Tommaso Giulini: “Serie A al collasso, se il governo non ci aiuta fermiamo il campionato”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/cagliari/2021/06/06/news/tommaso_giulini_serie_a_al_collasso_se_il_governo_non_ci_aiuta_fermiamo_il_campionato_-304530364/

Il presidente del Cagliari chiede certezze sulla prossima stagione: “Non ci permettono di fare calcio, non sappiamo ancora quando riapriranno gli stadi“. I club oggi voteranno la proposta di giocare il prossimo campionato senza partite in contemporanea: “Dazn ci proietta nel futuro ma questo passaggio sarà a fortissimo rischio per noi e i tifosi

«Il sistema è al collasso, non siamo stati considerati nei ristori e non abbiamo garanzie su quando riapriranno gli stadi». Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, milanese con origini (e interessi economici) in Sardegna, lancia il suo allarme. Oggi è convocata l’assemblea di Lega che deve decidere, fra l’altro, sul campionato spezzatino ed eleggere un consigliere indipendente.

Presidente Giulini, pensate a forme clamorose di protesta? – «Dovremo avere il coraggio di non scendere in campo alla prima di campionato. Non è possibile che non ci sia permesso di fare calcio. Si rischia di far scappare imprenditori seri che ci mettono denaro, passione, non vedono un briciolo di sostegno dal governo e non hanno garanzie che da agosto si riaprano gli stadi. Non abbiamo ricevuto aiuti a fronte di perdite enormi. Abbiamo 300 mila addetti, 30 milioni di tifosi, la Serie A garantisce un gettito fiscale da un miliardo. I mancati introiti del ticketing sono più del 50% delle perdite dell’ultima stagione».

La Figc ha già ottenuto la riapertura dell’Olimpico per l’Europeo. – «La preoccupazione principale di Gravina dovrebbe essere far riaprire gli stadi di Serie A, più che quello che farà la Nazionale agli Europei. I club sono super indebitati e noi sosteniamo anche le categorie inferiori».

Intanto in Lega non c’è accordo su nulla. A partire dalla riforma dei campionati. – «Il problema sono gli interessi differenti tra grandi, medie e neo promosse. A noi come Cagliari interessa avere un campionato con più squadre possibili. I grandi hanno invece interesse ad avere meno club per giocare più partite europee: serve buon senso e sintesi tra le parti. La Francia ha votato il ritorno a 18 squadre: è il numero congruo per migliorare l’appetibilità del campionato, ma a quel punto con massimo una retrocessione, più un’altra squadra che spareggia con la seconda di B o la vincente di un play-off di B».

Cosa pensa del passaggio da Sky a Dazn? – «Non è stato facile abbandonare un partner storico come Sky. Dazn ci dà l’opportunità di proiettarci nel futuro, ma servirà un periodo di adattamento a fortissimo rischio per noi e gli appassionati di calcio. Spero riesca in questo interim a garantire un servizio di livello».

Vuol dire che voterete lo spezzatino? 10 gare in 10 slot diversi? – «Potrebbe essere una scelta prudente se fosse motivata dall’esigenza di distribuire meglio i carichi sulla Rete, ma non credo sia solo questo il motivo, pertanto bisogna capire se sia una soluzione fattibile o meno. Confido che venga salvata la contemporaneità nelle ultime tre giornate. Quest’anno abbiamo addirittura assistito allo slittamento a fine campionato di Lazio-Torino per aspettare il giudizio del Coni, contro qualsiasi basilare principio di salvaguardia della regolarità del campionato».

A proposito di Lazio: oggi Lotito non potrà votare a nome della Salernitana. – «Un proprietario con due squadre è una situazione totalmente anomala e credo non accettabile, per la Serie A».

Cosa è stato il progetto Superlega? – «Un tentativo maldestro che avrebbe ucciso i medi e piccoli club».

Non è assurda la cifra che i club spendono per gli agenti? – «Montagne di soldi che escono dal sistema: 15, 20 milioni all’anno ai procuratori, quantità ingiustificate rispetto al servizio che offrono. Ma servirebbe una riforma europea, per non rischiare di favorire chi quei compensi li paga. Il Cagliari, se capitano situazioni ricattatorie, mette gli agenti in blacklist».

Cosa propone per la Lega? – «Credo che dovremmo tutti fidarci maggiormente dei manager che abbiamo scelto in Lega, lasciarli lavorare in autonomia nell’ambito delle deleghe di cui dispongono con una maggiore presa di responsabilità. E giudicarne l’operato a fine mandato. Inoltre dovremmo completare la nostra governance con un consigliere indipendente di alto profilo che possa supportare Dal Pino e De Siervo nel definire a breve col governo il cruciale tema della riapertura in sicurezza degli stadi».

A proposito di stadi: Cagliari, Roma, Fiorentina inseguono il sogno del nuovo impianto – «Altro tema essenziale di cui deve occuparsi il governo. Va bene la nuova legge Draghi sulle infrastrutture, ma non è ancora sufficiente: in Italia per fare uno stadio devi passare per decine di commissioni, bisogna semplificare. A noi la burocrazia è già costata 3 milioni, quasi 4. E se cambiassimo iter li butteremmo via. Servirebbero contributi a fondo perduto per gli stadi. Come credo sia stato fatto a Bologna e Firenze».

La Serie A in 10 orari diversi, il progetto della nuova stagione su Dazn – 

Serie A, in assemblea scoppia il caso Salernitana: perché il club non potrà votare – 

Allegri: “Estraneo a qualsiasi attività illecita”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2021/06/06/news/allegri_sospetto_scommesse_antiriciclaggio-304458612/

La risposta del tecnico della Juve all’articolo pubblicato dal quotidiano ‘La Verità‘. Secondo il giornale l’allenatore sarebbe sotto lo sguardo indagatore degli uffici antiriciclaggio della Banca d’Italia per alcune segnalazioni di operazioni sospette legate al mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse.

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Massimiliano Allegri

Con riferimento alle notizie pubblicate sul mio conto in data odierna, mi dichiaro con assoluta fermezza del tutto estraneo a qualsiasi attività illecita o irregolare e, tanto meno, a qualsiasi operazione violativa della normativa sull’antiriciclaggio“. Questa la risposta di Massimiliano Allegri all’articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano ‘La Verità‘. Secondo il giornale, il tecnico della Juventus sarebbe sotto lo sguardo indagatore degli uffici antiriciclaggio della Banca d’Italia per alcune segnalazioni di operazioni sospette legate al mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse.

Ad attirare l’attenzione dell’antiriciclaggio sarebbero stati alcuni pagamenti effettuati da una società maltese, attualmente sotto inchiesta per truffa aggravata, evasione e rapporti con la criminalità organizzata, e che avrebbero come destinatario proprio l’allenatore della Juventus, da sempre appassionato di cavalli: inoltre dal 2021 ogni bonifico superiore a 5000 euro ha maggiori possibilità di essere sottoposto a controllo, effetto della stretta effettuata dalla nuova legislazione.

Il tecnico toscano è da sempre appassionato di ippica, mondo a cui spesso si rifà quando deve raccontare il calcio e la vita, e proprio la società bianconera, nel giorno dell’annuncio ufficiale del suo ritorno, utilizzò un riferimento a questa sua passione.

Le cifre – Sarebbero sette i bonifici incriminati e che sarebbero stati effettuati a favore di Allegri dal 2018 al 2021: triennio nel quale si arriverebbe a quota 161.000 euro, con altri 168.000 euro, provenienti da una società slovena che gestisce hotel e casinò, e 140.000 euro riconducibili invece a una banca privata di Monte Carlo, come riporta la notizia pubblicata dal quotidiano La Verità. Cifre che potrebbero in ogni caso fare riferimento a vincite legali visto che il tecnico avrebbe speso con la sua carta di credito personale quasi 500.000 euro presso esercenti di gioco d’azzardo a Montecarlo e in Slovenia.

Flavio Briatore, malore a Baku. Soccorso nell’infermeria del circuito di F1…..


Flavio Briatore, malore a Baku. Soccorso nell’infermeria del circuito di F1: “Piccola défaillance”. Elisabetta Gregoraci commenta così

articolo: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/06/flavio-briatore-malore-a-baku-soccorso-nellinfermeria-del-circuito-di-f1-piccola-defaillance-elisabetta-gregoraci-commenta-cosi/6221637/

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Flavio Briatore (Verzuolo, 12 aprile 1950) è un imprenditore, dirigente d’azienda e dirigente sportivo italiano.

Flavio Briatore ha avuto un malore venerdì 4 giugno mentre si trovava a bordo pista a seguire le prove del Gran Premio di Formula 1 che si corre quest’oggi a Baku, in in Azerbaijan. È stato lo stesso imprenditore a documentare quanto accaduto nelle sue storie di Instagram, pubblicando alcuni video che lo immortalavano nell’infermeria del circuito, mentre veniva assistito dallo staff medico. Immagini seguite da un lungo silenzio, che aveva fatto preoccupare i suoi fan.

Finché nelle scorse è stato sempre lui a rassicurare tutti sulle sue condizioni di salute, pubblicando una foto che lo ritrae sorridente e in perfetta forma assieme a Stefano Dominicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1: “Volevo rassicurarvi – ha scritto Briatore nel post, – come vedete oggi sto alla grande. (Dopo la piccola défaillance di ieri)”. E tra i tanti commenti, non passa inosservato quello dell’ex moglie Elisabetta Gregoraci, che ha pubblicato una faccina con i cuori. Nonostante il divorzio, i due sono ancora molto uniti, legati dall’amore per il figlio Nathan Falco. Non si conoscono i dettagli di quanto successo all’imprenditore, team manager della Renault di Fernando Alonso, ma secondo le indiscrezioni si sarebbe trattato solo di un lieve malore risolto con le cure dello staff medico della F1.

Milano, incendio in sottotetto palazzo: due intossicati lievi


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/04/foto/milano_incendio_in_sottotetto_palazzo_due_intossicati_lievi-304207133/1/

Milano, 4 giugno 2021 – Un incendio è divampato nel sottotetto di un palazzo di otto piani in via Washington a Milano. Le fiamme sono scaturite durante un intervento di alcuni operai mentre stavano installando una guaina bituminosa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la Polizia di Stato e i Carabinieri che hanno evacuato in via precauzionale tutto lo stabile. A causa del fumo sprigionato dal rogo sono rimasti intossicati lievemente un operaio e un condomino che sono stati trasportati in codice verde rispettivamente all’ospedale San Paolo e al Niguarda.

