Terremoto a Strasburgo….


111824944-2151ed94-72a2-46ed-8b79-6139ff9795e7

La centrale di Fonroche a Reichstett, in Alsazia

Terremoto a Strasburgo. E la colpa è dei test geotermici

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/26/news/strasburgo_terremoto_scosse_test_geotermici_energie_rinnovabili_fornoche_renass-307751927/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S8-T1

Le due scosse avvertite questa mattina sono dovute all’iniezione nel suolo di acqua ad alta pressione nella centrale di Fornoche, un’impresa specializzata in energie rinnovabili. Lo riferisce Renass, l’istituto francese per l’osservazione sismologica. Il cantiere, sospeso da mesi, era già finito al centro di polemiche

PARIGI – La città di Strasburgo è stata svegliata da un terremoto. Gli abitanti hanno avvertito due scosse a pochi minuti di distanza – la prima di magnitudo 4 e la seconda di magnitudo 2 – in tutta l’area metropolitana. Questa parte della Francia non è classificata come sismica e secondo Renass (Réseau national de surveillance sismique) il terremoto sarebbe dovuto a quella che in gergo viene chiamata “attività umana”. In realtà si tratta dei test geotermici avvenuti nella centrale alsaziana di Fornoche, un’impresa francese specializzata in energie rinnovabili.

Terremoto a Strasburgo, i precedenti – Il cantiere era già finito al centro di accuse dopo che si erano verificate altre scosse nell’ultimo anno, sempre indotte dai test geotermici che prevedono di pompare acqua calda sotterranea per sfruttare il suo potenziale energetico in superficie, prima di reiniettarla sotto pressione nel sottosuolo, a più di cinque chilometri di profondità. Dopo almeno una decina di scosse più o meno potenti, la società Fornoche era stata costretta ad ammettere che erano i suoi lavori ad aver provocato l’inedita attività sismica nella zona di Strasburgo.

L’impianto è uno dei tre progetti che dovrebbero consentire a Strasburgo di raggiungere il 100 per cento di energia rinnovabile entro il 2050. Ma dopo le polemiche a dicembre il cantiere è stato sospeso su ordine della Prefettura. Senza che basti a evitare nuove scosse. “Abbiamo continuato a registrare un’attività sismica persistente negli ultimi mesi” osserva il sismologo Jerome Vergne. “Il sottosuolo impiega un po’ di tempo per reagire alla fine del cantiere, e per tornare a uno stato naturale“.

La battaglia del consigliere comunale – Per chi si è opposto con forza al proseguimento del cantiere nell’ultimo anno, come il consigliere comunale Alain Fontanel, è la conferma che è stato giusto bloccare il progetto. “Tutta la casa ha tremato per qualche secondo. Questa volta è stato davvero forte” ha twittato Fontanel. “Grazie agli apprendisti stregoni dell’energia geotermica per questo brusco risveglio”.

Camara Fantamadi, morto di ritorno dai campi nel Brindisino…


Camara Fantamadi, morto di ritorno dai campi nel Brindisino: una colletta per riportarlo in Mali

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/morire-di-lavoro/2021/06/25/news/camara_fantamadi_morto_di_ritorno_dai_campi_del_brindisino_una_colletta_per_riportarlo_in_mali-307620886/?ref=RHTP-VS-I270681067-P18-S7-T1

Il ventisettenne si è accasciato sul bordo della strada mentre rincasava dal fratello dopo ore di lavoro sotto il sole.

Repubblica dedica uno spazio fisso alle morti sul lavoro. Una Spoon River che racconta le vite di ciascuna vittima, evitando che si trasformino in banali dati statistici. Vite invisibili e dimenticate. Nel nostro Paese una media di oltre due lavoratori al giorno non fa ritorno a casa e “Morire di lavoro” vuole essere un memento ininterrotto rivolto a istituzioni e politica fino a quando avrà termine quello che è stato definito “crimine di pace”.

Ha smesso di pedalare, ha appoggiato la bicicletta in terra e si è messo in ginocchio. Poi si è accasciato. Camara Fantamadi se n’è andato così dalla sua vita. E da quella di tutti noi che ogni tanto incrociamo sui bordi delle strade quei ragazzi, quelle donne e quegli uomini, che la mattina pedalando vanno verso i campi. O che la sera tornano nelle loro stanze di periferia. Li guardiamo distrattamente, pensando alle nostre cose, le stesse che magari loro sognano e inseguono dopo aver attraversato continenti e mari per finire nelle campagne italiane. Camara Fantamadi aveva 27 anni e veniva dal Mali. Giovedì aveva lavorato per 6 euro all’ora nei campi del Brindisino, sotto il sole, quaranta gradi almeno. Da tre giorni si era trasferito da Eboli a Tuturano dove viveva con il fratello. E lì stava tornando in bicicletta.

Chi perde la vita andando o tornando dal lavoro, l’Inail lo classifica come morto “in itinere“. Ma è difficle immaginare che per Camara arrivi una qualche denuncia di infortunio all’Istituto. Vita, lavoro, sogni sono un tutt’uno per questi nostri fratelli. Un continuo “itinere” verso una vita migliore. Ma la strada di Camara si è interrotta ed ora una colletta cercherà di mettere insieme i 4mila euro per il rimpatrio della salma. Chi vuole partecipare può contattare Drissa Kone, capo della comunità africana a Brindisi (329 331 0598).

Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda.

Se c’è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c’è strada dentro al cuore degli altri
prima o poi si traccerà“.

(Ivano Fossati)

Una Spoon River per non dimenticare

Morire di lavoro: le storie di Bruno, Hassan, Andrea e i troppi altri. Per non trasformare le loro vite in esistenze invisibili e dimenticate

di Marco Patucchi

Le vittime del lavoro nel 2021

Dati regione per regione, aggiornati mensilmente, delle denunce totali all’Inail per infortuni sul lavoro e di quelle per morti sul lavoro


306 è il numero totale delle vittime
171.870 il totale delle denunce per infortunio sul lavoro

Seleziona la regione per leggere i dati 

https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/morire-di-lavoro/2021/06/25/news/camara_fantamadi_morto_di_ritorno_dai_campi_del_brindisino_una_colletta_per_riportarlo_in_mali-307620886/

trasferimento

Ponte Genova: chiesto giudizio per 59


articolo: https://www.ansa.it/liguria/notizie/2021/06/25/ponte-genova-chiesto-giudizio-per-59-_6101724e-22db-42f7-9d2a-8a43697c25db.html

Per alcuni contestata anche la colpa cosciente

La procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per 59 persone per il crollo del ponte Morandi. I pm contestano ad alcuni anche la colpa cosciente.

Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d’atto d’ufficio, e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro.

Dieci le posizioni stralciate in attesa di ulteriori approfondimenti. Tre indagati, dei 71 iniziali, sono morti prima della chiusura delle indagini. Chiesto il giudizio anche per le due società Aspi e Spea. Per i pm ci fu “immobilismo” e “consapevolezza dei rischi“. 

Tra le 59 persone ci sono gli ex vertici ed ex dirigenti di Aspi. I pm hanno chiesto il processo, tra gli altri, per l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il manager Paolo Berti e l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e per l’ex ad di Spea, la controllata per le manutenzioni Antonino Galatà. “Il momento emotivamente più critico – ha detto il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio – è stato quello del 14 agosto 2018, quando abbiamo ricevuto la notizia. Oggi c’è la massima soddisfazione, con la consapevolezza che i miei colleghi Terrile e Cotugno hanno fatto un gran lavoro, sono stati straordinari“. Chi verrà condannato dovrà pagare anche le spese processuali, tra le quali una parte del software che la procura ha preso per elaborare le migliaia di file sequestrate e costato circa due milioni di euro. Le richieste di rinvio a giudizio arrivano dopo tre anni di indagini, centinaia di intercettazioni, decine di escussioni di testimoni portate avanti dagli investigatori del primo gruppo della guardia di finanza, guidati dal colonnello Ivan Bixio. Atti conservati in oltre duecento faldoni e 92 hard disk da due tera ciascuno. Nel corso delle indagini sono stati fatti due incidenti probatori: il primo ha fotografato i resti del viadotto al momento del crollo mentre il secondo ha stabilito le cause della tragedia. Un lavoro certosino che ha scoperchiato, secondo l’accusa, un modus operandi del vecchio management della società: massimo risparmio per una minima spesa in modo da garantire ai soci alti dividendi. Dalla tragedia sono nate altre tre inchieste: quella sui falsi report sui viadotti, quella sulle barriere fonoassorbenti pericolose e quella sui falsi report sulle gallerie e la loro mancata messa in sicurezza. Le persone per cui è stata stralciata la posizione sono figure marginali

Attacco con il coltello in Germania, almeno 3 morti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2021/06/25/accoltella-i-passanti-a-wurzburg-ameno-3-morti-e-6-feriti_27734f18-e87e-47bf-81c4-8d425e95bd5c.html

Germania: sui social prime immagini dell'attacco a Wurzburg

24enne somalo assalta i passanti a Wurzburg. ‘Problemi psichici’

Ci sono stati tre morti e 15 feriti nell’assalto con il coltello oggi nel centro di Wurzburg, in Germania. Lo ha confermato la polizia bavarese.

L’aggressore, un cittadino somalo di 24 anni, è stato arrestato.

L’aggressore di recente era stato internato in un reparto di psichiatria
La polizia ha assicurato che “non c’è più pericolo per la popolazione“. E aggiungendo che l’assalto è stato condotto da una sola persona perché “non ci sono prove” di altre persone coinvolte. Le aree intorno al luogo dell’attacco, Barbarossaplatz, sono chiuse, con numerosi mezzi della polizia e ambulanze presenti sul posto.

A Wurzburg, capoluogo di 130 mila abitanti della Bassa Franconia, le strade del centro erano normalmente affollate quando è scoppiato il caos. Nei video girati dai passanti appare l’uomo, senza scarpe, che brandisce un lungo coltello, camminando in una sorta di stato confusionale, probabilmente dopo aver colpito. Una persona tenta di affrontarlo, lui risponde tirandogli addosso un oggetto per allontanarlo, mentre nel frattempo arrivano altri due. Uno porta una divisa, sembra una guardia di sicurezza. Secondo i testimoni oculari, l’aggressore ha colpito a caso.

La cittadina bavarese negli anni scorsi aveva già vissuto un incubo analogo. Il 18 luglio del 2016 un 17enne afgano era salito su un treno locale diretto proprio verso Wurzburg armato di ascia e coltelli, urlando Allah akhbar. Ferì quattro passeggeri, prima di essere ucciso dalla polizia.

LA SENTENZA PER LA MORTE DI FLOYD


Floyd: l’ex agente condannato a 22 anni e mezzo di carcere

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/06/25/floyd-lex-agente-condannato-a-225-anni-di-carcere_14388d6a-ddc3-429f-b4fc-19412a8e5dae.html

++ Floyd: figlia di 7 anni,'mi manca, voglio giocare con lui' ++

La sentenza delude, troppo blanda. L’ex poliziotto, Derek Chauvin, in aula rompe il silenzio

Derek Chauvin, l’agente che ha ucciso George Floyd, è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere, in una sentenza che lascia molti delusi e amareggiati perché la ritengono troppo debole. La famiglia e i legali di Floyd avevano chiesto la massima pena, ovvero 30 anni di carcere.

