cordoglio di FC Internazionale Milano per la scomparsa di Tarcisio Burgnich

Tragedia sul Mottarone, ha un malore sul luogo dell’incidente: muore operatore televisivo. “Addio Nicola, un professionista di grande umanità”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/25/news/incidente_mottarone_morto_giornalista-302696398/

Nicola Pontoriero, 52 anni, era di Sesto San Giovanni e stava lavorando per Mediaset

Nicola Pontoriero, 52 anni, era di Sesto San Giovanni e stava lavorando per Mediaset

Un’altra tragedia nello stesso luogo dove è precipitata la cabina della funivia del Mottarone. Nicola Pontoriero, giornalista freelance, di 52 anni, residente a Sesto San Giovanni è morto per un malore mentre si trovava sui sentieri che portano sul luogo del disastro. Lavorava come operatore televisivo. Secondo il soccorso alpino si tratterebbe di un arresto cardiaco, sono stati inutili i tentativi di rianimarlo.

Una notizia terribile che tocca la nostra città, una tragedia nella tragedia che ci lascia senza parole“: così Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, ha commentato sulla propria pagina Facebook la morte di Pontoriero.

Il 52enne, freelance originario di Rombiolo (in provincia di Vibo Valentia), stava lavorando per un service esterno al gruppo Mediaset. Nonostante sia stato immediatamente soccorso, i tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Tutta la città si stringe attorno alla famiglia di Nicola, ai suoi amici e ai suoi cari in questo momento di lutto” continua il post del sindaco, che ha già raccolto decine di commenti di cordoglio. “Sesto perde una brava persona e un ottimo professionista” è uno dei messaggi di chi lo conosceva e un ex vicino di casa affida a Facebook le proprie condoglianze “ai familiari, al fratello Franco e a tutti gli amici e colleghi che lo hanno conosciuto“.

Ha voluto ricordarlo anche GVPress, l’Associazione italiana giornalisti e videomaker, che sui social sottolinea: “Tutti i colleghi che hanno lavorato con lui in questi anni lo ricordano per la sua gentilezza e professionalità“.

Dopo le 14 vittime del terribile incidente di domenica scorsa, questa ennesima morte sul Mottarone sta suscitando un’ulteriore ondata di dolore e incredulità: “È davvero una tragedia senza fine” ha scritto qualcuno nel gruppo Facebook che raccoglie gli abitanti di Sesto San Giovanni e c’è anche chi si domanda “come si fa a non invocare Dio e a chiedergli il perché di tutta questa sofferenza?“.

Chi lo conosceva lo ricorda come “un carissimo amico, bravo professionista e di grande umanità“, ma anche chi non l’aveva mai incontrato è rimasto sconvolto dalla notizia: “È morto mentre svolgeva il suo lavoro, al servizio dell’informazione e dei cittadini” si legge in uno dei numerosi messaggi sul web e non manca chi ringrazia Nicola Pontoriero perché “stavi andando lassù per informarci e là hai perso la vita“.

Fiorentina-Gattuso, è ufficiale


articolo: https://firenze.repubblica.it/sport/2021/05/25/news/fiorentina_incontro_in_corso_con_gattuso_l_accordo_sembra_vicino-302738478/

La società viola ha anticipato la Lazio. Al tecnico ex Napoli un contratto di 2 anni con opzione sul terzo

Gennaro Gattuso, detto Rino (Corigliano Calabro, 9 gennaio 1978), è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico del Napoli, campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006. Dal 1º luglio 2021 sarà il nuovo tecnico della Fiorentina

E’ ufficiale, Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore ella Fiorentina. Accordo trovato per un contratto biennale (con opzione sul terzo anno) da 2,5 milioni l’anno. Tra la società e il tecnico ampie convergenze sullo staff tecnico e anche sul progetto. Commisso, a quanto pare, ha giocato di anticipo e ha bruciato la Lazio, che dopo la chiusura del campionato voleva puntare proprio sull’ex allenatore del Napoli. Ma la società viola ha stretto i tempi e ha chiuso l’accordo.

Gattuso è sempre stato il primo nome nella lista del club viola. Dopo la delusione di domenica sera e il mancato ingresso in Champions con il Napoli, Gattuso si era preso un giorno per scaricare rabbia e delusione. La Fiorentina ha atteso la sua risposta consapevole dell’interesse anche della Lazio. E questa voglia di aspettare il tecnico in uscita dal Napoli, avrebbe favorevolmente colpito Gattuso, intenzionato a dire sì dopo il pressing degli uomini di Commisso. L’alternativa in piedi è (o forse era) Paulo Fonseca, il tecnico portoghese che al triplice fischio finale della sua ultima gara con la Roma, a precisa domanda su un incontro in settimana coi viola, ha risposto sorridendo “non posso dire niente“.

Gattuso ha già allenato in Toscana. Per la precisione, il Pisa dal 2015 al 2017. Al momento dei saluti, dopo una retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro scrisse una lettera per salutare i tifosi: “Giorno dopo giorno l’emozione che questa città ha saputo regalarmi si è alimentata del calore, dei sorriso e dell’affetto che ognuno ha saputo trasmettermi. Grazie Pisa, grazie a tutti i tifosi, mi sono sentito amato. E non lo dimenticherò mai“.