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Inter, Zhang: “Inzaghi ha i requisiti giusti. Mercato? L’obiettivo è di ridurre i costi”


articolo: https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/06/05/inter-zhang-intervista

Il nostro Massimo Marianella ha realizzato una lunga intervista in esclusiva per Sky Sport. In questa anticipazione della versione integrale che andrà in onda nei prossimi giorni le parole sul nuovo allenatore e sulle strategie del mercato: “Inzaghi è giovane e con grande potenziale. Sul mercato l’obiettivo è di ridurre i costi, restare competitivi e allo stesso tempo ottenere dei ricavi

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Steven Zang – Presidente FC Internazionale Milano

https://video.sky.it/sport

Da una parte il campo, dall’altra il futuro societario. Gli impegni non mancano per il presidente dell’Inter Steven Zhang che, dopo la vittoria dello scudetto, ha dovuto fare i conti anche con il cambio di allenatore. Fuori Antonio Conte, dentro Simone Inzaghi. “Si capisce subito che Simone è un allenatore allineato con il club e, allo stesso tempo, esperto e in grado di competere sia in Italia che in Europa – spiega Zhang in un’intervista esclusiva a Sky Sport realizzata da Massimo Marianella – È giovane e con grande potenziale ed è adatto alla conformazione della nostra squadra, si sposa bene“.

Parole d’elogio nei confronti di Inzaghi da parte di Zhang che, però, chiede tempo ai tifosi: “Penso che abbia tanti requisiti giusti per noi e allo stesso tempo siamo sicuri che lavorerà al meglio con il team e i dirigenti nel futuro. Spero che i tifosi gli diano tempo e supporto, che siano pazienti e che credano in lui e gli diano modo di guidare la squadra per continuare questo percorso vincente e continuare ad essere competitivi, anno dopo anno, per poi continuare a vincere tante partite“.

“Necessario contenere i costi” – L’Inter, intanto, deve fare i conti con la spending review. In questa sessione di mercato sarà necessario un contenimento dei costi, ma Zhang spiega anche l’importanza di ottenere ricavi anche dalle cessioni: “Per il club dobbiamo sempre guardare non solo alla singola stagione e alla singola sessione di mercato, ma al progetto a lungo termine e in questo senso dare possibilità al club di recuperare dalle ripercussioni della pandemia – ammette il presidente nerazzurro – Per fare questo è assolutamente necessario contenere i costi e il mercato è una modalità di fare questo, di recuperare i milioni persi nelle scorse stagioni, e parliamo di milioni e milioni persi a causa della chiusura degli stadi e di attività commerciali che abbiamo dovuto interrompere. Per questa sessione, nello specifico, l’obiettivo è di ridurre i costi, costruire la squadra insieme all’allenatore, restare competitivi, e allo stesso tempo ottenere ricavi dal mercato

Obiettivo? Rimanere competitivi” – Zhang traccia anche la strada per gli obiettivi dell’Inter sia in Italia che in Champions League dove la squadra di Inzaghi sarà inserita tra le teste di serie nel sorteggio della fase a gironi: “L’obiettivo per la prossima stagione è di rimanere competitivi, ambire al massimo e speriamo di poter andare più avanti sul palcoscenico internazionale, perché è importante competere ai massimi livelli sia in Italia che in Europa per un club come l’Inter, ed è importante non solo sportivamente ma anche per motivi economici.

Niente Tottenham per Conte. C’è l’accordo con Paratici


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/05/news/premier_fumata_nera_tra_conte_e_il_tottenham_c_e_l_accordo_con_paratici-304333873/

Sembra sfumare il ritorno in Inghilterra dell’ex allenatore dell’Inter. Avrebbe messo paletti sul proprio staff e chiesto un importante investimento sulla rosa. L’ex dirigente della Juve verso il sì.

Il matrimonio tra Antonio Conte e il Tottenham non s’ha da fare. Secondo la stampa britannica la trattativa si è arenata irrimediabilmente dopo le richieste del tecnico campione d’Italia. L’ex allenatore dell’Inter, infatti, è convinto che gli Spurs non abbiano una rosa adeguata per competere alla pari in Premier League con le corazzate Liverpool, Manchester City, Manchester United e Chelsea e avrebbe chiesto un forte cambiamento della rosa trovando subito l’opposizione del presidente Daniel Levy.

Troppe divergenze per dire sì – Il Tottenham, settimo nell’ultimo campionato, ripartirà dalla Conference League, ma vuole tornare tra le prime quattro d’Inghilterra pur dovendo fare i conti con la grave situazione finanziaria in cui versa, ingigantita dalla pandemia e dal grosso investimento che la società ha fatto per il nuovo stadio. E c’è anche il problema Harry Kane. La stella degli Spurs è tentato dalla corte di Manchester City e Real Madrid e non è escluso un suo addio. Non un buon segnale per Conte che aveva messo paletti anche sul suo staff, proposta accettata solo in parte dal club inglese. Per lunedì è attesa la risposta definitiva del tecnico, ma viste le condizioni attuali difficilmente sarà un sì.

C’è l’accordo con Paratici – C’è, invece, l’accordo con Fabio Paratici che, dopo 11 anni di Juventus, insegue una nuova avventura all’estero. Secondo il Guardian, quindi, il numero uno Levy si sta già guardando intorno. Si parla addirittura di un ritorno di Pochettino, ma il Paris Saint Germain non sarebbe disposto a lasciar partire il tecnico argentino a meno di un clamoroso accordo proprio con Conte. Tutto quindi è ancora possibile.

Seid e razzismo, Marchisio: «L’Italia ha fallito, facciamo tutti un po’ schifo»


articolo: https://torino.corriere.it/cronaca/21_giugno_05/suicida-razzismo-marchisiol-italia-ha-fallito-facciamo-tutti-po-schifo-aa33a54c-c5f5-11eb-8929-1e7e5315cef2.shtml?fbclid=IwAR2V_bKOG2H6bRJgLb9y5YOmsac44D–s28KOKwH9bJUYl5BrJCqp65hiwU+

L’ex calciatore della Juve sul caso del ventenne suicida Seid Visin

«Un Paese che spinge un giovane ragazzo a fare un gesto così estremo è un Paese che ha fallito». Claudio Marchisio, ex giocatore della Juve, commenta così il suicidio di Seid Visin, il ventenne di origini etiopi che dopo un paio di stagioni nelle giovanili del Milan era tornato a Nocera Inferiore, dove era cresciuto dopo essere stato adottato da una famiglia italiana. «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle», scrive il giovane in una lettera, anticipata da alcuni quotidiani, in cui spiega i motivi del suo gesto.

«Siamo il Paese dell’integrazione quando sei un giovane talento – scrive sui social Marchisio – o quando segni il gol decisivo in una partita importante, ma che si rifiuta di essere servito al ristorante da un ragazzo di colore. Siamo il Paese dell’integrazione quando l’atleta vince la medaglia alle Olimpiadi. Siamo il Paese dell’integrazione che cerca improbabili origini italiane quando l’attrice che ci fa emozionare vince il Premio Oscar, ma che quando in classe con i propri figli ci sono dei ragazzi di colore storce il naso. Io non posso neanche immaginare cosa abbia provato Seid Visin, ma sono certo che un Paese che spinge un giovane ragazzo a fare un gesto così estremo è un Paese che ha fallito. Pensateci quando fate le vostre battute da imbecilli, quando fate discorsi stupidi e cinici sui gommoni e sul colore della pelle, soprattutto sui social network. Facciamo un po’ schifo. Tutti. Di centro, di destra, di sinistra».

 

Ciclismo, Egan Bernal positivo al Covid


articolo: https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2021/06/04/news/ciclismo_bernal_positivo_al_covid-304234517/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S3-T1

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Egan Arley Bernal Gómez (Zipaquirá, 13 gennaio 1997) è un ciclista su strada e mountain biker colombiano che corre per il team Ineos Grenadiers. Professionista dal 2016 e corridore da corse a tappe, con caratteristiche di scalatore puro, in carriera ha vinto il Tour de France 2019, primo vincitore colombiano nella storia del Tour, e il Giro d’Italia 2021.

Il tampone è stato effettuato giovedì in vista del viaggio di ritorno in Colombia. Il campione del Giro 2021 è in isolamento a Monaco con la sua compagna Maria Fernanda, con sintomi minori.

Egan Bernal è risultato positivo al Covid-19 cinque giorni dopo aver vinto il Giro d’Italia. La scoperta dopo un tampone effettuato in preparazione di un viaggio dall’Europa alla Colombia, in programma sabato. Bernal e la sua compagna Maria Fernanda sono ora in isolamento a Monaco, con sintomi minori. Dopo la crono di Milano, il 24enne scalatore era rientrato nella sua casa di residenza per un po’ di riposo e in attesa di effettuare il viaggio verso casa. Difficile dire quando Bernal sia rimasto contagiato, se durante l’ultima settimana del Giro o immediatamente dopo. L’ultimo test Pcr a cui i corridori del Giro si sono sottoposti durante la corsa risale al 24 maggio, la sera della tappa di Cortina stravinta proprio dal colombiano: in quell’occasione, su 592 test totali, non erano emersi positivi, così come nella precedente tornata, durante il primo giorno di riposo, martedì 18 maggio.

Morto di Covid a 59 anni Loris Dominissini: aveva allenato Udinese e Como


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/04/news/covid_nuovo_lutto_nel_calcio_e_morto_dominissini_aveva_59_anni-304260335/?ref=RHTP-VS-I287621970-P13-S13-T1

L’ex giocatore e allenatore dell’Udinese è deceduto all’ospedale di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Agli inizi degli anni Duemila ha guidato il Como dalla C alla A

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Loris Dominissini (Udine, 19 novembre 1961 – San Vito al Tagliamento, 4 giugno 2021) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano

Lutto nel mondo del calcio. E’ morto Loris Dominissini. L’ex calciatore ed allenatore dell’Udinese, cresciuto nel settore giovanile della squadra friulana, è morto a soli 59 anni all’ospedale di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, a causa del Covid.

Portò il Como in Serie A – Nonostante si fosse da tempo negativizzato, la malattia aveva lasciato segni profondi nel corpo dell’ex centrocampista. Da giocatore Dominissini, dopo l’Udinese, ha vestito anche le maglie di Triestina, Pordenone, Messina, Reggiana, Pistoiese, Sevegliano e Pro Gorizia. Da allenatore invece, agli inizi degli anni Duemila, riuscì nell’impresa di guidare il Como di Preziosi alla doppia promozione dalla Serie C alla A. L’ultima esperienza nel 2006 sulla panchina della “sua” Udinese in coppia con Nestor Sensini.