Gli avvocati di Chauvin avevano prima tentato la strada della libertà vigilata, poi si sono arresi e hanno chiesto una sentenza leggera “basata sulla legge“. Il giudice Peter Cahill prima di pronunciarsi ha chiarito di aver deciso “non sulla scia delle emozioni e della simpatia ma sui fatti. La mia decisione è accompagnata a un memorandum di 22 pagine che la spiega e non vuole essere un messaggio a nessuno“, ha aggiunto. Chauvin, presente in aula dopo due mesi trascorsi in cella di isolamento, è rimasto imperterrito. Giacca e cravatta grigio chiaro, ha avuto il volto coperto dalla mascherina per quasi tutta l’udienza. L’ha rimossa solo per parlare: dopo essere rimasto in silenzio per tutte e sei le settimane del processo, l’ex agente ha infatti preso brevemente la parola e si è rivolto alla famiglia di Floyd, presentando le sue condoglianze con la voce tremante e palesemente scosso.

Prima di lui si era rivolta al giudice e al pubblico sua madre, Carolyn Pawlenty. “Lo hanno descritto come aggressivo, incurante e razzista. Ma voglio dirvi che non è così: è una brava persona“, ha detto Pawlenty. La donna poi si è rivolta fra le lacrime direttamente al figlio: “Derek ho sempre creduto alla tua innocenza. Sei il mio figlio preferito“. A rivolgersi al giudice Cahill è stata anche la famiglia di Floyd, a partire dalla figlia di sette anni Gianna, collegata via video. A chi le chiedeva cosa direbbe al padre, la bimba ha risposto: “Gli direi che mi manca e che gli voglio bene“.

Decine di persone attendevano la sentenza fuori dal tribunale di Minneapolis, sventolando la foto di George Floyd e urlando a squarciagola Black Lives Matter.

Non cerchiamo vendetta, guardiamo solo alla gravità di quanto accaduto“, ha detto il procuratore del Minnesota, Keith Ellison, prima della sentenza. Il riferimento è al video shock che ha documentato gli ultimi nove minuti di vita di Floyd il 5 maggio del 2020 e che ha fatto il giro del mondo, spingendo migliaia di persone in piazza negli Stati Uniti per manifestare contro la polizia violenta e razzista. Proteste che mandarono su tutte le furie l’allora presidente Donald Trump, convinto che bisognasse usare il pugno duro contro i manifestanti. “Dovremmo spaccargli la testa, ecco come dovremmo trattarli. Sparate“, avrebbe detto il tycoon durante i giorni caldi dell’estate del 2020, premendo per l’intervento dell’esercito. La sentenza chiude un caso che ha scosso l’America ma delude tutti coloro che voleva quella che – a loro avviso – sarebbe stata una sentenza esemplare, ovvero la massima pena per un atto violento e ingiustificato. L’amarezza è palese fuori dal tribunale e si contrappone all’urlo di gioia che era seguito al verdetto di colpevolezza della giuria. la battaglia di Black Lives Matter – assicurano i manifestanti – va avanti, questo è solo l’inizio.

Non sono a conoscenza di tutte le circostanze che sono state considerate ma” la sentenza “sembra appropriata“, il commento del presidente Joe Biden.

Vaccino anti Covid in Lombardia, da domani 25 giugno….


Vaccino anti Covid in Lombardia, da domani 25 giugno, si potrà spostare la data della seconda dose. Ecco come fare

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/24/news/vaccino_anti_covid_in_lombardia_spostare_la_data_della_prenotazione-307550986/

Oltre alla data, si può cambiare anche luogo e ora. Il primo passo: andare sul portale di Poste Italiane

Da domani, venerdì 25 giugno, in Lombardia si potrà spostare la data per il richiamo del vaccino anti-Covid. Una possibilità che viene data per venire incontro alle esigenze di chi deve partire per le vacanze e al tempo stesso scongiurare l’ipotesi di un rinvio della vaccinazione nel caso questa si sovrapponga con le ferie.

Come fare – Allora oltre a scegliere il giorno del nuovo appuntamento si potrà anche modificare il luogo in cui sarà somministrata la seconda dose. L’invito è quello di farlo “solo nei casi strettamente necessari“. Per spostare la data del richiamo bisogna andare sul portale di Poste italiane, avere in mano la propria tessera sanitaria e aprire la sezione “gestione appuntamento” dove si sceglierà la nuova data. Un’alternativa è telefonare al numero verde 800 894 545.

Cosa si può modificareNon solo il giorno ma anche l’ora e il luogo dell’appuntamento per il richiamo. Bisogna però restare entro “i tempi” della seconda dose: non si possono superare i 42 giorni dalla prima dose nel caso di Pfizer o Moderna, non si può andare oltre gli 84 giorni nel caso di AstraZeneca.

Vaccino anti Covid in Lombardia, sì al richiamo con AstraZeneca a chi rifiuta la somministrazione eterologa

 

Il QR Code del Green Pass… – Il Green Pass ha un problema……


Il QR Code del Green Pass è una miniera di dati personali: esibirlo sui social è una pessima idea

articolo: https://video.repubblica.it/tecnologia/dossier/privacy/il-qr-code-del-green-pass-e-una-miniera-di-dati-personali-esibirlo-sui-social-e-una-pessima-idea/390159/390876

Guido Scorza, componente del Collegio Garante protezione dei dati personali, spiega quali rischi corre chi condivide sui social il QR Code che attesta la ricezione del Green Pass.


Il Green Pass ha un problema, ma sarà risolto

articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/24/news/il_green_pass_ha_un_problema_ma_sara_risolto-307552426/

Circa mezzo milione di italiani hanno ricevuto un certificato con un errore che non lo rende valido in Europa. Entro l’inizio di luglio arriverà quello corretto

Il Green Pass ha un problema. Non è la privacy, non è la burocrazia, non sono quelli che non hanno ancora lo Spid. Il problema è nell’interoperabilità tra la banca dati del Ministero della Salute e quelle delle Regioni e dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Ma partiamo dall’inizio. Il certificato attesta una di queste condizioni:

  • aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
  • aver completato il ciclo vaccinale;
  • essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
  • essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Chi ha contratto il virus in un periodo da tra a sei mesi prima della vaccinazione riceverà una sola dose. Per la legge italiana queste persone hanno diritto ad avere il Green Pass, e molti infatti lo hanno già avuto. Ma per un malfunzionamento del sistema, il loro documento attualmente li equipara a chi ha avuto una sola dose del vaccino. Il database con l’anagrafe dei vaccinati, infatti, non comunica correttamente con quello delle persone guarite dal COVID nella disponibilità delle Regioni e dell’ISS. In Italia potranno comunque partecipare a eventi pubblici, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori in “zona rossa” o “zona arancione“.

Dal primo luglio, però, la Certificazione verde COVID-19 sarà valida come EU digital COVID certificate e renderà più semplice gli spostamenti da e per tutti i Paesi della Ue e dell’area Schengen. E qui potrebbero sorgere delle difficoltà per i circa 500 mila italiani che hanno ricevuto il certificato dopo essersi ammalati e aver ricevuto, come previsto, una sola dose. 
Il Ministero della salute e il Dipartimento per la trasformazione digitale sono al corrente del problema e stanno lavorando per risolverlo, con il via libera del Garante per la Privacy. Tutto dovrebbe essere risolto verosimilmente entro il primo luglio, quindi di fatto senza effetti pratici. Chi è guarito e ha avuto una sola dose riceverà presto il certificato cui ha diritto, un Green Pass europeo, che sostituirà quello inviato in queste prime ore, valido solo per l’Italia. Gli interessati saranno avvisati con le stesse modalità utilizzate per il primo Green Pass.

MICROSOFT svela WINDOWS 11: PRESENTAZIONE in DIRETTA


Windows 11, la presentazione e l’uscita del nuovo sistema operativo di Microsoft

win11-hero-ktsH--656x492@Corriere-Web-Sezioni-kc6H-U32701190137883kJH-656x492@Corriere-Web-Sezioni

Alle 17.00 l’evento Microsoft per la presentazione di Windows 11. Tutto ciò che sappiamo, e cosa ci aspettiamo dal prossimo sistema operativo per Pc

Windows 11 sarà svelato tra poche ore, nel corso di evento in streaming dalle ore 17.00 italiane. Quando nel 2015 Microsoft aveva presentato Windows 10 aveva anche affermato che quello sarebbe stato il nome definitivo, che «non ci sarebbe stato un Windows 10.5 o un Windows 11» e che semplicemente sarebbero arrivati gli aggiornamenti necessari, man mano che ce ne fosse stato bisogno. Evidentemente dalle parti di Redmond, oltre a festeggiare l’ingresso nel ristrettissimo club delle aziende che valgono in Borsa più di 2 mila miliardi di dollari, nel frattempo hanno cambiato idea.

Cosa si sa della presentazione di Windows 11 – Windows 11, di cui è uscito in rete un ampio “leak” che ha svelato non poche idee, è destinato a cambiare diverse cose nell’interfaccia. A partire dal menu Start, un caposaldo di Windows fin dalla fondamentale versione Windows 95, che con Windows 11 non sarà più a sinistra ma in mezzo, con uno stile più affine al Dock dei Mac. Spariranno anche le Live Tool, eredità mai digerita del dimenticabile Windows 8.

Cosa ci si aspetta da Windows 11 – Da Windows 11 ci si attende però molto di più di una rinfrescata al menu Start. Microsoft dovrà portare nel suo nuovo sistema operativo le possibilità d’uso aperte dai tanti, nuovi dispositivi due-in-uno (come i suoi Surface), dalle interfacce touch e vocali. È destinato ad arrivare un rinnovato Windows Store per le applicazioni, un nuovo pannello dei Widget, un Ink Workspace per quei pc che sfruttano lo stilo digitale. Ma è pensabile anche qualche ragionamento sull’integrazione più profonda con i servizi di collaborazione via cloud che sono anche l’architrave della strategia vincente del ceo Satya Nadella. Ci si aspetta ad esempio una spinta a Microsoft Teams, che con la pandemia ha avuto un’esplosione a livello aziendale ma che è marginale nel mercato consumer.

Quando sarà disponibile il download – Le altre notizie, comprese che quelle riguardano la disponibilità per il download di Windows 11 e i prezzi del nuovo sistema operativo, saranno svelate nel corso dell’evento, preannunciato da Microsoft con una serie di tweet piuttosto ermetici, come questo:

windows_11_1

Abolizione della regola dei gol in trasferta in tutte le competizioni UEFA per club


206467625_329980378495716_1547618930090127022_n.jpg

Abolition of the away goals rule in all UEFA club competitions

https://www.uefa.com/insideuefa/mediaservices/mediareleases/news/026a-1298aeb73a7a-5b64cb68d920-1000–abolition-of-the-away-goals-rule-in-all-uefa-club-competitions/?fbclid=IwAR2pS95w785a6TL_q08uu3CkSqdgDmsv0QzLA3kiXiNeh9Tuy4a-PcTVzvs

Decision follows broad consultation process across football

Following the recommendation of the UEFA Club Competitions Committee and the UEFA Women’s Football Committee, the UEFA Executive Committee has today approved a proposal to remove the so-called away goals rule from all UEFA club competitions (men, women and youth) as of the qualifying phases of the 2021/22 competitions.

The away goals rule was applied to determine the winner of a two-legged knockout tie in cases where the two teams had scored the same number of goals on aggregate over the two matches. In such cases, the team which had scored the higher number of goals away from home was considered the winner of the tie and qualified for the next round of the competition. If the two teams had scored the same number of goals at home and away at the end of normal playing time in the second leg, extra time was played, followed by kicks from the penalty mark if no goal was scored.