Green pass valido per viaggiare già 15 giorni dopo la prima dose: 10 domande (e risposte)


articolo: https://www.corriere.it/economia/finanza/cards/green-pass-come-funziona-10-domande-risposte-certificato-verde/chi-rilascia-green-pass.shtml

Rome, Italy, – March 29 2021: Green Pass. European Union sets out virus pass plan to allow free travel. Covid or Coronavirus vaccine certificate or passport app with passport, and mask

Introdotto dal decreto di aprile – Si dovrà averla per partecipare a feste di nozze, concerti e per entrare, quando riapriranno, in discoteca, oltre che per spostarsi tra regioni che si trovano in fascia rossa o arancione. La «certificazione verde» (o green pass, per dirla all’inglese), introdotta dal decreto Covid pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 maggio, sarà un pass della durata di 9 mesi (ma «per i vaccinati con due dosi dovrebbe essere estesa a 1 anno», come ha spiegato Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute) e potrebbe essere il documento che salverà la stagione estiva del Bel Paese. Con esso, infatti, potremo dimostrare di essere stati vaccinati, di essere guariti dal Covid-19 o di esserci sottoposti a tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti. Vediamo allora di scendere più nel dettaglio e tentare di rispondere alle domande più comuni che i lettori ci hanno rivolto su questa novità che a breve entrerà nella nostra vita.

Cos’è il «green pass»? – La «certificazione verde», che dimostra di essere stati vaccinati o di essere guariti dal Covid-19 o di essersi sottoposti a tampone con esito negativo, è stata introdotta con l’articolo 9 del decreto legge numero 52 sulle «Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali», approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 aprile. Il documento anticipa quello che a metà giugno dovrebbe arrivare direttamente all’Ue, ovvero il «Digital green certificate» che permetterà di spostarsi liberamente in Europa. Come detto, la certificazione made in Italy consentirà lo spostamento tra regioni eventualmente entrate nelle fasce di colore rosso o arancione, ma sarà anche il pass per partecipare alle feste di matrimonio, entrare ai concerti e, forse, anche nelle discoteche, quando riapriranno. La certificazione verde sarà costituita dal certificato vaccinale, che conferma l’avvemuta somministrazione del vaccino in una o due dosi; oppure dal referto negativo di un tampone antigenico rapido o molecolare effettuato al massimo 48 ore prima dello spostamento. Anche il referto della Asl che certifica la fine dell’infezione da Sars-Cov-2 e quindi la guarigione costituirà una certificazione verde che permetterà la libera circolazione. I documenti saranno tutti rilasciati a chi ne farà richiesta sia in versione digitale che cartacea.

Da quando è valido il green pass? – Il «green pass» viene rilasciato già dopo la prima dose ed è valido dal quindicesimo giorno successivo fino al completamento del ciclo vaccinale, come previsto dal decreto legge Covid pubblicato il 18 maggio in Gazzetta Ufficiale. «La certificazione verde», si legge nell’articolo 14, «ha validità di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale». Tuttavia la certificazione «è rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale».
A partire dal 15 giugno sarà possibile utilizzare il pass per partecipare alle feste di matrimonio. Servirà anche per spostarsi in regioni che, a causa dell’aumento delle infezioni, dovesero ritornare di colore arancione o rosso. Anche le visite agli anziani nelle case di riposo (Rsa) richiederanno la certificazione verde, per non mettere in pericolo la salute fragile degli anziani che vi sono ospitati. E’ ancora allo studio, ma probabilmente il certificato servirà questa estate per entrare ai concerti e nelle discoteche.

Chi può richiedere il certificato? – Il «green pass» spetta a tutti coloro che sono stati vaccinati e a chi è risultato negativo a un tampone molecolare o un antigenico rapido effettuato entro le 48 ore precedenti allo spostamento. Anche chi è guarito dal Covid ed è uscito dall’isolamento dopo il tampone negativo, può richiedere la propria certificazione verde.

Chi rilascia il green pass? – Gli enti preposti al rilascio della certificazione verde dipendono dalla condizione in cui si trova il richiedente. Come si legge nel documento, per i vaccinati «la certificazione è rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione».
Diverso è per i guariti dal Covid, che devono richiedere la certificazione verde, sempre in formato cartaceo o digitale, presso la struttura dove «è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, oppure, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta». Infine, a chi non è stato infettato, né vaccinato, non resta che poter dimostrare di essere negativo al tampone: l’attestazione viene rilasciata dalla farmacia o dal laboratorio privato in cui si effettua il test molecolare o antigenico.

Dove si richiede il certificato? – La «certificazione verde» deve essere richiesta quando ci si vaccina alla struttura sanitaria o all’autorità sanitaria locale dove è avvenuta l’inoculazione.
Chi è guarito dal Covid, invece, la deve richiedere al medico di medicina generale che ne ha attestato la guarigione o alla struttura dove è stato curato.
La certificazione per il tampone negativo (molecolare o antigenico) viene rilasciata dal laboratorio dove è stato effettuato il tampone stesso.