La truffa delle mail:


La truffa delle mail: se premi il tasto per disiscriverti a un servizio «regali» il tuo indirizzo agli hacker

articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_giugno_01/truffa-mail-se-premi-tasto-disiscriverti-un-servizio-regali-tuo-indirizzo-hacker-6c52e542-c2af-11eb-8124-01fce1738742.shtml

Basta premere un tasto o un link per far partire una reazione a catena che ci espone a un bombardamento di spam

Talvolta la cura è peggiore del male. Alcuni truffatori digitali stanno utilizzando false e-mail di cancellazione (o meglio «unsuscribe») per scovare indirizzi email validi da bombardare di spam.

 

Un sistema semplice e geniale – Il tasto o il link di «unsuscribe» è nato per disiscriversi da servizi email, come le newsletter, che non vogliamo più ricevere. Tutti abbiamo ricevuto almeno una volta una missiva che chiedeva di «premere qui se non vuoi più ricevere le nostre mail», di «cliccare sul link disiscrizione», di «seguire il link per la cancellazione». Fin qui nulla di male, la maggior parte delle volte sono link reali. Visti al contrario però quei tasti e link sono degli strumenti potentissimi. Come rilevato dal sito di cybersecurity Bleeping computer, truffatori digitali utilizzano sempre più spesso questi link di disiscrizione per verificare il nostro indirizzo email. Cliccando infatti confermiamo che l’account è attivo e quindi perfetto per ricevere spam ed essere bombardato da email non volute.

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Come funziona la trappola – Il sito ha scovato anche delle mail ad hoc inviate dagli «scammers». Sono messaggi semplici, il cui oggetto può essere «Conferma il tuo indirizzo email», «Verifica», «Per favore, conferma la tua cancellazione» e cose simili. Dentro l’email si trovano link e tasti, spesso colorati e bene in evidenza, che invitano a confermare la propria scelta di cancellazione. Una volta cliccati ecco partire la reazione a catena: il nostro account invia un’email a numerosi account dei truffatori e così la trappola è scattata. Il nostro indirizzo email è pronto per essere bombardato. Va detto che queste email sono piuttosto facili da riconoscere. Sono spesso di scarsa fattura, con colori improbabili, grafica in bassa risoluzione, sgrammaticate. In consiglio però è di fare sempre attenzione ai link nelle mail che chiedono di disiscriversi da qualcosa. Spesso infatti sono camuffati all’interno di messaggi insospettabili.

Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin…agg.: Seid Visin, suicida a 20 anni


Seid Visin, suicida a 20 anni: «Sento gli sguardi schifati per il colore della mia pelle»

articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_giugno_05/seid-visin-suicida-20-anni-sento-sguardi-schifati-il-colore-mia-pelle-2b1edfc4-c56e-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml?fbclid=IwAR3E7_bCM465Ybk680rBhpkVNbM2WolheRu9jynEtxdoXt_8SX9wvEGx0P0

Seid Visin era stato nelle giovanili del Milan: nato in Etiopia e poi adottato, ha lasciato una lettera raccontando il razzismo che subiva

Una lettera straziante, lucida, potente. Così potente che puoi vederlo, Seid, mentre scrive «ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone». Seid Visin aveva 20 anni. Era nato in Etiopia ed era stato adottato in Italia da piccolo, a Nocera Inferiore, dove l’altro giorno si è tolto la vita e dov’era tornato dopo un paio di stagioni passate a Milano a giocare nelle giovanili del Milan con Donnarumma. Aveva indossato anche la maglia del Benevento ma alla fine aveva scelto di studiare. Fine del calcio professionistico. Di recente si era impegnato per l’Atletico Vitalica, una squadra di calcio a cinque.

La famiglia – Lo sport, lo studio, la famiglia. Ma Seid avrebbe voluto anche altro, e cioè vivere in un mondo senza razzismo. Lo sguardo di disprezzo, la donna che si tiene la borsetta se sali sull’autobus, la commessa che ti segue convinta che ruberai… ogni piccolo gesto è la lama di un coltello che ti tormenta. E Seid la sentiva ogni giorno di più, quella lama. Tempo fa aveva scritto sull’argomento una lettera mandata ad alcuni amici e alla sua psicoterapeuta. Parole drammatiche che oggi sono anche il suo testamento. Eccone alcuni stralci. «Io non sono un immigrato» scriveva. «Sono stato adottato da piccolo (…). Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto». (…) «Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro». E ancora: «Dentro di me è cambiato qualcosa», scriveva Seid. «Come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, bianco».

La confessione – Poi una sorta di confessione: «Facevo battute di pessimo gusto su neri e immigrati (…) come a sottolineare che non ero uno di loro. Ma era paura. La paura per l’odio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati». Il finale chiarisce che «non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente “Vita”».


Calcio, muore a 20 anni per un malore Seid Visin: aveva giocato con Donnarumma nelle giovanili Milan

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_04/calcio-muore-20-anni-un-malore-seid-visin-aveva-giovato-donnarumma-giovanili-milan-c93c10be-c50f-11eb-86af-ac042f3197d2.shtml

Ucciso da un malore, si era ritirato dallo sport professionistico. Il suo club: lanciamo un pallone nel cielo

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Seid Visin

Era una giovane promessa. Ha vestito le maglie di Milan e Benevento. Nelle giovanili rossonere aveva condiviso la stanza al ritiro con un altro talento, il portiere Gianluigi Donnarumma. , origini etiopi, è morto a soli vent’anni. Trovato senza vita in casa. Un malore.

Trasferitosi in Italia da bambino, ha vissuto per alcuni anni a Nocera Inferiore, in Campania, la città dei suoi genitori adottivi, per poi trasferirsi a Milano e cercare di sfondare nel grande calcio. Prima del 2016-2017, il suo ultimo anno di attività a livello agonistico, Seid si è messo in mostra in mostra nei settori giovanili dei due club. La voglia di tornare a casa l’ha riportato a Benevento nel 2016, prima che Seid dicesse definitivamente addio al calcio professionistico per tornare a divertirsi in una squadra di calcio a cinque, l’Atletico Vitalica.

Proprio il club campano ha salutato Seid con un post sui canali social della squadra: «Il tuo sorriso, il tuo indiscusso talento, la tua naturale e straordinaria predisposizione a dare del “tu” alla palla restano impressi nella nostra mente. Nel cuore porteremo per sempre la tua discrezione e la refrattarietà a vedere il calcio come fonte di guadagno. Decubertiano nell’animo, hai fatto della partecipazione l’unica vera vittoria ricercata e la compagnia l’unico compenso di cui avevi bisogno. Oggi vai via, come sei arrivato: lasciandoci attoniti, senza parole. Sei e resterai nella storia di ciascuno di noi, perché eterni sono i legami di chi vuol bene senza chieder nulla in cambio. La bandiera dell’Atletico Vitalica oggi, più che mai, è ammainata. Lanciamo idealmente un pallone al cielo, se non torna indietro, sappiamo chi ce lo avrà nascosto ancora una volta. A-DIO Seid, talento enorme dal cuore fragile».

Codogno, cori razzisti contro giocatore:..


Codogno, cori razzisti contro giocatore: Jared Bi Zamble non ferma la partita e segna il gol della vittoria

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_03/codogno-cori-razzisti-contro-giocatore-jared-bi-zamble-non-ferma-partita-segna-gol-vittoria-4f362ca6-c469-11eb-9211-eb63e72b00a2.shtml?fbclid=IwAR1s8KRRCzxOsOsEaZ1dEgkRGLbf4KKHE73slWx2ep2gJD3xut5AKKVhin8

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«Fermare le partite non basta, fosse per me ogni squadra dovrebbe avere almeno un giocatore di colore in organico, in modo da forzare calciatori, allenatori e pubblico a confrontarsi con le altre culture». Jared Bi Zamble, centravanti del Codogno (Lodi) il 2 giugno a Varzi (Pavia) è stato vittima dell’ennesimo episodio razzista della sua carriera, in un match del campionato di Eccellenza. Entrato a 14 minuto dalla fine, autore del gol della sicurezza per la propria squadra e bersagliato da «buuu» razzisti e ululati provenienti dalla tribuna. Ha risposto subito nel modo più’ efficace, segnando un altro gol, mentre i dirigenti della squadra pavese accompagnavano fuori l’autore del gesto.

A raccontare l’episodio è lo stesso attaccante italo-ivoriano (nato a Cremona e cittadino italiano a tutti gli effetti), 27 anni di cui oltre dieci sui campi del Nord Italia fra Lega Pro e Dilettanti, noto anche per l’amore per la pittura. «Mi è successo altre volte in passato, e anche di peggio – racconta lui dopo la partita – ma l’episodio di mercoledì non me lo aspettavo proprio. Eravamo in vantaggio e con il mio gol abbiamo messo il risultato al sicuro. La frustrazione, insieme a un po’ di ignoranza, ha scatenato reazioni razziste tra il pubblico, da parte di una persona in particolare che ha iniziato a provocarmi con il verso della scimmia. All’inizio non ci ho badato, anche perché il resto del pubblico ha cercato di isolarlo, poi siccome continuava ho segnalato l’episodio all’assistente dell’arbitro».

Il direttore di gara, informato di quanto stava accadendo, ha guardato prima la tribuna e poi il centravanti del Codogno. Il quale lo ha rassicurato che si poteva continuare. E subito dopo ha messo a segno la sua doppietta personale, il miglior modo per far tacere i razzisti. «Ho individuato quasi subito il responsabile, perché è andato avanti a insultarmi per diversi minuti. Io stesso mi sono rivolto a lui, credo di avergli detto che è troppo facile ulularmi dietro quando siamo separati da una rete. Gli avversari? Mi hanno subito espresso solidarietà. Anche il presidente del Varzi è venuto a scusarsi personalmente negli spogliatoi, assicurandomi che l’autore del gesto era stato allontanato dalle tribune. Altre volte in passato, purtroppo, non è successo». Zamble infatti racconta di aver subito per tutta la carriera epiteti e insulti razzisti in campo, a volte dal pubblico e altre dagli avversari: «Mi dico sempre che è un modo facile per provocare un avversario che temono. O che magari e’ colpa della frustrazione quando non riescono a fermarmi. Pero’ mia madre dopo un paio di volte ha scelto di non venire più a vedermi giocare, ha paura di dover assistere a episodi spiacevoli. Certo è che indossare una magliettano al razzismonon è abbastanza. Servono segnali piu’ forti».

SIMONE INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DELL’INTER


SIMONE INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DELL’INTER

Il tecnico ha firmato un contratto biennale con il Club nerazzurro

articolo: https://www.inter.it/it/news/2021/06/03/simone-inzaghi-nuovo-allenatore-inter.html

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MILANO – FC Internazionale Milano dà il benvenuto a Simone Inzaghi come nuovo allenatore della Prima Squadra: il tecnico ha firmato un contratto biennale con il Club nerazzurro. #WelcomeSimone

LA SCHEDA DI SIMONE INZAGHI

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La scheda: 

IL PALLONE NEL DESTINO, BENVENUTO SIMONE!