With the decision to remove this rule, ties in which the two teams score the same number of goals over the two legs would be not decided on the number of goals scored away, but two 15-minute periods of extra time are played at the end of the second leg and in case the teams score the same number of goals or no goals during this extra time, kicks from the penalty mark would determine the team which qualifies to the next stage of the competition.

Since away goals would no longer be given additional weight to decide a tie, they would also be removed from the criteria used to determine the rankings when two or more teams are equal on points in the group stage i.e. the criteria applied to matches played by the teams in question. They would not be removed from the additional criteria applied to all group matches if the teams remain equal (higher number of away goals scored in all group matches), in order to retain a maximum number of sporting criteria.

Statistics from the mid-1970s until now show a clear trend of continuous reduction in the gap between the number of home/away wins (from 61%/19% to 47%/30%) and the average number of goals per match scored at home/away (from 2.02/0.95 to 1.58/1.15) in men’s competitions, whereas since 2009/10, the average goals per game have remained very steady in the UEFA Women’s Champions League with the overall average of 1.92 for home teams and 1.6 for away teams.

Many different factors may be considered as having an impact on this decline in home advantage. Better pitch quality and standardised pitch sizes, improved stadium infrastructure, higher security conditions, enhanced care of refereeing (and more recently the introduction of technological support such as GLT and VAR), wider and more sophisticated TV coverage of matches, more comfortable travel conditions, a compressed calendar dictating squad turnover, and changes in competition formats are all elements which have affected the way football is played and blurred the lines between playing at home and away.

Commenting on the abolishment of the away goals rule, UEFA President Aleksander Čeferin said:

The away goals rule has been an intrinsic part of UEFA competitions since it was introduced in 1965. However, the question of its abolition has been debated at various UEFA meetings over the last few years. Although there was no unanimity of views, many coaches, fans and other football stakeholders have questioned its fairness and have expressed a preference for the rule to be abolished.”

Mr Čeferin added: “The impact of the rule now runs counter to its original purpose as, in fact, it now dissuades home teams – especially in first legs – from attacking, because they fear conceding a goal that would give their opponents a crucial advantage. There is also criticism of the unfairness, especially in extra time, of obliging the home team to score twice when the away team has scored.”

It is fair to say that home advantage is nowadays no longer as significant as it once was,“ the UEFA President concluded. “Taking into consideration the consistency across Europe in terms of styles of play, and many different factors which have led to a decline in home advantage, the UEFA Executive Committee has taken the correct decision in adopting the view that it is no longer appropriate for an away goal to carry more weight than one scored at home.”

The latest versions of all UEFA club competition regulations can be accessed here.

206467625_329980378495716_1547618930090127022_n

Traduzione: 

La decisione segue un ampio processo di consultazione in tutto il calcio

A seguito della raccomandazione della Commissione Competizioni per Club UEFA e della Commissione Calcio Femminile UEFA, il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato oggi una proposta per rimuovere la cosiddetta regola dei gol in trasferta da tutte le competizioni UEFA per club (uomini, donne e giovanili) a partire dalle qualificazioni fasi delle gare 2021/22. La regola dei gol in trasferta è stata applicata per determinare il vincitore di un doppio pareggio a eliminazione diretta nei casi in cui le due squadre avessero segnato lo stesso numero di gol complessivamente nelle due partite. In tali casi, la squadra che aveva segnato il maggior numero di gol fuori casa è stata considerata la vincitrice del pareggio e si è qualificata per il turno successivo della competizione. Se le due squadre avevano segnato lo stesso numero di gol in casa e in trasferta al termine dei tempi regolamentari del ritorno, si giocavano i tempi supplementari, seguiti dai calci di rigore se non veniva segnato alcun gol. Con la decisione di eliminare questa regola, i pareggi in cui le due squadre segnano lo stesso numero di goal nelle due gambe non verrebbero decisi sul numero di goal segnati in trasferta, ma alla fine si giocherebbero due tempi supplementari di 15 minuti. della gara di ritorno e nel caso in cui le squadre segnino lo stesso numero di gol o nessun gol durante questo tempo supplementare, i calci di rigore determinerebbero la squadra che si qualifica alla fase successiva della competizione. Poiché i gol in trasferta non avrebbero più un peso aggiuntivo per decidere un pareggio, verrebbero rimossi anche dai criteri utilizzati per determinare la classifica quando due o più squadre sono a parità di punti nella fase a gironi, ovvero i criteri applicati alle partite giocate dal squadre in questione. Non verrebbero rimossi dai criteri aggiuntivi applicati a tutte le partite del girone se le squadre rimangono uguali (maggiore numero di gol in trasferta segnati in tutte le partite del girone), al fine di mantenere un numero massimo di criteri sportivi. Le statistiche dalla metà degli anni ’70 ad oggi mostrano una chiara tendenza alla continua riduzione del divario tra il numero di vittorie in casa/fuori (dal 61%/19% al 47%/30%) e il numero medio di reti a partita segnate a casa/trasferta (da 2.02/0.95 a 1.58/1.15) nelle competizioni maschili, mentre dal 2009/10 la media gol a partita è rimasta molto stabile in UEFA Women’s Champions League con la media complessiva di 1.92 per le squadre di casa e 1.6 per squadre in trasferta. Si può ritenere che molti fattori diversi abbiano un impatto su questo calo del vantaggio in casa. Migliore qualità del campo e dimensioni del campo standardizzate, migliore infrastruttura dello stadio, condizioni di sicurezza più elevate, maggiore cura dell’arbitraggio (e più recentemente l’introduzione di supporti tecnologici come GLT e VAR), copertura televisiva delle partite più ampia e sofisticata, condizioni di viaggio più confortevoli, un calendario compresso che detta il turnover della squadra e cambiamenti nei formati delle competizioni sono tutti elementi che hanno influenzato il modo in cui si gioca il calcio e hanno offuscato i confini tra giocare in casa e fuori casa. Commentando l’abolizione della regola dei gol in trasferta, il presidente UEFA Aleksander Čeferin ha dichiarato: “La regola dei gol in trasferta è stata una parte intrinseca delle competizioni UEFA da quando è stata introdotta nel 1965. Tuttavia, la questione della sua abolizione è stata dibattuta in vari incontri UEFA negli ultimi anni. Sebbene non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e altri attori del calcio hanno messo in dubbio la sua correttezza e hanno espresso la preferenza per l’abolizione della regola“. Čeferin ha aggiunto: “L’impatto della regola ora va contro il suo scopo originale in quanto, di fatto, ora dissuade le squadre di casa – specialmente nell’andata – dall’attaccare, perché temono di subire un gol che darebbe agli avversari un vantaggio cruciale . Si critica anche l’ingiustizia, soprattutto nei tempi supplementari, di obbligare la squadra di casa a segnare due volte quando la squadra in trasferta ha segnato“. “È giusto dire che il vantaggio in casa oggi non è più così significativo come una volta“, ha concluso il presidente UEFA. “Prendendo in considerazione la coerenza in tutta Europa in termini di stili di gioco e molti fattori diversi che hanno portato a un calo del vantaggio casalingo, il Comitato Esecutivo UEFA ha preso la decisione corretta nell’adottare l’opinione che non sia più appropriato per un gol in trasferta per portare più peso di uno segnato in casa”. Le ultime versioni di tutti i regolamenti delle competizioni UEFA per club sono accessibili qui.

Miami, crolla un palazzo: “Ci potrebbero essere molte vittime”


133654602-a719113b-5e72-4250-abcf-3485d657bcee

aggiornamento 25 giugno 2021

 articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2021/06/24/-crolla-un-palazzo-a-miami-si-temono-molte-vittime-_9ab95167-4488-49f4-bc92-901f266bc9c8.html

Ritrovate oltre 100 persone. Evacuati alcuni edifici circostanti. Sconosciute le cause del crollo

Il bilancio del crollo dell’edificio di Miami si aggrava con almeno 4 morti e 159 dispersi. Lo afferma il sindaco di Surfside, Daniella Levine Cava

Continua la disperata ricerca dei dispersi tra le macerie dell’edificio di 12 piani crollato ieri a nord di Miami.

Lo riporta la corrispondente di Skynews sul posto. – Le famiglie di chi abitava nell’edificio – tra cui la sorella della first lady del Paraguay, 20 cittadini israeliani e 19 sudamericani – aspettano notizie riunite in un centro vicino al palazzo. Con l’arrivo del buio i soccorritori hanno cominciato a utilizzare le telecamere per la visione notturna e i cani addestrati. Nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti e per evitare altri crolli le squadre stanno scavando un tunnel nel parcheggio sotterraneo. Alcuni di loro hanno riferito di aver sentito suoni di colpi e altri rumori ma per ora nessuna voce. 

Sono oltre 100 le persone ritrovate tra coloro che vivevano nel condominio. – Lo ha reso noto nell’ultimo briefing di aggiornamento Daniella Levine Cava, sindaco della contea di Miami-Dade.

Un palazzo di 12 piani sull’Atlantico che crolla come un castello di sabbia nella notte mentre decine di residenti stanno dormendo, un boato di 30 secondi simile ad un tuono e poi una nuvola di fumo, un cumulo di macerie, gente che urla e che scappa, con scene che rievocano l’11 settembre: è la tragedia accaduta a Surfside, piccolo comune a nord di Miami Beach, in Florida, che sta diventando una delle zone più esclusive della Biscayne Bay. 

Spero per il meglio ma ci stiamo preparando a qualche brutta notizia, data la distruzione che abbiamo visto“, ha ammesso il governatore repubblicano Ron DeSantis, accorso sul posto. Il sindaco di SurfSide Charles Burkett riferisce che secondo il building manager la torre era piena al momento del disastro, intorno alle 2 di notte locali, anche se non è chiaro il numero esatto di persone presenti. In genere ci vivono residenti stagionali, che vengono a svernare o a passare le vacanze estive. Ancora ignote le cause dell’incidente: “E’ difficile immaginare come sia potuto accadere, gli edifici non cadono giù da soli“, ha sottolineato il primo cittadino. Informato dell’accaduto anche il presidente Joe Biden, che ha parlato con le autorità locali e statali.

Il crollo ha interessato un condominio a forma di L costruito nel 1981 con oltre 130 unità, di cui circa 80 occupate. A collassare è stata una delle tre ali, con i balconi e i pavimenti degli appartamenti che cadevano uno sopra l’altro, come un castello di carte. Le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’area, mostrate dai network americani, sono impressionanti e lasciano poche speranze di trovare altri sopravvissuti, oltre ai 35 già estratti dalle macerie. Tra loro anche un ragazzo, il cui salvataggio è stato trasmesso in diretta dalle tv.

Non avevo mai visto in tutta la mia vita così tante ambulanze, sembrava una scena da 11 settembre“, raccontano alcuni testimoni


Miami, crolla un palazzo: Ci potrebbero essere molte vittime

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/24/news/miami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895/

24 giugno 2021

Centinaia di soccorritori a Collins Avenue dove è crollato un condominio di 12 piani con oltre cento appartamenti. Estratto vivo un giovane ragazzo. Finora confermata una vittima e molti ancora intrappolati. Le operazioni di estrazione potrebbero durare anche una settimana, riferiscono i soccorritori

https://twitter.com/CheechDad09/status/1407955290088259584?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1407955290088259584%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Festeri%2F2021%2F06%2F24%2Fnews%2Fmiami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895%2F

MIAMI Un palazzo condominiale di 12 piani, parte della Champlain Towers, è parzialmente crollato nella notte a Surfside, sobborgo di Miami Beach. Non è ancora chiaro il numero dei feriti, ma un pompiere sul posto ha parlato di diverse vittime. Lo riferisce il Miami Herald. Massiccio l’intervento dei soccorsi.