Quanto dura il green pass? – Dai 6 mesi inizialmente previsti, la validità del green pass per i vaccinati è stata portata a 9 mesi, ovviamente a partire dalla «data del completamento del ciclo vaccinale». Per chi invece ha fatto solo la prima dose, il certificato rilasciato ha validità dal «quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale». E così il pass di chi si vaccina con AstraZeneca (che ha una finestra di 12 settimane tra prima e seconda dose) dura 11 mesi e 10 giorni, quello di chi si vaccina con Pfizer o Moderna (richiamo dopo 42 giorni) 9 mesi e 28 giorni, quello di chi si vaccina con Johnson&Johnson (dose unica) 9 mesi.
Chi è guarito dal Covid ha diritto a un green pass valido per sei mesi a partire dalla data dell’avvenuta guarigione.
Il tampone negativo è valido per sole 48 ore dal momento in cui si è sottoposti al test.

La durata del green passa dipende dal tipo di vaccino?AstraZeneca. Il green pass di chi viene vaccinato con Astrazeneca, la cui seconda dose al momento è somministrata circa 3 mesi dopo la prima, ha una validità di circa un anno.
Pfizer. Il vaccino Pfizer prevede la seconda dose dopo circa 42 giorni, la durata del green pass potrebbe aggirarsi intorno al 10/11 mesi.
Moderna. Il vaccino Moderna ha il secondo richiamo a 42 giorni e la durata del green pass dovrebbe essere sui 10/11 mesi.
Johnson&Johnson. Il vaccino Johnson&Johnson richiede una sola dose e la certificazione verde avrà validità di 9 mesi.

Da quando sarà in vigore il green pass? – Ogni certificazione che attesti la vaccinazione completa o la guarigione dal Covid è certificazione verde. Il Ministero della Salute, comunque, sta approntando gli ultimi dettagli, mentre i certificati vaccinali sono già disponibili in diverse regioni, come il Lazio, che dopo l’inoculazione rende disponibile il certificato verde sul fascicolo sanitario elettronico.

C’è differenza tra il nostro green pass e il «Digital green certificate»? – Il «Digital green certificate» europeo ha le stesse caratteristiche della certificazione verde italiana: certificato di vaccinazione, di tampone negativo o di guarigione. In aggiunta, però, avrà un «QR code» associato a un codice identificativo univoco a livello nazionale e leggibile da tutti gli Stati UeL’Eu Digital Covid Certificate entrerà in vigore dal primo luglio, ora che un accordo è stato raggiunto con tutti i 27 Paesi dell’Unione.
Con il pass europe ci si potrà spostare nei vari Paesi della Ue senza dover fare la quarantena.

ReiThera, grandi promesse e il giallo dei ritardi: svanisce il sogno del vaccino italiano


articolo: https://www.corriere.it/economia/aziende/21_maggio_23/grandi-promesse-giallo-ritardi-svanisce-sogno-vaccino-italiano-43ff8c6a-bc03-11eb-822f-b2d049d46202.shtml

L’8 gennaio scorso la presidente di ReiThera, l’azienda di Castel Romano che lavora a un vaccino contro Covid-19, si mostrava ottimista quanto alle prospettive dei prossimi mesi. Da ricercatrice quale è, formatasi con un post-dottorato all’Istituto di biologia molecolare e cellulare di Strasburgo, Antonella Folgori del resto non guardava al progetto da un punto di vista finanziario: stava semplicemente descrivendo le prospettive della sperimentazione e della produzione.

Dichiara in quel momento Folgori: «Contiamo di ottenere i dati necessari per l’eventuale approvazione in estate e poi, se la produzione su larga scala avverrà come previsto, di iniziare a vaccinare i soggetti più esposti nel secondo semestre del 2021». Dunque fra pochi mesi al massimo, almeno in teoria. Folgori in quel momento parla di «milioni di dosi». La ricercatrice certo in quel non sfoggia la stessa fiducia sui tempi che aveva il 24 agosto del 2020, quando a Margherita De Bac del Corriere dice addirittura: «Ci stiamo attrezzando per fare milioni di dosi entro la fine dell’anno» e «potremmo avere il vaccino per la primavera del 2021» (cioè adesso).

In ogni caso la comunicazione sul vaccino di ReiThera da parte dei protagonisti è stata sempre caratterizzata da visioni positive. Sempre in gennaio per esempio Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, che allora era coinvolto nella ricerca per ReiThera sulla base di una promessa di finanziamento da 4 milioni della Regione Lazio, dimostrava anche più fiducioso di Folgori. «Siamo a buon punto, è probabile che il vaccino sarà pronto a giugno-luglio» e «renderà l’Italia autosufficiente con 100 milioni di dosi», dice sempre Vaia. Prima di aggiungere: «Immaginiamo che il governo calerà una fiche sul nostro vaccino».

Nel frattempo lo Spallanzani si è ritirato dal progetto di ReiThera, senza spiegare perché. Ma quella «fiche» (da 81 milioni di euro, di cui 41 a fondo perduto ad opera di Invitalia) almeno per ora il governo non può calarla perché la Corte dei conti ha bloccato tutto. I magistrati contabili non entrano nel merito scientifico, ma hanno trovato diverse falle nella struttura finanziaria del progetto. La più evidente: Invitalia per conto del governo non può sussidiare l’azienda perché il denaro pubblico può sì sostenere le operazioni finalizzate al vaccino di ReiThera ma — dice la Corte dei Conti — non «le finalità generali di rafforzare la consistenza patrimoniale dell’impresa». In altri termini, ReiThera non ha diritto di usare i sussidi destinati al vaccino per comprarsi un immobile da quattro milioni di euro a Castel Romano, come aveva previsto.