Gli inizi a Piacenza, il salto alla Lazio, ora nuove sfide con l’Inter: inizia oggi l’avventura di Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra

Il pallone nel destino. Perché quando nasci in un piccolo paese alle porte di Piacenza e hai un fratello di nemmeno tre anni più grande di te, non fai altro che sognare una cosa, assieme a lui: il calcio. La maglia del Piacenza, gli autografi di quei centravanti che, per chi aveva la stanza tappezzata di bandiere e sciarpe biancorosse, erano degli idoli da inseguire, da aspettare per una foto. San Nicolò: il fiume Trebbia a dividere dal Galleana, a 5 chilometri da casa, l’impianto che ispirava i fratelli Inzaghi. Tra passeggiate nei boschi alla ricerca di funghi e le giornate passate a pescare, alla fine vinceva sempre il pallone. Ovunque, e in ogni modo. In cortile o in mansarda, sui campi di terra o sull’asfalto.

Simone e una sfida continua: fare gol. Negli esordienti della squadra di San Nicolò chiuse una stagione con 92 reti. 92! L’obiettivo sempre fisso: diventare un calciatore. E allora il naturale sbocco proprio al Piacenza, nel primo sogno di infanzia realizzato. Oltre al costo del cartellino il San Nicolò, il giorno in cui salutò Simone, ricevette 40 palloni, le casacche per gli allenamenti e delle nuove reti per le porte.

Intrecci e ricordi, che fanno ripercorrere la carriera da calciatore di Simone Inzaghi. La gavetta sui campi di provincia tra Carpi, Novara, Brescello e Lumezzane, prima dell’affermazione attesa con il suo Piacenza. 15 gol alla prima stagione in Serie A, nel 1998, a 22 anni. Poi il salto alla Lazio, con gol pesanti e lo storico Scudetto nel 2000. Ci sono 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane nel passato da calciatore di Simone Inzaghi, miglior marcatore nelle coppe europee della storia biancoceleste ed entrato negli annali come primo giocatore italiano a segnare 4 reti in una partita in Champions League (14 marzo 2000, Lazio-Marsiglia 5-1).

Terminata la carriera da calciatore nel 2010, Inzaghi passa subito sulla panchina: nel 2010-2011 inizia l’avventura come tecnico nel Settore Giovanile della Lazio. Nel 2014 diventa l’allenatore della Primavera (2 Coppe Italia e una Supercoppa), poi nell’aprile del 2016 sul finire di campionato viene promosso in Prima Squadra. 7 partite per chiudere la stagione e ottenere la riconferma anche per l’anno successivo. Allenerà la Lazio per altri cinque: un trionfo in Coppa Italia nel 2019, due Supercoppe Italiane (2017 e 2019) e il quarto posto nel 2020 con il ritorno in Champions League per i biancocelesti.

Simone Inzaghi, che in carriera da calciatore ha collezionato tre presenze con la maglia della nazionale azzurra, è ora pronto a intraprendere una nuova, esaltante avventura: quella di allenatore dell’Inter.

#WelcomeSimone

Incendio alla Coop di Ponte a Greve: clienti e personale evacuati


articolo: https://video.corrierefiorentino.corriere.it/incendio-coop-ponte-greve-evacuazione-corso/97442f76-c468-11eb-8ea6-d1676a99f4ec

Momenti di paura alla Coop di Ponte a Greve – Il video, testo di Jacopo Storni /CorriereFiorentino Tv

Ponte a Greve (Firenze), Giovedì 03 Giugno 2021Incendio al centro commerciale Coop di Ponte a Greve intorno alle 14.30, quando la copertura del tetto ha cominciato a bruciare. Evacuati in pochi minuti tutti i clienti e i dipendenti, che si sono riversati ne parcheggio esterno della struttura, senza far registrare nessun ferito. Dentro il supermercato, molto fumo e prodotti anneriti. La colonna di fumo si è levata altissima bel cielo ed è visibile da lontano. L’incendio avrebbe poi coinvolto parti del supermercato, principalmente gli spogliatoi dei dipendenti, dove sarebbero andati perduti telefoni, chiavi e vestiti.

A Firenze a fuoco il tetto di un centro commerciale

Firenze, maxi incendio alla Coop di Ponte di Greve: evacuata l’intera struttura

Il disastro della nave “MV X-Press Pearl”: lo Sri Lanka minacciato da centinaia di tonnellate di gasolio


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/03/news/sri_lanka_affondata_la_x-press_le_coste_a_rischio_grave_catastrofe_ecologica-304012965/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S2-T1

Le squadre di pulizia raccolgono tonnellate di plastica bruciata, pesci e tartarughe marine avvelenati dall’acido nitrico lungo le spiagge del paese, colpito dalle più grave catastrofe ecologica della sua storia. Il danno potrebbe essere accresciuto dalla fuoriuscita del carburante.

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Tonnellate di plastica bruciata, bitume, pesci e tartarughe marine avvelenati dall’acido nitrico, è quello che le squadre di pulizia stanno raccogliendo lunghe le spiagge dello Sri Lanka, funestato dalle più grave catastrofe ecologica della sua storia. Ma questo disastro cominciato due settimane fa, quando sulla porta container “MV X-Press Pearl” carica di agenti chimici altamente nocivi è scoppiato un incendio, rischia adesso di essere aggravato dalla fuoriuscita di centinaia di tonnellate di gasolio. Le immagini girate dagli elicotteri che sorvolano la zona già mostrano intorno all’imbarcazione le acque cristalline del Mare delle Laccadive insudiciate da ampie chiazze di petrolio. E adesso a Colombo tutti temono una possibile marea nera che sulle coste srilankesi produrrebbe gravissimi danni all’economia oltre che al prezioso ecosistema del Paese. Alcuni esperti temono che il disastro ecologico già compiuto sia soltanto l’inizio di una catastrofe epocale.

La nave ha bruciato per tredici giorni e ieri si è quasi interamente inabissata al largo del porto principale di Colombo. La società di Singapore X-Press Feeders, proprietaria del cargo, ha confermato che questo sta lentamente affondando dopo il fallito tentativo di rimorchiarlo verso acque più profonde nell’illusoria speranza di contenere i danni. Illusoria, spiegano gli scienziati, perché anche se la nave fosse colata a picco a largo delle coste, le conseguenze sarebbero state ugualmente spaventose.

La poppa di quest’imbarcazione di 31.600 tonnellate, lunga 186 metri e alta 45, è ora appoggiata sul fondale a una profondità di una ventina di metri mentre la prua è ancora al di sopra della linea di galleggiamento. Le autorità hanno deciso di vietare la pesca a cinquanta miglia dalla costa, mettendo a rischio la stabilità economica di decine di migliaia di pescatori. I quali, aiutati da centinaia di soldati, a bordo di quasi seimila pescherecci hanno subito cominciato a ripulire le coste e, soprattutto, il loro mare.

Il governo di Colombo ha chiesto aiuto alla Guardia costiera indiana, che ha già partecipato alle operazioni di spegnimento dell’incendio scoppiato a bordo. Una nave indiana con equipaggiamento specializzato è appena arrivata sul posto, pronta a usare le sostanze chimiche che disperdono il petrolio e lo skimmer a spazzola per ripulire la superficie marina, se le perdite di gasolio dovessero diventare consistenti. Oltre alle 330 tonnellate di gasolio presenti sul cargo, a preoccupare le autorità sono anche altre sostanze che la nave trasportava in grande quantità, ossia i lubrificanti, i cosmetici e un “carico pericoloso” di 81 container, tra cui 25 tonnellate di acido nitrico. A ciò vanno aggiunti gli altri 1400 container contenenti beni di ogni genere, molti dei quali bruciati nei giorni scorsi. Ora, lo spegnimento delle fiamme divampate a bordo il 20 maggio scorso è stato ritardato per via dei forti venti monsonici, generati dal recente passaggio nella vicina India di un ciclone.

Dharshani Lahandapura, direttore dell’Autorità che protegge l’ambiente marino dello Sri Lanka (Mepa), ha detto che questo è “il peggiore disastro ecologico al quale ha assistito in vita sua“. Lahandapura ha poi aggiunto che l’11 maggio l’equipaggio era già al corrente di una perdita nei serbatoi di acido nitrico, probabile causa dell’incendio, prima che la nave entrasse nelle acque territoriali dello Sri Lanka, diretta verso la Malesia e Singapore. E’ stata aperta un’inchiesta criminale e il portavoce della polizia locale, Ajith Rohana, ha dichiarato che il capo dell’equipaggio e il meccanico del cargo incidentato erano stati entrambi interrogati per ore lunedì scorso, e che un tribunale ha ordinato la confisca dei loro passaporti. Infine, il presidente srilankese, Gotabaya Rajapaksa, ha chiesto aiuto all’Australia per valutare i danni già inflitti all’ambiente. Da ieri, intanto, tonnellate di granuli di plastica destinati all’industria dell’imballaggio e contenute in chissà quali container della “MV X-Press Pearl” sono affiorate sulle coste occidentali del Paese, tra le più ricche di biodiversità dell’Asia meridionale.

Inghilterra-Austria, ululati dei tifosi rivolti ai giocatori inginocchiati


articolo: https://sport.sky.it/calcio/europei/2021/06/03/inghilterra-austria-fischi-tifosi-ululati-razzismo

I calciatori delle due nazionali sono stati accolti da un misto di ululati e applausi mentre erano inginocchiati in campo prima del fischio d’inizio, segno di solidarietà per la campagna Black Lives Matter. Infortunio per Alexander-Arnold: Europeo a rischio

Non è sicuramente stato un bell’inizio quello della nazionale inglese che mercoledì ha giocato la sua prima amichevole di preparazione in vista di Euro 2020. Avversaria della nazionale del Ct Southgate era l’Austria, sconfitta per 1-0 con gol del 19enne Bukayo Saka, talento dell’Arsenal. A preoccupare è stato il comportamento del pubblico, specie in prospettiva Europei e delle partite che si giocheranno a Wembley. Sarebbe dovuta essere una festa  perché l’Inghilterra tornava a giocare davanti a dei tifosi, nello specifico gli oltre ottomila presenti al Riverside Stadium di Middlesbrough. Invece non è stato così. I sonori ululati rivolti ai 22 giocatori delle due nazionali quando si sono inginocchiati in campo, prima del fischio d’inizio in segno di solidarietà con la campagna ‘Black Lives Matter‘, fanno capire che gli appelli contro il razzismo e ogni forma d’intolleranza non sono stari recepiti da tutti, e dopo la gara anche Southgate non ha nascosto tutto il suo rammarico. Un gesto brutto, presto “coperto” o quasi dagli applausi da una parte del pubblico, ma l’amarezza resta. 