I soccorsi – Siamo sulla scena del crollo, al lavoro“, ha detto uno dei soccorritori. Il sergente Marian Cruz del Miami Dade Fire Rescue ha spiegato: “Quello che posso dirvi è che l’edificio è di dodici piani. L’intero lato posteriore dell’edificio è crollato“. L’area è un mix di vecchi e nuovi appartamenti, case, condomini e hotel, con ristoranti e negozi che servono residenti e turisti. Champlain Towers è una costruzione affacciata sull’oceano costruita nel 1981 con più di 100 appartamenti a 8777 Collins Ave.

Le cause – Rimangono ancora indefinite. Tuttavia le persone della zona hanno riferito a Local 10 News che sul tetto dell’edificio erano in corso dei lavori con l’uso di attrezzature pesanti. Il sindaco di Surfside, Charles W. Burkett, ha confermato i lavori in corso, ma ha sottolineato che è certo che non sono la causa del crollo, sicuro che prima dell’avvio sia stata fatta un’attenta ispezione del luogo.

Le testimonianze – Ho sentito un rumore spaventoso e tutto è crollato“, racconta una supersite alla Nbc Florida, che abitava al nono piano. “Ha visto i suoi vicini? – domanda la reporter – Alcuni si, sono vivi. Ma in una parte del palazzo non c’è più nessuno“.

Morto John McAfee, il pioniere degli antivirus suicida in carcere


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_giugno_23/morto-john-mcafee-pioniere-antivirus-suicida-carcere-736be818-d45e-11eb-8dcd-923bd7ac4a6d.shtml?fbclid=IwAR1c8pV5Decr2PwKDPgIem4i0dY5cel9XVH-E9-frtSR4HvKDVoH527PESo

106901473-1624476139790-mcafee

John McAfee

L’eccentrico fondatore dell’antivirus McAfee era stato arrestato a ottobre. Il tribunale spagnolo aveva appena approvato la sua estradizione negli Usa, dove era accusato di evasione fiscale

Si trovava in un carcere di Barcellona da ottobre – era stato arrestato all’aeroporto, nel tentativo di prendere un aereo per la Turchia – e proprio oggi, 23 giugno, era arrivata l’approvazione del Tribunale spagnolo alla sua estradizione negli Stati Uniti. Qui lo aspettava un’accusa grave: evasione fiscale. John McAfee, 75 anni, è stato trovato morto nella sua cella. Secondo le prime indagini sembra trattarsi di suicidio. Inutili i soccorsi per tentare di rianimarlo.

 

Si spegne così una delle menti più brillanti – ed eccentriche – dell’informatica moderna. Colui che ha ideato il sistema di antivirus omonimo, McAfee, da cui ha guadagnato ricchezza e fama. Ma anche una vita dissoluta, fatta di droga, armi e corruzione, nonché truffe tramite criptovalute. Negli Stati Uniti era accusato di aver evaso milioni di dollari in tasse. Un’evasione che di sicuro, secondo le indagini, è proseguita dal 2016 al 2018. Fitto il suo curriculum di rapporti con le forze dell’ordine. Nel 2012 viene ricercato come «persona d’interesse» per l’omicidio del suo vicino di casa, in Belize. Viene poi rintracciato in Guatemala dove chiede asilo politico. Poi rientra nel Paese illegalmente e viene arrestato. Nonostante non ci sia stata nessuna accusa nei suoi confronti. L’eccentrico milionario viene poi arrestato insieme alla moglie in Repubblica Dominicana perché sbarcati sull’isola con una barca carica di armi. Poi fugge in Lituania. Ha cercato anche di candidarsi per il Partito Libertario (si basa sulla filosofia del libertarianismo: capitalismo puro, diritti civili) alle scorse elezioni. E non era neanche la prima volta: ci aveva già provato nel 2016.

Nuoto, Tokyo a rischio per Paltrinieri: ha la mononucleosi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/vari/2021/06/23/news/nuoto_paltrinieri_mononucleosi-307342024/

L’annuncio del presidente federale Barelli: “Lo aspetta una delle sfide più difficili della carriera, ma sono fiducioso”

Il nuoto italiano rischia di perdere una delle sue stelle per l’Olimpiade di Tokyo: Gregorio Paltrinieri ha la mononucleosi. “Avverte leggeri sintomi. Conosceremo gli effetti dell’infezione giorno dopo giorno. Siamo chiaramente dispiaciuti perché l’avvicinamento alle Olimpiadi proseguiva perfettamente; ma Paltrinieri è un campione fenomenale e lotterà fino all’ultimo metro per prendersi le medaglie che sogna a Tokyo“. Così il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli.

Barelli ricorda che “abbiamo cresciuto Gregorio al centro federale di Ostia da quando era un adolescente con le stimmate del campione. Non ha mai rinunciato a nulla e con la sua determinazione si è preso tutto. Sono fiducioso che ci riuscirà anche questa volta. L’attende una delle sfide più difficili della carriera. Come sempre lo sosterremo lungo tutto il suo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi“, ha concluso il numero uno federale.


Mononucleosi

Mononucleosi: La mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva; per tale motivazione è anche conosciuta come “malattia del bacio. L’infezione si può trasmettere attraverso la condivisione di bicchieri o per effetto di goccioline di saliva disperse con starnuti o colpi di tosse. La mononucleosi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV – Epstein-Barr Virus).

Che cos’è la mononucleosi? – La mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva. I sintomi sono spesso moderati e consistono in un senso generale di malessere, astenia e stanchezza. In alcuni casi l’infezione può avere delle conseguenze più gravi che coinvolgono i linfonodi, milza, fegato, cuore, polmoni e sistema nervoso centrale. La mononucleosi ha un tempo di incubazione che varia tra 30 e 50 giorni.

Quali sono le cause della mononucleosi? La causa della mononucleosi è un’infezione virale sostenuta dal virus di Epstein-Barr.

Quali sono i sintomi della mononucleosi? – La mononucleosi è spesso asintomatica oppure si presenta con sintomi lievi e transitori, caratterizzati da debolezza, stanchezza, febbre, ingrossamento dei linfonodi e della milza.

Le complicazioni legate alla mononucleosi, anche se poco frequenti, possono essere più gravi della patologia e includono:

Come prevenire la mononucleosi? – Per limitare il rischio di contagio bisognerebbe evitare il contatto con le secrezioni (saliva) dei soggetti infetti. È necessario ricordare che il virus è eliminato attraverso la saliva per molti mesi dopo l’infezione.

Diagnosi  – La diagnosi di mononucleosi può essere esclusivamente clinica, attraverso il riconoscimento dei segni e sintomi caratteristici della malattia. A conferma della diagnosi clinica, gli esami del sangue permettono di individuare la presenza degli anticorpi specifici anti-EBV.

Trattamenti  – Non esistono trattamenti specifici contro la mononucleosi; possono essere utili l’uso di antinfiammatori e antipiretici.

Quando c’è un interessamento della milza, per evitare il rischio di rottura, è importante limitare gli sforzi fisici.

Nicola Tanturli ritrovato vivo, il bambino scomparso sul Mugello era in una scarpata…


articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_ritrovato_vivo_bambino_scomparso-307279709/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

Il bambino è stato ritrovato a 4-5 chilometri da casa. Sta bene, in ospedale per accertamenti. Il carabiniere che l’ho tirato su dal burrone: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo

100616686-13e2bf93-4c98-44da-9f20-b3570c99b9e8_modificato-1

E’ stato ritrovato a chilometri di distanza da casa il piccolo Nicola Tanturli, il bambino di meno di due anni scomparso dalla sua casa a Campanara, frazione isolata di Palazzuolo sul Senio tra i boschi del Mugello. Lo ha sentito un giornalista, un lamento che proveniva da una scarpata, ha capito subito. “Il bambino chiamava mamma“, ed è corso a dare l’allarme. Era lui. Sul caso c’è un fascicolo della procura di Firenze, senza indagati e ipotesi di reati. Per i carabinieri impegnati negli accertamenti, il piccolo si sarebbe allontanato da solo, vagando poi per i boschi. Gli investigatori escludono altre possibili ipotesi.

Il piccolo è lievemente ferito, solo qualche graffio sembra, ma sta bene, è in ospedale per accertamenti. Un carabiniere si è calato nella scarpa e lo ha portato in salvo: “E’ sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli, mi si è subito aggrappato al collo“. Il padre Leonardo ha spiegato che “Nicola è un bambino abituato a camminare alcune decine di metri, da sé, in autonomia, ma mai si era allontanato in questo modo da solo. E’ un bambino forte, ha resistito“. “Siamo felici per il bambino e per la la sua famiglia – ha detto la prefetta di Firenze Alessandra Guidi – e siamo grati ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e ai tanti volontari che si sono impegnati nelle ricerche”.

La scomparsa: 9 ore prima dell’allarme – Un sospiro di sollievo per tutti dopo due notti e un giorno intero di ricerche disperate. Battute a tappeto con centinaia di volontari, cani molecolari, elicotteri, in una zona impervia e isolata dell’appennino tosco emiliano dove la famiglia del piccolo vive. Lunedì sera la mamma Giuseppina Paladino lo aveva messo a letto e poi era andata nella stalla. Il marito, Leonardo non era in casa, quando è tornano i due hanno cenato e, prima di andare a letto, sono andati a controllare nella cameretta di Nicola. Il bambino non c’era. I genitori si sono messi subito a cercarlo, ma hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco solo la mattina successiva. Nove ore dopo, ma non sono emersi profili di responsabilità.

  • Lui con quegli occhi vispi, in braccio alla mamma. Sono scesi dall’elicottero, il piccolo Nicola Tanturli e la sua mamma Giuseppina: dalle valli del Mugello sono arrivati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il piccolo che sta comunque bene e ha piccole ferite, viene visitato dai medici dell’ospedale pediatrico fiorentino.

Centinaia di volontari, un premio dalla Regione – Immediata si è messa in moto la macchina delle ricerche, un elicottero con termoscanner ha perlustrato l’intera area per tutta la scorsa notte. Oggi sono arrivate le congratulazioni di Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. “Ha espresso gioia e grande apprezzamento per il lavoro di tutti i componenti del soccorso – ha fatto sapere la prefetta – grazie ancora a tutti, è veramente importante poter oggi raccontare un esperienza operativa che ha dato questo risultato così straordinario“. Il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Moschetti, riceverà domani in Regione il Pegaso d’oro. Lo ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, “per lui e per tutto il movimento di volontari che si è messo in moto“.

Il ritrovamento – E’ stato il giornalista a ritrovarlo: mentre saliva verso la casa ha sentito i lamenti. E’ Giuseppe Di Tommaso, della Vita in diretta. Il bambino era in fondo a una scarpata, a ridosso della strada e profonda decine di metri ed è stato poi recuperato da un carabiniere che si è calato nel burrone. “Ho sentito il suo lamento e ho capito subito. Un’emozione indescrivibile, un miracolo“. Il piccolo ha subito visto i genitori, ha riabbracciato parà Leonardo e da mamma Pina, contadini e apicoltori in quell’angolo di appenino tosco-emiliano, dove conducono una vita molto ritirata puntando all’autosufficienza. “Per fortuna sta bene“. Il bimbo è stato visitato dal medico presente con i soccorritori e ha deciso per il trasporto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. “Escoriazioni superficiali, le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni – fanno sapere i medici – verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. Uscirà forse anche già stasera, o domani.