Vale allora la pena di porsi qualche domanda, su questo progetto annunciatcon grande enfasi da vari addetti ai lavori. Il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini, per esempio, è arrivato al punto di fare qualcosa che un regolatore europeo di solito non fa con una società da lui stesso regolata: in gennaio ha partecipato al fianco dei rappresentanti di ReiThera alla presentazione alla stampa dei risultati della prima delle tre fasi di sperimentazione del vaccino — sulla base di un piccolo campione, senza dati quantitativi sull’efficacia — e si è sbilanciato in pubblico con giudizi positivi.

Dunque, qualche interrogativo viene naturale. Il più urgente: dopo le promesse mirabolanti, quali sono i tempi realisticamente prevedibili per il vaccino dei ReiThera? Davvero giugno o magari l’autunno di quest’anno, com’era stato promesso? In realtà una presentazione del direttore medico dell’azienda Roberto Camerini, mostrata a un webinar privato giorni fa, prospetta un orizzonte diverso: inizio dell’ultima fase di sperimentazione nell’autunno prossimo e conclusione dell’iter di autorizzazione e messa in commercio «nel terzo o quarto trimestre del 2023». Quando la pandemia — si spera — non sarà più un’emergenza.

L’azienda in questa fase non rilascia dichiarazioni ufficiali, ma smentisce di aver promesso tempi stretti nei mesi scorsi solo per spingere il governo a finanziarla. Al contrario, spiega le lentezze attuali con il fatto che i fondi pubblici (40 milioni di prestiti e 41 milioni a fondo perduto) sono stati solo promessi ma mai versati. Di certo, come ha osservato sul Foglio lo scienziato Enrico Bucci, le scadenze inizialmente previste da ReiThera nei documenti consegnati a Aifa sono state poi ritirate. E più passano le settimane, più diventa difficile trovare in Europa anziani non ancora vaccinati sui quali condurre le sperimentazioni.

Insomma la corsa per il vaccino italiano è sempre più in salita, ancora prima di avere finalmente chiarezza sui suoi reali dati di efficacia. L’azienda di Castel Romano è fragile perché esposta con le banche. Aveva scommesso molto sui fondi di Invitalia e ora sta valutando se riformulare la richiesta di finanziamento pubblico dopo aver eliminato le voci contestate. Nei prossimi giorni renderà noti i risultati della sperimentazione di seconda fase e su quelli si gioca molto.

Il governo non chiude la porta, ma vuole concretezza. «Se i risultati scientifici della seconda fase sono buoni, certamente faremo uno sforzo per salvare il progetto di ReiThera», dice il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. «Ma è altrettanto certo che non finanzieremo operazioni immobiliari non correlate al progetto scientifico».

F1, Montecarlo: Ferrari dalla pole all’incubo, macchina ko e niente Gp per Leclerc


articolo: https://www.repubblica.it/sport/formulauno/2021/05/23/news/montecarlo_leclerc_pole_confermata_cambio_ok-302363061/

La monoposto del monegasco – che sabato durante le qualifiche era finita a muro – si è fermata durante il giro di ricognizione, impossibile per i meccanici ripararla in tempo

La grande occasione si trasforma nel peggiore degli incubi. Il Gp di Montecarlo finisce prima di iniziare per Charles Leclerc. Ieri il pilota monegasco della Ferrari aveva conquistato la pole nel gp di casa finendo a muro con la sua monoposto nei secondi finali delle qualifiche, incidente che aveva interrotto definitivamente le prove e congelato le posizioni sulla griglia di partenza.

Per Leclerc sarebbe stata l’ottava partenza al palo della carriera, il dubbio era legato alle condizioni della vettura, in particolare del cambio, una sostituzione avrebbe provocato la retrocessione di cinque posti in griglia. In mattinata la Ferrari ha tranquillizzato tutti i tifosi, cambio ok e pole confermata. Ma prima del via, durante il giro di formazione, la macchina di Leclerc ha iniziato ad avere problemi, si è fermata ed è stata portata ai box. Addio pole e pilota retrocesso in ultima posizione, poi però la beffa è diventata completa quando i meccanici hanno capito che era impossibile riparare il danno e che la gara di Leclerc non sarebbe mai iniziata. La scuderia di Maranello ha fatto sapere che la vettura ha avuto un problema “al semiasse sinistro, impossibile da riparare entro la partenza“.

Leclerc: “Mi sento molto triste” – Una delusione difficile da mandare giù per Leclerc, che nelle quattro partecipazioni a Montecarlo non è mai riuscito a portare a termine la gara: “Sento solo tristezza in questo momento – ha detto -, è difficile, ero molto triste in macchina quando ho saputo che non potevo partire e mi dispiace anche per i meccanici che hanno lavorato tanto per provare a rimettere tutto apposto. Erano abbastanza fiduciosi, il problema non sembra venga dal cambio che era ok, ma dalla parte sinistra della macchina. Sono triste, e avrò bisogno di qualche giorno per stare meglio. Abbiamo controllato tutti i pezzi, ora dobbiamo vedere cosa ha ceduto. Rammarico per l’incidente nelle qualifiche? Ieri ho fatto un errore, ma è quello che mi ha messo in pole. Possiamo parlare di tutto, ma il primo giro lo abbiamo fatto più forte di tutti gli altri perché io ho spinto. Nel secondo ho spinto e sono finito a muro. Ho dato tutto, gli errori capitano e adesso dobbiamo capire cosa è successo oggi“.