Infortunio per Alexander-Arnold: Europeo a rischio – Questioni di campo. A tenere con il fiato sospeso la nazionale inglese e il Ct Southgate è l’infortunio di Alexander-Arnold che ora rischia di essere ‘tagliato’ e di non partecipare all’Europeo: l’esterno del Liverpool infatti è uscito zoppicando dal campo nei minuti finali, dopo aver accusa un fastidio – con ogni probabilità di natura muscolare – alla coscia. Sorride invece Jude Bellingam, che con i suoi 17 anni e 338 giorni, è diventato il più giovane giocatore della nazionale a essere stato schierato dall’inizio dal 2003 a oggi.

Buona festa della Repubblica!


Festa della Repubblica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Altare della Patria

2 Giugno, la pianista Cristiana Pegoraro interpreta l’inno di Mameli Il videoL’Italia s’e’ destaregistrato presso la Rocca Albornoz di Narni

FESTA della REPUBBLICA – 2 giugno 2021 – Noi siamo l’Italia
2 giugno 1946. Il primo giorno della Repubblica

La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Dazn svela l’offerta: quanto costerà l’abbonamento


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/01-06-2021/dazn-svela-l-offerta-quanto-costera-l-abbonamento-4101522169669.shtml

La prossima stagione da 29,99 euro al mese, promozioni per i nuovi clienti. Possibile collegare 6 dispositivi

Dazn ha svelato le offerte per la prossima stagione, quando trasmetterà anche tutta la Serie A in streaming (7 gare in esclusiva e 3 in co-esclusiva). Questi i prezzi per l’abbonamento: a partire dal 1 luglio, la proposta di Dazn avrà un prezzo di 29,99 euro al mese e, per i nuovi clienti che si abboneranno dall’1 al 28 luglio, è prevista un’offerta di 19,99 euro al mese per 14 mesi. Inoltre, per chi è già abbonato, Dazn comunicherà a breve le ulteriori offerte a loro dedicate in aggiunta a quella relativa al costo dell’abbonamento a 19,99 euro al mese anziché 29,99 euro.

GLI ALTRI APPUNTAMENTI  – Gli eventi su Dazn saranno visibili su un massimo di sei dispositivi con la possibilità di visione in contemporanea dello stesso evento su due dispositivi. Oltre alla Serie A, per quanto riguarda il calcio Dazn trasmetterà anche LaLiga e il meglio del calcio internazionale con la Copa Libertadores, Copa Sudamericana, FA Cup, Carabao Cup, MLS, oltre ai canali tematici di FC Internazionale e AC Milan.

Calcio: Vidal positivo al Covid, ricoverato in Cile


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/06/01/calcio-vidal-positivo-al-covid-ricoverato-in-cile_2354d6f1-8291-4071-be16-574338771e99.html

Il centrocampista dell’Inter salterà gli impegni della sua Nazionale

Arturo Vidal

Il centrocampista cileno dell’Inter, Arturo Vidal, è stato ricoverato in ospedale in Cile dopo essere risultato positivo al Covid-19. Lo rende noto lo staff medico della Nazionale cilena, con la quale Vidal non potrà dunque giocare giovedì contro l’Argentina per la qualificazione ai Mondiali.

Il corpo medico della nazionale cilena sottolinea che su richiesta di Arturo Vidal, si comunica che il giocatore è stato diagnosticato positivo al Covid nel corso della visita preventiva quotidiana effettuata lunedì 31 maggio“, indica un comunicato pubblicato sul sito del Cile.

In precedenza, il team medico aveva riferito che Vidal non si stava allenando ed era stato separato dal resto della squadra per aver presentato “una sindrome febbrile dovuta a tonsillite“. Il 34enne centrocampista era stato vaccinato contro il Covid-19 insieme ad altri giocatori della squadra cilena. Le infezioni da coronavirus in Cile rimangono oltre le 6.000 al giorno e il sistema sanitario nazionale è sopraffatto. Dopo 14 mesi di pandemia, il Covid-19 ha ucciso 29.000 persone per 1,3 milioni di contagi nel Paese.

Superlega, deciderà la Corte di giustizia europea


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/31/news/superlega_decidera_la_corte_di_giustizia_europea-303585508/

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L’interpretazione sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici della UE.

Il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L’interpretazione della Corte sarà determinante per la decisione del giudice spagnolo e per tutti gli altri tribunali che si dovranno pronunciare sul tema.

Interpretazione vincolante – Ricordiamo che Juventus, Barcellona e Real Madrid, i tre club rimasti a difesa del progetto Superlega, si sono rivolte per contestare la presunta violazione da parte di Uefa e Fifa delle norme sulla concorrenza stabilite dall’Unione Europea, rifacendosi al pronunciamento del tribunale commerciale di Madrid delle scorse settimane. La Corte dovrà dare interpretazione delle norme rilevanti nella procedura, e questa sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici dell’Unione Europea che si troveranno ad affrontare una questione analoga nel futuro. Il rischio di una disputa legale tra i club della Superlega e la Uefa è dunque sempre più concreto e le conseguenze rischiano di essere pesantissime.

Uefa: “Difenderemo con forza la nostra posizione” – “La Uefa prende atto dell’annuncio da parte della Corte di Giustizia dell’Ue del riferimento da parte di un Tribunale di Madrid sulla cosiddetta Superlega, nonostante il ritiro di nove dei suoi club fondatori. La Uefa ha fiducia nella sua posizione e la difenderà con forza“. E’ quanto scrive in una nota l’organo di autogoverno del calcio europeo in merito alla richiesta del Tribunale di Madrid che ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza.

Dalla Spagna: “I club sono ancora dentro al progetto” – Una marcia indietro simulata. Secondo El Confidencial i nove club che  – su pressione dei tifosi e per evitare sanzoni dall’Uefa – hanno fatto un passo indietro non sono realmente usciti dal progetto. Il quotidiano spagnolo ha pubblicato un documento sottoscritto da tutti i club che hanno aderito al progetto. Documento firmato il 17 aprile, due giorni prima dell’annuncio della Superlega, da tutti i club. Olltre ai tre che non hanno abbandonato l’idea di partecipare a una competizione d’élite (Real Madrid, Barcellona e Juventus), ci sono gli altri scissionisti: Manchester United, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Manchester City, Liverpool, Atlético de Madrid, Inter e Milan. Tutte le società, si legge, hanno lo stesso numero di azioni: “I fondatori hanno deciso di essere proprietari congiuntamente e in egual modo la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente” . L’idea della competizione per pochi sembrava tramontata dopo le minacce di Uefa e Fifa e la sollevazione popolare inglese che ha innescato l’uscita dei club della Premier League. Secondo El Confindencial nessuna delle nove squadre che avevano fatto marcia indietro ha venduto la propria partecipazione, ossia le azioni della società chiamata a gestire la Superlega. L’accordo con gli investitori è quindi in vigore, non è stato risolto. Di più: nessuno dei club ha nemmeno tentato di risolverlo. Quindi la conclusione è: tutte e nove le società sono ancora dentro a pieno titolo. Dalle scuse alla marcia indietro il passo è stato breve, anche se somiglia a un passo falso.

La Lega incorona Lukaku: il miglior giocatore della stagione.


Lukaku è il Re della Serie A 2020/21: Big Rom premiato come miglior giocatore in assoluto dell’ultima stagione

La Lega incorona Lukaku: il miglior giocatore della stagione. Ronaldo deve accontentarsi

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/05/31/news/la_lega_incorona_lukaku_e_lui_il_miglior_giocatore_della_stagione-303668122/

Il belga, con i suoi 24 gol e ben 11 assist, ha trascinato l’Inter allo scudetto. Ronaldo deve “accontentarsi” del premio di miglior attaccante. Donnarumma il numero 1, Romero premiato tra i difensori. I campioni d’Italia festeggiano anche a centrocampo con Barella

Cristiano Ronaldo è stato il miglior attaccante della serie A 2020/2021, ma il miglior giocatore in assoluto è Romelu Lukaku. La Lega di serie A incorona il numero 9 nerazzurro, capace di trascinare l’Inter allo scudetto con 24 gol e ben 11 assist, primo giocatore capace di raggiungere la cosiddetta “doppia doppia” in una singola stagione di Serie A.

MVP Serie A 2020/21, premio per Barella: il 23 dell’Inter eletto come miglior centrocampista della stagione
Nicolo Barella 2020/21Best Skills, Assists & Highlights 💙🖤

Inter, c’è anche Barella tra gli Mvp – Straordinario anche tatticamente per la capacità di protezione della palla favorendo l’inserimento dei compagni, Lukaku ha percorso in ogni partita quasi un chilometro sopra la soglia di altissima intensità (20 km/h). Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 9 nerazzurro di primeggiare su altri grandi campioni l’efficienza tecnica costantemente in linea con i Top Player Europei (95,1%) e lo strapotere atletico con un indice di efficienza fisica media del 95,5% e picchi del 99%. L’Inter festeggia anche l’incoronazione di  Nicolò Barella, come miglior centrocampista, premiato per l’efficienza tecnica (94,2%) e fisica (94,8%), risultando il giocatore con il più alto valore nel pressing (95,5%), con il 60% dei passaggi riusciti a coefficiente di difficoltà medio-alto e un eccellente rendimento anche dal punto di vista atletico, riuscendo a percorrere una media a partita di 3,4 chilometri ad alta intensità, 27 sprint e 65 accelerazioni brusche.

Serie A, Ronaldo miglior attaccante: la Lega svela i top 6 del 2020/21
Miglior Portiere Gianluigi DonnarummaMiglior difensore: Cristian Romero Miglior centrocampista: Nicolò BarellaMiglior Under 23: Dusan VlahovicMiglior attaccante: Cristiano RonaldoMigliore in assoluto: Romelu Lukaku

Ronaldo miglior attaccante – La Juve si “accontenta” del miglior attaccante. Cristiano Ronaldo ha vinto la classifica marcatori con 29 gol.  Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 7 bianconero di primeggiare su altri grandi campioni si evidenziano l’indice di Efficienza Tecnica del 94,3%, la capacità di risparmiare energie gli consente di essere sempre lucido e toccare picchi di Efficienza Fisica del 95% quando è chiamato in causa. Inoltre il portoghese si è fatto trovare sempre nel posto giusto al momento giusto (K-Movement 95,9%) e quando i compagni gli hanno consegnato la palla ha già previsto cosa dovrà fare (K-Solution 96,2%). In ogni partita ha prodotto ben 24 sprint esplosivi di circa 15 metri l’uno.