La notte nei boschi – Il bambino ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato – ha spiegato il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, che l’ha portato in salvo dal burrone. “Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. E’ uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato. Ho l’impressione che non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perché l’erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte“.

  • “Ecco la mamma, ecco la mamma”, dice il carabiniere Ciccarelli davanti a Giuseppina Paladino ancora incredula e in lacrime. Sono le prime immagini dopo il ritrovamento di Nicola Tanturli. Il piccolo Nicola ha le scarpe ma non ha i vestiti. È avvolto in una coperta termica, la mamma lo prende in braccio, lo stringe forte. “È in stato confusionale, lasciateci in pace”, dice mamma Giuseppina. E poi va in ambulanza col figlio per le prime cure mediche. “Vuoi venite con me, me lo dici?”, chiede la mamma a Nicola

Il giornalista e il carabiniere – Il luogotenente Ciccarelli si è calato a 25 metri individuando il piccolo che continuava a chiedere della mamma. Lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo alla donna. “All’inizio mi sembrava più un capriolo o un daino – ha detto Ciccarelli – poi è sbucato con la testolina e con ‘sti occhioni belli. Mi si è subito aggrappato al collo“. Emozionante il racconto del savataggio: “L’ho trovato perché mi sono sentito male e ho fermato la macchina, era nella scarpata ripidissima, ho sentito un’auto passare, erano i carabinieri. Li ho convinti che era davvero Nicola – ha raccontato il giornalista Di Tommaso – ho aiutato il carabiniere a salire col bambino, lo prendevamo in braccio a tappe“.

Il sollievo di un’intera comunità – Il sindaco di Palazzuolo sul Senio Moschetti, durante la conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento, rispondendo a una domanda di un giornalista se del caso saranno interessati i servizi sociali il sindaco ha risposto: “E’ una cosa che non spetta a noi direttamente, spetterà alla Società della salute ed eventualmente ai servizi sociali stessi, che ci hanno già contattato. Noi ieri abbiamo già parlato con i servizi sociali, anche su come potenziare il supporto alla famiglia“. Immenso il sollievo. “Ha vinto lo Stato, ha vinto l’Italia – ha aggiunto Moschetti – per le ricerche sono state mobilitate oltre 1000 persone. E’ davvero una giornata di gioia, un brutto episodio che ha tenuto tutti in ansia si è concluso nel miglior modo possibile. Da due giorni non dormiamo, ma l’esito felice ci ripaga di qualsiasi sforzo. Un ringraziamento a tutti“.

La gioia dei volontari – Grande la partecipazione e grande la gioia dei volontari che hanno cercato il bimbo sensa sosta. “Lui era in braccio al carabiniere, con due occhioni grandi, guardava tutti, sembrava non capire cosa ci facevamo, era spaesato, ma nulla di più“, ha raccontato Bartolomeo, 28 anni, volontario del coordinamento Misericordie dell’Area fiorentina. “Nella notte ero passato a controllare anche quella strada, in pieno bosco, si sentivano gli animali, mi immaginavo come si doveva sentire un bambino così piccolo da solo, nel buio. Quando è arrivata la mamma ad abbracciarlo ci siamo commossi. Tutti eravamo consapevoli di essere davanti a un miracolo“.

Mugello, non si trova il bimbo scomparso….


Mugello, non si trova il bimbo scomparso, buco di 9 ore prima dell’allarme: inutile il sorvolo notturno dell’elicottero con termoscanner

articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/23/news/mugello_senza_esito_le_ricerche_notturne_del_bimbo_di_2_anni_scomparso_oggi_si_continua_allargando_il_raggio-307251568/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Di Nicola, 2 anni, non si hanno tracce da poco dopo mezzanotte di lunedì, i genitori lo hanno cercato da soli e hanno chiesto aiuto il mattino dopo. Oggi nuovi volontari per le battute che avranno un raggio più ampio

Ancora senza esito le ricerche di Nicola Tanturli, il bambino di quasi 2 anni scomparso dalla casa dei genitori a Campanara di Palazzuolo sul Senio  località isolata dell’Alto Mugello dove la famiglia, che ha anche un altro figlio di 4 anni, vive in un casolare gestendo un’azienda di apicoltura con annesso un piccolo allevamento di capre e di oche. Le ricerche per tutta la notte non si sono fermate e ha partecipato ancheun  aereo di un termoscanner per individuare il bambino.

Il primo sorvolo sull’area selezionata con la termocamera ha dato esito negativo, ne è stato fatto un secondo con infrarossi, ma anche questo senza successo. Nel frattempo non si sono interrotte le ricerche con le squadre a terra alle quali hanno parteciapto decine di volontari.

Le difficoltà nelle ricerche sono dovute anche al tempo trascorso prima che si mettessero in moto a livello ufficiale. Secondo una prima ricostruzione, infatti, i genitori di Nicola di ritorno verso mezzanotte dalla stalla dove avevano dato da mangiare agli animali – capre e oche – si sono accorti dell’assenza di Nicola dal lettino della sua camera dove dorme da solo mentre il fratellino di cinque anni ha un’altra cameretta.

La coppia ha iniziato a cercarlo nella casa, nei vicini casolari anche con laiuto degli altri residenti della zona e solo con la luce del mattino, disperati, hanno chiamato i carabinieri e le ricerche sono partite a largo raggio. Il tempo trascorso e soprattutto il fatto che non si conosca in quale direzione il bimbo – che ha dimestichezza con la campagna dove si avventurava ogni volta che poteva – si sia diretto hanno complicato la pianificazione delle battute alle quali hanno partecipato solo ieri quasi 200 volontari organizzati in una ventina di squadre che hanno affiancato i cani molecolari.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni. Stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari.

Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi.
Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il sindaco Gian Piero Philip Moschetti ha presieduto una riunione al campo base di Quadalto per pianificare le operazioni di soccorso di oggi quando al mattino molti volontari non saranno disponibili per ragioni di lavoro, mentre il pomeriggio dovrebbe tornare operativo un cospicuo numero di persone.

Un questionario e tifosi vip come testimonial, decolla il progetto Interspac


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2021/06/22/news/progetto_interspac_cottarelli-307128652/

L’associazione che da anni si pone l’obiettivo di portare all’Inter il modello di azionato popolare si è data la forma di società vera e propria e partirà a breve con una serie di iniziative. Cottarelli: “Vogliamo lavorare insieme all’attuale proprietà. Il nostro unico scopo è sostenere la squadra che amiamo”

images

Carlo Cottarelli  –  Steven Zhang

Il progetto Interspac prende forma. L’associazione che da anni si pone l’obiettivo di portare all’Inter il modello di azionato popolare, che già governa ad esempio il Bayern Monaco, si è data la forma di società vera e propria. E come S.r.l. presenta oggi il proprio programma d’intervento. Il primo passo sarà venerdì 25 giugno, quando aprirà un questionario online per valutare l’interesse dei tifosi interisti all’idea di potere un giorno diventare soci del club. Entro la fine del mese saranno resi noti i nomi di alcuni sostenitori noti, che presteranno il proprio volto come testimonial dell’operazione, acquistando piccole quote. Infine, per  settembre, è in programma un incontro pubblico di presentazione del progetto.

Collaborare con Zhang – Carlo Cottarelli, presidente di Interspac S.r.l. spiega così lo spirito dell’iniziativa: “Vogliamo portare avanti un grande progetto di azionariato popolare. Per rafforzare l’Inter con capitali forniti da noi tifosi, integrati da risorse di investitori istituzionali, in un quadro economicamente sostenibile. Già avviene in altre società gloriose, come il Bayern di Monaco“. L’intenzione non è porsi come alternativa all’attuale proprietà del club, ma collaborare. “Vogliamo lavorare insieme all’attuale proprietà, già informata dell’iniziativa. Il nostro unico scopo è sostenere la squadra che amiamo. Siamo grati al presidente Zhang per aver riportato l’Inter ai vertici del calcio“, prosegue Cottarelli.

Questionario e volti noti – Quanto alle tappe, l’ex commissario alla spending review spiega: “Il primo passo sarà simbolico. Entro fine giugno faremo entrare nella società Interspac S.r.l. un gruppo ristretto di tifosi interisti noti, che acquisteranno una piccola quota: sportivi, musicisti, scrittori, giornalisti, conduttori televisivi. Ci aiuteranno a far conoscere il progetto“. Ancor prima, sarà fatto il questionario online: “Vogliamo misurare quanto interesse ci sia per la nostra iniziativa. Abbiamo incaricato IQUII e la sua Sport Intelligence Unit di condurre uno studio approfondito in proposito. Venerdì 25 giugno sarà messo on line sui canali social e web, e rilanciato da media partner, un questionario sull’azionariato popolare tramite cui anche i tifosi interisti potranno far conoscere la propria opinione, in via informale“.

I tempi e la presentazione pubblicaIn ogni caso, l’introduzione dell’azionariato popolare richiederebbe tempi medio-lunghi. E siamo solo all’inizio del percorso. “Se, come pensiamo, ci sarà sufficiente interesse da tutte le parti coinvolte, inclusa la proprietà, dopo aver definito i dettagli tecnici dell’operazione, richiederemo le necessarie autorizzazioni a tutti gli organi competenti per poi iniziare la raccolta di risorse dai tifosi e da altri. Questo richiede diversi mesi, anche se l’esatta tempistica dipenderà dai dettagli tecnici della operazione. In ogni caso, pensiamo che il nostro modello di azionariato popolare sia valido anche per altre società di calcio italiane. Per discuterlo in una visione strutturale, di lungo termine, a fine settembre organizzeremo a Milano un incontro pubblico invitando, oltre che i soci di Interspac, personalità del mondo del calcio italiano e internazionale. A questo punto, si parte! Forza Inter! E speriamo che altre tifoserie italiane vogliano imitarci“.

Fra gli invitati alla presentazione di settembre, come ospite d’onore, ci sarà anche Karl-Heinz Rummenigge, giocatore dell’Inter fra il 1984 e il 1987 e uomo forte del calcio tedesco. Per 20 al Bayern Monaco, prima come dirigente e poi come presidente, Kalle è sostenitore del modello di proprietà condivisa dei club, che ha portato il Bayern a essere l’unico dei club che domina il proprio campionato in Europa ad avere i contiin ordine.

L’Inter in mano ai tifosi: “Qualcosa in più di un sogno romantico”. Lukaku: “Resto per vincere ancora”

Serie A, diritti Tv: Sky ricorre all’Antitrust contro l’esclusiva Tim


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/06/22/news/serie_a_diritti_tv_sky_ricorre_all_antitrust_contro_l_esclusiva_tim-307173776/

La società media chiede all’Authority un intervento d’urgenza: “Per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori come oggi. L’accordo con DAZN è illegittimo, lede la libertà dei consumatori e la concorrenza

images

Sky ricorre all’Antitrust con una denuncia relativa all’accordo in esclusiva tra Dazn e Tim per la distribuzione delle partite di Serie A 2021-24 definendolo “illegittimo“. Lo rende noto la società spiegando le ragioni che hanno portato a questo passo. “Sky si è rivolta all’Antitrust per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono – satellite, Dtt o Ott – esattamente come oggi – si legge nella nota del gruppo media -. Tim, il retailer dominante nella banda larga, ha stipulato un accordo illegittimo di esclusiva con Dazn. Questo accordo preclude all’Ott la possibilità di distribuire il campionato di Serie A attraverso altri operatori, favorendo così Tim e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga. In un momento cruciale di passaggio per l’Italia dalla banda standard alla banda ultra larga, questo accordo di esclusiva non deve ledere la concorrenza. Per questo Sky invita l’Antitrust ad agire con urgenza per garantire che il campionato di Serie A possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono la concorrenza e la libera scelta“.