Calcio: Milan e Juventus in Champions League


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/05/21/la-serie-a-chiude-domani-lultima-chiamata-per-la-champions_345e8e3f-b8da-4413-bbf9-ee60c1bef18e.html

Ecco i risultati dell’ultima giornata di Serie A.

Sabato 22 maggio 2021

  • Crotone – Fiorentina 0 – 0
  • Cagliari – Genoa 0 – 1
  • Sampdoria – Parma 3 – 0

Domenica 23 maggio 2021

  • Inter – Udinese 5 – 1 i neroazzurri festeggiano la conquista dello scudetto avvenuta già con 4 giornate di anticipo
  • Torino e Benevento 1-1.
  • Bologna-Juventus 1-4. I bianconeri si qualifica per la prossima Cham,pions League
  • Sassuolo-Lazio 2-0.
  • Spezia e Roma 2-2, I giallorossi qualificati per la Conference League
  • Atalanta – Milan 0 – 2, I rossoneri si sono qualificati per la prossima Champions League
  • Napoli e Verona 1-1, partenopei qualificati per la prossima Europa League.

La Juventus con la vittoria 4-1 a Bologna e il pareggio del Napoli col Verona si qualifica alla prossima Champions League.

La classifica & Verdetti finali

Inter 91, Champions League & Campione d’Italia

Inter 91, Champions League

Milan 79, Champions League

Atalanta 78,  Champions League

Juventus 78, Champions League

Napoli 77,  Europa League

Lazio 68,  Europa League

Roma 62, Conference League

Sassuolo 62, 

Sampdoria 52,

Verona 45,

Genoa 42, 

Bologna 41, 

Fiorentina 40,

Udinese 40

Spezia 39

Cagliari 37,

Torino 37, 

Benevento 33, Retrocessi in  Serie B.

Crotone 23, Retrocessi in  Serie B.

Parma 20, Retrocessi in  Serie B.

“Caro Rino, sono felice di aver trascorso quasi due stagioni con te. Ringraziandoti per il lavoro svolto, ti auguro successi ovunque tu vada”. Lo scrive su Twitter il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ufficializzando l’addio al tecnico Rino Gattuso. “Un abbraccio anche a tua moglie e ai tuoi figli”, conclude De Laurentiis.

Radio Parenti prima emittente teatrale del mondo


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/22/news/radio_parenti_prima_emittente_teatrale_del_mondo-302255119/

22 maggio 2021

Da oggi (22 maggio 2021) radiodrammi, musica, poesia, comicità e materiali d’archivio online

Se l’inventiva di una città si misura anche dai primati, allora Milano da oggi ne ha uno in più: la prima radio di un teatro al mondo, al Parenti. Del resto non c’è da stupirsi data la creatività vulcanica della direttrice Andrée Ruth Shammah, che durante i lunghi mesi di chiusura forzata ha chiamato a raccolta i suoi fedelissimi e ha sezionato l’immenso archivio di quasi cinquant’anni di teatro.

Il risultato è un palinsesto che trasferisce il teatro nella radio, “ ma la radio non lo sostituisce – ha detto con entusiasmo alla presentazione – Lo arricchisce, allarga gli orizzonti, ci apre sul mondo per risvegliarci “. Radio Parenti “è una radio libera ” e nasce oggi, non nell’etere, ma online: dalle 18 partono le trasmissioni sulla piattaforma digitale del teatro parentionair.it. Sempre stasera, l’inaugurazione in presenza a teatro ( alle 18 e alle 20, prenotazione obbligatoria allo 02.59995206). Il palinsesto sarà di sei ore, replicato tre volte per coprire l’arco delle 24 ore e poi cambiare il giorno successivo.

Dentro, oltre alla musica e al teatro in forma di radiodramma, letteratura, poesia, comicità, ma anche filosofia, storia, riflessioni sulla società e tutti i nomi che sono – o sono stati – di casa in via Pier Lombardo. Tra le rubriche ci sono Gioele Dix che terrà l’appuntamento dei “Giovedix letterari” in cui approfondirà grandi autori, da Italo Calvino a Dino Buzzati, Primo Levi, Giorgio Manganelli, Wislawa Szymborska. Filippo Timi si racconterà tra vita e teatro in “@ Timi- Attimi“, come divagherà tra arte e aneddoti personali il gallerista Jean Blanchaert, al debutto assoluto in radio con la rubrica ” Zigzagando“.

Ci sarà spazio anche per trasmissioni dedicate a Milano, alla sua storia e al suo dialetto, come i dialoghi comici tra Gianna Coletti e Marco Balbi di “ Cumincium Ben“, e alla comicità tout court con Maurizio Micheli, Maria Cassi e una nuova invenzione di Shammah, “Se telefonando“, con le finte telefonate di Gabriella Franchini. Per la musica, sarà interessante scoprire le biografie di Charles Mingus, Chet Baker, Miles Davis, Duke Ellingtonm, Dizzy Gillespie, Louis Armstrong scritte da Gianni Gualberto Morelenbaum, che per anni ha organizzato gli “Aperitivi in concerto” al Manzoni, per la rubrica “ I grandi del jazz“, affidata alla voce di Alberto Onofrietti, mentre Matteo Ceccarini, compositore e sound designer (nonché marito della top model Eva Riccobono) nel ” Giardino musicale” farà, parole sue, “sentire la musica che in radio non si sente mai, senza limiti commerciali: Sakamoto, Philip Glass, Vangelis, Laurie Anderson.