Donnarumma miglior portiereGigio Donnarumma è il miglior portiere della stagione. L’ormai ex numero uno del Milan è stato premiato per l’affidabilità, parando il 66% dei tiri subiti da dentro l’area, con un indice di efficienza dell’88%. Insieme ad Handanovic, detiene il record di clean sheet stagionale di 14 partite. Miglior difensore l’atalantino Romero, insuperabile nell’uno contro uno, rapido nei recuperi e abile a leggere in anticipo le giocate avversarie. Infine, Dusan Vlahovic è stato incoronato miglior U-23 per forza fisica, tecnica sopraffina e 21 reti realizzate: una stagione da ricordare per il giovane serbo della Fiorentina.

La prima pagina della #GazzettadelloSport del primo giugno:

Sciopero dei trasporti oggi martedì 1° giugno: da Atm alle Autoguidovie tutti gli orari dell’agitazione


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/01/news/sciopero_trasporti_martedi_1_giugno_milano_atm_funicolare_stie_airpullman_autoguidovie_movibus-303655386/

Sciopero dei trasporti oggi martedì 1° giugno

Stop indetto dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl, per Atm aderisce anche Orsa. Per tram, bus e metrò lo sciopero dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio

Sciopero nazionale del trasporto pubblico locale oggi martedì 1° giugno. In Lombardia previsti disagi e soppressioni. Le segreterie nazionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL e UGL hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per il rinnovo del contratto a cui ha aderito anche la segreteria territoriale di Milano di ORSA Trasporti, che interesserà anche i lavoratori del Gruppo ATM S.p.A.

Ecco, da Atm alla funicolare Como-Brunate, tutte le fasce orarie interessate dallo sciopero compagnia per compagnia.

Atm: possibili disagi sulle linee di superficie e nelle metropolitane dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a termine del servizio.

L’agitazione del personale viaggiante delle linee Airpullman (560, 561 e 566) è prevista dalle ore 8,30 alle ore 13 e dalle ore 16,30 a fine servizio. Le linee 35-48-165-353-709 (al momento servite con bus Airpullman) potranno subire ritardi e cancellazioni dalle 9 alle 17,30 e dalle 20,30 a fine servizio.

Potranno subire ritardi e cancellazioni le linee di Autoguidovie 201, 220, 222, 230, 328, 423, 431, 433 e Smart Bus. Saranno garantite le corse in partenza dai capolinea dall’inizio del servizio alle 8:45 e dalle 15:00 alle 18.

L’agitazione del personale viaggiante delle linee Movibus è prevista dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 a fine servizio.

L’agitazione del personale viaggiante della linea Pioltello-Milano è prevista dalle ore 8 alle ore 13,30 e dalle ore 16,30 a fine servizio.

L’agitazione del personale viaggiante delle linee Stie è prevista dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 a fine servizio.

L’agitazione del personale viaggiante della Funicolare Como – Brunate è possibile dalle 8,30 alle 16,30 e dalle ore 19,30 al termine del servizio. Ultime corse del mattino alle 8,15, della sera alle 19,15. Prima corsa dopo la ripresa del servizio alle 16,31

Sentenza Ilva di Taranto, Fabio Riva condannato a 22 anni, Nicola Riva a 20


articolo: https://www.corriere.it/economia/aziende/21_maggio_31/sentenza-ilva-taranto-fabio-riva-condannato-22-anni-nicola-riva-20-f355bba8-c1e4-11eb-97d8-c46abd749374.shtml

Ex-Ilva, le condanne: 22 e 20 anni a Fabio e Nicola Riva, 3 anni a Vendola

Il primo grado del processo sull’Ilva «Ambiente svenduto» si è chiuso con condanne pesanti: ventidue anni per Fabio Riva, 20 per Nicola Riva, gli ex proprietari del gruppo siderurgico e principali imputati. La sentenza della Corte d’Assise per il processo con 47 imputati relativo al reato di disastro ambientale dell’Ilva con la gestione Riva è stata letta stamattina in aula dalla presidente Stefania D’Errico alle 10.45: è arrivata dopo 329 udienze durate cinque anni (la prima il 17 maggio del 2016). La richiesta dell’accusa era di 28 anni per Fabio Riva e 25 per Nicola Riva, ex proprietari ed amministratori dell’azienda.

La confisca degli impianti – La Corte d’Assise di Taranto ha anche disposto la confisca degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto per il reato di disastro ambientale imputato alla gestione Riva, così come era stato chiesta dai pm. Gli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva erano già stati sequestrati dal gip del tribunale del capoluogo jonico Patrizia Todisco il 25 luglio 2012 (poi venne concessa la facoltà d’uso). Accolta, in questo senso, da una giuria di tutte donne, la richiesta formulata dall’accusa rappresentata in aula dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone e dai sostituti Mariano Buccoliero, Remo Epifani, Raffaele Graziano e Giovanna Cannalire. I giudici nella sentenza hanno stabilito la confisca per equivalente del profitto illecito nei confronti delle tre società Ilva spa, Riva fire spa, oggi Partecipazioni industriali spa in liquidazione, e Riva forni elettrici per gli illeciti amministrativi per una somma di 2 miliardi e 100 milioni di euro in solido tra loro.

La continuità dell’attività – La confisca degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto non ha alcun effetto immediato sulla produzione e sull’attività del siderurgico di Taranto. La confisca degli impianti è stata chiesta dai pm, ma essa sarà operativa ed efficace solo a valle del giudizio definitivo della Corte di Cassazione, mentre adesso si è solo al primo grado di giudizio. Gli impianti di Taranto, quindi, restano sequestrati ma con facoltà d’uso agli attuali gestori della fabbrica. Gli impianti pugliesi sono infatti ritenuti strategici per l’economia nazionale da una legge del 2012 confermata anche dalla Corte Costituzionale. Per area a caldo si intendono parchi minerali, agglomerato, cokerie, altiforni e acciaierie. Da rilevare che nel passaggio degli impianti dall’attuale proprietà di Ilva in amministrazione straordinaria all’acquirente, cioè la società Acciaierie d’Italia tra ArcelorMittal Italia e Invitalia, è previsto il dissequestro degli impianti come condizione sospensiva. Passaggio per ora collocato entro maggio 2022.

Le condanne dei dirigenti – Tra i condannati c’è anche Adolfo Buffo, ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto, ed attuale direttore generale di Acciaierie d’Italia (società tra ArcelorMittal Italia e Invitalia). È stato condannato a 4 anni, i pm avevano chiesto la condanna a 20 anni. A Buffo era contestata anche la responsabilità di due incidenti mortali sul lavoro. Ventuno anni di reclusione sono stati invece inflitti all’ex direttore del siderurgico Luigi Capogrosso (28 la richiesta dei pm) e 21 anni anche per Girolamo Archinà, ex consulente dei Riva per le relazioni istituzionali (28 la richiesta dei pm).

Tre anni e mezzo a Nichi Vendola – Tre anni e mezzo di reclusione sono stati inflitti dalla Corte d’Assise di Taranto all’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola: i pm avevano chiesto la condanna a 5 anni. Vendola è accusato di concussione aggravata in concorso, in quanto, secondo la tesi degli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per far «ammorbidire» la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva. Assennato è stato condannato a 2 anni: secondo l’accusa avrebbe taciuto delle pressioni subite dall’ex governatore affinché attenuasse le relazioni dell’Arpa a seguito dei controlli ispettivi ambientali nello stabilimento siderurgico. Il pm aveva chiesto la condanna a un anno. Assennato, che ha sempre negato di aver ricevuto pressioni da Vendola, aveva rinunciato alla prescrizione.

L’assoluzione di Ferrante – È stato invece assolto l’ex prefetto di Milano ed ex presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante. Per lui i pm avevano chiesto 17 anni. Bruno Ferrante si era insediato come presidente del cda Ilva a luglio 2012, cioè poche settimane prima del sequestro degli impianti da parte della magistratura.

Il sequestro del 2012 – Il processo «Ambiente svenduto» nasce a seguito del sequestro degli impianti dell’area a caldo del siderurgico dell’Ilva di Taranto e degli arresti avvenuti a partire dal 26 luglio 2012 su ordine del gip Patrizia Todisco. La pubblica accusa ha sempre parlato di inquinamento «devastante per l’ambiente e per la salut, chiedendo 28 e 25 anni di carcere per Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’Ilva; 28 anni per l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, 20 anni per il dirigente Adolfo Buffo e per cinque ex «fiduciari aziendali».

L’estromissione dei Riva nel 2012 – L’inchiesta del 2012 e il successivo processo posero di fatto fine alla proprietà dei Riva dopo 17 anni di guida dell’acciaieria (in seguito alla messa in liquidazione di Italsider nel 1988, il gruppo lombardo si aggiudicò quella che era diventata Ilva nel 1995). Il 26 luglio del 2012, infatti, l’acciaieria viene messa sotto sequestro (senza facoltà d’uso) a seguito dell’inchiesta della magistratura di Taranto. Le accuse per i vertici aziendali, a vario titolo, sono di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose. Nel 2013 arriva il commissariamento, nel 2015 l’Amministrazione straordinaria, nel 2016 il decreto per la vendita, nel 2017 l’aggiudicazione alla cordata Am Investco (in concorrenza con AcciaItalia), guidata da ArcelorMittal, gruppo nato nel 2006 dalla fusione tra la francese Arcelor e l’indiana Mittal Steel Company, con quartier generale in Lussemburgo. E l’Ilva torna privata, prima del nuovo ingresso dello Stato, in compartecipazione, nel 2021 con Invitalia.

Le mille parti civili – Tra le circa mille le parti civili, questa mattina c’era anche il consigliere comunale Vincenzo Fornaro, ex allevatore che subì l’abbattimento di circa 600 ovini contaminati dalla diossina. «È il giorno — osserva — in cui si stabilirà dopo 13 anni chi ha ragione tra un manipolo di pazzi sognatori che continuano a immaginare un futuro diverso per questa città e chi resta industrialista convinto. Grazie a tutti quelli che in questi anni si sono battuti per arrivare a questo punto. Abbiamo fatto il massimo e continueremo a farlo».

Germania, paura per Klose: “Ho due trombosi alle gambe”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/05/28/news/klose_trombosi_calcio_tedesco-303221795/

L’ex cannoniere di Bayern Monaco, Lazio e Nazionale tedesca, deve fermarsi: “Non posso correre nè giocare al calcio”. Si allontana la panchina del Fortuna Dusseldorf: “Devo poter insegnare ai giocatori gli esercizi in allenamento”

Monaco Di Baviera, 287 maggio 2021 – 

Paura per Miroslav Klose: l’ex attaccante di Bayern Monaco, Lazio e nazionale tedesca, con la quale ha vinto il Mondiale dei 2014, ha rivelato in una intervista a Kicker di avere due trombosi alle gambe. “Avevo forti dolori alla gamba, mi sono state diagnosticate due trombosi. Sono stato sottoposto a delle cure e indosso delle calze speciale, i medici mi hanno spiegato che la situazione non deve essere presa alla leggera“.