La reazione di Tim – Con una nota TIM dice di essere “stupita dalle preoccupazioni di SKY sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato più volte che SKY è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%. La modalità in streaming con cui gli appassionati possono vedere tutte le partite di Serie A anche per il prossimo triennio, si inserisce in un percorso avviato oramai da tempo e in cui DAZN, come Netflix, Amazon e Disney+ (e la stessa SKY con NOW), rappresentano il futuro della distribuzione dei contenuti, fruibili nelle abitazioni e fuori casa con gli apparecchi tradizionali e con quelli di nuova generazione quali smartphone, computer e tablet“. E ancora: “La diffusione di tutto il campionato di calcio in streaming rappresenta un elemento importante per la digitalizzazione del Paese, di cui beneficerà l’intera struttura industriale del paese. Continuare a difendere la posizione del satellitare pay avrebbe – questo sì – l’effetto di danneggiare i consumatori e ritardare l’accelerazione della transizione verso il digitale e le reti di telecomunicazioni ad alta velocità“.

Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa:….


Inchiesta Billionaire, per i pm fu epidemia colposa: “Misure anti-Covid non sufficienti, così si diffuse il contagio tra i dipendenti”

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/billionaire_epidemia_colposa_phi_beach_country_club_lesioni_colpose-307197338/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

174555849-377f3b66-7e33-458d-ba6c-7cfdd61643ac

Chiusa l’indagine di Tempio Pausania sulle discoteche in Costa Smeralda, indagato l’amministratore unico del locale di Flavio Briatore. “Siamo sorpresi, l’epidemia colposa omissiva non esiste“, commenta l’avvocato Cuccureddu. Ai gestori di Phi Beach e Country Club contestate le lesioni colpose. 

Al Billionaire non hanno adottato le misure necessarie per impedire la diffusione del Covid-19 tra i dipendenti“. Con questo assunto, esito di quasi un anno di investigazioni condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Sassari, la procura di Tempio Pausania contesta al rappresentante legale e amministratore unico del famoso locale della Costa Smeralda, Roberto Pretto, il reato di epidemia colposa. E’ quanto si legge nell’avviso di chiusura dell’inchiesta, notificato alle parti. Stando all’atto, Flavio Briatore, proprietario del Billionaire, non è indagato.

L’inchiesta, partita l’estate scorsa dopo lo scoppio dei focolai in Gallura e la serrata delle discoteche disposta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha individuato almeno 12 dipendenti che si sono contagiati al Billionaire. Ma il locale di Briatore non è l’unico coinvolto. Ce ne sono altri due, molto noti tra i vacanzieri: il Phi Beach e il Country Club. Ai gestori di questi viene contestata non l’epidemia colposa, bensì il reato di lesioni colpose, con la motivazione di non aver fornito ai lavoratori un numero sufficiente di mascherine. Alcuni dispositivi di protezione individuale consegnati al personale, inoltre, all’esito delle analisi sono risultati con capacità filtrante inferiore alla norma, dunque inefficaci contro il virus. Ed erano griffati con il marchio del locale.

Siamo molto sorpresi – commenta l’avvocato Antonella Cuccureddu, che difende Roberto Pretto – il reato di epidemia colposa, a norma di Codice, si commette diffondendo germi patogeni, col presupposto che i germi patogeni non siano in circolazione e quindi li diffonda il soggetto. La condotta del diffondere è attiva. Contestare un’epidemia colposa nel contesto di una pandemia è assurdo. Oltretutto, la contestazione è motivata dalla omissione, ma una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non può esistere l’epidemia colposa omissiva“.

Variante Delta, 24 casi scoperti a Piacenza


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/22/news/coronavirus_emilia_romagna_variante_delta_casi_piacenza-307117146/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S4-T1

Il focolaio si è verificato in alcune aziende della logistica. Non ci sono malati gravi. I contagiati non erano stati vaccinati

In sei giorni l’Ausl di Piacenza ha sequenziato, rintracciato e isolato 24 casi di variante Delta, la mutazione del Coronavirus scoperta in India. Tutti provengono dal polo logistico piacentino. Due le aziende coinvolte, con 10 dipendenti contagiati mentre gli altri 14 sono amici, conoscenti o parenti stretti.

Diversi positivi abitano in realtà nel Cremonese e si spostano utilizzando mezzi pubblici: nei giorni scorsi l’Ausl aveva lanciato appelli a sottoporsi a tampone per i passeggeri della linea di bus Piacenza-Cremona. L’indagine, condotta dal dipartimento di Sanità pubblica, non ha riscontrato casi gravi.

Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati – spiega il responsabile del dipartimento, Marco Delledonne -. In questi ultimi giorni, per fortuna, i tamponi non evidenziano più nuovi positivi e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un’azione tempestiva“. L’attività di contact tracing è partita il 15 giugno. A quanto pare i contagiati non erano stati vaccinati.

Il taglio delle dosi – Cresce la preoccupazione intanto per il taglio, a luglio, delle nuove forniture di vaccini Pfizer e Moderna rispetto a giugno. Non ci sono ancora numeri ufficiali ma le Regioni sono in fibrillazione. I più pessimisti, ieri, sono arrivati a temere una scure fino al 50%: significherebbe, per la sola Emilia-Romagna, mezzo milione di cartucce in meno. La migliore delle ipotesi, che circolava già domenica, era la riduzione di un terzo. In ogni caso, non sono buone notizie.

Certo è che i tecnici, alle prese con i conti, adesso non si sbilanciano sull’eventualità di sospendere le nuove prenotazioni, scelta già annunciata dalla Toscana. E nemmeno sulla possibilità – al momento non evocata – di spostare le date delle prime dosi. Realisticamente non dovrebbero esserci problemi per i richiami, che devono essere garantiti. Durante un incontro con i direttori delle Ausl, ieri la Regione Emilia-Romagna ha però chiesto a tutti i manager di fare una ricognizione delle persone prenotate finora. A giugno sono attese un milione e 160 mila dosi di Pfizer e 111 mila di Moderna: oltre 1,2 milioni. Di luglio, per ora, si sa soltanto quello che arriverà nelle prime due settimane: appena 300 mila dosi. Per questo c’è molta agitazione.

Intanto dovrebbero concludersi a giorni le istruttorie sugli operatori sanitari che non si sono vaccinati, passibili di licenziamento. Secondo l’ultimo report gli operatori sanitari che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono 14.390, su 182.812, pari al 7,87%.

Nell’Italia bianca via le mascherine. Liberi da lunedì 28 ma solo all’aperto


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/06/21/news/mascherine_cts_via_dal_28_giugno_o_dal_5_luglio_decide_il_governo-307076367/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S5-T1

Ok del Comitato tecnico scientifico e arriva anche il sì del governo. Bisognerà però avere con sé le protezioni e indossarle se si è troppo vicini

pollas_21222614

Via le mascherine quando si sta all’aperto e non ci si avvicina troppo alle altre persone, cioè si resta a più di un metro di distanza. Il Cts ha dato il suo consenso alla cancellazione di una misura simbolica, anche per questo richiesta con forza ormai da tempo dalla politica. Gli esperti, riuniti per rispondere a un questo del ministro alla Salute Roberto Speranza sollecitato dal premier Mario Draghi, hanno anche indicato la data nella quale si può far entrare in vigore il cambiamento, che sarà poi sancito da un atto del governo. Il giorno è lunedì prossimo, 28 giugno: “Superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts“, commenta il ministro Speranza.

In quella data anche l’ultima Regione, cioè la Valle d’Aosta, sarà entrata in zona bianca. Tutta Italia sarà così nello scenario con meno restrizioni, grazie a un’incidenza inferiore ai 50 casi 100mila abitanti (in certi casi ormai di moltissimo) da almeno tre settimane consecutive. In tutto il Paese i dati di circolazione del virus sono bassissimi da tempo. E si continua a scendere. Nella settimana appena conclusa ci sono stati 8.112 nuovi casi, cioè poco più di mille al giorno, per una riduzione del 35% rispetto ai sette giorni precedenti.

Il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giungno ci siano le condizioni per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento, come mercati, fiere, code, eccetera“. Il Comitato in fondo recupera una regola della prima fase dell’epidemia, quando non era obbligatorio, appunto, usare le mascherine all’aperto. Bisogna comunque portarle sempre con sé, per indossarle nel caso in cui ci si trovi in una situazione nella quale non è possibile rispettare le norme sul distanziamento, cioè principalmente il metro di distanza dalle altre persone. Chi ad esempio esce di casa e si reca in un mercato all’aperto a fare la spesa, può stare senza mascherina finché non arriva di fronte ai banchi, dove c’è il rischio di avvicinarsi troppo ad altre persone. Da tempo gli esperti hanno chiarito che all’aperto è molto più difficile contagiarsi, cosa che unita al basso numero di persone infettate ha spinto a prendere la decisione. Di certo, comunque, hanno pesato anche le pressioni della politica a vari livelli, sia centrale che regionale. “Le persone devono portare con sé una mascherina in modo da poterla indossare ogni qualvolta si creino tali condizioni – scrive sempre il Cts – Deve essere raccomandato fortemente l’uso della mascherina nei soggetti fragili e immunodepressi e a coloro che stanno loro accanto“.

Per quanto riguarda l’utilizzo al chiuso, nulla cambia, nel senso che valgono i protocolli attualmente in vigore ad esempio per i mezzi pubblici o gli spettacoli. Per questo tipo di eventi che si svolgono all’aperto resta tutto com’è e appunto bisogna indossare la mascherina e sedere nei posti indicati dal gestore, che deve rispettare il distanziamento tra gli spettatori. Anche al ristorante le indicazioni restano le stesse. Cioè si deve entrare indossando la mascherina e la si può abbassare una dopo che ci si è seduti al tavolo. Chi lavora in questi come in altri esercizi invece non può mai toglierla. Gli esperti, che sottolineano come “le mascherine rappresentano uno dei mezzi più efficaci per la riduzione della circolazione del virus”, ribadiscono che vanno sempre indossate “negli ambienti sanitari ed ospedalieri secondo i protocolli. Deve sempre essere mantenuto l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i mezzi di trasporto pubblico. Devono essere rispettate le disposizioni e i protocolli stabiliti per l’esercizio in sicurezza delle attività economiche, produttive e ricreative“.

Napoli, il grande cuore di Koulibaly….