Percorsi visionari che spero evochino qualcosa agli ascoltatori”. Spazio anche alle riflessioni di pensatori contemporanei, da Massimo Cacciari a Massimo Recalcati e Piergaetano Marchetti, anche scomparsi, con la rilettura che Emanuele Severino fece di Leopardi. Torneranno altre voci che non ci sono più, attinte dallo sterminato archivio del teatro: Giorgio Albertazzi, Philippe Daverio, Vittorio Sermonti e il grande Eduardo

https://teatrofrancoparenti.it/spettacolo/radioparenti-e-online/.

sabato 22 Maggio dalle 18.00
un giro di ascolto nelle sale del teatro e a un brindisi insieme a noi

PROGRAMMA

  • primo giro di ascolto dalle 18.00
  • brindisi di festeggiamento alle 19.30
  • secondo giro di ascolto dalle 20.00

ogni giro di ascolto dura circa un’ora e mezza

Funivia Stresa-Mottarone, cade una cabina: nove morti e due bambini gravi


Funivia Stresa-Mottarone… Aggiornamento

articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/05/23/news/precipita_una_cabina_dalla_funivia_stesa-mottarone_a_bordo_8_persone-302368991/

E’ morto il bimbo di nove anni ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino dopo essere precipitato in una cabina della funivia Stresa-Mottarone nel Verbano con a bordo almeno 15 persone. Le vittime, secondo le testimonianze del 118 e dei soccorritori sarebbero a questo punto 14. Un altro bimbo di due anni è tra i morti nel crollo mentre quello di 5 anni è stato portato nell’ospedale infantile con trauma cranico, toraco-addominale e fratture agli arti inferiori e sarebbe cosciente. “Abbiamo fatto tutto il possibile ma dopo poche ore di tentativi il più grande non ce l’ha fatta” ha annunciato il direttore generale dell’ospedale, informato dei medici che hanno seguito le sue condizioni.

La sindaca di Stresa, Marcella Severino, è arrivata tra i primi sul luogo dell’incidente: “I testimoni hanno visto la cabina arretrare velocemente e poi all’altezza del pilone si è  scarrucolata ed è stata sbalzata giù”. Secondo Severino il tecnico incaricato della manutenzione della funivia “aveva detto che tutto era in ordine“. “Oggi – ha aggiunto la sindaca parlando con i giornalisti –  non cerchiamo le cause, ma sappiamo che prima della riapertura di ieri sono stati fatti i collaudi“. La stessa sindaca conferma che “la fune è tranciata di netto“. Il procuratore capod i Verbania, Olimpia Bossi, dopo aver disposto il sequestro dell’impianto ha annunciato che è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. “Ci sono poi reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti – dice – che dobbiamo verificare anche in base alla natura pubblica o meno del trasporto“.

Le condizioni del bambino sopravvissuto – Lotta per la vita l’unico bimbo sopravvissuto all’incidente della funivia Stresa-Mottarone nel Verbano in cui sono morte 14 persone. Al momento nessun parente si è rivolto all’ospedale per avere notizie probabilmente perché i genitori sono deceduti nel crollo della funivia. E’ stato soccorso dal 118 e le sue condizioni sono gravi, è stato trasportato in elicottero fino all’Oval Lingotto dove con l’ambulanza è stato portato all’ospedale infantile Regina Margherita alle 14.45. Le sue condizioni sono gravi per le ferite riportate, diversi traumi alla testa e al torace, fratture alle gambe. Era cosciente quando l’ambulanza lo ha trasferito dall’elicottero con cui è arrivato dal Mottarone, fino all’ingresso dell’ospedale. Era invece in condizioni disperate un secondo bambino che era arrivato insieme a lui: 9 anni è deceduto poche ore dopo il ricovero.

Il cordoglio del capo dello Stato e del governo  – “Il tragico incidente alla funivia Stresa-Mottarone suscita profondo dolore per le vittime e grande apprensione per quanti stanno lottando in queste ore per la vita – dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota – Esprimo alle famiglie colpite e alle comunità in lutto la partecipazione di tutta l’Italia. A questi sentimenti si affianca il richiamo al rigoroso rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone“.

Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della funivia Stresa – Mottarone. Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari”. Lo afferma il presidente del consiglio Mario Draghi che segue ogni aggiornamento in costante contatto con il ministro Enrico Giovannini, con la Protezione Civile e con le autorità locali. continua a leggere

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Funivia Stresa-Mottarone, cade una cabina: nove morti e due bambini gravi

articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/05/23/news/precipita_una_cabina_dalla_funivia_stesa-mottarone_a_bordo_8_persone-302368991/?ref=RHTP-BH-I302381667-P1-S1-T1

A bordo dell’impianto sul versante piemontese del Lago Maggiore c’erano almeno 11 persone e il bilancio potrebbe anora aggravarsi. All’ospedale Regina Margherita di Torino un bambino di nove anni e l’altro di cinque

La cabina schiantata a terra sul Mottarone in una foto del soccorso alpino piemontese 

E’ precipitata una cabina dalla funivia Stresa-Mottarone nel Verbano con a bordo almeno 11 persone. I morti, secondo le testimonianze del 118, sarebbero nove. Due bambini sono in gravi condizioni sono stati trasportati all’ospedale Regina Margherita di Torino. Il primo bambino di 5 anni ha riportato trauma cranico, toraco-addominale e fratture agli arti inferiori. Sarebbe cosciente.