Klose, che ha lavorato al Bayern Monaco come assistente di Hansi Flick, sembrava in procinto di prendere la panchina del Fortuna Dusseldorf, squadra gloriosa attualmente in Zweite Liga: “Ma non posso correre nè giocare al calcio, non voglio iniziare ad allenare una squadra senza poter spiegare ai giocatori gli esercizi da fare in allenamento“. Scartata anche l’eventualità di seguire  Flick, fresco di nomina a ct della Nazionale: “Ho un bel rapporto con lui, ma ho preferito fare altre scelte

Miro Klose premiato dalla dirigenza del Bayen Monaco (ansa)

Moto3, è morto Jason Dupasquier


articolo: https://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2021/05/30/news/moto_jason_dupasquier-303428556/?ref=RHTP-BH-I293269148-P2-S1-T1

Non ce l’ha fatta il diciannovenne pilota svizzero, vittima sabato di un incidente durante le qualifiche del Gp d’Italia al Mugello

Jason Dupasquier (ansa)

articolo Blog: https://alessandro54.com/2021/05/29/mugello-incidente-in-moto3/

SCARPERIA (Firenze) – 

Il cuore di Jason Dupasquier ha cessato di battere“: lo ha comunicato l’ospedale Careggi di Firenze, secondo quando riferito dalla Federazione internazionale di motociclismo e dalla Dorna, organizzatrice del motomondiale. “Morte encefalica in seguito alle gravi lesioni cerebrali“, il decesso è avvenuto intorno alle 12. “Siamo profondamente rattristati nell’annunciare la morte di Jason Dupasquier – scrive su twitter la MotoGp – A nome di tutta la famiglia MotoGP, inviamo il nostro affetto alla sua squadra, alla sua famiglia e ai suoi cari. Ci mancherai moltissimo, Jason. Guida in pace“.

L’intervento nella notte – Dupasquier era stato operato durante la notte al torace per frenare un’emorragia. “Però persistono gravi lesioni cerebrali“, avevano spiegato i medici dell’ospedale Careggi di Firenze. A preoccupare erano soprattutto le conseguenze del trauma cranico conseguente all’incidente di ieri sulla pista del Mugello, quando il 19enne pilota svizzero di Moto3 all’uscita della Arrabbiata 2 ha perduto il controllo della sua Ktm numero 50 cadendo sull’asfalto, per poi essere travolto da Ayumu Sasaki e Jeremy Alcoba: “C’è un vasto edema cerebrale. La situazione encefalica è complicata, ma – per un rapporto tra costi e benefici – non è il caso di intervenire” avevano spiegato i medici lasciando poche speranze.

L’incontro con i genitori – Jason ha anche riportato traumi e fratture in altre parti del corpo. I responsabili del centro traumatologico del nosocomio hanno incontrato i genitori del ragazzo. Philippe, il padre, è stato un pilota di motocross e Supermotard. I medici hanno voluto essere molto sinceri spiegando che le speranze di risveglio dal coma erano poche.

La dinamica dell’incidente – All’ultimo giro delle qualifiche di Moto3, ieri il giovane Dupasquier faceva parte di un gruppo di piloti lanciati alla ricerca del miglior tempo per un buon posto sulla griglia della domenica. Lasciandosi alle spalle la curva 9 avrebbe lasciato leggermente il gas – forse perché sorpreso da un sorpasso – per poi riprenderlo in una frazione di secondo: la manovra gli avrebbe fatto perdere il controllo della moto, che gli si è chiusa davanti proiettandolo in aria. Dopo l’highside, la pesante caduta sull’asfalto e un primo – grave – trauma. Poi Jason è stato investito dagli altri due piloti, che non hanno potuto evitarlo. E’ rimasto sull’asfalto per più di mezz’ora, mentre i medici del circuito cercavano di rianimarlo: in quel momento ha cominciato a perdere moltissimo sangue, in stato di incoscienza è stato poi trasportato in elicottero al Careggi.

Il suo team non gareggia – Stamani il suo team (CarXspert PrustelGP) ha deciso di non prendere parte alla gara di Moto3 che è regolarmente partita. Al primo giro un impressionante incidente ha coinvolto 4 piloti all’altezza della curva Savelli: prima è caduto il 17enne turco Oncu, poi ha perso il controllo l’austriaco Kofler (19) trascinando nel capitombolo anche il romagnolo Migno (25) e lo spagnolo Tatay (18). I ragazzi non hanno riportato conseguenze preoccupanti.

Morto Gavin MacLeod, era il capitano Stubing di ‘Love boat


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2021/05/29/news/morto_gavin_mac_leod_era_il_capitano_stubing_di_love_boat-303396658/?ref=RHBT-VS-I270679837-P3-S4-T1

Gavin MacLeod, era il capitano Stubing di “Love boat”

L’attore aveva 90 anni. La serie, trasmessa da Canale 5, era popolarissima anche in Italia


La serie è stato negli anni Ottanta un grande successo di Canale 5 anche grazie a lui, il capitano della nave dell’amore con i suoi occhi azzurri. Gavin MacLeod, il famoso capitano Merril Stubing nel telefilm Love Boat, il comandante della nave da crociera, è morto. Aveva 90 anni ed era diventato popolarissimo anche per il Mary Tyler Moore Show.

La notizia della scomparsa è stata pubblicata dal sito Tmz e anche su Variety. MacLeod è morto nella notte nella sua casa di Palm Desert, in California, l’annuncio della sua scomparsa è stato dato dal nipote, Mark See. Completo bianco, sempre sorridente, MacLeod aveva conquistato il grande pubblico col ruolo del comandante: Love Boat era un telefilm molto seguito, una commedia romantica ambientata su una nave da crociera durata dieci anni, dal 1977 al 1987. In Italia il tema iniziale è stato sostituito dalla canzone The Love Boat (Profumo di mare) cantata da Little Tony che divenne un successo.

Al cinema non aveva interpretato molti ruoli ma era stato diretto da Blake Edwards tre volte, per Operazione sottoveste (1959), In due è un’altra cosa (1960) e Hollywood Party (1968). Dopo aver abbandonato il cinema nel 1970 per dedicarsi alla carriera televisiva, era tornato solo negli ultimi anni sul set per un paio di progetti di cinema di ispirazione religiosa, in seguito alla sua conversione alla Cristianità durante gli anni Ottanta.

Gavin MacLeod

Il Chelsea è campione d’Europa Manchester City battuto 1-0


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/05/29/champions-league-finale-manchester-city-chelsea_c65a3aac-f23d-4363-95b6-23283e04cad3.html

Il Chelsea batte 1-0 il Manchester City e si laurea campione d’Europa nella notte di Porto in uno stadio con i tifosi in presenza. La Champions League vinta dai Blues è la seconda per la squadra inglese.

Players of Chelsea celebrate with the trophy after winning the UEFA Champions League final between Manchester City and Chelsea FC in Porto, Portugal, 29 May 2021. EPA/Pierre-Philippe Marcou / POOL

La prima nel 2012. Decisivo al 42′ il gol di Havertz sfruttando una disattenzione difensiva dei Citizens.

Jorginho “ho i brividi, adesso l’Europeo” – “Questa vittoria è incredibile. Quando dico che non ci sono parole è davvero così. Non ci credo ancora, al fischio dell’arbitro mi sono chiesto‘ma come siamo arrivati qui?’. Mi vengono i brividi quando ci penso“. Queste le prime parole di Jorginho, centrocampista del Chelsea campione d’Europa per club, rilasciate a Sky Sport. “All’Europeo porterò la mia energia positiva, abbiamo tante emozioni da vivere ancora in questa stagione – aggiunge l’azzurro -. Per me questa sera è un’emozione indescrivibile. Questo è stato un passo avanti nella mia carriera, ma di certo non finisce qui“.

Azpilicueta, questo Chelsea ha scritto la storia – “Abbiamo scritto la storia, sono molto contento. Lo avevo detto prima della partita: abbiamo un gruppo incredibile, tutti stanno lavorando, è incredibile. Ce lo meritiamo, festeggeremo“. Così lo spagnolo César Azpilicueta, difensore e capitano del Chelsea, dopo avere alzato al cielo la Champions League. “Non so cosa dire, proprio non lo so. Ho aspettato tanto questo momento. Voglio ringraziare la mia famiglia, i miei genitori, mia nonna e la mia ragazza. Ho aspettato 15 anni per vivere questo momento ed eccoci qua“, ha aggiunto Kai Havertz, l’attaccante della squadra londinese e autore del gol della vittoria sul Manchester City.

Tuchel, vinto grazie a un gruppo molto forte – “E’ stata la partita più importante, una finale eccezionale e l’abbiamo vinta, è incredibile. Sono molto orgoglioso, ma lo ero già prima, perché ho piena fiducia in questo gruppo, è un gruppo molto, molto forte. Sapevamo benissimo di non essere i favoriti, ma siamo un gruppo molto, molto forte, siamo tutti uniti e così tutto diventa possibile“. Queste le prime parole di Thomas Tuchel, allenatore tedesco del Chelsea che questa sera ha vinto la finale della Champions contro il Manchester City. “Abbiamo battuto per due volte il City, fra campionato e coppa, l’abbiamo fatto una terza volta – aggiunge Tuchel -. Di solito teniamo di più il pallone, ma è stato difficile farlo nei primi minuti della partita. Dopo la fine del primo tempo è andata meglio, abbiamo creato dei contropiede molto pericolosi, ma è stata una battaglia molto dura“.

Canada: shock in comunità nativi, trovati resti 215 bimbi


La vergogna del Canada: “Ecco le fosse comuni dei bimbi indigeni”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/29/news/orrore_in_canada_ecco_le_fosse_comuni_dei_bimbi_indigeni-303388666/?ref=RHTP-VS-I270681069-P15-S1

Trovati i resti di 215 corpi sotto una delle scuole in cui i figli dei nativi venivano rinchiusi per cancellare ogni traccia delle loro tradizioni. Tra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini furono strappati alle famiglie dal governo. Abusati e denutriti, molti sarebbero morti di stenti


LONDRA – 
Una fossa comune con i resti di 215 bambini riapre una cupa pagina del passato del Canada: la “cultura del genocidio” imposta alle popolazioni indigene dai colonizzatori bianchi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Tra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini furono strappati alle famiglie delle tribù dei nativi dal governo canadese e chiusi in speciali “scuole residenziali” per cancellare ogni traccia delle loro tradizioni, costringendoli ad accettare la civiltà e la religione occidentale. Tenuti praticamente prigionieri, in condizioni di denutrizione, di maltrattamento e spesso anche di abusi sessuali, a migliaia morirono di stenti o malattie e vennero fatti scomparire nel nulla. Fino ad oggi non esistevano prove concrete del misfatto perpetrato dalle autorità di Ottawa: ma ora le ossa saltate fuori dal terreno dove sorgeva una di queste scuole-prigioni nello stato di British Columbia dimostra che non si trattava di una leggenda bensì di un segreto mantenuto per troppo tempo.