Napoli, il grande cuore di Koulibaly: fa partire per il Senegal una nave di medicine, alimenti e persino due ambulanze

articolo: https://napoli.repubblica.it/sport/2021/06/22/news/napoli_il_grande_cuore_di_koulibaly_fa_partire_per_il_senegal_una_nave_di_medicine_alimenti_e_persino_due_ambulanze-307080095/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S6-T1

Un indovinello semplice. Primo indizio: è uno dei fuoriclasse del Napoli. Secondo: è lontano dal cliché del calciatore patinato. Terzo e ultimo: aiuta sempre le persone in difficoltà e lo fa lontano dalle luci della ribalta. La soluzione è immediata, si tratta di Kalidou Koulibaly. Il giocatore azzurro ta trascorrendo le vacanze in Senegal, dopo una breve parentesi in Francia, ed è sensibile alle difficoltà che vive il suo paese. Quello che rappresenta con orgoglio. In campo con la nazionale, ma non solo. Il suo sostegno è concreto. E silenzioso.

Nei giorni scorsi ha visitato villaggi e associazioni che danno un sostegno concreto ai bambini in difficoltà. Poi ha agito evitando pubblicità. Ieri mattina è salpata dal porto di Napoli una nave in direzione Senegal. Al suo interno, in diversi container, materiale sanitario, medicine, alcune lettighe e addirittura due ambulanze. Tutte acquistate da Koulibaly. La distribuzione comincerà al termine della navigazione, tra otto giorni circa. Ad aspettare il carico ci sarà proprio Kalidou, il campione dal cuore d’oro. La beneficenza è uno dei capisaldi della sua vita. Ad aprile, ad esempio, aveva fatto arrivare, sempre in Senegal, diversi quintali di generi alimentari. L’attenzione è spasmodica pure a Napoli, la sua città d’adozione. Ha aiutato spesso la comunità senegalese soprattutto durante il periodo del lockdown. Koulibaly è il campione dei gesti concreti: a gennaio fu riconosciuto da un tifoso ai semafori di Agnano mentre distribuiva giacche a vento ad alcuni immigrati. Altre volte ha portato anche la colazione. Sempre senza farsi riconoscere, un cappuccio in testa e tanta voglia di fare del bene. Le testimonianze sono tante: ha regalato ad un amico la maglia indossata in Champions contro il Liverpool, messa poi all’asta per acquistare generi alimentari in modo da garantire un pasto ai poveri durante l’emergenza Covid 19.

Ed ancora: donazioni alle varie parrocchie e un sostegno economico ad una donna senegalese, conosciuta a Napoli, che aveva appena partorito. Koulibaly è questo. E ha trovato in Faouzi Ghoulam un partner affiatato. I due sono grandi amici e condividono questo nobile intento. Il tandem della solidarietà ha agito tanto nel corso di questi anni sempre in rigoroso silenzio. Prima della pandemia, l’appuntamento al Santobono dai bambini ricoverati è stata una tappa fissa: doni, magliette e sorrisi a chi è più sfortunato. E ancora: nel periodo natalizio Koulibaly e Ghoulam hanno acquistato regali da distribuire nelle case famiglia di Napoli e provincia. Nel 2019 insieme scelsero il liceo Elsa Morante di Scampia per augurare buon anno scolastico a 500 studenti: «Non smettete mai di inseguire i vostri sogni». Koulibaly i suoi li ha realizzati in campo: è uno dei migliori difensori al mondo e lo ha dimostrato nel corso di questi anni in maglia azzurra. È considerato un vero e proprio simbolo. Domenica scorsa, ha compiuto 30 anni e lo ha fatto tra la sua gente per il quale è diventato un esempio. Ha sempre lottato contro il razzismo, piaga di cui è stato vittima a San Siro con l’Inter e all’Olimpico contro la Lazio. L’Uefa non a caso lo ha scelto come testimonial e Koulibaly si è schierato anche contro la discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani che lo apprezzano soprattutto come uomo. Kalidou vince, a prescindere.

Francia, crollano due edifici a Bordeaux: tre feriti, uno è grave


articolo: https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Francia-crollano-due-edifici-a-Bordeaux-tre-feriti-uno-grave-6ae49fae-931f-406d-9933-bfd8350b9360.html#foto-1

E’ successo la notte scorsa, nel centro della città 

21 giugno 2021 – Tre persone sono rimaste ferite, una in modo grave, nel crollo, per cause ancora ignote, la notte scorsa, di due palazzi nel centro di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia. “La facciata è caduta sulla strada, c’è una grande voragine“, ha precisato il vice colonnello Arnaud Mendousse, portavoce dei pompieri. I due palazzi crollati erano di 3 piani e sorgevano nel quartiere della porte de Bourgogne, nella città vecchia. Al momento del crollo, il primo edificio era vuoto per lavori incorso, il secondo ospitava 9 persone. Fra le vittime, un uomo di 28 anni in condizioni “gravissime“, un altro di 48 e una donna di 38. Allontanate dalle palazzine,  “senza danni“, altre sei persone. 

Coppa America, festino a luci rosse. Bufera sul Cile, coinvolto anche Vidal


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/06/20/news/cile_festa_luci_rosse-306943530/

234125327-06355486-419e-491f-93a8-76019cf3fa9c

Secondo la stampa cilena, alcuni giocatori della Roja (tra questi anche il centrocampista dell’Inter) avrebbero organizzato un party con alcune prostitute dopo la vittoria sulla Bolivia

Bufera sul Cile, impegnato in Coppa America ma travolto da uno scandalo a luci rosse. Secondo la stampa locale, alcuni calciatori della nazionale avrebbero organizzato una festa con alcune prostitute al Gran Hotel Odara, dove la Roja è in ritiro a Cuiabà. Il party sarebbe stato organizzato dopo la vittoria di misura sulla Bolivia, e i media cileni rivelano l’identità dei calciatori coinvolti: si tratterebbe di Jean Meneses, Guillermo Maripan, Arturo Vidal, Gary Medel, Pablo Galdames, Pablo Aranguiz ed Eduardo Vargas. Sono attesi provvedimenti da parte della Federcalcio cilena. Già qualche giorno fa Medel e l’immancabile Vidal erano stati multati dalla Conmebol per circa 25 mila euro a testa per aver fatto venire in albergo un barbiere, violando le norme anti-Covid.

Calhanoglu conferma: “Accordo con l’Inter…


Calhanoglu conferma: “Accordo con l’Inter, domani firmerò il contratto”. Si parla di opzione per un quarto anno

E4Zs79EWUAEU3Dw

articolo: https://www.fcinternews.it/in-primo-piano/calhanoglu-conferma-accordo-con-l-inter-domani-firmero-il-contratto-si-parla-di-opzione-per-un-quarto-anno-371378?fbclid=IwAR3RzTHGXwVIrVtNjm3oSqg6wDnORdnf2kb8JVch979eMRQaDOECqNpjSnw

Hakan Calhanoglu conferma: sarà un giocatore dell’Inter. L’annuncio arriva per bocca del diretto interessato raggiunto dall’emittente pubblica turca Trt Spor: “Ho trovato un accordo con l’Inter. Andrò a Milano e domani firmerò il contratto dopo le visite mediche“. La stessa televisione aggiunge che il contratto di Calhanoglu coi nerazzurri sarà di tre anni con opzione per il quarto

Il ritorno di Zeman a Foggia……


Il ritorno di Zeman a Foggia: il santo fumatore con più di mille panchine e una sola idea, il gol

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/legapro/2021/06/19/news/ritorno_zeman_commento-306803684/

Sarà la sua quarta volta nella città pugliese. Una carriera che ha sempre diviso le opinioni, creato sogni e ispirato personaggi televisivi e perfino canzoni

pq-638x425

Mille e passa panchine tutte sempre con la stessa idea, basta fare un gol più dell’avversario. Se sono tanti meglio. Sembra una sciocchezza, una banalità, in realtà è una rivoluzione che dura ancora. Ci sono allenatori che sono andati al rogo per seguire le sue idee, ce ne sono altri che hanno fatto carriera semplicemente predicando l’opposto. Tanti lo amano e ne predicano il verbo, altrettanti lo odiano e lo considerano un fallito.

A 74 anni Zdenek Zeman accresce la leggenda del santo fumatore col suo quarto ritorno a Foggia (stavolta addirittura in Serie C),  il suo 4-3-3 non ha età e richiama alla memoria un periodo d’oro del calcio italiano in cui ci si scontrava anche solo per un’idea, per filosofia. Titoli  e luoghi comuni in sequenza: “Foggia mon amour“, “Va’ dove di porta il cuore“, “Corsi e ricorsi storici“, “La Grande Bellezza“, “Chi si ferma è perduto“, “Il ritorno dello Jedi“, “La coscienza di Zeman” (Antonello Venditti, 1999). Lo Zeman dei primissimi anni ’90, quello di Zemanlandia a Foggia, è anche più rivoluzionario del Sarri di oggi. Che del resto, come tanti altri, ne è un discendente.

Zeman, a Foggia, fa parte dell’epica del calcio italiano. Al formidabile trio d’attacco SignoriBaiano Rambaudi corrispondeva un altrettanto formidabile trio fuori campo. Il presidente del Foggia Pasquale Casillo, il Re del Grano da San Giuseppe Vesuviano, responsabile di aver creato il fenomeno Zeman, il formidabile ds Peppino Pavone da Barletta con un fiuto da Bassethound per i talenti, e Zeman appunto. Nato a Praga, nipote di Cestmir Vycpalek, professore d’educazione fisica diplomato all’Isef, prime esperienze da allenatore tra i dilettanti in Sicilia, e fin da subito ossessionato dalla caccia al gol. 

Distratti dal grande calcio berlusconiano che sta rivoluzionando lo sport a colpi di miliardi, l’Italia non sa che in realtà Foggia è una grande piazza per il calcio, e fucina di allenatori leggendari da Oronzo Pugliese (quello di cui poi Lino Banfi su suggerimento di Liedholm, farà la parodia con Oronzo Canà) a Tommaso Maestrelli.

Diversamente dal calcio di oggi, dalla mania del possesso palla, Zeman è un fanatico del calcio d’attacco, assolutamente verticale, veloce, velocissimo. Lo pratica a qualsiasi costo, con tutti i giocatori, disinteressandosi quasi del tutto della difesa. Gli interessa solo “segnare un gol più degli altri“. Se perde 4-3 dice solo che gli altri hanno fatto un gol in più, basta, amen.

Zeman diventa famoso per i suoi allenamenti, i giocatori saltano, salgono e scendono ossessivamente sui gradoni dello stadio. In ritiro li massacra con percorsi all’alba, prima ancora di colazione, nel bosco e nei gelidi ruscelli di montagna. A pranzo solo patate lesse e verdura. Zeman non ha calciatori, ha dei “navy seals” pronti a qualunque cosa, pronti a gettarsi nel fuoco per lui, senza paura e contro qualunque avversario. Appena promosso, il Foggia chiude la prima stagione di Zemanlanda (91-92) al nono posto, con 58 gol fatti e altrettanti presi. All’ultima di campionato ne prenderà 8 dal Milan. Ma è una festa di popolo, Foggia è alle stelle. E’ ovviamente la peggior difesa della Serie A, ma anche un attacco inferiore solo a quello del Milan campione con Van Basten,Gullit e RijkaardBaiano fa gli stessi gol di Baggio con la Juve (16). In breve Zeman insieme al suo amico Arrigo Sacchi diventa il nuovo riferimento del calcio italiano, tanti si convertiranno alla nuova filosofia, spesso non riuscendoci e fallendo malamente. 

Nasce in quel momento l’epopea, per altro non assolutamente corrispondente a vittorie e trionfi, che per Zeman sono di tutt’altro tipo. E’ un calcio fatto di ideali, che non guarda (purtroppo) ai risultati.