Il crollo improvvisoÈ successo poco prima delle 13. Non si conoscono ancora le cause ma la cabina, arrivata in prossimità dell’ultimo pilone, quindi in uno dei punti più alti del tragitto verso la montagna nei pressi del Lago Maggiore, è caduta, forse per il cedimento di una fune.

I soccorsi – Le squadre di soccorso sono arrivate sul posto, c’è voluto tempo per individuare il punto in cui è caduta, perché la zona sottostante è impervia. Sul luogo dell’ incidente, le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico sono ancora al lavoro insieme ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri. Nella salita verso il Mottarone un camion dei vigili del fuoco si è ribaltato, ma nessuno fra i soccorritori si sarebbe fatto male. Sono state chiuse le strade che portano in vetta.

La funvia – La funivia che raggiunge quota 1491 metri è stata rimessa in funzione il 24 aprile dopo il lockdown. Tra il 2014 e il 2016 l’impianto era stato chiuso e la ditta Leitner di Vipiteno lo aveva rinnovato, con una spesa complessiva di quattro milioni, effettuando un severo collaudo. La funivia compie un tragitto di una ventina di minuti dal lago al Mottarone e ogni 20 minuti parte una nuova corsa.

La funivia ha sostituito il 1° agosto 1970 la vecchia ferrovia a cremagliera che era stato inaugurata nel 1963. Costruita in tre anni, collega in due tronchi il “Lido” di Stresa, di fronte all’Isola Bella, al Mottarone, la montagna che sorge tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Durante l’inverno viene utilizzata dagli sciatori, molti da Milano, per raggiungere le diciassette piste tra 1491 e 1270 metri.

Ma è frequentatissima anche senza neve – il New York Times nel 1954 aveva inserito il Mottarone tra i dieci panorami più belli al mondo, con la vista sul lago, le Isole Borromee e le Alpi circostanti – per salire al giardino botanico Alpinia, e da qualche anno per la pista su rotaia Alpyland, con gli slittini, oltre al trekking, al parapendio e alle discese in mountain bike.

Giornata in memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio


Giornata in memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio, la cerimonia a Palermo con MattarellaGiornata in memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio, la cerimonia a Palermo con il presidente della Repubblica Sergio MattarellaMostra meno

Ferrari: Leclerc in pole a Monaco.


Ferrari: Leclerc in pole a Monaco. I dubbi sul cambio: solo le controanalisi diranno se lo può usare

articolo: https://www.corriere.it/sport/formula-1/notizie/ferrari-leclerc-pole-monaco-dubbi-cambio-solo-controanalisi-diranno-se-puo-usare-efbf4cb6-bb36-11eb-911f-df7a45a745c3.shtml

Leclerc punta deciso alla vittoria, ma l’incidente nell’ultimo tentativo potrebbe vanificare lo straordinario risultato delle qualifiche: danni alla trasmissione.

I gemellini del principe Alberto, Jacques e Gabriella, saltano allegri nel garage della Ferrari. Da Maranello gli hanno spedito dei cappellini speciali, taglia baby. Piero Ferrari taglia la torta dei 76 anni e di un altro anniversario a cui tiene moltissimo: il suo cinquantesimo Gp di Monaco. E quale miglior regalo di una pole, che qui è garanzia — quasi certa— di vittoria?
Accontentato, nell’incredulità generale. Charles Leclerc occupa la prima casella che mancava da un anno mezzo, da Città del Messico 2019. Ma non c’è euforia, gli sguardi degli ingegneri sono preoccupati, il monegasco teso: «Mi sento un po’ una m...». Per le conseguenze dell’incidente all’ultimo tentativo, si è stampato contro le barriere all’uscita delle piscine e nell’impatto ha sradicato la sospensione anteriore destra, anche il cambio è stato colpito.

I danni – I primi esami effettuati nella serata di sabato hanno escluso «danni gravi». C’è una cauta speranza di poter utilizzare la stessa trasmissione in gara, sostituirla comporterebbe una retrocessione di cinque posti in griglia. Leclerc partirebbe sesto, a casa sua, sarebbe un’amara beffa in una gara per lui maledetta (due ritiri su due partecipazioni). Solo in mattinata le controanalisi scioglieranno i dubbi, la Ferrari non sembra disposta a rischiare oltre il dovuto. Da una possibile vittoria a un k.o. tecnico: servono punti nel Mondiale costruttori, per il terzo posto, su una pista dove la McLaren fatica. Ma non deve essere facile resistere alla tentazione di cedere la pole più importante del campionato, perché un successo nel Principato — l’ultimo è stato di Vettel nel 2017 — accenderebbe entusiasmi illimitati e certificherebbe la rinascita definitiva dopo l’orrendo 2020.