«Sapevamo che queste cose erano accadute nella nostra comunità, ma non eravamo in grado di confermarle», afferma Rosanne Casimir, capo dei Tkemlups te Secwepemc, la tribù che rivendica i resti dei corpicini come propri, «per noi sono morti non documentate», dunque omicidi da investigare. Le cause e la data dei decessi non sono ancora chiari, ma alcuni dei corpi sembrano di bambini di appena tre anni. «Quello che è emerso oggi mi spezza il cuore, è un doloroso ricordo di un capitolo vergognoso della nostra storia», commenta il primo ministro canadese Justin Trudeau. «Quelle scuole fanno parte di una ignobile politica coloniale», gli fa eco Carolyn Bennett, ministra per le relazioni con gli indigeni. «Purtroppo non è una sorpresa», osserva Richard Jock, presidente della Nazione Indigena, l’organizzazione che riunisce le tribù di nativi del Canada. «Ma le conseguenze continuano a farsi sentire per la nostra gente. Vogliamo giustizia».

L’ultima residential school per i figli degli indigeni ha chiuso poco più di venti anni or sono. Ai bambini veniva proibito di parlare la lingua nativa o di praticare la propria religione e le proprie tradizioni. Il rapporto di una commissione chiamata a indagare nel 2008 aveva già documentato l’orrore di queste istituzioni: molti bambini non vennero mai restituiti ai genitori, molti morivano all’interno delle scuole e venivano fatti sparire. Il vitto era scarso. Non c’era riscaldamento d’inverno. Un sopravvissuto ha raccontato di suore che lo costringevano a cospargersi il viso con la propria urina. Epidemie di morbillo e tubercolosi erano frequentissime, anche perché i bambini dovevano dormire a decine in una piccola stanza. Fra tre o quattromila perirono in queste scuole senza lasciare traccia. Un successivo rapporto del 2015, denominato Truth and Reconciliation (Verità e riconciliazione), ha equiparato la tragedia dei nativi del Canada a un «genocidio» e il governo canadese aveva già presentato scuse ufficiali alle tribù indigene per le violenze da esse sofferte. Ma adesso sarà aperta un’altra inchiesta e ci saranno nuovi scavi in cerca di altre fosse comuni. L’orrore continua.

Nuovo scontro Canada-Cina. Ottawa: “Quello degli uiguri è genocidio”. Pechino: “Ignorano i fatti” – di Filippo Santelli23 Febbraio 2021

Canada, Trudeau chiede scusa agli italiani internati ingiustamente durante la guerra27 Maggio 2021

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Canada: shock in comunità nativi, trovati resti 215 bimbi

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/05/29/canada-shock-in-comunita-nativi-trovati-resti-215-bimbi_409f98be-3fcc-44cd-a517-b5463b3d9812.html

Sepolti vicino a una ex scuola gestita dalla Chiesa cattolica

La comunità dei nativi della British Columbia meridionale (Canada) è sotto shock. Una tragica verità che i membri della minoranza etnica ‘Tk’emlúps te Secwépemc’ sospettavano da decenni è venuta alla luce in tutta la sua macabra crudeltà nei giorni scorsi: i resti di 215 bambini sono stati trovati vicino a quella che un tempo era la Kamloops Indian Residential School, uno degli istituti del sistema delle cosiddette ‘Indian residential schools’, una rete di scuole fondate dal governo e amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli nella cultura dominante.


Ma non solo: i bambini erano spesso oggetto di abusi sessuali e fisici, e molti di loro – come testimonia questo ritrovamento, di cui dà notizia oggi la Cnn – pagarono con la vita la loro unica ‘colpa’ di essere diversi. La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del Paese, iniziò l’attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

La tragedia dell’Heysel 36 anni fa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/05/29/la-tragedia-dellheysel-36-anni-fa-_f983f088-b400-4dfb-9795-61cce6e6acea.html

Il 29 maggio 1985 39 tifosi della Juventus morirono prima della finale di Coppa Campioni col Liverpool

Passano gli anni, ma il ricordo continua a fare male“. La Juventus ricorda così, sul suo sito Internet, la tragedia dell’Heysel nel suo 36esimo anniversario. “Dal 1985, il 29 maggio rappresenta il giorno del silenzio e della commemorazione – osserva il club -.

Il giorno in cui tutti noi ci stringiamo per ricordare un momento assurdo che trasformò una serata di festa, nell’attesa di 90 minuti indimenticabili, in un incubo che resta scolpito nella storia. Sono emozioni di gioia ed entusiasmo, quelli che solitamente precedono una grande partita come quella che stava per iniziare allo stadio Heysel, ma che quella sera lasciarono il posto alla paura prima, al dolore poi. Quella del 29 maggio 1985 è una tragedia che continua a fare male anche a distanza di trentasei anni: oggi, come allora, e come ogni volta che pronunciamo la parola ‘Heysel’, il nostro pensiero va a tutte le vittime di quella serata senza un senso, e alle loro famiglie. Perché il ricordo è sempre vivo dentro tutti noi“. 

Il 29 maggio 1985 è stata la notte più buia del calcio mondiale, quella della tragedia dell’Heysel. I tifosi juventini – 32 erano italiani – andati a Bruxelles con la speranza di festeggiare la prima Coppa dei Campioni bianconera trovarono una morte orribile nel settore Z dello stadio, travolti dalla furia degli hooligans inglesi ubriachi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate, poco prima che iniziasse la finale Juve-Liverpool. Morti, però, anche per l’inadeguatezza dell’Heysel e dei servizi di sicurezza ed ordine pubblico.

Un ricordo ancora oggi terribile per i parenti delle vittime, per i sopravvissuti, per chi aveva seguito le cariche degli hooligans, il caos e la disperazione dei tifosi che cercavano scampo dagli altri settori dell’Heysel o in tv. Una ‘Coppa maledetta’ che la Juve aveva inseguito per 30 anni, sfuggita già due volte, nel ’73 a Belgrado, dieci anni dopo ad Atene. Un trofeo che oggi molti protagonisti dell’epoca non sentono come un trofeo conquistato, ricordando che in pratica furono obbligati a giocare. Ma ci sono anche tifosi juventini che, al contrario, la considerano un premio alla memoria delle 39 vittime, allineate nelle stanze dello stadio mentre sul campo si consumava la partita più surreale nella storia del calcio europeo, vinta dalla Juventus con un calcio di rigore segnato da Platini. Una partita giocata con un intero spicchio dell’Heysel, senza più tifosi, transennato davanti alle macerie ed alle cose perse dai tifosi nella calca.

Non sapevamo cosa era davvero successo, avevamo avuto notizie di un morto, forse due, ma non potevamo immaginare una tragedia così grande“, avrebbero detto poi i giocatori bianconeri.  I neo campioni d’Europa avevano festeggiato sotto la curva dell’Heysel subito dopo il 90′, ma il giorno dopo, al rientro a Torino, quando le notizie sulle tragedia erano diventate ufficiali e chiare nella loro drammaticità, ogni traccia di gioia era scomparsa dai loro volti. Sergio Brio, scendendo sulla scaletta dell’aereo, stringeva la Coppa, ma senza esultare.

All’Heysel il club bianconero aveva consegnato al delegato Uefa Gunther Schneider la nota ufficiale spiegando perché aveva detto sì alla richiesta di giocare comunque: “La Juve accetta disciplinatamente, anche se con l’animo pieno di angoscia, la decisione dell’Uefa, comunicata al nostro presidente, di giocare la partita per motivi di ordine pubblico“. Il presidente di allora, Giampiero Boniperti, non ha mai voluto riparlare di quella finale così dolorosa. Neppure per l’attuale massimo dirigente bianconero, Andrea Agnelli, è facile tornare sull’argomento: “Ho sempre fatto fatica a sentire mia quella Coppa – ha detto in occasione del venticinquennale del’Heysel – anche se i giocatori mi hanno sempre detto che fu partita vera”. E Marco Tardelli, in un’intervista alla Rai, qualche anno fa ha spiegato e chiesto scusa: “Era impossibile rifiutarsi di giocare, ma non dovevamo andare a festeggiare, l’abbiamo fatto e sinceramente chiedo scusa“.

Sono passati tanti anni da quel 29 maggio 1985, quando nella strage dell’Heysel persero la vita 39 persone di cui 32 nostri connazionali, con centinaia di feriti. Forte è la memoria, così come le ferite“. Così, sui social, la sindaca di Torino Chiara Appendino ricorda la tragedia. “La Città di Torino ricorda le vittime e si stringe alle famiglie“, aggiunge la prima cittadina.

Una foto d’archivio raffigurante la tragedia dello stadio di Heysel, dove 39 persone hanno perso la vita, durante la finale di Coppa Campioni (attuale Champions League) tra Juventus e Liverpool, in una immagine del 29 maggio 1985. ANSA/ARCHIVIO

Napoli, è ufficiale: Spalletti nuovo allenatore


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2021/05/29/news/napoli_spalletti_allenatore_de_laurentiis-303308941/

L’annuncio del presidente De Laurentiis: “Insieme faremo un grande lavoro”. Contratto biennale

E’ ufficiale: Luciano Spalletti è il nuovo allenatore del Napoli. “Sono lieto di comunicare che Luciano Spalletti sarà il nuovo allenatore del Napoli a partire dal prossimo 1 luglio. Benvenuto Luciano, insieme faremo un grande lavoro”. Con queste parole riportate sul sito del club il presidente Aurelio De Laurentiis ha ufficializzato l’arrivo del tecnico toscano.

Spalletti torna ad allenare in Serie A due anni dopo il  divorzio dall’Inter. Il tecnico toscano aveva guidato i nerazzurri dal 2017 al 2019. Spalletti ha firmato con il Napoli un contratto biennale con l’obiettivo di riportare la squadra azzurra in Champions League e far dimenticare la cocente delusione della stagione appena conclusa. Il tecnico di Certaldo avrà un ingaggio di quasi 3 milioni di euro a stagione e prenderà il posto di Rino Gattuso. Il Napoli torna ad affidarsi ad un allenatore toscano dopo gli ottimi risultati ottenuti nel passato recente prima da Walter Mazzarri e poi da Maurizio Sarri.

Luciano Spalletti