Pur non avendo mai masticato calcio Antonio Albanese, figlio di genitori siciliani, fu letteralmente preso dal fenomeno Zeman. Inventò il personaggio Frengo, telecronista maniaco dell’allenatore del Foggia. Non esiste nessuno che abbia sintetizzato meglio di Albanese il fenomeno Zeman. In uno storico sketch, ormai diventato un cult anni 90, l’attore si esibisce in un monologo di 5 minuti – prendendolo straordinariamente per i fondelli – accanto a uno Zeman seduto e avvolto dalla nuvola del fumo delle sue sigarette. Imperturbabile all’estremo: Zeman solitamente parla pochissimo e per di più pianissimo. Imperturbabile, ogni tre parole una sentenza. La sua presenza è annunciata dal fumo e dall’odore delle sigarette.

Sai, simpatia? – dice lo sciroccatissimo Frengo – Siamo rimasti soli io e te. Ormai Baiano vende figurine nel piazzale della squadra del Birmingham e Signori si compra tortellini a Bologna, si è imborghesito. Gli altri hanno tutti rischiato il centro di recupero“.

Il mondo non ti capisce, il mondo non sa che quando la tua squadra prende un gol non è un errore della tua squadra o di una tua tattica, ma è una maleducazione della squadra avversaria. Perché noi viviamo in un mondo volgare“.

Il mondo non capisce che la classifica è un modo profondamente sbagliato di misurare il valore delle squadre. Primo, secondo, terzo, quarto ma che cosa vuol dire? Quello che conta sono i sentimenti. Tu hai sempre insegnato ai tuoi giocatori che fermare l’avversario è sleale, così distruggi il gioco, è un’offesa alla bellezza del calcio. Tu giochi sempre con lo stesso modulo: 6 attaccanti, 2 centrocampisti e in difesa due assistenti degli attaccanti avversari. E così ti hanno mai capito. Sei troppo avanti, tu sei più avanti di Lou Reed“. Zeman continuava a fumare, straordinariamente muto e con un sorriso beffardo.

images

Autobus in fiamme vicino ospedale Spallanzani


Roma: brucia un altro autobus nella Capitale vicino all’Ospedale Spallanzani!

Nei pressi dell’Ospedale Spallanzani di Roma un autobus ha preso fuoco lungo la via Portuense. Inutile l’intervento con l’estintore da parte dell”autista che ha dovuto chiamare i Vigili del Fuoco. Nonostante le fiamme e il fumo, nessuna conseguenza per i passeggeri. Ancora da chiarire le cause del rogo.

Incidenti dopo Inghilterra-Scozia, 30 arresti


articolo: https://www.ansa.it/europei_2020/notizie/2021/06/19/europei-inghilterra-scozia-incidenti-30-arresti_1ba1e149-a615-4cf3-b309-5a5292701ddb.html

E’ di trenta persone arrestate il bilancio dei problemi di ordine pubblico provocati dai tifosi di Inghilterra e Scozia prima, durante e dopo la partita fra le due nazionali ieri a Wembley (0-0).
Lo ha reso noto la polizia metropolitana di Londra, ieri dispiegata in forze, precisando che i supporte fermati hanno provocato risse, al centro della capitale britannica o nei pressi dello stadio, o si sono scontrati con le forze dell’ordine.

Molti di loro hanno anche fatto uso eccessivo di alcol, e di droghe, e c’è stato chi ha proferito insulti razzisti. Tutti e trenta gli arrestati sarebbero ancora in stato di fermo

I mastri birrai di Messina da operai a imprenditori


articolo: https://video.repubblica.it/gediwatch/i-mastri-birrai-di-messina-da-operai-a-imprenditori/389458/390175?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-T1

Lavoravano per un marchio simbolo della città. Quando è fallito, loro non si sono arresi. E utilizzando la ricetta tradizionale hanno fatto risorgere la produzione.

I mastri birrai di Messina da operai a imprenditori

La birra a Messina è una storia che risale al 1923, ma quella che rappresentava una tradizione nella storia produttiva della Sicilia rischiava di scomparire nel 2011, quando a causa dei modelli dominanti di economia fu chiuso lo storico stabilimento, ancora oggi dismesso e vandalizzato, con i dipendenti che rimasero senza lavoro. Dopo un anno e mezzo di presidi da parte dei lavoratori e vedendosi negare anche la possibilità di un prestito è intervenuta la Fondazione Comunità di Messina che non solo ha fatto da garante agli ex 15 operai, ma ha attratto importanti investimenti. Nel 2013 nasce così la cooperativa Birrificio Messina, con un nuovo stabilimento dove oggi viene prodotta La birra dello Stretto e la Doc15. A tramandare la ricetta “segreta” sono generazioni di mastri birrai che qui lavorano e hanno combattuto per salvare quella che a Messina è molto più che una tradizione.

Birricifio Messina – 15 operai diventano imprenditori

Video del 16 marzo 2016 – Rinasce,grazie a 15 operai che diventano imprenditori, il birrificio Messina. Vedi le immagini, realizzate da OndTv per il programma Tutto In, che descrivono la storia del birrificio. Per altre info seguici su http://www.bellasicilia.it

Moratti: “Gli ospedali San Paolo e San Carlo a Milano non saranno unificati”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/18/news/milano_gli_ospedali_san_paolo_e_san_carlo_non_saranno_unificati-306663565/

L’assessora al Welfare mette la parola fine al progetto: “Vogliamo mantenere operativi entrambi gli ospedali nelle collocazioni attuali“. Il piano di accorpamento risaliva a cinque anni fa.

articolo del 17 giugno 2021: https://alessandro54.com/2021/06/17/il-comune-di-milano-stop-alla-fusione-tra-ospedali-san-paolo-e-san-carlo-salviamoli-e-recuperiamoli/

Gli ospedali San Carlo e San Paolo a Milano non saranno unificati in un’unica sede. Il progetto di qualche anno fa è stato ufficialmente accantonato. Lo dice l’assessora regionale al Welfare Letizia Moratti, rispondendo ad una lettera dell’assessore all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran, che nei giorni scorsi aveva sollecitato il Pirellone a chiarire la situazione: l’incertezza sul progetto di fusione impediva il rilancio dei due ospedali.

E’ nostra ferma volontà – ha scritto a questo proposito ieri Moratti – quella di mantenere operativi entrambi gli ospedali nelle collocazioni attuali al fine di garantire servizi di prossimità ai cittadini milanesi di quell’area. E’ altrettanto nostra ferma volontà riqualificare i due presìdi con dotazioni tecnologiche all’avanguardia e mantenere il pronto soccorso presso il San Paolo“. L’assessora ha annunciato di aver mandato una lettera sull’argomento al sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

L’area che il Comune avrebbe individuato come possibile sede per un nuovo ospedale unificato – conclude la vicepresidente – non risponde alle esigenze dimensionali e logistiche, come ad esempio accessibilità stradale e parcheggi, e soprattutto imporrebbe alla Regione oneri di bonifica assolutamente incompatibili con le risorse stanziate“. Il progetto quindi, almeno in base a quanto dichiarato, tramonta definitivamente.

L’idea avanzata in passato era quella di costruire un polo sanitario da 700 e più letti a Ronchetto sul Naviglio, accanto all’ex scalo di San Cristoforo, vicino a dove ci saranno il capolinea della M4 e il deposito dei treni. L’investimento ipotizzato era di circa 400 milioni di euro: i due vecchi ospedali sarebbero stati trasformati in Pot (Presidi ospedalieri territoriali) con servizi per cronici e anziani. Il piano si era incagliato quando era emerso che l’area interessata necessitava di una impegnativa bonifica dei terreni con conseguente aumento dei costi. Già a febbraio l’allora assessore alla Sanità Gallera aveva chiesto al Comune di indicare una nuova area. Ma a quanto pare la scelta è stata di abbandonare il piano di accorpamento.

Furgone a fuoco: le fiamme bruciano il casello dell’autostrada alle porte di Roma


articolo: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_19/furgone-fuoco-casello-autostrada-incendiato-alle-porte-roma-6aec1fa6-d10b-11eb-aefe-08686ae203c5.shtml?fbclid=IwAR2X2Gkq7wzB92DOdwwEjFrQCJa4PS-nvdhC1CHlZ_LrB3wwCX7Ahw6vmzc

5c3fba81562d93f7ee2389a49ca8d303-0037-kW7F-U3270944456882jS-656x492@Corriere-Web-Roma

L’autoarticolato era in fila per pagare il tagliando quando è scoppiato l’incendio a bordo: nessun ferito. Barriera avvolta dal fumo nero e cartelli in fiamme all’altezza di Fiano Romano. Rallentamenti sulla diramazione Roma nord dell’A1

Momenti di paura nel pomeriggio di sabato al casello autostradale di Fiano Romano alle porte della Capitale dove un furgone di 35 quintali si è improvvisamente incendiato mentre si trovava in fila per il pagamento del tagliando di viaggio. L’autista si è subito messo in salvo e non ci sono altri feriti ma le fiamme si sono sviluppate subito alte e hanno coinvolto tre gate del casello distruggendoli, bruciati anche alcuni pali della segnaletica stradale. Sul posto sono subito intervenute le squadre dei vigili del fuoco che hanno spento il rogo. La polizia stradale ha immediatamente bloccato la circolazione nel tratto interessato e chiuso lo svincolo. Subito dopo l’incidente, ci sono stati rallentamenti sulla diramazione Roma nord dell’autostrada A1.

Poco prima delle 15 sull’autostrada A1, Milano-Napoli, «è stata temporaneamente chiusa in ingresso e in uscita la stazione di Fiano Romano, a causa di un mezzo in fiamme». È quanto fa sapere autostrade per l’Italia. «Sul luogo dell’evento oltre ai pompieri, anche il personale della Direzione 5 Tronco di Fiano Romano di Autostrade per l’Italia». Alle 17 circa, le operazioni di spegnimento del veicolo da parte dei vigili del fuoco si sono concluse mentre sono ancora in corso, da parte del personale di Autostrade, le attività di ripristino del casello per consentire la riapertura della stazione. Autostrade per l’Italia consiglia di utilizzare in ingresso e in uscita dall’autostrada la vicina stazione di Castelnuovo di Porto. La viabilità col passare delle ore, è tornata regolare.

Cade aereo, muore Egidio Gavazzi, fondatore di Airone


articolo: https://www.ansa.it/veneto/notizie/2021/06/19/aereo-precipitato-a-padova-un-morto-carbonizzato-_d1e0bb7c-1c2f-4f62-b6f3-95d69cfa42c7.html

Egidio Gavazzi, editore e fondatore di riviste tra cui ‘Airone‘ e ‘Aqua‘,  ha perso la vita oggi nello schianto dell’ultraleggero appena fuori dall’aeroporto Allegri a Padova. Classe 1937, nato a Erba, in provincia di Como, ma residente a Milano, discendente di una articolata e nobile famiglia lombarda, Gavazzi era naturalista, ambientalista.

Fu fondatore delle riviste Airone e Aqua, nonché della Società Italiana Caccia Fotografica, scrittore amante di libri, natura e soprattutto innamorato degli aerei.

L’aereo sarebbe stato in fase d’atterraggio, e forse per un errore nell’avvicinamento, o un problema tecnico, sarebbe andato lungo, picchiando contro un albero e schiantandosi poi a terra. A pochi metri dal luogo dell’incidente scorre via Sorio, una strada cittadina, molto trafficata.