La trasmissione – Gli urti laterali sono i più temuti per la tenuta della trasmissione, il fatto che non si sia presa subito una decisione evidenzia la volontà di provarci. «Ma non faremo scommesse— spiega di Binotto —, l’obbiettivo è raccogliere il massimo dei punti e finire la gara, l’affidabilità è prioritaria. Se avremo dubbi ne monteremo una nuova». Alle immagini della Ferrari sfasciata il team principal ha reagito con disappunto: «Perché ritenevamo che Carlos avrebbe potuto fare meglio». C’era addirittura il potenziale per piazzare due macchine in prima fila. Con la Mercedes in affanno — Hamilton settimo e critico con la squadra, Bottas meglio, terzo — e un Verstappen in palla, ma non favorito come si credeva.

Il compagnoL’incidente di Leclerc ha fatto scattare la bandiera rossa, chi avrebbe potuto soffiargli il miglior tempo non ha potuto effettuare l’ultimo tentativo. Incluso il compagno, sempre velocissimo, l’ha presa male: «Era la prima volta in vita mia che lottavo per la pole. Mi ero tenuto due-tre decimi per l’assalto finale. Ma non ho potuto usarli. Sono veramente nervoso, potevamo fare un 1-2». Solo oggi si potrà valutare il peso dell’errore di Leclerc, se l’aver forzato troppo sarà ininfluente oppure un dono per Verstappen in ottica Mondiale. C’è chi ha insinuato un gesto volontario, non sarebbe una novità: Schumacher nel 2006 «parcheggiò» alla Rascasse per togliere la pole ad Alonso ma è stato punito; Rosberg contro Hamilton nel 2014, graziato dopo un «lungo» sospetto. Ma sono fesserie nel caso di Leclerc: «Se avessi ragionato così lo avrei fatto in maniera più intelligente, non finendo addosso alla barriera ad alta velocità». Succede a chi va forte, e stavolta oltre all’uomo la Ferrari ha anche la macchina.

Pole position Leclerc Monaco 2021 #F1_monaco
Highlights Qualifiche | Gran Premio di Monaco 2021

Benedetta Pilato fa il record del mondo nei 50 rana agli Europei di nuoto


articolo: https://www.corriere.it/sport/21_maggio_22/europei-nuoto-pilato-fa-record-mondo-50-rana-a1f2d7d0-bb1f-11eb-911f-df7a45a745c3.shtml

Straordinaria prestazione per la sedicenne tarantina che in semifinale segna il tempo di 29’’30 e poi scoppia a piangere: «Sono felicissima, non credevo di riuscirci»

Benedetta Pilato

Segnatevi questo nome Benedetta Pilato: è destinata a dominare il nuoto nei prossimi anni. Questa mattina era stato un record (italiano e mondiale juniores) di rabbia: 29’’50 nelle batterie dei 50 rana per cancellare il fastidio di non essere arrivata in semifinale nei 100 (l’Italia femminile, nella specialità, è fortissima, ma solo due atlete per nazione possono passare il taglio: ci erano riuscite Arianna Castiglioni, poi argento, e Martina Carraro, bronzo). Questa sera, nelle semifinali, il record che ha sconvolto il mondo, 29’’30, è stato di puro divertimento: più veloce ed esplosiva e potente di tutte, anche della statunitense Lilly King, un mostro sacro, che aveva realizzato il suo 29’’40 proprio qui nella Duna Arena nel 2017 quando, 24enne, era già campionessa olimpica, e realizzò la prima doppietta iridata (poi bissata a Gwangju due anni dopo). Lilly insomma era già una donna. Benedetta ha 16 anni, le unghie colorate tutte di una tinta pastello diversa (alla Chiara Ferragni per intenderci, d’altronde Fedez è uno dei cantanti preferiti da Benny), il liceo da seguire (media dell’8,5), una potenzialità tutta da esplorare e tante opportunità da cogliere, a partire dai Giochi di Tokyo dove però i 50 rana non potrà nuotarli, perché non sono specialità olimpica.


Benedetta Pilato Nuovo Record Mondiale dei 50 Rana (29″30) agli Europei 2021 di Budapest

Il record di Benedetta PilatoBenedetta è da oggi anche la nuova detentrice del record mondiale nei 50 rana. Una cosa che deve ancora realizzare per bene. In acqua, quando ha visto il tempo, è scoppiata a piangere. «Davvero solo io, Pellegrini e Novella Calligaris abbiamo fatto un record del mondo?» chiede agli addetti stampa della Federnuoto. Confermiamo, Benny. «Non so cosa dire, non vorrei piangere, ma proprio non ce la faccio a trattenermi. Sono contentissima, sentivo il tifo degli altri compagni di squadra, ed è stato bello. Quando ho visto il tempo, non pensavo sarebbe stato così basso. Questa mattina ero arrabbiata per come erano andati i 100, questa sera no, ero rilassata, questa è la mia gara e mi sento più tranquilla, volevo fare il record europeo ma il record del mondo, beh quello non ci pensavo».

E pensare che Benny — talento straordinario di quelli che nascono una volta ogni tanto — è una campionessa per caso: ha iniziato a nuotare piccolissima a Taranto, la sua città, «all’inizio neanche mi piaceva», poi sulla sia strada ha incontrato Vito D’Onghia che è tuttora il suo allenatore, ma che lo fa solo per hobby: di mestiere, infatti, è un dipendente dell’Asl di Taranto. «L’ho sentito prima della semifinale, era contento. Per me questo è ancora tutto un gioco». Uno splendido gioco.